"Son maestro di follia, vivo la mia vita sulla fune che separa la prigione della mente dalla fantasia. Il mio futuro è nel presente ed ogni giorno allegramente io cammino sul confine immaginario dell’orizzonte mentre voi, signori spettatori, mi guardate dalla strada, cuori appesi ad un sospiro per paura che io cada. Ma il mio equilibrio è in cielo come i sogni dei poeti, mai potrei viver come voi che avete sempre la certezza della terra sotto i piedi.
..e ringrazio chi ha disegnato questa vita mia perché mi ha fatto battere nel petto il cuore di un equilibrista."
"..Detesto queste mani intrise di sangue. Detesto ciò che i miei occhi hanno visto.
Fino alle mie ginocchia nella melma e nel fango. Quanto fa male purificarsi.
Ero sempre nei miei pensieri, ma mai al mio fianco. Corri - ma se andrai via dovrai per sempre nasconderti. Così, se devi correre, fallo per un rimedio."
“E quando il mio sguardo si levò verso il mondo infinito alla ricerca dell’occhio divino, il mondo mi fissò con un’orbita vuota e sfondata, e l’eternità giaceva sul caos e lo rodeva e rimasticava se stessa.”
<<Il dolore è un oscuro mare profondo nel quale affogherei, se non guidassi con sicurezza la mia piccola imbarcazione diretto verso un sole che non sorgerà mai.>>
- Lestat de Lioncourt-
"E amerò il rumore del vento nel grano..."
"Sono una stella del firmamento che osserva il mondo, disprezza il mondo e si consuma del proprio ardore.
Io sono il mare di notte in tempesta, il mare urlante che accumula nuovi peccati e agli antichi rende mercede.
Sono dal vostro mondo esiliato di superbia educato, dalla superbia frodato, io sono il re senza corona.
Sono la passione senza parole senza pietre nel focolare, senz’arma nella guerra, è la mia stessa forza che mi ammala."
"L’amore è l’arte più difficile. E scrivere, danzare, comporre, dipingere sono la stessa cosa che amare. Funambolismi. La cosa più difficile è avanzare senza cadere."
"Red as the veins, she likes to swim in floating so gently, through this human misery"
“Camminerai dimenticando, ti fermerai sognando”
* Shadow of the Moon *
Will it hurt?
HO VISTO
Foglie sfidare il vento..
La libertà negli occhi di un lupo..
Il sole tramontare quarantatrè volte..
The seed of a Lunacy..
Dolcettiih!!!
The Perfect Element..
Troppi spettri tra le pieghe delle cose...
E una marea di film!
Faccio spesso indigestione di cinema...dal muto ai giorni nostri.
Registi assolutamente geniali?
David Lynch (Mulholland drive, Lost highway, The elephant man, Eraserhead, Wild at heart, Blue Velvet, The Straight Story, Twin Peaks, Dune, Inland Empire)
Tim Burton (Victor, Nightmare before Christmas, the corpse bride, Ed wood, Edward Scissorhands, Beetlejuice, Mars Attacks, Big Fish, Charlie and the chocolate factory, The Legend of Sleepy Hollow, Batman, Planet of the apes, Sweeney Todd)
Lars Von Trier (Le onde del destino, Dancer in the dark, Dogville, Antichrist, Melancholia)
Darren Aronofsky (Requiem for a dream, The fountain, Black Swan)
Ma qui ci sta bene un elenco più o meno random e pessimamente aggiornato (quando me ne ricordo):
Interview with the vampire, Bram Stoker’s Dracula, Murnau’s Nosferatu, Shadow of the Vampire, W. Herzog’s Nosferatu, The addiction, The hunger, Queen of the damned, The crow, Adele H di Truffaut, Suspiria Profondo rosso e Phenomena di Darione, L’aldilà di Fulci, La casa dalle finestre che ridono, Shining, Dogville, The Matrix, The others, Prendimi l’anima, Legends of the Fall, The lord of the rings, Dead poets society, A Clockwork orange, Pulp fiction, Kill Bill, In the mood for love, Viaggio in Italia, Citizen Kane, Novecento, Rapsodia satanica, Poeti dall’inferno, The Devil’s Advocate, La leggenda del pianista sull’oceano, The Green Mile, Lady Hawk, Psycho, Rear Window, The Birds, Braveheart, The Passion of Christ, Dead man, Highlander, The Princess Bride, The Ninth Gate, Jack the Ripper, The phantom of the opera, Fear and loathing in Las Vegas, House of 1000 corpses, They live, The Bridges of Madison County, The hours, Fried Green Tomatoes, V for vendetta, Neverending story, Indiana Jones, Frankenstein junior, Army of Darkness, Splatters, Non ci resta che piangere, The Hitchhiker’s Guide to the Galaxy, 300, The prestige, Il giardino delle vergini suicide, Requiem for a dream, La bussola d’oro, Dellamorte Dellamore, Into the wild, I am legend, Magnolia, Il tredicesimo guerriero, Let the right one in, District 9, Inception, Shutter Island, ecc... (in aggiornamento)
Sentenced, Moonspell, Type O Negative, Katatonia, Nightwish, Charon, Poisonblack, Pain of Salvation, Nine Inch Nails, Death, Muse, Apocalyptica, Entwine, Dark tranquillity, Blind Guardian, In flames, Paradise Lost, My dying bride, After Forever, Him, Cradle of filth, Dimmu Borgir, Rhapsody, Therion, Tristania, To die for, The 69 eyes, Theatre des vampires, Lacuna Coil, Novembre, Tiamat, Placebo, Dream Theater, Death Dies, Bleed in vain, White skull, Lacrimosa, Depeche Mode, The cure, Bauhaus, Joy Division, Tool, Faith no more, Fantomas, Slipknot, Verdena, Subsonica, Battiato, De Andre’, Beethoven, Rackmaninov, Liszt, ...etc...
