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NICK: neeve
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CITTA': Padova
COSA COMBINO: Non è da questo che si giudica una persona!
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STO LEGGENDO
La filosofia
Dei Viaggi nel Tempo
Di Roberta Sparrow.


HO VISTO
La scarpa di mio fratello
vuota.


STO ASCOLTANDO
La voce della mia coscienza:
ronzii e rumori metallici.


ABBIGLIAMENTO
del GIORNO
Fin tanto che sono sola a casa, non metto niente.


ORA VORREI TANTO...
Che il mondo congelasse.


IN QS PERIODO STO STUDIANDO...
Il modo di fare breccia in un cuore solido come una roccia. Anzi, forse come l'acciaio...sigh!


OGGI IL MIO UMORE E'...
avvelenato.


ORA VORREI TANTO...


ORA VORREI TANTO...


ORA VORREI TANTO...




PARANOIE
Nessuna scelta effettuata

 


MERAVIGLIE

Nessuna scelta effettuata




“Queste sono le mie preghiere.
Capisco che è sbagliato sperare che una persona esploda dall'interno per far posto a me. Ma purtroppo è quello che sogno.
Amo persone che non posso amare.
No Salvation!No Forgiveness!Ah!Ah! ”

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ULTIMI 10 messaggi
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i giorni linkati sono quelli che contengono interventi )


lunedì 6 marzo 2006
ore 12:28
(categoria: "Vita Quotidiana")



Ho scoperto la dolcezza e la gioia nel trovare persone così amorevoli in un posto che non ha niente di amorevole. A parte l’unico mio amore che sembra provenire da galassie sconosciute e parecchio lontane. Esistono persone che riescono a dare sensazioni di dolcezza senza richiederne il pagamento. Si chiama Luisa, è una mia collega. Luisa fondamentalmente ha una bontà d’animo disarmante, ti spiazza e di avvolge e ti fa credere che in fondo l’umanità non è integralmente marcia...
A volte avrei voglia di possedere il potere di distruggere tutto quello che ho attorno per la rabbia che pochi esseri insulsi scatenano, poi dovo aver distrutto tutto compreso le loro vite, mi piacerebbe prenderne l’anima, imbottigliarla e fare in modo che non trovino mai pace.
Invece Luisa scrolla le spalle, mi sorride e dice di non prendermela, anzi mi porta a bere qualcosa fuori...

Mio ottemperante e pieno di calli di un Gesù contorto, saresti davvero gentile ed anche un pò simpatico se riuscissi a donare qualcosa alla mia cara collega, non importa cosa, importa che a lei piaccia e che sia una cosa che desideri col cuore. Se riuscirai in questo stupido e per te facilissimo miracolo, ti prometto che non disegnerò più i pentacoli con la lingua sulla schiena del mio amore. Altrimenti preparati ad utilizzare tecniche di chirurgia mininvasiva per riparare ai danni che ti causerò alle ginocchia.


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sabato 4 marzo 2006
ore 20:30
(categoria: "Vita Quotidiana")


Una favola di m42
Mondo43.Pazienza.

