"Coloro che sognano di giorno sanno molte cose che sfuggono a coloro che sognano di notte soltanto." Edgar Allan Poe
"Non sono niente. / Non sarò mai niente. / Non posso volere d’essere niente. / A parte questo, ho in me tutti i sogni del mondo..."Alvaro de Campos (Tabacaria)
"Un mattino, ci si sveglia. E’ il momento di ritirarsi dal mondo, per meglio sbalordirsene. Un mattino, si prende il tempo per guardarsi vivere" da Neve di M. Fermine
"Ci sono due specie di persone. Ci sono quelli che vivono, giocano e muoiono. E ci sono quelli che si tengono in equilibrio sul crinale della vita." da Neve di M. Fermine
"Mi sembrava che l’anima viva dei colori emettesse un richiamo musicale, quando l’inflessibile volontà del pennello strappava loro una parte di vita." W. Kandinsky
"Do asilo dentro di me come a un nemico che temo d’offendere, un cuore eccessivamente spontaneo che sente tutto ciò che sogno come se fosse reale, che accompagna col piede la melodia delle canzoni che il mio pensiero canta, tristi canzoni, come le strade strette quando piove." F. Pessoa da Poesie inedite
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giovedì 12 ottobre 2006 - ore 10:05
facciamo colazione va...
(categoria: " Vita Quotidiana ")
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mercoledì 11 ottobre 2006 - ore 09:33
anche i tram deragliano
(categoria: " Vita Quotidiana ")
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martedì 10 ottobre 2006 - ore 09:48
I premi Ignobel 2006
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Ornitologia: Ivan R. Schwab, dell Università della California a Davis, e Philip R.A. May, dellUniversità della California a Los Angeles, per aver spiegato perché i picchi non soffrono di emicrania.
Nutrizione: Wasmia Al-Houty della Kuwait University e Faten Al-Mussalam della Kuwait Environment Public Authority, per aver dimostrato che lo scarabeo stercorario è piuttosto schizzinoso nellalimentazione.
Pace: Howard Stapleton (Merthyr Tydfil, Galles), per avere inventato un’apparecchiatura che emette suoni fastidiosi per l’orecchio degli adolescenti, ma non udibili dalle persone adulte. E poi per aver realizzato con lo stesso sistema delle suonerie per cellulari udibili dagli studenti ma non dai professori.
Acustica: D. Lynn Halpern (Harvard Vanguard Medical Associates) e colleghi (Brandeis University e Northwestern University),per avere condotto esperimenti per comprendere perché la maggioranza delle persone non sopporta il rumore delle unghie sulla lavagna
Matematica: Nic Svenson e Piers Barnes (Australian Commonwealth Scientific and Research Organization), per aver calcolato il numero di scatti necessari per assicurarsi (o quasi) che nessuna delle persone immortalata in una fotografia di gruppo abbia gli occhi chiusi.
Letteratura: Daniel Oppenheimer (Princeton University), per il suo studio sulle conseguenze dellutilizzo di un linguaggio erudito indipendentemente dalla necessità: problemi legati all’abuso di parole lunghe.
Medicina: Francis M. Fesmire (University of Tennessee College of Medicine) e Majed Odeh, Harry Bassan, Arie Oliven (Bnai Zion Medical Center di Haifa), per gli studi sulla interruzione del singhiozzo intrattabile con digitomassaggio rettale.
Fisica: Basile Audoly e Sebastien Neukirch (Università Pierre et Marie Curie di Parigi), per lo studio sulle ragioni per cui, spezzando una manciata di spaghetti secchi, questi si rompono in più di due pezzi.
Chimica: Antonio Mulet e colleghi (Università di Valencia, Spagna), e Carmen Rosselló (Università delle Isole Baleari, Spagna), per lo studio sulla «velocità ultrasonica nel formaggio cheddar a pasta dura in relazione alla temperatura».
Biologia: Bart Knols (Wageningen Agricultural University, Paesi Bassi e International Atomic Energy Agency) e Ruurd de Jong (Wageningen Agricultural University) per aver dimostrato che la zanzara Anopheles gambiae è attratta allo stesso mpdo dallodore dei piedi umani e del formaggio tipo limburger.
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martedì 10 ottobre 2006 - ore 09:06
Siamo conservatori quasi per necessità
(categoria: " Vita Quotidiana ")
10. Schizofrenia
Se davvero ci troviamo nel bel mezzo di uno scontro tra civiltà e barbarie, non è una perdita di tempo fermarsi a capire, per un attimo, da che parte stanno le istituzioni a cui affidiamo il compito delleducazione. Le fornaci ufficiali dove si mettono in cottura i nostri cervelli. Scuola e televisione, direi: è lì che passa il grosso della formazione collettiva. Ci sono naturalmente tante altre cose, ma se vogliamo guardare alle due fornaci maggiori, è lì che dobbiamo fermarci. E chiederci: da che parte stanno? Facile: la scuola sta dalla parte della civiltà, la televisione da quella della barbarie.