E’ Inutile che vi dipingiate di colori che non vi appartengono. Basta una pioggia leggera per lavare via la vernice.
Le mie radici sono nere.
ABBIGLIAMENTO del GIORNO
ORA VORREI TANTO...
"..e ho corso in mezzo ai prati bianchi di luna per strappare ancora un giorno alla mia ingenuità"
"Era una musica selvaggia e indomita, echeggiava tra le colline e riempiva le valli. Provai uno strano brivido lungo la schiena...Non era una sensazione di paura, ma una specie di fremito, come se avessi dei peli sul dorso e qualcuno li stesse accarezzando." A. Orton
la mia stella: "When dusk falls and obscures the sky, you’re the shine of the Northern Star"
"Strange are the ways of the Wolfhearted..."
STO STUDIANDO...
Tutto ciò che ha a che fare con l’Arte! dalla poesia alla letteratura, alla musica, e alle arti plastiche e figurative in senso stretto! Come si può non votare la propria vita a qualcosa di così sublime e immortale? Ma soprattutto…non potrei fare a meno del costante bisogno di scrivere, ossessionata dal terrore che tutto si perda, e che ogni cosa che mi sembra tanto preziosa io non trovi il modo di esprimerla, di renderla importante per me o per qualcun altro... Così...lascio che i pensieri attraversino la mia anima e il mio corpo, scorrendo attraverso le mie vene, come sangue che si tramuta nell’inchiostro che scivola libero sul foglio..come un’emorragia inarrestabile.
"Maledetti, trafitti dalla passione, l’amore ci sopravvive, l’arte ci rende immortali." - J. W. Goethe -
...Siamo storie da raccontare...
...memorie da custodire...
...errori da ricordare...
“Sto diventando sempre meno definito col passare dei giorni. Scomparendo. Beh, potresti dire che sto perdendo la concentrazione, andando alla deriva nell’astratto per quanto riguarda il modo in cui vedo me stesso.
A volte credo di poter vedere direttamente attraverso di me. A volte posso vedere direttamente attraverso di me.
Meno preoccupato riguardo l’adeguarmi al mondo. Il tuo mondo, cioè. Perché non importa più davvero, no, non importa più davvero. Nulla di questo importa più davvero.
Si sono solo, ma dopotutto lo sono sempre stato, per quanto indietro io possa ricordare. Credo che forse sia perché tu non eri mai davvero reale, tanto per cominciare. Io ti ho creato solo per farmi del male.
Ti ho creato solo per farmi del male. Ed ha funzionato. Sì.
Non c’é nessun te. Ci sono solo io. Non c’é nessun fottuto te. Ci sono solo io.
Solamente.
Il più piccolo puntino attirò il mio occhio e si rivelò una piaga. E io avevo questa sensazione bizzarra, come se sapessi che era qualcosa di sbagliato. Ma non riuscivo a lasciarlo stare, continuavo a tormentare la piaga. Era una porta che tentava di sigillarsi, ma io mi ci sono arrampicato attraverso.
Ora sono in un qualche luogo in cui non dovrei essere, e posso vedere cose che so che non dovrei vedere.
E ora so il perché, ora, ora so perché le cose non sono belle dentro.
Only.”
OGGI IL MIO UMORE E'...
Instabile...
"You cannot kill what you did not create. All I’ve got... all I’ve got is insane!"
"Ieri ho passeggiato per le strade come una qualsiasi persona. Ho guardato le vetrine spensieratamente e non ho incontrato amici con i quali parlare. D’improvviso mi sono sentito triste, mortalmente triste, così triste che mi è parso di non poter vivere un altro giorno ancora, e non perché potessi morire o uccidermi, ma solo perché sarebbe stato impossibile vivere il giorno dopo, e questo è tutto.
Fumo, sogno, adagiato sulla poltrona. Mi duole vivere in una situazione di disagio. Debbono esserci isole verso il sud delle cose dove soffrire è qualcosa di più dolce, dove vivere costa meno al pensiero, e dove è possibile chiudere gli occhi e addormentarsi al sole e svegliarsi senza dover pensare a responsabilità sociali né al giorno del mese o della settimana che è oggi.
Do asilo dentro di me come a un nemico che temo d’offendere, un cuore eccessivamente spontaneo che sente tutto ciò che sogno come se fosse reale; che accompagna col piede la melodia delle canzoni che il mio pensiero canta, tristi canzoni, come le strade strette quando piove."
