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ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...







PARANOIE


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MERAVIGLIE


1) una meraviglia? guardare mia nonna che a 93 anni arroscisce quando le dò un bacio..
2) La Musica. Viaggiare con la mente sulle note di una canzone, sentirsi parte di un' idillio di melodie, cullati dalle onde o a cavallo di un fulmine. La Musica, che è emozione allo stato puro, è il sesto senso che si risveglia, è il sogno che prende forma...
3) la barretta di cioccolato lindt con nocciole intere
4) ...aprire gli occhi e ritrovarsi a suonare sopra un palco davanti a 10.000 persone...



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Take the time to make some sense
Of what you want to say
And cast your words away upon the waves
Sail them home with acquiesce
On a ship of hope today
And as they land upon the shore
Tell them not to fear no more
Say it loud and sing it proud
Today...

And then dance if you want to dance
Please brother take a chance
You know they’re gonna go
Which way they wanna go
All we know is that we don’t know --
How it’s gonna be
Please brother let it be
Life on the other hand won’t let us understand
We’re all part of the masterplan

Say it loud and sing it proud
Today...
I’m not saying right is wrong
It’s up to us to make
The best of all the things that come our way
Coz everything that’s been has past
The answer’s in the looking glass
There’s four and twenty million doors
On life’s endless corridor
Say it loud and sing it proud
And they...

Will dance if they want to dance
Please brother take a chance
You know they’re gonna go
Which way they wanna go
All we know is that we don’t know --
How it’s gonna be
Please brother let it be
Life on the other hand won’t let you understand
Why we’re all part of the masterplan



SONDAGGIO: KAISER CHIEFS VS FRANZ FERDINAND


Quale tra queste due band preferite?

Kaiser Chiefs perchè sono fighi
Franz Ferdinand perchè sono fighi
Nessuna delle due, i più fighi sono sempre gli Oasis e ascolto solo loro
Nessuna delle due, i più fighi sono sempre Checco e la B.BAnd e ascolto solo loro alle sagre
Rock’’n’’roll merda... dovevi fare un sondaggio MondoMarcio VS FabriFibra

( solo gli utenti registrati possono votare )

sabato 16 agosto 2008 - ore 17:15


Oculare, Bulbo.
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Ricordo un’Hoegarden ed una serata fresca, talmente fresca da finire nel gelo di un’apatia un po’ sconsolante.
Poi il volo di andata e quello di ritorno.
Enoteche a Rubano? Che poi erano a Mestrino ed erano chiuse. Cosa avevo quel sabato? Niente, era solo una giornata che non ero riuscito ad inquadrare.
Bottiglie di Molinari da seccare, grazie a Jim Cunningham, soprattutto per aver conciliato il sonno. Conigliastro maledetto.
Ryanair, non farmi scherzi strani eh?
Tutti al Malibù, mi sconvolge sapere che sono tutti in tenda. Meno capricci e qualche giro in più sarebbe saltato fuori.
Seguo per la laguna del Mort e faccio scongiuri, arrivo sempre troppo tardi. A dirla tutta mi sento un po’ cretino per l’aver indossato il costume.
Aperitivi equestri al Cavallino in attesa dell’eremita per tornare a fare le vasche in via Bafile. Permane il mistero sulla sua lunghezza. Ancora acqua. Dal cielo. Un grazie, intero perché in due mezzi, al giro di caffè e al giro di amari.
Mica tanti bar aperti la mattina di ferragosto. Si scrive Tignes ma si legge Tignes, montagna.
I figli dei figli dei fiori, direi zii e anche nipotini ormai. Tempo umido e fresco, griglia sempre al lavoro, che estasi il formaggio. E che giusta la band di amici, tra canzoni vecchie, nuove e aspiranti rockstar per ora ancora groupie.
Pensavo fossero i quartini di ogni colore. Invece era veramente un trattore che trainava un rimorchio con un forno per le pizze, acceso, tra l’altro. Come si fa a mangiare una pizza senza pasta?
Tornanti per tornare, sennò si chiamavano andanti. Mancava solo la sambuca, guardando il tg3 che sentenzia lo slittamento dei fuochi in prato.
Tanta acqua che allunga la strada, fino ad una “kambusa”. Sabrina, Audrey in bianco e nero ha un fascino e una dolcezza irresistibili.

Il tempo per Hootie lo si deve trovare.
Cosa ci fa il mio nome nella rosa dei giocatori?
Viaggi avventurosi per il Guatemala, viaggi quasi a vuoto nel Lazio.
Mi sveglio e trovo un discreto gruzzolo di sterline, so già che dureranno poco.
Intanto mi ascolto allo sfinimento un nuovo singolo.
Guardo le date inglesi di un tour.
Ora ho un’idea su come sfruttare le prossime ferie a metà ottobre.
Prima finiamo di goderci queste.

“Molly’s Chambers – Kings Of Leon”

Free- is all that she could bleed
That’s why’ll she’ll never stay
White- bare naked in the night
Just lookin’ for some play
Just another girl that wants to rule the world
Any time or place
And when she gets into your head
You know she’s there to stay

You want it
She’s got it
Molly’s Chambers gonna change your mind
She’s got your
Your pistol

Slow- She’s burnin’ in your soul
With whispers in your ear
It’s okay I’ll give it anyway
Just get me out of here
You’ll plead- you’ll get down on your knees
For just another taste
And when you think she’s let you in
That’s when she fades away

You want it
She’s got it
Molly’s Chambers gonna change your mind
She’s got your
Your pistol


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venerdì 8 agosto 2008 - ore 16:14


A La Gare De Lyon
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Il nero d’Avola non si abbina bene con il cocomero. Sempre meglio comunque di un succo mela kiwi o di una centrifuga di frutta e verdura. Verdura... cioè... lo dicono anche loro...

Va bene anche così, in questo momento di tormento.
Le fughe a fine lavoro, un libro rosso che mi accompagnerà nei prossimi giorni, tante altre copertine che ammiccano, ma non cedo, sono fedele a quelle che mi aspettano con ansia sul comodino. Anche se quel piccolo libricino del cantautore dal bottiglione di rosso è riuscito a convincermi a portarlo a casa con me.
Imbucarsi ai festival? Non ci avevo mai pensato. Sarebbe da fare una pazzia per quello su al nord, alla faccia delle ferie che non avrò.
Solitario nella notte va, se lo incontri gran paura fa, chi nasconde quella maschera? Tigre? Memole mi spia!
Belli i vestitini estivi. E i mocassini. Come mai adesso si può andare nei bar battenti bandiera cinese?
Io tifo ventilatore.
Conto le ore, anche no perché, per smuovere qualcosa in questo “ministero”, bisogna sudare le classiche sette camice per poi scoprire che quanto richiesto è di competenza del primo collega interpellato, il quale, in preda a fancazzismo e sentore di parastatalità, ti ha nel frattempo condotto in un circolo vizioso di scarica barili vari ed eventuali.
Le poste, non mi ricordavo di avere un loro ufficio così vicino vicino.
Mi piacciono le foto semiserie, no, proprio demenziali, dei miei colleghi. Soprattutto quella davanti all’ingresso, sotto il “vietato fumare”, con la cicca in bocca.
Il capo che arriva e senza dirmi niente mi si siede accanto, è venuto a scuola da me.
Attendo dettagli dalle rive del Tamigi.
Attendo dettagli, più urgenti, dalle rive della Senna.
Rimanendomene comodo sulle rive della Storta.
Dalla fata, i “cagnati” che guardano la Lambra, per poco, preferiscono i loro moderni scooter tutti elaborati.
Di lavoro dalle ore contate, di teatri e di baristi. Niente scherzoni?
Secondo sms non risposto in due giorni. Inizio a preoccuparmi.
Ultima partitina stagionale, lucidità poca, gambe pesanti. Chissà perché i calciatori sonno sempre a terra, rotti.
Anguriara!! Una fetta sembra o no un sorrisone? Birretta, al fresco, a guardare il Serafino di Celentano in tv.
Qu’est-ce que c’est gouffre? Non sono gnocchi, sicuramente.
Sabato scorso c’erano solo 20 km di coda a Mestre. Domani prevedono uguale. Urgono percorsi alternativi per Tessera. Bus, treno, bus, per esempio.
Tutti che sgattaiolano via prima. Quelli che rimangono giocano a golf, con un ombrello come mazza ed un peluche di babbo natale al posto della pallina.
Manca solo la stecca di sigarette e la valigia, ovviamente ancora da fare.
Domani voglio due baguette da infilarmi sotto le ascelle e non voglio trovare i bidet.
Au revoir.

