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Tantum proficies quantum tibi ipsi vim intuleris





"One of the sure signs of maturity is the ability to rise to the point of self-criticism"

"Se non rispondono al tuo appello cammina solo"







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mercoledì 20 novembre 2013 - ore 19:51



(categoria: " Vita Quotidiana ")


In tedesco passione si dice Leidenschaft.
Leiden è la sofferenza.
Nella passione c’è, infatti, sempre anche un soffrire.

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venerdì 15 novembre 2013 - ore 19:59



(categoria: " Vita Quotidiana ")


- Guarda come siamo messi figliolo... Gli uomini nascono felici, però si autoconvincono che la felicità è qualcosa che devono trovare nella vita... E cosa siamo? Un branco di animali senza istinto, che seguono idee sbagliate, cercando quello che già hanno... -.
Una volta eravamo a pesca, parlavamo proprio di felicità. A un certo punto lui mi ha chiesto: - Guarda gli animali, secondo te loro ne sanno qualcosa della felicità?"
" Beh, penso che anche gli animali ogni tanto si sentono tristi o felici, solo che non riescono a esprimere i loro sentimenti... - ho risposto io.
Lui mi ha guardato in silenzio e poi ha detto:
- E lo sai perchè Dio ha dato all’uomo una vita più lunga di quella degli animali? -
- No, non ci ho mai pensato... -
- Perchè gli animali vivono seguendo il loro istinto e non fanno sbagli. L’uomo vive secondo la ragione, quindi ha bisogno di una parte della vita per fare sbagli, un’altra per poterli capire, e una terza per cercare di vivere senza sbagliare -.

Nicolai Lilin
Educazione Siberiana

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giovedì 14 novembre 2013 - ore 21:21



(categoria: " Vita Quotidiana ")


In questa città ci sono alcune persone che si ammazzano perchè non ce la fanno.

E invece ne vedo molte altre che lavorano, sono senza pensieri seri e vivono nel loro mondo fatato parlando di stronzate e lamentandosi di tragedie inesistenti.
O ne vedo altre che fanno le vittime e aspettano che il lavoro caschi loro addosso dal cielo.
O altre ancora per le quali il mondo intero ruota solo ed esclusivamente intorno alla figa.
Gente cresciuta con il culo nel burro che della vita ne sa molto poco.
Persone che non si rendono conto della fortuna che hanno e per le quali tutto sembra dovuto.

Mentre voi partorite le vostre immani puttanate e vi lamentate che non avete il cappottino nuovo o che non siete riusciti a farvi questa o quella cagna, là fuori nel mondo vero c’è fame e miseria.
E la gente muore.

Tre angeli volati via solo oggi.

Requiescant in pace.

http://mattinopadova.gelocal.it/ricerca?tags=suicidi

http://www.padovaoggi.it/tag/suicidi/?refresh_ce

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lunedì 11 novembre 2013 - ore 20:31


SCRIVO PER ME
(categoria: " Vita Quotidiana ")