C’era un bosco incantato, tanto tempo fa.
In quel bosco, vivevano in perfetta armonia una miriade di esseri incantati, pacifici e dediti alla cura dei sentimenti più belli e profondi. Un viandante passando da quelle parti non poteva non notare il cambiamento d’umore che provava respirando quell’aria carica dei profumi e della magia che le fate e i folletti creavano per compiacere il loro re e la loro regina.
le fate abitavano i tronchi di grandi alberi verdeggianti e secolari, i folletti, invece, si costruivano la loro dimora nel terreno, tra le radici delle quercie o dei castagni, prestando molta attenzione a non dannegiare chi li ospitava con tanta pazienza e amore.
I due popoli si amavano profondamente e ognuno conosceva i pensieri dell’altro, così che ipocrisia e invidia e tradimento erano vocaboli sconosciuti a loro. Se un folletto s’innamorava di una fatina, bastava che rivolgesse lo sguardo verso di lei in modo da rendere visibile la forza del suo amore, solitamente la fata sorrideva e se accettava lo sguardo dell’innamorato, sfiorava con un dito il suo orecchio puntuto e sfregando tra di loro le ali ricopriva l’amato con una polvere scintillante e magica in modo da suggellare per sempre la loro unione. da quel momento niente e nessuno avrebbe mai separato i due amanti.
Tra tutti i folletti uno solo, non si era mai innamorato e non aveva mai donato il suo sguardo a nessuna fata. Non perchè non amasse quel bellissimo popolo, ma perchè non si sentiva in grado di provare un sentimento così grande come l’amore. Guehillon era il suo nome ed era famoso tra i suoi simili come Guell testa bassa. Camminava sempre guardandosi i piedi, aveva il terrore di lasciar intravedere i suoi sentimenti, paura che le fatine lo deridessero per la debolezza del suo cuore.
Cosi Guehillon passava le sue giornate modellando le pietre con la sua magia. La sua dimora aveva una enorme stanza, ricolma di strane sculture che rispecchiavano i pensieri e i sogni del piccolo artista. Statue dalle forme curiose, piccole foreste pietrificate in miniatura, fiori sconosciuti fatti di cristalli finissimi, creature mostruose, opalescenti e terrificanti.
In fondo alla sala in un angolo nascosto alla vista di chiunque fosse mai entrato, vi era la scultura più preziosa, quella a cui Guehillon aveva dedicato tutta la sua magia e tutta la sua arte. Era una fatina, la più bella fata che qualsiasi folletto avesse mai visto. I suoi capelli erano stati ricavati dall’oro, sottilissimi e morbidi come se fossero veri. Il suo corpo era la perfezione fatta di quarzo purissimo e le sue ali erano diamanti tagliati con una precisione incredibile anche per la più potente delle magie. Guehillon le diede il nome di Cibele. Nessuno sapeva dei lunghi discorsi che il folletto intratteneva con lei quando scolpiva e a nessuno interessava il contenuto del cuore di Guehillon. Così le fate smisero di chiedersi perchè testa bassa non le guardasse mai ed i folletti non indicarono più gicosamente questa o quella fatina deridendo il folletto scultore.
Il tempo e le stagioni passarono, lentamente, ma inesorabilmente. Gli amori del bosco incantato continuarono come sempre, generando nuovi folletti di terra ed eteree fatine alate. Nessuno pensò più a Guehillon, chiuso nella sua tana da tanto, troppo tempo.
Aveva scolpito. Aveva lavorato ininterrottamente per creare quella che sarebbe stata l’ultima scultura della sua vita. Aveva ritratto se stesso, intento a guardare la sua Cibele con una intensità ed un amore tale che la fata sorrise, sfiorò con una mano l’orecchio puntuto del Guehillon di pietra e fece per muovere le ali. Nessuno mai si accorse di questo miracolo. Nessuno si chiese perchè testa bassa fosse sparito. Tutto continuò come sempre nel bosco incantato.


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venerdì 24 febbraio 2006
ore 22:58
(categoria: "Vita Quotidiana")


Intenso.
Amo. Non avevo mai amato così in vita mia. Lo sento vicino, è a portata di sguardo, non ho bisogno di comunicargli niente, mi basta un vibrazione nell’aria e so già cosa vuole dirmi. I suoi occhi mi dicono che lui è mio, che ne potrò fare ciò che voglio senza aver paura. Io sono sua. Per sempre? Non m’importa... mi gusto l’attimo, mi gusto il sapore delle sue labbra e l’odore del suo petto.
Fa un buon caffè. Mi piace quando mi porta una fetta della sua torta, sono in paradiso? Non lo so, ma si avvicina molto al mio desiderio di pace.

Gesù ancora non l’ho visto, avanza da me ancora un paio di scuse per avergli strappato a morsi le orecchie... Ma la sua pazienza è infinita è so che mi perdonerà.



