"Son maestro di follia, vivo la mia vita sulla fune che separa la prigione della mente dalla fantasia. Il mio futuro è nel presente ed ogni giorno allegramente io cammino sul confine immaginario dell’orizzonte mentre voi, signori spettatori, mi guardate dalla strada, cuori appesi ad un sospiro per paura che io cada. Ma il mio equilibrio è in cielo come i sogni dei poeti, mai potrei viver come voi che avete sempre la certezza della terra sotto i piedi.
..e ringrazio chi ha disegnato questa vita mia perché mi ha fatto battere nel petto il cuore di un equilibrista."
"..Detesto queste mani intrise di sangue. Detesto ciò che i miei occhi hanno visto.
Fino alle mie ginocchia nella melma e nel fango. Quanto fa male purificarsi.
Ero sempre nei miei pensieri, ma mai al mio fianco. Corri - ma se andrai via dovrai per sempre nasconderti. Così, se devi correre, fallo per un rimedio."
“E quando il mio sguardo si levò verso il mondo infinito alla ricerca dell’occhio divino, il mondo mi fissò con un’orbita vuota e sfondata, e l’eternità giaceva sul caos e lo rodeva e rimasticava se stessa.”
<<Il dolore è un oscuro mare profondo nel quale affogherei, se non guidassi con sicurezza la mia piccola imbarcazione diretto verso un sole che non sorgerà mai.>>
- Lestat de Lioncourt-
"E amerò il rumore del vento nel grano..."
"Sono una stella del firmamento che osserva il mondo, disprezza il mondo e si consuma del proprio ardore.
Io sono il mare di notte in tempesta, il mare urlante che accumula nuovi peccati e agli antichi rende mercede.
Sono dal vostro mondo esiliato di superbia educato, dalla superbia frodato, io sono il re senza corona.
Sono la passione senza parole senza pietre nel focolare, senz’arma nella guerra, è la mia stessa forza che mi ammala."
"L’amore è l’arte più difficile. E scrivere, danzare, comporre, dipingere sono la stessa cosa che amare. Funambolismi. La cosa più difficile è avanzare senza cadere."
"Red as the veins, she likes to swim in floating so gently, through this human misery"
“Camminerai dimenticando, ti fermerai sognando”
* Shadow of the Moon *
Will it hurt?
HO VISTO
Foglie sfidare il vento..
La libertà negli occhi di un lupo..
Il sole tramontare quarantatrè volte..
The seed of a Lunacy..
Dolcettiih!!!
The Perfect Element..
Troppi spettri tra le pieghe delle cose...
E una marea di film!
Faccio spesso indigestione di cinema...dal muto ai giorni nostri.
Registi assolutamente geniali?
David Lynch (Mulholland drive, Lost highway, The elephant man, Eraserhead, Wild at heart, Blue Velvet, The Straight Story, Twin Peaks, Dune, Inland Empire)
Tim Burton (Victor, Nightmare before Christmas, the corpse bride, Ed wood, Edward Scissorhands, Beetlejuice, Mars Attacks, Big Fish, Charlie and the chocolate factory, The Legend of Sleepy Hollow, Batman, Planet of the apes, Sweeney Todd)
Lars Von Trier (Le onde del destino, Dancer in the dark, Dogville, Antichrist, Melancholia)
Darren Aronofsky (Requiem for a dream, The fountain, Black Swan)
Ma qui ci sta bene un elenco più o meno random e pessimamente aggiornato (quando me ne ricordo):
Interview with the vampire, Bram Stoker’s Dracula, Murnau’s Nosferatu, Shadow of the Vampire, W. Herzog’s Nosferatu, The addiction, The hunger, Queen of the damned, The crow, Adele H di Truffaut, Suspiria Profondo rosso e Phenomena di Darione, L’aldilà di Fulci, La casa dalle finestre che ridono, Shining, Dogville, The Matrix, The others, Prendimi l’anima, Legends of the Fall, The lord of the rings, Dead poets society, A Clockwork orange, Pulp fiction, Kill Bill, In the mood for love, Viaggio in Italia, Citizen Kane, Novecento, Rapsodia satanica, Poeti dall’inferno, The Devil’s Advocate, La leggenda del pianista sull’oceano, The Green Mile, Lady Hawk, Psycho, Rear Window, The Birds, Braveheart, The Passion of Christ, Dead man, Highlander, The Princess Bride, The Ninth Gate, Jack the Ripper, The phantom of the opera, Fear and loathing in Las Vegas, House of 1000 corpses, They live, The Bridges of Madison County, The hours, Fried Green Tomatoes, V for vendetta, Neverending story, Indiana Jones, Frankenstein junior, Army of Darkness, Splatters, Non ci resta che piangere, The Hitchhiker’s Guide to the Galaxy, 300, The prestige, Il giardino delle vergini suicide, Requiem for a dream, La bussola d’oro, Dellamorte Dellamore, Into the wild, I am legend, Magnolia, Il tredicesimo guerriero, Let the right one in, District 9, Inception, Shutter Island, ecc... (in aggiornamento)
Sentenced, Moonspell, Type O Negative, Katatonia, Nightwish, Charon, Poisonblack, Pain of Salvation, Nine Inch Nails, Death, Muse, Apocalyptica, Entwine, Dark tranquillity, Blind Guardian, In flames, Paradise Lost, My dying bride, After Forever, Him, Cradle of filth, Dimmu Borgir, Rhapsody, Therion, Tristania, To die for, The 69 eyes, Theatre des vampires, Lacuna Coil, Novembre, Tiamat, Placebo, Dream Theater, Death Dies, Bleed in vain, White skull, Lacrimosa, Depeche Mode, The cure, Bauhaus, Joy Division, Tool, Faith no more, Fantomas, Slipknot, Verdena, Subsonica, Battiato, De Andre’, Beethoven, Rackmaninov, Liszt, ...etc...
