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nevebianka, 22 anni
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ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...







PARANOIE


1) scoprire che niente ha un senso, che sono insignificante e che tutti i giorni che ho vissuto si perderanno in un lieve vento senza fine
2) Ma perché ci deve sempre essere qualcuno che rompe i ******** e mi rovina la giornata ???
3) ci saranno giorni migliori
4) quando le uniche risposte ai tuoi sms sono gli addebiti...
5) Svegliarsi la mattina e sapere di avere fatto un guaio a cui non si può rimediare
6) doversi alzare da sotto il piumone alle 7 di mattina in pieno inverno
7) ki non è capace di farsi i santissimi KAZZI SUOI!!!e viene a farsi i kazzi miei!!!

MERAVIGLIE


1) il sesso
2) ... l'instabilità del caso ... sapere che vivere nn è una teoria matematica e in ogni attimo tutto può essere rivoluzionato anche da una semplice frase...
3) accendere la radio proprio mentre stanno trasmettendo la tua canzone preferita
4) Le castagne appena cotte.. un caminetto, una bella boccia di vino rosso e una persona speciale accanto..
5) sentirsi stupidi quando ci si piange addosso, guardarsi attorno e rendersi conto che c'è chi, nonostante stia più male di te, ha la forza di continuare a testa alta senza fiatare.


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FANTASMI, REALTA' O FANTASIA
(da Tempo Libero / Paranormale )


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E centomila occhi si voltarono
a guardare il cielo
con un sospiro leggero,
da quella parte sì, e da quella parte che
sarebbero venuti, loro
l’aveva detto il vecchio pazzo
che abitava il monte
nessuno aveva dubitato
delle sue parole
avevano bisogno di loro
sarebbero venuti in volo.
E centomila cuori cominciarono
a sondare il cielo
con un sospiro leggero
da quella parte sì, e da quella parte
che, sarebbero venuti loro
non c’era che aspettare fino all’alba
con pazienza e rassegnazione
avrebbero risolto tutto quanto loro
senza fare il minimo rumore
avevano bisogno di loro
sarebbero venuti in volo.

E centomila mani cominciarono
ad alzarsi verso il cielo
si stava già facendo giorno
e non era arrivato nessuno.
Non si poteva, più, aspettare invano
qualcuno già diceva
che non esistevano nemmeno.......
........dovevano fare da loro,
fu allora che presero...
...il volo...





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SONDAGGIO: E’’ ANCORA POSSIBILE PROVARE IL PIACERE DELLA LETTURA OPPURE SIAMO SOMMERSI DALLA TECNOLOGIA?




SI APPREZZO ANCORA I BUONI LIBRI
LIBRI?QUELLI CON LE PAGINE DI CARTA?
COME SI FACEVA UNA VOLTA SENZA INTERNET?
PREFERISCO I FILM

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mercoledì 10 marzo 2004 - ore 16:52


leggere bene!(trovato in un sito)
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Nasreen ha quarant’anni. Khairulnisah ne ha cinquanta. Nel loro povero villaggio di contadini nel nord dell’Afghanistan, Haji Bai Nazar, queste due donne sono diventate una leggenda.

Durante i bombardamenti americani dell’inverno 2001 questa zona, controllata dai talebani, fu martellata senza tregua.
Alla fine della guerra sul terreno rimasero centinaia di piccoli e micidiali ordigni inesplosi rilasciati dalle famigerate bombe a frammentazione.

"Ce n’erano tantissime, nei campi fuori dal villaggio e nelle strade, tra le case - racconta Khairulnisah. Solo nel mio cortile ce n’erano una decina. Sapevamo che quei piccoli cilindri gialli erano molto pericolosi, quindi nessuno li ha toccati per parecchio tempo. Semplicemente stavamo attenti a non calpestarli.
Ma un giorno due bambini del villaggio ne hanno raccolto uno e hanno cominciato a giocarci. L’esplosione li ha dilaniati."

"Temevo potesse succedere anche ai miei figli - ricorda Nasreen. Così, io e la mia amica abbiamo deciso di rimboccarci le maniche e ripulire il villaggio. In pochi giorni abbiamo raccolto una settantina di bombe. Di notte le portavamo fuori dal villaggio, in una buca profonda che avevamo scavato, e lì le facevamo esplodere".

