"Son maestro di follia, vivo la mia vita sulla fune che separa la prigione della mente dalla fantasia. Il mio futuro è nel presente ed ogni giorno allegramente io cammino sul confine immaginario dell’orizzonte mentre voi, signori spettatori, mi guardate dalla strada, cuori appesi ad un sospiro per paura che io cada. Ma il mio equilibrio è in cielo come i sogni dei poeti, mai potrei viver come voi che avete sempre la certezza della terra sotto i piedi.
..e ringrazio chi ha disegnato questa vita mia perché mi ha fatto battere nel petto il cuore di un equilibrista."
"..Detesto queste mani intrise di sangue. Detesto ciò che i miei occhi hanno visto.
Fino alle mie ginocchia nella melma e nel fango. Quanto fa male purificarsi.
Ero sempre nei miei pensieri, ma mai al mio fianco. Corri - ma se andrai via dovrai per sempre nasconderti. Così, se devi correre, fallo per un rimedio."
“E quando il mio sguardo si levò verso il mondo infinito alla ricerca dell’occhio divino, il mondo mi fissò con un’orbita vuota e sfondata, e l’eternità giaceva sul caos e lo rodeva e rimasticava se stessa.”
<<Il dolore è un oscuro mare profondo nel quale affogherei, se non guidassi con sicurezza la mia piccola imbarcazione diretto verso un sole che non sorgerà mai.>>
- Lestat de Lioncourt-
"E amerò il rumore del vento nel grano..."
"Sono una stella del firmamento che osserva il mondo, disprezza il mondo e si consuma del proprio ardore.
Io sono il mare di notte in tempesta, il mare urlante che accumula nuovi peccati e agli antichi rende mercede.
Sono dal vostro mondo esiliato di superbia educato, dalla superbia frodato, io sono il re senza corona.
Sono la passione senza parole senza pietre nel focolare, senz’arma nella guerra, è la mia stessa forza che mi ammala."
"L’amore è l’arte più difficile. E scrivere, danzare, comporre, dipingere sono la stessa cosa che amare. Funambolismi. La cosa più difficile è avanzare senza cadere."
"Red as the veins, she likes to swim in floating so gently, through this human misery"
“Camminerai dimenticando, ti fermerai sognando”
* Shadow of the Moon *
Will it hurt?
HO VISTO
Foglie sfidare il vento..
La libertà negli occhi di un lupo..
Il sole tramontare quarantatrè volte..
The seed of a Lunacy..
Dolcettiih!!!
The Perfect Element..
Troppi spettri tra le pieghe delle cose...
E una marea di film!
Faccio spesso indigestione di cinema...dal muto ai giorni nostri.
Registi assolutamente geniali?
David Lynch (Mulholland drive, Lost highway, The elephant man, Eraserhead, Wild at heart, Blue Velvet, The Straight Story, Twin Peaks, Dune, Inland Empire)
Tim Burton (Victor, Nightmare before Christmas, the corpse bride, Ed wood, Edward Scissorhands, Beetlejuice, Mars Attacks, Big Fish, Charlie and the chocolate factory, The Legend of Sleepy Hollow, Batman, Planet of the apes, Sweeney Todd)
Lars Von Trier (Le onde del destino, Dancer in the dark, Dogville, Antichrist, Melancholia)
Darren Aronofsky (Requiem for a dream, The fountain, Black Swan)
Ma qui ci sta bene un elenco più o meno random e pessimamente aggiornato (quando me ne ricordo):
Interview with the vampire, Bram Stoker’s Dracula, Murnau’s Nosferatu, Shadow of the Vampire, W. Herzog’s Nosferatu, The addiction, The hunger, Queen of the damned, The crow, Adele H di Truffaut, Suspiria Profondo rosso e Phenomena di Darione, L’aldilà di Fulci, La casa dalle finestre che ridono, Shining, Dogville, The Matrix, The others, Prendimi l’anima, Legends of the Fall, The lord of the rings, Dead poets society, A Clockwork orange, Pulp fiction, Kill Bill, In the mood for love, Viaggio in Italia, Citizen Kane, Novecento, Rapsodia satanica, Poeti dall’inferno, The Devil’s Advocate, La leggenda del pianista sull’oceano, The Green Mile, Lady Hawk, Psycho, Rear Window, The Birds, Braveheart, The Passion of Christ, Dead man, Highlander, The Princess Bride, The Ninth Gate, Jack the Ripper, The phantom of the opera, Fear and loathing in Las Vegas, House of 1000 corpses, They live, The Bridges of Madison County, The hours, Fried Green Tomatoes, V for vendetta, Neverending story, Indiana Jones, Frankenstein junior, Army of Darkness, Splatters, Non ci resta che piangere, The Hitchhiker’s Guide to the Galaxy, 300, The prestige, Il giardino delle vergini suicide, Requiem for a dream, La bussola d’oro, Dellamorte Dellamore, Into the wild, I am legend, Magnolia, Il tredicesimo guerriero, Let the right one in, District 9, Inception, Shutter Island, ecc... (in aggiornamento)
Sentenced, Moonspell, Type O Negative, Katatonia, Nightwish, Charon, Poisonblack, Pain of Salvation, Nine Inch Nails, Death, Muse, Apocalyptica, Entwine, Dark tranquillity, Blind Guardian, In flames, Paradise Lost, My dying bride, After Forever, Him, Cradle of filth, Dimmu Borgir, Rhapsody, Therion, Tristania, To die for, The 69 eyes, Theatre des vampires, Lacuna Coil, Novembre, Tiamat, Placebo, Dream Theater, Death Dies, Bleed in vain, White skull, Lacrimosa, Depeche Mode, The cure, Bauhaus, Joy Division, Tool, Faith no more, Fantomas, Slipknot, Verdena, Subsonica, Battiato, De Andre’, Beethoven, Rackmaninov, Liszt, ...etc...
