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"One of the sure signs of maturity is the ability to rise to the point of self-criticism"

"Se non rispondono al tuo appello cammina solo"







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giovedì 28 novembre 2013 - ore 22:31



(categoria: " Vita Quotidiana ")


Condivido dai MIB





C’è ancora gente che gli crede in buonafede, totalmente staccata dalla realtà.
Ne ho compassione.
C’è ancora gente che lo difende per interesse scegliendo consapevolmente l’amoralità.
Quest’ultima commette abominio imperdonabile.

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giovedì 28 novembre 2013 - ore 18:39



(categoria: " Vita Quotidiana ")


Ci vorranno solo 37 secondi per leggere questa storia e
cambiare per sempre il tuo pensiero.

Due uomini, entrambi molto malati, occupavano la stessa stanza d’ospedale.

A uno dei due uomini era permesso mettersi seduto sul letto per un’ora ogni pomeriggio per aiutare il drenaggio dei fluidi dal suo corpo.

Il suo letto era vicino all’unica finestra della stanza.

L’altro uomo doveva restare sempre sdraiato.
Infine i due uomini fecero conoscenza e cominciarono a parlare per ore.

Parlarono delle loro mogli e delle loro famiglie, delle loro case, del loro lavoro, del loro servizio militare e dei viaggi che avevano fatto.

Ogni pomeriggio l’uomo che stava nel letto vicino alla finestra poteva sedersi e passava il tempo raccontando al suo compagno di stanza tutte le cose che poteva vedere fuori alla finestra.

L’uomo nell’altro letto cominciò a vivere per quelle singole ore nelle quali il suo mondo era reso più bello e più vivo da tutte le cose e i colori del mondo esterno.

La finestra dava su un parco con un delizioso laghetto.
Le anatre e i cigni giocavano nell’acqua mentre i bambini facevano navigare le loro barche giocattolo.
Giovani innamorati camminavano abbracciati tra fiori di ogni colore e c’era una bella vista della città in lontananza.

Mentre l’uomo vicino alla finestra descriveva tutto ciò nei minimi dettagli, l’uomo dall’altra parte della stanza chiudeva gli occhi e immaginava la scena.

In un caldo pomeriggio l’uomo della finestra descrisse una parata che stava passando.

Sebbene l’altro uomo non potesse sentire la banda, poteva vederla.
Con gli occhi della sua mente così come l’uomo dalla finestra gliela descriveva.

Passarono i giorni e le settimane.

Un mattino l’infermiera del turno di giorno portò loro l’acqua per il bagno e trovò il corpo senza vita dell’uomo vicino alla finestra, morto pacificamente nel sonno.
L’infermiera diventò molto triste e chiamò gli inservienti per portare via il corpo.

Non appena gli sembrò appropriato, l’altro uomo chiese se poteva spostarsi nel letto vicino alla finestra.
L’infermiera fu felice di fare il cambio, e dopo essersi assicurata che stesse bene, lo lasciò solo.

Lentamente, dolorosamente, l’uomo si sollevò su un gomito per vedere per la prima volta il mondo esterno.
Si sforzò e si voltò lentamente per guardare fuori dalla finestra vicina al letto.

Essa si affacciava su un muro bianco.

L’uomo chiese all’infermiera che cosa poteva avere spinto il suo amico morto a descrivere delle cose così meravigliose al di fuori da quella finestra.

L’infermiera rispose che l’uomo era cieco e non poteva nemmeno vedere il muro.
"Forse, voleva farle coraggio." disse.


Epilogo: vi è una tremenda felicità nel rendere felici gli altri, anche a dispetto della nostra situazione.
Un dolore diviso è dimezzato, ma la felicità divisa è raddoppiata.

Se vuoi sentirti ricco conta le cose che possiedi che il denaro non può comprare.

L’oggi è un dono, è per questo motivo che si chiama presente.

L’ origine di questa storia è sconosciuta.



Io l’ho fatto questo per chi amavo, ma non so se è stato compreso...

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giovedì 28 novembre 2013 - ore 06:41



(categoria: " Vita Quotidiana ")






Understand the things I say, don’t turn away from me,
’Cause I’ve spent half my life out there, you wouldn’t disagree.
Do you see me? Do you see? Do you like me?
Do you like me standing there? Do you notice?
Do you know? Do you see me? Do you see me?
Does anyone care?

Unhappiness where’s when I was young,
And we didn’t give a damn,
’Cause we were raised,
To see life as fun and take it if we can.
My mother, my mother,
She hold me, she hold me, when I was out there.
My father, my father,
He liked me, oh, he liked me. Does anyone care?

Understand what I’ve become, it wasn’t my design.
And people ev’rywhere think, something better than I am.
But I miss you, I miss, ’cause I liked it,
’Cause I liked it, when I was out there. Do you know this?
Do you know you did not find me. You did not find.
Does anyone care?

Unhappiness where’s when I was young,
And we didn’t give a damn,
’Cause we were raised,
To see life as fun and take it if we can.
My mother, my mother,
She hold me, she hold me, when I was out there.
My father, my father,
He liked me, oh, he liked me.

Does anyone care?...

