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![]() Morgana, 28 anni spritzina di Romdo CHE FACCIO? Regina del Caos, Mietitrice di anime Sono sistemato [ SONO OFFLINE ] [ PROFILONE ] [ SCRIVIMI ] STO LEGGENDO Dati, Numeri... HO VISTO Per l’ennesima volta i Nine Inch Nails e Trent Reznor STO ASCOLTANDO NINE INCH NAILS ABBIGLIAMENTO del GIORNO ORA VORREI TANTO... STO STUDIANDO... OGGI IL MIO UMORE E'... ![]() <script src="http://www.google-analytics.com/urchin.js" type="text/javascript"> </script> <script type="text/javascript"> _uacct = "UA-3203722-1"; urchinTracker(); </script> ORA VORREI TANTO... ORA VORREI TANTO... ORA VORREI TANTO... PARANOIE Nessuna scelta effettuata MERAVIGLIE Nessuna scelta effettuata |
![]() IL CAOS E’ UN ORDINE KE NON SI RIESCE A VEDERE ![]() ![]()
sabato 31 luglio 2004 - ore 18:45 ![]() ![]() ![]() LEGGI I COMMENTI (2) - PERMALINK venerdì 30 luglio 2004 - ore 13:41 I Celti Con il nome "Celti" si indica generalmente un gruppo di popoli, detti dai Romani Galli, che parlava una lingua indoeuropea avente qualche affinità con le lingue italiche. Oggi di questi popoli esistono sopravvivenze in Irlanda, in Scozia, nel Galles e in Bretagna. La loro storia sembra iniziare intorno al II millennio a.C., periodo in cui, secondo la toponomastica vi era nel Sud Ovest della Germania un'area triangolare, compresa tra i fiumi Reno e Danubio, in cui presumibilmente vi furono i primi stanziamenti dei popoli Celti. Lo stesso Erodoto - famoso storico Greco - parlando di questa zona attorno al Danubio, la indicava come zona di stanziamento dei c.d. Keltòi. Fin dal primo millennio a.C. i Protocelti erano in contatto con altre popolazioni dell'epoca (Slavi principalmente) da cui ricevevano importanti nozioni tecniche sull'utilizzo del ferro. All'età del bronzo le popolazioni Celtiche migrarono verso l'arcipelago britannico e di ciò ne sono testimonianza tantissimi arcaismi presenti nella loro lingua. In questo periodo i Celti appresero l'usanza di seppellire i loro morti sotto tumuli di pietre o terra: tale usanza si radicò talmente che oggi è possibile contare circa 40.000 tumuli ancora conservati. Intorno all'VIII secolo a.C. lo sfruttamento delle miniere di ferro della Lorena, della Borgogna e del centro della Gallia accrebbe l'immigrazione celtica, tanto che si costituì, a ovest del Reno, una vasta zona celtica che prolungava quella primitiva tra Reno e Danubio. Fu però nel periodo compreso tra il V ed il I secolo a.C. che i Celti conobbero la loro massima espansione e, di conseguenza, il fiorire di ogni aspetto della loro civiltà. Intorno al IV secolo parecchie tribù Celtiche penetrarono profondamente in Italia battendo la potenza etrusca e stanziandosi lungo il Po', nella zona che poi divenne la c.d. Gallia Cisalpina. Probabilmente fu loro la fondazione della città di Bononia, oggi Bologna. Nel III secolo i Celti arrivarono in Grecia, minacciando Delfi, conquistando la Tracia e gettando le basi della loro massima espansione. Malgrado ciò le tribù Celtiche non ebbero mai un concetto di Stato, non furono mai sfiorati dall'idea di riunire le varie conquiste in un impero (come poi fecero i Romani) e invece restando divisi in piccole tribù minarono le loro stesse basi di coesione. Il loro declino era già segnato dalla nascita di una città forte e organizzata: Roma. Nel 225 a.C. i romani inflissero una prima dura sconfitta ai Celti che unite alle conquiste fatte da popoli germanici attorno al Danubio (primo nucleo di stanziamento dei Celti) ne segnarono la fine. E' comunque indiscussa l'importanza che i Celti ebbero nella storia del mondo. Furono un popolo caratterizzato da una favolosa facoltà di apprendimento che li portò ad essere uno dei popoli più vivaci nell'inventiva. Svilupparono l'agricoltura grazie all'aratro a ruota, secondo i romani inventarono la botte. Furono i costruttori delle reti stradali che poi furono perfezionati dai romani. Sebbene recasse una sorta di anarchia politica, all'interno delle varie tribù la società era divisa in c.d. Clan (famiglie). Il capo di ogni clan era a capo del territorio che il clan stesso occupava. Nel territorio vivevano sia Liberi che Guerrieri e se sorgevano controversie queste erano risolte ricorrendo alla