- F. Pessoa -
"Una volta aveva foreste e montagne che erano solo sue, e lo ascoltavano. Una volta voleva correre attraverso giorni d’estate catturando ricordi per gli anni a venire. Ora sta vestendo questo nudo pavimento con la sua carne e il suo sangue, e il tempo passa. Il suo traffico di dolore potrebbe averlo solo guidato a trattare con le conseguenze, per qualche cambiamento, mentre il tempo scorre.
Io sono il bambino risvegliato (indugiando, arrampicandomi, avvinghiandomi, afferrando, bramando, lacerando, ferendo, cadendo) Io, il figlio ribelle di un lago di montagna. (di gelide lacrime liquefatte, della silenziosa Terra) (di una sbiadita palpebra, di un vento senza ali) (di una tempesta senza occhi, di Dei caduti, che hanno perso la propria strada)
Mi do alle fiamme per creare l’elemento perfetto."
- Daniel Gildenlöw -
... Live that you might find the answers You can’t know before you live...
Love and life will give you chances. From your flaws learn to forgive.
"Forse sono l’uomo con le leggendarie quattro mani Per toccare, per curare, implorare e strangolare. Ma io non so chi sono, e tu ancora non sai chi sono..." F. R.
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sabato 30 luglio 2011 - ore 18:14
sear me
(categoria: " Vita Quotidiana ")
"Ho sempre rifiutato di essere compreso. Essere compreso significa prostituirsi. Preferisco essere preso seriamente per quello che non sono, ignorato umanamente con decenza e naturalezza."
Il silenzio che proviene dal rumore della pioggia si diffonde, in un crescendo di grigia monotonia, nella via stretta che sto fissando. Sto dormendo, sveglio, in piedi contro il vetro, su cui mi appoggio come se fosse tutto. Mi chiedo che sensazioni sono quelle che provo alla vista di questo cadere livido di pioggia opacamente luminosa che si evidenzia sulle facciate sporche e, ancor più, sulle finestre aperte. E non so cosa sento, non so cosa voglio sentire, non so cosa penso né cosa sono.
Tutta l’amarezza ritardata della mia vita sveste, ai miei occhi senza sensazione, l’abito di allegria naturale di cui fa uso nelle evenienze prolungate di ogni giorno. Noto che, pur tante volte allegro, tante volte contento, sono sempre triste. E ciò che in me verifica questo è dietro di me, come se si sporgesse sul mio appoggiarmi alla finestra, e osserva da sopra le mie spalle, o persino da sopra la testa, con occhi più intimi dei miei, la pioggia lenta, ormai un po’ ondulata, che filigrana di movimento l’aria grigia e uggiosa.
Abbandonare tutti i doveri, anche quelli che non ci toccano, ripudiare tutti i focolari domestici, anche quelli che non sono mai stati nostri, vivere di indeterminatezza e di tracce, tra grandi porpore di follia, merletti falsi di follia, merletti falsi di maestà sognante…Essere qualche cosa che non senta l’uggia della pioggia esterna, nè l’amarezza della vacuità intima... Vagare senza anima e pensiero, sensazione priva di se stessa, per strade che contornano montagne, per valli nascoste fra pendii impervi, lontano, immerso e fatale…Perdersi in paesaggi come quadri. Non essere costituito di lontananza e colori…
Un soffio lieve di vento, che dietro la finestra non sento, squarcia in dislivelli aerei la caduta rettilinea della pioggia. Si rischiara una parte del cielo che non vedo. Lo noto perchè, dietro i vetri sporchi della finestra di fronte, già scorgo là dentro seppure vagamente il calendario alla parete, che finora non vedevo. Dimentico. Non vedo, non penso.
Cessa la pioggia, e di essa resta, per un momento, un pulviscolo di diamanti piccolissimi, come se, in alto, qualcosa come una grande tovaglia si scuotesse azzurramente da queste briciole. Si sente che parte del cielo si è già aperta.
(F.Pessoa - Il libro dell’inquietudine)
"Riversati dentro me, il nostro momento si avvicina così vicino, che sospiro.
Quale pericolo in un tale adulatore? Noi danziamo e la musica muore. Noi li portiamo tutti via, mentre scivoliamo dentro i loro sguardi perduti.
Tu mi sollevi al di sopra di me stessa, con lo spettrale lago della tua mente. Destati dal tuo sonno nelle mie braccia. La tua bellezza ha preso la mia forza.
Nei prati del Paradiso, noi corriamo fra le stelle. Romanticismo nei nostri sensi.
Noi siamo senza scuse. Bruciamo nella nostra lussuria. Moriamo nei nostri occhi e affoghiamo nelle nostre braccia."
tutti i giorni sono il primo e l’ultimo giorno del mondo
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Non lo so con certezza, ma immagino che una donna e un uomo un giorno si innamorano,
rimangono soli a poco a poco, qualcosa nei loro cuori dice loro che sono soli, soli sulla terra si penetrano, vanno uccidendosi l’un l’altro.
Tutto accade in silenzio. Come si forma la luce dentro l’occhio. L’amore unisce i corpi. In silenzio vanno riempiendosi l’un l’altro.
Un giorno si svegliano, sopra le loro braccia; allora pensano di sapere tutto. Si vedono nudi e sanno tutto.
(Non lo so con certezza. Lo immagino).
J. Sabines
"Dolce è il dolore che porti negli occhi, quanto il perdersi dentro di te. Ed il lieve infuriare di rabbia che porti aggrappata alla fragilità.
