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ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...







PARANOIE


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MERAVIGLIE


1) una meraviglia? guardare mia nonna che a 93 anni arroscisce quando le dò un bacio..
2) La Musica. Viaggiare con la mente sulle note di una canzone, sentirsi parte di un' idillio di melodie, cullati dalle onde o a cavallo di un fulmine. La Musica, che è emozione allo stato puro, è il sesto senso che si risveglia, è il sogno che prende forma...
3) la barretta di cioccolato lindt con nocciole intere
4) ...aprire gli occhi e ritrovarsi a suonare sopra un palco davanti a 10.000 persone...



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Take the time to make some sense
Of what you want to say
And cast your words away upon the waves
Sail them home with acquiesce
On a ship of hope today
And as they land upon the shore
Tell them not to fear no more
Say it loud and sing it proud
Today...

And then dance if you want to dance
Please brother take a chance
You know they’re gonna go
Which way they wanna go
All we know is that we don’t know --
How it’s gonna be
Please brother let it be
Life on the other hand won’t let us understand
We’re all part of the masterplan

Say it loud and sing it proud
Today...
I’m not saying right is wrong
It’s up to us to make
The best of all the things that come our way
Coz everything that’s been has past
The answer’s in the looking glass
There’s four and twenty million doors
On life’s endless corridor
Say it loud and sing it proud
And they...

Will dance if they want to dance
Please brother take a chance
You know they’re gonna go
Which way they wanna go
All we know is that we don’t know --
How it’s gonna be
Please brother let it be
Life on the other hand won’t let you understand
Why we’re all part of the masterplan



SONDAGGIO: KAISER CHIEFS VS FRANZ FERDINAND


Quale tra queste due band preferite?

Kaiser Chiefs perchè sono fighi
Franz Ferdinand perchè sono fighi
Nessuna delle due, i più fighi sono sempre gli Oasis e ascolto solo loro
Nessuna delle due, i più fighi sono sempre Checco e la B.BAnd e ascolto solo loro alle sagre
Rock’’n’’roll merda... dovevi fare un sondaggio MondoMarcio VS FabriFibra

( solo gli utenti registrati possono votare )

venerdì 28 marzo 2008 - ore 19:12


SMS: Slow Message Service
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Trasferte udinesi, discussioni tirate, un filetto di puledro formato mignon, code assurde a Mestre.
E la sorpresa, al rientro alla base, di aprire la porta dell’ufficio e non trovare più la scrivania.
Licenziato? No. Trasferito ad altro reparto, come già sapevo sarebbe dovuto capitare prima o poi. Ma... caspita, che tempismo.
Nuovi ambienti, visi seminuovi, semiseri, semi e seri.
Telefonate “urgenti”, Brighton non è poi così sicuro.
Produttori di liquori all’anice? Beh, minimo minimo voglio una sporta di assaggi.
Perché c’è chi si farebbe fuori una cassa di sambuca per soldi.
Pure io ne sarei capace, il problema è che lo farei pure gratis.
Mai avuto un gran senso degli affari.
Il giretto del mercoledì sera, avvistamenti e consegne al bakarà, altri bar che chiudono sempre prima, sguardi tra sir e lord (casso, eravamo noi davvero..., che testoni! PErò in effetti ero travestito da Liam, anzi Laiam ), racconti sentiti e risentiti ma sempre divertenti, altro che amici tranquilli e non violenti...
Vodafone, meglio tardi che mai è il nuovissimo slogan.
Un lunghissimo giovedì, vuoi per gli sms che non arrivano a destinazione, vuoi per ciò che mi capita di leggere e mi crea fastidio.
Odiavo già i nani, ora ci si mettono anche gli elfi con le orecchie alla signor Spock di Star Trek.
Le spruzzate di magia hanno il potere di fare luce.
Caffè, che poi è una spremuta, a chi è destinato il cappuccino, dovrebbe essere ormai ovvio.
E per l’autostrada canto, Lyla, a squarciagola, mi sento un po’ radio Birikina.
Perché le chiamano amichevoli se poi ci si azzuffa lo stesso??? Peccato per gli avversari che i “grossi” eravamo noi.
Visite da spostare per altre visite nella valle d’Astico, farò impazzire le mie “segretarie” di casa...
29 settembre, pure i Pooh l’hanno rifatta... loro, Giuliano Palma... va di moda reinterpretare le canzoni della mitica Equipe 84.
Brutti sogni? A me hanno sempre detto che se sogni qualcuno che muore, gli allunghi la vita...
Buon compleanno, Adriano... e vai di prosecco e panino con la mortadella.
Adieu, Michel... e vai di dolcetti francesi
Benvenuti, Alberto e Stephen... e fuori in trattoria.
Auguroni Genny... a te, a Lorenzo, Leonardo e Gabriele, che si faranno portare in grembo ancora per qualche mese.
Giornate come queste non sembrano neanche “di lavoro”.
Stasera pornopiloterei volentieri.
Un furgone, devo trovare un furgone.
La barba, devo radermi la barba.
Ma mi preme di più il furgone.
Destinazione Ravenna.

“Tutto Nero – Caterina Caselli”

Di notte il cielo senza stelle e’ tutto nero.
Cosi’ il mio cuore fino all’ultimo pensiero.
Non ha piu’ colore la mia vita senza di te.
C’e’ un’eterna notte disperata dentro di meeeeeeeeee.