Il coraggio di queste due donne destò un grande scalpore nel villaggio. Molti le ritenevano delle pazze. Inizialmente gli uomini, che da queste parti non vedono di buon occhio che le donne prendano iniziative e facciano di testa loro, giudicavano oltraggioso il loro comportamento.

Ma quando le strade e i campi di Haji Bai Nazar tornarono ad essere sicuri grazie a queste due donne, tutti riconobbero il coraggio di Nasreen e Khairulnisah, che da allora sono divetate due eroine locali.

L’uso delle bombe a frammentazione, o cluster bomb, è bandito dai trattati internazionali in quanto considerate alla stregua di mine anti-uomo, che colpiscono dunque la popolazione civile.

Questi ordigni, delle dimensioni di una lattina, sono contenuti in testate che si aprono prima di toccare terra, e che dunque li spargono su una vasta area, in maniera del tutto casuale. Nulla di più lontano dalle bombe intelligenti. In media, e non per un difetto di fabbricazione, circa la metà di queste bombe non esplodono con l’impatto al suolo, giacendo inesplose finché qualcuno non le tocca.

Sono di colore giallo acceso, lo stesso delle razioni umanitarie sganciate dall’aviazione Usa.
Per questo sono i bambini, attirati dal colore di qualcosa associato al cibo, le vittime principali di questi oggetti.

*****Per ulteriori argomenti sulla silenziosa "altra metà del cielo" clikkate http://www.peacereporter.net/it/canali/voci/dossier/040308ottomarzo*****


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mercoledì 10 marzo 2004 - ore 13:16


ORAZIO
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Origini umili, ma studi eccellenti. Figlio di un liberto, ch’era riuscito a racimolare un piccolo patrimonio col mestiere di "coactor exactionum" (esattore delle pubbliche aste), O. fu portato a studiare proprio dal padre (quello ch’egli stesso definirà "il migliore dei padri", suo maestro di vita e di morale) nelle migliori scuole di grammatica e retorica di Roma (fu allievo, tra gli altri, del severo grammatico Orbilio), andando a perfezionarsi persino ad Atene versi i vent'anni (ma il nostro poeta avrebbe sempre sofferto del complesso d'inferiorità derivatogli dalle sue umili origini).

Il fervore repubblicano e la triste esperienza di reduce sconfitto. Lì O. aderì all'ideologia repubblicana dei giovani patrizi romani che vi studiavano, anche perché suggestionato dai temi delle scuole di retorica: fu coinvolto, così, dalla guerra dei "tirannicidi" Bruto e Cassio, ai cui comandi si arruolò come "tribunus militum", combattendo nella storica battaglia di Filippi (42). Si salvò miracolosamente (come lui stesso racconta, gettò lo scudo e si diede alla fuga: ma si tratta di una reminiscenza archilochea?), e riuscì a tornare a Roma durante un armistizio (41), profittando del condono politico di Ottaviano, ma senza protezioni politiche. Le sostanze lasciategli dal padre erano state inoltre confiscate: così, dopo aver sperimentato anche la povertà, per vivere s’impiegò come contabile nell’amministrazione statale ("scriba quaestorius").

L'incontro con Virgilio e Mecenate. In seguito, frequentò a Napoli la scuola epicurea di Sirone in compagnia di Virgilio. Iniziata l’attività poetica con gli "Epodi" e le "Satire", nel 39 fu presentato proprio da Virgilio a Mecenate, che ben presto lo legò a sé come amico e gli donò (33?) un podere nella Sabina: un'amicizia che non poté non alimentare le invidie e le malelingue dei ricchi romani del tempo.

La svolta cesarista: O. intellettuale "allineato". Il nostro poeta, così, tradendo la sua giovanile fede politica, fini con l'abbracciare, con sempre più convinzione e dedizione, le cause del cesarismo: Augusto gli offrì addirittura un lusinghiero posto di segretario, ma O. declinò l’invito, con molto garbo ma con altrettanta fermezza, assecondando tuttavia il programma del princeps sia sul piano politico sia su quello letterario: fu un intellettuale, dunque, sostanzialmente "allineato", se non addirittura "poeta vate". Nel 17 fu inoltre incaricato di scrivere il "Carmen saeculare" in onore di Apollo e Diana, da cantare appunto durante i "ludi saeculares": occasione, questa, particolarmente solenne, dato che quei ludi in quell'anno sancivano ufficialmente l'inizio della "Pax Augusta". Nel 20, O. iniziò a pubblicare le "Epistole"; nell’8 a.C. scrisse 4 libri di Odi.