Dormi che è meglio pensarci domani alla muta distanza che scorre tra noi quando non sei vicino a scaldare i miei sogni, quando i sogni nemmeno son qui.
Dormi che è meglio dormi che è meglio così.
Non immagini quanto sia dolce sfiorare dai tuoi incerti sorrisi la felicità. Anche solo per pochi secondi capire che qualcosa di buono c’è in me.
Dormi che è meglio dormi che è meglio per noi. Dormi che è meglio dormi che è meglio così."
"Do you expect me? To be or believe you? Do you accept me? When its me you can see through?
Are you keeping safe distance? Are you arms length away? Are you keeping safe distance? Holding me arms length away? Are you there, can someone answer me?
Closer, closer, closer. Closer, closer, closer.
Do you expect me? To keep from crawling back. Do you accept me? When we both know my past.
Am I keeping safe distance? Pushing you arms length away? Am I keeping safe distance? Oh, its you that feels betrayed. Are you there, can someone answer me? Come where I can see.
Closer, closer, closer. Closer, closer, closer. I know youre out there somewhere. Come where I can see. Closer, closer, closer to me.
Come closer. Come closer. Come closer.
Closer, closer, closer. Closer, closer, closer. Are you out there somewhere? Go where I can see. Closer, closer, closer to me."
Anberlin – Closer
Chi l’ha detto che non posso più permettermi nemmeno un surrogato di stelle? E’ bello avere qualcosa che ti dia la buonanotte.
un brandello di bufera
(categoria: " Vita Quotidiana ")
“As I search through the ashes For someone to blame I’m afraid to see my face As I walk through the ashes I whisper your name Meeting you have forced me To meet myself
It all comes back to me
Face to the ground Heart in their mouth Foreheads hit the pavement Again - numb - again Sharing my hostility A streetful of insanity This is payback for every Tear in me, hole in me Black in me - black!
Memory history agony Let me see that hideous Idioglossia that formed me
Despite all these words Not one could express What I had inside…”
- Daniel Gildenlow -
Pesante orgoglio e rigida intransigenza. Ci si costruisce un cuore di pietra e non si lascia più entrare chi avrebbe le capacità per farlo.
E me ne rendo conto solo adesso che non ti ho lasciato più neanche provare. Che in fin dei conti sarebbe bastato poco, che avevo girato la clessidra prima ancora di annunciare il via. Che non ho dato tempo, non ho voluto tempo, e ho lasciato partire la tempesta invece di ritornare al mio porto sicuro.
Troppo tardi, e l’inflessibilità testarda che ci si costruisce addosso si trasforma in una crosta di pelle dura che non viene più via senza rischiare di fare un male dannato. E io di scarnificarmi non ne ho più voglia.
Non ho nemmeno voglia di vedere se ti tengo ancora lì nel flusso del sangue dentro le vene, o se c’è posto per ricominciare ad aprirle e lasciarci scorrere chi è così folle da volerci entrare. Ma ho ancora in mano la clessidra e probabilmente faccio nuovi errori, dimenticando di continuo che se la lascio rompersi alla fine chi si fa più male sono io.
E penso di aver bisogno di perdonare i fantasmi, solo perché spero un giorno di riuscire a perdonare anche me.
“Eppure ognuno uccide la cosa che ama, tutti lo devono sapere,
c’è chi lo fa con uno sguardo e chi con le lusinghe, il codardo può farlo con un bacio, chi ha coraggio usa la spada!
Molti uccidono l’amore da giovani, altri nella vecchiaia,
C’è chi ama troppo poco e chi troppo a lungo, certi vendono, altri comprano.
C’è chi compie l’atto tra le lacrime e chi senza un sospiro.
Perché ciascuno uccide l’oggetto del suo amore, ma non tutti ne muoiono.”
- Oscar Wilde -
“…e se ciò non accadrà, tu vivrai lo stesso nei miei sogni o nei miei incubi, nelle mie parole, sulla punta della mia penna, nel buio dei miei momenti di solitudine, nella neve che continuerà a cadere ogni anno a dicembre, e nella corrente di pensieri che ogni notte precede il sonno… …La vita può smontare, distruggere e spazzare via tutti i miei sogni, ma non questo…” “…sarà bello un giorno poter dire di essere stata felice: sarebbe un bel vanto di vecchiaia, non credi?...”
"Erano le tre del mattino e la città se ne stava affogata nel bitume della propria notte. Nella schiuma dei propri sogni. Nella merda della propria insonnia."
- Schifezze - rispose. - Cosa sono le schifezze? - Sono cose che nella vita non bisogna fare. - E ce n’è tante? - Dipende. Se uno ha molta fantasia, può fare molte schifezze. Se uno è scemo magari passa tutta la vita e non gliene viene in mente neppure una. La cosa si complicava. Pekisch se ne accorse. Si tolse gli occhiali e lasciò perdere Jobbard, i tubi e le altre storie.
- Mettiamola così. Uno si alza al mattino, fa quel che deve fare e poi la sera va a dormire. E lì i casi sono due: o è in pace con se stesso, e dorme, o non è in pace con se stesso e allora non dorme. Capisci? - Sì. - Dunque bisogna arrivare alla sera in pace con se stessi. Questo è il problema. E per risolverlo c’è una strada molto semplice: restare puliti. - Puliti? - Puliti dentro, che vuol dire non aver fatto niente di cui doversi vergognare. E fin qui non c’è niente di complicato. - No.
