"Son maestro di follia, vivo la mia vita sulla fune che separa la prigione della mente dalla fantasia. Il mio futuro è nel presente ed ogni giorno allegramente io cammino sul confine immaginario dell’orizzonte mentre voi, signori spettatori, mi guardate dalla strada, cuori appesi ad un sospiro per paura che io cada. Ma il mio equilibrio è in cielo come i sogni dei poeti, mai potrei viver come voi che avete sempre la certezza della terra sotto i piedi.
..e ringrazio chi ha disegnato questa vita mia perché mi ha fatto battere nel petto il cuore di un equilibrista."
"..Detesto queste mani intrise di sangue. Detesto ciò che i miei occhi hanno visto.
Fino alle mie ginocchia nella melma e nel fango. Quanto fa male purificarsi.
Ero sempre nei miei pensieri, ma mai al mio fianco. Corri - ma se andrai via dovrai per sempre nasconderti. Così, se devi correre, fallo per un rimedio."
“E quando il mio sguardo si levò verso il mondo infinito alla ricerca dell’occhio divino, il mondo mi fissò con un’orbita vuota e sfondata, e l’eternità giaceva sul caos e lo rodeva e rimasticava se stessa.”
<<Il dolore è un oscuro mare profondo nel quale affogherei, se non guidassi con sicurezza la mia piccola imbarcazione diretto verso un sole che non sorgerà mai.>>
- Lestat de Lioncourt-
"E amerò il rumore del vento nel grano..."
"Sono una stella del firmamento che osserva il mondo, disprezza il mondo e si consuma del proprio ardore.
Io sono il mare di notte in tempesta, il mare urlante che accumula nuovi peccati e agli antichi rende mercede.
Sono dal vostro mondo esiliato di superbia educato, dalla superbia frodato, io sono il re senza corona.
Sono la passione senza parole senza pietre nel focolare, senz’arma nella guerra, è la mia stessa forza che mi ammala."
"L’amore è l’arte più difficile. E scrivere, danzare, comporre, dipingere sono la stessa cosa che amare. Funambolismi. La cosa più difficile è avanzare senza cadere."
"Red as the veins, she likes to swim in floating so gently, through this human misery"
“Camminerai dimenticando, ti fermerai sognando”
* Shadow of the Moon *
Will it hurt?
HO VISTO
Foglie sfidare il vento..
La libertà negli occhi di un lupo..
Il sole tramontare quarantatrè volte..
The seed of a Lunacy..
Dolcettiih!!!
The Perfect Element..
Troppi spettri tra le pieghe delle cose...
E una marea di film!
Faccio spesso indigestione di cinema...dal muto ai giorni nostri.
Registi assolutamente geniali?
David Lynch (Mulholland drive, Lost highway, The elephant man, Eraserhead, Wild at heart, Blue Velvet, The Straight Story, Twin Peaks, Dune, Inland Empire)
Tim Burton (Victor, Nightmare before Christmas, the corpse bride, Ed wood, Edward Scissorhands, Beetlejuice, Mars Attacks, Big Fish, Charlie and the chocolate factory, The Legend of Sleepy Hollow, Batman, Planet of the apes, Sweeney Todd)
Lars Von Trier (Le onde del destino, Dancer in the dark, Dogville, Antichrist, Melancholia)
Darren Aronofsky (Requiem for a dream, The fountain, Black Swan)
Ma qui ci sta bene un elenco più o meno random e pessimamente aggiornato (quando me ne ricordo):
Interview with the vampire, Bram Stoker’s Dracula, Murnau’s Nosferatu, Shadow of the Vampire, W. Herzog’s Nosferatu, The addiction, The hunger, Queen of the damned, The crow, Adele H di Truffaut, Suspiria Profondo rosso e Phenomena di Darione, L’aldilà di Fulci, La casa dalle finestre che ridono, Shining, Dogville, The Matrix, The others, Prendimi l’anima, Legends of the Fall, The lord of the rings, Dead poets society, A Clockwork orange, Pulp fiction, Kill Bill, In the mood for love, Viaggio in Italia, Citizen Kane, Novecento, Rapsodia satanica, Poeti dall’inferno, The Devil’s Advocate, La leggenda del pianista sull’oceano, The Green Mile, Lady Hawk, Psycho, Rear Window, The Birds, Braveheart, The Passion of Christ, Dead man, Highlander, The Princess Bride, The Ninth Gate, Jack the Ripper, The phantom of the opera, Fear and loathing in Las Vegas, House of 1000 corpses, They live, The Bridges of Madison County, The hours, Fried Green Tomatoes, V for vendetta, Neverending story, Indiana Jones, Frankenstein junior, Army of Darkness, Splatters, Non ci resta che piangere, The Hitchhiker’s Guide to the Galaxy, 300, The prestige, Il giardino delle vergini suicide, Requiem for a dream, La bussola d’oro, Dellamorte Dellamore, Into the wild, I am legend, Magnolia, Il tredicesimo guerriero, Let the right one in, District 9, Inception, Shutter Island, ecc... (in aggiornamento)
Sentenced, Moonspell, Type O Negative, Katatonia, Nightwish, Charon, Poisonblack, Pain of Salvation, Nine Inch Nails, Death, Muse, Apocalyptica, Entwine, Dark tranquillity, Blind Guardian, In flames, Paradise Lost, My dying bride, After Forever, Him, Cradle of filth, Dimmu Borgir, Rhapsody, Therion, Tristania, To die for, The 69 eyes, Theatre des vampires, Lacuna Coil, Novembre, Tiamat, Placebo, Dream Theater, Death Dies, Bleed in vain, White skull, Lacrimosa, Depeche Mode, The cure, Bauhaus, Joy Division, Tool, Faith no more, Fantomas, Slipknot, Verdena, Subsonica, Battiato, De Andre’, Beethoven, Rackmaninov, Liszt, ...etc...