“Zobie La Mouche - Timoria”

On m’appelle Zobie,
Oui c’est moi la mouche
J’suis pas tant credible
Car on me trouve louche
Ceux qui lisent la Bible
En ouvrant la bouche
Sont des jolies cibles,
Des gobeurs de mouches.
Et hop ! dans le mille,
Je fonce dans le gosier
Je ressors par les trous de nez
Et hop ! dans le mille,
Je fonce dans le gosier
Je ressors par les trous de nez.

Zobie Zobie la mouche
Zobie Zobie la mouche

Faut pas s’faire de bile,
J’me fais pas bouffer
J’suis pas tant debile,
De moi faut s’mefier
Et dans les grand-villes,
Y’a guere de pitie
Mais je me faufile
On ne peut m’ecraser.
Et scratch ! dans le vil,
Je fonce dans le soulier
Et j’ressors par les trous de pieds
Et scratch ! dans le vil,
Je fonce dans le soulier
Et j’ressors par les trous de pieds.

Zobie Zobie la mouche
Zobie Zobie la mouche

Que me veut cette fille,
Oh sacree gonzesse
Elle est bien gentille,
L’a de jolies fesses
Elle est nue,
Elle brille,
Quelle delicatesse
Si je la titille
Et qu’elle se confesse

Je perds pas la bille,
J’la prends de vitesse.
Top dans l’mille!

Zobie Zobie la mouche
Zobie Zobie la mouche
Mouche mouche


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martedì 5 agosto 2008 - ore 19:21


The Watermelon Knight
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Si vede già dalla strada sgombra che mezza Italia, facciamo anche tre quarti, è in ferie.
Il carrettino, 200 metri e cambio di comune, un prato di campagna che pareva un po’ l’ambientazione di un film di Pieraccioni, tanta gente, tante leccornie, tante impanadas, tanti dreadlocks, tanto alcool, tanto ridere, tanti tunnel, tanti “dottore dal buso del cueo”, tante luci. Chi si perde in discorsi di lavoro e non è il caso, chi si cimenta in previsione di futura maternità, chi rincorre verso sud il suo sogno romantico, chi corre avanti e indietro, prepara e cucina, chi apprezza e non c’erano dubbi.
La sedia al centro, rilettura del papiro, stavolta si trinca pesante, immagino ci sia ancora il solco del camminamento circolare intrapreso alla fine per smaltire lo smaltibile.
La paura per il vento e quattro gocce grosse, fuga fuga.
Che fatica prendere sonno, dopo i sorpassi nella notte.
Il caldo che disturba il giusto riposo, il minestrone: ooolè!
Valsugana, Feltre, l’ospitalità della padrona di casa. Lo spioncino del portone? Cuore, stella, fiore. Ho in mente altre forme, incomprensibili ai più.
Sosta “mattonella” in gelateria, la città vecchia, bancarelle di formaggi, marmellate (quella di Sambuco!), i giullari e i saltimbanchi, i matrimoni in divisa e anche no, il teatro della sena caro a Goldoni, spritz alla bellunese, 4 contrade ognuna con i propri tamburini e sbandieratori, Castello, Port’Oria, Santo Stefano, Duomo, la consegna delle chiavi della città alla Serenissima, il lancio della sfida che è più uno sfottò rivolto “nemici”, la gara di tiro con l’arco, poi la staffetta, dove neanche Aziz riesce a fare miracoli, spettacolo pirotecnico pazzesco, l’equilibrista sulla fune tirata sopra la piazza, la testa che non sa più dove girarsi per non perdere un attimo, il gelato Busche e ancora tamburi in piazza fino a tardi.

Il tutto per aggiudicarsi i 15 ducati veneziani.
Le feste a tema, “Lo schiaccianoci” non mi pare facile... Io mi vesto da cocco, poco inerente, ma tanto buono.
Il ritorno in pianura, che uomo di poca compagnia son stato.
Mi fa piacere che la mia lista del martedì non è stata sfruttata... e forse neanche letta.
Idee di ferragosto, qualcosa non va proprio secondo i piani, il campeggio? Chi ha orecchie per intendere in tenda, gli altri si cercheranno un bungalow.
Domeniche afose, le odio, come odio il casco integrale degli anni 80, come odio vedere ragazzi della mia età e anche più giovani in preda a decadimento fisico precoce ma soprattutto a trasandatezza acuta.
Ma che ridere, i matti del paese, un’anziana signora in carrozzella che cerca di raggiungermi, approfittando di una mia sosta a motore acceso: “arriva Niki Lauda, wrooom… wrooom wrooooom... Niki Lauda…” (ecco, anche lui sarebbe andato in bungalow o in appartamento, vista la nota menomazione auricolare)
La prima, un saluto con la mano all’agguerrita nonnina, un’affumicata d’altri tempi.
Sagra? Chi a Villafranca, chi a Bastia, l’industria padovana delle feste patronali. Troppa gente. Troppi colleghi. Troppe Megane col culone in fuori addosso al quale mi schianto, a piedi. Troppi bambini che amano Tampax. Troppo rabosello. Il lisssssio da una parte (Do wah diddy in chiave salsa???), il ballo country dall’altra (Rondò veneziano dal far west???), al quale, a parte i cappelli da cowboy, non ho trovato alcun senso.
Troppo tardi per il festival aeroportuale.
Da decifrare, gli sms malinconici della sera, malinconici come i capitoli che narrano delle vicende di Watanabe e Naoko, togliendomi il sonno. E tra queste pagine mi sembra di sentire veramente Reiko che suona con la chitarra le canzoni dei 4 di Liverpool. Canzoni difficilmente per caso. Senza assumere toni strani. Tipo Tony Manero, Tony Montana, Tony Dallara, Tony Cassoea... non sono nel mio libro paga, soprattutto l’ultimo.
Prendo la cornetta, l’erba di casa mi aspetta. Anche con l’afa.
Sì, in effetti la maglia nera col teschio dei BRMC non fa molto Lambretta...
Finalmente il nuovo Batman, magnifico Joker con la bava alla bocca, sadico e imprevedibile, così matto che pare vero.