E’ Inutile che vi dipingiate di colori che non vi appartengono. Basta una pioggia leggera per lavare via la vernice.
Le mie radici sono nere.
ABBIGLIAMENTO del GIORNO
ORA VORREI TANTO...
"..e ho corso in mezzo ai prati bianchi di luna per strappare ancora un giorno alla mia ingenuità"
"Era una musica selvaggia e indomita, echeggiava tra le colline e riempiva le valli. Provai uno strano brivido lungo la schiena...Non era una sensazione di paura, ma una specie di fremito, come se avessi dei peli sul dorso e qualcuno li stesse accarezzando." A. Orton
la mia stella: "When dusk falls and obscures the sky, you’re the shine of the Northern Star"
"Strange are the ways of the Wolfhearted..."
STO STUDIANDO...
Tutto ciò che ha a che fare con l’Arte! dalla poesia alla letteratura, alla musica, e alle arti plastiche e figurative in senso stretto! Come si può non votare la propria vita a qualcosa di così sublime e immortale? Ma soprattutto…non potrei fare a meno del costante bisogno di scrivere, ossessionata dal terrore che tutto si perda, e che ogni cosa che mi sembra tanto preziosa io non trovi il modo di esprimerla, di renderla importante per me o per qualcun altro... Così...lascio che i pensieri attraversino la mia anima e il mio corpo, scorrendo attraverso le mie vene, come sangue che si tramuta nell’inchiostro che scivola libero sul foglio..come un’emorragia inarrestabile.
"Maledetti, trafitti dalla passione, l’amore ci sopravvive, l’arte ci rende immortali." - J. W. Goethe -
...Siamo storie da raccontare...
...memorie da custodire...
...errori da ricordare...
“Sto diventando sempre meno definito col passare dei giorni. Scomparendo. Beh, potresti dire che sto perdendo la concentrazione, andando alla deriva nell’astratto per quanto riguarda il modo in cui vedo me stesso.
A volte credo di poter vedere direttamente attraverso di me. A volte posso vedere direttamente attraverso di me.
Meno preoccupato riguardo l’adeguarmi al mondo. Il tuo mondo, cioè. Perché non importa più davvero, no, non importa più davvero. Nulla di questo importa più davvero.
Si sono solo, ma dopotutto lo sono sempre stato, per quanto indietro io possa ricordare. Credo che forse sia perché tu non eri mai davvero reale, tanto per cominciare. Io ti ho creato solo per farmi del male.
Ti ho creato solo per farmi del male. Ed ha funzionato. Sì.
Non c’é nessun te. Ci sono solo io. Non c’é nessun fottuto te. Ci sono solo io.
Solamente.
Il più piccolo puntino attirò il mio occhio e si rivelò una piaga. E io avevo questa sensazione bizzarra, come se sapessi che era qualcosa di sbagliato. Ma non riuscivo a lasciarlo stare, continuavo a tormentare la piaga. Era una porta che tentava di sigillarsi, ma io mi ci sono arrampicato attraverso.
Ora sono in un qualche luogo in cui non dovrei essere, e posso vedere cose che so che non dovrei vedere.
E ora so il perché, ora, ora so perché le cose non sono belle dentro.
Only.”
OGGI IL MIO UMORE E'...
Instabile...
"You cannot kill what you did not create. All I’ve got... all I’ve got is insane!"
