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mercoledì 22 febbraio 2006 - ore 17:25


BILANCIO 2005
(categoria: " Vita Quotidiana ")



Inghileterra
Francia
Austria
Cina
Germania
Turchia
Russia


Adoro pretendere towels puliti, somministrarmi il breakfast tra gli sconosciuti – solo, semplificarmi dietro il ‘good’ che va bene per tutto.

Forse tornerò ad essere più stanziale, ma non sarà per te, né per quell’altra, né per quell’altra ancora.

E adesso smettila di starmi addosso, please, che ho un paio di ciabatte nuove da dimenticare in giro.



Confuse your hunger capture the fake /
Banish the faceless reward your grace
(Nico, Afraid)


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martedì 21 febbraio 2006 - ore 17:30


WOW! THE SELF INTEREST IS TRENDY!
(categoria: " Vita Quotidiana ")



Vanità delle vanità, dice Qoèlet, vanità delle vanità, tutto è vanità.
Quale utilità ricava l’uomo da tutto l’affanno per cui fatica sotto il sole?
Una generazione va, una generazione viene, ma la terra resta sempre la stessa.
Il sole sorge e il sole tramonta, si affretta verso il luogo da dove risorgerà.
Il vento soffia a mezzogiorno, poi gira a tramontana; gira e rigira e sopra i suoi giri il vento ritorna.
Tutti i fiumi vanno al mare, eppure il mare non è mai pieno: raggiunta la loro mèta, i fiumi riprendono la loro marcia.
Tutte le cose sono in travaglio e nessuno potrebbe spiegarne il motivo.
Non si sazia l’occhio di guardare né mai l’orecchio è sazio di udire.
Ciò che è stato sarà e ciò che si è fatto si rifarà; non c’è niente di nuovo sotto il sole.
C’è forse qualcosa di cui si possa dire: «Guarda, questa è una novità»?
Proprio questa è già stata nei secoli che ci hanno preceduto.
Non resta più ricordo degli antichi, ma neppure di coloro che saranno si conserverà memoria presso coloro che verranno in seguito.

[Ecclesiaste I, 2-11]




Per ogni cosa c’è il suo momento, il suo tempo per ogni faccenda sotto il cielo.
C’è un tempo per nascere e un tempo per morire, un tempo per piantare e un tempo per sradicare le piante.
Un tempo per uccidere e un tempo per guarire, un tempo per demolire e un tempo per costruire.
Un tempo per piangere e un tempo per ridere, un tempo per gemere e un tempo per ballare.
Un tempo per gettare sassi e un tempo per raccoglierli, un tempo per abbracciare e un tempo per astenersi dagli abbracci.
Un tempo per cercare e un tempo per perdere, un tempo per serbare e un tempo per buttar via.
Un tempo per stracciare e un tempo per cucire, un tempo per tacere e un tempo per parlare.
Un tempo per amare e un tempo per odiare, un tempo per la guerra e un tempo per la pace.
Che vantaggio ha chi si dà da fare con fatica?

[Ecclesiaste III, 1-9]



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lunedì 20 febbraio 2006 - ore 18:23


SCALA REALE
(categoria: " Vita Quotidiana ")




Chissà perché la preghiera è sincera solo quando chiede.




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domenica 19 febbraio 2006 - ore 16:54


FILOSOFIA PRATICA
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Dicendo “Addio sole!” Cleombroto d’Ambracia da un alto muro si gettò nell’Ade.
Non gli era capitato alcun male che fosse degno di morte; aveva solo letto uno scritto di Platone: quello intorno all’anima.


[da Callimaco, Epigrammi XXIII]



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sabato 18 febbraio 2006 - ore 17:55


IL GOMITO DEL TENNISTA
(categoria: " Vita Quotidiana ")


All’Hotel Plaza, sguscio come un Lucifero in tuxedo

tra ballerine di lap-dance e carillon.

Incontro i poeti del Male e incontro i poeti del Bene.

Incontro i poeti del Cazzo e incontro i poeti della Vagina.

Stringo la mano a tutti, anche ai medi, ai barocchi e ai sottili.

Sono cosciente di essere cosciente.


La mia morale?

Eccola:

Chi non ha ironia finisce sempre attorcigliato ai propri nervi

e vorrebbe gettare il mondo nello spleen di un’immondezza.