E’ Inutile che vi dipingiate di colori che non vi appartengono. Basta una pioggia leggera per lavare via la vernice.
Le mie radici sono nere.
ABBIGLIAMENTO del GIORNO
ORA VORREI TANTO...
"..e ho corso in mezzo ai prati bianchi di luna per strappare ancora un giorno alla mia ingenuità"
"Era una musica selvaggia e indomita, echeggiava tra le colline e riempiva le valli. Provai uno strano brivido lungo la schiena...Non era una sensazione di paura, ma una specie di fremito, come se avessi dei peli sul dorso e qualcuno li stesse accarezzando." A. Orton
la mia stella: "When dusk falls and obscures the sky, you’re the shine of the Northern Star"
"Strange are the ways of the Wolfhearted..."
STO STUDIANDO...
Tutto ciò che ha a che fare con l’Arte! dalla poesia alla letteratura, alla musica, e alle arti plastiche e figurative in senso stretto! Come si può non votare la propria vita a qualcosa di così sublime e immortale? Ma soprattutto…non potrei fare a meno del costante bisogno di scrivere, ossessionata dal terrore che tutto si perda, e che ogni cosa che mi sembra tanto preziosa io non trovi il modo di esprimerla, di renderla importante per me o per qualcun altro... Così...lascio che i pensieri attraversino la mia anima e il mio corpo, scorrendo attraverso le mie vene, come sangue che si tramuta nell’inchiostro che scivola libero sul foglio..come un’emorragia inarrestabile.
"Maledetti, trafitti dalla passione, l’amore ci sopravvive, l’arte ci rende immortali." - J. W. Goethe -
...Siamo storie da raccontare...
...memorie da custodire...
...errori da ricordare...
“Sto diventando sempre meno definito col passare dei giorni. Scomparendo. Beh, potresti dire che sto perdendo la concentrazione, andando alla deriva nell’astratto per quanto riguarda il modo in cui vedo me stesso.
A volte credo di poter vedere direttamente attraverso di me. A volte posso vedere direttamente attraverso di me.
Meno preoccupato riguardo l’adeguarmi al mondo. Il tuo mondo, cioè. Perché non importa più davvero, no, non importa più davvero. Nulla di questo importa più davvero.
Si sono solo, ma dopotutto lo sono sempre stato, per quanto indietro io possa ricordare. Credo che forse sia perché tu non eri mai davvero reale, tanto per cominciare. Io ti ho creato solo per farmi del male.
Ti ho creato solo per farmi del male. Ed ha funzionato. Sì.
Non c’é nessun te. Ci sono solo io. Non c’é nessun fottuto te. Ci sono solo io.
Solamente.
Il più piccolo puntino attirò il mio occhio e si rivelò una piaga. E io avevo questa sensazione bizzarra, come se sapessi che era qualcosa di sbagliato. Ma non riuscivo a lasciarlo stare, continuavo a tormentare la piaga. Era una porta che tentava di sigillarsi, ma io mi ci sono arrampicato attraverso.
Ora sono in un qualche luogo in cui non dovrei essere, e posso vedere cose che so che non dovrei vedere.
E ora so il perché, ora, ora so perché le cose non sono belle dentro.
Only.”
OGGI IL MIO UMORE E'...