Ho capito perché, anche se indossassi maschera e mantello nero, non potrei essere il Cavaliere Oscuro “de noialtri”: non ho la liquidità di Bruce Wayne!
Oh, guarda guarda, uno dallo scherzone facile, un’altra conferma per la mia famosa teoria sugli accoppiamenti “gnocche – ‘cappati”. Quattro bestemmie dietro ad un Hammer, altrettante al distributore di benzina e ai 3,61 euro di carburante erogato.
Chissà come mai in libreria c’erano così tante copie di “Arcipelago Gulag“ di Solzhenitsin in bella mostra. E l’unica cazzo di Lonely Planet su Parigi esposta aveva pure la copertina rovinata. Niente sconto. Tenetevela.
Una voglia d’anguria che è rimasta tale in questi giorni. Ma ha le ore contate.
La vita ti sorride, quando, nascosta tra le pieghe della stagnola di un pacchetto di morbide, sbuca ancora un’ultima insperata e stropicciata sigaretta.

“Lord Don’t Slow Me Down – Oasis”

I’m tired and I’m sick
Got a habit that I just can’t kick
I Feel hungover and I’m all in love
When the lights go down
I’m gonna shoot ’em all

S’alrite
Don’t be afraid
You gotta keep dreaming in the bed you made
And if it tastes like shit
Well, it beats sleeping rough on the floor

Keep saying that my head’s locked up in the clouds
Keep praying that the lord won’t slow me down

I’m tired and I’m sick
Got a habit that I can’t, won’t lick
Feel hungover and I’m all in love
Let the lights go down
Me and you are gonna shoot ’em all

Keep saying that my head’s locked up in the clouds
Keep praying that the lord won’t slow me down

I’m tired and I’m sick
Got a habit that I just can’t kick
I Feel hungover and I’m all in love
When the lights go down
Me and you are gonna shoot ’em all


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venerdì 1 agosto 2008 - ore 20:05



(categoria: " Vita Quotidiana ")


Bianchi fermi, di solito a casa mia sono tutti agitati. I parenti soprattutto.
Gelato anche no? Miss California lo mangia eh! Le storie dei pipistrelli invadenti e confusi.
Riunioni, non solo, ogni tanto si lavora per davvero. Ma odio gli appuntamenti a tradimento che mi fissa il nuovo capo. Soprattutto se a Varese, soprattutto se di pomeriggio, soprattutto se l’azienda ospitante è già chiusa per ferie.
Al bando la cavalleria, bruchi veloci messi a nuovo, il quadrilatero dei dipartimenti, se esiste la sala dei giganti allora esisterà pure una sala dei nani, come quella pseudo star caritatevole che si traveste da Ringo Starr. I like Chinò! Non avevo mai posseduto una tessera con la foto di Uma Thurman.
Mi pareva di sentire i commenti di Frank Zappa, quelli delle zie, delle nonne, non li ho sognati: mugugnavano le canzoni conosciute in gioventù.
Una vespa dentro al fanale di stop del bruco... una volta ho visto un bruco nel fanale di una vespa.
Altri bruchi, quelli che fumavano.



Trasferta fu, io ad accompagnare il capo nella prima uscita ufficiale, con la macchina nuova, sempre tedesca, di serie B. I panini al volo in autogrill, proprio da pellegrini.
Così si batte il ferro. Giusto per farsene un’idea. Il cane in sala riunioni? Un vitello quasi, disteso a dormire giusto dietro la mia sedia: mai ci furono trattative dai toni così pacati.
Incidente in tangenziale, ok, devo trovare un sostituto che mi sostituisca nella mia veste di sostituto. D’imposta.
Gli operai del secondo turno serale mi guardano stupiti, non sono solito a quegli orari.
Il tempo minimo per cambiarsi, la camicia a maniche lunghe d’estate è proprio una sofferenza, e buttar giù qualcosa.
Carbonara e case vintage, vado via di fulgida immaginazione.
C’è gente che sta già sorseggiando mojiti, aspirando di conquistare i tavolini occupati dai nonni.
Che aria vacanziera che si annusa, tanto che la pausa pranzo si trasforma in una pizza coi colleghi.
L’Hoegardeen e la sambuca non vanno d’accordo con un pomeriggio lavorativo... ma vanno allegramente a braccetto con un pomeriggio lavativo.
Non mi considero un ficcanaso, non ho una grande nappia, solo una buona curiosità. Che non paga proprio un cazzo.
Un festeggiamento, un palio ed una sagra? E le serate rock’n’roll?
Stare bene nella propria confusione.
Mi metto le sedie in groppa e vado a fare festa.

"Girl – Beatles”

Is there anybody gone to listen to my story
All about the girl who came to stay?
She’s the kind of girl you want so much
It makes you sorry;
Still, you don’t regret a single day.
Ah girl! Girl!

She’s the kind of girl who puts you down
When friends are there, you feel a fool.
Didididi..
When you say she’s looking good
She acts as if it’s understood.
She’s cool, cool, cool, cool,
Girl! Girl! [Was she]

When I think of all the times I’ve tried to leave her
She will turn to me and start to cry;
And she promises the earth to me
And I believe her.
After all this times I don’t know why.
Ah, girl! Girl!

She’s the kind of girl who puts you down when friends are there,
You feel a fool.
When you say she’s looking good, she acts as if it’s understood.
She’s cool, cool, cool, cool, Girl! Girl!

Was she told when she was young the pain
Would lead to pleasure?
Did she understand it when they said
That a man must break his back to earn
His day of leisure?
Will she still believe it when he’s dead?
Ah girl! Girl! Girl!



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martedì 29 luglio 2008 - ore 19:53


Lecca Renze
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Un giro su una due ruote vintage, a campi o per le vie del paese, aiuta a rischiararsi le idee, a rendere più leggeri certi pensieri che non si riescono a chiudere a chiave dentro l’ufficio prima di tornare a casa.
Aiuta anche a riempirsi gli occhi di moscerini, subdoli, che passano per la visiera aperta, dato che l’unico casco a disposizione è pure integrale. Bene, almeno ingrasserò di meno ed evacuerò di più.
Una partita corta, causa ritardatari, stavolta meglio così, vista la forma precaria.
E’ sempre simpatico trovarsi per caso in un locale, guardarsi e riconoscersi dopo aver visto solo la foto nei rispettivi profiloni.
Piadine che si fanno attendere e camicie che le donne non sanno apprezzare, rotelle di liquirizia appese alle orecchie?
Attaccare i bollini blu all’interno del parabrezza, come si sapesse del mio rapporto particolare con questi tagliandi. Canzoni, giochiamo a “sarabanda”? Costellazioni, io conosco solo il grande carro.
Le foto vecchie, neanche poi tanto, anch’io amo riguardarmele. Mi sento un ingrato orsetto del cuore.
Il capo in visita pastorale distaccata, temo faremo molta conoscenza nei prossimi tempi.
Piazzola, una cornice suggestiva, un’occasione per sentire in un sol colpo la PFM e le canzoni di De Andrè.
Io amo questi “vecchietti”, amo le loro canzoni, amo quelle di Fabrizio che hanno reinterpretato come sanno fare loro. A tratti mi sono scoperto estasiato. E’ il pubblico il settimo componente della band.