E’ Inutile che vi dipingiate di colori che non vi appartengono. Basta una pioggia leggera per lavare via la vernice.
Le mie radici sono nere.
ABBIGLIAMENTO del GIORNO
ORA VORREI TANTO...
"..e ho corso in mezzo ai prati bianchi di luna per strappare ancora un giorno alla mia ingenuità"
"Era una musica selvaggia e indomita, echeggiava tra le colline e riempiva le valli. Provai uno strano brivido lungo la schiena...Non era una sensazione di paura, ma una specie di fremito, come se avessi dei peli sul dorso e qualcuno li stesse accarezzando." A. Orton
la mia stella: "When dusk falls and obscures the sky, you’re the shine of the Northern Star"
"Strange are the ways of the Wolfhearted..."
STO STUDIANDO...
Tutto ciò che ha a che fare con l’Arte! dalla poesia alla letteratura, alla musica, e alle arti plastiche e figurative in senso stretto! Come si può non votare la propria vita a qualcosa di così sublime e immortale? Ma soprattutto…non potrei fare a meno del costante bisogno di scrivere, ossessionata dal terrore che tutto si perda, e che ogni cosa che mi sembra tanto preziosa io non trovi il modo di esprimerla, di renderla importante per me o per qualcun altro... Così...lascio che i pensieri attraversino la mia anima e il mio corpo, scorrendo attraverso le mie vene, come sangue che si tramuta nell’inchiostro che scivola libero sul foglio..come un’emorragia inarrestabile.
"Maledetti, trafitti dalla passione, l’amore ci sopravvive, l’arte ci rende immortali." - J. W. Goethe -
...Siamo storie da raccontare...
...memorie da custodire...
...errori da ricordare...
“Sto diventando sempre meno definito col passare dei giorni. Scomparendo. Beh, potresti dire che sto perdendo la concentrazione, andando alla deriva nell’astratto per quanto riguarda il modo in cui vedo me stesso.
A volte credo di poter vedere direttamente attraverso di me. A volte posso vedere direttamente attraverso di me.
Meno preoccupato riguardo l’adeguarmi al mondo. Il tuo mondo, cioè. Perché non importa più davvero, no, non importa più davvero. Nulla di questo importa più davvero.
Si sono solo, ma dopotutto lo sono sempre stato, per quanto indietro io possa ricordare. Credo che forse sia perché tu non eri mai davvero reale, tanto per cominciare. Io ti ho creato solo per farmi del male.
Ti ho creato solo per farmi del male. Ed ha funzionato. Sì.
Non c’é nessun te. Ci sono solo io. Non c’é nessun fottuto te. Ci sono solo io.
Solamente.
Il più piccolo puntino attirò il mio occhio e si rivelò una piaga. E io avevo questa sensazione bizzarra, come se sapessi che era qualcosa di sbagliato. Ma non riuscivo a lasciarlo stare, continuavo a tormentare la piaga. Era una porta che tentava di sigillarsi, ma io mi ci sono arrampicato attraverso.
Ora sono in un qualche luogo in cui non dovrei essere, e posso vedere cose che so che non dovrei vedere.
E ora so il perché, ora, ora so perché le cose non sono belle dentro.
Only.”
OGGI IL MIO UMORE E'...
Instabile...
"You cannot kill what you did not create. All I’ve got... all I’ve got is insane!"
"Ieri ho passeggiato per le strade come una qualsiasi persona. Ho guardato le vetrine spensieratamente e non ho incontrato amici con i quali parlare. D’improvviso mi sono sentito triste, mortalmente triste, così triste che mi è parso di non poter vivere un altro giorno ancora, e non perché potessi morire o uccidermi, ma solo perché sarebbe stato impossibile vivere il giorno dopo, e questo è tutto.
