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lunedì 23 agosto 2004 - ore 20:41


Trent Reznor
(categoria: " Musica e Canzoni ")






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lunedì 23 agosto 2004 - ore 20:22


I'm Looking Forward To Joining You Finally - (NIN)
(categoria: " Musica e Canzoni ")



As black as the night can get
Everything is safer now
There's always a way to forget
Once you learn to find a way how

In the blur of serenity
Where did everything get lost?
The flowers of naiveté
Buried in a layer of frost

The smell of sunshine
I remember sometimes

Thought he had it all before they called his bluff
Found out that his skin just wasn't thick enough
Wanted to go back to how it was before
Thought he lost everything
Then he lost a whole lot more

A fool's devotion
Swallowed up in empty space
The tears of regret
Frozen to the side of his face

The smell of sunshine
I remember sometimes

I've done all I can do
Could I please come with you?
Sweet smell of sunshine
I remember sometimes

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mercoledì 18 agosto 2004 - ore 00:09


Le Mie Belve
(categoria: " Vita Quotidiana ")



- lui: FAITH



- lei: TAE




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martedì 17 agosto 2004 - ore 22:57


X Cendy
(categoria: " Vita Quotidiana ")



Vediamo se mi sorridi un pokino stella!



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mercoledì 11 agosto 2004 - ore 15:47



(categoria: " Fotografia e arte.. ")







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martedì 10 agosto 2004 - ore 13:07



(categoria: " Fotografia e arte.. ")





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sabato 7 agosto 2004 - ore 11:44


Kahlil Gibran
(categoria: " Riflessioni ")



Se tutti gli altri abitanti della terra
credessero
che l’anima dell’individuo
perisce con la morte,
ciò non mi spingerebbe di un millimetro
a dar loro ragione,
perché so
che la mia anima non perirà.

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sabato 7 agosto 2004 - ore 00:44


Superbeast - Rob Zombie
(categoria: " Musica e Canzoni ")



Shriek the lips
Across ragged tongue,
Convulsing together.Sing
violently, Move the jaw
Cry aloud. Bound up the Dead
Triumphantly

The ragged they come and
The ragged they kill!
You pray so hard on bloody knees.
The ragged they come and
The ragged they kill!
Down in the cool air I can see.

Hey, Yeah - I'm the one that you wanted
Hey, Yeah - I'm your Superbeast
Hey, Yeah - I'm the one that you wanted
Hey, Yeah - I'm your Superbeast

Stir the limbs across the wrist,
Full possession of memory.
Bury me as a dog,
Icy hands surrounding me.

The ragged they come and
The ragged they kill!
You pray so hard on bloody knees.
The ragged they come and
The ragged they kill!
Down in the cool air I can see.

Hey, Yeah - I'm the one that you wanted
Hey, Yeah - I'm your Superbeast
Hey, Yeah - I'm the one that you wanted
Hey, Yeah - I'm your Superbeast

Shriek the lips
Across ragged tongue,
Convulsing together.Sing
violently, Move the jaw
Cry aloud. Bound up the Dead
Triumphantly

The ragged they come and
The ragged they kill!
You pray so hard on bloody knees.
The ragged they come and
The ragged they kill!
Down in the cool air I can see.

Hey, Yeah - I'm the one that you wanted
Hey, Yeah - I'm your Superbeast
Hey, Yeah - I'm the one that you wanted
Hey, Yeah - I'm your Superbeast


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mercoledì 4 agosto 2004 - ore 22:04


Seelenschmerz - Blutengel
(categoria: " Musica e Canzoni ")



Kannst du für mich ein Engel sein
Kannst du für mich schuldig sein
Stellst du dich ins weiße Licht
Meine Augen siehst du nicht
Glaubst du noch an meine Lügen
Willst du dich nur selbst betrügen
Krallst dich viel zu fest an mich
Bitte, bitte glaub mir nicht

Kannst du für mich ein Engel sein
Kannst du für mich schuldig sein
Stellst du dich ins weiße Licht
Meine Augen siehst du nicht
Glaubst du noch an meine Lügen
Willst du dich nur selbst betrügen
Krallst dich viel zu fest an mich
Bitte, bitte glaub mir nicht

Kannst du in meiner Seele lesen
In meinen Träumen bin ich jede Nacht allein

Kannst du in meiner Seele lesen......