"Ieri ho passeggiato per le strade come una qualsiasi persona. Ho guardato le vetrine spensieratamente e non ho incontrato amici con i quali parlare. D’improvviso mi sono sentito triste, mortalmente triste, così triste che mi è parso di non poter vivere un altro giorno ancora, e non perché potessi morire o uccidermi, ma solo perché sarebbe stato impossibile vivere il giorno dopo, e questo è tutto.
Fumo, sogno, adagiato sulla poltrona. Mi duole vivere in una situazione di disagio. Debbono esserci isole verso il sud delle cose dove soffrire è qualcosa di più dolce, dove vivere costa meno al pensiero, e dove è possibile chiudere gli occhi e addormentarsi al sole e svegliarsi senza dover pensare a responsabilità sociali né al giorno del mese o della settimana che è oggi.
Do asilo dentro di me come a un nemico che temo d’offendere, un cuore eccessivamente spontaneo che sente tutto ciò che sogno come se fosse reale; che accompagna col piede la melodia delle canzoni che il mio pensiero canta, tristi canzoni, come le strade strette quando piove."
- F. Pessoa -
"Una volta aveva foreste e montagne che erano solo sue, e lo ascoltavano. Una volta voleva correre attraverso giorni d’estate catturando ricordi per gli anni a venire. Ora sta vestendo questo nudo pavimento con la sua carne e il suo sangue, e il tempo passa. Il suo traffico di dolore potrebbe averlo solo guidato a trattare con le conseguenze, per qualche cambiamento, mentre il tempo scorre.
Io sono il bambino risvegliato (indugiando, arrampicandomi, avvinghiandomi, afferrando, bramando, lacerando, ferendo, cadendo) Io, il figlio ribelle di un lago di montagna. (di gelide lacrime liquefatte, della silenziosa Terra) (di una sbiadita palpebra, di un vento senza ali) (di una tempesta senza occhi, di Dei caduti, che hanno perso la propria strada)
Mi do alle fiamme per creare l’elemento perfetto."
- Daniel Gildenlöw -
... Live that you might find the answers You can’t know before you live...
Love and life will give you chances. From your flaws learn to forgive.
"Forse sono l’uomo con le leggendarie quattro mani Per toccare, per curare, implorare e strangolare. Ma io non so chi sono, e tu ancora non sai chi sono..." F. R.
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lunedì 27 giugno 2011 - ore 23:21
La casa di Asterione
(categoria: " Vita Quotidiana ")
So che mi accusano di superbia, e forse di misantropia, o di pazzia. Tali accuse (che punirò al momento giusto) sono ridicole. E vero che non esco di casa, ma è anche vero che le porte (il cui numero è infinito) restano aperte giorno e notte agli uomini e agli animali. Entri chi vuole. Non troverà qui lussi donneschi né la splendida pompa dei palazzi, ma la quiete e la solitudine.
E troverà una casa come non ce n’è altre sulla faccia della terra. (Mente chi afferma che in Egitto ce n’è una simile.) Perfino i miei calunniatori ammettono che nella casa non c’è un solo mobile. Un’altra menzogna ridicola è che io, Asterione, sia un prigioniero. Dovrò ripetere che non c’è una porta chiusa, e aggiungere che non c’è una sola serratura? D’altronde, una volta al calare del sole percorsi le strade; e se prima di notte tornai, fu per il timore che m’infondevano i volti della folla, volti scoloriti e spianati, come una mano aperta. Il sole era già tramontato, ma il pianto accorato d’un bambino e le rozze preghiere del gregge dissero che mi avevano riconosciuto. La gente pregava, fuggiva, si prosternava; alcuni si arrampicavano sullo stilobate del tempio delle Fiaccole, altri ammucchiavano pietre. Qualcuno, credo, cercò rifugio nel mare. Non per nulla mia madre fu una regina; non posso confondermi col volgo, anche se la mia modestia lo vuole.
La verità è che sono unico. Non m’interessa ciò che un uomo può trasmettere ad altri uomini; come il filosofo, penso che nulla può essere comunicato attraverso l’arte della scrittura. Le fastidiose e volgari minuzie non hanno ricetto nel mio spirito, che è atto solo al grande; non ho mai potuto ricordare la differenza che distingue una lettera dall’altra. Un’impazienza generosa non ha consentito che imparassi a leggere. A volte me ne dolgo, perché le notti e i giorni sono lunghi.