Fumo, sogno, adagiato sulla poltrona. Mi duole vivere in una situazione di disagio. Debbono esserci isole verso il sud delle cose dove soffrire è qualcosa di più dolce, dove vivere costa meno al pensiero, e dove è possibile chiudere gli occhi e addormentarsi al sole e svegliarsi senza dover pensare a responsabilità sociali né al giorno del mese o della settimana che è oggi.
Do asilo dentro di me come a un nemico che temo d’offendere, un cuore eccessivamente spontaneo che sente tutto ciò che sogno come se fosse reale; che accompagna col piede la melodia delle canzoni che il mio pensiero canta, tristi canzoni, come le strade strette quando piove."
- F. Pessoa -
"Una volta aveva foreste e montagne che erano solo sue, e lo ascoltavano. Una volta voleva correre attraverso giorni d’estate catturando ricordi per gli anni a venire. Ora sta vestendo questo nudo pavimento con la sua carne e il suo sangue, e il tempo passa. Il suo traffico di dolore potrebbe averlo solo guidato a trattare con le conseguenze, per qualche cambiamento, mentre il tempo scorre.
Io sono il bambino risvegliato (indugiando, arrampicandomi, avvinghiandomi, afferrando, bramando, lacerando, ferendo, cadendo) Io, il figlio ribelle di un lago di montagna. (di gelide lacrime liquefatte, della silenziosa Terra) (di una sbiadita palpebra, di un vento senza ali) (di una tempesta senza occhi, di Dei caduti, che hanno perso la propria strada)
Mi do alle fiamme per creare l’elemento perfetto."
- Daniel Gildenlöw -
... Live that you might find the answers You can’t know before you live...
Love and life will give you chances. From your flaws learn to forgive.
"Forse sono l’uomo con le leggendarie quattro mani Per toccare, per curare, implorare e strangolare. Ma io non so chi sono, e tu ancora non sai chi sono..." F. R.
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giovedì 28 aprile 2011 - ore 19:20
A volte la vista della città attraverso la pioggia..
(categoria: " Vita Quotidiana ")
..riempie il vuoto di una vita fallita.
L’esistenza del terribile in ogni particella dell’aria. Lo respiri con la trasparenza; ma in te si deposita, indurisce, assume tra i tuoi organi forme spigolose, geometriche. Perché tutti i tormenti e gli orrori sofferti nelle piazze dei patiboli, nelle camere di tortura, negli ospizi dei pazzi, sotto gli archi dei ponti a fine autunno: tutto questo è di una tenace intransitorietà, insiste su di sé, aggrappandosi, geloso di tutto quanto è, alla sua terribile realtà.
Gli uomini vorrebbero poter dimenticare molto di questo; il loro sonno livella con dolcezza tali solchi nel cervello, ma i sogni lo scacciano e rintracciano i segni. E quelli si svegliano ansimanti e lasciano fondere nell’oscurità la luce di una candela e bevono, come acqua zuccherata, il conforto della penombra. Ma su che margine posa tale sicurezza? Basta il più piccolo cambiamento, ed ecco lo sguardo, di nuovo, fuori da ogni cosa nota ed amica, e il contorno un istante prima tanto consolante diventa con più chiarezza un margine dell’orrore.
Guàrdati dalla luce, che rende più vuoto lo spazio; non girare la testa, che a volte un’ombra non s’alzi alle tue spalle, come il tuo despota. Meglio se fossi rimasto al buio, forse, e il tuo cuore sconfinato avesse cercato d’essere il cuore greve dell’indistinto.
Ora ti sei raccolto in te, ti vedi finire davanti a te nelle tue mani, di tanto in tanto con un movimento incerto ripercorri il tuo viso. E dentro di te non è quasi spazio; puoi dirti appagato se la strettezza del tuo intimo non può contenere nulla di grande; se anche l’incommensurabile deve entrare in te adattandosi alle tue condizioni. Ma fuori, fuori tutto è imprevedibile; e se la Follia sale fuori, essa cresce anche dentro di te, non nei vasi che in parte controlli, o nel flemma dei tuoi organi più indifferenti: aumenta nei capillari, aspirata dai canali fino alle diramazioni estreme della tua esistenza infinitamente ramificata. Là si alza, là ti travalica, arriva oltre il tuo respiro, su cui sei salito a rifugiarti come nel tuo ultimo asilo.
E poi, dove, poi: dove? Il tuo cuore ti spinge fuori da te, il tuo cuore ti incalza alle spalle, e sei già quasi fuori di te e non puoi più rientrare. Come un coleottero calpestato, coli fuori di te, e quel po’ di durezza che ti resta alla superficie, l’elasticità di adattamento, non servono più a nulla.
- R. M. Rilke -
"E so molto bene che non ci sarai. Non ci sarai nella strada, non nel mormorio che sgorga di notte dai pali che la illuminano, neppure nel gesto di scegliere il menù, o nel sorriso che alleggerisce il “tutto completo” della metropolitana, nei libri prestati e nell’arrivederci a domani..