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mercoledì 4 agosto 2004 - ore 21:01


Vita di Nicolas Eymerich - di Valerio Evangelisti
(categoria: " Vita Quotidiana ")



Nicolas (Nicolau in catalano) Eymerich nasce a Gerona nel 1320, figlio di donna Luz e di mossen Ramon Eymerich, appartenenti alla piccola nobiltà locale. Si hanno scarsissime notizie sulla sua infanzia e sulla sua adolescenza. Figlio unico, nulla parrebbe indirizzarlo alla condizione religiosa, se non un'intensa vocazione. Prende i voti il 4 agosto 1334.
Lo ritroviamo studente domenicano, sotto la guida di padre Dalmazio Moneri, nelle scuole di Tolosa e di Salamanca, poi a Saragozza, dove trascorrerà gran parte della propria vita. È qui che viene notato da padre Augustìn Torelles, inquisitore generale del regno d'Aragona, e da Nicolau Rossell, suo braccio destro per la Catalogna. Entro a far parte del Tribunale dell'inquisizione, per il quale istruisce importanti processi, tra cui quello contro il francescano spiritualista Juan de Pera Tallada, condannato alla reclusione a vita.
Nel 1348 Eymerich si ammala di peste, ma riesce a sopravvivere al contagio che sta decimando l'Europa grazie a un'incredibile forza di volontà. Nel 1352, alla morte di padre Augustìn Torelles, ne prende il posto, vincendo le riserve dell'autorità di Saragozza con un audace colpo di mano. È di questo periodo la sua lotta contro le streghe votate al culto di Diana, narrata nel primo volume della biografia ufficiale di Eymerich (Eymerich I: Nicolas Eymerich, inquisitore).
Il successo, replicato l'anno successivo con la vittoria a Barcellona contro il sinistro demonlatra Astruch da Biena, procura a Eymerich la benevolenza di re Pietro IV il Cerimonioso. Nel 1354 questi chiede all'inquisitore di accompagnarlo nella spedizione in Sardegna contro Mariano, giudice di Arborea, che si è ribellato alla corona Aragonese. È per merito di Eymerich se Alghero cade, e se viene cancellato il culto immorale del Sardus Pater praticato nella grotta di Nettuno (Eymerich IV: Il mistero dell'inquisitore Eymerich). Questa volta, però, il re non è per nulla soddisfatto dell'operato del domenicano. È l'inizio di un'ostilità tra i due che si protrarrà negli anni a venire.
Rientrato in patria, Eymerich svolge con spietata energia la sua funzione, tanto da attirarsi le simpatie di padre Arnaud da Sancy, il terribile priore dell'inquisizione di Carcassonne. Quando nel 1358 a Castres, nella Francia meridionale, si verificano raccapriccianti casi di vampirismo, il priore vi manda Eymerich in missione. L'inquisitore smaschera una setta dedita a riti dimenticati, e la reprime con tanta ferocia che i cronisti del tempo preferiranno non fare menzione dell'accaduto (Eymerich III: Il corpo e sangue di Eymerich).
In questa occasione, Eymerich incontra quello che sarà per qualche anno il suo più stretto collaboratore, il Castigliano padre Jacinto Corona che, nel 1360, viene inviato dal Papa Innocenzo VI a Figeac, dove un'orda di morti viventi scaturiti dal nulla minaccia la stipula del trattato di Brétigny, destinato nelle intenzioni a concludere la guerra poi detta dei cent'anni. Eymerich sembra sul punto di soccombere, ma alla fine alla meglio contro un antico nemico che ha ordito il complotto, forse identificabile, per i commentatori più fantasiosi, con l'Anticristo (Eymerich V : Cherudek).
Condotta a termine la missione e tornato a Saragozza, Eymerich non ha modo di riposarsi a lungo.
La sua spietatezza gli ha causato molti nemici, e nel capitolo generale di Perpignano viene rimosso dalla carica, anche se la decisione non è convalidata dal pontefice. Ma le ostilità non cessano. Pietro IV d'Aragona ha ormai apertamente abbracciato la causa degli eretici beghini, che danno alle fiamme il palazzo dell'inquisizione. Intanto, un'oscura minaccia proveniente da mondi lontani, e alimentata dalla magia islamica, costringe l'inquisitore ad addentrarsi nel regno arabo di Granada e a combattere misteriose forze celesti (Eymerich VI: Picatrix, la scala per l'inferno). Questa volta, in luogo di padre Corona, ha al proprio fianco l'ebreo convertito Alatzar, che riapparirà in altre avventure.
