"I never read, I just look at pictures." A.Warhol andy@wiki
HO VISTO
STO ASCOLTANDO
ABBIGLIAMENTO del GIORNO
ORA VORREI TANTO...
STO STUDIANDO...
OGGI IL MIO UMORE E'...
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
PARANOIE
Nessuna scelta effettuata
MERAVIGLIE
Nessuna scelta effettuata
.
nonno_ale ha abitudini creative: La curiosità è il motore della vita, chi non è curioso è immobile, sazio di se stesso...
(questo BLOG è stato visitato 28254 volte) ULTIMI 10 VISITATORI:
ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite
[ ELENCO ULTIMI COMMENTI RICEVUTI ]
giovedì 10 maggio 2007 - ore 23:47
Last night workshop
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Sono appena rientrato dal corso di retail design. Ultimo giorno di workshop, martedì cè la presentazione dei concept dei vari gruppi. Fino alla volta scorsa ho partecipato attivamente, stasera era sera di piante prospetti e rendering architettonici... ho solo guardato a bocca aperta... e nulla più... CHE INVIDIA! Poi stasera ero in ritardo e non ho mangiato nulla. Al ritorno dal corso sulla via dei colli vedo un piadinaro in strada... frenatona con la moto, e via di piada crudo mozzarella! Coca in lattina naturalmente ghiacciata, e rutto liberatorio che più liberatorio non si può! Maleducato e rozzo!? Si, molto... ma che gioia!
Reportage di una mattinata qualunque...
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Emergenza pezzo speciale in falegnameria. Non ho voglia di stare in ufficio, vado io. Salto sul furgone e parto in direzione borgo valsugana. Ho bisogno di allontanarmi da quelle quattro mura e da quella scrivania che sempre più spesso mi stanno strette e pesanti, come un vecchio maglione infeltrito in una calda giornata dautunno. Mi predispongo mentalmente per rendere questa mattinata il meno banale possibile: antenne accesse, mente libera. Passo davanti a via Gatari. Quante domeniche in quel campetto a giocare a calcetto. Erano i tempi del liceo. Tempi in cui si passava la domenica con il sottoscritto a far tunnel e a perder palla nel solito dribbling di troppo, rio che galleggia sulla linea di fondo saltando tre uomini come birilli per poi finire inconcludente addosso alla rete di recinzione del campo, con baku invalicabile baluardo alla ricerca della minore dissipazione possibile di qualsivoglia forma di energia, rampa che prova a tirare da tutte le posizioni, nemmeno fosse un tiro a segno, seppa che... beh lasciamo stare, e powan che ad ogni fallo laterale grida "nostra" quasi a voler convincere un inesistente arbitro, e mille e mille ospiti e comparse a rotazione... Il viaggio scorre tranquillo in mezzo al traffico di rosà. La valsugana mi ricorda una oramai antica visita alle grotte di oliero con i nonni, e mi ricorda la discesa del fiume facendo rafting coi ragazzi, e mi ricorda la prima avventura in bici col frenguz destinazione campeggio di torcegno, ancora ragazzini. Carico il pezzo speciale e mi dirigo verso casa. Sosta pranzo obbligata, Cornale. Uno straordinario pranzo bavarese, spettacolare. Nel parcheggio alcune lucertole si rincorrono sulla staccionata. Hanno movimenti rapidi, scattanti, veloci. E mi viene in mente la teoria secondo la quale tutti gli animali in realtà percepiscono una durata della vita molto simile, proporzionalmente al bioritmo peculiare alla propria specie. Una mosca e una lucertola, pur vivendo meno di un bradipo, percepiscono una durata della vita molto simile. Che sia vero? E una teoria provata? E una bufala? SInceramente non lo so, e forse neppure mi interessa. Ma forse è vero che siamo stressati perchè viviamo vite più veloci di quanto la nostra specie sia adeguata a vivere. Sono in coda al semaforo, e il quadrante del mio orologio riflette sul tetto del furgone. E mitorna in mente quando a scuola si faceva la battaglia di riflessi sulle pareti dietro al prof, per far passare il tempo nelle lezioni più noiose. E capisco che i periodi del liceo erano belli, bellissimi, straordinari. E mi rendo conto che langoscia della sera, lattesa del tremendo patibolo annunciato per il giorno dopo, fosse per un interrogazione o per un compito, in realtà sono sensazioni che non voglio più vivere. In fin dei conti, forse è meglio lavorare... o no? Chissà...
Il lavoro nobilita luomo. Il lavoro aliena luomo. E lunedì, e queste mie parole saranno di sicuro condizionate da questa giornata. Lunedì, lunae dies, guarda caso è proprio la giornata della luna. Si perchè è inavitabile che in questa giornata si abbia la luna di traverso. Chi come me lavora in ufficio, con il culo su una sedia, i gomiti su un piano di scrivania, le dita alla tastiera di un computer e ai tasti del telefono, sguardo fisso al monitor, cervello intasato di informazioni, anima ricolma di ansia, non può che chiedersi spesso se cè un lavoro migliore. E per migliore non intendo meno faticoso, più remunerativo, più appagante, ma semplicemente diverso. Si perchè forse la parola "migliore" è sbagliata, forse avrei dovuto dire solo "diverso". E la mia memoria corre al giugno dello scorso anno. Rovigno, workshop roncato con scuola italiana design. Si lavorava in piscina. Si lavorava in spiaggia. Si lavorava al bar. E vi assicuro che si lavorava. E vi assicuro che i risultati sono stati eccellenti. Con il culo sui bordi della piscina, i gomiti sulle ginocchia, le dita a stringere una bibita ghiacciata, gli occhi al mare, il cervello che viaggia alla velocità della luce alla caccia di idee e soluzioni, lanima serena e ricolma di tranquillità.
Che bel duello, Casey e la sua mostruosa Ducati, Vale e la "mia" yamaha. Sarà un mondiale divertente. Bravi ragazzi! E la Honda mangia la polvere eh eh eh... La rivincita dei piccoli e umili battaglieri lavoratori contro i ricchi giganti sbruffoni e sapientoni.