Nei miei sogni non ci sarai, nel destino originale delle parole, nè ci sarai in un numero di telefono o nel colore di un paio di guanti, di una blusa.
Mi infurierò, amor mio, e non sarà per te, e non per te comprerò dolci, all’angolo della strada mi fermerò, a quell’angolo a cui non svolterai, e dirò le parole che si dicono e mangerò le cose che si mangiano e sognerò i sogni che si sognano
e so molto bene che non ci sarai, nè qui dentro, il carcere dove ancora ti detengo, nè la fuori, in quel fiume di strade e di ponti.
Non ci sarai per niente, non sarai neppure ricordo, e quando ti penserò, penserò un pensiero che oscuramente cerca di ricordarsi di te."
- Julio Cortazar -
* * *
La sete cresce e non può placarsi. L’antidoto non è mai esistito, e accostata alla voragine la coppa vuota scompare, inghiottita dalla sua stessa inutilità.
Fagocitare soluzioni precarie non fa altro che inaridire un deserto di aspettative deluse, che si sgretola piano e si prosciuga nelle crepe, invocando ciò che non può arrivare. Rivoli salati di lacrime corrodono i residui dispersi, e frammentano la visione come specchi infranti.
“Sta male perché è ancora troppo fragile..” - dicono. Ma lo sanno quel che dicono? Parlare di male e non saperlo concepire. Sono solo parole soffiate nel vento, lasciate fluire per non sentirle.
Tutto rientra negli schemi, copioni già visti. Tutto si sistemerà seguendo un percorso vecchio di secoli, lisciando la superficie, scorrendo abilmente ai margini dei sentimenti, perché trafiggerli e costringersi a guardarli sanguinare è troppo difficile. Rispetto il copione, ma niente rispetta me.
La coppa è vuota, niente potrà riempirla. Mi aggrappo ai pezzi di vita che trovo, li respiro a fondo, li spingo fin nelle viscere di quel che mi resta. Respiro tutto per non soffocare, ma la sete permane e non sa che non c’è più nulla da prosciugare.
Ricordi di un vicolo cieco
(categoria: " Vita Quotidiana ")
"Ho utilizzato cianfrusaglie per attizzare il fuoco Il sangue dell’innocenza che bruciava nei cieli Ho riempito la mia coppa con l’acqua dell’alta marea e versata in un oceano di detriti
Sto nuotando nel fumo dei ponti che ho bruciato quindi non c’è bisogno di scuse sto perdendo ciò che non merito. Ciò che non merito.
Abbiamo trattenuto il respiro quando le nuvole hanno cominciato a formarsi ma eri perso nello strepitio della tempesta
E alla fine, siamo destinati a stare l’uno lontano dall’altro Le cavità separate del cuore umano
Sto nuotando nel fumo dei ponti che ho bruciato quindi non c’è bisogno di scuse sto perdendo ciò che non merito. Ciò che non merito.
E’ nelle ossa annerite dei ponti che ho bruciato Quindi niente scuse: sto perdendo ciò che non merito. Ciò che non merito.
La colpa è solo mia per i ponti che ho bruciato. Quindi non c’è bisogno di scuse. Sto perdendo ciò che non merito."
(Linkin Park - Burning in the skies)
"Aspetta che il tuo sogno si avveri, e sarai liberato. Prima o poi succede sempre. Basta aspettare. La tua opera, prima di scriverla, dovresti viverla. Io so come rendere interessante la tua vita. Andando a cercare la parte di sogno che ti spetta di diritto. Vedi Johannes.. i sogni bisogna infrangerli."
Every morning I walk towards the edge...
(categoria: " Vita Quotidiana ")
...and throw little things off.
"Nato dal silenzio, silenzio pieno di esso Un concerto perfetto il mio migliore amico Così tanto per cui vivere, così tanto per cui morire. Se solo il mio cuore avesse una casa.
Canta quello che non puoi dire. Dimentica ciò con cui non puoi suonare. Affrettati per annegare in occhi stupendi Cammina nella mia poesia, questa musica morente - La mia lettera d’amore a nessuno
Mai sospirare per un mondo migliore E’ già composto, suonato e raccontato Ogni pensiero la musica che scrivo Tutto un desiderio per la notte
Scrissi per l’eclisse, scrissi per la vergine Morii per la bellezza, quella nel giardino Creai un regno, lo raggiunsi per la saggezza Fallii nel diventare un dio.
Mai sospirare...
<<Se leggi questa riga, non ricordare la mano che la scrisse Ricorda solo il verso, pianto del compositore, colui che non ha lacrime. Perchè io gli ho dato forza, ed è diventato la mia sola forza. Casa confortevole, grembo materno, occasione per l’immortalità. Quando essere voluto diventò un brivido che non avevo mai conosciuto Il dolce piano che scrive la mia vita>>
<<Insegnami la passione perchè la mia paura è svanita Mostrami l’amore, sostieni il derelitto Così tanto di più avrei voluto dare a coloro che mi amano Mi dispiace. Il tempo dirà (questo amaro addio) Non vivo più per non disonorare nè te nè me.
