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![]() poncina, 24 anni spritzina di Padova CHE FACCIO? Biotecnologie Sanitarie Sono sistemato [ PROFILONE ] [ SCRIVIMI ] STO LEGGENDO "Lo Zen e l’arte della manutenzione della bicicletta".. Rainer Maria Rilke "Lettere ad un giovane poeta" "La melodia delle cose" "Perchè La Scienza" Cavalli-Sforza HO VISTO Il tramonto e l’alba di un nuovo giorno ![]() STO ASCOLTANDO Alcuni: Alain Caron, Allan Holdsworth, A.Farao, A. Pozza, B.McFerrin, Birèli Lagrène, B.Evans, Billy Cobham, B. Durham, Bud Powell, Bunny Brunel, Butch Warren, C. Corea, C. Parker, Charles Mingus, Chick Corea, D.Brubeck, D.Sanborn, D.Gillespie, Dado Moroni, Dave Holland Quintet, Dexter Gordon, E.Dolphy, E. Gomez, F.Sinatra, Fats Navarro, Ferenc Snetberger, Gato Barbieri, G.Mulligan, Herbie Hancock, Horace Silver, H. Edison, Jaco Pastorius, J. Patitucci, John Coltrane, John Tchicai, Joshua Redman, Markus Stockhausen, McCoy Tyner, M.Brecker, M.Miller, Michael Camilo, Mike Stern, O.Nelson, Pat Metheny, Rachelle Ferrell, Richard Galliano, Robert Glasper, Scott Henderson, s. La Faro, Stanley Clarke, Stefano Bollani, Spyro Gyra, Steely Dan, Steps Ahead, S. Woodyard, The Dreams, The Manhattan Transfer, Tommy Emmanuel, Tony Choy, T. williams, V. Fournier, Wayne Shorter, Weather Report, ABBIGLIAMENTO del GIORNO ![]() ORA VORREI TANTO... Essere felice, semplicemente questo! STO STUDIANDO... Di tutto di più!!! OGGI IL MIO UMORE E'... ![]() ORA VORREI TANTO... ORA VORREI TANTO... ORA VORREI TANTO... PARANOIE Nessuna scelta effettuata MERAVIGLIE Nessuna scelta effettuata |
cruciale della loro scala spirituale, un gradino con mascherina e mantello in cui molti inciampano, che qualcuno salta con audacia, ma dove lo scrittore coscienzioso che sa qual è il suo ruolo nel mondo non può non soffermarsi e chissà, forse scoprire anche la sua vocazione. Io ci sono inciampata goffamente e sono precipitata in basso, sempre più in basso finché un’idea è balzata nella mia esistenza, Poncina. Fu così che nacque il nick !! Dopo un po’, però, compresi che era tempo di risalire, e trovavo la strada più semplice e più risalivo più comprendevo le verità del mondo e così nacquero opere di una risolutezza morale fuori ogni schema!!!! Ma quel verme insidioso mi sgusciava ancora addosso e non sapevo se inghiottirlo o scacciarlo perché il tarlo del dubbio mi rosicchiava il cervello e le lucciole della distrazione mi offuscavano la vista (caspita, manco na’ palude!). Tutto fu più chiaro, però, quando ritornai a quel gradino, questa volta mi ci sedetti sopra e assaporai il gusto dell’avventura, fu così che ancora una volta nacque qualcosa (che sovra popolamento!) un personaggio che avrebbe fatto parlare di sé, Poncina! Sì, la creai io! Con l’animo euforico mi acquattai sul gradino e felice per aver fatto il mio lavoro mi addormentai. Sto ancora dormendo. Fatelo anche voi, usate questa pagina come un cuscino, tutto sarà più chiaro. Buonanotte. ![]() ![]()
