Alla fine muore, oppure è tutto un sogno.
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(Attenzione. Questo è un messaggio subliminale. Compra i miei libri. Compra i miei libri. Compra i miei libri. Compra i miei libri. Compra i miei libri.)


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If I were to suggest that between the Earth and Mars there is a china teapot revolving about the sun in an elliptical orbit, nobody would be able to disprove my assertion provided I were careful to add that the teapot is too small to be revealed even by our most powerful telescopes. But if I were to go on to say that, since my assertion cannot be disproved, it is intolerable presumption on the part of human reason to doubt it, I should rightly be thought to be talking nonsense. If, however, the existence of such a teapot were affirmed in ancient books, taught as the sacred truth every Sunday, and instilled into the minds of children at school, hesitation to believe in its existence would become a mark of eccentricity and entitle the doubter to the attentions of the psychiatrist in an enlightened age, or of the Inquisitor in an earlier time.
(B.Russell)
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[ ELENCO ULTIMI COMMENTI RICEVUTI ]
martedì 21 novembre 2006 - ore 09:16
Solo una cosa
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Il fottuto libro è fottutamente finito.
Tripudio e gaudio.
Uscita prevista: Gennaio/Febbraio.
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PERMALINK
lunedì 20 novembre 2006 - ore 18:01
Cose degli Stati Uniti che ogni tanto ci penso e mi mancano un sacco.
(categoria: " Vita Quotidiana ")
- Tutto grande, tutto bello.
- Strade larghissime dove non vai mai a contatto coi Tir, perchè sono tipo 38 corsie più in là.
- I Tir stessi, che sono bellissimi.
- I Sushiodromi all you can eat.
- Il baseball allo stadio.
- La gente che fa la fila in modo ordinato, anche se è lunga diciotto km.
- I frullatoni energetici di Jamba Juice, per finire i quali impiegavo tre ore. Quando li finivo.
- New York. Tutta. A tutte le ore. La sua puzza. I suoi edifici enormi. Central Park a piedi. I clacson. Gli ambulanti che vendono hot-dog e pretzel ad ogni angolo. Girare per strade che hai visto in mille film. La sensazione di trovarsi al centro dell’universo.
- I fast food con l’atmosfera da Happy Days.
- La sabbia di Sarasota.
- Il Clam Chowder di Boston.
- La TV con centomila programmi interessanti a tutte le ore.
- Quella gara quel giorno a quel Fatburger.
- Palm Springs, il suo caldo atroce e il suo lusso sfrenato.
- Il letto dellhotel di San Francisco.
- Quel meraviglioso paradosso di Las Vegas.
- I centoventi dollari che ho perso a Las Vegas.
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PERMALINK
lunedì 20 novembre 2006 - ore 09:36
Puoi giocare un’altra canzone dei Killers?
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Immagino che il simpatico Erasmo giunto in console sabato sera intendesse dire "suonare": dannato traduttore di Altavista (Babelfish, per i più fighi).
Oddio, "console". Un tavolino con dei cdj. Ma va bene così. Va bene anche alternare 500 generi, arrivare con la pista riempita da commerciale tunztunzifera e trovarsi a dover rovinare la serata a quella gente col rochenroll. Io amo rovinare la serata alla gente col rochenroll. Anche perchè quei 10-15 che collaborano col tuo subdolo piano di sabotaggio-serata li trovi sempre.
Lo Stalker ha bisogno di tempo, ma potrebbe diventare una realtà interessante. Mi ricorda il primissimo DNA, con tutte quelle sedie di legno in giro. Ma se ne riparlerà, questo è certo.
Stasera se iddio vuol si mette la parola fine sul libro, una volta per tutte.
Post scriptum: -22 dopo 12 giornate. Troppa grazia.
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PERMALINK
venerdì 17 novembre 2006 - ore 09:21
Domani
(categoria: " Vita Quotidiana ")
C’è una festa Erasmus, a Padova. Ma grande, eh. In un posto che ancora non ho visto, tale Stalker, ex Coyote Ugly. Corso Australia, per intenderci. E insomma, a sta festona ci saranno quattro diggei per quattro generi diversi: portabandiera dell’indirochenroll sarà il sottoscritto, quindi se proprio non avete idea di come riempire la vostra vuota serata, fateci un pensiero. Due euro di ingresso e due euro la birra: meglio di così.