Instabile...
"You cannot kill what you did not create. All I’ve got... all I’ve got is insane!"
"Ieri ho passeggiato per le strade come una qualsiasi persona. Ho guardato le vetrine spensieratamente e non ho incontrato amici con i quali parlare. D’improvviso mi sono sentito triste, mortalmente triste, così triste che mi è parso di non poter vivere un altro giorno ancora, e non perché potessi morire o uccidermi, ma solo perché sarebbe stato impossibile vivere il giorno dopo, e questo è tutto.
Fumo, sogno, adagiato sulla poltrona. Mi duole vivere in una situazione di disagio. Debbono esserci isole verso il sud delle cose dove soffrire è qualcosa di più dolce, dove vivere costa meno al pensiero, e dove è possibile chiudere gli occhi e addormentarsi al sole e svegliarsi senza dover pensare a responsabilità sociali né al giorno del mese o della settimana che è oggi.
Do asilo dentro di me come a un nemico che temo d’offendere, un cuore eccessivamente spontaneo che sente tutto ciò che sogno come se fosse reale; che accompagna col piede la melodia delle canzoni che il mio pensiero canta, tristi canzoni, come le strade strette quando piove."
- F. Pessoa -
"Una volta aveva foreste e montagne che erano solo sue, e lo ascoltavano. Una volta voleva correre attraverso giorni d’estate catturando ricordi per gli anni a venire. Ora sta vestendo questo nudo pavimento con la sua carne e il suo sangue, e il tempo passa. Il suo traffico di dolore potrebbe averlo solo guidato a trattare con le conseguenze, per qualche cambiamento, mentre il tempo scorre.
Io sono il bambino risvegliato (indugiando, arrampicandomi, avvinghiandomi, afferrando, bramando, lacerando, ferendo, cadendo) Io, il figlio ribelle di un lago di montagna. (di gelide lacrime liquefatte, della silenziosa Terra) (di una sbiadita palpebra, di un vento senza ali) (di una tempesta senza occhi, di Dei caduti, che hanno perso la propria strada)
Mi do alle fiamme per creare l’elemento perfetto."
- Daniel Gildenlöw -
... Live that you might find the answers You can’t know before you live...
Love and life will give you chances. From your flaws learn to forgive.
"Forse sono l’uomo con le leggendarie quattro mani Per toccare, per curare, implorare e strangolare. Ma io non so chi sono, e tu ancora non sai chi sono..." F. R.
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giovedì 2 giugno 2011 - ore 02:15
Non sono le stelle troppo lontane da noi...
(categoria: " Vita Quotidiana ")
...è soltanto che le scale che costruiamo per raggiungerle sono troppo corte.
"Tutto questo tempo l’ho sognato. Tutto questo tempo mi ha perseguitato nella mia testa. Tentandomi, invitandomi ad addormentarmi tra le sue braccia. Per cadere dalla grazia. Per respirare il suo crepuscolo mai buio.
Attraverso i miei occhi, potrai vedere la ferita che bramo. Attraverso i miei occhi, vedrai che non c’è rimasto niente da salvare. ...
Bramo, quindi sono ed ecco tutto ciò che ho mai provato. Spero che tu capisca.
Un amore, un dolore, un ricordo. Brindo alla tristezza, mentre scavo dentro l’osso del demone..."
(Poisonblack - Pain Becomes Me)
Contemplo il lago silenzioso che la brezza fa rabbrividire.
Non so se penso a tutto o se tutto mi dimentica.
Nulla il lago mi dice né la brezza cullandolo.
Non so se sono felice
né se desidero esserlo.
Tremuli solchi sorridono sull’acqua addormentata.
Perché ho fatto dei sogni la mia unica vita?
- F. Pessoa -
E giugno di nuovo. Suppongo sia un bene avere così poco tempo per pensare.
Mi serve un ripostiglio più grande. Cercasi dimenticatoio.
At tragic heights she hangs from the sky..
(categoria: " Vita Quotidiana ")
..a requiem played in a broken heart. In a rotten heart.
Allora udii dal tempio una gran voce che diceva ai sette angeli: «Andate e versate sulla terra le sette coppe dell’ira di Dio».
Il primo andò e versò la sua coppa sulla terra; e un’ulcera maligna e dolorosa colpì gli uomini che avevano il marchio della bestia e che adoravano la sua immagine.
Poi il secondo angelo versò la sua coppa nel mare; esso divenne sangue simile a quello di un morto, e ogni essere vivente che si trovava nel mare morì. ...
