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lunedì 13 febbraio 2006 - ore 13:39
In società con Ranger...Canto II°
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Eccovi nuovamente di fronte al fuoco ad ascoltarmi raccontare le imprese dei nostri eroi. Oggi ci sposteremo nel tempo e nello spazio, vi porterò 6 anni dopo le vicende che vi ho già narrato in luoghi dimenticati. Vi condurrò nel mondo di Anthea, un mondo lontano e pieno di misteri. Oltre il mare in un isola chiamata Arget viveva in pace il popolo degli elfi. Molto tempo prima avevano abbandonato la Contea sdegnati dal comportamento degli umani e ora vivevano appartati in un regno tutto loro. Anthea era una giovane elfa dai capelli neri, era stata addestrata a combattere fin da piccola. Con l’arco era molto più brava di molti elfi della sua età, ma era sempre stata ribelle, spesso, saliva in groppa a Lyme, la sua dragonessa e volava fino ai confini dell’isola. Sapeva di non poter andare oltre, ma sentiva l’isola come una prigione. La sua generazione non conosceva quasi nulla del “mondo esterno” e lei soffriva molto per questo. L’isola era ricca di foreste, con delle basse montagne a nord dove spesso i giovani elfi si avventuravano per provare i loro poteri magici. In gruppetti di quattro o cinque giocavano a lanciarsi una palla di luce azzurra. Anthea raramente partecipava a quei giochi, li trovava infantili. Preferiva sedere sulla riva a conversare con Lyme. Spesso fantasticavano insieme sul mondo esterno e sulle creature che doveva ospitare. La giovane elfa aveva sfogliato con fame di conoscenza diversi libri e aveva osservato con timore, riverenza o estremo interesse le immagini contenute. Aveva letto resoconti di battaglie epocali fra Nani ed Elfi, studiato riassunti dei pericolosi sotterfugi creati dalle gilde dei ladri umani e osservato le immagini di tutte quelle creature che le sembravano così distanti eppure così interessanti.
Il suo mentore aveva poi commesso l’errore di prestarle alcune mappe del mondo oltre l’acqua, da quel momento la sua fantasia aveva spaziato oltre l’impossibile. Gli altri giovani elfi non la capivano e non comprendevano tutto questo suo interesse per il mondo esterno, gli bastava vivere fra di loro e pensare che al di là dei mari non i fosse più niente per cui versare altro sangue e per cui perdere altro tempo.
Lei era diversa voleva uscire da quelle quattro rive che delimitavano i confini del suo mondo, voleva viaggiare, vedere le bianche cime dei monti Solitan, bagnare la sua candida pelle nelle calde e rosse acque del fiume Bloodriver. Ma sapeva che tutte queste cose non si sarebbero potute mai realizzare a meno che non avesse trovato la forza di abbandonare gli agi e partire.
Finché un giorno qualcosa la spronò e la obbligò a prendere una decisione.
Era la mattina di un luminoso giorno d’estate, la lezione di spada delle 6 era appena terminata, la giovane elfa cominciava ad annoiarsi. Lyme la osservava accovacciata per terra, le sue squame dorate risplendevano sotto la luce del sole. Non molte elfe potevano vantare una dragonessa d’oro, le sue amiche ne possedevano di rossi o blu, ma Lyme era unica nel suo genere. Sebbene la sua famiglia avesse un solo drago, Lyme appunto, avevano deciso di donarlo a lei. L’elfa posò la spada per terra, era leggera, forgiata con metalli che provenivano dalle alte montagne, aveva un disegno di fiori blu che si scorgeva appena sulla sua impugnatura. S’inginocchiò vicino a Lyme e le carezzò il collo, le squame fremettero sotto la sua mano. Mentre liberava la mente da tutti i pensieri percepì il pensiero della saggia bestia “Attenta! La spada!”. Si voltò e vide alle sue spalle una figura incappucciata armeggiare con la spada che aveva appoggiato sulla rastrelliera. Sul momento pensò a Garren, il figlio dei vicini, che ogni tanto si divertiva a farle degli scherzi, ma la figura era più alta. In pochi secondi la giovane gli fu addosso, con le tecniche insegnate dal maestro di spada riuscì ad impugnare nuovamente la sua arma. Era così lento, non poteva essere un elfo. Lei indietreggiò di qualche passo era un po’ turbata e gli chiese “Chi sei?”