E’ palese, Franz Di Cioccio legge il mio blog dal quale si ispira per i commenti nei suoi live.
Birra e manifesto che forse ho pagato solo io, ma va bene così.
Barabbi, gente che va e gente che va, non state in mezzo alla strada, please.
Couscous, personalizzato? Stupore, stavolta resto.
Buongiorno, e trovo casa mia trasformata in un caseificio con pentoloni ribollenti di passato di pomodoro.
Bel casco, Vinnie, non il massimo della convenienza, ma bel casco. Incredibile la guerra di nervi tra ambulanti che sbaraccano e baristi pronti a schierare miriadi di tavolini su piazza dei Signori.
Ritrovo d’altri tempi in quel dell’Ofelia, da tavoli uniti e paste fumanti. Si vede subito la compagnia di forestieri, mai mia previsione fu più azzeccata, sulla caduta della tenda.
I saluti calorosi del buon Checco, stupito che fossimo tutti come ai vecchi tempi (o quasi).
“Legna secca fa fogo,
oco e pito fa bon brodo,
spago tira dritto,
acqua fa liveo
figa fa tirar l’oseo.”
La perla di saggezza finale, immancabile.
Piazze di sera, per il caffè, prima di disperdersi per i quattro cantoni. Che sono sempre quelli.
Quelli dove persone non a caso avevano spergiurato di non rimetterci più piede.
Lo stile, avercelo.
Un abbraccio agli amici che incontro ovunque e ,quando scrivo ovunque, intendo proprio ovunque.
Qualcuno ha proprio una serata no, mal di testa? Finchè si beve acqua e menta...
Un sms: “Killersss!” Io non ballo robaccia.
Nel twist ho ancora qualche carenza, dovuta ai jeans stretti. Domeniche fiacche, si va a prendere un po’ di fresco nel bosco, tappa sigarette dal buon Alfredo.
Per quando vada giù di pedalina, il motore non ne vuole sapere di girare. Lo sguardo incuriosito (e scommetto anche un piccolo ghigno di godimento da vespista storico) del Tony Cassoea, che ascolta le mie imprecazioni nascosto dietro la siepe della sua dimora. Per fortuna esiste l’avviamento a spinta, dentro la seconda marcia e via.
Le lambrette sono famose per i problemi d’avviamento? Casso, che tempismo.
Yesterday by Matia Bazar. Sparatemi. No. Sparategli.
Saltano aperitivi in ville con piscine, prendono forma sagre nostrane, tipo a Ronchi, doppio turno alla francese pure qui. Un sole e una bottiglietta di Zibibbo che vorrei aprire subito.
E siccome i vizi non sono mai troppi, la super coppa al cocco non ce la neghiamo, in quella frazione di Camisano che stento a riconoscere con i vecchi che devono dire la loro.
Consigli, volentieri, anche se credo di essere ancora in grado di dare il cattivo esempio, tanto per citare un poeta genovese a caso.
Un dì di ferie per un dì di festa, figurarsi la puntualità e figurarsi trovare un parcheggio bianco in centro.
Venezia Santa Lucia, le corse verso lo IUAV. In tempo, per sentire e applaudire la neo architetta.
Una pattinatrice, vistosa, sexy, bottiglia incollata alla mano (con un tot di giri di nastro adesivo di quello grosso), lettura del papiro con abilità particolare sui tranelli linguistici ma stop clamorosi con il dialetto. O conigli a letto.
Evviva.

Foto rubata alla mia cara Ella, per l’occasione bianca sposotta.
“Daghe de ponta, daghe de tejo, finchè a figa non sa da paello”. E chi sa, non taccia.
Rinfreschi, gavettoni, brindisi sotto la canicola, pochi superstiti, tappe a birrette, guardando la Costa Fortuna attraversare il canale. Paella da Paello? Fagiolini al posto dei piselli?
Telefonate sportive, sia.
Rialto, rio alto, le vecchie carampane, da ca’ rampane: lezioni di etimologia veneziana.
Correzioni, il J&B sostituisce la grappa nel caffè, l’ultimo cin prima del ritorno con l’ultimo regionale.
Una compagnia un po’ derelitta, in una carrozza di seconda classe, l’arrivederci a venerdì per farla completa.
Uno chiama e se ne risente per cose di cui non ha neanche una vaga idea, l’altro tira la bocca per niente, io sono uno. Mi considero tanto, non triplo. Passa quasi la voglia di andare in ferie causa lavoro.
No, passa la voglia di lavorare causa ferie, meglio.
Annoto dei link per blog malinconici da sotto il Po, puntualmente, essendo martedì, invio l’elenco delle best sagre per il prossimo weekend, se qualcuno ha voglia almeno di fare un piccolo sforzo.
Se mi sforzo un altro po’... mi cago addosso?

"Amico Fragile - Fabrizio De Andrè”

Evaporato in una nuvola rossa
in una delle molte feritoie della notte
con un bisogno d’attenzione e d’amore
troppo, "Se mi vuoi bene piangi "
per essere corrisposti,
valeva la pena divertirvi le serate estive
con un semplicissimo "Mi ricordo":
per osservarvi affittare un chilo d’era
ai contadini in pensione e alle loro donne
e regalare a piene mani oceani
ed altre ed altre onde ai marinai in servizio,
fino a scoprire ad uno ad uno i vostri nascondigli
senza rimpiangere la mia credulità:
perché già dalla prima trincea
ero più curioso di voi,
ero molto più curioso di voi

E poi sorpreso dai vostri "Come sta"
meravigliato da luoghi meno comuni e più feroci,
tipo "Come ti senti amico, amico fragile,
se vuoi potrò occuparmi un’ora al mese di te"
"Lo sa che io ho perduto due figli"
"Signora lei è una donna piuttosto distratta"

E ancora ucciso dalla vostra cortesia
nell’ora in cui un mio sogno
ballerina di seconda fila,
agitava per chissà quale avvenire
il suo presente di seni enormi
e il suo cesareo fresco,
pensavo è bello che dove finiscono le mie dita
debba in qualche modo incominciare una chitarra

E poi seduto in mezzo ai vostri "arrivederci",
mi sentivo meno stanco di voi
ero molto meno stanco di voi

Potevo stuzzicare i pantaloni della sconosciuta
fino a farle spalancarsi la bocca.
Potevo chiedere ad uno qualunque dei miei figli
di parlare ancora male e ad alta voce di me.
Potevo barattare la mia chitarra e il suo elmo
con una scatola di legno che dicesse perderemo.
Potevo chiedere come si chiama il vostro cane
Il mio è un po’ di tempo che si chiama Libero.
Potevo assumere un cannibale al giorno
per farmi insegnare la mia distanza dalle stelle.
Potevo attraversare litri e litri di corallo
per raggiungere un posto che si chiamasse arrivederci

E mai che mi sia venuto in mente,
di essere più ubriaco di voi
di essere molto più ubriaco di voi


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giovedì 24 luglio 2008 - ore 18:26



(categoria: " Vita Quotidiana ")


A letto presto, poco prima di mezzanotte è presto. Non prima di aver letto un capitolo.
Sveglia, anche quella presto, neanche tanto, la barba è da fare. Mi nauseano i file excel quando li affronto prima delle 10. Ecco, grande capo, io sono io, io faccio questo, io compro quello da tizio e da caio, spendo tanto e ottengo poco. Ma il mio ruolo sarebbe tutt’altro.
Non me la sono cavata male come cicerone in giro per la ditta.
Convocazioni arrivano veramente, l’avevo davvero sperato per questa settimana.
Uno spritz, per farci vedere l’abbronzatura appena presa?
Questo è l’indirizzo de La casa di Silvy... onestamente non so se la consiglierei
Tavolata dalla fata Flora, mai così poco splendente come in questo periodo. Chi torna dal mare, chi dal lavoro, chi manda in ferie la donna e i suoceri.
Un pacco premiato, firmato Guglielmo, la scusa è comprensibile, faccio fatica però, tanta, a perdonare la solita smemoratezza.
Suona il telefono, Hootie che mi chiede dove può trovare il poster cinematografico di “Colazione da Tiffany”. Confida nel mio fiuto. E direi che fa bene.
Deviazioni per la strada, ah per carità, che robbbbe! Quando una sorpresa compie il suo mestiere: sorprendere!!

