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ORA VORREI TANTO...

sole, sole, sole e...
melinda

…e mastico amarezza…
rimugino, rimpiango, rimordo…amaro l’amarezza.
Scusami se, poco, abbiamo parlato.
.
Marilena, mi manca già, tutto di te, i tuoi occhi intelligenti,
così vivi, così scuri, così caldi.
Caldi da scaldare i miei, vivi, chiari, freddi.
Ed ancora ti ringrazio se mai,
un giorno mi racconterai di posti e di persone,
che hai veduto, che hai conosciuto.
.
Sento l’amarezza del distacco dopo che questo cuore,
questi occhi son provati e non conoscono quiete.
.
La verità è che tu sei giorno, caldo, prorompente.
Io sono notte, fredda, silenziosa,
bene ci sposiamo.
Il tuo sorriso inebria tutti i miei pensieri.
Fra un anno tornerai, ed io qui,
come la notte segue il giorno.

Andrea


STO STUDIANDO...

Yo escuchaba chapotear en el barco
los pies descalzos
y presentía los rostros anochecidos de hambre.
Mi corazón fue un péndolo entre ella y la calle.
Yo no sé con qué fuerza me libré de sus ojos
me zafé de sus brazos.
Ella quedó nublando de lágrimas su angustia
tras de la lluvia y el cristal
pero incapaz para gritarme: Esperáme,
yo me marcho contigo!
(Poesia di Otero Silva)

Io ascoltavo sguazzare nella barca / i piedi scalzi / e immaginavo i volti spenti dalla fame. / Il mio cuore è stato un pendolo tra lei e la strada. / Io non so con quale forza mi sono liberato dei suoi occhi / e sono sfuggito alle sue braccia. / Lei rimase ad annebbiare di lacrime la sua angustia / al di là della pioggia e del vetro. / Ma incapace di gridarmi: Aspettami / io vengo via con te!

OGGI IL MIO UMORE E'...

il tempo, il tempo che scorre senza posa e può essere oblio dell’oblio, memoria che sfuma in cenere, cenere che riposa sonnecchiando e che potrebbe dissolvere e lo fa, forse la brezza più leggera. questa è la vita, questa suol essere la vita. dobbiamo conoscerla e affrontarla. eppure esisto, agisco, scrivo, persino e di amori mi colmo. a.guevara

ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...







