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La vita è ciò che ti succede mentre sei impegnato in altri progetti / life is what happens to you while you’re busy making other plans

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domenica 14 settembre 2008 - ore 04:43


Questo è un mondo libero, blog libero in libero Spritz (?) + o - (credo)
(categoria: " Scienza e Tecnica ")


Oh tanto io qua non conosco nessuno, se qualcuno ha storie per cui non son libera di scrivere o commentare o curiosare dove mi pare....basta dirlo anzi, no, lo capisco (poi, anche, a volte) da sola e quindi poi evito. Però se qualcuno ha qualcosa da dire (non è mica na minaccia!) CHE LO DICA ora o anche domani o sempre. Che taccia per sempre no, ma chissenefrega, fate ognuno quel cavolo che vi pare e viva la vita eccheccazz! Grazie Raly che almeno tu mi hai scritto 2 righe comunque, a parte tutti i maniaci squilibrati che vedono il mio nick e subito pensano a chissà qualche associazione....


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domenica 14 settembre 2008 - ore 04:33


Tonight I’ve found an old good friend of mine...
(categoria: " Vita Quotidiana ")


...and I’m really glad to have ’’talked’’ (chat!) with you Angela



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sabato 13 settembre 2008 - ore 01:25



(categoria: " Vita Quotidiana ")


Vado cercando in queste pagine qualcosa che non ho o qualcosa che ho di troppo ma non riesco ad esprimere che altrimenti in queste parole confuse e frasi senza senso sul disperato andante che è poi come mi sento altalenante in questo momento –forse sono solo fin troppo fortunata e capace e viziata con così tanti mezzi a disposizione ma ancora nessun talento preciso nell’utilizzarne anche uno soltanto a suo dovere, nel migliore dei modi possibili, per dire qualcosa di me a qualcun altro, per andare oltre i limiti da me stessa imposti e raggiungere il cuore di qualcuno che al momento magari non sa neanche di potersi mettere in ascolto come ne quando è proprio quello che ci vuole. Forse sono nata in un’epoca sbagliata o fin troppo facile per tutte le risorse ma difficile net trovarne la via d’uscita affinché tutti noi anime sofferenti inquiete dannate su questa terra fuori dal tempo non riusciamo a trovare un contatto o una qualche forma di scambio salvifico di quel che può esserci di buono e cattivo che potrebbe cambiarci la vita affinché diventi per ognuno –finalmente- qualcosa di veramente degno d’essere vissuto. Ciò di cui ho bisogno mi rendo conto che non è tanto diverso da quello che vogliono tutti per gradi e impulsi e intensità variabili e a momenti intercambiabili ovvero sicurezza pace armonia, una casa dove tornare e qualcuno non troppo severo e freddo a cui potersi rivolgere senza restare troppo feriti quando l’intesa non si trova –e succede la maggior parte dei casi in questo mondo imperfetto di milioni di vite imperfette in questo normalissimo cielo su questa terra sovraffollata- ma io tuttora mi chiedo se davvero, in mezzo a tutto questo trambusto, prima o poi potrebbe mai emergere quel Qualcuno -Oh anima dannata all’inferno del quotidiano- quell’anima pura e bella e infine sporca e vissuta più o meno quanto me se non peggio con cui io (io che non sono nessuno, che sono nullità, che ostento questa scrittura pazza frenetica e tutt’altro che originale ma so solo io quanto la sento mia soltanto) potrei mai stare abbracciata tutta la notte e la vita a venire e i giorni insieme nel centro di una delle poche foreste rimaste, noi due soli eppure infiniti come i due cerchi del simbolo che prosegue nel suo corso per l’eternità, a far nulla e a far tutto, a nominare le stelle e ad andarle a prendere con un salto o un soffio sulle dita, qualcuno con cui io possa sentirmi persa ma non dispersa e abbandonata, qualcuno io cui possa dissolvere tutto il mio egoismo e la mia rabbia e la ferocia da animale ferito che mi porto dentro da tempo ancor dagli albori dell’Innominabile Passato e (pragmaticamente adesso! Buffa cosa) già mi chiedo come farò a tradurre tutto questo in Inglese perché non lo vorrò vedere scritto poi per tanto tempo questo testo assurdo in italiano, alla mercé di Gente che già mi conosce o meglio CREDE di conoscermi e di me aver già capito tutto per cui (mi avvio alla conclusione infatti) inquieta come sono eppur in questo trovando pace come al centro di un ciclone, chi come quando troverò il modo di trasferir la mia voce nella lingua madre del mondo Global (dio che brutto termine) lo farò. Globale! Quanta sciocchezza buttata al mondo a tutti e a nessuno così come il termine suggerisce ma forse è solo a me è che questo Globale spaventa così tanto, ci si illude di essere un tutt’uno quando questo UNO che sta nel palmo di una mano contiene l’infinito e infiniti mondo oltre le montagne e i grattacieli. Ma solo a me spaventa e attrae allo stesso tempo? Ti voglio amare come posso, ovunque tu sia, anima dannata e bella che come me ti ostini a vivere, respiri e lotti, a questo mondo pazzo che sa di tutto e niente senza uno specchio di fronte e le risa di un bambino a ricordarti di essere semplicemente UMANO. Ma almeno in questo c’è qualcuno che si diverte? Non sono sicura neanch’io se a scrivere trovo davvero giovamento eppure lo faccio perché ne sento il bisogno ed è l’unica cosa doverosa che posso fare in questo momento perché un pensiero inizi a circolare e a prender vita dopotutto, che la notte è fatta per questo, ad amarsi per chi ha qualcuno nel letto oppure, se va male, immaginarlo soltanto nel migliore dei modi ed è proprio quello che farò visto che non posso far altrimenti stasera, purtroppo, io che sola ci so stare per forza di cose e ciao basta con questa cosa che rischia d’assumere il tono di un’eclissi di sole.

