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STO ASCOLTANDO

il mio cuore battere freneticamente x Lei...

ABBIGLIAMENTO del GIORNO



ORA VORREI TANTO...

sole, sole, sole e...
melinda

…e mastico amarezza…
rimugino, rimpiango, rimordo…amaro l’amarezza.
Scusami se, poco, abbiamo parlato.
.
Marilena, mi manca già, tutto di te, i tuoi occhi intelligenti,
così vivi, così scuri, così caldi.
Caldi da scaldare i miei, vivi, chiari, freddi.
Ed ancora ti ringrazio se mai,
un giorno mi racconterai di posti e di persone,
che hai veduto, che hai conosciuto.
.
Sento l’amarezza del distacco dopo che questo cuore,
questi occhi son provati e non conoscono quiete.
.
La verità è che tu sei giorno, caldo, prorompente.
Io sono notte, fredda, silenziosa,
bene ci sposiamo.
Il tuo sorriso inebria tutti i miei pensieri.
Fra un anno tornerai, ed io qui,
come la notte segue il giorno.

Andrea


STO STUDIANDO...

Yo escuchaba chapotear en el barco
los pies descalzos
y presentía los rostros anochecidos de hambre.
Mi corazón fue un péndolo entre ella y la calle.
Yo no sé con qué fuerza me libré de sus ojos
me zafé de sus brazos.
Ella quedó nublando de lágrimas su angustia
tras de la lluvia y el cristal
pero incapaz para gritarme: Esperáme,
yo me marcho contigo!
(Poesia di Otero Silva)

Io ascoltavo sguazzare nella barca / i piedi scalzi / e immaginavo i volti spenti dalla fame. / Il mio cuore è stato un pendolo tra lei e la strada. / Io non so con quale forza mi sono liberato dei suoi occhi / e sono sfuggito alle sue braccia. / Lei rimase ad annebbiare di lacrime la sua angustia / al di là della pioggia e del vetro. / Ma incapace di gridarmi: Aspettami / io vengo via con te!

OGGI IL MIO UMORE E'...

il tempo, il tempo che scorre senza posa e può essere oblio dell’oblio, memoria che sfuma in cenere, cenere che riposa sonnecchiando e che potrebbe dissolvere e lo fa, forse la brezza più leggera. questa è la vita, questa suol essere la vita. dobbiamo conoscerla e affrontarla. eppure esisto, agisco, scrivo, persino e di amori mi colmo. a.guevara

ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...