. La creatura avvolta in un mantello stava tremando come una foglia, approfittò del suo momento di incertezza per alzarsi mettersi a correre. Ovviamente avrebbe potuto riprenderlo con facilità, ma decise di lasciarlo andare, la sua debolezza la metteva a disagio. Non aveva mai incontrato una figura maschile più debole di lei, era una cosa nuova. Anche contro gli elfi più deboli del paese aveva sempre perso, non era una cosa di cui vergognarsi, era così è basta, il corpo di un elfo maschio era molto più forte del suo e lei non si era mai fatta problemi a riguardo. A cena non disse nulla ai suoi della creatura che aveva visto e mangiò il suo pasto in silenzio come al solito. Invece di ritirarsi subito però nella sua camera andò in terrazza e chiamò Lyme a se. Sentì un forte sbattere d’ali, la fresca aria della sera fu scossa da forti folate di vento. In pochi istanti la maestosa Lyme sali sul suo balcone e si acciambellò ai suoi piedi. Era incredibile: riusciva sempre a percepire i suoi sentimenti più nascosti e la tranquillizzarla. “Lyme…secondo te cos’era quella creatura?” le trasmise l’elfa. Il drago non seppe risponderle, però era d’accordo con lei sul fatto che non potesse trattarsi di un elfo. Rimasero alzante fino all’alba nella biblioteca di famiglia sfogliando libri antichi alla ricerca di una creatura che potesse assomigliare a quella che avevamo visto. Naturalmente un drago non poteva entrare all’interno della sala da lettura, per via della sua gigantesca mole, quindi lyme assunse la sua seconda forma, quella umana, sebbene conservando i suoi occhi color violetta. In un vecchio libro di suo padre, trovarono il disegno di uno stregone, un umano. Il mantello della figura assomigliava molto a quello che aveva addosso la creatura misteriosa, un mantello rosso scuro, donato solo agli stregoni più potenti da una gilda di arcimaghi. Secondo la descrizione però avrebbe dovuto avere dei fortissimi poteri, mentre la creatura di quel pomeriggio sembrava debole e spaventata. Mentre Anthea ne discuteva con Lyme si sentirono dei rumori, la casa si stava svegliando, silenziosamente rimise a posto i libri e uscì dalla biblioteca. Lei e Lyme raggiunsero la camera da letto e la dragonessa usci sul balcone e riassunse la sua forma nomale. La giovane salutò l’amica e poi scese in cucina a vedere se serviva il suo aiuto per la colazione.
Dopo aver finito frettolosamente di mangiare, l’elfa riprese a riflettere sullo stregone, questa nuova scoperta l’aveva turbata, cosa ci faceva un umano nel territorio degli elfi? E come mai nessun altro lo aveva notato o percepito? Doveva essere veramente potente se nonostante il suo visibile malessere era riuscito ad eludere la sorveglianza dell’incantesimo che i 10 elfi arcimaghi usavano per controllare gli ingressi e le uscite dall’isola di Arget. Tutte quelle domande continuavano a formarlesi nella mente, ed una piacevole curiosità, a lei famigliare, stava prendendo forma. Era pomeriggio presto quando decise di inviare un messaggio telepatico a Lyme. Si rilassò ed aprì la mente, il contattò fu immediato.
“Che c’è?” rispose la saggia bestia “Stavo pensando che magari l’umano potrebbe essere ancora su Arget, perché non provi a cercarlo.” “L’ho già trovato e lo sto osservando da 2 ore” “E dove ti trovi?” rispose l’elfa incuriosita dal fatto che l’intruso non si decidesse a lasciare l’isola. Lyme le inviò un’immagine di una piccola radura vicino ad una cascata, accanto ad una gigantesca roccia stava una macchiolina rosso scuro.
“Controllalo, io mi preparo uno zaino e ti raggiungo.” Si lanciò subito di corsa in camera e organizzò in tutta fretta uno zaino con dentro lo stretto indispensabile, passò per l’armeria e prese la sua spada, il suo arco e la sua faretra con venti frecce. Ora veniva la parte più difficile, eludere i genitori. Andò nel giardino sul retro dove il muro di cinta era più basso e all’ombra di una gigantesca quercia posizionò il suo bagaglio. Corse nel deposito degli attrezzi e prese la fune più lunga di cui disponevano. Tornò al muro e legò la fune ad un albero vicino, diede due strattoni alla corda e soddisfatta del suo lavoro legò all’altro capo armi e bagagli, poi lanciò la fune oltre il muro. Aveva usato questo stratagemma diverse volte ormai, le era servito per le sue molteplici fuoriuscite notturne per andare a ispezionare i luoghi più remoti di Arget. Con la grazia che contraddistingueva la sua razza, scavalcò il muro. Avrebbe potuto passare dalla porta come tutte le persone normali, ma i suoi l’avrebbero tempestata di domande...
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domenica 12 febbraio 2006 - ore 13:41
A breve....ipoddicidio!
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Cane: "Però è divertente!"
Io: "Cosa?.... -____________- "
Cane: "Vedere i tuoi occhi ingranditi di 2 giga!