La morte. Ma nel sett. dell’8 a.C., Mecenate moriva: O. si sentì perduto, tanto che anche lui di lì a poco si spense, forse a causa di un'emorragia cerebrale. Già da 5 o 6 anni, tuttavia, non componeva o pubblicava quasi più nulla, preferendo un completo "otium" di riflessione e di ricerca puramente speculativa. Fu sepolto proprio accanto alla tomba dell'amico e protettore, "la metà dell’anima sua", com'egli stesso lo definì.



olè!w la cultura! w il latinoooo!
CAVE CANEM!!!!

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martedì 9 marzo 2004 - ore 14:02


AUTOSTIMA!
(categoria: " Vita Quotidiana ")


I mparare l’autostima significa passare attraverso l’accettazione. La situazione più importante per ogni persona è di essere fondamentalmente accettata, amata, rispettata dagli altri e da se stessa.
Purtroppo non tutti e non tutte hanno la fortuna di trovare un ambiente di vita in cui sono accettati e accettate per quello che sono. E questo è un grande guaio perché, soprattutto le ragazze, saranno portate a soddisfare i desideri degli altri per essere amate e accettate. E allora, cercando di adeguarci, di infilarci cioè in panni che non sono nostri - così come indossare abiti più larghi o più stretti della nostra taglia - faremo acrobazie impossibili, dolorose e faticose, che ci costringeranno ad essere diverse da ciò che in realtà siamo.
Per stare bene con noi stesse e con gli altri, è indispensabile imparare un’accettazione di fondo riconoscendoci valore per tutto ciò che siamo e che abbiamo, per la nostra unicità.
Ci dobbiamo dare e donare quotidianamente apprezzamento, affetto, attenzione, apertura, autorealizzazione. Ecco il viaggio “eroico” da intraprendere dentro di noi; il percorso da attraversare per giungere alla nostra autostima; il miglior autoriconoscimento.

Ed ecco anche il piano di azione per far entrare nella nostra vita quotidiana l’autostima “fai da te”.

Frequenta persone che stanno bene, evitando di piangerti addosso assieme a quelle che attraversano le tue stesse crisi.

Circondati di persone con una buona autostima.

Sottraiti alle persone che elargiscono approvazione in cambio di obbedienza o adeguamento alla situazione familiare o del gruppo ambientale.

Suscita interesse per ciò che dici, scrivi, fai. Ciò significa concentrarti sui tuoi punti di forza positivi.

Crea situazioni favorevoli per sentirti dire parole sincere di apprezzamento, stima, amore.

Impara ad affrontare le situazioni, anche spiacevoli, con pazienza e senso dell’umorismo.

Cerca un rapporto corretto e in sintonia con il tuo corpo, magari con la respirazione che ti fa prendere coscienza di esso.

Pratica attività creative-grafico-pittoriche, modella la creta, balla.

Circondati di tutto ciò che ti può dare piacere, come immergerti nella natura, ascoltare musica gradevole, gustare cibi sani, odorare buoni aromi, guardare colori stimolanti.

Abituati a scrivere quotidianamente i pensieri e ancor più le emozioni provate durante la giornata. A volte ci sentiamo inquiete senza conoscerne i motivo: scrivendo nella quiete della nostra camera, al riparo dai rumori degli altri, riusciremo a ricordare un incontro, una frase che abbiamo ascoltato o un sentimento che urla dentro di noi.



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martedì 9 marzo 2004 - ore 13:14


shpalman
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Fra le maschere che un uomo può indossare ricordiamo l'argilla.

Fra le maschere che un uomo può indossare come non citare il bronzo.

C'è la maschera di ferro, c'è la maschera di Pippo.

Ma la maschera di merda te la fa solo Shpalman

Dixie e i ragazzi della palla al piede tornano domani, ma adesso è il momento della cazzuola di Shpalman!