Ieri sera Vincenzino e soci in quel di Bologna. Non c’è niente da fare, son meravigliosi. Inoltre mi hanno raccontato tanti aneddoti divertentissimi targati EMI, tipo che stanno per lanciare un bimbo di 19 anni che considerano "il nuovo Michael Jackson" (musicalmente parlando, si spera) e che loro sono la band più giovane sotto contratto. Che poi, tra l’altro, non è difficile immaginarsi Vincent in versione star di prima grandezza: è un fenomeno come ne escono ogni 10-15 anni. Ah, provate ad andare su Google.it, cercare su immagini "Vincent vincent and the villains" (con tanto di virgolette) e guardate qual è il primo risultato.
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PERMALINK
giovedì 16 novembre 2006 - ore 09:45
Stasera. Bologna. Covo.
(categoria: " Vita Quotidiana ")
C’è un concerto. Ma mica un concerto qualsiasi. No no. Ci sono
Vincent Vincent & the Villains in concerto. Proprio loro, quei tizi che lo scorso 28 Aprile, tra casse che non funzionavano e deliri di onnipotenza di poveri dementi, che raggiunsero l’apice la settimana seguente mettendo la parola *fine* su una stagione allucinante (sia in senso buono che in senso... meno buono) deliziarono la platea del DNA con una piccola gemma di concerto.
Non mi stupisco, dunque, della loro recente firma per cinque anni per la EMI: raramente mi sono imbattuto in qualcuno dotato di un talento tanto limpido, mi pareva strano che le lungimiranti case discografiche britanniche non se ne fossero ancora accorte. E insomma, è un piacere ritrovarli in Italia a distanza di oltre sei mesi, anche perchè oltre ad essere una signora band erano anche ragazzi divertentissimi e alla mano. Quindi viva i Vincenzi e tutti a Bologna.
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PERMALINK
mercoledì 15 novembre 2006 - ore 09:49
Metti un martedì sera.
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Sconcertato da rivelazioni sconcertanti. La maledizione del T9, che sostituisce "con" con "amo". Gente che non ballerà mai più nella vita per colpa di qualche buontempone. Serate Erasmus (tipo sabato) in locali nuovi (tipo lex Coyote Ugly) con dei signori diggei (tipo io). Canzoni ascoltate una volta che diventano subito inni generazionali. Sonno.
Humanzi - Out on a wire (2006)
Lyrics not available
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PERMALINK
martedì 14 novembre 2006 - ore 10:46
Corso di aggiornamento.
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Mattinata di spese su play.com, che era da tanto che non ne facevo.
Crap Attack (With Bonus DVD) - We Are Scientists €13.49
Drop It Till It Pops - Hot Club De Paris €16.49
So This Is Great Britain - The Holloways €14.99
Someone To Drive You Home - The Long Blondes €11.99
Mi fermo, prima che sia troppo tardi.
Ah, nel disco dei We Are Scientists c’è una cover di un pezzo dei Sigur Ros. Ahahahahah. Potrebbe essere l’highlight assoluto del mio 2006.
Quote del giorno:
"La realtà è che le grandi religioni organizzate non funzionano. Portano le persone ad odiarsi e non sono caritatevoli. Dal mio punto di vista, le vieterei completamente, anche se ci sono persone e cose meravigliose spesso legate ad esse." (Elton John)
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PERMALINK
lunedì 13 novembre 2006 - ore 09:30
Questa poi!
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Ciao,non ci conosciamo.Forse questo messaggio,come immagino,dopo avere dato uno sguardo al tuo blog, ti darà fastidio,e potrebbero nascere probabili commenti noti e banali.Ma volevo dirti che ti dovresti vergognare,come tutti gli altri che hanno commentato le cose che hai scritto,per il post che hai fatto su Don Marco.La bassezza e ignoranza ne è l’unico comune denominatore.Mi dispiace,anche se so che a una persona come te..questo messaggio, purtroppo sarà solo motivo di attacco..ma non c’è l’ho fatta a non scriverti, per dirti che forse un giorno la vita ti insegnerà, quali sono i veri valori, che non iniziano e finiscono in uno spritz,o in quasi insulti gratuiti verso una persona che di certo non ha scelto una strada facile.Credo che la sua presenza da Santoro sia stata fondamentale,e i vostri commenti sono incommentabili,perchè probabilmente invece di ascoltare sinceramente,già pensavi alle "cazzate",scusami per il termine, ma solo questo mi viene, che avresti scritto dopo.Per il resto,è affar tuo quello che farai di questo messaggio,semmai lo leggerai,a me sinceramente non interessa.CiaoAnalizziamo.