potente classe dei Druidi, i sacerdoti celti. I druidi, riuniti in confraternita, erano gli “ispirati”, intermediari tra l'uomo e la divinità; esercitavano la magia, la divinazione e, soprattutto, istruivano i giovani mediante un insegnamento puramente orale; erano i depositari della tradizione, così religiosa come letteraria, storica e giuridica. Professavano una dottrina originale, per nulla legata, sembra, alle religioni orientali: l'anima è immortale, alla morte del corpo cambia l'involucro e continua a vivere in un al di là, che i Celti d'Armorica collocavano a ovest, in un'isola alla cui esistenza, in virtù della leggenda di san Brandano, si prestò fede fino al XVI sec. I Celti credevano in un giudizio finale: verrà un giorno, affermavano, in cui l'acqua e il fuoco distruggeranno il mondo sensibile. Essi ebbero inoltre fama di grande religiosità, come dimostra il numero delle loro divinità, che si spiega con il culto delle molteplici forze naturali, unito al particolarismo manifestantesi in campo religioso come in quello politico: più di quattrocento divinità regionali, caratterizzate non tanto dalle loro attribuzioni specifiche (guerra, amore, morte, sole, ecc.) quanto dall'estensione dell'area del loro culto. Gli dei del pantheon celtico erano rappresentati talora accanto ai simboli delle loro prerogative (il dio del mazzuolo, il dio della ruota), talora in aspetto zoomorfo, come il dio anguipede, o Cernunno, a testa di cervo o di montone. LEGGI I COMMENTI (1) - PERMALINK mercoledì 28 luglio 2004 - ore 16:24 Ermete Trismegisto - Corpus Hermeticum, XI Cerca di comprendere che non vi è nulla che possa circoscrivere l’incorporeo, nulla che sia più veloce e più potente, mentre al contrario è l’incorporeo che, fra tutti gli esseri, è il non circoscritto, il più veloce, il più potente. Cerca di comprendere in questo modo, ricavando l’esperienza di ciò da te stesso. Ordina alla tua anima di recarsi in India, ed essa sarà là più rapida del tuo ordine; comandale ancora di passare nell’Oceano e di nuovo essa sarà là velocemente, non come se avesse viaggiato da un luogo all’altro, ma come se fosse già là. Ordinale di volare su nel cielo ed essa non avrà bisogno di ali: niente può opporle ostacoli, né la fiamma del sole, né l’etere, né la rivoluzione del cielo, né i corpi degli altri astri, ma, solcando tutti gli spazi, essa volerà fino all’ultimo dei corpi celesti. Se tu volessi ancora irrompere fuori dallo stesso universo e contemplare ciò che vi è al di là (se vi è qualcosa), anche questo ti sarebbe possibile. LEGGI I COMMENTI (6) - PERMALINK lunedì 26 luglio 2004 - ore 13:14 ![]() COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK venerdì 23 luglio 2004 - ore 15:43 Hieronymous Bosch ![]() COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK giovedì 22 luglio 2004 - ore 17:12 Le "Linee" di Nazca L'altipiano di Nazca, nel Perù meridionale, è un luogo alquanto desolato, inospitale ma soprattutto improduttivo. Nessuna popolazione potrebbe stanziarsi in quelle zone... eppure un sottile dubbio, che diventa una insistente domanda, ci si pone innanzi quando si osservano, dall'alto, le così dette linee che su quell'altopiano si slanciano ed intersecano fino a formare perfette figure di animali o disegni geometrici. Di queste linee si conosce ben poco, i sistemi di datazione non sono sufficienti per accertarne l'età. Le più recenti hanno almeno 1400 anni, anche se potrebbero essere più antiche. Ad ogni modo, non appartengono ad una civiltà ben definita. La loro conservazione è stata possibile grazie alla situazione climatica di quella regione. In essa soffiano dei venti impetuosi, che a livello del suolo si attenuano fino a scomparire per via dei ciottoli che scaldati al suolo producono un cuscinetto protettivo di aria calda. Le piogge pressoché inesistenti ed un substrato gessoso, completano il quadro degli elementi che permettono alle linee di oltrepassare il tempo. Tornando alle linee, esse rappresentano le più svariate forme ed oltre 18 tipi di uccelli diversi. Le più controverse sono quelle che, viste dall'alto, appaiono oltre ogni dubbio e...logica, come piste di atterraggio. Ma, poiché l'uomo ha iniziato a volare piuttosto di recente, sono molti a definire