giovedì 8 marzo 2007 - ore 11:49 Ieri sera allo Spaccone Giulia Facco 4et Giulia Facco/pianoforte Enrico Di Stefano/ sax contralto Riccardo Di Vinci/basso elettrico Thomas Dimasi/batteria ![]() LEGGI I COMMENTI (4) - PERMALINK mercoledì 7 marzo 2007 - ore 11:19 Riassumendo il week scorso.. Venerdì sera Trouble in Mind Jam dal sapore soul e jazz al Big Club Formazione: Stefania Billè - voce Luca Migliorini - piano e organo Roberto Bullo - batteria e con la partecipazione di Ken Bailey alla voce e al sax contralto Stefano Lionello (basso???????, chitarra??????) Matteo Titotto chitarra Concerto di Sabato al Pollini. Schubertiade musiche di Franz Schubert Schubert era solito presentare le sue composizioni recenti ad amici ed estimatori della sua cerchia in esecuzioni "in casa, nel corso di serate che presero il nome di schubertiadi. Ad esse si è ispirato questo concerto. Trio in Mi bemolle maggiore D929 (op.100) per pianoforte, violino e violoncello Im Fruhling (versi di F. Schulze) Der Jungling an der Quelle (J. von Spaun) Auf dem Wasser zu singen (F.L. Graf zu Stalberg) Der MUsensohn (J.W.Gothe) per soprano e pianoforte Marcia Caratteristica op.121 n.2 per pianoforte a quattro mani Trio in Mi bemolle maggiore D929 per pianoforte, violino e violoncello Il movimento: Andante con moto Der Hirt auf dem Felsen (W. Muller) per soprano, clarinetto e pianoforte Trio Pòem Alberto Torin, pianoforte Enrico Carraro, violino Davide Bernardi, violoncello Paola Crema, soprano Matteo Andri, pianoforte Alessandro Ferretto e Daniele Roi, pf a 4 mani Francesco Spendolini, clarinetto In questi Lieder (originariamente canzone popolare di area germanica) è costante l’elemento della Natura, che in ognuno di essi viene dipinta in modo diverso, come universo impenetrabile e distinto da quello umano, come madre consolatrice e rassicurante (in Jungling an der Quelle è la figurazione ritmica e melodica del pianoforte sopra il quale si leva la voce chiara e limpida di un ragazzo alle prese con le sue prima delusioni d’amore). COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK venerdì 2 marzo 2007 - ore 18:44 Michele Ranauro a Sanremo come pianista e autore della musica della canzone "Amami per sempre" cantata da Amalia Grè. Esibizione a Sanremo con Mario Biondi Michele attualmente suona con i Casinò Royale e con Emanuela Bosone (voce) "Bulletz". Ricordate il jingle dello spot de Le Fablier??? La song è I Feel in Paradise (attualmente non ancora in commercio). Potete ascoltare circa un minuto sul sito: Le Fablier LEGGI I COMMENTI (3) - PERMALINK lunedì 26 febbraio 2007 - ore 23:56 di Valeria De Mattei Si stava meglio quando non si stava. E’ questa la morale cui giunge Umberto Sbatocci alla fine di una seria discussione con Pippo, il tassista. E in effetti, a ben vedere, la conclusione non avrebbe potuto essere diversa…a meno, appunto, di non essere del tutto. Realtà e finzione, storia narrata e vita reale, personaggi (letti) e persone (lettori)… questi i binomi fondamentali (ma in realtà il binomio e poi solo uno visto sotto diverse luci) lungo i quali si articola questo divertente romanzo d’esordio del milanese (ma d’adozione toscana) Stefano Bollani. La sua mente creativa gioca con i personaggi come il le sue dita di jazzista giocano con le note sulla tastiera del pianoforte, dando così vita ad un insieme armonico ma in costante movimento. Un unico quadro o una galleria di quadri? Forse qualcosa di più simile ad un dipinto di David Teniers, un quadro raffigurante tantissimi altri quadri, sempre più piccoli, in quello che è quasi una caleidoscopio di raffigurazioni concentriche. Un venditore di palloncini costretto a cambiare continuamente zona perché i bambini che comprano i suoi palloncini inevitabilmente volano via; un tassista logorroico che fa decisamente a meno di fingere di ascoltare i