PARANOIE


Nessuna scelta effettuata

MERAVIGLIE


Nessuna scelta effettuata

Stimato compatriota: sono passati forse quasi quindici anni da quando conobbi un figlio suo, che ormai deve avere vent’anni,, e sua moglie, in quel luogo che mi sembra si chiami “Cabalando”, a Carlos Paz, e dopo, quando lessi il suo libro Uno y el universo, che mi affascinò, non pensavo che sarebbe stato lei, che possedeva quello che per me era la cosa più sacra al mondo, il titolo di scrittore, a chiedermi, col passare del tempo una definizione, un impegno di rincontro, come lei lo definisce, in base ad un’autorità accreditatami per alcun fatti e molti fenomeni soggettivi. Faccio questa premessa solo per ricordarle che appartengo, malgrado tutto, alla terra dove sono nato e che sono ancora capace di sentire profondamente tutta la sua allegria, la mancanza di speranza e anche le sue delusioni. Sarebbe difficile spiegarle perché “questo” non sia una “Rivoluzione Liberatrice”; dovrei forse dirle che avevo visto le virgolette nelle parole che lei denuncia, fin dal momento in cui apparvero e che identificai quella formula con quanto era accaduto in Guatemala che avevo appena abbandonato, vinto e quasi disilluso. Come me, erano tutti quelli che avevano preso parte a quell’incredibile avventura e che avevano approfondito il loro spirito rivoluzionario a contatto con le masse contadine, in una profonda interrelazione, durante due anni di lotta crudele e di risultati veramente grandi. Non potevamo noi essere per la “liberatrice” perché non eravamo parte di un esercito plutocratico, ma eravamo un nuovo esercito popolare, sollevatosi in armi per distruggere il vecchio; e non potevamo noi essere per la “liberatrice” perché la nostra bandiera di combattimento non era una vacca, ma un filo di ferro di recinzione latifondiaria, spezzato da un trattore, come è oggi l’insegna del nostro INRA (Istituto Nazionale per la Riforma Agraria). Non potevamo essere per la “liberatrice” perché le nostre servette piansero di gioia il giorno in cui fuggì Batista e noi entrammo all’Avana; e oggi si continuano a fornire i dati su tutte le manifestazioni e le ingenue cospirazioni della gente del “Country Club” che è la stessa gente del “Country Club” che lei ha conosciuto lì, e che a volte sono stati suoi compagni di odio contro il peronismo. Qui la formula di sottomissione degli intellettuali ha assunto un aspetto molto meno sottile che in Argentina. Qui gli intellettuali erano schiavi sul serio, senza mascherature di indifferenza, come da voi, e ancora meno mascherature di intelligenza; era una schiavitù elementare posta al servizio di una causa obbrobriosa, senza complicazioni: mormoravano, semplicemente. Ma tutto questo non è nient’altro che letteratura. Rinviare il discorso, come lei ha fatto con me, a un libro sull’ideologia cubana, significa rinviarlo di un anno; oggi le posso solo mostrare, come un tentativo di teorizzazione di questa rivoluzione, forse il primo serio tentativo, ma essenzialmente pratico, come sono tutte le azioni di noi empirici incalliti, questo libro sulla Guerra di Guerriglia. E’ una quasi una dimostrazione puerile del fatto che so mettere le parole una dietro l’altra; non ha la pretesa di spiegare i grandi avvenimenti che la inquietano e forse non li potrebbe spiegare nemmeno questo secondo libro che penso di pubblicare, se le circostanze nazionali e internazionali non mi obbligano nuovamente ad imbracciare un fucile (un compito che disdegno come uomo di governo ma che mi entusiasma come uomo assettato di avventura). Anticipandole quanto potrà venire o non (il libro), posso dirle, cercando di sintetizzare, che questa rivoluzione è la più genuina creazione dell’improvvisazione. Nella Sierra Maestra, un dirigente comunista che era venuto a farci visita, ammirato di tanta improvvisazione e di come si inserissero tutte le attività, che funzionavano per conto proprio, in un’organizzazione centrale, aveva detto che era il caos più perfettamente organizzato dell’universo. E questa rivoluzione è così perché ha camminato più rapidamente della propria precedente ideologia. In fin dei conti, Fidel Castro era un aspirante a un partito borghese, tanto borghese e tanto rispettabile come potrebbe essere il partito radicale in Argentina, che seguiva le orme di un leader scomparso, Eduardo Chivás, con caratteristiche simile a quelle che possiamo ritrovare nello stesso Irigoyen; e noi, che lo seguivamo, eravamo un gruppo di uomini con poca preparazione politica, dotati solo di una buona dose di volontà e un innato senso dell’onore. Così venivamo a gridare. “Nell’anno ‘56 saremo eroi o martiri”. Poco prima avevamo gridato, o meglio, aveva gridato Fidel: “Vergogna contro denaro”. Sintetizzavamo in frasi semplici il nostro atteggiamento, anch’esso semplice. La guerra ci rivoluzionò. Non c’è esperienza più profonda per un rivoluzionario dell’atto della guerra; non il gesto isolato di uccidere, o di imbracciare il fucile o di condurre una lotta di questo o quel tipo; è invece la globalità del fatto di guerra, sapere che un uomo armato vale come unità combattente, e vale come qualsiasi uomo armato, e