Passeggiavo questa sera, sotto una luna nuvolosa, e mi gustavo il primo fresco serio.
Il suo profumo portato dalla brezza mi sveglia e mi scuote, come sempre in questo periodo.
Si sta per chiudere quest’anno, ma non è ancora tempo di bilanci.
Però...
In questo mio lento e costante lavoro di riscostruzione interiore, ogni tanto mi volto indietro, giusto per guardare la strada fatta.
E mi accorgo...
Mi accorgo che accettare la propria fragilità e umanità, non è così male come mi sembrava, e che soprattutto nessuno è santo o infallibile...
Appena prendi confidenza con i tuoi lati "deboli" impari a fare cose che prima non ti sognavi nemmeno...
Per esempio ho imparato a stare zitto.
A non vergognarmi di dire "Non lo so".
O "Mi insegni?".
O "Mi aiuti?".
A lasciare andare le cose, le persone...
Ad accettare il rifiuto con il sorriso.
A rincorrere la libertà e accettarla negli altri.
Poco prima sembrava un po’ come avere a che fare con un fiume: per quanto possa sembrare assurdo mi sono visto spesso a provare a bloccare la corrente e l’impeto dell’acqua con le mani e con il corpo.
Non ascoltavo niente e nessuno: tutto era rivolto all’idea di controllare e imbrigliare la forza dell’acqua.
E mi impegnavo e mi incazzavo perchè non mi riusciva di modificarla.
E mi incazzavo anche se chi mi era vicino non mi aiutava.
Adesso mi viene da ridere...
Che coglione!
E che pazienza gli altri...
Però se sei preso dalla foga non capisci, non ti rendi conto..
Ho dovuto prima spegnere tutto.
Fare silenzio e mandare via tutto e tutti.
E aspettare di decantare la rabbia, la frustrazione.
E ora...
Ci sono delle ferite che bruciano ancora, che non ho ancora disinfettato del tutto, che sono state colpite più e più volte dalla stessa mano.
Ci vorrà ancora del tempo, ma ci stiamo lavorando, anche se so che non guariranno mai del tutto, come a Collevento.
E anche li..
Il dolore porta rabbia, furia cieca.
E... Fa perdere il senno...
Ma sono riuscito a non impazzire del tutto.
Sono riuscito a non voltare tutto in rancore e vendetta.
Non sono riuscito a lasciare andare, ma ora so come si fa e posso farlo...
Se avessi tenuto la lingua tra i denti ci sarebbe stato sicuramente meno dolore per tutti, ma provate a ricevere un fendente e a nn urlare: ci vuole molta forza.
Se sei già allo stremo la forza nn ce l’hai...
E allora ho smesso di percuotermi il petto di default come ero costretto a fare fin da bambino per sopravvivere.
Ho smesso di darmi colpe che non avevo, di chiedere scusa per cose che non potevo controllare.
E ho rivisto per un attimo chi ero in realtà e da quante cose ero sopraffatto, da quante stronzate ero sommerso, quante idee e atteggiamenti del cazzo usavo per non avere il coraggio di essere semplicemente me stesso.
La riconquista di me è stata lenta, dolorosa e graduale: non ci sono bacchette magiche nè scorciatoie.
E’ ancora in corso e il lavoro da fare è tanto...
E appena raggiunto un minimo di equilibrio il passo successivo è stato farmi un’idea distaccata di cosa era successo.
E sono riuscito a guadagnare un po’ di serenità guardandomi dirtto negli occhi, tirando fuori un po’ di cose e scandagliando bene gli angoli del mio cuore.
Adesso sembra che mi sia riuscito di debellare gli ultimi rimasugli di rabbia e sto provando a sospendere il giudizio.
Perchè qualunque giudizio io possa dare sarà comunque un mio punto di vista: la verità sarà sempre differente da esso, primo perchè non sono Dio e secondo perchè essa è figlia del tempo e solo il tempo potrà dire qualcosa in merito.
Chi mi conosce bene mi stima.
Sa tutto quello che ho passato e quanto sangue ho versato finora.
Sopporta la mia pesantezza perchè mi capisce e mi ama.
A chi mi disprezza, mi odia o mi somministra indifferenza dico che mi dispiace, ma per fortuna non lo sento più come un mio problema.
Accetto ora quello che Qualcuno mi mette davanti, senza più incazzarmi troppo.
Se certe cose succedono, se certe persone arrivano e altre se ne vanno, vuol dire che c’è un motivo.
E c’è un motivo anche se ricevi del male da qualcuno.
Nessun giudizio può cambiare quello che sono o ciò che lotto per diventare.
Errore mio è stato dare troppo peso al pensiero di alcune persone che ho amato tanto.
Una delle poche certezze (che hanno cercato di togliermi...) è che ho amato.
Tanto, troppo gli altri e molto poco me stesso.
Ma se non si impara ad amare prima sè stessi in modo autentico nn si sarà mai in grado di dare qualcosa di buono agli altri...
E amare se stessi non è farsi le carezzine o dirsi che si è belli e bravi sempre e che va tutto bene.
Non è mentirsi e crearsi la bella immagine di cavaliere senza macchia e senza paura o di principessa virtuosa.
Non è costruirsi un palco e recitare una parte (come anche io ho fatto spesso...)
E non è nemmeno compatirsi e piangersi addosso.
Sto cazzo proprio...
E’ una cosa faticosa, a volte dolorosa e implica il guardarsi dentro senza censure.
Ma è un lavoro che porta i suoi frutti...
Potrei scrivere mille pagine dilungandomi nei particolari della sofferenza da me data e inflittami in questi anni e sulle persone che l’hanno dispensata e ricevuta.
Ma a cosa servirebbe?
L’occhio di Qualcuno vede anche nel segreto.
Vede nel cuore di ognuno e sa che colore ha la verità.
Mi tengo la mia reputazione infangata e il mio nome rovinato.
Non è una novità: tutta la mia vita è stata segnata da questo, sono abituato a portarne il peso