Poi il quarto angelo versò la sua coppa sul sole e al sole fu concesso di bruciare gli uomini con il fuoco. E gli uomini furono bruciati dal gran calore; e bestemmiarono il nome di Dio che ha il potere su questi flagelli, e non si ravvidero per dargli gloria.
Poi il settimo angelo versò la sua coppa nell’aria; e dal tempio uscì una gran voce proveniente dal trono, che diceva: «È fatto».
(Apocalisse di Giovanni XVI)
"Spesso stupito ti contemplavo a una finestra cominciata ieri, me ne stavo, ti contemplavo con stupore. Mi era la città nuova, come preclusa e incredulo paesaggio nelle tenebre, come io non fossi. E neppure le cose più vicine si curavano ch’io le comprendessi. Nel riflesso del lampione la strada svicolava; vedevo che era estranea.
Di fronte – una stanza si offriva nel lume della lampada -, già vi prendevo parte; lo videro, serrarono le imposte. Me ne stavo. E poi pianse un bimbo. Io sapevo le madri, in giro nelle case, cosa possono -, e d’un tratto seppi le inconsolabili ragioni di ogni pianto.
Poi fu una voce a cantare e un poco si elevava oltre l’attesa, o tossiva un vecchio in basso e prorompeva il rimprovero come fosse il suo corpo una protesta contro il mondo più umano. Suonò l’ora -, ma fui tardo a contare e mi sfuggì.
Come un fanciullo, straniero, quando infine gli è concesso, non afferra la palla e non conosce quei giochi tanto facile per gli altri, se ne sta fermo, guarda altrove, - dove? -: così ero io, ma d’un tratto che tu giochi con me, che mi accompagni o notte adulta, compresi, ti contemplai stupito.
Là dove irate svettavano le torri e una città indifferente mi circondava e monti indecifrabili mi attorniavano ostili e l’insolito barbaglio dei miei sentimenti nel ristretto spazio una vorace estraneità cingeva -: ecco eri tu, ed il conoscermi non ti sembrò indegno. Il tuo respiro aleggiò su di me. Il tuo sorriso effuso su distese assorte, penetrò dentro me."
Ho creduto di aver visto l’inferno, pensavo di conoscerlo completamente. Soltanto ora capisco: l’inferno è risvegliarsi assaporando le lacrime in bocca, cercando invano di dare il buongiorno a qualcosa che non c’è più.
Sono stanca di scappare lungo queste strade maledette. Sono stanca di predatori e vittime. Ho lavato via il tuo sangue dalle mie mani, credevo di essermene liberata, ma con il tempo è diventato fango: una ruvida crosta di colpa.
Detesto queste mani intrise di sangue. Detesto ciò che i miei occhi hanno visto. Fino alle mie ginocchia nella melma e nel fango…Quanto male fa purificarsi?
E ti senti come se stessi nutrendo la bestia perfetta: dissanguata abbastanza per continuare a colpire. Ripensi alla prima volta che hai capito che la colpa ti rimane addosso, che gli sbagli non si cancellano, che il tuo dolore ferisce e semina tempesta.
Pensavi di essere innocente, e avevi foreste e montagne che erano solamente tue, e volevi correre attraverso i giorni d’estate catturando ricordi per gli anni a venire.
Ora sono l’animale che si desta. Indugiando, desiderando, graffiando, cadendo. Ribelle figlia di un lago di montagna, di un vento senza ali, di una tempesta senza occhi. Orme sulle ceneri calpestate.
Desiderio e disprezzo in egual misura. Non c’è una via di mezzo nella quale sostare, non c’è un limbo di redenzione per i peccatori. Riempio la mia testa di sogni stupendi: vorrei quasi cedere e fare finta che và tutto bene, ascoltare arrendevole un’ultima favola, lasciarmi cullare da una voce colma di menzogne mentre sento il pugnale spinto a fondo nel mio cuore.
Ma se chiudo gli occhi lo vedo ancora quel cappio celato dal vuoto dietro le mie palpebre: so che mi tiene sospesa sopra a un burrone, abbandonata a dondolare nella brezza effimera dei sogni dimenticati.
E’ la sete che non si attenua. Quella sete che non si spegne mai. Un giorno nutrirò un serpente, berrò il suo veleno fino all’ultima goccia, e starò sveglia fino a che tutto il dolore svanirà. Sorgendo, camminerò nuovamente fuori dallacqua, soccombendo al vento ed alle onde, liberandomi dal pianto della mia anima. Uccelli notturni canteranno la mia solitudine, oceani di lacrime s’alzeranno inesorabili come le maree, e tempeste di tristezza purificheranno le mie ali fatte di vento.