Che due tesore.
Che parta dal doppio zero?
La Zanzara, non occorre nemmeno l’Autan, parte vecchia o parte nuova al terminal di Paviola?
Madame Cloud con la testa ovviamente in mezzo alle nuvole. A me è sembrata somigliare ad un cirro. Ad una cirra.
Pizza? Si fa presto a passare a gnocchi, al gorgonzola e noc,i fatti in casa, alle trenette tartufose, all’entrecot “cabernicola”, innaffiando il tutto con un buon rosso d’Asolo e... perché no una conclusione con un Dindarello?
Un grazie in particolare alla Giralda e ai suoi buoni consigli!!
Beh, facciamola completa allora, una crepe (a testa, per lo stupore della cameriera) per Scoppiato e Montana, che mi ricorda sempre Doc Cassidy (per le amiche “do cassi”).
Una riflessione, dopo una serata deliziosa, sulla gente, sugli amici anche stretti, sui modi diversi di vedere le cose, i ricordi che si credevano condivisi, le attenzioni che non si ricevono ma che si sono date, che si danno... Ogni tanto mi viene il dubbio che nessuno possa soddisfarmi appieno in questo senso. Ma alcune persone, sì, si avvicinano bene a quest’ideale.
Questione di sensibilità? Per me sì, per gli altri invece? Cos’è? Interesse? Menefreghismo? Cinismo? Incapacità congenita? Pigrizia? Insicurezza?
Quegli sms che ti fanno deviare dalla via di casa... sempre quella matta di Marta.
Ehi! E la salama da sugo ferrarese??? Di freddo, di sambuche lisce e fiammanti, di guerre tra Blur e Oasis, di Killers, di compagni di dancefloor, di canzoni rock anni ‘90, di case nuove e di foto.
E il mercoledì non può adeguarsi alla tua vitalità, anzi, infierisce e cerca di scombussolarti ancora di più.
Ma che radio era a trasmettere tutti quei pezzi da 90 del rock’n’roll??? Un paio d’ore passate a spiegare ai colleghi di chi fossero quelle canzoni, dai Ramones ai Beatles, dai Clash a Bowie, non è mancato quasi nessuno e per un po’
Squilli, a vuoto, strano, big Gastone, sempre più grosso, il lavoro che fa, che lo costringe a vestirsi di bianco, lo rende ancora meno esile.
Diego Valeri, chi fu costui?
Nascondere un parto gemellare, la cartolina della zia è una prova inconfutabile. Pizza un po’ così, ombre nostrane che si tramutano in ombre cinesi, sul muro della casa di fronte. Mi viene bene il vocalist dei Prodigy, eh?
Un business per il futuro, ho capito che faremo i soldi con le piantagioni di caffè, con le case chiuse, con le perversioni dei giapponesi e con il “dei” hospital.
Amo le riunioni pallose che saltano pochi istanti prima di cominciare.
Odio le riunioni con i nuovi capi, che durano ben più delle 3 ore promesse, da cui esco col morale sotto i tacchi.
O i tacchetti di gomma delle adidas indoor per il calcio a 5. Un impegno per tutta la prossima stagione? Uhm... intanto per stasera.
Cenere eravate e cenere tornerete.
Devo ancora capire se mi è passata o no, il pensiero razionale mostra i muscoli e sovrasta l’irrazionale, quando questi mette il naso fuori.
A volte, addirittura, lo prende a pugni.

"Young Folks - Peter Bjorn And John”

If i told you things i did before
told you how i used to be
would you go along with someone like me
if you knew my story word for word
had all of my history
would you go along with someone like me

i did before and had my share
it didn’t lead nowhere
i would go along with someone like you
it doesn’t matter what you did
who you were hanging with
we could stick around and see this night through

and we don’t care about the young folks
talkin’ ’bout the young style
and we don’t care about the old folks
talkin’ ’bout the old style too
and we don’t care about their own faults
talkin’ ’bout our own style
all we care ’bout is talking
talking only me and you

usually when things has gone this far
people tend to disappear
no one will surprise me unless you do

i can tell there’s something goin’ on
hours seems to disappear
everyone is leaving i’m still with you

it doesn’t matter what we do
where we are going too
we can stick around and see this night through

and we don’t care about the young folks
talkin’ ’bout the young style
and we don’t care about the old folks
talkin’ ’bout the old style too
and we don’t care about their own faults
talkin’ ’bout our own style
all we care ’bout is talking
talking only me and you

and we don’t care about the young folks
talkin’ ’bout the young style
and we don’t care about the old folks
talkin’ ’bout the old style too
and we don’t care about their own faults
talkin’ ’bout our own style
all we care ’bout is talking
talking only me and you
talking only me and you

talking only me and you
talking only me and you


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lunedì 21 luglio 2008 - ore 22:26


Di Cinghio E Tante Angurie
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Beh, che tiri pacco l’ideatore della serata e promotore numero uno... è tutto dire. Ma anche no, visto l’elemento.
Da “Giulio al bigolaro”, un nome, un terrazzo.