può non temere altri uomini armati. Andare a spiegare, noi dirigenti, ai contadini indifesi come potevano prendere un fucile e dimostrare a quei soldati che un contadino armato valeva tanto come il migliore di loro; e imparare anche come la forza di uno solo non vale niente se non è circondata dalla forza di tutti; allo stesso tempo imparare come le parole d’ordine rivoluzionarie devono rispondere alle aspirazioni più sentite dal popolo, e imparare a conoscere del popolo le sue aspirazioni più profonde, e convertili in bandiere di agitazione politica. E’ questo che abbiamo fatto tutti noi e abbiamo compreso che l’ansia del contadino per la terra era il più forte stimolo alla lotta che si poteva trovare a Cuba. Fidel comprese molte altre cose; si sviluppò nello straordinario dirigente di uomini e donne, quale è oggi, e nelle gigantesca forza agglutinante del nostro popolo. Perché Fidel, al di sopra di tutto, è l’elemento agglutinante per eccellenza, il dirigente indiscusso che sopprime tutte le divergenze e le distrugge con la propria disapprovazione. Utilizzato molte volte, sfidato altre, per denaro o ambizione, è sempre temuto dai suoi avversari. Così è nata questa rivoluzione. così si sono create le sue parole d’ordine e così, poco a poco, si è cominciato a teorizzare sui fatti per creare un’ideologia che veniva alla coda degli avvenimenti. Quando lanciammo la nostra Legge di Riforma Agraria nella Sierra Maestra, era già da tempo che si erano fatte delle ripartizioni della terra nella stessa zona. Dopo aver compreso nella pratica una serie di fattori, abbiamo reso nota la nostra prima timida legge, che non metteva in discussione il punto fondamentale, come la soppressione del latifondo. Non sembravamo troppo cattivi per la stampa continentale per due motivi: la prima, perché Fidel era uno straordinario politico che non hai mai mostrato le sue intenzioni oltre un certo limite e ha saputo conquistarsi l’ammirazione di giornalisti di grandi giornali che simpatizzavano con lui e utilizzavano la strada facile della cronaca di tipo sensazionale; l’altra, semplicemente perché gli statunitensi che sono i grandi ideatori di test e di livelle per misurarlo tutto, applicarono una delle loro livelle, tirarono fuori le loro conclusioni e le incasellarono. Secondo le loro tabelle di riferimento, dove si diceva: “Nazionalizzeremo i servizi pubblici”, si doveva intendere:“Eviteremo che questo succeda se riceviamo un ragionevole appoggio”; dove si diceva ”liquideremo il latifondo”, si doveva intendere: ”Utilizzeremo il latifondo come una buona base per raccogliere soldi per la nostra campagna politica o per la nostra tasca personale”, e cosi via. Non gli passò mai per la testa che quello che Fidel Castro e il nostro Movimento dicevamo, in modo tanto ingenuo e drastico, fosse esattamente quello che pensavamo di fare; abbiamo predisposto per loro la più grande truffa di questo mezzo secolo, dicevamo la verità mentre davamo l’impressione di tergiversarla. Eisenhower dice che abbiamo tradito i nostri principi, ed in parte è vero, secondo il suo punto di vista; abbiamo tradito l’immagine che loro si erano fatta di noi, come nel racconto del pastorello bugiardo, ma al contrario, e neanche noi siamo stati creduti. Così ora stiamo usando un linguaggio che è anch’esso nuovo, perché continuiamo a camminare molto più rapidamente di quanto non riusciamo a pensare e a strutturare il nostro pensiero; siamo in continuo movimento e la teoria avanza molto lentamente, tanto lentamente, che dopo aver scritto nei pochi stralci di tempo questo manuale che le mando, mi sono reso conto che per Cuba quasi non serve; per il nostro paese, invece, può servire, solo che bisogna usarlo con intelligenza, senza fretta e travisamenti; quando sarà stato pubblicato, tutti penseranno che è un’opera scritta molti anni fa. Mentre si vanno acutizzando le situazioni esterne e la tensione internazionale aumenta, la nostra rivoluzione, per necessità di sopravvivenza, deve acutizzarsi, e ogni volta che si acutizza la rivoluzione, aumenta la tensione e questa si deve acutizzare ulteriormente, come un circolo vizioso che sembra doversi restringere ogni volta di più fino a rompersi; vedremo allora come uscire dal pantano. Quello che posso assicurarle però è che questo popolo è forte, perché ha lottato e ha vinto e conosce il valore della vittoria; conosce il valore dei colpi e delle bombe e anche il sapore dell’oppressione, Saprà lottare con una fermezza esemplare. Allo stesso tempo le assicuro che per quel giorno, anche se io sto facendo dei timidi tentativi in tal senso, avremo teorizzato molto poco e dovremo risolvere i problemi con l’agilità di cui ci ha dotati la vita di guerriglia. So che quel giorno la sua arma di intellettuale onesto sparerà in direzione del nemico, e che possiamo averla là, presente e in lotta al nostro fianco. Questa lettera è stata più lunga e non è priva di quella piccola quantità di posa che alla gente semplice come noi impone senza dubbio, il fatto di voler dimostrare davanti a un pensatore che siamo anche quello che non siamo: pensatori. Ad ogni modo sono a sua disposizione.