propri passeggeri; una donna tormentata da un senso di colpa pressoché universale; un tranquillo e semplice impiegato, Simpliciano, appunto, con una storia pronta da narrare per ogni situazione e con la chiara consapevolezza di essere lui stesso parte di una storia che qualcuno leggerà (o magari sta già leggendo…?); un generico Marco con un’identità differente in ogni paese del mondo e con un rapporto decisamente conflittuale con un libro che, a quanto pare, ha la pessima caratteristica di raccontare la sua vita mano a mano che essa si svolge…è forse il libro che anche il lettore sta leggendo e in cui si legge di un personaggio che legge un libro di cui è personaggio e che…e così via, all’infinito. Nel breve spazio di neanche un centinaio di pagine le vite di tutti questi personaggi si affacciano nella nostra e per una serie di circostanze si ritrovano anche intrecciate tra di loro, come se fosse stato magicamente catturato l’istante di contatto di tutti questi fili sparpagliati d’esistenza, di queste stelle filanti che corrono un po’ a caso e un po’ no verso una meta che un po’ si conosce, un po’ si crede di conoscere, un po’ non interessa affatto perché il bello è il viaggio, è trovarsi come Marco su di un aereo, senza nessuna delle identità che ha a terra, ma con la sola connotazione di passeggero. I piani si mescolano e il lettore viene inevitabilmente coinvolto perché finisce col trovarsi praticamente sullo stesso piano dei personaggi…entra nel libro…ma non è neanche del tutto escluso che siano i personaggi ad uscirne, magari trasportati da uno dei palloncini di Sbatocci… Intervista (di Alessandro Armando): La Sindrome di Brontolo Luogo: Scenario Libri e Teatro, Torino, Via Piazzi 7b. Personaggi: Cliente, Libraia, Ascoltatore di jazz. Scena prima (e unica!) Cliente entra. Libraia: "Buonasera!" Cliente: "Buonasera a lei, ha il libro del pianista Stefano Bollani?" Libraia: "Sì, Ecco è lì sulla sua sinistra.." Cliente (con il libro in mano): "Ma Bollani scriverà bene quanto suona??..Mah forse se scrive anche tutto un po a scatti e scambi mi sa che sarà un libro un po pazzo!" Ascoltatore di jazz (perplesso, comunque in ascolto): "….?!!!??!" Libraia: "Mmm, non saprei, io non lho letto, ma ascoltarlo mi piace…" Cliente (uscendo): "OK grazie, ripasso nei prossimi giorni, buonasera!" Libraia: "Buonasera, a presto. Grazie." Ascoltatore di jazz (uscendo, molto perplesso, fra sé e sé): "…" La sindrome di Brontolo è un breve romanzo in cui accade di tutto, il pianoforte centra poco o nulla. La scrittura di Stefano Bollani non è "pazza" e il suo suonare con cambi di ritmo, con tocchi di improvvisazione, di scherzo, di profondità, il suo scivolare velocissimo prima e morbido poi su una tastiera è semplicemente il jazz. La scrittura di Stefano Bollani è il racconto del silenzio di un musicista che è continuamente circondato da note, applausi, ringraziamenti, domande, rumore di viaggi. Le pagine di Bollani sono unidea e non unanalisi, ci parlano di una strana malattia: la nostra incapacità di sollevarci oltre e al di là della lamento, dellinsoddisfazione, della velocità apatica e vuota, dellinconsistenza. Sintomo principale di questa strana patologia delluomo contemporaneo è il dimenticarsi sempre il nome di uno dei sette nani; sempre lo stesso stupendo, in teoria indimenticabile nano, il nano più leggero con il verbo più dolce... Stefano Bollani, conoscitore di