E tu... Vorrei non provare più compassione per te...>>
Un’anima solitaria... Un anima d’oceano..."
Fa freddo quando le stelle si nascondono allo sguardo, e la luna si espande nel buio uniforme, irradiando il mondo con la sua gelida luce argentea.
E’ angosciante esser costretti a vedere i contorni delle cose nella notte, seguire la strada che non termina mai, e vederla mutare in un fiume d’argento che vibra all’orizzonte, sfumando lontano nel cielo.
Angosciante come quando davanti al mare notturno ci si perde a rimirare le parti più scure degli occhi blu delle onde, rabbrividendo al vento gelido, e al pensiero che nemmeno in quel frastuono si scioglierà mai il freddo sale delle acque.
Angosciante come la sensazione di camminare scalzi nelle sale vuote di quello che un tempo era il nostro paradiso, sussurrando in sbuffi di polvere quel che non si può più semplicemente dire.
E’ la solitudine che toglie la terra da sotto i piedi, che fa quasi ridere e poi disperare. Che ti ricorda quanto la vita sa essere buffa, e poi ti scuote per le spalle, rammentandoti che del male che provi tu non frega mai niente a nessuno.
Ogni felicità è un’innocenza, e ogni conquista è una solitudine.
"Che cos’è la fotografia? Che cosa la caratterizza veramente e diversamente dalle altre tecniche artistiche? E’ un’arte? Ha una storia? E che senso ha oggi, nell’epoca del simulacro?
La fotografia è una bestia nera dell’arte e della cultura contemporanee. Malcompresa da un pubblico di amatori e curiosi che per lo più vi cercano ciò che essi non sanno fare o non hanno visto di persona, è mal difesa dalla gran parte dei suoi professionisti che ne parlano ancora con argomenti quasi esclusivamente tecnici o criteri estetici del tutto compassati;
ripresa ampiamente da una quantità di artisti delle ultime generazioni, medium privilegiato della moda e della pubblicità, non ha beneficiato di molte specifiche e diffuse riflessioni teoriche e la sua stessa storia rischia di ridursi alla compilazione dei suoi accadimenti.
In alcune fotografie il taglio non è affatto un semplice fenomeno meccanico. E’ l’unica cosa che costituisce l’immagine e che, costituendola, implica che la fotografia è una trasformazione assoluta della realtà.
Non perché la fotografia è senza spessore, in bianco e nero, o piccola, ma perché in quanto serie di segni realizzati su carta attraverso la luce, non possiede più orientamento naturale, in rapporto agli assi del mondo reale di quanto ne possiedano, su un quaderno, i segni che conosciamo sotto il nome di scrittura.
E’ il simbolismo allo stato puro, il simbolismo come visione del linguaggio in quanto assenza fondamentale, assenza del mondo e dei suoi oggetti sostituiti dalla presenza del segno."
- Rosalind Krauss -
(Shot by Anachron)
"La foto è letteralmente un’emanazione del referente. Da un corpo reale, che era là, sono partiti dei raggi che raggiungono me, che sono qui; la foto dell’essere scomparso viene a toccarmi come i raggi differiti di una stella.
Una specie di cordone ombelicale collega il corpo della cosa fotografata al mio sguardo: benché impalpabile, la luce è qui effettivamente un nucleo carnale, una pelle che io condivido con colui o colei che è stato fotografato.
Ciò che la fotografia riproduce all’infinito ha avuto luogo una sola volta: essa ripete meccanicamente ciò che non potrà mai più a ripetersi esistenzialmente.
In essa, l’avvenimento non si trasforma mai in altra cosa: essa riconduce sempre il corpus di cui ho bisogno al corpo che io vedo; è il Particolare assoluto, la Contingenza sovrana, spenta e come ottusa, il Tale, in breve la Tyché, l’Occasione, l’Incontro, il Reale nella sua espressione infaticabile."
- Roland Barthes -
"It’ll all collapse tonight, the fullmoon is here again"
Per buttare il tempo in modo squallido e insulso esistono svariate soluzioni: trasmissioni della De Filippi, shows televisivi vari ed eventuali, il baretto delle suocere, o qualche pixel in croce che diventa la vita sostitutiva di talune persone.
Persone che invece di pensare a vivere o a guardare nel proprio cesso esistenziale, trovano più interessante uno schermo di pc e un’esistenza alternativa. Pericoloso affare, ma come non comprenderlo? Si deve pur tenere della comprensione bonus da riservare agli pseudo-sconosciuti coi quali purtroppo ci si trova ad aver a che fare.