Che poi la nonna bigolara e volpona era la Maria e faceva le preferenze per il bandito... pensare che volevo farmi adottare io, come nipotino. Il cinghiale è così poco un piatto estivo che abbiamo fatto pure il bis. Nonostante l’attacco da parte di stormi di formiche con le ali. Ecco cosa capita a dare la Redbull agli insetti.
Tempo di merda, una volta tanto che spero sia sereno, il cielo si riempie di nuvole cariche.
Altro caso aziendale, stavolta tocca all’orario dei forfetizzati. Ridatemi le 8 ore, ridatemi gli straordinari!
Big Gastone e i suoi ottimi dolci, la ridimensionata “Lela”, per anguria e bottigliame vario, la nostalgia per la classica “botega de paese” che fu.
E c’è il sole.
Il varo ufficiale del portico, impianto luci volante, alla faccia della 626, una presa per la musica, tavolone di plastica, salviette e bicchieri di carta abbinati, no fufa. Chi arriva con un buon anticipo, chi arriva (stranamente) quasi puntuale, chi tarda un po’, si perde nonostante il navigatore e vorrebbe una pizza con salsiccia e patate , chi ha la mano giusta per miscelare lo spritz, chi sceglie canzoni bellissime e chi le aveva scelte qualche anno prima, chi arriva dopo, chi si scrive il nome sul bicchiere che fa molto festa delle medie, chi gentilmente va a prendere le pizze prenotate da Alain, chi fa foto e filmati, chi vorrebbe portarci tutti a vedere i Duran Duran, chi taglia il dolce e chi lo mangia, chi fa il pajasso di turno e si ridicolizza per sempre.
Stratovarious non roba mia, forse forse quelle canzoni da Festivalbar 93.
Una pioggia di borse e pacchetti, uno confezionato personalmente da Vinnie con tanto amore, uno profumoso che sembra profumo ma non è profumo, uno molto underwear, uno che nascondeva una sorta di stradario giapponese per lo spirito (la via del Samurai), un altro che ha immortalato una bellissima alba all’Arcella, nonostante qualcuno insistesse col dire che scorgeva la sagoma della chiesa di Villaguattera. Grazie, davvero, a tutti.
Canti fascisti, canti partigiani, le donne impazzite per la briscola “vigliacca”, gli ultimi giri di sambuca per Batman e “Robert”.
Ehi, l’anguria è rimasta in fresca.
Negozi claustrofobici e ultra fighi, per fortuna che facevano cagare i mocassini, eh? Mi sento sempre più imitato.
La finta nei tavolini davanti al Duomo, Piazza dei Signori, che via vai tra bancarelle che se ne vanno pian piano e sedie che sbucano come funghi. Ehm... e i biglietti?
Aprirò pure io un’agenzia di lavoro interinale, la “LavoroMeno”. Sos, numero verde sagre, una garanzia. L’inizio della strada che pare Georgetown, o New Orleans, via, diretti a Montemerlo, sagrone del Redentore.
Niente polli ma vecchiotti pittoreschi e giovani sgambatissime, “duecentocinquantadueeee”, un’arena nostrana, gente investita per la strada, metallari che ballano il lisssio ma che sfigurano se confrontati con la pittoresca coppia formata da dama platinata e cavaliere ingessato.
Quel clacson, fino a Rubano. Glielo avrei fatto ingoiare assieme al resto del suv.
Vodke bum bum, sembrano andare di moda... L’A4 è chiusa? La destinazione cambia di conseguenza. No, non l’ho sognata, c’era coda anche in tangenziale. Snervante, di sabato notte.
In piazza noti ubriaconi mangia aglio che non tirano il freno a mano e geometri dalla cicca e dalla chiacchiera facile, un epilogo strano, per una giornata indefinibile.
The Italian Job, queste Mini che fuggono per le vie di Torino...

Innocenti per Innocenti, Lambrette che gironzolano nel vicinato. No, vecchio pescatore, l’ho appena comprata, vuoi che già la venda?
I matrimoni, di domenica sono strani forte.
Che cagna mi fa venire ultimamente quel bar?
Grazie, caro padre, grazie per quel vizio di spiare la posta altrui e di farti i cazzi miei anche quando non occorre.
Laguna Seca, California, la legge del più forte.
Caselle di Selvazzano, Veneto, la legge del meno assonnato.
E il nuovo capo, evidentemente coricatosi appena dopo carosello, un po’ a tradimento mi fissa un appuntamento... Mica lo volevo io, un appuntamento con lui.
Pure il biondo pacconaro ci si mette! Io mi sarei coinvolto lo stesso, da solo anziché no, ed ero contento, uguale, se non di più.
Cene: ce n’è.
Continuo a saltare il pranzo.

"Banane E Lampone - Gianni Morandi"

L’orologio batte l’una
tu sei fuori chissa’ dove
giro nudo per la casa
dimmi tu se questa e’ vita
Tu che esci con le amiche
io che resto qui a pensare
Se e’ poi vero per davvero
o ti vedi con qualcuno
Guardo un po’ in televisione
c’e’ del pollo
dentro il frigo
mangio e provo
a immaginare
le tue mosse
e le parole
E’ che sono un po’ geloso
ma ti amo per davvero
si’ va be’ l’autonomia
ma ricorda che sei mia!
Banane e lamponi
chi c’era con te
io sono il tuo amore
sei solo per me
Apro un libro di avventure
e’ una nuova distrazione
poi vorrei telefonare
mi dovrei un po’ sfogare
e’ che sono assai nervoso
son le due e tu sei lontana
quasi quasi cado in piedi
vado a casa di Mari’!
Ho sentito l’ascensore
gira chiave nel portone
faccio finta di dormire
e tu invece vuoi parlare
sono stata a chiacchierare
ogni tanto sai ci vuole
Hanno tutte dei problemi
per fortuna io ho te amore!
Banane e lamponi
chi c’era con te
io sono il tuo amore
sei solo per me
Banane e lamponi
chi c’era con te
io sono il tuo amore
sei solo per me
Banane e lamponi
chi c’era con te
io sono il tuo amore
sei solo per me
Banane e lamponi
chi c’era con te
io sono il tuo amore
sei solo per me!
sei solo per me!



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giovedì 17 luglio 2008 - ore 18:22


Festa Col Botto
(categoria: " Vita Quotidiana ")


“Happy birthday dear Gallagher… I’d like to be the first ” the first and the best.
“Today… is you birfdei” from England e con attenzione particolare nella pronuncia...
Un abbraccio siculo in powerpoint, file da 9MB, via email…

Dagli orsetti del cuore…

Gli auguri personalizzati della mia dolce nipotina e della dolce miss smeraldina…
La telefonata di Hootie, che se sgarasse una volta non sarebbe più Hootie...
L’sms dalla zia che evidentemente si è modernizzata…
Gli auguri in segreteria di un’altra zia, evidentemente modernizzatasi pure lei…
Estivi auguri per il mio estivo compleanno.
Angurieeeee, a volontà.
Amici che telefonano dopo mesi ma non perché si siano ricordati del giorno di San Bonaventura…

Amici che non telefonano o che non si ricordano proprio.
Una buona varietà. Un grazie a tutti. Soprattutto a quelli belli.
Il nuovo capo, toscano, ghibellino.
Ferrara, atto secondo.
Quel maledetto sottopasso di Villaguattera, un’inchiodata non abbastanza corta, piacere di conoscerti Giulia, meno piacere l’incontro ravvicinato col paraurti della tua 307 nuova di stecca.
“Sigh, ha solo 10 giorni di vita… e settimana scorsa ho distrutto pure la moto…”
Ma starsene a casa e fare a meno di rompere i maroni per le strade… pare brutto?
Le donne ignorano l’esistenza della pasta abrasiva.
La classica festa col botto. Non finale.
Ritrovi banali, 7 minuti di ritardo incluso patatrac, la sfiducia, secondo me ingiustificata, negli occhi dei miei passeggeri.
Qualcuno che faccia le foto ai cartelloni delle sagre ferraresi!!! Gelato all’amarena? Allora non mi piace più.
Magliette interpoliche, hanno già cominciato i Deus.
Cappelli di paglia che forse ai concerti rompono un po’ i maroni, caparezze, spilungoni che a Gardaland di sicuro starebbero a terra a guardare le giostre, Mist e Anna dove sono? Bravi però, questi svedesi, norvegesi… ah no, belgi. Ma il tastierista in canotta viola… tamarro numero uno.
Gli Interpol, eh eh eh, cappelli rulez, ma il mio è in bagagliaio. Bravi, fighi, ottime canzoni, alcune sentite fino alla nausea su Virgin Radio, il posto secondo me non è il massimo come acustica.