- IL complicato arriva quando uno si accorge che ha un desiderio di cui si vergogna: ha una voglia pazzesca di qualcosa che non si può fare, o è orrendo, o fa del male a qualcuno. Okay? - Okay. - E allora si chiede: devo starlo a sentire questo desiderio o devo togliermelo dalla testa? - Già. - Già. Uno ci pensa e alla fine decide. Per cento volte se lo toglie dalla testa, poi arriva il giorno che se lo tiene e decide di farla quella cosa di cui ha tanta voglia: e la fa: ed eccola lì la schifezza. - Però non dovrebbe farla, vero, la schifezza? - No.
Ma sta’ attento: dato che noi non siamo calzini ma persone, non siamo qui con il fine principale di essere puliti. I desideri sono la cosa più importante che abbiamo e non si può prenderli in giro più di tanto.
Così, alle volte, vale la pena di non dormire pur di star dietro a un proprio desiderio. Si fa la schifezza e poi la si paga.
E solo questo è davvero importante: che quando arriva il momento di pagare uno non pensi a scappare e stia lì, dignitosamente, a pagare. Solo questo è importante.
- A. Baricco -
Si cambiano i nomi alle cose per non doverle più sentire proprie, per scrollarsele di dosso e svoltare al prossimo incrocio con noncuranza, voltandosi solo di tanto in tanto per essere certi di aver lasciato alle spalle sufficiente distanza. La potrei chiamare scelta, ma è sempre e soltanto una fuga che resta. E mi sembra quasi impossibile che nessuno l’abbia compreso, tanto è banale. Perché restare ancora sarebbe stato impossibile, perché tutto intorno ogni minimo dettaglio di vita, accumulata con tanta cura, aveva iniziato ad urlarmi nella testa con una veemenza implacabile. Ed è vero che c’era uno strano sentore di rifugio che nonostante tutto rimaneva accogliente, ma iniziava a puzzare di morte e di dimenticanza, di qualcosa che non si sarebbe potuto mai più rigenerare alla luce e all’aria pulita.
Non riesco a staccare niente, nemmeno a spostare qualcosa. Quando mi sveglio non capisco dove sono, e in quella confusione momentanea pezzi di vita si sovrappongono e si frantumano l’uno contro l’altro, lasciandomi attonita e senza difese a fissare i muri. Ma tutto quell’inchiostro sa bene come ricordarmi chi ero, e man mano che riprende la sua forma familiare, mi accorgo che ha uno strano modo di cullarmi, facendomi sentire nonostante tutto ancora sicura e protetta. Anche se puzza di morte, sì. Anche se è solo un’illusione.
Ricollegare i pensieri e tornare alla realtà è una violenza che mi pesa più del solito, ma una volta accettate le cose così come stanno è quasi un sollievo avere tutto quel casino a cui pensare. Tutto un casino che in fin dei conti è solo nella mia testa, e che probabilmente non ho alcuna intenzione di risolvere.
Il fatto è che non so come spiegarlo che ho iniziato a truccarmi troppo solo perché così mi costringevo a non piangere ogni volta che quel groppone proprio non riuscivo a soffocarlo. Che ho ricominciato ad ascoltare i Sentenced prima di dormire come tanti anni fa, perché avevo di nuovo quella paura fottuta e lui non c’era più per farmela passare. Che non mi aspetto più niente perché ho già avuto troppo, che non racconto più il mio amore agli altri come se fosse una favola, e ho smesso di riempire le pagine di sogni. Che ogni tanto aspetto ancora sveglia la buonanotte, perché prima di dormire si dovrebbe sempre concedersi un attimo per un breve addio, così che niente sia mai scontato, neanche il giorno che finisce ogni volta, senza poter seriamente pensare che ricomincerà.
No, non so come spiegarlo e non so nemmeno se qualcuno potrebbe capirlo. Che vorrei tutto eppure non mi aspetto niente. Che so che saremo soli sempre e ho così poche immagini che vorrei non cancellare mai. Tutte immagini senza futuro.
Ma è importante restare lì quando è ora di pagare. Non si possono prendere troppo in giro i desideri. Solo questo è importante.
“Se leggera ti farai io sarò vento per darti il mio sostegno senza fingere
se distanza ti farai io sarò asfalto impronta sui tuoi passi senza stringere mai.
Se battaglia ti farai io starò al fianco per darti il mio sorriso senza fingere
se dolore ti farai io starò attento a ricucire i tagli senza stringere mai.
Fuori è un giorno fragile ma tutto qui cade incantevole come quando resti con me.
Se innocenza ti farai io sarò fango che tenta la tua pelle senza bruciare.
Se destino ti farai io sarò pronto per tutto ciò che è stato a non rimpiangere mai.
Fuori è un giorno fragile ma tutto qui cade incantevole come quando resti con me.
Fuori è un mondo… fragile. Fuori è un giorno… fragile Fuori è un mondo… fragile.”