Quel che non posso comprendere, né tanto meno tollerare, è che gente infima, viscida, ipocrita, e senza una cazzo di vita propria, osi farsi gli affari miei avendo da ridire sul mio operato e sulle mie scelte. Sono la donna dell’infinita pazienza, della comprensione e della gentilezza, ma la gente che mi schifa profondamente non deve permettersi di mettere la lingua sugli affari che mi riguardano.
Ho un blog pubblico, sì…e allora? Pensi che bastino due immagini e quattro parole cifrate per comprendere l’essenza delle cose? Credi davvero di avere il diritto di sputare chiacchiere insulse riguardo ciò che mai comprenderai realmente?
Continuate pure ad elemosinare succulenti gossip coi quali riempire il vuoto di esistenze noiose, ma fossi in voi mi preoccuperei più di vivere che di fare gli avvoltoi passivi sulle vite degli altri.
Stai ancora leggendo? Mi spiace deluderti, ma è inutile che scorri la pagina: niente foto interessanti da commentare. E’ patetico essere ossessionati dal bisogno di sapere tutto degli altri, ma soprattutto è un fallimento in partenza e una perdita di tempo.
Dovresti comunque ringraziarmi per averti riservato quest’occasione ghiotta di far salottino indignandoti per le mie parole. Enjoy it.
Dal canto mio finisco con l’invitarti cortesemente a chiudere questa pagina e ad andartene a fanculo. ^_^
"Non vedi che io sono facilmente infastidito dalla persistenza? Sei a un passo dall’ essere picchiato… Vuoi insinuarti sotto la mia pelle E chiamarti amico Io ho molti amici come te Cosa faccio?
Non c’è nessun altra regola? Che cosa serve, chi sono, dove sono stato Accetta il tuo posto Non puoi essere qualcosa che non sei Sii te stesso, da solo Stammi lontano Una lezione appresa nella vita Conosciuta dall’alba dei tempi
Rispetta, cammina! Cosa hai detto? Stai parlando a me?
La tua bocca corre quando io non ci sono E’ facile da ottenere Piangi per i deboli amici per cui simpatizzi Puoi sentire i violini suonare la tua canzone? Quegli stessi amici mi riferiscono ogni tua parola
Non c’è nessun altra regola? Che cosa serve , chi sono, dove sono stato Accetta il tuo posto Non puoi essere qualcosa che non sei Sii te stesso, da solo Stammi lontano Una lezione appresa nella vita Conosciuta dall’alba del tempo
Rispetta, cammina! Cosa hai detto? Stai parlando a me?
Il Labirinto di Cnosso è un leggendario labirinto, che secondo la mitologia greca fu fatto costruire dal Re Minosse sull’isola di Creta per rinchiudervi il mostruoso Minotauro.
Minotauro o Asterio, che significava "Re delle Stelle", figlio di Pasife - "Colei che rischiara tutto", appellativo della dea lunare e di un Toro bellissimo, sotto le cui spoglie era Zeus per possederla.
Il labirinto era un intrico di strade, stanze e gallerie, costruito dal geniale Dedalo con il figlio Icaro, i quali, quando ne terminarono la costruzione, vi si trovarono prigionieri. Dedalo costruì delle ali, che appiccicò con la cera alle loro spalle, ed entrambi ne uscirono volando.
Il Minotauro divorava ogni anno sette fanciulli e sette fanciulle di Atene, finché Teseo, aiutato da Arianna, non l’uccise. Teseo riuscì a uscire dal labirinto solo grazie al filo che Arianna gli aveva dato e che aveva lasciato scorrere lungo il percorso. Una volta ucciso il Minotauro, Teseo seguì la strada indicata dal filo.
Sin dall’epoca in cui è nata la favola di Minos e del Minotauro, racchiuso nel labirinto dove, con l’aiuto dell’amore e dell’inganno, scenderà a cercarlo e a ucciderlo l’eroe solare Teseo, il simbolo del Toro-uomo, segno di forze ctonie che tentano un’estrema rivolta contro l’uomo ordinatore, soggetto agli dèi, ma insieme allievo di Prometeo e dei primi legislatori ha occupato la mente degli uomini, ispirando innumerevoli poeti, favolisti e pittori.
In effetti, i simboli essenziali dell’uomo e i miti antichi che li esprimono hanno una forza primigenia che è come radicata nel profondo dell’animo e continuano a possederlo e commuoverlo anche quando il loro significato sembra dimenticato, ossia quando quei miti non hanno più, all’apparenza, la carica sacrale, l’energia religiosa che ne avevano accompagnato la nascita.
Così, la leggenda del labirinto e del Minotauro ha attraversato integra più di tremila anni di storia. «E forse il racconto più popolare dell’antichità», dice Samivel, «e il suo successo non è certamente dovuto al caso. In verità, esso contiene un tema mentale di portata e risonanza universali, un misto di angoscia e di speranza capace di nutrire una specie di incubo intellettuale prossimo alla pazzia e insieme, su un altro piano, la meditazione dei saggi. E tutto ciò grazie a una sola immagine, in fondo alla quale giace ’Qualche Cosa’, forse il Mostro, forse il Tesoro, forse entrambe le cose.»