Son nere le pareti bianche della stanza,
dov’e’ la luce che fa bella l’esistenza.
Chi mi viene incontro per le strade guarda e non saaaaaaaaa
che per il mio sguardo anche il sole nero saraaaaaaa’.

E come un bimbo appena nato cerca il mondo,
io cerco il bene che ho perduto e sto piangendo.
Affrontar la vita, se mi manchi, come farooooo’,
se la bianca aurora del mattino nera vedrooooo’.

L’inchiostro nero e’ diventato verde mare
da quando so che non potrai piu’ ritornare.
Ogni giorno l’ora del tramonto sempre saraaaaa’.
Il mio mondo e’ nero com’e’ nera l’oscu-uritaaaa’.

Di notte il cielo senza stelle e’ tutto nero.
Cosi’ il mio cuore fino all’ultimo pensiero.
Non ha piu’ colore la mia vita senza di teeeee.
C’e’ un’eterna notte disperata dentro di meeeee.

M m m m m m m m
M m m m m m m m

E come un bimbo appena nato cerca il mondo,
io cerco il bene che ho perduto e sto piangendo


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martedì 25 marzo 2008 - ore 00:13


Uovo Di Cioccolato, Fondente, Amaro
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Le (ri)presentazioni, una pizzeria che mi sa da fast-food, a parte per l’accento partenopeo.
Grease party, proprio in quel bar, il whisky affumicato aiuta.
Avevo intuito da qualche ora che c’era poca voglia, non capisco come dato che non sono stato io ad andare avanti una settimana ad insistere per quella serata...
Che peso, questo pacco.
Serve un numero? 12 40. No, la scimmia noooo!!!
Fai il 12 88.



Tuo zio è Bobby Solo???
L’assalto al supermercato, mai visto gli scaffali svuotarsi a vista d’occhio in quella maniera.
La commessa che capisce subito tutto il mio piano...
Vecchi amici motociclisti, vecchi compagni che s’apprestano a diventare padri o a mettere la testa a posto. Forse.
Intanto arriva qualche benedetta foto dell’ultimo pranzo...

L’uso dell’ombrello è consentito in via del tutto eccezionale e anche in corso Palladio.
Una bella mora.
Succo al pomodoro? Ci vorrebbero i rigatoni precotti al posto delle patatine.
Chissà se la Lilly è a conoscenza di un locale omonimo...
Il bavaglio? Quante salsine colorate, l’acqua da bere? O anche un mojito. E dopo il valzer di gusti, un dolce caribbean tango.
Già, i confusi distributori automatici con le insegne verdi crociate, vetrine e finestre dalla luce blu che ormai, è risaputo, ha sostituito la luce rossa.
Parcheggi sotterranei che non incutono paure da serial killer.
Scioglievolezza scura, un barattolo “faster than a cannonbal”, utile per lo zucchero da mettere nei caffè che preferisco.
Uno sguardo alle luminose parole scorrevoli, neanche questa volta ho preso i numeri del lotto celeste...
Pranzi provanti dalla zia, alla fine il pasticcio, sì, ma senza carattere. E tra una portata e l’altra, come abbiamo fatto a dimenticarci della colomba???
Sera arriva presto, “Onora il padre e la madre”, carino, ma a tratti, boh, perdeva la bussola. E grazie a chi mi ha raccontato ormai la trama di “Non è un paese per vecchi”.
Mi consolo con un profumato 4 rose dal buon sir Claudio.
Direzione Verona, uscita Soave San Bonifacio con la macchina in preda a scompensi termici e la radio che fa sentire sempre quelle. Una casa d’altri tempi, rustica, vissuta, bellissima, come la compagnia, ovviamente con le dovute eccezioni patavine. Piatti squisitamente svizzeri, composti da mezze patate lesse, fette di salame e formaggio fuso, gli spifferi e un freddo della madonna, sedie che si rompono, il cabernet e lo speck tagliato grosso.
Poi la sera, divani che rapiscono, io che non ho potere di riscatto, neppure quello di guarigione.
E qualcuno davvero deve capire quando è ora di smettere di rompere i maroni.
Non so, un cioccolato dal gusto vagamente amaro.

"Smokers Outside The Hospital Doors - Editors"

Pull the blindfold down
So your eyes can’t see
Now run as fast as you can
Through this field of trees

Say goodbye to everyone you have ever known
You are not gonna see them ever again
I can’t shake this feeling I’ve got
My dirty hands
Have I been in the wars?
The saddest thing that I’d ever seen
Were smokers outside the hospital doors

Someone turn me around
Can I start this again?

How can we wear our smiles
With our mouths wired shut
’Cause you stopped us from singing

I can’t shake this feeling I’ve got
My dirty hands
Have I been in the wars?
The saddest thing that I’d ever seen
Were smokers outside the hospital doors

Someone turn me around
Can I start this again?
Now someone turn us around
Can we start this again?

We’ve all been changed from what we were
Our broken hearts left smashed on the floor
I can’t believe you if I can’t hear you
I can’t believe you if I can’t hear you

We’ve all been changed from what we were
Our broken hearts smashed on the floor
We’ve all been changed from what we were
Our broken hearts smashed on the floor

Someone turn me around
Can I start this again?
Now someone turn us around
Can we start this again?