Evidentemente ci sono un sacco di eccezioni: una singola figura di professore o una particolare trasmissione possono cambiare molto le cose. Ma se dobbiamo attenerci a una tendenza di massima, vincente sulle altre, allora penso si possa dire serenamente che a scuola si insegnano i principi della civiltà di monsieur Bertin e alla televisione domina lideologia dei surfer. Non ho tempo di fare tutti i distinguo del caso, e capire dove la scuola elementare è differente dalla scuola superiore, e dove Report è differente dai reality show: ma credo che, in linea di massima, si possa effettivamente riconoscere che la scuola presidia i valori della civiltà, e la televisione sperimenta senza alcuna cautela il nuovo sentire dei barbari. Cosa se ne può concludere? Innanzitutto che siamo gente schizofrenica, che al mattino ragiona come Hegel e dopo pranzo si muta in pesce, e respira con le branchie. Cosa che non finisce di affascinarmi. Nel liceale che al mattino studia Lorenzo Valla (succede) e nel pomeriggio si trasforma in un animale della rete, decollando nel suo personale multitasking, è inscritta una schizofrenia che andrebbe capita. Come è spiegabile la mansuetudine con cui accetta la scuola? O, al contrario, come spiegare la naturalezza assoluta con cui vive da pesce non appena si chiude in camera sua? E una singolare specie di anfibi mentali, o quel che vivono al mattino lo vivono trattenendo il fiato, in una sorta di ipnosi rinunciataria? Oppure, al contrario: sono vivi solo al mattino, e il pomeriggio si fanno frullare da un sistema luccicante di cui sono vittime più che protagonisti?
Ma anche, si potrebbe dedurre, siamo una collettività in cui i principi della civiltà restano una specie di boccone prelibato, riservato a chi ha la possibilità di formarsi nelle istituzioni scolastiche, e la barbarie è una specie di ideologia di default, concessa gratis a chiunque, e consumata massicciamente da chi non ha accesso ad altre fonti di formazione. Cosa non inedita, nella nostra storia: la civiltà come lusso, e la barbarie come riscatto degli esclusi. Certo, rispetto al passato, noi possiamo farci forti di una scolarizzazione di massa che non ha precedenti: e possiamo credere che, in qualche modo, ci è riuscito di rendere disponibile ai più il luogo protetto in cui la civiltà consegna la sua eredità. Ma rimane sospetta lacquiescenza con cui si è abbandonato laltro pilastro formativo, la televisione, consegnandolo allegramente al nemico. Passi la televisione commerciale, ma quella pubblica? Come può essere accaduto che sia divenuta, essa stessa, un quartier generale dei barbari? A parte ogni ragione di carattere tecnico o economico, non puzza un po che si sia consegnato al nemico, quasi senza combattere, proprio il quartiere più popolare, ritraendosi nei quartieri dorati del centro città? Lo vedete il maligno istinto a reagire allaggressione dando in pasto i peones più deboli e intanto ritirando la parte nobile dellesercito nel lusso di blindate roccaforti? Errore strategico, perché se lasci arrivare il barbaro sotto le mura, poi quello le scavalca, o trova la feritoia, o compra il traditore.
11. Politica culturale.
E in mezzo, tra televisione e scuola, cè tutto il campo aperto della cultura e dellentertainment. In parte è un terreno lasciato allistinto del mercato. Ma in parte è presidiato invece dalla collettività, che lo gestisce secondo criteri che poi noi chiamiamo: politica culturale. Con quali fini? Tramandare la civiltà o convertirsi alla barbarie? Bella domanda. A pensare al nostro cortile, verrebbe da rispondere: tramandare la civiltà. Viviamo daltronde in un paese, noi italiani, che, solo nella preventiva conservazione e nella difesa dei propri beni artistici, brucia immense quantità di risorse e attenzione: il che rappresenta un compito tanto doveroso quanto allineato ai principi e ai valori di monsieur Bertin. E un tipo di cura orientato al passato e alla salvaguardia della tradizione: ovvio che se ne sia usciti fortemente segnati: per gente abituata a tenere in piedi monumenti che crollano, deve risultare ovvio che lo stesso tipo di gesto vada fatto per cose meno materiali come le idee, la bellezza o il sentire morale. Siamo conservatori quasi per necessità.
Comunque si giudichi la faccenda, possiamo quindi dire che, da noi, quando la collettività si muove per indirizzare il tempo della gente e le sue sortite culturali, lo fa con lo scopo di riaffermare e diffondere i principi della civiltà. Fino a qualche anno fa, poteva essere un principio pacifico e inattaccabile. Ma adesso? Quale senso profondo può avere e bruciare risorse significative per consegnare a così tanti barbari un corredo mentale di cui loro, da tempo, hanno deciso di fare a meno? Non sarebbe piuttosto sensato usare le stesse risorse per accompagnare il formarsi di quella strana, nuova, civiltà, magari costringendola a connettersi con la saggezza e il sapere che essa, sbrigativamente, tenderebbe a liquidare come anacronismo inutile?