PARANOIE


Nessuna scelta effettuata

MERAVIGLIE


Nessuna scelta effettuata

Stimato compatriota: sono passati forse quasi quindici anni da quando conobbi un figlio suo, che ormai deve avere vent’anni,, e sua moglie, in quel luogo che mi sembra si chiami “Cabalando”, a Carlos Paz, e dopo, quando lessi il suo libro Uno y el universo, che mi affascinò, non pensavo che sarebbe stato lei, che possedeva quello che per me era la cosa più sacra al mondo, il titolo di scrittore, a chiedermi, col passare del tempo una definizione, un impegno di rincontro, come lei lo definisce, in base ad un’autorità accreditatami per alcun fatti e molti fenomeni soggettivi. Faccio questa premessa solo per ricordarle che appartengo, malgrado tutto, alla terra dove sono nato e che sono ancora capace di sentire profondamente tutta la sua allegria, la mancanza di speranza e anche le sue delusioni. Sarebbe difficile spiegarle perché “questo” non sia una “Rivoluzione Liberatrice”; dovrei forse dirle che avevo visto le virgolette nelle parole che lei denuncia, fin dal momento in cui apparvero e che identificai quella formula con quanto era accaduto in Guatemala che avevo appena abbandonato, vinto e quasi disilluso. Come me, erano tutti quelli che avevano preso parte a quell’incredibile avventura e che avevano approfondito il loro spirito rivoluzionario a contatto con le masse contadine, in una profonda interrelazione, durante due anni di lotta crudele e di risultati veramente grandi. Non potevamo noi essere per la “liberatrice” perché non eravamo parte di un esercito plutocratico, ma eravamo un nuovo esercito popolare, sollevatosi in armi per distruggere il vecchio; e non potevamo noi essere per la “liberatrice” perché la nostra bandiera di combattimento non era una vacca, ma un filo di ferro di recinzione latifondiaria, spezzato da un trattore, come è oggi l’insegna del nostro INRA (Istituto Nazionale per la Riforma Agraria). Non potevamo essere per la “liberatrice” perché le nostre servette piansero di gioia il giorno in cui fuggì Batista e noi entrammo all’Avana; e oggi si continuano a fornire i dati su tutte le manifestazioni e le ingenue cospirazioni della gente del “Country Club” che è la stessa gente del “Country Club” che lei ha conosciuto lì, e che a volte sono stati suoi compagni di odio contro il peronismo. Qui la formula di sottomissione degli intellettuali ha assunto un aspetto molto meno sottile che in Argentina. Qui gli intellettuali erano schiavi sul serio, senza mascherature di indifferenza, come da voi, e ancora meno mascherature di intelligenza; era una schiavitù elementare posta al servizio di una causa obbrobriosa, senza complicazioni: mormoravano, semplicemente. Ma tutto questo non è nient’altro che letteratura. Rinviare il discorso, come lei ha fatto con me, a un libro sull’ideologia cubana, significa rinviarlo di un anno; oggi le posso solo mostrare, come un tentativo di teorizzazione di questa rivoluzione, forse il primo serio tentativo, ma essenzialmente pratico, come sono tutte le azioni di noi empirici incalliti, questo libro sulla Guerra di Guerriglia. E’ una quasi una dimostrazione puerile del fatto che so mettere le parole una dietro l’altra; non ha la pretesa di spiegare i grandi avvenimenti che la inquietano e forse non li potrebbe spiegare nemmeno questo secondo libro che penso di pubblicare, se le circostanze nazionali e internazionali non mi obbligano nuovamente ad imbracciare un fucile (un compito che disdegno come uomo di governo ma che mi entusiasma come uomo assettato di avventura). Anticipandole quanto potrà venire o non (il libro), posso dirle, cercando di sintetizzare, che questa rivoluzione è la più genuina creazione dell’improvvisazione. Nella Sierra Maestra, un dirigente comunista che era venuto a farci visita, ammirato di tanta improvvisazione e di come si inserissero tutte le attività, che funzionavano per conto proprio, in un’organizzazione centrale, aveva detto che era il caos più perfettamente organizzato dell’universo. E questa rivoluzione è così perché ha camminato più rapidamente della propria precedente ideologia. In fin dei conti, Fidel Castro era un aspirante a un partito borghese, tanto borghese e tanto rispettabile come potrebbe essere il partito radicale in Argentina, che seguiva le orme di un leader scomparso, Eduardo Chivás, con caratteristiche simile a quelle che possiamo ritrovare nello stesso Irigoyen; e noi, che lo seguivamo, eravamo un gruppo di uomini con poca preparazione politica, dotati solo di una buona dose di volontà e un innato senso dell’onore. Così venivamo a gridare. “Nell’anno ‘56 saremo eroi o martiri”. Poco prima avevamo gridato, o meglio, aveva gridato Fidel: “Vergogna contro denaro”. Sintetizzavamo in frasi semplici il nostro atteggiamento, anch’esso semplice. La guerra ci rivoluzionò. Non c’è esperienza più profonda per un rivoluzionario dell’atto della guerra; non il gesto isolato di uccidere, o di imbracciare il fucile o di condurre una lotta di questo o quel tipo; è invece la globalità del fatto di guerra, sapere che un uomo armato vale come unità combattente, e vale come qualsiasi uomo armato, e