Chiudo gli occhi e sento il vento farsi più intenso. Accolgo il suo tocco avido e indelicato sul viso mentre penso che se se solo potessi mettermi a correre, sfrecciando tra le foglie come fa lui, continuando ad andare senza mai fermarmi, forse potrei anche raggiungere quel che ho perduto. Raggiungerlo, ritrovarlo, ma poi? Solo nei sogni è ammesso vivere l’inverosimile, spingersi in luoghi che persino il cuore ha dimenticato.
Ma riapro gli occhi e sono nello stesso posto di prima. Io, e quella latente consapevolezza di non poter vivere con lo sguardo volto all’indietro. Quante foglie sono cadute dagli alberi? Quanta acqua dalle nuvole? La distanza continuerà a coprire il cammino perduto, devo solo continuare a camminare.
Non ho mai smesso di fissare un fuoco senza vedere nella luce la danza delle ombre. Non c’è alba che non mi ricordi come ho cercato di trasformare crepuscoli in aurore, e non c’è fiume che non mi restituisca la mia immagine riflessa, percorsa dalle increspature inquiete dell’acqua.
Affido al vento i miei segreti, riempio i silenzi con musiche assordanti, cerco la pioggia per cancellare la malinconia, ma non ho ancora trovato una cura per ciò che non si dimentica. Annaspo alla ricerca della mia libertà, avanzo a spade sguainate e conquisto terreno, ma trascino con me tutto quello che sono, e non posso tranciare alcun filo di quelli che mi porto alle spalle.
Accendo stelle in ogni angolo di mondo che meriti d’esse rimirato nella sua intima bellezza, e spargo bolle di sapone nei cieli affinché volteggino verso le nuvole in cui si perdono i sentimenti più puri: troppo leggeri per la pesantezza di questo fango tra i piedi. Continuo il mio viaggio prendendo limpronta a un modo libero, tessendo le mie fantasie tutto intorno, e libera dalloppressione del guinzaglio danzo con lo spirito dellaria. Ma la via è tortuosa e il mio incedere implacabile: ad ogni passo la mia indulgenza va scemando e il pesante orgoglio di essere ciò che ho scelto si fa sempre più imponente.
* . * . * . * . *
“Posa il tuo amore nel palmo della mia mano, lì dove le tentazioni giacciono dentro qualcosa che hai già provato. E mentre serro il pugno, risvegliando le mie paure addormentate, senza rancore attenuerò la sete con le nostre lacrime.”
“I shout and call for rejoicing I hear the sound of angel wings Escape us as we close the ring And into the fire we will fall Our desire, our flame, our call So be it, once for all
And you are the dream and I am the lie I am the Devil and you are my disguise Im all the pain you always tried to keep inside
Love in chains We break free There is a time For you and me
Not today Not tomorrow But one day our sorrow Shall go away…”
Noi non ci realizziamo mai. Siamo due abissi...
(categoria: " Vita Quotidiana ")
...un pozzo che fissa il cielo.
"Why don’t you try it sometimes Why don’t you open the blinds? And let your mind erase your beliefs
Why don’t you try it sometimes Why don’t you open the blinds? And free us from this sickness you’ve caused
Terror stalking, the mind bleeds Hit haunting, waiting patiently Until the sun sets and time is a factor zero
We’re washing away the blood
Feeling devoid of doubt As you took away my empathy Cutting back my options To break the essence To tear down your pathetic vanity
Falling behind, infirmity There is no time to salvage the weakened Leaving the blind, infirmity Taking the path of retaliation
Why don’t you try it sometimes Why don’t you open the blinds? And let your mind erase your beliefs
Terror stalking, the mind bleeds Hit haunting, waiting patiently Until the sun sets and time is a factor zero
Falling behind, infirmity There is no time to salvage the weakened Leaving the blind, infirmity Taking the path of retaliation
The last piece of sympathy is shattered We take what is rightfully ours As night turns to day, my sight becomes clear We’re washing away the blood
Why don’t you try it sometimes Why don’t you open the blinds? And free us from this sickness you’ve caused"
"Non subordinarsi a niente, né a un uomo né a un amore né a un’idea; avere quell’indipendenza distante che consiste nel diffidare della verità e, ammesso che esista, dell’utilità della sua conoscenza.
Appartenere: ecco la banalità. Fede, ideale, donna o professione: ecco la prigione e le catene. Essere è essere libero.
No: niente legami, neppure con noi stessi! Liberi da noi stessi e dagli altri, contemplativi privi di estasi, pensatori privi di conclusioni, vivremo, liberi da Dio, il piccolo intervallo che le distrazioni dei carnefici concedono alla nostra estasi da cortile."