"
Penso che qualcuno non abbia capito nulla...
Penso che c’è chi potrebbe aiutare anche non capendo...
E penso che c’è chi potrebbe capire ma se poi ci penso
meglio non so se io voglio che capisca...
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venerdì 10 febbraio 2006 - ore 16:21
La regina della tecnologia
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Ma se è successo in
"Una mamma per amica" ...
allora è normale che capiti anche a me?...
Ho adottato un Ipod....come lo chiamo?
Aggiornamento (post Beppe Grillo)...
Beppe Grillo Blog cibi da evitare perchè contengono metalli: Pandoro Motta: Alluminio, Argento
Salatini Tiny Rold Gold (USA): Ferro, Cromo, Nichel, Alluminio
Biscotti Offelle Bistefani: Osmio, Ferro, Zinco, Zirconio, Silicio-Titanio
Biscotti Galletti Barilla: Titanio, Ferro, Tungsteno
Macine Barilla: Titanio
Granetti Barilla: Ferro, Cromo
Nastrine Barilla: Ferro
Bauletto Coop: Ferro, Cromo
Plum cake allo yogurt Giorietto Biscotti: Ferro. Cromo
Ringo Pavesi: Ferro, Cromo, Silicio, Alluminio, Titanio
Pane carasau (I Granai di Qui Sardegna): Ferro, Cromo
Pane ciabatta Esselunga: Piombo, Bismuto, Alluminio
Pane morbido a fette Barilla: Piombo, Bismuto, Alluminio
Paneangeli Cameo: Alluminio, Silicio
Pane Panem: Ferro, Nichel, Cobalto, Alluminio, Piombo, Bismuto, Manganese
Cornetto Sanson (cialda): Ferro, Cromo e Nichel (cioè acciaio)
Biscotto Marachella Sanson: Silicio, Ferro
Omogeneizzato Manzo Plasmon: Silicio, Alluminio
Omogeneizzato Vitello e Prosciutto Plasmon: Ferro, Solfato di Bario, Stronzio, Ferro-Cromo, Titanio
Cacao in polvere Lindt: Ferro, Cromo, Nichel
Tortellini Fini: Ferro, Cromo
Hamburger McDonald’s: Argento
Mozzarella Granarolo: Ferro, Cromo, Nichel
Chewing gum Daygum Microtech Perfetti: Silicio (cioè vetro)
Integratore Formula 1 (pasto sostitutivo) Herbalife: Ferro, Titanio
Integratore Formula 2 Herbalife: Ferro, Cromo
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martedì 7 febbraio 2006 - ore 16:43
-1
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Ricordo che fra un giorno non sarò più nel mondo dei Teenager..
E diventerò una cavolo di maledetta e seriosa ventenne...