Cordialmente,
Ernesto Che Guevara

(Lettera allo scrittore Ernesto Sabato)



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lunedì 25 agosto 2008 - ore 18:23


nostalgia...canaglia
(categoria: " Riflessioni ")


ragassuoli belli, ancora nn ho postato le foto del mio cammino...scusasserò lor signori...
non so che dire, mi mancano, moltissimo, i miei companeros, mi manca quel mese, in cui ci si svegliava, si camminava, si parlava di tutto, si scherzava, si condivideva pranzo e soste, s’arrivava alla metà del giorno, si cenava, affamati come lupi, spesso stanchi e sporchi, senza mai perdere il sorriso, ci s’addormentava, a volte all’aperto, a volte si saltava la doccia (non c’era...) e si sognava in diverse lingue del mondo.
nota x chi mi ha detto che vorrebbe fare il cammino ma ha paura a partire solo...dico solo che partire soli è la cosa migliore, gli amici si fan la, camminando, si dorme tutti assieme, maschietti e femminucce, e nessuno vi toccherà, se voi non lo volete, con esclusione del cuore, anche solo per le amicizie che si fanno.
buon cammino per la vita a tutti e STATEMI BENE

se qualcuno di voi si procura una frusta, forse riuscirà a farmi scaricare le foto


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martedì 12 agosto 2008 - ore 13:48


santiago e non solo...
(categoria: " Vita Quotidiana ")


sciao beli, sono in un internet point a santiago...
e’ stata una cosa incredibile...
intanto non mi son fermato solo a santiago, ma abbiamo raggiunto il faro di finisterre. oltre 800 km a piedi con zaino...
non avete idea di quanta gente ho conosciuto in questo mese...
solo io ho,almeno, 800 foto... e non ho ancora finito...
poi i miei compagneri mi manderanno le loro... oibo’ mi nutriro’ solo di foto.
anticipo solo che e’ stato tutto "stupendissimo................."
hola a todos, ci vediamo presto

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giovedì 10 luglio 2008 - ore 14:47



(categoria: " Vita Quotidiana ")


sono a saint jean pied de port, figus

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sabato 28 giugno 2008 - ore 03:16


strano
(categoria: " Vita Quotidiana ")


domani è l’ultimo giorno di lavoro, strano davvero, mi trovavo benissimo qui, finchè non han deciso di cambiarmi l’orario di lavoro.
so bene quanto sia un periodo quantomeno poco indicato x lasciare un posto fisso, con una buona retribuzione, a tempo indeterminato.
ma che posso farci se sono pazzo? nelle mie vene scorre l’incoscienza a flutti

i colleghi son dispiaciuti che me ne vada, io no
ero qui da tre anni e sei mesi, mentre i primi tre anni son volati gli ultimi tre mesi non mi passavano più. per quanto io sia una persona corretta, disponibile, leale e figa (non tenete conto di quest’ultimo aggettivo ) son sempre stata una persona libera e che al minimo tentativo di costrizione, si ribella, lascia, segue x la propria strada, x la disperazione di chi mi vive accanto ( qui potete aggiungere ma vaffanculo, stronzo )

non ho mai fatto un ritardo, mai un giorno di malattia, sovente mi han chiesto di rinunciare alle ferie. ho avuto dopo poche settimane la piena fiducia dei colleghi e dei capi de capis. mi han offerto più soldi x rimanere, ma non son riusciti a comprarmi, siamo tutti ben consapevoli di quanto importante sia il denaro ma altrettanto lo è la serenità nel lavorare, e sto posto mi risulta ora, indigesto. porterei via solo due colleghi, che considero amici, coi quali più di altri mi son confidato, con i quali, tantissimo abbiam riso, perché credetemi ne abbiamo viste di cotte e di crude, e le battute impertinenti sgorgano da sta mia bocchetta come... aggiungete voi la continuazione che più vi aggrada, tranne come peti... altrimenti prrrrrrrrr

ancora non son riusciti a sostituirmi, e si che non è niente di eccezionale sto posto, tuttavia... troveranno... eh se troveranno. molti clienti e molti fornitori, ma che dico molti... milioni... solo alcuni, a dire il vero, mi han chiesto dove andrò, cosa farò. mi pareva brutto dire; non lo so neanch’io... intanto stacco la spina, mi godrò appieno il mio viaggio in spagna, poi vedremo che fare...