E anche: l’animalità, la sua tristezza, la sua innocenza, per quanto gravate da una sorte atroce; ed è un’animalità condivisa dall’umanità. Poiché, se il Minotauro nacque, innocente e vittima, da un connubio orrendo, perché deve espiare una colpa non sua? Se tuttavia la deve espiare, nessuno di noi è, in fin dei conti, né più né meno responsabile di lui, e quindi nessuno di noi è responsabile: eppure incombe sopra di noi la stessa Moira.
In effetti; la storia del Minotauro è un mysterium tremendum. Ci attira e ci respinge. È mirum, è admirandum, è fascinans; di fronte all’animalità e insieme umanità del mito, noi siamo colpiti, a un tempo, da tremor e stupor per usare la terminologia di R. Otto. «Che cos’è ciò che traspare fino a me e mi colpisce il cuore senza ferirlo? Timore e ardore mi scuotono: timore per quanto ne sono dissimile, ardore per quanto ne sono simile» (Agostino, Conf., II, 9,1).
Mistero del diverso, incompreso e inspiegato, alieno e alienante, interamente avulso da quanto ci è familiare e noto. Pesa sul Minotauro il fato dell’innocente, dell’innocentemente crudele, dell’essere incolpevole condannato dagli dèi a essere crudele e insieme a essere colpito per quella crudeltà.
Grava su di lui la colpa di lussuria della madre e del mondo; si manifesta in lui non solo il destino della bestia - che è quello di essere sacrificata - ma anche il prorompere della bestialità nell’uomo; bestialità che, in quanto tale, deve essere punita con la morte: ed è una morte insieme necessaria e ingiusta.
Nel Minotauro infelice, abitatore delle tenebre inestricabili, confinato in fondo a un inremeabilis error, noi che forse ci credevamo innocenti veniamo inviluppati in colpe oscuramente accumulate.
Però, se siamo Minotauro, siamo anche il vittorioso Eroe solare. Anche a noi Eros ha fatto avere un lungo filo che ci condurrà fino al mostro, e quando lo avremo vinto con la nostra spada lucente quel filo ci farà tornare alla luce e lasceremo indietro, nell’oscurità eterna, il corpo ormai immobile della bestialità debellata.
L’amore ci condurrà sino in fondo, sino alle ultime caverne nascoste dei nostri sentimenti meno umani e, uccisa l’animalità, ci farà tornare sotto il cielo lucente. Quale simbolo più bello di questo?
Ma, dopo la vittoria, torna ancora nel nostro cuore sensibile la pietà per quella morte, per ogni morte; e forse anche una nostalgia per le tenebre abbandonate, un oscuro sentimento di tenerezza per la vita mostruosa che abbiamo distrutto in noi e abbandonato. Nella notte in cui è stato celebrato quel sacrifìcio, il lato infernale del nostro essere piange sul corpo del mostro. La sua morte lo innalza e glorifica. Ieri, oggi: validità profonda che è come l’essenza simbolo e segno del mito vivente.
“Il Libro dei Labirinti, Storia di un Mito e di un Simbolo” di Paolo Santarcangeli
"L’orrore è la parte migliore dell’uomo.
Quanto più il mondo ne rafforza la percezione
tanto più profondamente egli è turbato dal portento."
"Remember when we used to shine and had no fear or sense of time when it creeps up on you"
* * *
Nostalgia, mancanza, consapevolezza. Qualcosa che rimane addosso e non ha nome. Odori, immagini sovrapposte, fantasmi che aleggiano nellaria tersa di questa primavera, davanti ai miei occhi, in punta di piedi sul mio cuore.
E buffo se penso a come ho sentito questa canzone, ma anche dalle situazioni più insulse si può trarre qualcosa di buono. Non so spiegare perchè, ma il testo mi da un profondo senso di pace e serenità.
Fa tutto male ma è tutto necessario. E va bene così.
"Its colder than before, the seasons took all they had come for. Now winter dances here it seems so fitting, dont you think? To dress the ground in white and grey.
Its so quiet I can hear my thoughts touching every second that I spent waiting for you. Circumstances afford me no second chance to tell you how much Ive missed you.
My beloved do you know when the warm wind comes again another year will start to pass? Please dont ask me why I’m here. Something deeper brought me, than a need to remember.
We were once young and blessed with wings. No heights could keep us from their reach. No sacred place we did not soar. Still greater things burned within us. I dont regret the choices that I made. I know you feel the same.
My beloved do you know how many times I stared at clouds thinking that I saw you there? These are feelings that do not pass so easily. I cant forget what we claimed as ours.
Moments lost though time remains. I am still proud of what we were. No pain remains, no feeling. Eternity awaits.