Il clima di Saragozza sta divenendo per l'inquisitore irrespirabile. Tra l'altro, Eymerich si sta adoperando per la condanna postuma della filosofia di Raimondo Lullo, cara ai regnanti d'Aragona (che nel 1369 ne incoraggiano ufficialmente l'insegnamento) ed estremamente popolare. È costretto a trasferirsi ad Avignone, ospite del Papa Urbano V, suo antico protettore. Qui, indifferente all'ostilità della curia, mette mano a quel Directorium Inquisitorium che gli assicurerà fama imperitura. Ma nemmeno ad Avignone la vita di Eymerich è tranquilla. Nel 1365 il pontefice lo incarica di rintracciare una comunità di catari che, sopravvissuta alle persecuzioni, si è insediata a Chatillon, nella valle d'Aosta. L'inquisitore vi si reca in compagnia di padre Corona, e scopre nel villaggio creature mostruose e apparentemente immortali. Questa volta la sua vittoria non è piena; anzi, rischia seriamente la morte, a cui si sottrae con un espediente degno della sua astuzia (Eymerich II: Le catene di Eymerich).
L'inquisitore si stabilisce a Saragozza, riordina il proprio tribunale che tiene testa come può alle insidie di Pietro IV. Sono di questo periodo alcune delle sue opere più importanti, come il Dialogus contra lullistas, il saggio Contra haereses Arnaldi de Villanova e la biografia del proprio maestro Dalmazio Moneri. Sta intanto emergendo, quale suo principale nemico, il negromante, ebreo convertito e domenicano, Ramon de Tarrega, contro il quale scrive il volume Contra daemonum evocatores. Un primo scontro con costui avviene nel 1369, quando Eymerich è chiamato a Montiel dal re di Castiglia Pietro il crudele, assediato dal fratellastro pretendente al trono Enrico di Trastamare. La cupa tragedia di Montiel vede Eymerich rimodellare con l'astuzia i destini della Spagna, mentre è alle prese con un segreto orrendo nascosto nelle formule della cabala ebraica (Eymerich VII, titolo non ancora definito).
Seguono varie vicissitudini, tra cui numerosi viaggi: in Sicilia, dove Federico IV appoggia senza remore i beghini, in Sardegna, dove infuria una nuova rivolta guidata da Eleonora d'Arborea, e nella Germania meridionale, contro la setta dei Fratelli del Libero Spirito. Accompagna il pontefice Gregorio IX a Roma, e vi si ferma dal 1376 al 1378. Al momento dello scisma d'occidente, prende posizione favore dell'anti Papa avignonese Clemente VII e istruisce il processo a carico di San Vincenzo Ferrer, processato anche per aver sostenuto il pentimento di Giuda al momento del suicidio, è costretto alla abiura.
Eymerich ritorna in Aragona, dove beghini e lullisti continuano a rendergli la vita difficile. L'inquisitore reagisce con la consueta violenza, forte dell'appoggio di Avignone e dell'antipapa Benedetto XIII, e moltiplica i roghi di eretici. Nel 1385 è condannato all'esilio, ma riesce a tornare. Nel 1388 l'intera città di Valenza si ribella alla sua crudeltà e lo sottopone a un pubblico processo. Eymerich ne approfitta per regolare i conti col negromante Ramon de Tàrrega, e per infliggere alla cittadinanza un castigo biblico.
Ma si è spinto troppo oltre. Il letterato Jaime de Xiva, lullista convinto, viene incaricato dalle città di Valenza e Barcellona di denunciare al papa la ferocia di Eymerich. Questi perde la carica di inquisitore generale del regno, che passa ad un suo nemico personale, padre Bernat Ermengaudi. Il nuovo regno d'Aragona Giovanni I, che inizialmente lo aveva protetto, gli ritira il proprio appoggio e nel 1393 lo fa esiliare. Eymerich passa i suoi ultimi anni ad Avignone a scrivere saggi e a perfezionare il proprio Directorium, completato fin dal 1376. Tornato a Gerona alla fine del 1397 muore, in circostanze sconosciute, il 4 gennaio 1399.
La sua tomba, nel convento di San Domenico a Gerona, reca la scritta: Predicator veridicus, Inquisitor intrepidus et doctor egregius. Ma, misteriosamente, è vuota.


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