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venerdì 21 marzo 2008 - ore 19:42


Eating On The Dancing Horses
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Ho bisogno di ripetizioni, la materia? Tim Burton. Un pavimento consumato dall’andirivieni tra divano e tavolo operatorio dove Larry lentamente riprende conoscenza.
La famosa scioglievolezza, grazie... Diventerò un maitre chocolatier.
La benedizione del mastro lambrettaio, stavolta sparo la mia offerta sul serio, forse dopo anche mio padre mi sparerà sul serio, quando gli chiederò di ricavarmi un posticino nuovo in garage...
Le vie di Padova, incontri dopo mesi e mesi, prima o dopo... ed è capitato in una normalità quasi imbrazzante.
Parvenze d’asilo; che sia per questo motivo che alcuni bar preparano lo spritz sostituendo l’Aperol con la sanguinella del Bosco Fresco Market?
Tedeschi alla gara di lancio dello stoccafisso norvegese, italiano sconnesso, l’affetto per quella terra compresa tra Alpi e Po, domenica cercherò un pascolo, il detto parla chiaro: ”Natale con i tuoi, Pasqua con i buoi”.
C’è, c’è, c’è, c’è, c’è, c’è, c’è! Pensavo fosse l’inizio di “Changes” del Duca Bianco.
Vista l’importanza vitale del salvataggio, mi aspetto un premio.
O eterna riconoscenza.
Una statua andrebbe bene lo stesso.
Boicotto l’uovo di Pasqua dell’ufficio, troppa marmaglia.
La telefonata in romagnolo, mi pareva di parlare con Francesco Amadori...
Niente polli ma motori. Spero di dargli io un meritato 10+...
Ora devo trovare un furgone e poi resta la burocrazia, per la tarda primavera conto di prendermi delle belle sventolate...
La zia che ci invita per Pasqua, che propone i menù e mi chiede di scegliere...
Perché sia davvero un degno pranzo in un dì di festa sono necessarie due pietanze: il pasticcio e la lingua salmistrata.
Alla serata equina con Hootie magnifico organizzatore, Sante il bandito alla prima presenza, Gionny, naziskin e killer di Mestrino, Tampax, prezioso come sempre e che ha fatto l’alberghiero...
Alle Padovanelle, oggi, puntavano su di me.
Passa anche il mal di schiena? Con il cabernet o con il Voltfast?
Inizio a rendermi conto che in ufficio sono da solo, quindi... ora sono tutti cazzi miei.
Il mio ex-capo che chiama ogni due ore... ecco... forse lui non s’è reso conto ancora che non sono più il suo braccio destro.
Il colore entra in testa e mangia i neuroni? No.
O perché i neuroni non ci sono, o perché il cranio è ben impermeabilizzato.
Gli scherzoni della Gina ed io che ci casco con entrambi i piedi!
Telefonate inaspettate, una bella sorpresa da chi si chiede se è meglio tornare per Cittadella o Vicenza.
Un consiglio: non fatevi mai la barba con gli Oasis a palla, cantando e facendo gesti emulativi...
Potreste farvi mooolto male.
Serata Lamette, suicidio di gruppo??? Ah, beh! No, direi di no, al contrario, una botta di vita a colpi di rock’n’roll! Altro che Show Room ed unz unz.
Bisogna!

“Pantomine Horse - Suede”

I was born as a pantomime horse
Ugly as the sun when he falls to the floor,
I was cut from the wreckage one day
This is what I get for being that way,

Well did you ever, did you ever go round with them?
Well did you ever, did you ever go round the bend?

I was conned by a circus hand
Tragic as the son of superman,
i would die for the stars she said
This is what I get for my beautiful head,

Well did you ever, did you ever go round with them?
Well did you ever, did you ever go round the bend?

...ever tried it that way, have you ever tried it that way?


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martedì 18 marzo 2008 - ore 20:57


Di Digiuni E Di Salvataggi
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Non ci vedevo più dalla fame.
Un panino in autogrill prima della mezzanotte, la birra dell’Unwound, ottima, ascoltando gli altrettanto ottimi Jennifer Gentle dopo un’inspiegabile coda all’entrata.
C’è chi non mi capisce, ma prima o poi ci arriverà. Speriamo.
Concordo, Ferradini aveva ragione per forza, dice tutto e il contrario di tutto, impossibile sbagliare.
La donna felicità dei Nuovi Angeli non aveva l’amore, non perché nessuno se la filava, ma perché lei stava bene così. Che sia chiaro.
Poi che la song ricordi Here Comes the Sun dei Beatles...
4 fette biscottate integrali, rigorosamente alle 8 di mattina. Ma proprio di sabato? Almeno a mezzodì qualche buon pezzo di carne si può mangiare.
Una lunga giornata, per chi si deve fare queste 9 e passa ore di furgone per recuperare un cinquantino livornese, per chi deve andare a Venezia a giocare, consapevole da subito di che pacco di serata sarebbe stata.
L’arrivo al palazzetto del Cus, personaggi già intenti a fare “bronse”, profumini ottimi che coprono il classico tanfo veneziano. L’acquolina genera allucinazioni: l’allucinante vittoria di misura dei padroni di casa.
Una comitiva in giro a bar per il centro, per me spritz da mezzo litro, senza aperol, senza alcool, ma con tanta minerale naturale.
Avvistamenti bengalesi, speriamo meno rari.
Un soprannome dedicato rende una persona speciale? Credo proprio di sì.
Mai desiderato tanto andare a letto il prima possibile il sabato sera per potermi poi svegliare a fare colazione la domenica. Prestissimo, ovviamente.
Il nervoso domenicale, non lo vivo sulla mia pelle, ma lo percepisco forte... per fortuna le docce aiutano a far ragionare di nuovo.
Prenotazioni multiple di sale cinematografiche, le fatture verranno dirottate ad un indirizzo noto...
Scamarcio? Non mi si vuole portare a vederlo, manco ancora l’Elisa di Rivombrosa.
Padri che saltano le file come caprioli, madri mimetizzate perfettamente con la poltrona dove poggiano il loro posteriore, figli che nascono ovviamente brutti e un po’ isterici.
Caro Nessie... o caro Crusoe... verremo in cerca di un tuo uovo sulle spiagge scozzesi.