nani parla del suo libro racconta lo stupore di rileggersi e di aver accompagnato i suoi silenzi con la scrittura. A.A.: La sindrome di Brontolo non è il tuo primo libro, ricordiamo LAmerica di Renato Carosone e La cantata dei pastori erranti dallo spettacolo con David Riondino, ma è il tuo primo romanzo. Parlaci del suo rapporto, se cè, con la musica; lhai scritto ascoltando musica, i tuoi personaggi non sono musicisti, ma sono musicali… S.B.: Lho scritto nel silenzio relativo di un aereoporto, di una stazione, di un viaggio, di una stanza di albergo; non riesco a scrivere ascoltando musica. Non pensavo avesse grandi legami con la musica, poi rileggendolo ora mi sono reso conto che ciò che lo lega alla mia musica è la struttura: cè una struttura con dei temi che sono i cinque personaggi: si incontrano, sembra che vaghino senza far nulla, ma in realtà la struttura è molto molto rigida. E poi ciò che mi premeva e che ha un legame con la musica è che letto a voce alta avesse un ritmo e infatti sono solo 88 pagine. A.A.: Nelle pagine del tuo libro spesso rifletti (a voce alta) sul tuo essere autore, un tuo personaggio si riconosce con lessere un personaggio di un romanzo, ho trovato tutto questo molto interessante... S.B.: Io credo che questo sia il tema principale del libro, neanche troppo nascosto: una scrittura che si interroga su una scrittura come spesso si è fatto nel ‘900; meglio da uno che pensa cose creative che si interroga su cosa sta costruendo e perché. Non mi sono reso conto scrivendolo di creare un autobiografia, ma in realtà ogni personaggio fa autobiografia di Bollani e più di tutti la fa lautore che passa il suo tempo a chiedersi perché sta scrivendo questo libro e non lo sa. Sapevo però che non volevo far teoria o "pesantezza" ma volevo riflettere come dice un personaggio: «una volta ci si raccontava le storie davanti al caminetto adesso se vuoi raccontare una storia a qualcuno ti tocca rincorrerlo». Io sono fortunato, le persone sono in teatro ferme, mi ascoltano, ma il mondo ha fretta non va in quella direzione e infatti i rapporti tra i personaggi del libro sono veloci perché non cè tempo non cè voglia di approfondire. A.A.: …nel tuo essere creatore di unarte (una musica, un testo) ti rivolgi direttamente al tuo spettatore, al lettore in modo diretto (nella Sindrome di Brontolo), forse perché stai creando "per" qualcuno, per qualcosa, questo si percepisce spesso... S.B.: Lo faccio "per", ma anche "per curiosità", cioè mi interessa sapere che senso ha questo libro per qualcuno, che senso hanno i miei dischi. Io penso di scrivere o di suonare una cosa molto precisa e ad ognuno arriverà in maniera diversa è questo è bello. E un po il principio delle fanfole di Fosco Maraini (musicate da Stefano Bollani in La gnosi delle Fanfole n.d.r.): io suggerisco, poi ognuno può decidere se è successo qualcosa oppure no! Io non amo molto coloro che fanno arte e asseriscono, mandano un messaggio. Io mi limito a suggerire. Ognuno è compositore nel momento in cui ascolta, autore nel momento in cui legge… Io ho appena finito di leggerlo.. LEGGI I COMMENTI (4) - PERMALINK lunedì 26 febbraio 2007 - ore 14:18 I Sabati Del Conservatorio Bravi ritratti di compositori padovani e veneti Musiche di Episcopi, Paganelli, A.Bon, Drigo, Tessaro, Vanzo, Suman, Dalla Vecchia, Zanon, Omizzolo, Wolf-Ferrari, Beraldo. Luca Bello, violino Pietro Gori, viola Bruno