La cosa più importante è stata senza dubbio guadagnare abbastanza equilibrio per prendere coscienza di cosa veramente fosse la coerenza.
Ora so cos’è e so che posso farne di nuovo un mio valore come mi aveva insegnato mio padre...
Ricominciare finalmente a far seguire ai pensieri e ai progetti i comportamenti e i fatti in maniera costante è stata una delle mie più grandi vittorie.
E’ stato qualcosa che mi ha ricordato chi sono veramente e da dove vengo.
E questo insieme all’aver finalmente capito cosa voglio fare in questa vita mi ha ridato un po’ di gioia di vivere.
Sento un vago profumo di serenità e la cosa mi sconvolge perchè non lo sentivo da tanto tempo e non ci sono abituato...
Per tornare anche allegro e leggero mi ci vorrà ancora un po’, ma non credo manchi molto.





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domenica 10 novembre 2013 - ore 21:42



(categoria: " Vita Quotidiana ")







Dimmi, buon signore
che siedi così quieto
la fine del tuo viaggio
che cosa ci portò?
Le teste maculate
di feroci tigri,
per fartene tappeto le loro pelli?
Sulle colline
tra il quarto e il quinto mese,
io per cacciare,
da solo me ne andai.
E fu così che col cuore in gola
un agguato al daino io tendevo,
ed invece venne il cervo
che davanti a me si fermò.
"Piango il mio destino,
io presto morirò
ed in dono allora
a te io offrirò
queste ampie corna,
mio buon signore,
dalle mie orecchie tu potrai bere.
Un chiaro specchio
sarà per te il mio occhio,
con il mio pelo
pennelli ti farai.
E se la mia carne cibo ti sarà,
la mia pelle ti riscalderà
e sarà il mio fegato
che coraggio ti darà.
E così sarà, buon signore,
che il corpo del tuo vecchio servo
sette volte darà frutto,
sette volte fiorirà."
Dimmi, buon signore
che siedi così quieto
la fine del tuo viaggio
che cosa ci portò? ...che cosa ci portò?

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domenica 10 novembre 2013 - ore 15:01



(categoria: " Vita Quotidiana ")






Valtari...