A che età affidereste le chiavi di casa ai vostri genitori?
Una serata al limite del surreale.
La puntualità delle aziende sanitarie, solito schifo. Una giostra d’esame, da mal di mare, almeno mi sono tolto un bel peso dallo stomaco, non solo in senso figurato. E all’uscita mamma e zia col sacchetto di carta con del cibo dentro, appena preso al bar di sotto.
Di corsa in ufficio, in una mano il panino già addentato più volte per strada, nell’altra tre baci perugina dal destino già segnato.
I gorgoglii nei silenzi imbarazzanti della riunione.
Bar ovoidali... ma... il ray-ban dov’è?
Per partecipare al concorso a premi sul film “La volpe e la bambina” (che te lo racconta Ambra, no fufa...), bisogna scrivere alla sede della Lucky Red, a Roma, in via Chinotto.
Mi sono aperto pure una bottiglia di rosso a cena, a mio modo, festeggio.
Gente che aspetta genitori e cena, gente che vuole i dettagli per giovedì, gente con cui chiacchierare al telefono.
Un temporale, non può che cominciare un unplugged alla luce del lumino sacro.
In effetti, una pavona non può dormire in posizione umana...
Ok, settimana di disintossicazione polesana, per il morale, per la pigrizia, per la schiena implorante.
Un giorno di pioggia e muffa? Io aggiungerei pure la polvere e le mani nere. Chi spera in buone notizie e si produce in un mezzo sorriso.
Recuperato il recuperabile e qualcosa di più, costerà svariati caffè e qualche sigaretta scroccata.
Quanto costano le sigarette? Ribar ovoidali!
Una donna felicità se Larry tornerà!
Mi aspettavo di sentirmi cantare Wonderwall.
Io odio le Porsche e ciò che spesso rappresentano.
Cuore Sportivo, retro sportiva, le vecchiacce impressionabili.
Ora voglio un sorriso intero, non parzialmente scremato.

“Donna Felicità - I Nuovi Angeli”

Donna Felicità non ha l’amore
Donna Felicità lo vuol trovare
glielo troveremo noi
chi vuole coltivare la sua rosa

Donna Felicità non ha l’amore
Donna Felicità si sente sola
l’accompagneremo noi
ragazzi, a cercare funghi e viole

Qui ragazzi, tutti qui,
vediamo chi la sposa, sposa
Scommettiamo che lo so
a chi darà la rosa

Donna Felicità non ha l’amore
Donna Felicità non trova viole
gliele porteremo noi
nei cesti nei capelli e nelle mani

Donna Felicità non ha l’amore
Donna Felicità non vuol soffrire
la divertiremo noi
col gioco delle noci intorno al fuoco

Qui ragazzi, tutti qui,
vediamo chi la sposa, sposa
Scommettiamo che lo so
a chi darà la rosa

Donna Felicità non ha l’amore
Donna Felicità non vuol soffrire
la divertiremo noi
col gioco delle noci intorno al fuoco

Uappapappapapà papàpapapa
Uappapappapapà papàpapapa
uappapappapappapaà
papapa papapapapapa

Uappapappapapà papàpapapa
Uappapappapapà papàpapapa
uappapappapappapaà
papapa papapapapapa


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venerdì 14 marzo 2008 - ore 19:08


Creaturo
(categoria: " Vita Quotidiana ")


La convocazione nell’ufficio di Bepi Wan Kenobi, l’incarico, doppio, ad interim.
Speravo mi donasse anche una spada laser.
Dovrò chiedere uno stipendio, doppio.
Andiamo in un posto da donne? Un caffè meno amaro di quello di lunedì.
Incredibile, uscirà il film su di una meravigliosa creatura. Il “nostro”? Il mostro?



Gianna è un lesbicone rock e con due palle così, ma vale una sua t-shirt quanto una con i nomi dei ragazzi della band?
Una serata tra gelatini, spritz e bancomat, tutti nostri.
Il duplo al cioccolato fondente?
Giuro che nessuno ancora mi aveva dato del “creaturo”.
Intanto a pranzo fuori dopo l’estenuante (oddio...) trattativa sul nuovo listino.
Doveva venire uno scledense a Padova per andare alla Moschetà a ingozzarsi di crostini di lardo e bere questo famoso Fiano d’Avellino. La voglia di lavorare va a farsi benedire.
Soprattutto se il telefono non funziona più... e non mi stupisce visti i maltrattamenti dovuti ad isterismi professionali.
Ray-Bans (la S per il plurale) sopra il tavolino, canzoni da imparare e che attenderò che mi si passino, vitelli dorati che perseguitano pavone dorate (non indorate, eh), mamme che tentano di fare le furbe pur di non pagare una fanta.
Le patatine dei Gormiti: valgono la quasi amputazione di una manina??
Arie da fenomeno del football, i colpi di genio eccezionali, lo spunto sulle gambe un po’ meno.
Banale, un po’ strano e non troppo pieno di giovedì, a parte di gente giusta, se voglio posso farmi consegnare la pizza addirittura, al banco hanno anche il numero di telefono. Il miglior gruppo? La risposta “Pornopilots” mi pare ovvia.
Come ha ragione, Vic: ormai le seratone, tipo quelle dove ci si trovava un po’ tutti, saranno sempre più rare.
Un brindisi per il capo che finisce, credo che mi mancherà. Il capo, non i brindisi.
Tramezzini, evito quelli con le cipolline, tanto in mensa come ogni venerdì, a maggior ragione questi di Quaresima, il pesce più sintetico di tutto l’Adriatico.
Mi sentirò un po’ orfano? Quanti padri adottivi stanno già venendo a bussare alla mia porta...
Brighton, pare si faccia sul serio anche stavolta.
Beh, sempre fatto sul serio anche le altre di volte.
Sarà un sabato lungo, per chi si farà ore e ore di macchina, per chi non le farà.