La parte più facile e immediata di un simile dubbio ha iniziato a salire in superficie, nel mondo delle politiche culturali, in questi ultimi anni. E la forma del dubbio è diventata questa: non è che dobbiamo andare un po incontro a questi barbari, e trovare un modo di presentar loro le cose un po più accattivante? Naturalmente, come progresso è piuttosto misurato, per non dire ridicolo, ma è sempre meglio di niente. Così si è arrivati a porsi il problema del come tramandare la civiltà. Che so: si è arrivati alla ovvia intuizione che la struttura ottocentesca dei musei non era proprio il massimo per un quattordicenne figlio di Internet. Oppure si è capito che, versando le stesse cose che si sono sempre fatte nel contenitore di un festival o di un grande evento, si mima quella struttura da sistema passante e da sequenza sintetica che i barbari prediligono su ogni altra. Oppure si è andati a cercare un tratto spettacolare, anche nei gesti più composti e rigorosi, per ritrovare quella velocità, e quella produzione di movimento, senza le quali quei gesti restano al di fuori delle consuetudini dei barbari. Insomma, ci si è dati un gran da fare. A monte, il tipo di intelligenza non è cambiato molto, e anche le persone, e letà di quelle persone: ma una ventata di modernismo spudorato ha iniziato a scompigliare le stanze, marcescenti, della tradizione.
Io, al riguardo, ho una sola cosa da dire. Non trasformi un nomade in agricoltore sedentario facendogli delle case a forma di tenda, e coltivandogli tu il campo. Tradotto: se è solo una questione di maquillage, allora è una falsa soluzione, e anzi è una resa che otterrà solamente di allungare lagonia.
Quando, invece, enorme sarebbe il compito storico di una politica culturale se solo coloro che la pensano capissero che non il salvataggio furbesco del passato, ma, sempre, la realizzazione nobile del presente è quanto si deve fare per assicurare alle intelligenze una minima protezione dallazzardo del mercato puro e semplice.
(28-continua)
(10 ottobre 2006 - A.Baricco - www.repubblica.it)
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lunedì 9 ottobre 2006 - ore 09:06
mmmm...
(categoria: " Vita Quotidiana ")
stamattina mi servirebbe questo...
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venerdì 6 ottobre 2006 - ore 15:23
mmmmmmm
(categoria: " Vita Quotidiana ")
in questo momento vorrei tanto aprire il cassetto e trovarci dentro una cosa così...
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venerdì 6 ottobre 2006 - ore 12:14
Stay Free
(categoria: " Vita Quotidiana ")
We Met When We Were In School
Never Took No Shit From No One, We Werent Fools
The Teacher Says Were Dumb
Were Only Having Fun
We Piss On Everyone
In The Classroom
When We Got Thrown Out I Left Without Much Fuss
An Weekends Wed Go Dancing
Down Streatham On The Bus
You Always Made Me Laugh
Got Me In Bad Fights
Play Me Pool All Night
Smokin Menthol
I Practised Daily In My Room
You Were Down The Crown Planning Your Next Move
Go On A Nicking Spree
Hit The Wrong Guy
Each Of You Get Three
Years In Brixton
I Did My Very Best To Write
How Was Butlins?
Were The Screws Too Tight?
When You Lot Get Out
Were Gonna Hit The Town
Well Burn It Fuckin Down
To A Cinder
Cos Years Have Passed And Things Have Changed
And I Move Anyway I Wanna Go
Ill Never Forget The Feeling I Got
When I Heard That Youd Got Home
An Ill Never Forget The Smile On My Face
Cos I Knew Where You Would Be
An If Youre In The Crown Tonight
Have A Drink On Me
But Go Easy...Step Lightly...Stay Free
The Clash
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venerdì 6 ottobre 2006 - ore 08:58
On Air
(categoria: " Vita Quotidiana ")
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giovedì 5 ottobre 2006 - ore 17:29
Modì
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Si adagia la sera
su tetti e lampioni
e sui vetri appannati dei bar
e il freddo ci mangia
la mente e le mani
e il colore dellambra dovè?
ripensa alla luce
e al sole dItalia
che Dante dautunno cantò
che io sto vicino a te
e tu sai perché
stai vicino a me
questa notte e domani se puoi
ricordi via Roma
la luna rideva
lì ti ho scelto e voluto per me
mi guardavi e parlavi
dei volti tuoi strani
degli occhi a cui hai tolto letà
e ora si scioglie la sera
nei pernod, nei caffè
nei ricordi che abbiamo di noi
per amore tradivi
per esister morivi
per trovarmi fuggivi fin qua
perché Livorno dà gloria
soltanto allesilio
e ai morti la celebrità
ma io sto vicino a te
in silenzio accanto a te
stai vicino a me
questa notte e domani se puoi
questa notte e altre notti
verranno anche se
non sentiremo ancora cantar
ascolteremo la pioggia
bagnarci i colori
e mischiare i miei pensieri nei tuoi
ormai è lalba e ho paura
di stare a restare
da sola a scordarmi di noi
e allora sto
vicino a te
anche se non vedi che
io son qui vicino a te
questa notte e domani
sarò...
Vinicio Capossela
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giovedì 5 ottobre 2006 - ore 15:12
stasera
(categoria: " Vita Quotidiana ")
PIZZA + CSI
ECCCCEZZZZIONALE!!!
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