1) Cosa sono i "commenti noti"?
2) Un giorno, forse, la vita mi insegnerà quali sono i veri valori. E se me lo dice "Esra", che i veri valori li ha trovati, siamo a cavallo.
3) Questi veri valori, poi, non iniziano e finiscono in uno spritz (??), o in quasi insulti gratuiti (quasi, eh).
4) Don Marco non ha scelto una strada facile. No eh. No no. Non campa coi soldi dell’8 per mille senza fare un cazzo dalla mattina alla sera. No, macchè. E’ una strada difficilissima. Altro che i missionari in Africa.
5) Su una cosa siamo d’accordo, la sua presenza da Santoro è stata fondamentale.
6) Bene, dato che non ti interessa non te la prenderai se l’ho esposto al pubblico ludibrio, cara "Esra".
Buona settimana a tutti. E cambiando argomento, venerdì sera all’Unwound si è scritto un pezzo di storia.
E anche sabato a Trieste, direi.
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PERMALINK
venerdì 10 novembre 2006 - ore 09:40
Cosa avrà pensato...
(categoria: " Vita Quotidiana ")
... Don Marco, ospite alla trasmissione di Santoro ieri sera su Rai Due, mentre di fronte ad una platea di milioni di persone veniva tacciato di incoerenza dal conduttore?
a) Mio dio, mio dio, perchè mi hai abbandonato?
b) Bonolis suda più di me, e fa i miliardi. Quasi quasi inauguro una mia versione del gioco delle scatole. E la chiamerò... il gioco degli spritz!
c) Non trovo il tasto CANCELLA per togliere ogni prova di quello che mi sta dicendo Santoro. Aiuto!
d) Altro (segnalare nei commenti)
Questa sera, prima Lemonheads al New Age, poi DJ Set post concerto dei Club 11 allUnwound. Olè.
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PERMALINK
giovedì 9 novembre 2006 - ore 09:49
Have you ever seen the lights?
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Ecco, abbiamo sfatato anche questo tabù: i Killers dal vivo non fanno più cagare. Rolling Stone pieno in ogni ordine di posti, una quantità enorme di ragazzini made in MTV e di stranieri (in giro per l’Europa c’era il tutto esaurito ovunque, pare, e solo in Italia è rimasto qualche posto libero fino a un paio di giorni dal concerto), qualche
intrusa alle prese con l’emozione da primo concerto infrasettimanale meneghino supportata da una compagna che alle prime armi proprio non era, dato che tipo nel ’97 aveva visto i Pavament, e c’è di che rodere in abbondanza.
Rispetto alle fiacche esibizioni di un paio d’anni fa, Brandon Flowers dimostra di aver studiato dal manuale del perfetto frontman che deve avergli prestato Bono. Soprattutto all’inizio è palese come si sforzi molto di essere qualcosa che non è, ma bisogna quantomeno applaudire la buona volontà. Almeno non se la tira più, e non è poco. Il resto della band è composta dai soliti due pali della luce che svolgono il solito compitino, e dal solito batterista fenomeno al quale gli altri tre dovrebbero fare un monumento: la baracca la porta avanti lui, non c’è niente da fare.
Insomma, una band tutto sommato mediocre. Il punto è che hanno dalla loro una decina di pezzi da paura, e in particolare quelli dell’ultimo (fantastico, non smetterò mai di dirlo) disco rendono a meraviglia, alcuni (Read my mind, For reasons unknown e Sam’s Town, il pezzo d’apertura) sono talmente belli che avrebbero potuto suonarli a pernacchie e sarebbero venuti bene lo stesso.
E adesso sotto coi Lemonheads.
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