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martedì 10 gennaio 2006
ore 11:50
(categoria: "Vita Quotidiana")


Montagna.
La mia partenza è stata traumatica. Borsone carico di tutto quello che potesse sembrarmi prezioso e sicuro, camminata claudicante fino alla stazione dei treni e... Partenza. Un cardellino dalla finestra cinguettava amaramente. Io barrivo ancora più amaramente e la strada non finiva mai.
Però l’emozione di andare incontro a qualcosa di enorme, insicuro, fumoso e potenzialmente devastante, ti dà una carica davvero notevole. Mi piace il freddo inverno che congela i lobi delle orecchie e fa gocciolare il naso, mi piace l’odore della carrozza del treno mista al sudore dei passeggeri, adoro il rumore delle rotaie sotto di me.
Non so cosa aspettarmi, non so perchè ho deciso tutto questo e so solo che lo faccio per ritrovare la mia sanità mentale...
Lui ha detto che mi aspetta, mi ha detto che non devo mettermi in testa strane idee ( le mie idee sono bizzarre non strane!)... Ma mi ha anche detto che mi viene a prendere, che mi trova un appartamentino in affitto, che insieme andremo a cercare un lavoro che mi permetta di stare con lui... Ah! Ditemi se questa attesa non può essere tramutata in gioia e batticuore.

Mio dentellato e raschiante Gesù, le mie preghiere e le mie minacce sembra che abbiano fatto breccia su quel cuore rinsecchito che hai, quindi adesso che sono diventata la tua prediletta, potresti anche aggiungere un’altra piccola preghiera alla tua lista di cose che devi concedermi prima che ti prenda seriamente a pugni e faccia del tuo naso una enorme acquasantiera. Vorrei semplicemente che il mio cuore non esplodesse in treno prima di arrivare a destinazione e soprattutto sarebbe carino da parte tua, quando incontrerò l’uomo che ha sconvolto il mio pensiero, farmi apparire estremamente sgargiante ed afrodisiaca. In cambio ti prometto che ucciderò solo il passeggero che russa più forte.

- Dedicato a M42 - http://blog.libero.it/m42 -


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mercoledì 14 dicembre 2005
ore 11:52
(categoria: "Vita Quotidiana")


Mortalmente.
Rido della complessità dei miei sentimenti... amo un uomo che guarda negli occhi senza cedere e senza provare quella irresistibile voglia di guardare altrove. Amo quest’uomo che ascolta ogni mia parola, ne digerisce il significato e risponde coerentemente...
L’uomo che amo è partito, ha deciso di andarsene, abbandonandomi. Lui non sa che io lo amo. O almeno lo sa, ma non come vorrei io.
Sono riuscita a rintracciare il suo telefono e ho anche azzardato il lancio di un paio di sms. Lui ha risposto intuendo subito chi si nascondeva dietro quei messaggi molto formali e banalmente insinceri. Lo amo ancora di più e non posso averlo. Mi ha chiesto di scrivere sempre, mi ha chiesto di divertirlo con le mie preghiere.
A costo di essere esorcizzata a forza da un esercito di preti impazziti, lo sommergerò di messaggi, pregherò il gonfio e barcollante Gesù ogni minuto della mia vita.
Voglio che lui sappia quanto vorrei che la mia mente diventasse una sola cosa con la sua. Quanto mi piacerebbe annullare la mia anima nella sua per poterne assaporare ogni pensiero.
Ah! Lo conquisterò, dovessi invocare la dea Mitra!


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domenica 30 ottobre 2005
ore 13:04
(categoria: "Vita Quotidiana")


Desolazione.
E’ andato. Partito. Ed io sono ancora qua.
I cappuccini, le brioche alla crema, quelle vuote, quelle con la marmellata... Vorrei dar fuoco ad ogni cosa.
Com’era quel film? Poteri paranormali incontrollabili? Vorrei essere come quella bambina...
Ci sarà un modo per attivare queste aree del cervello inutilizzate no?

L’ultimo giorno è venuto da me. Ha preso il suo cappuccino e la sua brioche e mi ha detto che gli sarebbero mancati...
Credo che il locale sia diventato fastidiosamente silenzioso da quel momento. Non avevo il coraggio di dire niente... Lui mi ha guardato e poi ha cominciato a rovistare nel suo fido zainetto. Ha tirato fuori un foglio e mi ha chiesto se poteva darmelo...
Non immagina che potrebbe darmi qualsiasi cosa ed io la accetterei senza alcun problema...
Mi ha salutato e...basta. Sola, senza neanche aver mai sentito il suo profumo. Sola. Mi ha regalato un disegno... Dovrei essere io vista dal suo mondo. Sono regali che ti fanno desiderare di divorare la persona che te li fa.
Ho deciso. Lo raggiungo.