"Dorme perché tutti dormiamo. La vita intera è un sogno. Nessuno sa cosa fa, nessuno sa quel che vuole, nessuno sa cosa sa. Dormiamo la vita eterni bambini del destino."
"Credo che ciò che produce in me il profondo sentimento in cui vivo, di incongruenza con gli altri, sia il fatto che la maggior parte della gente pensa con la sensibilità, mentre io sento con il pensiero.
Per l’uomo comune sentire è vivere e pensare è saper vivere. Per me pensare è vivere e sentire non è che il nutrimento del pensare
Neanche dipingendo questo vetro di ombre colorate nascondo a me stesso il rumore della vita altrui mentre la guardo dal lato opposto."
"D’improvviso come se un destino chirurgo mi avesse operato di una vecchia cecità con immediati grandi risultati, sollevo il capo, della mia anonima vita, verso la conoscenza nitida di come esisto. E vedo che tutto ciò che ho fatto, tutto ciò che ho pensato, tutto ciò che sono stato, è una specie di inganno e di follia. Mi meraviglio di non essere riuscito a vederlo. Mi stupisco di quello che sono stato, vedendo che alla fine non sono. Sono stato non l’attore, ma i suoi gesti."
"Mi pesa, realmente mi pesa, come una condanna a conoscere questa nozione repentina della mia vera identità, di questa che ha sempre viaggiato sonnolenta tra ciò che sente e ciò che vede."
"Quello che ci circonda diventa parte di noi stessi, si infiltra in noi nella sensazione della carne e della vita e, quale bava del grande Ragno, ci unisce in modo sottile a ciò che è prossimo, imprigionandoci in un letto lieve di morte lenta dove dondoliamo al vento.
Tutto è noi e noi siamo tutto; ma a che serve questo, se tutto è niente? Un raggio di sole, una nuvola il cui passaggio è rivelato da un’improvvisa ombra, una brezza che si leva, il silenzio che segue quando essa cessa, qualche volto, qualche voce, il riso casuale fra le voci che parlano: e poi la notte nella quale emergono senza senso i geroglifici infranti delle stelle."
Bernardo Soares (Fernando Pessoa) - Il libro dell’inquietudine
Sonni confusi e agitati, correnti, e poi brezze, e poi venti sferzanti: la fune che dondola e sibila dolcemente. Mezzo sognando o mezzo vivendo, forse semplicemente pensando di vivere, il giorno trascorre tra placide onde di insensatezza e nuvole di quotidianità. Un giorno e poi un altro, e l’angoscia non cessa, annegata nelle nebbie del caos che detta propositi e intenti fallaci.
Quasi non ti accorgi che mentre dormi, cullato dall’oblio dell’inedia, nella tua mente si instillano sogni nuovi, sogni in cui si rivela quel che il desiderio necessita. Ma sembra semplicemente troppo difficile destarsi per andare a ghermirli, afferrarli a piene mani. Manca il coraggio, la voglia di cambiare. Di accettare che si può cambiare.
E’ che il flusso continua a scorrere, e che tu scelga o meno di buttartici dentro, non puoi fare nulla per fermarlo in ogni caso. A volte capita che in quel flusso anche un cieco ritrovi la vista, diversa forse, ma netta, accecante, imprescindibile.
I won’t let you fall apart
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Ci sono momenti in cui mi sembra quasi di poter sentire una risata fragorosa alle mie spalle, lì dove s’alzano le ombre che è meglio non fissare mai, lì dove il tempo fagocita la terra appena calpestata. E’ dotato di un incredibile senso dell’ironia, il destino. O magari il cosmo, o l’equilibrio universale, o forse il caos. Qualunque cosa sia, lo sento ridere di cuore. E si fotta, perché ho tutta l’intenzione di ridere con lui.
Viene semplice inquadrare la vita in certe situazioni: un palcoscenico di marionette mosse da fili dispotici, in preda a spasmi che non possono controllare. Gli arti che si piegano in crudeli e violente scosse, e la precaria interezza del burattino che sembra sempre sul punto di spezzarsi per cadere in mille pezzi. Ma i fili s’agitano convulsi e non danno tregua: è una danza così affascinante e grottesca.
E’ docile il pupazzo inanimato che s’agita nella penombra del teatrino, inerme e senza colpe, vuoto. Non può far nulla contro quei fili: i suoi movimenti sono limitati, le sue responsabilità di fronte agli eventi sono minime. Non si può che averne compassione.