dicono che son dispiaciuti che me ne vada, magari invece poi faranno un festone me lo auguro x loro, anzi no . alcuni colleghi non li ho manco salutati, saluterò solo chi veramente mi dispiacerà lasciare, sebbene abbia comunque tutti i contatti, non sarà più come prima.
son convinto che ci voleva un cambiamento, mi ero addormentato, avevo perso alcuni orizzonti, quindi ringrazio questa secchiata di acqua gelida che mi ha destato, ....ma porccccccc

ragassuoli belli quando ci si rivede? non so, conoscendo la mia pigrizia ... siamo a postoooooooo...

è anche un peccato che non abbia mai postato tutto quello che ho visto accadere qui dentro, vi sareste divertiti, come si son divertiti i miei amici ai quali raccontavo storie come fossero barzellette.

il cammino in spagna è di quasi 800km alcuni di voi saranno presenti nei miei pensieri, con qualcuno dovrò pur parlare no? e visto che vado solo, come solo son sempre stato, m inventerò dei monAloghi
a dire il vero parlerò con i vari pellegrini lungo la via, ma solo perché dotato di una pantagruelica fame, abituato a mangiare a qualsiasi ora del giorno e della notte, dovrò catturare qualche preda/pellegrino, da mettere sotto i denti

oibò che mare di cazzate ma guardo fuori... ciò che mi circonda e sto meglio
besos, dinero y suerte malditos companeros




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venerdì 27 giugno 2008 - ore 04:17


frasi e leggi
(categoria: " Vita Quotidiana ")






FRASI FAMOSE


- Beati gli umili, perchè saranno umiliati.

- Beati gli assetati di giustizia, perchè saranno giustiziati.

- Beati gli ultimi, perchè saranno ultimati.

- Il telefono cellulare serve ad avere scocciatori ovunque.

- Murphy è solamente uno che sa leggere tra le righe.

- La cultura è l’unica arma in mano agli idioti con la quale essi possono sperare di battere le persone intelligenti.

- L’uomo si trova sempre di fronte a scelte importanti... e solitamente le sbaglia.

- Chissà qual è stato il trauma infantile che ha indotto Freud a nascondersi dietro l’analisi dei comportamenti altrui.

- In un libro giallo il colpevole è sempre lo scrittore.

- Gli uomini fanno molti sbagli,
Le donne solo due:
tutto ciò che dicono,
tutto ciò che fanno.

- Io sono il set di caricamenti neurali che avviene nel tuo cervello quando tu leggi le lettere in questa frase e pensi a me.

- ANTICA MALEDIZIONE CINESE:
Possano i tuoi desideri essere esauditi.

- Fallo oggi, domani potrebbe essere illegale.

- C’è una teoria che suppone che, se mai qualcuno scoprisse esattamente cos’è l’Universo e perchè esiste, esso scomparirebbe istantaneamente e sarebbe sostituito da qualcosa ancor più bizzarro e inesplicabile.

- C’è un’altra teoria che dice che ciò è già successo. (Douglas Adams, The Hitchhiker’s Guide to the Galaxy)

- È appena stato scoperto che la ricerca causa il cancro nei topi.

- Leggere è pensare con la testa di qualcun altro anziché con la propria.

- La massima ironia della vita è che nessuno ne esce mai vivo. (Robert A. Heinlein)

- Non essere di parte quando giudichi te stesso.

- I professori di chimica non muoiono mai, ma puzzano come se lo fossero!

- I vecchi musicisti non muoiono mai, ma si de-compongono.