Affanculo il ventaglio, chè è tempo di brezza
(categoria: " Vita Quotidiana ")
"Fino al tuo schianto Finchè non bruci Finchè menti Finchè impari Finchè vedi Finchè credi Finchè combatti Finchè cadi Fino alla fine di ogni cosa Finchè muori Finchè sei vivo
Non salvarmi, Non salvarmi, Non mi interessa Non salvarmi, Non salvarmi, Non mi interessa
Finchè dai Fino a quello che hai usato Fino a quello che hai perso Finchè perdi Finchè vedi, come puoi credere? Fino alle mille volte che hai vissuto Fino a ciò che hai visto dall’altra parte Questa è la mia possibilità
Non salvarmi, Non salvarmi, Non mi interessa Non salvarmi, Non salvarmi, Non mi interessa
Fino alla verità che diviene bugia Fino al tuo cambiamento, fino alla tua negazione Finchè credi
Questa è la mia possibilità La prenderò perchè ora posso Questa è la mia possibilità. La voglio ora.
Non salvarmi, Non salvarmi, Non mi interessa Non salvarmi, Non salvarmi, Non mi interessa
Salvami, Salvami, Salvami Salvami, Salvami, Salvami non mi interessa."
Al quinto giorno, sempre grazie alla pecora, mi fu svelato questo segreto della vita del piccolo principe. Mi domando’ bruscamente, senza preamboli, come il frutto di un problema meditato a lungo in silenzio: "Una pecora se mangia gli arbusti, mangia anche i fiori?" "Una pecora mangia tutto quello che trova".
"Anche i fiori che hanno le spine?" "Si. Anche i fiori che hanno le spine".
"Ma allora le spine a che cosa servono?"
Non lo sapevo. Ero in quel momento occupatissimo a cercare di svitare un bullone troppo stretto del mio motore. Ero preoccupato perche’ la mia panne cominciava ad apparirmi molto grave e l’acqua da bere che si consumava mi faceva temere il peggio.
"Le spine a che cosa servono?" Il piccolo principe non rinunciava mai a una domanda che aveva fatta. Ero irritato per il mio bullone e risposi a casaccio: "Le spine non servono a niente, e’ pura cattiveria da parte dei fiori". "Oh!" Ma dopo un silenzio mi getto’ in viso con una specie di rancore: "Non ti credo! I fiori sono deboli. Sono ingenui. Si rassicurano come possono. Si credono terribili con le loro spine..." Non risposi. In quel momento mi dicevo: "Se questo bullone resiste ancora, lo faro’ saltare con un colpo di martello".
Il piccolo principe disturbo’ di nuovo le mie riflessioni. "E tu credi, tu, che i fiori..." "Ma no! Ma no! Non credo niente! Ho risposto una cosa qualsiasi. Mi occupo di cose serie, io!" Mi guardo’ stupefatto. "Di cose serie!" Mi vedeva col martello in mano, le dita nere di sugna, chinato su un oggetto che gli sembrava molto brutto. "Parli come i grandi!" Ne ebbi un po’ di vergogna. Ma, senza pieta’, aggiunse: "Tu confondi tutto... tu mescoli tutto!"
Era veramente irritato. Scuoteva al vento i suoi capelli dorati. "Io non conosco un pianeta su cui c’e’ un signor Chermisi. Non ha mai respirato un fiore. Non ha mai guardato una stella. Non ha mai voluto bene a nessuno. Non fa altro che addizioni. E tutto il giorno ripete come te: <Io sono un uomo serio! Io sono un uomo serio!> e si gonfia di orgoglio. Ma non e’ un uomo, e’ un fungo!" "Che cosa?" "Un fungo!"
Il piccolo principe adesso era bianco di collera. "Da migliaia di anni i fiori fabbricano le spine . Da migliaia di anni le pecore mangiano tuttavia i fiori. E non e’ una cosa seria cercare di capire perche’ i fiori si danno tanto da fare per fabbricarsi delle spine che non servono a niente? Non e’ importante la guerra fra le pecore e i fiori? Non e’ piu’ serio e piu’ importante delle addizioni di un grosso signore rosso?
E se io conosco un fiore unico al mondo, che non esiste da nessuna parte, altro che nel mio pianeta, e che una piccola pecora puo’ distruggere di colpo, cosi’ un mattino, senza rendersi conto di quello che fa, non e’ importante questo!"
Arrossi’, poi riprese: "Se qualcuno ama un fiore, di cui esiste un solo esemplare in milioni e milioni di stelle, questo basta a farlo felice quando lo guarda. E lui si dice: <Il mio fiore e’ la’ in qualche luogo> Ma se la pecora mangia il fiore, e’ come se per lui tutto a un tratto, tutte le stelle si spegnessero! E non e’ importante questo!"
Non pote’ proseguire. Scoppio’ bruscamente in singhiozzi. Era caduta la notte. Avevo abbandonato i miei utensili. Me ne infischiavo del mio martello, del mio bullone, della sete e della morte.
Su di una stella, un pianeta, il mio, la Terra, c’era un piccolo principe da consolare! Lo presi in braccio. Lo cullai. Gli dicevo: "Il fiore che tu ami non e’ in pericolo ... Disegnero’ una museruola per la tua pecora... e una corazza per il tuo fiore... Io... " Non sapevo bene che cosa dirgli. Mi sentivo molto maldestro.