La mancia da “nonna torta”, due splendide figure che mi omaggiano di M&M’s, all’auto, cartine per andare dove non si sa, il cellulare impazzito, “ciao Checcooo”.
Vedete... i ferraresi sono proprio impediti con i segnali stradali.
Le tangenziali che cambiano in fretta, a sinistra per Stra? Troppo tardi, per fortuna c’è Padova Ovest, nonostante non fosse malvagia l’idea delle 4 frecce a bordo autostrada.
Avrei inserito sì subito il biglietto, carissima casellante automatizzata, se non fosse volato via
Erasmi? Piadine e birra, Rospo o Shreck? Sambuca, con e senza ghiaccio, auguri a tanti, 4 salti, anche senza padella, senza orario.
Paura e delirio, al suono della sveglia.
Tre cabaret di tramezzini ini, Paccagnella non sforna solo dolcissimi bignè rosa, colleghi voraci e un po’ maleducati, chissà che la maionese fosse già andata avanti.
Chi è che voleva andare a Livorno a sentire i Verve ieri?
Aperitivi al volo, un nuovo bar, sarà un’impresa riempirlo.
Ritrovi del comitato, la puntualità non era stata invitata a farne parte, una novella Gabriella Carlucci, bellissimo, penso che mi soffocherò dalle risate al momento della lettura.
Dal cavaliere, senza invito a pranzo? Ehhh ma così i ritardi di consegna pesano mooolto di più.
Andiamo a tirarci su da Giulio, che è meglio.

"Rest My Chemistry - Interpol”

I’ve slept for two days
I’ve bathed in nothing but sweat
And I’ve made hallways scenes for things to regret.
My friends they come.
And the lines they go by
Tonight I’m gonna rest my chemistry
Tonight I’m gonna rest my chemistry
I live my life in cocaine
Just a rage and three kinds of yes
And I’ve made stairways
Such scenes for things that I regret
Oh, those days in the sun
They bring a tear to my eye
Tonight I’m gonna rest my chemistry
Tonight I’m gonna rest my chemistry
But you’re so young
You’re so young
You look in my eyes
You’re so young. So sweet. So surprised
So the sign says “ok”
Gotta take a ride just recline in the faraway
Got to take some time to realize
That my friends they come
And the lines they go by
Tonight I’m gonna rest my chemistry
Tonight I’m gonna rest my chemistry
But you’re so young
You’re so young
You look in my eyes
So young. So sweet. So surprised
You look so young like a daisy in my lazy eyes
Tonight I’m gonna rest my chemistry
Tonight I’m gonna rest my chemistry
Tonight I’m gonna rest my chemistry
Tonight I’m gonna rest my chemistry


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lunedì 14 luglio 2008 - ore 23:20



(categoria: " Vita Quotidiana ")


Già passata una settimana, volata, non so dove ma almeno so come. A tratti troppo in fretta, a tratti in maniera non proprio compiacente, a tratti in maniera inaspettata.
Un contesto agriculinario popolare, armati di copricapi molto agricoli? Parole sante.
Sante chi, il bandito? Hootie suona l’adunata dal rustico “Giulio il bigolaro” e tutti i Blowfish rispondono, risponderanno.
Una busta paga bella gonfia (grazie, rimborso Irpef!) che fa sempre piacere, una lettera dal capo supremo dal tono vagamente nazista, un’ora di sciopero immediata indetta dal sindacato: guerra, contro la mobilità e la non chiarezza.
Sempre pessimi i calcetti del martedì, grazie al solito pessimo organizzatore. Gli zingari accanto al campo se la godevano, stonatissimi, col karaoke.
Anguria, Castello doppio malto, che ridere tra i vari desktop, i flashback e i flashback dei flashback, con Annamaria Franzoni e Antonio Carretta, perché “gnanca el can move a coa par niente...”
La centralinista: “Ti passo... ehm... il parroco di Sarmeola, Don Luigi.”
Scusaaa???
No, non so niente io dei marocchini che lavorano qua.
Sempre più fatica farsi servire uno spritz da “grossa simpatia”. E sicuramente non è da molto che ha intrapreso la professione dietro al bancone.
Basta camicie a righe, vi scongiuro, mi viene nausea perfino.
Che ne dite di un frutto estivo rosso con i semini neri? Confermo la mia genialità.
Nomignoli scomparsi da tempo che riappaiono, il caso?
Polizze da ritirare, sorelle da ritirare, vestiti da ritirare. Batterei in ritirata io per qualche ora.
Aeroporti, ancora, quella voglia matta di gelato italiano dopo aver appurato che quello parigino costa 3 volte tanto.
Trasferte udinesi, quasi inutili, meglio, in ogni caso, farle d’inverno se a pranzo servono solo il rosso della casa.
Quasi improvvisati fan degli Afterhours... a scapito di Totò, causa amici dalle idee ben poco chiare ma ben volubili...
Kebab o panino? Conoscenze vecchie e soprattutto nuove, un piacere nonostante le poche parole. Un incrocio di sguardi casuale, ecco il Fresh là in mezzo: come abbiamo fatto a scorgerci così nitidamente in quel casino... resta un mistero.
Buon concerto, non il mio gruppo preferito, alcune canzoni è impossibile però non cantarle, anzi, urlarle.
“Rivuoi la scelta, rivuoi il controllo, rivoglio le mie ali nere, il mio mantello”
Un verso che adoro, dall’unico cd che ho ma che però conosco bene. E poi mi fa sempre venire in mente Batman.
Colleghi sindacalisti che predicano e predicono pessimi futuri.
Hey, mah... ahn, bye bye... Bombay.
Avvistata una pseudo groupie.
Rhum e pera e si beve solo pera? Meglio ballarci su, fino allo sfinimento.
Gli orecchini di Abbey Road? I pensione Garibaldi? Manuel Agnelli in dolce compagnia che se ne sta lì, seduto a sbevazzare?
Il freddo? Non so, ma io tremo.
Coldplay vs Primal Scream, fare mattina senza accorgersene.
Colazione con tutta la famiglia e buonanotte, non svegliatemi per pranzo, vi prego.
Indossatore, io? Sì, di roba mia, tra racconti tunisini ed un cinese che farà il lavoro.
Ore 18, destinazione Ferrara, meglio non sentire i demo in anteprima di certe canzoni.
Ferrara, parcheggio tattico, una banca ma il bancomat non fornisce segnali di vita, un “Pistolas” da Milano, birra, M&M’s, accendini floreali in compagnia di una fetta, quella dolce, di Wah Wah e dei Riviera’s. Chi è che volevate evitare???
Cribs, bambini che pogano ed una strana coppia cresciutella, lui emana calore, lei odio.
Franz Ferdinand, grande rock’n’roll scozzese, canzoni memorabili, canzoni nuove che forse lo diventeranno, braccia a destra, braccia a sinistra, un brindisi al chitarrista col calice di rosso.

