spazio di infiniti ritotni e slanci caratteriali e impressionistici...tutto il più eternamente coplicato che c’è
"NON MI CONFONDERE CON NIENTE E NESSUNO E VEDRAI CHE NIENTE E NESSUNO TI CONFONDERA’"
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giovedì 17 febbraio 2011 - ore 21:35
Goodnight friend
(categoria: " Vita Quotidiana ")
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Dall’età di cinque anni e mezzo qualcosa mi impedisce di avere delle relazioni amicali con persone appartenenti al mio stesso genere, se non occasionali o contorte. Inizio a stufarmi di ciò.
Hengie,your make-up has melted
hengie,confide in cats
number more your steps
when you’re walking back home
oh hengie, dust your cinema-star rags!
Hengie keeps her tears in a bottle
of cheap french parfum
hengie brings it always with her
she’s a marilyn monroe fan
she’s queen of the border line.
Hengie never sings in the rain
hengie never spreads crumbs of bread
but there’s a little place in her mind
where she feels loved by the crowd
...the carpet rolls ...the flashes shines
welcome hengie:queen of the border line.
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domenica 13 febbraio 2011 - ore 20:12
Se non ora, prima.
(categoria: " Vita Quotidiana ")
«Due giovani pesci nuotano insieme. Incontrano un pesce più vecchio che nuota in direzione opposta. "Buongiorno ragazzi, com’è oggi l’acqua?", fa il vecchio. I due continuano a nuotare per un po’, perplessi. Poi uno dei due dice: "E che diavolo è l’acqua?"».
Ecco la visione del mondo dei personaggi di Wallace. Sono così maledettamente presi da se stessi che hanno perso di vista il mondo. Sono come pesci che nuotano in quell’esasperato «egocentrismo naturale» in cui tutti siamo immersi senza essere in grado di vederlo. Ma meglio capire che moraleggiare: «Ragazzi, io non sono il pesce vecchio e saggio che vuol farvi la lezione».
...
«Ma per favore, non liquidate questo discorso come il sermone del solito professorone che agita il dito. Niente di ciò che ho detto ha a che vedere con la morale, la religione o i dogmi, o coi dilemmi sulla vita dopo la morte. La Verità con la V maiuscola riguarda la vita prima della morte. Riguarda la possibilità di riuscire ad arrivare ai trenta, o ai cinquant’anni, senza che vi venga voglia di spararvi un colpo alla testa. Riguarda la semplice consapevolezza di quello che è così vero ed essenziale, così nascosto in bella vista attorno a tutti noi, che dobbiamo continuare a ripeterci costantemente: "Questa è l’acqua, questa è l’acqua."»
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martedì 8 febbraio 2011 - ore 22:58
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Il prossimo che mi confessa coma ha fatto ad entrare nella SANITA’ PUBBLICA, me lo sbrano vivo
"E penso a noi italiani, a voi che mi fissate sbadigliando nei vostri salotti del cazzo. “Noi non conosciamo nessuno!” C’era un numero chiuso per la mia iscrizione a scuola? “Noi non conosciamo nessuno!” I primi problemi con la giustizia? “Noi non conosciamo nessuno, Jack.” Sul lavoro mi facevano una porcata? “Noi non conosciamo nessuno!” Mia madre no, era americana, ma mio padre me l’avrà ripetuta mille volte. Mio padre era italiano. “Noi non conosciamo nessuno!”
Vorrei che fosse scritta nelle aule dei tribunali al posto di “La giustizia è uguale per tutti”, che non è vero, se non come affermazione di principio. “Noi non conosciamo nessuno!” invece, è la verità di quarantacinque milioni di italiani su cinquanta.
Cinque milioni, e forse più, “qualcuno” lo conoscono. Se non un santo: un mezzobeato, l’autista, la cameriera del santo, la suocera del marito della cugina dell’amante dell’onorevole, ma qualcuno in paradiso ce l’hanno.
Ma 45 milioni questa tizia, questa cugina dell’amante, questa stronza, non la conoscono. Ad alcuni piacerebbe, non dico di no. Se ne approfitterebbero subito, gli chiederebbero IL FAVORE, altra parola italiana criminale: “favore”. In ogni caso, “Noi non conosciamo nessuno” resta l’affermazione più grande ed orribile degli italiani, perché significa che in questo paese se non conosci qualcuno sei fottuto. La so la replica, la so. “Ma che possiamo fare contro le raccomandazioni? Noi non possiamo farci niente!”
Beh, come diceva Kark Kraus, “Ho sempre considerato come massima aggravante il fatto che uno non abbia potuto farci niente.”
Voi, per favore, non chiedete favori, non raccomandate i vostri figli, e se i figli di chi conosce qualcuno passeranno davanti ai vostri, pazienza. Se per sbaglio, o per coincidenza, vi capiterà talvolta di far due chiacchiere con “le persone giuste”, vergognatevene un poco e domandate scusa. Siate orgogliosi di non aver mai conosciuto qualcuno."
L’Italia ha bisogno di una lezione di stile.
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martedì 8 febbraio 2011 - ore 18:57
Mi trovi lì dov’ero
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Dicevamo che la carta vincente consisteva nello specializzarsi in qualcosa, nell’eccellere in un’attività, nel saper fare qualcosa eccezionalmente bene.
Ebbene non si può. E’ praticamente impossibile.
E’ come la nebbia di stamattina che ti dice che d’altronde oggi è il domani di cui ti preoccupavi ieri, ma che non ti fa vedere al di là del tuo naso, nel mio caso va anche bene, ma non è abbastanza per vedere con lungimiranza quel qualcosa in cui iniziare a specializzarsi. Ti impongono per necessità di fare miliardi di cose differenti in maniera tale poi che al momento di richiederti una competenza specifica potranno ben dirti che non ce l’hai, che la tua esperienza lavorativa essendo stata varia non ti ha permesso di qualificarti seriamente in un settore.
Mai come stamattina Padova è stata il riporto trapiantato dei capelli di Silvio, mai come stamattina mi sarebbe piaciuto fosse estate, nella casa al mare a specializzarmi fortissimamente a sentir caldo e basta.
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martedì 1 febbraio 2011 - ore 23:52
Quando hai le ciabatte in case, perchè strisci?
(categoria: " Vita Quotidiana ")
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Sostanzialmente la depressione è sopravvenuta pure a me,
non v’è traccia di buon umore,
le mie strategie tutte sul comodino.
Lo vedi pure dalle rime che nemmanco ci stanno,
e dal sole la mattina che, invano,
cerca di convicere il mio cervello a secernere buonumore,
mentre micincoro rincorrono fenicotteri silenziosi.
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domenica 30 gennaio 2011 - ore 20:55
Cosa vuoi?Siamo scimmie terrestri, fa bene all’immagine
(categoria: " Vita Quotidiana ")