- Perché l’universo si dà la pena di esistere? (Stephen W. Hawking)

- Gli uomini ricordano il loro primo bacio dopo che le donne hanno dimenticato l’ultimo...

- Ci sono tre tipi di bugie: Bugie, Menzogne, e Statistiche. (Desraeli)

- Il tempo è solo il modo della natura per impedire alle cose di accadere tutte in una volta.

- Non c’è futuro nei viaggi nel tempo.

- La vera conoscenza sta nel conoscere l’estensione della propria ignoranza. (Confucio)

- Nelle vicinanze della mente, ciò che uno crede vero, o lo è, o lo diventa. (John Lilly)

- Quanti processori IBM ci vogliono per l’esecuzione di un programma?
Dieci. Nove per tenerlo fermo, e uno per tagliargli la testa.

- I politici dovrebbero leggere fantascienza, non westerns o gialli. (Arthur C. Clarke)

- La cosa più incomprensibile del mondo è che è comprensibile. (Albert Einstein)

- Io non so chi ha scoperto l’acqua, ma di certo non è stato un pesce. (John Culkin)

- Se non riesci a impararlo bene, impara a divertirti facendolo male. (Ashleigh Brilliant)

- Lo scopo dell’informatica è costruire qualcosa che duri almeno fino a quando non si sia finito di costruirla.

- I computer non sono intelligenti, sono solamente convinti di esserlo.

- Soldi, non moralità, questo è il principio delle nazioni civilizzate. (Thomas Jefferson)

- Ho visto molti politici paralizzati nelle gambe come me, ma ne ho visti di più paralizzati nella testa. (George Wallace)

- L’amore è una specie di chimica, ma il sesso è sicuramente una specie di fisica.

- È difficile fare delle predizioni, specialmente sul futuro. (Niels Bohr)

- Ci sono cose talmente serie che tu puoi solo giocarci con esse. (Heisenberg)

- L’ideologia dominante è sempre stata l’ideologia della classe dominante. (Karl Marx)

- Ci sono certi favori che possono essere ricambiati solo con l’ingratitudine. (Rhocafaeau)


- Se i soldi non fanno la felicità, figuriamoci la miseria!

- Certa gente cerca di diventare immortale con le proprie opere, io vorrei diventare immortale senza morire. (Woody Allen)

- Ci sono cose piu importanti del vile denaro, ma i ricchi le hanno gia comprate tutte.

- L’esperienza è quella cosa meravigliosa che ti permette di riconoscere uno sbaglio quando lo ripeti. (F. P. Jones)

- L’immaginazione è un’arma nella guerra contro la realtà. (Jules de Gaultier)

- LEGGE DELL’ASTROLOGIA:
È sempre il giorno sbagliato del mese. (Rozanne Weissman)

- Se il cervello fosse così semplice da permerterci di capirlo, noi saremmo così semplici che non lo potremmo capire. (Lyall Watson)

- A che serve il potere se non ne puoi abusare?

- La bisessualità raddoppia le tue possibilità per un appuntamento il sabato sera. (Woody Allen)

- Un liberale è qualcuno troppo povero per essere un capitalista, e troppo ricco per essere un comunista.

- Se Dio avesse voluto che facessimo il sesso in gruppo, ci avrebbe dato più organi. (Malcolm Bradbury)

- La prima parte della nostra vita è rovinata dai nostri genitori, la seconda dai nostri figli. (Clarence Darrow)

- Se credi che l’educazione sia costosa, prova l’ignoranza. (Derek Bok)

- Quelli che parlano, non sanno. Quelli che sanno, non parlano.

- Il valore educativo di moltissimo software cosiddetto "educativo" è in gran parte riservato al programmatore, non all’utente. (Richard Noss)

- Tra due alternative decisamente impossibili, una dev’essere sicuramente la più probabile.


- L’opposto di un’affermazione corretta è un’affermazione falsa.
Ma l’opposto di una profonda verità può essere un’altra profonda verità. (Niels Bohr)

- Che tutto sia differente non implica che qualcosa sia cambiato.