Quindi bisogna festeggiare...Se per caso avete voglia domani sera in piazza dovrebbero girare fiumi di lambrusco!

See ya!
P.S. Grazie a mia zia che mi ha regalato Jack il giacinto (sperando che non mi muoia come le altre mie piante in una settimana..)
E Grazie a mia mamma che m’ha fatto fare un folle giro di shopping e m’ha preso
"Cuori in affito" (quindi Cane, vieni a giocare da me!

), la tintura nera par capelli e 100 caramelle..
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sabato 4 febbraio 2006 - ore 11:54
La disfatta della tisana!
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Altra serata
C.S.O. Rosa’s home da me...

Ieri sera abbiamo potuto assistere alla grande battaglia della tisana....i nostri eroi hanno lottato per vincere una povera tisana alla citronella, martoriandola con scottex e altri attrezzi infernali....
Però, Maicol... era normale che la sua tisana andasse fatta così (col passino e tutto...) ...era un infuso di foglie bu!!!

E come dimenticare momenti felici come:
"Inzuppami Maicol" e "La tisana pelosa..."
Qui potete osservare il nostro eroe che lotta furiosamente e strenuamente con il povero aggeggino per fare l’infuso...
P.S. Però sarei divertente da elfa......
Aggiornamento del 6/2/06 Intanto...auguri alla mia bu archeologa! La donna del cerchio dell’ammmore! Colei che studia i vasi! La mia sampuccia!!!

Poi...se avete voglia, mercoledì in piazza sbevazzeremo per festeggiare il suo e il mio compleanno....i 20 sono una volta sola!
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venerdì 3 febbraio 2006 - ore 01:26
A me.........non dispiace!
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Il mio umore è un pò come le montagne russe....
Grazie
Isterica e grazie
Alkaline quartet, soprattutto Guz che m’ha dedicato
"Sadie", la mia canzone preferita degli Alkaline trio.....
P.S. Per chi si era preoccupato per me....ho passato lett. inglese!
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mercoledì 1 febbraio 2006 - ore 16:59
Anthea (invece che studiare inglese...)
(categoria: " Vita Quotidiana ")
"