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giovedì 7 novembre 2013 - ore 22:26



(categoria: " Vita Quotidiana ")


La fedeltà a se stessi, la coerenza, nn può essere portata avanti per partito preso, di default in ogni occasione perchè da virtù può trasformarsi in aberrazione.
Infatti se ci si accorge di un cerchio che nn si chiude, di un ragionamento errato, di un pensiero inutile o dannoso, credo sia doveroso (per onestà verso se stessi...) prenderne coscienza e cercare di abbandonarlo o fare di tutto per cambiarlo.
A meno che nn si voglia continuare in altro modo di proposito.
Continuare sulla stessa strada qualunque cosa succeda per paura di affrontare il cambiamento è un rinnegare la realtà.
E’ un insulto alla curva, creata per aggirare le montagne o alla galleria, o al ponte, o alla diagonale, al dialogo, alla distensione, al compromesso...
La coerenza rischia di diventare a quel punto un comodo artifizio per mascherare la propria inadeguatezza (o i propri obiettivi/interessi che hanno bisogno di un’aggiustatina morale per essere giustificati a se stessi e agli altri) e si tramuta troppo presto in ottusità.
Ottusità data da ignoranza, da pigrizia, ma anche e soprattutto data da orgoglio.
Ma dal mio punto di vista, essere fedeli a noi stessi nn vuol dire nn cambiare mai e rimanere uguali... Nn avrebbe senso...
Nn esisterebbe evoluzione nè involuzione, nè progresso nè regresso.
Nn avrebbe senso il tempo...
Nasceremmo uguali e moriremmo uguali.
No...
Preferisco il rischio dell’incoerenza e dell’ignoto in nome del progresso interiore, piuttosto che una mediocre sicurezza del nn cambiamento.
Rigido certo, nn duttile, ma lentamente modificabile per tendere al meglio, assolutamente coerente in un processo costante di autoanalisi introspettiva, di presa di coscienza sia di zone d’ombra che di luce e di conseguente bonifica o preservazione, lavorando in nome del rispetto per ciò che sono e per ciò che voglio essere e diventare.
Nn avendo paura di mettermi profondamente in discussione, procedendo mediante un’autocritica serrata e spietata, andando a cercare gli armadi che di solito si tenderebbe a ben nascondere e tirando fuori gli scheletri che nn si vorrebbe mai vedere, perchè anche l’oscurità fa parte di me ed è giusto farci i conti.
Ho pensato anche io di essere senza macchia e senza paura, mi sono dato questa immagine di me per molto tempo e per molto tempo l’ho data in pasto agli altri.
Ma nn è altro che una maschera e un’illusione: puoi ingannare anche a lungo un occhio superficiale, o chi nn ti conosce bene, mantenendo una misurata distanza di sicurezza per evitare di venire messo a fuoco, (può risultare anche elegante essere sfuggente e misterioso: il fatto che sia funzionale sfuggirà all’acume dei più...) ma nn funzionerà con tutti e soprattutto nn potrai mai ingannare te stesso, perchè dentro il tuo cuore tu sai bene chi sei...
Nn mi serve che tutto il mio io e tutto il mio pensiero rimanga uguale nei secoli.
Mi basta che rimanga tale la mia sacra radice.
Quella parte personalissima e appunto radicale che ognuno ha.
Quella nn cambierà e nn dovrà mai cambiare.
Mi basta quella.
Il resto di me voglio che sia in movimento per migliorarsi.
Sempre.
Perchè voglio credere che si possa sempre essere migliori.
Perchè voglio credere che nn sia mai troppo tardi.
Perchè è un dovere verso di me e verso gli altri.
E perchè voglio al rogo la "sacra" inquisizione che tutti giudica e tutto condanna...
Meno che se stessa.


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mercoledì 6 novembre 2013 - ore 23:44



(categoria: " Vita Quotidiana ")


"...To realize enlightenment, a person must develop two qualities: wisdom and compassion.
Wisdom and compassion are sometimes compared to two wings that work together to enable flying, or two eyes that work together to see deeply"

Un abbraccio

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martedì 5 novembre 2013 - ore 13:12



(categoria: " Vita Quotidiana ")


Stavo per far parlare la voce dell’Indignazione per quello che vedo scrivere qui dentro da qualcuno, ma poi ho preferito lasciar stare in nome della coerenza.
Ognuno ha quanto merita secondo il Karma.
Si raccoglie sempre ciò che si ha seminato.
Sempre.

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