Un tamarro dietro l'angolo voleva incularmi la vespa,

un tamarro dietro un altro angolo voleva incularmi la catenina.

Ma io ho chiamato Shpalman lui mi ha risposto 'Dimmi' e io gli ho detto 'Vieni qui che c'è bisogno di te per difendere me'.



Attenti cattivissimi perchè è arrivato Shpalman che shpalma la merda in faccia.

Aiuto arriva Shpalman che tutti shpalmerà

Perchè è arrivato Shpalman che shpalma la merda in faccia

Aiuto arriva Shpalman che tutti shpalmerà.



Non c'è dubbio che Shpalman sia un amico con le mani in pasta.

E non credere che Shpalman gli puoi dire 'tipo Adesso basta'

Perchè si chiama Shpalman, e il nome dice tutto e ad ogni farabutto tinge il viso color marron poi l'ascuiga col phon

Ti rende shpalmatissimo



perchè si chiama Shpalman

che shpalma la merda in faccia

Aiuto arriva Shpalman che tutti shpalmerà

Eroe dei nostri tempi non temo il faccia a faccia

di merda un focaccia sul volto shpalma lui



FACC, ZIC, PRIFF, PROT, PROT, MINK, PAT PAT, ZIK, PATATRACCHETE!

Uellàlàlàlà, che supersballo nella confezione di 'Shpalman Megatrasformer Operation' trovi la cartolina del concorso 'Shpalma il tuo compagno di banco' e vinci la cazzuola laser di Shpalman!



perchè è arrivato Shpalman

che shpalma la merda in faccia

aiuto arriva Shpalman che tutti shpalmerà

Autografi la faccia di tutti i miei nemici

e il volto gli incornici con pezzi di pupù

Arrivederci Shpalman, ci mancherai di brutto

ed ogni farabutto shpalmato resterà.

resterà...

resterà...











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lunedì 8 marzo 2004 - ore 23:18


2000:cilumk!
(categoria: " Vita Quotidiana ")


quanti vincitori oggi!tanto affetto anche a te!

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lunedì 8 marzo 2004 - ore 17:50


1900 visite!
(categoria: " Vita Quotidiana ")


la vincitrice è snowy!
x te tanto affetto offerto da.....me!

bacioooo

nevolina

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lunedì 8 marzo 2004 - ore 13:55


la locanda della clessidra
(categoria: " Vita Quotidiana ")


C’è un modo per sapere quando è il momento preciso in cui le cose avvengono? Quando il conto alla rovescia avrà termine e il meno uno diventerà zero, quando, ovvero, l’attesa goduta (e non ingannata) diventerà piacere?
Mi chiedo, quando non si sanno gli estremi, da quale numero si parte.
Se contassimo in avanti, unduetre, non ci sarebbe modo di sbagliare.
Contiamo a voce, senza penna o orologio, contiamo e cantiamo, di e per noi, fino a quando il conto s’interromperà ad un numero qualsiasi da cerchiare di rosso, per poi scriverlo sui muri e sui biglietti, scriverlo anche sulla pelle da cui cancellarlo strofinandoci sopra i corpi, e quando è sparito ricominciare nuovamente a contare.
Un continuo conto delle ore che scorrono, di quelle che devono arrivare, di quelle passate.
Un conto di cui noi siamo l’oste.



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lunedì 8 marzo 2004 - ore 13:48


l'8 marzo
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Le origini della festa dell'8 Marzo risalgono al lontano 1908, quando, pochi giorni prima di questa data, a New York, le operaie dell'industria tessile Cotton scioperarono per protestare contro le terribili condizioni in cui erano costrette a lavorare.

Lo sciopero si protrasse per alcuni giorni, finché l'8 marzo il proprietario Mr. Johnson, bloccò tutte le porte della fabbrica per impedire alle operaie di uscire. Allo stabilimento venne appiccando il fuoco e le 129 operaie prigioniere all'interno morirono arse dalle fiamme.
Successivamente questa data venne proposta come giornata di lotta internazionale, a favore delle donne, da Rosa Luxemburg, proprio in ricordo della tragedia.