Ma io li odio i burattini. Perché sono funambola, per scelta e per desiderio. Il filo per me passa sotto i piedi, e la danza col destino è libera nel vento. Ma serve vivere di sogni per volare sulla fune, e nei sogni avanzare imprudenti. Peccato che il prezzo sia alto, e cadere troppe volte in errore costi molto caro.
Credo di essere inciampata spesso sulla fune, trovandomi avvinghiata come una marionetta inconsapevole al nodo di quel filo che sapeva di libertà. Appesa a testa in giù, come la carta dei tarocchi, penzolando inerme tra le speranze sgretolate dal vento, ma ancora sospesa tra cielo e terra, ancora in bilico tra equilibri alterni che non trovo mai.
Una volta qualcuno mi ha detto che il segreto dell’appeso sta nel domandarsi chi tiene la corda. Quella volta la tenevo io. O forse la teneva lui? Ho come l’impressione che a quattro mani fosse più semplice, e mi ricordo l’estasi di osservare il mondo all’incontrario, capovolgendo la vita come in una boccia di cristallo in cui alla fine c’era sempre lui, tra la neve soffice e la polvere di stelle. Lui che mi dice che vuole soltanto che io stia bene. Ed è l’unica persona al mondo che so che lo pensa veramente. E allora io rido ancora più forte, perché non ha senso, perché non voglio che ne abbia, perché si fotta anche il burattinaio e tutto il teatrino. Perché se penso seriamente a tutto questo non c’è proprio un cazzo da ridere.
Egoista e insensibile. Senza sogni, senza più nessuna voglia di comprendere, giustificare, sopportare. Così simile a una persona che disprezzavo. Così lontana da tutto quello che credevo di conoscere. Sì, qui c’è seriamente da ridere.
Non voglio niente. Non voglio nessuno.
"Only"
Alla fine è sempre lei, la mia canzone.
"Cingi il mio collo con le tue braccia come un pietoso laccio di morte.
Disponi il mazzo dei tarocchi io sono la carta dell’appeso.
Me ne sto qui con una fiamma nella mia mano. Lo capisci?
Se c’è una speranza per me sta danzando con la brezza in una singolare coreografia assieme alle braccia stecchite di un vecchio albero.
Silenziosamente, labbra si chiudono contro di me. Silenziosamente, vuoi camminare con me?
E ti vien voglia di sapere Se in tutte le storie viene detta la verità. E ti viene voglia di rinascere e come un serpente strisciare ad ogni stagione calda verso una nuova forma.
Puoi ancora uccidermi, puoi ancora curarmi. Curami..
Metti il laccio attorno al mio viso, ma fallo come se fossimo in un racconto delle favole.
Attraverso la cecità dei miei occhi chiusi puoi prevedere il cappio interiore.
E ti viene voglia di sapere quanto in profondità sei riuscito ad andare. E ti viene voglia di passare attraverso il finto suicidio di qualcuno già morto dentro.
Ancora cammini con me, silenziosamente.
E ti viene voglia di negare qualcosa che non hai mai davvero imparato. Ti viene voglia di restare per sempre aggrovigliato tra le pallide braccia di un uomo sospeso.
Io resto qui. Voglio capire. Violentemente. Ti ho con me.”
"Tutti i pensieri... che non consideri mai... ma che fai in continuazione La mente è connessa... la mente è profonda... oh, stai affondando?
Pensa al percorso di ogni giorno... quale strada stai prendendo? Respira forte.... e prendi il meglio... questa è la vita...
Cerchi l’amore e la prova che meriti di essere tenuto Ingoiare tutta la negatività... è così triste e disgustoso
Senti l’aria sopra di te... una piscina di cielo blu... Riempi l’aria di amore... il buio con la luce delle stelle...
Senti il cielo come una coperta... fatta di pietre preziose e diamanti falsi... Guarda il sentiero disegnato dalla luna... perché tu lo possa percorrere... perché tu lo possa percorrere...
non è rimasto niente... non è rimasto niente... niente lì... non è rimasto niente...
Guarda il sentiero disegnato dalla luna... perché tu lo possa percorrere... Guarda le onde sulle rive lontane... che aspettano il tuo arrivo...
Sogna i sogni di altri uomini... non sarai rivale di nessuno... Sogna i sogni di altri allora... non sarai rivale di nessuno... non sarai rivale di nessuno...
un tempo lontano... uno spazio lontano... è lì che viviamo... un tempo lontano... un posto lontano... allora tu cosa stai dando? cosa stai dando?"