le linee di Nazca come piste di atterraggio aliene. La maggior parte di tali disegni è distribuita in una zona definita del Perù meridionale. Il problema più grosso relativo a tali linee, è quello di non conoscerne l'età e di conseguenza di non conoscerne l'utilizzo. Tra le varie supposizioni, bisogna prendere per buona quella che vede il lavoro dei disegnatori di Nazca diviso in due fasi. In una prima fase, disegnarono le complesse figure di animali ed uccelli, in una seconda fase disegnarono le più semplici ma più misteriose figure geometriche. La tesi è avvalorata dal fatto che tali linee geometriche intersecano e spesso cancellano parti dei disegni di animali ed uccelli. Unendo a tale discorso che bisogna ammettere che stando così le cose, la prima fase risulta più avanzata rispetto alla seconda, si ottiene un risultato a dir poco sconfortante, cioè: in che termini quantificare il tempo che separa le due fasi? Gli studiosi, hanno aggirato il problema, accomunando queste due ipotetiche culture, protagoniste delle due fasi, sotto il nome di Nazca classificandole, altresì, come tribù primitive. Ma fino a che punto erano primitivi questi popoli Nazca? Sembra che fossero degli eccellenti conoscitori dell'astronomia, in quanto studi effettuati da un astronoma americana, sembrano dimostrare che la figura del ragno sia una proiezione terrestre della costellazione di Orione, e che le linee collegate alla figura siano l'indice del variare delle declinazioni delle tre stelle della cintura. Una domanda destinata a destare stupore e sgomento al tempo stesso, è: di che tipo di ragno si tratta? Sembra che si tratti di un ragno rarissimo detto ricinulei, è stato trovato in zone remote ed inaccessibili della foresta amazzonica. Come hanno fatto, questi primitivi Nazca, a trovare tale ragno? Come hanno potuto valicare le Ande? Come hanno potuto riprodurre fedelmente l'anatomia di tale ragno, in particolari così minuscoli da essere visibili solo al microscopio? Ma non è l'unica stranezza. Come spiegare la balena? O le strane figure umane con pesanti calzature, con strane aureole e nell'aspetto sorprendentemente mistiche? Perché ancora riprodurre i disegni in scale così ciclopiche? Senza contare che i disegni geometrici presentano linee lunghe oltre otto chilometri... Ma se in totale buona fede, si ammette che è pur sempre possibile tracciare linee così lunghe e precise, il discorso si complica per le figure zoomorfe, poiché nessuna è così piccola da essere vista nell'assieme dal suolo... sembra che un aeromobile fosse indispensabile... LEGGI I COMMENTI (3) - PERMALINK giovedì 22 luglio 2004 - ore 16:30 ![]() LEGGI I COMMENTI (5) - PERMALINK martedì 20 luglio 2004 - ore 16:44 L'ESERCITO DI TERRACOTTA Una mattina di Marzo del 1974, un contadino della zona di Yanzhai (CINA) si accinse a scavare una buca per farne un pozzo, al fine di consentire una migliore irrigazione del proprio campo. La zona di questo scavo era a circa 1500 metri dal tumulo imperiale dell'imperatore Qin Shihuangdi (Chi She Huang Ti) ed a circa 35 chilomentri dalla città cinese di Xian. Mentre procedeva nello scavo, rinvenne la testa di un guerriero in terracotta. Il contadino fiutò subito la scoperta e si recò col reperto presso il comitato della comune agricola cui esso apparteneva. I responsabili della comunità informarono il governo centrale e nel 1976 vide la luce una storica campagna di scavi in quella zona, storica perché di lì a poco si sarebbe pervenuti alla più grande scoperta archeologica del ventesimo secolo. La zona degli scavi è stata protetta da un hangar ed è stato vietato l'uso di macchine fotografiche per non rovinare i reperti. Sotto l'hangar sono state scavate tre fosse, dentro ogni fossa è stato rinvenuto un esercito di terracotta. Di queste fosse la più studiata è quella che gli addetti agli scavi identificano come la numero uno. Essa contiene circa 6000 guerrieri di terracotta. I guerrieri di terracotta sono stati ricavati da alcuni stampi e rifiniti a mano. Ognuno di essi è alto da un metro e settantacinque a un metro e novantasette centimetri. Gli archeologi ritengono che si trattava della rappresentazione di un esercito di guerrieri scelti per formare la guardia imperiale, in virtù anche