Certo, non mi mancano distrazioni. Come il montone che s’avventa, corro pei corridoi di pietra fino a cadere al suolo in preda alla vertigine. Mi acquatto all’ombra di una cisterna e all’angolo d’un corridoio e giuoco a rimpiattino. Ci sono terrazze dalle quali mi lascio cadere, finché resto insanguinato. In qualunque momento posso giocare a fare l’addormentato, con gli occhi chiusi e il respiro pesante (a volte m’addormento davvero; a volte, quando riapro gli occhi, il colore del giorno è cambiato). Ma, fra tanti giuochi, preferisco quello di un altro Asterione. Immagino ch’egli venga a farmi visita e che io gli mostri la casa. Con grandi inchini, gli dico: "Adesso torniamo all’angolo di prima," o: "Adesso sbocchiamo in un altro cortile," o: "Lo dicevo io che ti sarebbe piaciuto il canale dell’acqua," oppure: "Ora ti faccio vedere una cisterna che s’è riempita di sabbia," o anche: "Vedrai come si biforca la cantina." A volte mi sbaglio, e ci mettiamo a ridere entrambi.
Ma non ho soltanto immaginato giuochi; ho anche meditato sulla casa. Tutte le parti della casa si ripetono, qualunque luogo di essa e un altro luogo. Non ci sono una cisterna, un cortile, una fontana, una stalla; sono infinite le stalle, le fontane, i cortili, le cisterne. La casa è grande come il mondo. Tuttavia, a forza di percorrere cortili con una cisterna e polverosi corridoi di pietra grigia, raggiunsi la strada e vidi il tempio delle Fiaccole e il mare. Non compresi, finché una visione notturna mi rivelò che anche i mari e i templi sono infiniti. Tutto esiste molte volte, infinite volte; soltanto due cose al mondo sembrano esistere una sola volta: in alto, l’intricato sole; in basso, Asterione. Forse fui io a creare le stelle e il sole e questa enorme casa, ma non me ne ricordo.
Ogni nove anni entrano nella casa nove uomini, perché io li liberi da ogni male. Odo i loro passi o la loro voce in fondo ai corridoi di pietra e corro lietamente incontro ad essi. La cerimonia dura pochi minuti. Cadono uno dopo l’altro; senza che io mi macchi le mani di sangue. Dove sono caduti restano, e i cadaveri aiutano a distinguere un corridoio dagli altri. Ignoro chi siano, ma so che uno di essi profetizzò, sul punto di morire, che un giorno sarebbe giunto il mio redentore. Da allora la solitudine non mi duole, perché so che il mio redentore vive e un giorno sorgerà dalla polvere. Se il mio udito potesse percepire tutti i rumori del mondo, io sentirei i suoi passi. Mi portasse a un luogo con meno corridoi e meno porte! Come sarà il mio redentore? Sarà forse un toro con volto d’uomo? O sarà come me?
Il sole della mattina brillò sulla spada di bronzo. Non restava più traccia di sangue.
“Lo crederesti, Arianna?” disse Teseo. “Il Minotauro non s’è quasi difeso”.
J. L. Borges - "L’Aleph"
“Sto per portarti in un posto lontano da qui Nessuno ci vedrà..guarda il dolore che scompare
Non c’è tempo per la rabbia. Non c’è tempo per la disperazione. Non verresti con me?..
C’è un posto per noi qui.. Questa bellezza innocente, che le mie parole non possono descrivere.
Questa rinascita della purezza, che porta una lacrima ai tuoi occhi Non c’è tempo per la rabbia. Non c’è tempo per la disperazione.
Ti prego lascia che ti porti, perchè io sono già qui Sono cosi solo..
La mia testa è ormai la mia casa Ritornerò alla serenità..
Rime senza ragione perchè i bambini piangono Loro vedono attraverso il sistema e questo li fa morire..
Quindi per favore lascia che ti porti, e ti farò vedere la verità. Dentro la mia realtà, che abbiamo condiviso nella mia giovinezza.
Mi sento cosi solo.. La mia testa è la mia casa e mi sento cosi solo Ma lo sai che alla fine ritornerò alla mia serenità.
Ora che ti ho portato in un posto lontano da qui, devo veramente tornare indietro.
Chiudi gli occhi e scompariremo.. Non verresti con me? Divideremo la salvezza.. Ora dentro la mia testa c’è un posto per noi..”
Testament - Return To Serenity
<<Vide davanti a sé un’infinità di esseri fatti com’era lui, e come si girò per non vederli più, un’altra infinità di esseri uguali a lui. >>
questo disastro che mi armi dentro
(categoria: " Vita Quotidiana ")
"Spegni i miei occhi: io ti vedrò lo stesso, chiudi le mie orecchie: io ti sentirò, senza piedi verrò verso di te senza bocca continuerò a chiamarti. Puoi spezzare le mie braccia e io ti stringerò con il mio cuore che si è fatto mano, puoi fermare il mio cuore, sarà il cervello a pulsare e se lo getti nel fuoco ti porterò nel flusso del mio sangue."