“I say don’t you know
You say you don’t know
I say... take me out
If I move this could die
Eyes move this can die
C’mon... take me out”



“Bello Castello”? Ah no? E’ stata dura sopravvivere in quella bolgia infernale.
Birra, gambe a pezzi, arrivederci a martedì, noto che in questa città si sono dimenticati le indicazioni per l’autostrada in qualche incrocio fondamentale.
Anguria infine no, pizza, nell’ultima serata di festival, è dura che Vinnie si faccia vedere da queste parti, voglia nostalgica di Cuccarini, tubini viola, lucetta rossa sul cuore, i cineforum dalla Torta, quel no global di Luca Casarin, temo sia l’ultimo giro di drink, ascoltando un mix di canzoni più o meno ascoltabili.
La lavatrice incriminata, una sigaretta, prosecco e aperol, giusto per colorare, colorarsi. Due ombre, pesanti, è solo questo.
Sì, Preferisco Vergati, il nome alla Qualità che sale con te.
Una domenica a poltrire, sul divano, sul circuito del Sachsering, sul letto. Bernacca è una patacca, ma imparo che si possono prendere lampi e tuoni anche rimanendo nel terrazzo di casa propria.
Campodoro bis, la sagra risente della recente festa della trebbiatura, caffè luminosi, allungati non solo dall’aggiunta di grappa.
Birrafranca a Villafranca: che sia la festa della birra di Villafranca? Domanda dalla risposta non così scontata, dato che il tutto si svolgeva a Taggì di sopra.
Il fantasma di mr. Dylan al banco delle birre, “Sotuttoio” sapeva, in effetti, tutto lui.
Oroscopi, mi riconosco nel mio segno: “Meditabondo. Con la mente sempre nell’aria ed un passo più in là”
Ho un debole per un sacco di cose, tipo l’anguria? Sarò debole di natura, patito quasi, che ci posso fare?
Erba da tagliare, sempre troppa, la mia ricompensa è carne e malbech.
Quattro chiacchere, il segnale che va e che viene, io resto immobile... che ci siano i ripetitori oscillanti?
Si capisce già dal primo capitolo se un libro piace. No?
Che stile, i giapponesi.

"Non Sono Immaginario - Afterhours”

Io credo a una maledizione
Mutarmi in un tuo nemico
Sei un grande predatore dentro la mia testa
Che uccide solo per gioco

Ma in questo sei mia complice
La tua magia che muore
La mia magia che muore
In questo siamo complici
Ora che stringi solo un uomo immaginario

Non sono immaginario, non sono immaginario

Io credo sia superstizione
Ma il tuo destino mi usa
E rende ciò che amoquando lo raggiungo
Come qualsiasi altra cosa

Ma adesso siamo complici
La mia magia che muore
La tua magia che muore
In questo siamo complici
Ora che stringi solo un uomo immaginario

Non sono immaginario, non sono immaginario


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lunedì 7 luglio 2008 - ore 23:59



(categoria: " Vita Quotidiana ")


Ad Abano, per nulla. ACIdenti! Un piccolo slittamento ancora, stavolta mi tocca ringraziare addirittura le Poste Italiane per l’aiuto insperato.
Il Selvarock, amici che non pensavo di ritrovare, proposte indecenti per un concerto neanche tanto vicino, rock’n’roll, sull’ultima canzone qualcuno ha intravisto il fantasma di Bob Dylan prendere una birra al baracchino.
Ian Badbone? Cazzo, come suona bene.
Caipiroske alla liquirizia che stavolta lasciano a desiderare, ehi Nicole, giù le mani dal mio (bellissimo) cappello di paglia!!!
Che bei ritrovi al Banane, un gin lemon per la mia sambuca ma non so se è un affare, chi offre il rhum e pera?
Una tanica, datemi una tanica. Una ferramenta mestrinese che ha tutto e di più, non so come facciano i commessi a trovare la merce in quel caos.
La t-shirt con i Fab Four. Che due maroni, ‘ste camicie reggimental!!! Che fatica essere obbligati a comprare indumenti che non servono e solo perché ci sono i saldi., eh???
Una riduzione, interessante soprattutto per il venerdì sera, peccato sia già sabato.
Qualcuno mi segue?
Niente Totò, la preservo per occasioni migliori.
E niente torta di compleanno di un cuginetto che tanto piccolo non è più.
La sindrome dell’uomo di Hokuto, compagnie intere di ragazzi che si toccano i punti segreti di pressione, accompagnandosi col tipico urletto: “Wa-Ta”!

Un posto a caso, zia a sorpresa, il bere, tenere il muso per qualche attimo, il ballare, lo starnutire, scatenarsi, sudare le sette camicie, che poi era una e bella madida...
Un pareo? “Par ea”?
Domenica, rinviato l’”L-day”, il termometro e la quantità di fazzoletti di carta consumati non mi hanno dato scampo.
Un tifone? Una bufera? Una tromba d’aria? Non so cos’era, ma sono rimasto alla finestra incantato da cotanta furia distruttiva.
Concerti che saltano, anche le ultime speranze di uscire di casa, la corrente ad intermittenza crea un sottofondo serale di allarmi che suonano e riesce a far durare 4 ore un film da 2 e mezzo.
Ebbene sì, un weekend senza sagra. Le colleghe attempate che mi chiedono dove possono andare a ballare stasera... mi riconosco come esperto.
Un albero è crollato sul cancello della fabbrica: purtroppo abbiamo pure l’ingresso di riserva.
Il bianchetto formato tape è indispensabile per mistificare documenti.
Qualcuno si sentirà in debito, le mie performance sui tacchetti sono richiestissime.
Una sorpresa di sms, il solito bar e il solito tavolino, niente caffè ma succhi di frutta, consigli che mi verranno buoni nel tour parigino, film da vedere, a kind of magic, bailamos?
Spagna, dal semiserio “la prossima volta vado anch’io a Pamplona a scappare dai tori” ad un pensiero alla troppo giovane Federica.
Afa, una birra fresca, domani, dopotutto, io sarò ok.

"Great Dj – The Ting Tings”

Fed up with your indigestion.
Swallow words one by one.
Your folks got high at a quarter to five.
Don’t you feel your growing up undone.

Nothing but the local DJ.
He said he had some songs to play.
What went down from his fooling around.
Gave hope and a brand new day.

Imagine all the girls,
Ah ah, ah, ah, ah, ah, ah, ah.
And the boys,
Ah ah, ah, ah, ah, ah, ah, ah.
And the strings,
Eee, eee, eee, eee, eee, eee, eee, eee.
And the drums, the drums, the drums, the drums, the drums, the drums, the drums, the drums, the drums, the drums, the drums, the drums. Oh.


Nothing was the same again.
All about where and when.
Blowing our minds in our life unkind.
Gotta love the bpm.
When the smoke was all baton
Remember how this begun.
We wore his love like a hand in a glove.
Where the future plays it all night long.

Nothin’ but the girls,
Ah ah, ah, ah, ah, ah, ah, ah.
And the boys,
Ah ah, ah, ah, ah, ah, ah, ah.
And the strings,
Eee, eee, eee, eee, eee, eee, eee, eee.
And the drums, the drums, the drums, the drums, the drums, the drums, the drums, the drums, the drums, the drums, the drums, the drums

Imagine all the girls.
Ah, ah, ah, ah, ah, ah, ah, ah.
And the boys,
Ah ah, ah, ah, ah, ah, ah, ah.
And the strings,
Eee, eee, eee, eee, eee, eee, eee, eee.
And the drums,
Ah ah ah ah, ah, ah, ah, oh.

All the girls
Ah ah, ah, ah, ah, ah, ah, ah.
And the boys,
Ah ah, ah, ah, ah, ah, ah, ah.
And the strings,
Eee, eee, eee, eee, eee, eee, eee, eee.

And the drums, the drums, the drums, the drums


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