dell'elevata statura delle statue da considerarsi fuori la media in riferimento alle popolazioni orientali. Ogni statua è piena di materiale di risulta fino alla cintura, mentre è vuota dalla cintura in su, ciò - con ogni probabilità - per dare alla statua la possibilità di stare in piedi senza precarietà. I guerrieri sono disposti in tre file di settanta (tra balestrieri e arceri) ognuna di queste tre file apre una falange. Dietro questi, infatti, vi sono trentasei file circa di centocinquanta guerrieri l'una che costituiscono le varie squadre d'attacco, in totale nove. Ogni squadra è composta da quattro file ed è scortata da un carro con un auriga (= guidatore di carro sia da guerra sia da corsa) ed un arciere, trainato da quattro cavalli. I cavalli misurano in media due metri di lunghezza per un altezza di circa un metro e mezzo al garrese (= Regione del corpo dei quadrupedi compresa tra il bordo superiore dell'incollatura e il dorso e sovrastante le spalle. Altezza al garrese, cifra che esprime l'altezza del garrese dal suolo, usata sovente per dare un'idea della taglia di mammiferi selvatici o domestici). I guerrieri rinvenuti nella fossa sono in assetto di guerra, come dimostra la grande quantità di armi ritrovate. Di queste sono state trovate essenzialmente lame e punte in bronzo o ferro: il resto dell'arma in legno non è stato ritrovato per via della irrimediabile deperibilità di questo materiale. Le lame ritrovate sono tutte perfettamente affilate e tuttora in grado di svolgere il loro compito. Il materiale con cui esse sono fabbricate è il Bronzo (lega tra rame e stagno). Una strana curiosità relativa a tali guerrieri è il fatto che ogni guerriero è diverso dall'altro, anche se - a onor del vero - sembra doversi riconoscere un certo grado di approssimazione dovuto forse a fretta, nella realizzazione delle acconciature. Le diversità dei guerrieri non sono relative solo ai tratti somatici ma anche nell'abbigliamento, infatti varie sono le uniformi dei guerrieri, ciò è stato spiegato dagli archeologi dicendo che all'epoca imperiale (200 a.C.) la guardia dell'imperatore era formata scegliendo dai vari eserciti dell'impero i migliori soldati. Fra i vari guerrieri, nei tratti somatici, non mancano quelli che mostrano qualche difetto: labbro leporino, orecchio mozzato, naso storto, cicatrice in viso, ma al di là di tutto, chiunque abbia visto i guerrieri li ricorda per la loro espressione immobile e rassegnata, per dirla in una sola parola triste. Secondo alcuni la risposta è semplice: nel periodo a cui risale l'esercito vennero abbandonati i sacrifici umani che furono sostituiti con il "sacrificio" di statue dette oggetti di luce, secondo gli studiosi assertori di tale tesi, è questo il contesto esatto nel quale inserire l'esercito di terracotta. Grandi e tanti sono i misteri della Cina, la magia e la religione si fondono in un filo unico, sottile e labile. lungo questo filo, legato ad una tradizione che diventa mito si inserisce una leggenda, che volle l'esercito come un esercito vero pietrificato per un antico sortilegio che aspetta ancora di essere spezzato. ![]() ![]() LEGGI I COMMENTI (2) - PERMALINK lunedì 19 luglio 2004 - ore 16:49 Dying Evolution In this time of desolation In this time of apathy In the age of desperation We're dying to be free I will live in hell until I die I will crawl this earth of dust and fire My dying expectations My dying will to live The plague of radiation I have no more to give I will live in hell until I die I will crawl this earth of dust and fire This barren desolated place Where evolution dies in disgrace Dying evolution We hailed the war That devastated earth We're now before a Dying evolution In this time of desolation In this time of apathy In the age of desparation We're dying to be free I will live in hell until I die I will crawl this earth of dust and fire This barren desolated place Where evolution dies in disgrace Dying evolution We hailed the war That devastated earth We're now before a Dying evolution COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK lunedì 19 luglio 2004 - ore 16:19 ![]() LEGGI I COMMENTI (2) - PERMALINK > > > MESSAGGI PRECEDENTI |
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