“Meravigliosa Creatura – Gianna Nannini”

Molti mari e fiumi
attraverserò,
dentro la tua terra
mi ritroverai.
Turbini e tempeste
io cavalcerò,
volerò tra i fulmini
per averti.
Meravigliosa creatura,
sei sola al mondo,
meravigliosa paura
di averti accanto,
occhi di sole
bruciano in mezzo al cuore
amo la vita meravigliosa.
Luce dei miei occhi,
brilla su di me,
voglio mille lune
per accarezzarti.
Pendo dai tuoi sogni,
veglio su di te.
Non svegliarti, non svegliarti ancora.

Meravigliosa creatura,
sei sola al mondo,
meravigliosa paura
di averti accanto.
Occhi di sole,
mi tremano le parole,
amo la vita meravigliosa.

Meravigliosa creatura,
un bacio lento,
meravigliosa paura
di averti accanto.
All’improvviso
tu scendi nel paradiso.
Voglia di amare meravigliosa


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mercoledì 12 marzo 2008 - ore 00:15


Un Souvenir Typiquement Français
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Era il pomeriggio del cappuccino dalla fata Flora, però servito con uno sguardo un po’ sofferente e meno smalto del solito su quel bel sorriso intriso di magia.
Il remake moderno del cartone di Remì, mi pare che un particolare sia cambiato: il sesso. Ma si può?
Sono uno zio fashion, che va in giro con la sciarpina rosa. Ma anche no.
Intanto s’è deciso anche in che giorno sarà il mio matrimonio: non a settembre, ma in un frizzante maggio.
Clima sempre più british, potrebbe essere la periferia di Manchester tra gli anni 80 e 90... non c’è da stupirsi se erano tutti strafatti.
Perché Jessica Rabbit stava assieme a quel coniglio in salopette rossa che si chiamava Roger?
Grazie alla treccia, che mi ha ricordato la caratteristica più famosa di questi leporidi.
Ho temuto di trovare tanti vecchiotti, di quelli che di venerdì sera bramano già il loro giretto in ambulatorio, guardano in cagnesco gli altri e ovviamente sono convinti che solo loro hanno reale bisogno... e invece no... in 20 minuti visita, ricette e pure farmacia, correndo, per giungere ad un caffè ovoidale.
Un grillo parlante è morto, oppure non è mai nato?
Il peso di una parola, sembra che non esista la buona fede, urgono corsi di lessico e studi approfonditi sul vocabolario della lingua italiana.
Intanto svuoto la borsa rossa e mi accorgo che ho scordato il promemoria da consegnare.
E quando arrivo a casa, cambiando discorso con le carte in mano, i nervi cedono di botto e non mi era mai capitato davanti ai genitori...
22 anni ormai da quel marzo 1986, ora prego di non dover pagare conti arretrati o debiti con la buona sorte.
Un compare che mi fa compagnia per Tessera, una sorella che arriva con sole 4 ore di ritardo, ovviamente munita di souvenir...
C’est un livre en français plein de photographies, sur la couverture il y a une union jack... ce n’était pas un bout de camember.

Se poi sembra una proposta tanto meglio, la canzone che parte col random, a firma di John e Paul, la considero di buon auspicio.
Sennò la bici ce l’ho, mi compro una maglia rosa piena di sponsor e pedalerò.
Le tours Eiffel di plastica, saranno rivalutate e avranno un che di vintage. Platone? Ammetto che non è fondamentale in una giornata tipo di un metalmeccanico.
Poi ci sono alcuni rappresentanti di questa categoria che sbolognano alla grande, in previsione del passaggio di consegne imminente. Ringrazio per la scrivania straripante.
Spongebob, non il mio preferito, coniglia, scoiattola... con lo scafandro sembrano tutte uguali ‘ste bestiole. Poi perché nei fondali marini invece che in un verde e tranquillo parco inglese?
Anche l’Inter a casa... Poteri di divinazione?
Io punterei forte.