- R. M. Rilke -
"È stato un solco tracciato all’improvviso senza certezze, senza prudenza nell’ annusarci d’istinto e di stupore, in un crescendo che ha dell’ irregolare.
Forse l’attesa ci ha visto troppo soli, forse nel mondo non sapevamo stare così distanti ad aspettarci ancora.
Così prudenti, così distanti, così prudenti.
Sei il suono, le parole di ogni certezza persa dentro il tuo odore. Siamo gli ostaggi di un amore che esplode ruvido di istinto e sudore.
È stato un lampo esploso in un secondo a illuminarti in un riflesso, quando temevi tutta la luce intera, l’iridescenza della tristezza. Probabilmente
lasciandomi cadere a peso morto al tuo cospetto avrei sicuramente permesso la visuale sulle mie alienazioni, sui miei tormenti, sui miei frammenti.
Ma voglio che tu tu piano piano scivoli dentro me, ma voglio che poi nell’insinuarti sia incantevole. Ma voglio che tu tu piano piano faccia strage di me in un incerto compromesso tra la mia anima e il suo riflesso.
Sei il suono, le parole di ogni certezza persa dentro il tuo odore. Siamo gli ostaggi di un amore che esplode fragile di istinto e sudore.
Quanti graffi da accarezzare per tutti i cieli che possiamo tracciare, tutte le reti del tuo odore dentro gli oceani che dobbiamo affrontare.
Ma voglio che tu tu piano piano scivoli dentro me, ma voglio che tu nell’insinuarti sia incantevole. Ma voglio che tu tu piano piano scivoli dentro me, ma voglio che tu nell’insinuarti tu sia incantevole. Ma voglio..."
(Subsonica – L’odore)
"Per dire che ancora tremo quando parli di qualsiasi cosa e, senz’altro, faccio come se non sentissi questo disastro che mi armi dentro. Solo per questo ti lascio partire e ritornare come un mare caparbio sulla mia sabbia."
Quello che conta non è ciò che si dice..
(categoria: " Vita Quotidiana ")
..ma quello che non occorre dire.
Perché non c’è sollievo più grande di quello di non dover spiegare niente.
Stare davanti a te, specchio in cui ritrovo me stessa, e non sentire alcun bisogno di abbassare lo sguardo.
Sei l’unico riflesso che non mi fa paura, che rende sopportabile qualsiasi immagine della vita che ci scorre attorno.
“Gli uomini non hanno più tempo per conoscere nulla. Comprano dai mercati le cose già fatte. Ma siccome non esistono mercati di amici, gli uomini non hanno più amici.”
Quante cose non hanno e non vedono, gli uomini?
Quante cose rimangono senza voce e senza luce?
Ma non per questo smettono di essere speciali.
"When you were standing in the wake of devastation When you were waiting on the edge of the unknown And with the cataclysm raining down Insides crying, “save me now” You were there impossibly alone
Do you feel cold and lost in desperation ? You build up hope But failure’s all you’ve known Remember all the sadness and frustration
And let it go Let it go
And in a burst of light that blinded every angel As if the sky had blown the heavens into stars You felt the gravity of tempered grace Falling into empty space No one there to catch you in their arms
Do you feel cold and lost in desperation ? You build up hope But failure’s all you’ve known Remember all the sadness and frustration
And let it go Let it go
Do you feel cold and lost in desperation ? You build up hope But failure’s all you’ve known Remember all the sadness and frustration
And let it go
Let it go
Let it go
Do you feel cold and lost in desperation ? You build up hope But failure’s all you’ve known Remember all the sadness and frustration
C’è una crepa in ogni cosa..
(categoria: " Vita Quotidiana ")
..ed è da lì che entra la luce.
"Il vetro fa il miracolo, la magia… Entrare in un posto e avere l’impressione di uscire fuori… Essere protetti dentro qualcosa che non impedisce di guardare ovunque, lontano…
Fuori e dentro nello stesso momento… al sicuro eppure liberi… questo è il miracolo, e a farlo è il vetro, solo il vetro.
[…] E’ la magia del vetro… proteggere senza imprigionare… stare in un posto e poter vedere ovunque, avere un tetto e vedere il cielo… sentirsi dentro e sentirsi fuori, contemporaneamente…
un’astuzia, nient’altro che un’astuzia… se lei vuole una cosa e però ne ha paura non ha che da mettere un vetro in mezzo.. tra lei e quella cosa… potrà andarle vicinissimo eppure rimarrà al sicuro…
Non c’è altro… io metto pezzi di mondo sotto vetro perché quello è un modo di salvarsi… si rifugiano i desideri, lì dentro… al riparo dalla paura… una tana meravigliosa e trasparente."