Questo triste accadimento, ha dato il via negli anni immediatamente successivi ad una serie di celebrazioni che i primi tempi erano circoscritte agli Stati Uniti e avevano come unico scopo il ricordo della orribile fine fatta dalle operaie morte nel rogo della fabbrica.

Successivamente, con il diffondersi e il moltiplicarsi delle iniziative, che vedevano come protagonistele rivendicazioni femminili in merito al lavoro e alla condizione sociale, la data dell'8 marzo assunse un'importanza mondiale, diventando, grazie alle associazioni femministe, il simbolo delle vessazioni che la donna ha dovuto subire nel corso dei secoli, ma anche il punto di partenza per il proprio riscatto.

Ai giorni nostri la festa della donna è molto attesa , le associazioni femminili organizzano manifestazioni e convegni sull'argomento, cercando di sensibilizzare l'opinione pubblica sui problemi che pesano ancora oggi sulla condizione femminile, ma è attesa anche dai fiorai che in quel giorno vendono una grande quantità di mazzettini di mimose, divenute il simbolo di questa giornata, a prezzi esorbitanti, e dai ristoratori che vedranno i loro locali affollati, magari non sanno cosa è accaduto l'8 marzo del '29, ma sanno benissimo che il loro volume di affari trarrà innegabile vantaggio dai festeggiamenti della ricorrenza.

Nel corso degli anni, quindi, sebbene non si manchi di festeggiare queste data, è andato in massima parte perduto il vero significato di questa ricorrenza, perché la grande maggioranza delle donne approfitta di questa giornata per uscire da sola con le amiche per concedersi una serata diversa, magari all'insegna della "trasgressione", che può assumere la forma di uno spettacolo di spogliarello maschile, come possiamo leggere sui giornali, che danno grande rilevanza alla cosa, riproponendo per una volta i ruoli invertiti.




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Ma come si è arrivati ad associare la mimosa alla Festa delle Donne?

La scelta della mimosa come simbolo dell’8 marzo è stata fatta in Italia, esattamente nel 1946. L’UDI (Unione Donne Italiane) stava preparando il primo "8 marzo" del Dopoguerra, e si pose il problema di trovare un fiore che potesse caratterizzare questa Giornata femminile.

C’era il precedente del garofano rosso per la festa del lavoratori il Primo maggio, che come simbolo aveva sempre funzionato bene, soprattutto negli anni del fascismo, durante i quali metterselo all’occhiello era un segnale inequivocabile, e non privo di rischi.

Alle donne romane piacquero quei fiori gialli dal profumo particolare, che avevano anche il vantaggio di fiorire proprio nel periodo giusto e non costavano tantissimo (... a quei tempi!). E così la mimosa divenne da allora il fiore simbolo delle donne e dell'8 marzo.



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domenica 7 marzo 2004 - ore 18:39


adesso si ke kapisco...mannaggia...cioè lo sapevo ma ho kapito qndo è stato!
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Sono semplicemente i tuoi ormoni.
Sono semplicemente i tuoi ormoni SPM: questa abbreviazione di “sindrome premestruale” indica quei giorni del mese un pò difficili, in cui siamo soggette ad improvvisi sbalzi d’umore dovuti agli ormoni.

Il miglior modo per sopravvivere alla SPM è ricordare in quali giorni arriverà . L’ovulazione si verifica circa 14 giorni prima delle mestruazioni e gli ormoni si adattano a questa fase. Di solito, i problemi da SPM si avvertono 7 giorni prima delle mestruazioni.

Perciò, se scoppi a piangere per la minima cosa, puoi sempre dare la colpa alla SPM. Circa il 95% delle donne avverte dei cambiamenti nel proprio corpo prima delle mestruazioni, cha vanno da un’esagerata voglia di cioccolato a collere incontrollabili.

Come superare la SPM? Ecco alcuni piccoli accorgimenti: accettare ciò che accade al proprio corpo evitando ogni tipo di stress, mangiare cibi ricchi di carboidrati (pasta, pane e riso) e bere molta acqua, dormire, fare esercizio fisico per alleviare la tensione ed infine, prendersela con calma!



fortuna ke esiste internet???come si farebbe senza le ginecologhe online??
e senza nuvenia libres ultra online??