"So Why So Sad – Manic Street Preachers"

Things get clear when I feel free
When whatever next comes easily
When gentle hands give life to me
When your eyes fill with tiny tears

When I’m this still you are my life
(When I’m this still you are my life)
So at ease in the midnight sky
(So at ease in the midnight sky)
But my insides will look like war
(But my insides will look like war)
Paralysed except through my thought

So why so sad
You live and you love
So why so sad
Dependent on above
Searchin’ for the dead sea scrolls
So why, so why so sad

My smile as real as a hyena’s
(My smile as real as a hyena’s)
Burns an expressway to my skull
(Burns an expressway to my skull)
But I’ll stick myself together again
Spirit so low I no longer pretend

So why so sad
You live and you love
So why so sad
Dependent on above
Searchin’ for the dead sea scrolls
So why, so why so sad

So why so sad
You live and you love
So why so sad
Dependent on above
Searchin’ for the dead sea scrolls
So why, so why so sad
So why, so why so sad
So why, so why so sad
So why, so why so sad


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lunedì 10 marzo 2008 - ore 01:18


Capita.
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Lo spirito del Martini, che possiede corpi e obbliga a levatacce inaudite.
Fuori, infatti, pioveva.
Messaggi dalla foresta nera, i tedeschi salutano e ringraziano per il tempo a loro dedicato durante la visita qui a Padova. I bagagli, però, sono rimasti a Milano.
Intanto si parla di incarico ad interim... no, non mi danno il ministero degli Esteri.
Caffè, senza zucchero (che se prendessi proprio quello per fare la cremina, per strada correrei a velocità mach 1), latte di mucca muuu, canzoni russe, foto salvate e da salvaguardare. Intanto mi salvo e mi salvaguardo io.
Il mister che mi chiede se va tutto bene... no, zero proprio, fuori forma, deconcentrato e dolorante, ma poco importa, almeno non mi tasta più la pancia e lo considero un successo.
Che sorpresa trovare una vicina a caso in un posto poco a caso.
Il compare che, prima fa street fighting e punisce a cartoni sul muso ubriaconi molesti dell’est, dopo si cimenta nella maratona, con tre inseguitori feroci, tra la stazione di Mestre e le vie di Marghera...
E’ dal ’92 che non lo vedo correre.
Mi prendo libertà, anche di indossare pantaloni a zampa.
Un messaggio mattiniero per lo stupore, chi torna dalla bassa e saluta dal finestrino del treno, chi verso la bassa è diretto e cerca di scorgere un treno passare.
Una partita combattuta, sanguigna vorrei dire, il prezzo per la vittoria.
Che ci si mette stasera? L’utilità degli uomini nella scelta di pendenti auricolari.
Il mio caro Sir Claudio che non può accoglierci.
L’alternativa, predetta, un posto che evidentemente non porta bene.
Non voglio giustificazioni di una passato che non è mio. Vorrei solo che fosse un felice presente. Ma non riesco a trasmettere questo pensiero come vorrei.
Fantasmi che mi spaventano ma i fantasmi non esistono.
A parte in Scozia, dove se le inventano tutte per attirare gente in una sorta di turismo ectoplasmico.
Il Tag, l’unico dj-set valido sentito da dietro la porta, almeno ho rivisto un po’ di amici che nel frattempo sono diventati cintura nera di salsa e merengue.
Domenica silenziosa, troppo, cappuccini lunghissimi, welcome in Rubano, nipotini, spritz corretto Martini come insegna la treccina, una buona abitudine, queste uscite.
Una pizza col sorriso, guaglio’!
Caro sir, grazie che ti fai perdonare, sarebbe la serata giusta per mettersi ad assaggiare tutti i tuoi whisky e appoggiare il testone spettinato sul tuo dorato bancone...
Una giornata lunghissima, oggi ha vinto il grigio.

“You’re My Sunshine - Doris Day”

The other night dear
As I lay sleeping
I dreamed I held you
In my arms
When I awoke dear
I was mistaken
and I hung my head and cried

You are my sunshine
My only sunshine
You make me happy
When skies are grey
You’ll never know dear
How much I love you
Please don’t take my sunshine away

I’ll always love you
and make you happy
If you will only
Stay the same
but if you leave me
To love another
You’ll regret it all someday

You are my sunshine
My only sunshine
You make me happy
When skies are grey
You’ll never know dear
How much I love you
Please don’t take my sunshine away

You told me once dear
You really loved me
and no one else could come between
but now you’ve left me and Iove another
You have shattered all of my dreams

You are my sunshine
My only sunshine
You make me happy
When skies are grey
You’ll never know dear how much I love you
Please don’t take my sunshine away


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venerdì 7 marzo 2008 - ore 00:47



(categoria: " Vita Quotidiana ")


Questi tedeschi che mi girano in camicia bianca a maniche corte, cravatta e canottiera che s’intravede...
Finché fuori piove di stravento.
Anche da queste piccole cose si capisce come mai hanno perso la guerra.
A volte la lentezza di certi ambulatori è davvero disarmante.
Quante giovani dottoresse che mi danno del Lei, poco imbarazzate e così... professionali?
Comprerò una lampada alogena per sostituire il neo.
I plantari in sughero? E’ dal ’32 (addirittura!) che sono fuori produzione.
Succhi e cappuccini ovoidali, l’inferno dantesco in bella mostra e le regole d’oro per le camicie.
Che strana euforia che si percepisce.
Quando tornerà il caldo, vedremo vestiti bianchi, polo e jeans scampanati, oh sì.
Un casello che fa il birbante, l’autostrada pesa meno se ci fai sopra una chiacchierata e ti arriva un invito per una cena equina, bagnata dal vino rosso e accompagnata da buoni amici.
I “sorxi”, in Polesine si chiamano “sorZi”.
I pochi superstiti del Rovigo, da pallamanisti a improbabili calciatori.
Intanto è a mezz’asta la bandiera che sventola sempre nel mio giardino.
Il City in champions, io ci credo. Credo anche agli ufo, questo è chiaro.
Dialoghi tra buongustai, libri che diventano come fantasmi, quando attendi tanto tempo per leggerli? La biografia del fantasma formaggino potrebbe essere uno di questi.
Voglio questa tazza, adoro questa tazza, ho bisogno di questa tazza.
E anche di quel caffè. E di quel latte. E dei biscotti. Anche i savoiardi del tiramisù.