- Quando io vendo liquore, è chiamato contrabbando; quando lo offrono i miei protettori, è chiamata ospitalità. (Al Capone)

- Credo che Dio nel creare l’uomo si sia in qualche modo sopravvalutato. (Oscar Wilde)

- Noi siamo ciò che pretendiamo di essere. (Kurt Vonnegut, Jr)

- Siamo tutti nei bassifondi, ma qualcuno di noi guarda alle stelle. (Oscar Wilde)

- Se gli aborigeni ideassero un test d’intelligenza, presumibilmente tutti i civilizzati occidentali lo fallirebbero. (Stanley Garn)

- Sicuramente ci sono persone disoneste nel governo locale. Ma ci sono persone disoneste anche nel governo nazionale. (Richard M. Nixon)

- Se impediamo la rivoluzione pacifica, renderemo inevitabile la rivoluzione violenta. (John F. Kennedy)

- Ci vuole molto tempo per non capire nulla. (Edward Dahlberg)

- Forse sono fortunato a procedere così lentamente, perchè potrei andare nella direzione sbagliata. (Ashleigh Brilliant)

- I funghi nascono quando piove; ciò spiega la caratteristica forma ad ombrello! (Alphonse Allais)

- Il sesso è ereditario. Se i tuoi genitori non l’hanno mai praticato, ci sono molte probabilità che neanche tu lo farai. (Joseph Fischer)




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domenica 22 giugno 2008 - ore 02:40


canaletto ti amo
(categoria: " Vita Quotidiana ")



Canaletto, L’ingresso al Canal Grande con la Basilica delle Salute, Milano, Collezione Alighiero de’ Micheli, FAI - Fondo per l’Ambiente Italiano


Canaletto, Il Canal Grande dal palazzo Corner Spinelli al ponte di Rialto, Dresda, Gemäldegalerie Alte Meister - Staatliche Kunstsammlungen Dresden


Canaletto, L’ingresso al Canal Grande con la Basilica delle Salute, Milano, Collezione Alighiero de’ Micheli, FAI - Fondo per l’Ambiente Italiano


Canaletto, Il Campo di Rialto, Berlino, Gemäldegalerie, Staatliche Museen zu Berlin - Preussischer Kulturbesitz





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domenica 22 giugno 2008 - ore 01:31


tratto dal libro "il giorno in più" f.volo
(categoria: " Vita Quotidiana ")


"La vita non è ciò che ci accade, ma ciò che facciamo con ciò che ci accade..."

secondo me significa: non siate statici ma dinamici



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venerdì 20 giugno 2008 - ore 04:55


CREDENCIAL -CAMMINO DI SANTIAGO
(categoria: " Vita Quotidiana ")


due documenti "sacri"

al di là dei documenti personali, l’unico passaporto indispensabile e imperdibile per un pellegrino è la Credencial, un semplice cartoncino pieghevole a più ante con una serie di caselle su cui andranno apposti i timbri delle ospitalità raggiunte giorno x giorno. questo documente permette di ottenere le tariffe agevolate dei rifugi (3,4, 5 ...8 euri x letto). questo doc è l’unico che permette di richiedere l’ambita Compostela, la pergamena personale che attesta l’effettivo pellegrinaggio. la Credencial può essere richiesta un mese prima della partenza dall’Italia scrivendo alla Confraternita di San Jacopo di Compostela, via del Verzaro 49, Perugia email santiago@unipg.it 075/5736381 fax 075/5854607; oppure ordinata via web al sito www.confraternitadisanjacopo.it

in alternativa si può ritirare negli albergues della maggior parte delle città da cui s’intraprende il cammino. la Compostela viene rilasciata solo dalla oficina de Acogida de peregrinos, in rua do Vilar 1, vicino alla cattedrale di santiago


tratto dalla rivista seguire n.1 anno 1 mensile fatta benissimo e con ottimi consigli sul viaggio euri 4,90


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mercoledì 18 giugno 2008 - ore 05:35


speriamo porti bene
(categoria: " Vita Quotidiana ")


posto ancora gigi nazionale









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sabato 14 giugno 2008 - ore 03:04


SAN GIGI
(categoria: " Vita Quotidiana ")


13/06 SAN GIGI NON PIù S.ANTONIO
GRAZIE!!!

ma è mai possibile che si debba arrivare sempre con l’acqua alla gola?
per non parlare di arbitraggi, scandalosi!






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