può non temere altri uomini armati. Andare a spiegare, noi dirigenti, ai contadini indifesi come potevano prendere un fucile e dimostrare a quei soldati che un contadino armato valeva tanto come il migliore di loro; e imparare anche come la forza di uno solo non vale niente se non è circondata dalla forza di tutti; allo stesso tempo imparare come le parole d’ordine rivoluzionarie devono rispondere alle aspirazioni più sentite dal popolo, e imparare a conoscere del popolo le sue aspirazioni più profonde, e convertili in bandiere di agitazione politica. E’ questo che abbiamo fatto tutti noi e abbiamo compreso che l’ansia del contadino per la terra era il più forte stimolo alla lotta che si poteva trovare a Cuba. Fidel comprese molte altre cose; si sviluppò nello straordinario dirigente di uomini e donne, quale è oggi, e nelle gigantesca forza agglutinante del nostro popolo. Perché Fidel, al di sopra di tutto, è l’elemento agglutinante per eccellenza, il dirigente indiscusso che sopprime tutte le divergenze e le distrugge con la propria disapprovazione. Utilizzato molte volte, sfidato altre, per denaro o ambizione, è sempre temuto dai suoi avversari. Così è nata questa rivoluzione. così si sono create le sue parole d’ordine e così, poco a poco, si è cominciato a teorizzare sui fatti per creare un’ideologia che veniva alla coda degli avvenimenti. Quando lanciammo la nostra Legge di Riforma Agraria nella Sierra Maestra, era già da tempo che si erano fatte delle ripartizioni della terra nella stessa zona. Dopo aver compreso nella pratica una serie di fattori, abbiamo reso nota la nostra prima timida legge, che non metteva in discussione il punto fondamentale, come la soppressione del latifondo. Non sembravamo troppo cattivi per la stampa continentale per due motivi: la prima, perché Fidel era uno straordinario politico che non hai mai mostrato le sue intenzioni oltre un certo limite e ha saputo conquistarsi l’ammirazione di giornalisti di grandi giornali che simpatizzavano con lui e utilizzavano la strada facile della cronaca di tipo sensazionale; l’altra, semplicemente perché gli statunitensi che sono i grandi ideatori di test e di livelle per misurarlo tutto, applicarono una delle loro livelle, tirarono fuori le loro conclusioni e le incasellarono. Secondo le loro tabelle di riferimento, dove si diceva: “Nazionalizzeremo i servizi pubblici”, si doveva intendere:“Eviteremo che questo succeda se riceviamo un ragionevole appoggio”; dove si diceva ”liquideremo il latifondo”, si doveva intendere: ”Utilizzeremo il latifondo come una buona base per raccogliere soldi per la nostra campagna politica o per la nostra tasca personale”, e cosi via. Non gli passò mai per la testa che quello che Fidel Castro e il nostro Movimento dicevamo, in modo tanto ingenuo e drastico, fosse esattamente quello che pensavamo di fare; abbiamo predisposto per loro la più grande truffa di questo mezzo secolo, dicevamo la verità mentre davamo l’impressione di tergiversarla. Eisenhower dice che abbiamo tradito i nostri principi, ed in parte è vero, secondo il suo punto di vista; abbiamo tradito l’immagine che loro si erano fatta di noi, come nel racconto del pastorello bugiardo, ma al contrario, e neanche noi siamo stati creduti. Così ora stiamo usando un linguaggio che è anch’esso nuovo, perché continuiamo a camminare molto più rapidamente di quanto non riusciamo a pensare e a strutturare il nostro pensiero; siamo in continuo movimento e la teoria avanza molto lentamente, tanto lentamente, che dopo aver scritto nei pochi stralci di tempo questo manuale che le mando, mi sono reso conto che per Cuba quasi non serve; per il nostro paese, invece, può servire, solo che bisogna usarlo con intelligenza, senza fretta e travisamenti; quando sarà stato pubblicato, tutti penseranno che è un’opera scritta molti anni fa. Mentre si vanno acutizzando le situazioni esterne e la tensione internazionale aumenta, la nostra rivoluzione, per necessità di sopravvivenza, deve acutizzarsi, e ogni volta che si acutizza la rivoluzione, aumenta la tensione e questa si deve acutizzare ulteriormente, come un circolo vizioso che sembra doversi restringere ogni volta di più fino a rompersi; vedremo allora come uscire dal pantano. Quello che posso assicurarle però è che questo popolo è forte, perché ha lottato e ha vinto e conosce il valore della vittoria; conosce il valore dei colpi e delle bombe e anche il sapore dell’oppressione, Saprà lottare con una fermezza esemplare. Allo stesso tempo le assicuro che per quel giorno, anche se io sto facendo dei timidi tentativi in tal senso, avremo teorizzato molto poco e dovremo risolvere i problemi con l’agilità di cui ci ha dotati la vita di guerriglia. So che quel giorno la sua arma di intellettuale onesto sparerà in direzione del nemico, e che possiamo averla là, presente e in lotta al nostro fianco. Questa lettera è stata più lunga e non è priva di quella piccola quantità di posa che alla gente semplice come noi impone senza dubbio, il fatto di voler dimostrare davanti a un pensatore che siamo anche quello che non siamo: pensatori. Ad ogni modo sono a sua disposizione.