Tante macchine al bar, persone meno del solito, a parte i soliti e le “croste umane”, musichette jazz che... bah… insomma...
Io, nei Suoi panni (la S maiuscola è dovuta), non avrei dedicato nessun muro delle meraviglie a Meg Matthews. “Crederlo è un dolce inganno”
Che poi Wonderwall Music era il titolo del primo album solista di George Harrison, fondamentalmente genio e Beatles.
E ovvio che venderei anch’io la casa al mare se il mio vicino fosse James Blunt.
“A cold and frosty morning...” avrei cantato stamattina.
Niente nomi e cognomi? Ma neppure io ho fatto naja!
Au revoir, ma soeur.
Riunioni che dovrebbero cominciare alle 15 ma vengono spostate alle 16.30 per poi, alle 18, essere rimandate alle 11 dell’indomani mattina.
Fornitori che dovrebbero arrivare alle 16 e che ti arrivano invece alle 17.30.
Una voglia di dirigermi verso la bassa che tocca i minimi storici.
E tra un risotto al burro, una dormita in divano ed un toast, bisbigli telefonici da sotto piumone, niente festa della “gallina” per la pavona.
La mimosa, coi cioccolatini incorporati, solo per una donna, ovvio.

Potrei anche mettermi a dormire.

“Il Giardino Di Daria - Timoria”

Guardami, ascoltami
e vedremo l’erba crescere
albero, nascondimi
una foglia basterà per me
sono io lo spirito
vivo nel giardino e vedo lei

nessuno può vedermi ma
Daria il segrto già lo sa

viene qui se soffre un po’
e cresco io con le sue lacrime
e sarò il fiore re
la regina certo sarà lei

rispetta la mia libertà
Daria il segreto già lo sa
vive come noi, ama come noi
ride come noi, non cambiare!

ridono i fiori miei
le sue mani mi accarezzano
sfiorano i miei petali
e non serve una parola sai

nessuno può capire ma
Daria il segreto goà lo sa

vive come noi, ama come noi
ride come noi, non cambiare!



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martedì 4 marzo 2008 - ore 00:19



(categoria: " Vita Quotidiana ")


Ultima lezione d’Inglese in cornetta, una chiacchierata più che altro, un grazie a teacher Melissa per questa strana esperienza... ma se non si fosse trovata dall’altra parte del mondo, quindi con un segnale telefonico un po’ più nitido, avrebbe potuto segnarmi qualche errore in meno.
Questo cavolo d’ufficio che pare un lazzaretto.
Nipotina, piano con le birre a quadruplo malto!!
Intanto mi tengo caro un fornitore per continuare ad avere agende a scrocco, che non userò mai
Lombo sciatalgia? Una novità assoluta, mancava. Giusto quando uno ha la possibilità di giocare.
Quando invece la forma è perfetta, guai a sfruttarla.
Toast, rigorosamente n°4, e birra per caduta... un deja-vu di una settimana prima, se non fosse stato per la lunga tavolata
Un... “amen”... per il film, un triplo... “amen” per il messaggio che aspettavo e non è arrivato: l’inverno volge al termine e ci si desta dal letargo anche buonora, soprattutto per validi motivi.
Validissimi.
Depressurizzazione polesana, poi giù, oltre il Po, nella super bassa ferrarese.
La fiera, la via dei buskers, il campanile che pende, il palazzetto.
Per fortuna che il pareggio nel nostro sport è raro... il terzo nelle ultime quattro partite.
Come al solito, scampoli di partita, intensi, palpitanti, ma scampoli.
Ritardi che davvero non sono normali, no, non voglio neanche sentire la scusa che
Ce la mettiuamo la fettuina d’aranciua? Miaooooo...
Un saluto al volo alla vecchia Inghilterra, poi la nebbia e la tangenziale.
Per non sbagliare, sotto la maglia avevo già la t-shirt giusta.
Una serata che non ho capito proprio per niente, ok l’elettronica e ritmi diversi dal solito, ma il negrone yo... No, ragazzi, c’è qualcosa che non va, soprattutto dopo che il nostro caro amico, ma più del Tampax, ci racconta che bruciava macchine in viale Po a Sarmeola. Se era una battuta, non mi ha fatto ridere.
I Siberiani? Pochi e terribilmente pigri, a quanto si narra. Per fortuna ci hanno pensato gli amici rossi ad incrementare il P.i.l., trovando forza lavoro in quantità.
Gli argini, stivali che valgono più di quel che sembra, lepri che se la squagliano, quaglie che se la sleprano, emozioni forti e intestinali, da troppa libertà.
Il “buddino”?