(A. Baricco - Castelli di Rabbia)
"Quando la gente ti dirà che hai sbagliato... e avrai errori dappertutto dietro la schiena, fregatene. Ricordatene. Devi fregartene.
Tutte le bocce di cristallo che hai rotto erano solo vita... non sono quelli gli errori... quella è vita... e la vita vera magari è proprio quella che si spacca, quella vita su cento che alla fine si spacca...
io questo lho capito, il mondo è pieno di gente che gira in tasca con le sue piccole biglie di vetro... le sue piccole tristi biglie infrangibili...
e allora tu non smetterla mai di soffiare nelle tue sfere di cristallo... sono belle, a me è piaciuto guardarle, per tutto il tempo che ti sono stato vicino... ci si vede dentro tanta di quella roba... è una cosa che ti mette lallegria addosso...
non smetterla mai... e se un giorno scoppieranno, anche quella sarà vita, a modo suo... meravigliosa vita."
(A. Baricco - Castelli di Rabbia)
"Voglio che tu venga da me senza passato. Le frasi che hai imparato, dimenticale. Dimentica di aver frequentato altre stanze da letto, altri luoghi. Vieni da me come fosse la prima volta. Non dire mai che mi ami fino al giorno in cui me lo dimostri.. ... Il labirinto. Trova la via d’uscita e avrai in premio cio’ che il tuo cuore desidera. Fallisci e vagherai per sempre fra le sue mura implacabili…"
(Jeanette Winterson - Scritto sul corpo)
"Tutto quello che c’era io l’ho visto, guardando te. E sono stata ovunque, stando con te.
E’ una cosa che non riuscirò a spiegare mai a nessuno. Ma è così. Me la porterò dietro e sarà il mio segreto più bello."
"Sii paziente verso tutto ciò che è irrisolto nel tuo cuore e cerca di amare le domande, che sono simili a stanze chiuse a chiave e a libri scritti in una lingua straniera. Non cercare ora le risposte che possono esserti date poichè non saresti capace di convivere con esse. E il punto è vivere ogni cosa. Vivere le domande ora. Forse ti sarà dato, senza che tu te ne accorga, di vivere fino al lontano giorno in cui avrai la risposta."
Eppure, per quanto indubitabilmente sia meravigliosa la luce della sera, cè qualcosa che ancora riesce ad essere più bello della luce della sera, ed è per la precisione quando, per incomprensibili giochi di correnti, scherzi di venti, bizzarrie del cielo, sgarbi reciproci di nubi difettose, e circostanze fortuite a decine, una vera collezione di casi, e di assurdi - quando, in quella luce irripetibile che è la luce della sera, inopinatamente, piove. Cè il sole, il sole della sera, e piove. Quello è il massimo.
E non cè uomo, per quanto limato dal dolore o sfinito dallansia, che di fronte a unassurdità del genere non senta da qualche parte rigirarsi unirrefrenabile voglia di ridere.
Poi magari non ride, veramente, ma se solo il mondo fosse un sospiro più clemente, riuscirebbe a ridere. Perche è come una colossale e universale gag, perfetta e irresistibile. Una cosa da non crederci.
Perfino lacqua, quella che ti casca sulla testa, a minute gocce prese di infilata dal sole basso sullorizzonte, non sembra neanche acqua vera. Non ci sarebbe da stupirsi se ad assaggiarla si scoprisse che è zuccherata. Per dire. Comunque acqua non regolamentare.
Tuttuna generale e spettacolare eccezione alle regole, una grandiosa presa per il culo di qualsiasi logica. Unemozione.
Tanto che tra tutte le cose che poi finiscono per dare una giustificazione a questa altrimenti ridicola abitudine di vivere certo figura anche questa, in cima alle più nitide, alle più pulite: esserci, quando in quella luce irripetibile che è la luce della sera, inopinatamente, piove.
Almeno una volta, esserci.
Alessandro Baricco - “Castelli di Rabbia”
“Ricordi la prima volta che danzammo insieme? Rammenti la notte in cui facesti svanire la mia bruttezza? La notte in cui mi lasciasti con un bacio così gentile.. Solo unessenza di bellezza dimenticata.
Ah, caro amico ricordo quella notte, la luna e i sogni che abbiamo condiviso. La tua zampa tremante nella mia mano sognando quelle terre del nord, toccandomi con il bacio di una bestia.