Mio tenero, che si rompe con un grissino, Gesù...
Ho gli occhi gonfi a furia di piangere e tu hai gli occhi gonfi a furia dei pugni che ti dò, quindi tutti e due non vediamo chiaramente...
Spero tu, nella tua infinita opalescenza abbia capito le mie intenzioni.
Quindi ti prego, fa in modo che uno zio ricco di cui non me ne frega niente e non conosco, soffra di apoplessia che si manifesta con perdita improvvisa di coscienza, respiro profondo, polso irregolare e volto congestionato. Le forme più devastanti portano alla morte dell’individuo, dopo poche ore o giorni... Voglia anche che il fato gli abbia dettato un testamento poco prima della sua morte dove dichiari che la sua unica erede sono io. Il perchè è stato cancellato da un attacco di vomito, del suddetto zio, mentre completava il tutto...
Una volta diventata ricca, fa in modo che mi possa trasferire dal mio amore e vivere per sempre come sua schiava. Se esaudirai questa mia insignificante richiesta, ti prometto che non ricoprirò più le candele votive della mia parrocchia con la polvere da sparo.


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lunedì 10 ottobre 2005
ore 15:10
(categoria: "Vita Quotidiana")


Deserto.
Ho scoperto una cosa che ha congelato il mio cuore e ucciso qualsiasi forma di sorriso sul mio volto.
Dice che si sta trasferendo. Ieri( maledetta me che ho deciso di andare a chiedere quanto costa una stampante...) mentre mi parlava del costo delle cartucce, mi ha detto che stava traslocando, che avrebbe cambiato città e che non lo avrei più rivisto.
Ora, io sono calma e paziente quando dormo... Ma non può uscirsene con delle pugnalate al cuore senza un minimo di preavviso. Gli ho pianto in faccia, senza che lui ne capisse il motivo e l’ho visto piangere. Se è per colpa di quella P******na se va via, non avrò pace finchè non la vedrò ardere mentre corre urlante e cadere e sciogliersi mentre mi godo lo spettacolo...
Va via... Ho gli occhi che sembrano due arance... Va via e non sa quanto sono la sua schiava... Va via e non ho sentito il calore del suo petto...

Mio spugnoso e schiumoso Gesù, tu sei davvero sadico lo sai?
Ti diverti a giocare a hockey su prato col mio cuore e non sai quanto vendicativa io sia...
Va via? Ed io lo seguo! Non mi ama? Ed io lo massacro di botte e lo faccio mio lo stesso.
Ti ho pregato e ripregato di fare in modo che lui si accorga della mia esistenza, ma niente... Stasera faccio da me. Va via? Voglio vedere se senza le gambe riesce ad allontanarsi da me.
Gesù, sta attento... anche tu farai fatica a fare miracoli senza le dita delle mani e dei piedi...


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sabato 8 ottobre 2005
ore 22:41
(categoria: "Vita Quotidiana")


Cena.
Potrei rapirlo... Nasconderlo in una grotta e tenermelo tutto per me.
Potrei stordirlo... Ogni qual volta lui riprende i sensi... DANGH! Una bastonata sulla nuca.
Potrei condizionarlo... Un bombardamento continuo di mie immagini e foto in modo che lui veda solo me...

Oggi stava lavorando in negozio. Sempre sorridente. Qualunque cosa gli succeda lui ride sempre... O è deficiente( ma non lo è di questo ne sono certa...) o ha un carattere talmente forte che... Lo amo.
Ho chiesto di un portatile... Non potrei mai permettermi un portatile, ma ho chiesto lo stesso. Non so se mi abbia riconosciuta. So solo che mentre lui parlava io avrei potuto baciarlo in qualsiasi momento... Avrei potuto abbandonare il mio corpo e lasciare che lui ne governasse i movimenti.

Non posso amarlo. Forse non potrò mai amarlo. Non m’importa. Troverò il modo.