Sarà per la prossima volta, tempestività permettendo.
Far parte del Resto del Mondo... ad una delle prossime partite, organizzate per dare l’addio a qualche campione, conto di fare la mia figura assieme alle vecchie glorie.
Aspetterò parole che non mi verranno forse mai dette, a costo di diventare telepatico.
Contro la fisiologia umana, non riesco ancora a spuntarla.
La rivoluzione dei garofani, da Parigi a Lisbona, una Due Cavalli gialla, poi è musica e fervente immaginazione... fervente? Neanche troppo, spero.
Aggiungo tappe veneziane, liste che si allungano sempre più, sento tutto attorno a me un occhio vigile, certamente migliore del Grande Fratello.
Il muretto imbrattato, “Scanta Libero”: fievole e risibile ricordo del terrorismo che fu collega.
Un altro collego, dal paese di Sant’Ilario di Deandreiana memoria, che partendo da una semplice frase, ti indovina il film da cui è tratta.
Cena con i tedeschi? Già, non mi dispiace scroccare ai crucchi, ma, dannazione, non era proprio questo il lunedì sera che immaginavo stamattina.
Tra un antipasto ittico e un primo anche, stupirsi di sentire on air la propria canzone preferita e notare che la commensale tedesca la sta canticchiando… gli Oasis!
E che non si dica che un tedesco mi batta a grappe, non esiste: gna omi, ‘sti crucchi!
Il piacere di una telefonata notturna tra amici.
Le chiacchiere che girano, uno sminuire, non solo me, i riferimenti con un passato alquanto remoto.
Mi piace, ora come ora, pensare al presente.
E qualche volta anche un po’ più in là.

“Something In The Air - Newman Thunderclap”

Call out the instigators
Because there’s something in the air
We’ve got to get together sooner or later
Because the revolution’s here, and you know it’s right
And you know that it’s right

We have got to get it together
We have got to get it together now

Lock up the streets and houses
Because there’s something in the air
We’ve got to get together sooner or later
Because the revolution’s here, and you know it’s right
And you know that it’s right

We have got to get it together
We have got to get it together now

Hand out the arms and ammo
We’re going to blast our way through here
We’ve got to get together sooner or later
Because the revolution’s here, and you know it’s right
And you know that it’s right

We have got to get it together
We have got to get it together now


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venerdì 29 febbraio 2008 - ore 00:20


A Foggy Dimension
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Sembra la settimana dei popoli del nord.
Clienti finlandesi, non so come ma si fanno capire molto bene, quando sono incazzati.
Il russo non lo capisco, il norvegese neanche, che poi le lingue ufficiali in questo caso sono pure due.
Già, i norvegesi tendono a sopravvalutarsi, soprattutto in numero.
A foggy, wet Wednesday? A long Wednesday.
Missione regalo di Checco: cioè missione impossibile.
La sfiga? L’imminente fine dei saldi, quindi la merce, eventualmente, non si sarebbe potuta cambiare. E le madri altrui che non ci sono, quando servirebbero, i padri per certe informazioni, è meglio evitarli, tanto cadrebbero in ogni modo dalle nuvole, nella migliore delle ipotesi.
Strombazzamenti davanti casa, mai molesti se sono per un saluto.
Evviva i regali post datati. Marrone, Checco, è marrone…
Chi doveva smettere di fumare?
La Paella originale deve avere carne di pollo e coniglio. Coniglio?
Intanto una delle cuoche della mensa ha iniziato ad avere un occhio di riguardo per il sottoscritto…
E’ partito tutto, quando ho sostenuto che il profumo del suo purè mi ricordava l’infanzia, lo stesso odorino di quello che facevano le suore in asilo, col prosciutto cotto.
Oggi ero indeciso tra riso e pasta pasticciata, lei mi strizza l’occhio e prima di aprir bocca mi aveva già preparato un bis, abbondante.
Le isole Curili, dette “le isole alla fine del mondo”, a quanto pare un posto più triste di Padova, tra nebbia, laghi bollenti, montagne ghiacciate, disperse in qualche parte nel Pacifico.
Siberia significa “terra che dorme”, Vladivostok invece “conquistatore dell’est”. L’Alaska è stata venduta dalla Russia, a pochi centesimi al metro quadro.
Se l’avessero messa su Ebay, magari un’offerta dell’ultimo minuto l’avrei lanciata.
Mi faccio domande, vorrei farne, forse non servirebbe a molto, non servirebbe a niente.
Il mio permesso per la proiezione al Molo? Ok.
Thursday never looking back, dice un noto Robert e una nota groupie.
Il doctor Robert di beatlesiana memoria, invece, spirito tutelare, protagonista etereo, ancestrale, sovrannaturale, di un romanzo che non mi sarei mai aspettato.
Latte di mucca muuu ad accompagnare il mio caffè preferito.
Riso con le sardine? Riso con lo yogurt?
A Rubano, rubano auto. Non te lo aspetteresti mai.
Basta nebbia, che sia in strada o nello stomaco.
Basta fumo, ma solo quello nella testa.

“Dimension - Wolfmother”

I fell down in the desert baby, yeah
I had nothing but a peice of paper, oh yeah,
I had to write something down,
And I found myself alone, then I let go of everything,
Into another dimension

Purple haze is in the sky,
See the angels wicked eye
all these things we must try
’Till we see the reasons why, oh yeah

Lightning crash on the hill tonight,(yeah)
I got a feeling everything is gonna be alright
Then a horse came running to me
Said we’re gonna go to the sanctuary
Then a storm began to blow,
Into another dimension.

Purple haze is in the sky,
See the angels wicked eye
all these things we must try
’Till we see the reasons why, oh yeah

I got lost in the desert baby, yeah
I found temples made out of paper, oh yeah
I had to write something down
But then i found myself alone
Then i let go of everything
Into another dimension



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