Abbiamo più o meno tutti quasi trent’anni. Sentirmi in tono con dei trent’enni che cantano descrivendo l’esatto posto che occupiamo al mondo mi rende senza età e ci sono solo cose che cambiano, senza lo stantio rincorrersi delle stagioni. Io ed i miei amici, non quelli immaginari, ma forse anche un pò quelli, non tolleriamo bene la folla. Ed il fumo ingabbiato pronto a rosicarsi aria, vestiti e cervelli. Mi allontano, mi avvicino, poi bassa marea e mi son persa da sola, spazientita e di cattivo umore. Non fidarsi di nessuno è una verità scomoda.
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venerdì 28 gennaio 2011 - ore 15:45
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Quella strana convinzione che le vicende che mi capitano abbiano un senso ulteriore, significhino qualcosa; che la vita con le sue vicende racconti qualcosa di sé, ci sveli gradatamente qualche suo segreto, stia davanti a noi come un rebus il cui senso è necessario decifrare, e le vicende che viviamo siano la mitologia della nostra vita e in questa mitologia stia la chiave della verità, e del mistero. Si tratta forse di un inganno? È possibile, è addirittura probabile, ma non riesco a sbarazzarmi del bisogno di decifrare continuamente la mia vita.
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sabato 22 gennaio 2011 - ore 16:31
Il giapponese cantante di sessantanni e passa è una questione di qualità
(categoria: " Vita Quotidiana ")

Misia con il montone autoreferenziale,
sembra arrivata da unaltra luna,
dove non si suonano strumenti a fiato,
i pifferi suonano muti solo sui libri e a nessuno piace Lali Puna.
Lì, difatti, son bandite le vocine flebili femminili,
esiste solo Enzo che guarda silenzioso e ci segue,
mentre Manuel e Xabier raccolgono i loro monili,
e bologna uccisa da un indiegirl bionda stramazza al suolo.
Questa non è una poesia,
non vè nemmeno la metrica,
è solo un venerdì sera raccontato prima che volasse via.
Preghiera al santo Manuel con trolley,
ti prego dammi la forza di essere me stessa,
sempre diversamente vestita.
amen
e mi illumino di immenso.
(se non avete capito, la parte in cui dico mi illumino di immenso non lho scritta io. ciao.)
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mercoledì 19 gennaio 2011 - ore 21:05
"Non faccia il buffone, faccia il cittadino"
(categoria: " Vita Quotidiana ")

Ora puoi, il fisico ce l’hai
per fare la rivoluzione che aspetto
Niente dirò e tu non capirai
affronta la rivoluzione allo specchio

Non ridere
se fossi in te
farei la mia rivoluzione di colpo
Ti aspetto
finirai di ridere
Come affondo,io non so
tu ieri mi hai buttato nel Po
costringendomi a restare giù
Dicevi: io non scherzo

E tu lo sai,mi tireranno su poi
Saranno gli anni che ci dividono
fa come se non esistessi e poi
avrai un mondo così facile
facile

Ora puoi,il fisico ce l’hai
per fare la rivoluzione che aspetto.

Photos: Lukasz Wierzbowski (neon.tambourine)
Lyrics: Verdena
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domenica 16 gennaio 2011 - ore 22:13
(categoria: " Vita Quotidiana ")
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"Che mi sono laureata a fare se non devo lavorare?
mi laureavo tra un altro poco,che sicuro tra un altro poco trovo lavoro.
il lavoro oggi non c’è. domani c’è sicuro.
lo dice Gesù sicuramente da qualche parte.
io invece di studiare mi pigliavo il caffè alla macchinetta e me ne stavo tutto il giorno vicino alla macchinetta.
Chi me l’ha fatto fare poi dopo il caffè di studiare.
Secondo me oggi ho sbagliato giorno per leggere gli annunci. Domani è meglio.
Pure ieri ho sbagliato giorno. Pure gli altri giorni.Bisogna partire sempre da domani.
Tra vari anni trovo lavoro,per ora nessuno mi risponde.
Non è fashion rispondere."
Fonte:
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