Grant me wings that I might fly. My restless soul is longing. No pain remains, no feeling. Eternity awaits."
I just made you up to hurt myself...
(categoria: " Vita Quotidiana ")
...and it worked.
Sarò parola che corre oltre il tempo. Pagina bianca ed inchiostro al veleno. I raggi di luna e lo specchio riflesso. Sarò il tuo poema, la gioia ed il tedio.
Sarò cartomante e megera d’avorio. Il sole che cresce e scintille di stelle. Sarò l’equilibrio tra nuvole incerte. La sabbia negli occhi e la sete che cura.
Cerco un rimedio, un sollievo che duri. Cerco il problema e la sua spiegazione.
Cerco una mappa con il tuo nome. La strada che taglia a pezzetti le ore.
Potrei dire tutto o mentire di cuore, ma sei il mio rimedio senza soluzione.
“Sto diventando sempre meno definito col passare dei giorni. Scomparendo. Beh, potresti dire che sto perdendo la concentrazione, andando alla deriva nell’astratto per quanto riguarda il modo in cui vedo me stesso.
A volte credo di poter vedere direttamente attraverso di me. A volte posso vedere direttamente attraverso di me.
Meno preoccupato riguardo l’adeguarmi al mondo. Il tuo mondo, cioè. Perché non importa più davvero, no, non importa più davvero. Nulla di questo importa più davvero.
Si sono solo, ma dopotutto lo sono sempre stato, per quanto indietro io possa ricordare. Credo che forse sia perché tu non eri mai davvero reale, tanto per cominciare. Io ti ho creato solo per farmi del male.
Ti ho creato solo per farmi del male. Ed ha funzionato. Sì.
Non c’é nessun te. Ci sono solo io. Non c’é nessun fottuto te. Ci sono solo io.
Solamente.
Il più piccolo puntino attirò il mio occhio e si rivelò una piaga. E io avevo questa sensazione bizzarra, come se sapessi che era qualcosa di sbagliato. Ma non riuscivo a lasciarlo stare, continuavo a tormentare la piaga. Era una porta che tentava di sigillarsi, ma io mi ci sono arrampicato attraverso.
Ora sono in un qualche luogo in cui non dovrei essere, e posso vedere cose che so che non dovrei vedere. E ora so il perché, ora, ora so perché le cose non sono belle dentro.
Only.”
Non importa più. Non importa davvero. Continuo a tirare lo sciacquone, prima o poi annegherai.
"Son maestro di follia, vivo la mia vita sulla fune che separa la prigione della mente dalla fantasia.
Il mio futuro è nel presente ed ogni giorno allegramente io cammino sul confine immaginario dell’orizzonte mentre voi, signori spettatori, mi guardate dalla strada, cuori appesi ad un sospiro per paura che io cada
ma il mio equilibrio è in cielo come i sogni dei poeti, mai potrei viver come voi che avete sempre la certezza della terra sotto i piedi.
Son maestro di pazzia e vola sulla corda la mia mente a rincorrere i pensieri ad inseguire l’utopia di catturare almeno un “oggi” prima che diventi “ieri” e provare a far danzare il tempo.
Signori spettatori lo spettacolo è finito, vi saluto con l’inchino, sempre in bilico sull’orlo del destino
e un sorriso avrò per tutti voi, che vediate nel funambolo un buffone o che vediate in lui un artista
e ringrazio chi ha disegnato questa vita mia perché mi ha fatto battere nel petto il cuore di un equilibrista."
Come t’amerei, notte, senza quelle stelle che con la loro luce parlano una lingua dolorosa. Perché è il vuoto che cerco, il nero e nudo nulla, che azzera le difese e cancella le paure.
Come uno spettro taciturno ho solo voglia di tornare al mio rifugio, e scivolare silenziosa con le ombre della sera tra le braccia della vertigine.
Ho bisogno di specchiarmi capovolta in quegli abissi di sogni dimenticati che la sua presenza risveglia, e cautamente affondare nel terrore di ciò che non può più essere evitato.
Non posso fare a meno di inseguire la follia del visionario, e non ho alcun bisogno di luci di chiarezza, né di domande o risposte ragionevoli.
Voglio continuare a sentire ciò che semina il buio, oltrepassare le menzogne e aggrapparmi al sorriso beffardo e seduttore di una vita nuova sulla fune.
Non posso fermare la corsa né impormi di rallentare, posso solo continuare a sentirmi viva e respirare a fondo la notte e il suo sapore intenso, celato in ogni respiro.
E al contempo riscoprire il candore di un bianco che non lascia altro a cui pensare, fondendo ogni dettaglio nel bagliore di un’accecante luce chiara.
~ Ci riflettiamo su questo regno colmo d’ombre, riempito da un crepuscolo senza fine, come stelle nella gola della vacuità che originano una meravigliosa notte. ~