Cordialmente,
Ernesto Che Guevara

(Lettera allo scrittore Ernesto Sabato)



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domenica 31 maggio 2009 - ore 17:24



(categoria: " Vita Quotidiana ")




DA CHE ALBERO CADESTI?
Cerca il giorno del tuo compleanno e trova il tuo albero... una volta localizzato, ricerca sotto la
spiegazione sullo stesso. È interessante ed in qualche modo preciso, oltre ad essere parte
dell’astrologia Celtica.

Quando saprai a che albero appartieni, cambia l’oggetto mettendo il nome del tuo albero
ed invialo a tutti i tuoi amici.
Dic 23 - Gen 01 Albero di Mela
Gen 02 - Gen 11 Albero di Abete
Gen 12 - Gen 24 Albero dell’Olmo
Gen 25 - Feb 03 Il Cipresso
Feb 04 - Feb 08 Pioppo
Feb 09 - Feb 18 Il Cedro
Feb 19 - Feb 28 Il Pino
Mar 01 - Mar 10 Il Salice piangente
Mar 11 - Mar 20 Albero di Lime
Mar 21 Il Rovere
Mar 22 - Mar 31 Albero di Nocciole
Apr 01 - Apr 10 Albero Rowan
Apr 11 - Apr 20 Albero di Acero
Apr 21 - Apr 30 Il Noce
Mag 01 - Mag 14 Pioppo
Mag 15 - Mag 24 Albero di Castagno
Mag 25 - Giu 03 Albero di Ciliegio
Giu 04 - Giu 13 Albero Hornbeam
Giu 14 - Giu 23 Il Fico
Giu 24 Albero di Betulla
Giu 25 - Lug 04 Albero di Mela
Lug 05 - Lug 14 Albero di Abete
Lug 15 - Lug 25 Albero dell’Olmo
Lug 26 - Ago 04 Il Cipresso
Ago 05 - Ago 13 Pioppo
Ago 14 - Ago 23 Il Cedro
Ago 24 - Set 02 Il Pino
Set 03 - Set 12 Il Salice piangente
Set 13 - Set 22 Albero di Lime
Set 23 L’Olivo
Set 24 - Ott 03 Albero di Nocciole
Ott 04 - Ott 13 Albero Rowan
Ott 14 - Ott 23 Albero di Acero
Ott 24 - Nov 11 Il Noce
Nov 12 - Nov 21 Albero di Castagno
Nov 22 - Dic 01 Albero di Ciliegio
Dic 02 - Dic 11 Albero di Hornbeam
Dic 12 - Dic 21 Il Fico
Dic 22 Albero dell’Aia

Fico, la Sensibilità
Molto forte, è una persona volenterosa, indipendente, non permette le contraddizioni o discussioni,
ama la vita, la sua famiglia, i bambini e gli animali, un po’ volatile socialmente, buon senso
dell’umorismo, gli piace l’ozio e la pigrizia, di un talento pratico.

direi che ci siamo quasi

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giovedì 28 maggio 2009 - ore 00:17



(categoria: " Vita Quotidiana ")





I was perched outside in the pouring rain
Trying to make myself a sail
Then I’ll float to you my darlin’
With the evening on my tail
Although not the most honest means of travel
It gets me there nonetheless
I’m a heartless man at worst, babe
And a helpless one at best

Darling I’ll bathe your skin
I’ll even wash your clothes
Just give me some candy, before I go
Oh, darling I’ll kiss your eyes
And lay you down on your rug
Just give me some candy
After my heart

Oh I’m often false explaining
But to her it plays out all the same
and although I’m left defeated
It get’s held against my name
I know you got plenty to offer baby
But I guess I’ve taken quite enough
Well I’m some stain there on your bedsheet
You’re my diamond in the rough

Darling I’ll bathe your skin
I’ll even wash your clothes
Just give me some candy
before I go
Oh, darling I’ll kiss your eyes
And lay you down on your rug
Just give me some candy
After my heart

I know that there´re writings on the wall
But Darling I’ll bathe your skin
I’ll even wash your clothes
Just give me some candy
After my heart

Oh I’ll be there waiting for you



Sono accovacciato fuori sotto la pioggia battente
Provando a trasformarmi in una vela
Per poi fluttuare da te mia cara
Con la sera sulla mia coda
Sebbene non sia l’uomo più onesto
Colui che si propone di viaggiare
Tuttavia arrivo a farlo
Nel peggiore dei casi,
Sarò un uomo senza cuore, tesoro
E nel migliore dei casi,
Sarò un incapace


Bagnerò la tua pelle, cara
Laverò anche i tuoi vestiti
Dammi solo qualche caramella, prima che vada via
Oh, cara bacerò i tuoi occhi
E ti rimboccherò la tua coperta
Dammi solo qualche caramella
Segui il mio cuore

Oh ti dirò spesso bugie
Ma solo per il tuo bene come al solito
E nonostante sarò sconfitto
Viene tenuto contro il mio nome
So che potevi offrire tanto prima, baby
Ma mi chiedo se preso abbastanza
Sono come una macchia sulle tue lenzuola
Tu invece il mio diamante nell’erba alta.