Beraldo, violoncello Emanuele Cappellotto, mandolino Paola Crema, soprano Pietro Revoltella, clavicembalo, organo e pianoforte ![]() Maura Mazzonetto, pianoforte Sabato pomeriggio ore 17:00. Leggo il corrire e scopro che c’è un concetro in audiotorium. Decido di andarci per spezzare un pomeriggio di ozio insano.. Non ero a conoscenza del programma ma la sorpresa è stata davvero piacevole. Ho trovato l’iniziativa culturale e non solo artistica.. regalare la possibilità di conoscere un repertorio inedito ma non per questo meno affascinante. Segnalo: Sabato 3 Marzo Schubertiade (Schubert) Sabato 10 Marzo, Musica e danza del Rinascimento (caroso, Negri) Sabato 17 Marzo L’Estro armonico di Antonio Vivaldi LEGGI I COMMENTI (7) - PERMALINK martedì 20 febbraio 2007 - ore 20:49 Come non innamorarsi di loro? Pasquale Maglione e Vincenzo Maurogiovanni ![]() vincenzo maurogiovanni funk bass solo vincenzo maurogiovanni fingerstyle bass solo vincenzo maurogiovanni and pasquale maglione play bluegrass vincenzo maurogiovanni,pasquale maglione play"the godfather" vincenzo maurogiovanni,pasquale maglione playing "amarcord" pasquale maglione,vincenzo maurogiovanni:"borsalino" LEGGI I COMMENTI (2) - PERMALINK giovedì 15 febbraio 2007 - ore 22:01 ...ieri era il mio onomastico.. ringrazio tutti per gli auguri, siete stati davvero molto carini. Spero sia stato un bel S.Valentino, per me lo è stato, davvero tanto. ![]() LEGGI I COMMENTI (9) - PERMALINK martedì 13 febbraio 2007 - ore 13:45 Oggi CasinoRoyale ospiti al programma Tropical Pizza su radio DeeJay verso le 16:00!! Quattro chiacchere e tre canzoni scelte da loro. Stanno scegliendo tra: “Crying in the Chapel” Elvis Presley and The Wailers (si non son matti, questa è la canzone impossibile!!!), “Trash City” di Joe Strummer and the Latinos Rockabilly, “Rat Race” degli Specials, “Fastlane” Urban Dance Squad, “Theme from the Warriors” di Barry DeVorzon e “Thats life” la loro outro nei concerti cantata da “The Voice” Frank Sinatra. Verso le 16,00 dovrebbro essere in diretta, sintonizzatevi! ![]() LEGGI I COMMENTI (3) - PERMALINK martedì 13 febbraio 2007 - ore 11:10 Ultime ... Oggi ho ascoltato il cd "Piano solo" di Bollani.. dopo aver acquistato Gleda replicare era il minimo che potessi fare.. ![]() Mi sn piaciute molto le sue parole: "Credi che esista ancora "il jazz"? Io sì, e mi sento jazzista. Penso però che non sia più un genere musicale ma un linguaggio. è una parola che ormai significa tante, troppe cose - mentre semplicemente dovrebbe intendere la diversità, la voglia di cambiare. Così per me per esempio uno come Wynton Marsalis non è un jazzista, lui si è messo giacca e cravatta, ha deciso che il jazz finisce nel 1959 e che bisogna riproporre quella cosa lì. Non è un atteggiamento da jazzista. Il linguaggio del jazz è diversità, al limite suonando gli stessi pezzi per anni anni e anni - penso a Chet Baker e a My Funny Valentine, penso a Lacy e al suo repertorio di Monk. è come i grandi attori, come Benigni quando parla del cioccolato svizzero. Ogni sera si parte da lì ma si arriva da qualche parte nuova. Quando ho scoperto il jazz a undici anni, quando mi sono fatto i primi miti, Charlie Parker e Oscar Peterson, sono stato folgorato da quello: diversità e velocità. Improvvisazione. Non per forza senza rete, come sostiene Keith Jarrett, che mi sembra un’impresa troppo ardua e consentita solo ai grandissimi come