Non sapevo bene come toccarlo, come raggiungerlo... Il paese delle lacrime e’ cosi’ misterioso.
"Avrei dovuto non ascoltarlo" mi confidò un giorno "non bisogna mai ascoltare i fiori".
Basta guardarli e respirarli. Il mio, profumava il mio pianeta, ma non sapevo rallegrarmene. I fiori sono così contraddittori!
Non sono niente. Non sarò mai niente...
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Non posso volere d’essere niente. A parte ciò ho in me tutti i sogni del mondo.
“Se ricordo chi fui, diverso mi vedo, e il passato è il presente della memoria. Chi sono stato è qualcuno che amo, ma soltanto nei sogni.
È la nostalgia che m’affligge la mente, non è mia né del passato veduto, ma di chi abito dietro gli occhi ciechi.
Nulla, se non l’istante, mi conosce. Nulla il mio stesso ricordo, e sento che chi sono e chi sono stato sono sogni differenti.”
- F. Pessoa -
Nulla. Un residuo svanito, perduto, lasciato lì da qualche parte. E’ andata così. E chiunque sia stato a sognarlo, adesso s’è svegliato. Un po’ come quando ci si desta dal sonno la mattina con la convinzione di essere in tutt’altro luogo.
Sogni duri, sogni reali, quelli che ti lasciano addosso la spossatezza dell’esistere nel senso più fisico del termine. Quelli che ti fanno stringere i denti e continuare su una strada che non è migliore delle altre, ma è la “tua” strada, e come con tutte le cose un po’ ti ci affezioni e decidi che ti va bene così.
Quei sogni che ti fanno alzare la mattina senza illusioni, che non ti chiedono di aspettarti nulla da nessuno se non da te stesso, che costruiscono tasselli di un rifugio più o meno sicuro in cui speri un giorno di trovare riposo.
“chi sono e chi sono stato sono sogni differenti” Ma chi sono stato come sognava? Aveva le stelle, questo lo so di per certo. E bolle di sapone e nuvole piene di immagini felici. E temporali e bufere di tristezza, e navi lasciate alla deriva a naufragare per averle troppo sospinte coi venti del desiderio.
Non erano sogni meno duri o reali, erano semplicemente più belli. Quei sogni che però alla fine ti lasciano il nulla. Il vuoto dei fallimenti e degli errori, le colpe della voglia di vivere troppo.
E’ come l’eclissi che arriva a sconvolgere gli equilibri di un gioco perfetto tra i personaggi che hai imparato ad amare, e improvvisamente tutto va a puttane, mentre continui a inveire chiedendoti perché dovesse finire proprio così. Poi continui a girare le pagine e ti accorgi che tutto cambia, che nessuno di loro sarà più lo stesso, che hanno le stesse facce eppure sono così diversi. Devono diventare diversi.
I sogni schiantati al suolo e calpestati dall’esistenza non sono più belli come prima. Li raccogli con cura, ma se ne restano lì un po’ stropicciati a fare la loro discreta figura mai più perfetta. Così ti convinci che ora siano semplicemente più duri, più reali, come dice quella psicologa che ti piace tanto. E sarebbe brutto ammettere che semplicemente non sono più “sogni”.
E’ vita, quell’esistenza fisica e banale che si perde nel quotidiano mentre stai lì a chiederti se stai ancora lasciando tracce da qualche parte oppure no. Quella quotidianità che ti sembra anche bella a volte, che ti riempie la mente e lascia tranquillo il cuore, permettendoti di affermare con discreta autorevolezza che in fin dei conti sono solo “sogni differenti”.
Eppure lo sai che la tempesta non si esaurisce mai, che cambia solo lidi, pronta a tornare per toglierti il respiro. La verità è che lo vorresti dannatamente qualcosa che ti togliesse il respiro, ma i sogni adesso sono reali. Duri e reali. Tu non sogni più, ma nemmeno gli altri hanno più voglia di sognare con te. E tu non hai più voglia di illuderti. E allora come fai a chiamarli ancora sogni?
E’ una bella bugia. E te la farai andare bene finché quei sogni non si avvereranno. Anche se non dovesse succedere mai.
“Disteso nel letto, sveglio la notte e pensi alla tua vita. Vorresti essere diverso? Cerchi di lasciar uscire la verità, le battaglie della tua gioventù perchè questo è solo un gioco.
È una bellissima bugia una perfetta negazione una così bella bugia in cui credere così bella, mi rende bella.
È il momento di dimenticare il passato lavare via quello che è successo ultimamente nascondersi dietro uno sguardo vuoto non chiedere troppo, dillo solamente perchè questo è solo un gioco.
È una bellissima bugia una perfetta negazione una così bella bugia in cui credere così bella, mi rende bella.
Tutti mi guardano sto correndo attorno in circoli una calma disperazione cresce devo ricordare che questo è solo un gioco
È una bellissima bugia una perfetta negazione una così bella bugia in cui credere così bella, mi rende bella così bella, bella, bella...”
I knew all the rules...
(categoria: " Vita Quotidiana ")
...but the rules did not know me.