(Pearl Jam - Unthought Known)
"Dopo l’istante magico in cui i miei occhi si sono aperti nel mare, non mi è stato più possibile vedere, pensare, vivere come prima."
- Jacques-Yves Cousteau -
"E il mare era per me, e lo è ancora, la più promettete e seduttiva pagina bianca. La pagina non ancora scritta, il sogno non ancora realizzato, il desiderio non ancora estinto, la fuga non ancora portata a compimento, l’assenza che suggerisce la presenza, l’inizio che non ha fine. Nella sua distesa luminosa e sconfinata, nei suoi abissi sconosciuti diventa facile e quasi inevitabile trovare una metafora vivente alla propria irrequietezza, all’istinto di libertà, alle paure e all’inesplorata e profonda regione dell’anima."
- Valeria Serra -
Vide il mare. Non l’aveva mai visto prima, lui. Ne era rimasto fulminato. L’aveva salvato, a voler credere a quello che diceva. Diceva: - È come un urlo gigantesco che grida e grida, e quello che grida è: “Banda di cornuti, la vita è una cosa immensa, lo volete capire o no? Immensa.” -
- A. Baricco -
"Questo mare è pieno di voci e questo cielo è pieno di visioni."
Non c’è miglior medicina che un po’ di luna ...
(categoria: " Vita Quotidiana ")
...in dosi precise e controllate.
"Quelli che amano tacciono. L’amore è il silenzio più fine, il più tremante, il più insopportabile. Quelli che amano cercano, sono quelli che lasciano perdere sono quelli che cambiano, quelli che dimenticano. Il cuore dice loro che non troveranno mai, non trovano, cercano.
Quelli che amano vanno come pazzi perché stanno soli, soli, soli, consegnandosi, dandosi ogni istante, piangendo perché non salvano l’amore.
Li preoccupa l’amore. Quelli che amano vivono alla giornata, non possono fare di più, non sanno. Sempre se ne stanno andando, sempre, da qualche parte.
Aspettano, non aspettano nulla, ma aspettano. Sanno che non troveranno mai. L’amore è la proroga perpetua, sempre il passo seguente, l’altro, l’altro. Quelli che amano sono gli insaziabili quelli che sempre - meno male!- resteranno soli.
Quelli che amano sono l’idra del racconto. Hanno serpenti al posto delle braccia. Le vene del collo gli si gonfiano anche come serpenti per asfissiarli.
Quelli che amano non possono dormire perchè se si addormentano se li mangiano i vermi.
Nel buio aprono gli occhi e in loro cade lo spavento.
Trovano scorpioni sotto il lenzuolo e il loro letto galleggia come su di un lago.
Quelli che amano sono pazzi, soltanto pazzi, senza Dio e senza diavolo.
Quelli che amano escono dalle loro grotte tremanti, affamati, a cacciare fantasmi. Ridono di quelli che sanno tutto, di quelli che amano per sempre, veracemente, di quelli che credono nell’amore come una lampada d’olio inesauribile.
Quelli che amano giocano ad afferrare l’acqua, a tatuare il fumo, a non andarsene. Giocano al lungo, triste gioco dell’amore. Nessuno si può rassegnare. Dicono che nessuno si può rassegnare.
Quelli che amano si vergognano di qualsiasi conformismo. Vuoti, ma vuoti da una costola all’altra, la morte li corrode dietro gli occhi, e loro camminano, piangono fino all’alba dove treni e galli si salutano dolorosamente.
A volte gli arriva un odore a terra appena nata, a donne che dormono con la mano nel sesso, compiaciute, a ruscelli d’acqua tenera e cucine.
Quelli che amano cantano tra le labbra
una canzone mai imparata,
e se ne vanno piangendo, piangendo,
la bella vita."
"La luna se puede tomar a cucharadas o como una cápsula cada dos horas. Es buena como hipnótico y sedante y también alivia a los que se han intoxicado de filosofía.
Un pedazo de luna en el bolsillo es el mejor amuleto que la pata de conejo: sirve para encontrar a quien se ama, y para alejar a los médicos y las clínicas. Se puede dar de postre a los niños cuando no se han dormido, y unas gotas de luna en los ojos de los ancianos ayudan a bien morir
Pon una hoja tierna de la luna debajo de tu almohada y mirarás lo que quieras ver. Lleva siempre un frasquito del aire de la luna para cuando te ahogues, y dale la llave de la luna a los presos y a los desencantados.
Para los condenados a muerte y para los condenados a vida no hay mejor estimulante que la luna en dosis precisas y controladas."
- Jaime Sabines -
Location: Villa Contarini, Piazzola sul Brenta. (Foto)