lui. Però, però: all’interno di strutture inventare qualcosa di nuovo. A me piace costruirmi ogni volta una gabbietta, e cercare poi di scappare". "...L’album in origine doveva essere tutto diverso, mi ero immaginato un omaggio a Prokofiev, avevo creato una gabbia mostruosa. Settimane di lavoro indefesso a studiare, preparare, decidere cosa suonare di Prokofiev da spartito e dove improvvisare. E poi, arrivato al dunque, mi sono detto: ma perché? Perché devo sempre mettermi in gabbie più grosse di quelle che il pianista Bollani sopporta? Così ho cambiato la scaletta e ho scelto i pezzi che mi venivano. Ho tenuto un’improvvisazione su un tema di Prokofiev, ne ho aggiunte altre mie. Ho preso A Media Luz, e poi Maple Leaf Rag, e nota bene che in mille dischi ECM questa è la prima volta che passa un ragtime." Intervista completa a Stefan Bollani : http://www.delrock.it/articoli/2006-09/cinque_personaggi_in_cerca_di_bollani.php Duttilità, ovvero grandi differenze stilistiche. Il brano che apre la raccolta ha titolo Antonia, ed è una delicata ballata di Antonio Zambini. Il cd continua poi con due pezzi firmati da Bollani, come la maggior parte di quelli della raccolta, Impro I (modernismo di ispirazione free) e Impro II, e un omaggio a Sergey Prokofiev, On a theme by Sergey Prokofiev, una rielaborazione su un tema del musicista. Il quinto brano ha titolo For All We Know (Per tutto quello che noi sappiamo), ed è un pezzo classico scritto da Sam L. Lewis e J. Fred Coots. Seguono Promenade e Impro III, ancora di Bollani. E siamo arrivati a A media luz, altro classico, di Eduardo Donato e Carlos César Lenzi. Con un nuovo salto stilistico ascoltiamo Impro IV, scritta da Stefano Bollani, così come la traccia numero dieci dell’album che ha titolo Buzzillare. Do You Know What It Means To Miss New Orleans, il brano successivo, è firmato da Louis Alter ed Eddie DeLange (ecco le varie versioni in commercio). Como fue (il dodicesimo) da Ernesto Duarte Brito (anche in questo caso potete sentire le altre versioni in commercio). Frederick Loewe e Alan Jay Lerner sono gli autori di On The Street Where You Live (Nella strada dove vivi). Un classico assoluto lo splendido Maple Leaf Rag di Scott Joplin, "in mille dischi ECM questa è la prima volta che passa un ragtime". Sarcasmi è l’ultimo brano dell’album scritto da Bollani, che si chiude con un brano di Brian Wilson e Tony Asher, dal titolo Don’t Talk, reso celebre dai Beach Boys. Fra i suoi vari "solo" molti continuano a preferire Smat Smat, quel vecchio Label Bleu ormai classico, per il repertorio pirotecnico e un più accentuato gusto della sorpresa.. nn mi resta che ascoltare anche questo lavoro, no? Naturalmente mi farebbe molto piacere ricevere le vostre impressioni, i vostri commenti e le vostre critiche.. (anche dai non appassionati.. spero sl siate un pò più carini da nn suggerirmi di scrivere daltro.. vedi pizza..)!!! LEGGI I COMMENTI (6) - PERMALINK lunedì 12 febbraio 2007 - ore 15:13 Il mio amichetto Vido si è lamentato sui contenuti del mio blogghino carino bellino... quindi per questa volta niente musica.... Che differenza cè tra Pizza 4 stagioni e Pizza Capricciosa? Vi prego, è una questione di vitale importanza... !!! La mia preferita rimane la mini margherita realizzata da Diego Rist/Pizz Forcellini.. LEGGI I COMMENTI (11) - PERMALINK > > > MESSAGGI PRECEDENTI |
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