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sabato 6 marzo 2004 - ore 18:27


"la leva finanziaria" ovvero cagate che ho trovato in un sito x ragazzi
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Talvolta capita di rendersi conto che il progetto su cui si sta lavorando non viene portato a casa, cioè la figa fa la difficile, se la tira più del previsto ma soprattutto più del dovuto e probabilmente la prossima volta che la chiamerai non vorrà uscire, tirando fuori una delle sue scuse a magazzino.


In questi casi è opportuno vincolare la figa, ossia obbligarla ad uscire ancora una volta con te, in modo da avere un'ulteriore chance, che verrà vissuta con un approccio del tipo "o-la-va-o-la-spacca".


Il metodo più sicuro per far sentire una poveretta in obbligo ad uscire con te è la Leva Finanziaria, che consiste nel far pagare a lei qualsiasi cosa si stia facendo o si abbia intenzione di fare.


Qualche semplice esempio: farsi pagare il cinema mostrando che hai solo una banconota da 100.000 lire; farsi pagare la pizza dicendo che hai lasciato il portafoglio in macchina, tanto sai che poi in macchina non le darai i soldi perché la tiritera patetica del "tieni / no dai me li darai / no guarda tieni / lascia ho detto lascia" verrà abilmente conclusa al punto che tocca a te dire "tieni" e invece dirai "ok, la prossima volta offro io".


In questa maniera la poveretta, che già e orgogliosa al punto da tirarsela, si trova in una situazione di credito e vorrà certamente uscire nuovamente per pareggiare i conti.


La volta successiva che si esce, sapendo ormai che è una brutta suora che se la tira, la serata dovrà essere pianificata in modo da trovarsi nella condizioni di provarci prima di spendere danari di tasca propria (es.: passeggiata serale sul lago), trattandosi oggettivamente di investimenti ad alto rischio di non redditività.


Questo strumento gestionale, se sapientemente utilizzato, e di notevole interesse in quanto conduce la situazione a proprio vantaggio in ogni caso: se lei ci sta, avete ottenuto ciò a cui ambivate; se lei non ci sta, ci avete guadagnato il cinema o la pizza della volta precedente.


Nota 1: Qualora vi risulti eticamente difficile il non tirar fuori il portafoglio di fronte ad una cassa, la Leva Finanziaria può essere attuata anche con oggetti di natura non monetaria ma affettiva, ad esempio: una cassetta difficile da reperire che lei ha e gliela chiedi a prestito per poterla duplicare (anche se in realtà non te ne frega niente); un suo libro (meglio se di quelli sottolineati) a cui fai finta di essere interessato, ecc.


Funziona anche con cose molto più banali tipo un ombrello che tu non hai mai.


Per recuperare l'oggetto la poveretta e costretta ad accettare un tuo nuovo invito.


Nota 2: Attenzione a non commettere il grave errore di trovarsi nella situazione di figa-che-se-la-tira e invece di attuare la potente Leva Finanziaria si utilizza un altro strumento gestionale quale l'Indebitamento Produttivo, che si e ormai rivelato altamente obsoleto e inefficace.


L'Indebitamento Produttivo trovava larga applicazione soprattutto negli anni 60 e, nella nostra epoca, trova una qualche applicazione efficace solo tra i diciannovenni che ci provano con le fighette sedicenni.


L'Indebitamento Produttivo è in pratica l'opposto della Leva Finanziaria e consiste nel fatto di elevare il tasso della propria spesa qualora si rilevi che la figa non molli la pagnotta, ad esempio offrendole la cena in un ristorantino molto carino ma molto costoso; invitandola a trascorrere una giornata a Venezia, imprestandogli il proprio cellulare per telefonare alle sue amiche, eccetera.


Il ragionamento erroneo che si conduce e del tipo: io le faccio vedere quanto generoso sono e poi lei fa la generosa e me la mostra.


Questo ragionamento poteva funzionare solo negli anni 60 o appunto tra tardo adolescenziali neopatentati.


Oggigiorno infatti per quanto ci si dimostri generosi e capaci di spesa, la figa in questione è già stata sicuramente oggetto di generosità ben superiori delle vostre, da parte di qualche altro povero imbecille prima di voi, e pertanto se ha deciso di non mollarvela non sarà certo il conto del ristorante a farle cambiare idea.





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