So che i miei sogni son fatti di te di te e solo per te. Il tuo oceano mi trascina giù la tua voce mi fa a pezzi. Amami prima che lultimo petalo cada.
… Non leggesti la favola in cui il lieto fine arriva dopo aver baciato un rospo? Non conosci questa favola nella quale quello che ho sempre cercato mai avrò, perché chi potrà mai imparare ad amare un bestia?
Per quanto siano freddi il vento e la pioggia sarò la per alleviare le tue pene. Per quanto siano crudeli gli specchi del peccato, ricorda: la bellezza si trova dentro.”
Smantella il sole e le stelle nel loro levarsi...
(categoria: " Vita Quotidiana ")
...e strappa dall’orizzonte il buio nei nostri occhi.
"Donami la bevanda del fluido che disintegra E concedimi il balsamo dolce e benedetto dell’oblio, vuoto e potente Lete
Tienimi vicino, districa le stelle mentre aleggio attraverso i cieli mentre aleggio nella notte Poiché tu sei la mia lama e la mia corda Tu sei il mio Lete
Nelle correnti di cobalto infuri nel mio cuore Per recidere, per pungere i ricordi che bruciano
Lascia che le tue dita scorrano le arterie in acuminate pugnalate di dolore come artigli, per uccidermi di nuovo
Rapiscimi, devastami e colpiscimi di nuovo perché io brucio e tremo Brucio ad ogni movimento.
Così, purificato grazie ad una luce diffusa appaio; nuovamente plasmato e rinnovato Accarezzato dal balsamo dolce e benedetto dell’oblio, vuoto e potente Lete
Tienimi vicino, mio unico amico e guida Mentre annego nelle tue dita Mentre annego nel tuo amore Poiché tu sei la vita che odio Tu sei il mio Lete
Mi trascini giù, in sospiri appassionati con l’oceano al di sopra di me e le fiamme nei miei occhi
Concedimi una vita che posso vivere Al di fuori… Portami via…
E chi se ne frega delle occhiaie, dei piedi gonfi, delle gambe maculate e del sonno che non basta mai? Di chi non capisce e ti mette i bastoni tra le ruote, e di tutto il cosmo che ti rema contro per farti demordere?
Ho visto le persone dire poche parole ma fare tanto, sono rimasta incredula davanti a fin troppe sorprese, e ho passato le ore più distruttive e belle che potessi mai sperare.
Non sono nemmeno capace di dire grazie come si deve, ma ho impresso nel mio cuore quanto è necessario per non dimenticare, quanto una foto non saprebbe mai dire.
This road salt...
(categoria: " Vita Quotidiana ")
"Lei si spoglia nel paradiso della sua memoria
Lei non conosce il destino feroce delle sue visioni
Lei ha paura di non sapere nominare ciò che non esiste"
-Alejandra Pizarnik-
Ho sempre amato le ricorrenze, l’importanza che si da ad alcuni giorni, la necessità di farli propri, di arricchirli con lustrini colorati di memoria e candeline luminose.
E lo so bene quanto inutile sia voler fermare momenti che passano lasciando solo qualche foto per gli album di famiglia, senza mai riuscire a catturare i sorrisi, quelli veri, delle persone che in quel momento ti hanno fatto sentire davvero speciale.
Ci sarà sempre qualcosa che manca, e in certi giorni pesa più che in altri.
"..ma io continuo il cammino"
(giugno 2005)
"Questa volta cercherò di non farmi male Questa volta resterò intatto tra il dolore e la sporcizia Questa volta, mi atterrò a quello che ho imparato Questa colta volerò basso e non mi brucerò
(2006)
Forse non è abbastanza Forse questa volta è davvero troppo Forse non sono forte Forse questa volta la strada è troppo tortuosa Proseguo a piedi, e mi siedo, mmh...
(11 giugno 2007)
Ho camminato per tanti anni Ho consumato tutti i miei stivali, ho pianto tutte le lacrime Così ho lasciato il crocevia E molte scelte bruciate nella mente
(11 giugno 2008)
Forse non è abbastanza Forse questa volta è davvero troppo Forse non sono forte Forse questa volta la strada è troppo tortuosa
(11 giugno 2009)
Per portarmi a casa Per portarmi a casa Per portarmi a casa
Ma io continuo il cammino"
(11 giugno 2010)
E il cammino mi mostra l’alba del giorno del mio compleanno. Ed è serena, chiara, e luminosa.