Bagnerò la tua pelle, cara
Laverò anche i tuoi vestiti
Dammi solo qualche caramella, prima che vada via
Oh, cara bacerò i tuoi occhi
E ti rimboccherò la tua coperta
Dammi solo qualche caramella
Segui il mio cuore

So che ci sono scritte sul muro
Ma bagnerò la tua pelle, cara
Laverò anche i tuoi vestiti
Dammi solo qualche caramella
Segui il mio cuore

Oh io ti aspetterò



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lunedì 25 maggio 2009 - ore 23:29



(categoria: " Vita Quotidiana ")


Nella lingua italiana è curioso notare come alcune parole (e modi di dire), al maschile abbiano un


significato, mentre se poste al femminile in taluni contesti ne assumano di completamente diversi. Vediamo alcuni esempi:

Cortigiano: gentiluomo di corte
Cortigiana: mignotta

Massaggiatore: chi per professione pratica massaggi, kinesiterapista
Massaggiatrice: mignotta

Il cubista: artista seguace del cubismo
La cubista: mignotta

Uomo disponibile: tipo gentile e premuroso
Donna disponibile: mignotta

Segretario particolare: portaborse
Segretaria particolare: mignotta

Uomo di strada: uomo duro
Donna di strada: mignotta

Passeggiatore: chi passeggia, chi ama camminare
Passeggiatrice: mignotta

Mondano: chi fa vita di società
Mondana: mignotta

Uomo facile: con cui è facile vivere
Donna facile: mignotta

Zoccolo: calzatura in cui la suola è costituita da un unico pezzo di legno
Zoccola: mignotta

Peripatetico: seguace delle dottrine di Aristotele
Peripatetica: mignotta

Omaccio: uomo dal fisico robusto e dall’aspetto minaccioso
Donnaccia: mignotta

Un professionista: uno che conosce bene il suo lavoro
Una professionista: mignotta

Uomo pubblico: personaggio famoso, in vista
Donna pubblica: mignotta

Intrattenitore: uomo socievole, che tiene la scena, affabulatore
Intrattenitrice: mignotta

Adescatore: uno che coglie al volo persone e situazioni
Adescatrice: mignotta

Uomo senza morale: tipo dissoluto, asociale, spregiudicato
Donna senza morale: mignotta

Uomo molto sportivo: che pratica numerosi sport
Donna molto sportiva: mignotta

Uomo d’alto bordo: tipo che possiede uno scafo d’altura
Donna d’alto bordo: mignotta (di lusso, però)

Tenutario: proprietario terriero con una tenuta in campagna
Tenutaria: mignotta (che ha fatto carriera)

Steward: cameriere sull’aereo
Hostess: mignotta

Uomo con un passato: chi ha avuto una vita, magari sconsiderata, ma degna
di essere raccontata.
Donna con un passato: mignotta

Maiale: animale da fattoria
Maiala: mignotta

Uno squillo: suono del telefono o della tromba
Una squillo: mignotta

Uomo da poco: miserabile, da compatire
Donna da poco: mignotta

Un torello: un uomo molto forte
Una vacca: una mignotta

Accompagnatore: pianista che suona la base musicale
Accompagnatrice: mignotta

Uomo di malaffare: birbante, disonesto
Donna di malaffare: mignotta

Prezzolato: sicario
Prezzolata: mignotta

Buon uomo: probo, onesto
Buona donna: mignotta

Uomo allegro: un buontempone
Donna allegra: mignotta

Ometto: piccoletto, sgorbio inoffensivo
Donnina: mignotta

MORALE: O C´E´ QUALCHE PROBLEMA NELLA LINGUA ITALIANA, OPPURE CI SONO TANTE MIGNOTTE IN GIRO!!!!