Mio ortopedico e claudicante Gesù,
Io ti ho pregato per molte cose crudeli... Ho implorato per disastri naturali e palle di pelo biondo... Adesso mi prostro ai tuoi piedi, mi riduco ad una larva umana solo per chiederti di far innamorare colui che domina il mio regno, di me. In cambio posso assicurarti che non evocherò più Baal nella mia stanza durante le ore diurne.


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venerdì 7 ottobre 2005
ore 12:09
(categoria: "Vita Quotidiana")


Mollato.
Le mie preghiere sono state ascoltate... Il mio signore e dominatore Gesù ha accolto i miei conati di desideri e ha creato una palla di pelo biondo che finalmente è stata vomitata...

Ragazzi che sofferenza... Al bar non viene più. Pazienza, devo andare io a trovarlo in negozio, ma faccio finta di niente altrimenti mi sgama che spendo miliardi di euro solo per vederlo e domandargli qualcosa...
Non so se è triste, se gli ha fatto del male( ...se gli ha fatto del male pregherò che l’osteoporosi la divori in 14 minuti primi...), se ha voglia di essere abbracciato e consolato... Se...se...se...
Stasera mi faccio bella( ehm...cioè normale...) e vado da lui e gli dico che è mio che che non potrà più stare lontano da me e che io lo vestirò, coccolerò e gli darò del cibo in scatola...ehm... No No...calma...devo stare calma... altrimenti prende paura.

Mio delizioso, virtuoso e al lampone di un Gesù squattrinato,
hai esaudito una delle mie numerose preghiere... Adesso ho l’ultima da porti in modo barbaro e brutale:
Ti prego, fa in modo che lui si innamori di me. Spietatamente, indissolubilmente e per tutto il resto della sua e della mia vita. Fa in modo che veda solo me, che le altre donne più belle e simpatiche diventino brutte e insipide ai suoi occhi e che io sia l’unica cosa colorata e meravigliosa che riesce a concepire. Se esaudirai ciò, ti prometto che non cotruirò più piccoli santuari dedicati al culto di Lilith.


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giovedì 24 marzo 2005
ore 18:15
(categoria: "Riflessioni")


MaPerCChè?
Normalmente alle 8.20 o 8.30, lui arriva paga alla cassa, si avvicina al banco e sorridendomi mi chiede di preparargli il cappuccino e di dargli la sua brioche alle mandorle... Invece niente. Ho atteso lunedì, poi è arrivato il martedì, il mercoledì...
Oggi ho deciso di andare in negozio e vedere se è stata colpa di questo blog se lui ha deciso di non fare più colazione da me...
Entro, il negozio brulica di persone, mi dirigo verso il reparto dove lui lavora, mi guardo in giro, ma vedo solo un suo collega. Lui non c'era. Rimango un pò, faccio finta di guardare un portatile particolarmente bello... Credo di non ricordarmi neanche il colore. Aspetto. Poi decido che probabilmente non c'è. Mi giro e vado verso le uscite. Eccolo! E' davanti alle casse che sistema dei Cd. Si gira e mi guarda. Mi viene in mente che ancora il mostro gnocco non è completamente scomparso(mi sento brutta).
Mi sorride e mi chiede cosa ci faccio lì.

Questo è quello che avrei voluto dire io:
- Sono qui per te! Perchè non sei venuto a fare colazione da me? brutto stro*zo!!-
Poi guardandolo intensamente mi sarei gettata tra le sue braccia e lo avrei baciato selvaggemente...

Questo è quello che ho detto:
- Mi serviva un Cd riscrivibile. -

E ho fatto per andare... (scema,scema!!)

Preghiera del Giorno:

Mio numismatico e sempre più bitorzoluto Gesù,
potresti una volta nella tua infinita e controversa vita ascoltare le preghiere di una povera ragazza innamorata, creando una sindrome neurologica dovuta ad un abnorme attività elettrica del cervello di una insignificante bionda. Le manifestazioni epilettiche dipendono dall'area cerebrale dove ha luogo la scarica anomala, quindi ti prego di colpire le aree più spettacolari.
Per ringraziarti, ti prometto che non berrò più la coca cola col naso.


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