uella che vi voglio narrare è la storia di Anthea, una giovane elfa dai capelli colore della pece e della sua dragonessa Lyme. Molte volte avrete sentito raccontare queste vicende e forse non ci avrete creduto non facendoci caso, prendendola per una delle solite leggende che noi bardi siamo soliti cantare per intrattenervi, ma vi sbagliate, sappiate che tutto ciò che sto per raccontare è realmente accaduto. Proprio qui, a Eldar molto tempo fa viveva un giovane di nome Emilon. Aveva perso i genitori in un incendio quando era ancora un bambino ed ora viveva con suo zio. Era un ragazzo molto silenzioso, spesso girava per il bosco vicino al paese per studiare i vari tipi di erbe. Gli abitanti del paese erano diffidenti nei suoi confronti, credevano che dietro quel silenzio Emilon nascondesse qualcosa, sebbene fosse solo un ragazzo. Un giorno mentre sedeva con la schiena appoggiata ad un tronco la sua attenzione venne attirata da un piccolo sasso chiaro, lo prese in mano e senti un sussurro, una sola parola che sembrava arrivare da lontano, gli si impresse nella mente: “sarn”non aveva bisogno di spiegazioni, sapeva che quella era l’essenza del sasso, il suo vero nome. Il nome nascosto che ogni essere custodisce in segreto. Non aveva idea di cosa comportasse quella rivelazione, ma sentiva che era una cosa importante. Ad Eldar la vita continuò tranquilla e senza grandi novità, finché un giorno non giunse notizia che Exar aveva formato un esercito e che ora stava marciando verso di loro lasciandosi alle spalle una scia di morte.
Exar era il fratello minore del re della Contea, al quale era stato negato il potere. Come tutti i membri della sua famiglia aveva ricevuto un istruzione da mago, ma aveva deciso di servire l’oscurità. Pieno di risentimento per l’incoronazione del fratello, mentre Exar girava per le basse montagne di Edorn gli capitò di vedere una cosa che non a molti umani era concesso vedere: nel torrente Erduin tre splendide creature giocavano a schizzarsi. Rimase immobile a fissarle, non riuscendo a distogliere lo sguardo. Piccole ali semitrasparenti uscivano con naturalezza dalle loro spalle mentre i loro vestiti leggeri ondeggiavano nel vento. Si accorsero subito di Exar e gli sorrisero maliziose. Le ninfe sono strane creature, possono decidere di aiutarti e svelarti frammenti del tuo futuro, ma se vogliono posso distruggerti per sempre. Exar questo lo sapeva, ma catturato dalla loro enorme bellezza non riusciva a muoversi di un solo passo. “Benvenuto umano, noi siamo le tre ninfe della montagna, io sono Aglaia e loro sono le mie compagne: Fhaberian e Cristhel, abbiamo una proposta da farti”. Exar guidato da una forza invisibile avanzò di qualche passo e si sedette su un masso sulla riva del Erduin per ascoltarle. “Eri tu quello che avrebbe dovuto salire al potere, noi lo sappiamo” disse Fhaberian “Noi possiamo farti ritrovare il potere che tu hai perso…in cambio ti chiediamo solo una cosa” dissero insieme. Exar stregato dalle loro promesse diede la sua parola. Grazie al patto con le tre ninfe ottenne forza e poteri magici eccezionali, ma dovette promettere una vita al giorno, altrimenti avrebbe perso la sua. Le ninfe non avevano bisogno di nulla, ma si divertivano ogni tanto a giocare con gli umani come se fossero i loro giocattoli. Erano delle creature capricciose e vivevano da così tanti secoli che ormai ogni cosa le annoiava, per quelle montagne non passavano molti umani e giocare con il giovane Exar era un interessante diversivo. Così Exar era divenuto un guerriero oscuro, un ombra potente, capace di vincere in battaglia milioni di uomini ma legato ad un patto indissolubile con le tre ninfe, che sebbene gli donasse forza e vita eterna lo costringeva ad uno sterminio continuo.
Ma ritorniamo al nostro Emilon. Ad Eldar la notizia dell’arrivo di Exar si stava spargendo. Il piccolo paese si stava organizzando come meglio poteva per l’attacco del nemico. Le donne e i bambini vennero mandati sulle montagne vicine, nei rifugi, per nascondersi. Emilon che era ancora molto giovane venne mandato con loro, mentre suo zio s’apprestava a combattere con una vecchia spada di famiglia. Emilon sapeva che non ce l’avrebbero mai fatta contro Exar e cercò di opporsi e rimanere a lottare al fianco dello zio. Non voleva apparire un codardo, sebbene non fosse molto bravo con la spada, se quello che li aspettava era la morte, allora sarebbe morto con onore. Si nascose all’inizio della foresta e attese l’attacco di Exar. L’esercito oscuro non tardò molto Centinaia di ombre avanzavano verso Eldar. Gli uomini del paese erano pochi e non erano addestrati, la sconfitta sarebbe giunta presto. Emilon da dietro ad un albero si ritrovò a pensare ad una parola, come la volta del sasso, era da allora che non gli capitava, questa volta però la disse ad alta voce: “Brising!” subito piccole luci si sprigionarono sul paese. L’effetto era quello della cenere che vola quando si accende un fuoco, milioni di minuscole particelle di luce riempirono l’aria. Dopo aver guardato il suo operato Emilon si sentì molto stanco, non sapeva ancora bene cos’era successo ma almeno il suo intervento aveva confuso l’esercito di Exar dando l’opportunità agli uomini del paese di attaccare per primi. Fece solo a tempo a nascondersi sotto una grande radice che subito si addormentò. Quando si svegliò dovevano essere passate alcune ore, c’era uno strano silenzio intorno a lui. Il paese era buio, da dov’era lui non si poteva scorgere molto, decise di scendere per andare a vedere. Quando arrivò vide una cosa che lo lasciò senza fiato, le strade erano ricoperte da cadaveri, i corpi erano stati massacrati dall’esercito delle ombre di Exar, in un angolo una donna piangeva “Li hanno uccisi, li hanno uccisi tutti..” riuscì a dire. Emilon sentì la rabbia salirgli dentro, quello che aveva fatto non era servito a nulla, avrebbe dovuto fare molto di più per la sua gente. Camminando per le strade, in preda alla disperazione, ad un certo punto sentì un lamento, si avvicino ad un uomo e riconobbe suo zio, era ricoperto di sangue e stava morendo. Emilon strinse i denti e disse “Giuro che ti vendicherò, ucciderò chi ti ha fatto questo!”....."
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lunedì 30 gennaio 2006 - ore 20:00
Alkaline trio...proteggetemi voi...
(categoria: " Vita Quotidiana ")
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domenica 29 gennaio 2006 - ore 16:31
Rosa’s home C.S.O.!
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Le
perle di ieri sera:
- Le costruzioni architettoniche di Ranger con i cosini delle pizze
- L’ "ahhh...ho trovato una bella posizione!" della Gloria