"In tempi duri dobbiamo avere sogni duri, sogni reali, quelli che, se ci daremo da fare, si avvereranno"
- Clarissa Pinkola Estes -
"Nessuna paura, nessuna sofferenza Non é rimasto nessuno da biasimare Voglio provarci da solo Farmi da solo il mio destino Ho imparato a liberare la mente Ora devo trovare me stesso Ancora una volta
Se potessi volare Come il re del cielo Non poter ruzzolare ne cadere vorrei disegnare tutto questo
Se potessi volare Guardare il mondo attraverso i miei occhi non inciamperei e non fallirei volerei verso paradisi se potessi volare ma sono qui tutto solo
ho dei sogni dentro me ho bisogno di realizzarli la mia fede é cresciuta non ho paura dellignoto non piu
se potessi volare come il re del cielo Non poter ruzzolare nè cadere vorrei disegnare tutto questo
Se potessi volare guardare il mondo attraverso i miei occhi non inciamperei e non fallirei potrei devastare la mia prigione se potessi volare
se potessi, se potessi volare come il re del cielo Non poter ruzzolare ne cadere vorrei disegnare tutto questo
Se potessi volare Guardare il mondo attraverso i miei occhi non inciamperei e non fallirei volerei verso paradisi
Se potessi volare Guardare il mondo attraverso i miei occhi non inciamperei e non fallirei potrei devastare la mia prigione se potessi volare.."
Helloween - If I could fly
“…e se questo cuore non vorrà più sentire, io me lo strapperò dal petto con le mie mani, e lo caccerò come un servo infedele”.
Gonna see my friends
(categoria: " Vita Quotidiana ")
"Quando qualcosa è oscuro, permettimi di fare un po di luce quando qualcosa è freddo, lascia che accenda un piccolo fuoco se qualcosa è vecchio, voglio donargli nuova luce se qualcosa è perso, combatterò per riaverlo indietro Yeah Yeah Yeah Yeah combatterò per riaverlo indietro Yeah Yeah Yeah Yeah
Quando qualcosa è rotto, voglio provare ad aggiustarlo un pò quando qualcosa è annoiato, voglio provare a farlo emozionare se qualcosa è giù, voglio sollevarlo un po quando qualcosa è perso, voglio combattere per riaverlo indietro Yeah Yeah Yeah Yeah combatterò per riaverlo indietro Yeah Yeah Yeah Yeah
Quando i segnali si incorciano, voglio metterli in ordine se non cè amore, voglio provare ad amare nuovamente dirò le tue preghiere, starò al tuo fianco brucierò, in modo da illuminare tutto quanto scaverò la tua tomba balleremo e canteremo ciò che è rimasto potrebbe essere unultima possibilità di avere una vita
"Lo stordimento che mi provocò la vita; lidea che la vita fosse così semplice e possa sempre esserlo, per poco che si sia noi abbastanza semplici da accettarla."
"Inutile chiedersi che lago protetto da aironi si trovava nellaltra vallata, o rimpiangere i canti del bosco che non avevo attraversato. Inutile chiedersi dove potevano portare altre strade,
dato che portavano altrove; poiché è solo qui e ora la mia vera destinazione. È dolce il fiume nella tenera sera e tutti i passi della vita mi hanno portata a casa."
- R. Bidgood -
"La poesia notturna vestita nell’argento candidissimo, mi sorrideresti Ogni notte aspetto la mia dolce Selene
Ma, ancora…
La solitudine è sopra la mia pelle Una vita che è limitata dalle catene della realtà Mi lasceresti essere il tuo Endimione?
Vorrei fare il bagno nella tua luce luna, e dormire in pace incantato da tuo bacio nel sonno eterno
Ma finché ci uniamo viviamo per quella notte aspettiamo il tempo due anime si avvinghiano
Nello squarcio della nuova alba la mia speranza è perduta Le ombre, scompariranno ma sono sempre nella penombra senza te…
Sereno e silenzioso il cielo i raggi della luna stanno danzando con la marea una vista perfetta, un mondo divino
E io…
Il più solitario bambino vivo sempre in attesa, in cerca della mia rima sono ancora solo nel cuore della notte
Silenzioso mi stendo con un sorriso sul viso l’apparenza inganna e il silenzio tradisce
Mentre aspetto l’ora il mio sogno si anima Sempre lontano dagli occhi ma mai lontano dal cuore
E sotto la luna calante ti desidero ancora solo contro la luna La solitudine sono io
Alla fine, sono schiavizzato dal mio sogno Alla fine, non c’è un’anima che vorrebbe sanguinare per me
Nascosto dalla luce del giorno, sono chiuso nella mia caverna intrappolato in un sogno che sta lentamente diventando un incubo dove sono tutto solo La vita è veniale quando sei solamente un sogno il libro è ancora aperto, le pagine sono vuote come me…
Mi aggrappo ad una speranza che inizia a svanire Cìcerco di rompere la desolazione che odio
Ma finché ci uniamo viviamo per quella notte aspettiamo il tempo Due anime si avvinghiano
Nello squarcio della nuova alba la mia speranza è perduta non ci incontreremo mai solo la tristezza ed io
Questa è la mia ultima chiamata il mio crepuscolo Affogo nel tempo divento la notte
Dalla luce del nuovo giorno scomparirò La realtà taglia a fondo Sanguineresti con me Selene mia?"