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venerdì 22 maggio 2009 - ore 00:14



(categoria: " Vita Quotidiana ")


GRAZIE GRAZIE GRAZIE A STO’ ...

ho appena scoperto di aver vinto 1057, rotti eurini al lotto, ruota di venezia, numeri 27-70-84, che botta di culo

Sicchè venerdì seratona per festeggiare la Dea bendata
Sabato si va a Udine, ritrovo con gli ex commilitoni della berghinz, son 10 anni che nn ci si vede...peccato mancherà il mi frà livornese "il garfa", ma io e lui ci ribecchiamo di sicuro, andrò in toscana appena ci accordiamo. domenica dimostrazione in riviera con quelli della palestra, sarà una passeggiata, dipende solo dai postumi di sabato
poi voglio festeggiare anche con mi hermano dieguito
lunedì esame in palestra, forse divento allenatore

devo fare una nota che ho da pagare: bollo della y, tagliando della y, bollette spaccacazzo fare due regalini e sicchè lunedì mattina son già asciutto ma porca troia si vive una volta sola









l’ultima è per accontentare tutti (anzi che spreco direi )

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martedì 19 maggio 2009 - ore 23:40



(categoria: " Vita Quotidiana ")



EL CONTEMPLADO
TEMA
De mirarte tanto y tanto,
de horizonte a la arena,
despacio,
del caracol al celaje,
brillo a brillo, pasmo a pasmo,
te he dado nombre; los ojos
te lo encontraron, mirándote.
Por las noches,
soñando que te miraba,
al abrigo de los párpados
maduró, sin yo saberlo,
este nombre tan redondo
que hoy me descendió a los labios.
Y lo dicen asombrados
de lo tarde que lo dicen.
¡Si era fatal el llamártelo!
¡Si antes de la voz, ya estaba
en el silencio tan claro!
¡Si tú has sido para mí,
desde el día
que mis ojos te estrenaron,
el contemplado, el constante
Contemplado!

P. Salinas




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domenica 17 maggio 2009 - ore 18:24



(categoria: " Vita Quotidiana ")





dehihohu










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domenica 17 maggio 2009 - ore 12:48



(categoria: " Vita Quotidiana ")






jacek yerka


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giovedì 14 maggio 2009 - ore 00:05


BUON COMPLEANNO ERNESTO
(categoria: " Vita Quotidiana ")



BUON COMPLEANNO ERNESTO



L’ETERNO
Carlos Puebla
Vengo a portarti un messaggio
del tuo popolo, che è il mio popolo:
dice il popolo, Che Guevara,
che è una menzogna che tu sia morto.
La tua presenza forte e luminosa
come una fulgida stella
è ancora qui, e veglia e combatte,
Comandante Che Guevara.
Uomini come te non muoiono
né alla storia né al tempo.
Come potrebbero morire
quegli uomini che sono eterni!
La tua presenza forte e luminosa
come una fulgida stella
è ancora qui, e veglia e combatte,
Comandante Che Guevara.
Dice il popolo, Comandante,
che ancora la voce d’acciaio
del tuo fucile fiammeggiante
si ode in tutto il continente.
La tua presenza forte e luminosa
come una fulgida stella
è ancora qui, e veglia e combatte,
Comandante Che Guevara.
Dice il popolo, Comandante,
che ancora è saldo al suo posto
il tuo leggendario cuore
agguerrito e guerrigliero.
La tua presenza forte e luminosa
come una fulgida stella
è ancora qui, e veglia e combatte,
Comandante Che Guevara.
Fosti più che un semplice uomo
tu fosti luce ed esempio
così vivrai in eterno
nel cuore del popolo.



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mercoledì 13 maggio 2009 - ore 00:39



(categoria: " Vita Quotidiana ")






Money, get away
get a good job with more pay and you’re O.K.
money, it’s a gas
grab that cash with both hands and make a stash
new car, caviar, four star daydream
think I’ll buy me a football team

Money, get back
I’m alright, Jack, keep your hands off my stack
money, it’s a hit
don’t give me that do goody good bullshit
I’m in the hi-fidelity first class travelling set
and I think I need a Lear jet

Money, it’s a crime
share it fairlybut don’t take a slice of my pie
money, so they say
is the root of all evil today
but if you ask for a rise it’s no surprise that they’re
giving none away, away, away


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martedì 12 maggio 2009 - ore 22:41



(categoria: " Vita Quotidiana ")








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