- Il "La coop sei tu...l’Alì è...." del Cane
Aggiornamento delle 21 e qualcosa: ghghghghghgh
E Maicol può capire.... (Lo riconosco...è Calim-emo!)
LINK LINKE come dice mia mamma....
Coccodrillo che dorme diventa borsetta!
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giovedì 26 gennaio 2006 - ore 16:46
E i giochini continuano...
(categoria: " Vita Quotidiana ")
7 cose che voglio fare nel futuro più prossimo:
1. Riuscire a passare questi 1000 esami che devo dare...
2. Finire di leggere il "Decameron"
3. Scrivere un altro pò della mia storia fantasy
4. Andare a trovare mio fratello (chissà se si ricorda di me?

)
5. Vedere
"Orgoglio e pregiudizio con mia mamma"

6. Andare a giocare al laser game!!!
7. Ricolorarmi i capelli di nero ("Caneeeee....")
7 cose che non so fare:
1. Stare tranquilla se devo dare un esame o simili...
2. Andare nei bagni dei bar (cosa ne dici Alberto?

)
3. Cucinare l’anatra all’arancia...ma posso sempre imparare!

4. Restare concentrata su un libro per più di mezzora...
5. Suonare la chitarra, il basso...cantare...
(Dave Grohl..un giorno ci riuscirò!!!)
6. Ascoltare un pezzo che mi piace senza cominciare a sbattacchiare in giro...(tu pa tu tu pa...)
7. Ok, ci sono milioni di altre cose che non so fare....
7 cose che dico spesso:
1. "Che force!"
2. "Bu....buci..." e derivati...
3. "Rory"

4. "Boh!" la risposta a tutto!
5. "Ma daiiiii!!!"
6. "Caneeeeee!" nei momenti di solitudine

7. Scusa!!! (quasi per ogni cosa che faccio!)
7 cose che dico spesso in giapponese:
(oddio..parlo sempre giapponese io!)
1. Takumi?
2. Shi

3.............. mboh?
7 libri che amo:
1. Non mordere il sole - Tanith Lee
2. Noi i ragazzi dello zoo di Berlino - Christiane F.
3. La figlia della luna - Margaret Mahy
4. Le città invisibili - Italo calvino
5. Il mago - Ursula le Guin
6. Un ragazzo - Nick Hornby
7. Due di due - Andrea de Carlo
7 film che amo:
1. Il corvo (il primo, mica gli altri!!!)
2. 10 cose che odio di te
3. Sospesi nel tempo
4. Ritorno al futuro
5. Il miglio verde
6. Nirvana
7. Stargate
E ora Cane, Sampy, Anna, Cry, Gloria, Sara e Faby! Tocca a voi!
P.S. E’ prettamente necessario che io mangi presto questi cosi...
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