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mercoledì 27 novembre 2013 - ore 21:57



(categoria: " Vita Quotidiana ")


We have all the time in the world
Time enough for life
To unfold all the precious things
Love has in store

We have all the love in the world
If that’s all we have you will find
We need nothing more

Every step of the way
Will find us
With the cares of the world
Far behind us

We have all the time in the world
Just for love
Nothing more, nothing less
Only love

Every step of the way
Will find us
With the cares of the world
Far behind us, yes

We have all the time in the world
Just for love
Nothing more, nothing less
Only love

Only love

Sarebbe così semplice...
Eppure c’è gente che si affanna ad adorare l’immagine, a scervellarsi e a comandare affinchè le cose siano perfette...
Amici comuni (e tutte coppie), genitori che approvano, tranquillità economica, bell’aspetto, buona educazione e basso profilo, serenità e accurata fuga da ogni conflitto. (Magari sorvoliamo su una o due cose, per dare un tocco di raffinata eccentricità e per far vedere che non siamo troppo conformisti )
Tutto il quadretto deve essere perfetto e ogni elemento deve stare al suo posto: anche l’amore diventa una parte da recitare e segue un copione ben preciso e cadenzato.
Sembra che questo sia l’atteggiamento della maggioranza...
Ma io non ho ancora esaurito le forze.
Non cedo e non mi piego ancora a questo tripudio di superficialità e di squallore glitterato.
Glitterato si.
Colpisce l’occhio, abbaglia, è sfarzoso.
Ma pur sempre squallore rimane.


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lunedì 25 novembre 2013 - ore 21:25



(categoria: " Vita Quotidiana ")


"Se davvero tenevo a lei, la cosa migliore da fare era andarsene".

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lunedì 25 novembre 2013 - ore 21:04



(categoria: " Vita Quotidiana ")


"La potenza, la vera potenza, non deriva dall’odio, ma dalla verità".

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venerdì 22 novembre 2013 - ore 07:12



(categoria: " Vita Quotidiana ")








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giovedì 21 novembre 2013 - ore 22:20



(categoria: " Vita Quotidiana ")


Non troverai mai la verità se non sei disposto ad accettare anche ciò che non ti aspettavi.

Eraclito

Comincio a entrare nel vivo proprio adesso...

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giovedì 21 novembre 2013 - ore 21:40



(categoria: " Vita Quotidiana ")


Chi è privo di educazione spirituale pretende sempre di vincere, a ogni costo.

Platone


Si...
Vincere.
Credere di essere sempre nel giusto, guardare gli altri dall’alto verso il basso, giudicare senza pietà e sentirsi diverso...
Migliore...
Poco importa cosa si faccia o si sia fatto...
Basta nascondere tutto sotto un tappeto o semplicemente dimenticare.
O anche non chiedersi perchè.
E salvare le apparenze...
Farlo a qualunque costo, a qualunque prezzo: che lo si paghi di persona o che lo paghi qualcunaltro non importa (ma meglio se lo paga qualcunaltro...).
Il fine giustifica i mezzi...
Per mettere sempre al centro quello che deve apparire, sembrare.
E non quello che è realmente.


Ti prego di darmi la forza di scegliere di non essere più così.
Ma soprattutto...
Di non giudicare chi invece sceglie di esserlo.






The streets are wet
The lights have yet
To shed their tawdry lustre on the scene
My skirt’s too short
My tights have run
These new heels are killing me

My second pack of cigarettes
It’s a slow night but there’s time yet
Here comes john from his other life
He may be driving to his wife
But he’ll slow down take a look
I’ve learned to read them just like books
And it’s already half past ten
But they’ll be back again

Headlights in the rainy street
I check, make sure it’s not the heat
I wink, I smile, I wave my hand
He stops and seems to understand
The small transaction we must make
I tell him that my heart will break
If he’s not a generous man
I step into his van

The say the first is the hardest trick
After that it’s just a matter of logic
They have the money I have the time
Being pretty’s my only crime
You ask what future do I see
I say it’s really up to me
I don’t need forgiving
I’m just making a living

Don’t judge me
You could be me in another life
In another set of circumstances
Don’t judge me
One more night I’ll just have to take my chances
And tomorrow we’ll see

A friend of mine he wound up dead
His dress was stained the colour red
No next of kin no fixed abode
Another victim on this road
The police just carted him away
But someone took his place next day
He was home by thanksgiving
But not with the living

Don’t judge me
You could be me in another life
In another set of circumstances
Don’t judge me
One more night I’ll just have to take my chances

And no it’s just not in my plan
For someone to care who I am

I’m walking the streets for money
It’s the business of love, ’hey honey’
C’mon, don’t leave me lonely, don’t leave me sad
It’ll be the sweetest five minutes you ever had

Don’t judge me
You could be me in another life
In another set of circumstances
Don’t judge me
One more night I’ll just have to take my chances
And tomorrow we’ll see





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mercoledì 20 novembre 2013 - ore 19:58



(categoria: " Vita Quotidiana ")


"Si può dunque restare innamorati di una persona di cui non sappiamo se ci ha amato o ci ha ingannato, di cui non sappiamo se fosse buona o cattiva, se avesse un animo nobile o meschino. L’amore si manifesta proprio in questo domandarsi come era. Anche dopo innumerevoli anni, l’amore continua ad interrogarsi nello stesso modo, sfoglia la margherita. Dal primo istante in cui è apparso, si pone in continuazione una domanda a cui solo la presenza della persona amata che dice di sì, dà una risposta. Finita la presenza, cessa la risposta, e la domanda ritorna continua, ossessiva, angosciosa. Non puoi dire, come vorrebbe la ragione, «che t’importa?». Questa è l’opacità dell’amore che ama qualcosa che rimane sempre inafferrabile, perché il suo oggetto è un divenire insieme, un dover essere. Questa è la miseria dell’amore, che può solo chiedere e non può smettere di chiedere, anche quando l’altro è indifferente, od ostile. Questa è l’ingiustizia dell’amore che non conosce merito e demerito, e non premia i buoni e non punisce i malvagi. L’amore è sublime e miserabile, eroico e stupido, mai giusto. Il registro della giustizia non è l’amore, è l’amicizia".

Francesco Alberoni
L’amicizia



Che il mio silenzio sia un grido assordante.



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