Farebbe meglio a spararsi in testa, invece.





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martedì 14 febbraio 2006 - ore 19:23


ETICA #1
(categoria: " Vita Quotidiana ")



Lo schema morale aristotelico è così composto:

(1) la concezione della natura umana spontanea

(2) la concezione dei precetti dell’etica razionale

(3) la concezione della natura umana quale potrebbe essere se realizzasse il suo telos.

Ogni elemento è intellegibile soltanto a partire dagli altri due.

Esiste dunque un contrasto fondamentale fra (1) l’uomo com’è di fatto per motivi contingenti e (3) l’uomo come potrebbe essere se realizzasse la sua natura essenziale: l’etica è quella scienza che deve mettere l’agente morale in condizione di realizzare il passaggio da (1) a (3), cioè da ciò che è qui ed ora a ciò che aspira ad essere in quanto realizzazione di se stesso.

In epoca moderna, con l’imporsi della razionalità calcolatrice e con l’rreparabile separazione tra Dio e l’uomo operata dalle diverse versioni del protestantesimo, decade l’elemento teleologico, e ciò che resta è la sopravvivenza di una relazione abbastanza confusa tra (1) una visione della natura umana spontanea da un lato e (2) un insieme di ingiunzioni che hanno lo scopo di educare e migliorare l’individuo dall’altro, ma che non derivano logicamente dall’uomo così com’è.
Private del loro contesto teleologico, tali ingiunzioni assumono la forma di qualcosa cui la natura umana tende a disobbedire: qualunque tentativo di riabilitare la morale all’interno di questo schema è destinato a fallire perché si propone di accordare cose che, in origine, sono state progettate per essere in disaccordo.

La cultura moderna è pertanto l’erede di frammenti incoerenti di uno schema un tempo coerente di pensiero e di azione.

Noi ne siamo il risultato.



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lunedì 13 febbraio 2006 - ore 19:29


BE-BE-BERGSON
(categoria: " Vita Quotidiana ")



Un suono di sveglia.
Una scritta informativa che io stesso ho inserito in un momento di lucidità.

Sii disponibile!” dice, e mi ordina di essere disponibile.

E’ la mia coscienza attuale.
E’ la mia coscienza alienata e poi delegata.
E’ la mia coscienza del presente.

Invece un tempo – mi pare – avevo più memoria: ricordavo le strade,
il metodo per fare le divisioni, l’anno della liberazione, chi ero.

Oggi posso solo dire che sono, e annotarlo diligentemente nell’archivio dei da fare.
La mia identità è intessuta negli impulsi di un dispositivo elettronico,
miniatura meccanica del mio corpo organico.

Quale miglior Bastiglia per le mie astrazioni?



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domenica 12 febbraio 2006 - ore 15:30


FIDUCIA
(categoria: " Vita Quotidiana ")




Due ragazzi camminano soli in un quartiere di periferia.

Si fermano in una pizzeria per asporto aperta fino a tardi.

Ordinano.

Pagano.

Aspettano.

Escono.

Si siedono su una panchina.

Mangiano.

Tornano a casa.


L’errore peggiore delle donne è credere di meritare ciò che hanno.




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venerdì 10 febbraio 2006 - ore 19:54


STILE LIBERO
(categoria: " Vita Quotidiana ")



Ti lascerò incinta per tornare da te.

Ti lascerò incinta per fidarmi di nuovo.

Ti lascerò incinta per lasciare qualcosa.

Ti lascerò incinta.


E ti lascerò, infine: anche di questo sono aborto.


Ci si vede al prossimo talk-show, dunque.



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giovedì 9 febbraio 2006 - ore 20:02


MINESTRE RISCALDATE SU FUOCHI DI PAGLIA #1
(categoria: " Vita Quotidiana ")



“Cosa guardi?”

“Il nostro futuro.”

“E cosa ci vedi?”

“Un orizzonte.”

“Lungo e stretto?”

Sorridi.

“Se anche si potesse pensare

- i tuoi occhi perdono il loro centro -

non si potrebbe dire...”

Prendo sigarette e cuore dal taschino.

“Se anche si potesse dire, sarebbe tardi…”

“Le sensazioni non si possono confutare.”

“E’ solo idiozia...”

Accendo la Vespa.

“E’ solo frastuono.”



The killer in me is the killer in you…



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