L’aria fresca pizzica il naso e solletica la gola, mentre l’umidità si addensa sulle superfici e tenta di rimanervi aggrappata, combattendo contro qualsiasi forza opposta. La sento coagularsi sulla pelle, come se fosse sangue che rimane addosso alle ferite non lavate. Anche i miei pensieri fanno la stessa cosa: si aggrappano l’uno all’altro, generando un attrito ruvido, rimanendo in bilico sul filo di una riflessione cicatrizzata, senza accennare a mollare la presa.
Cammino lentamente e mi fermo di continuo: guardo le vetrine, i vicoli, i marciapiedi, le panchine…mi riempio gli occhi di dettagli e il cuore di ricordi, come se potesse essermi utile per attaccare qualche pezzo di stucco provvisorio, lì dove sono aperta a metà.
Provo un senso di vertigine a guardarmi intorno, consapevole che ogni cosa è perfettamente collegabile a pezzi di memoria che ho smarrito, ma so che il filtro della mia mente è ingannevole. Guardo meglio, e mi accorgo che tutto ormai è cambiato, che la realtà mi sbatte in faccia la lezione con l’arma spietata dell’immediatezza visiva.
E’ diventato quasi un gioco: cercare i posti e trovarli diversi. E riderci sopra, e poi piangere, e alla fine respirare a fondo finché non sedimenta tutto da qualche parte dentro al cuore, mentre lo sguardo si arrende a dover registrare una nuova visione.
Si ha sempre paura di cambiare, anche quando lo si è già accettato, anche quando lo si è voluto fermamente. Ma il mondo intorno non ne ha, ed è solo negli scaffali impolverati dove lasciamo i ricordi che la realtà rimane immutata, perché diventa affettiva, privata, caricata di significati che là fuori, intrinsecamente, non ha.
Ricomincia a piovere a dirotto, e attraverso l’acqua che si schianta al suolo non vedo più le cose come sono, né com’erano. Mi convinco che è questo il limbo in cui posso trovare l’occasione di vederle soltanto come voglio io. Ma mi sento un po’ più vecchia, e so che non ci sarai.
Non importa se la voragine rimane lì a fissarmi: io ci cammino attorno continuando a tracciare disegni nell’aria, seguendo la via che ho scelto da sola, con una convinzione della quale fino a pochi mesi fa non mi sarei mai creduta capace.
Piove ancora, ma conosco il segreto per trasformare la pioggia in qualcosa di piacevole, e assaporo la sensazione sulla pelle mentre mi sembra di presagire già il suo odore. Chiudo gli occhi e immagino qualcosa di completamente nuovo: così adesso la pioggia scorre sui vetri della veranda, disseta le piante giù nel cortiletto, e dalla stanza accanto proviene una voce inconfondibile.
Mi sveglio di soprassalto, come quando si ha la sensazione di aver dormito troppo e si teme di non aver sentito la sveglia. Mi basta un attimo, e mi accorgo che mentre tutto intorno a me girava in vortici nebbiosi e indefiniti, io non mi sono mai mossa da qui, da questa presa forte e sicura attorno al mio corpo.
Ho smesso di tenerci troppo alla buonanotte.
Buongiorno mondo.
"Hey, c’è nessuno là dentro? Solo un cenno se mi senti. C’è nessuno in casa?
Su, avanti lo so che ti senti giù, io posso alleviare la tua sofferenza e rimetterti in piedi.
Rilassati, ho bisogno di alcune informazioni, prima di tutto, solo alcune cose elementari, puoi mostrarmi dove ti fa male?
Non c’è più dolore, ti stai rimettendo. Il fumo di una nave lontana si staglia all’orizzonte tu stai solamente nuotando in mezzo alle onde, le tue labbra si muovono ma non riesco a sentire ciò che dici. Quando ero bambino ho avuto la febbre, le mie mani erano come due palloni.
Adesso provo la stessa sensazione una volta ancora, non riesco a spiegare, non capiresti che questo non è quello che sono, sono diventato piacevolmente insensibile.
Sono diventato piacevolmente insensibile.
Ok, solo un punturina, niente di più, ma potresti sentirti un pò male. Riesci ad alzarti? Penso che stia funzionando, ottimo. Questo riuscirà a farti proseguire lo spettacolo. Avanti, è ora di andare.
Non c’è più dolore, ti stai rimettendo. Il fumo di una nave lontana si staglia all’orizzonte tu stai solamente nuotando in mezzo alle onde, le tue labbra si muovono ma non riesco a sentire ciò che dici.
Quando ero bambino ho avuto una visione sfuggente oltre l’angolo della vista, mi sono voltato per osservarla ma non c’era più, adesso non riesco ad indicarla con il dito, il bambino è cresciuto, il sogno è svanito e… sono diventato piacevolmente insensibile"