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mercoledì 10 settembre 2008 - ore 21:45


Belief and Technique for Modern Prose - Jack Kerouac
(categoria: " Ricette ")


1. Scribbled secret notebooks, and wild typewritten pages, for yr own joy
2. Submissive to everything, open, listening
3. Try never get drunk outside your own house
4. Be in love with your life
5. Something that you feel will find its own form
6. Be crazy dumbsaint of the mind
7. Blow as deep as you want to blow
8. Write what you want bottomless from bottom of the mind
9. The unspeakable visions of the individual
10. No time for poetry but exactly what is
11. Visionary tics shivering in the chest
12. In tranced fixation dreaming upon object before you
13. Remove literary, grammatical and syntactical inhibition
14. Like Proust be an old teahead of time
15. Telling the true story of the world in interior monolog
16. The jewel center of interest is the eye within the eye
17. Write in recollection and amazement for yrself
18. Work from pithy middle eye out, swimming in language sea
19. Accept loss forever
20. Believe in the holy contour of life
21. Struggle to sketch the flow that already exists intact in mind
22. Don’t think of words when you stop but to see picture better
23. Keep track of every day the date emblazoned in yr morning
24. No fear or shame in the dignity of yr experience, language & knowledge
25. Write for the world to read and see yr exact pictures of it
26. Bookmovie is the movie in words, the visual American form
27. In praise of Character in the Bleak inhuman Loneliness
28. Composing wild, undisciplined, pure, coming in from under, crazier the better
29. You’re a Genius all the time
30. Writer-Director of Earthly movies Sponsored & Angeled in Heaven


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martedì 9 settembre 2008 - ore 01:16



(categoria: " Vita Quotidiana ")


CHALLANGE > to be myself... if you don’t bother, anche senza l’approvazione unanime generale

DREAMS > to have a child, to write a book, to plant a tree (che fantasia!) e imparare ad andare per mare in barca a vela

MIRACLE > to be sure everyone i love would be good and grateful and happy all their time and i would sacrifice anything spiritual or material for this, i’d give my life if that would help

PROPOSAL > to work the way i like so that i can express myself and give what’s good i can give to others, to whoever may need it through all the means i can handle as an artist if i dare so...even if i’m just human

UTOPIA > to love someone i can trust that may love me most of the time all of our lives just the way i am even if we may pass through some scary story, someone brave and good enough not to leave me.




ahhahaha ma alla fine resto sempre una romanticona senza speranze... Always -BC




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lunedì 8 settembre 2008 - ore 01:42


Jokes of memory and fate
(categoria: " Erasmus ")




I fell in love with him right away. I got lost into his deep transparent eyes and I disconnected the me in me, no more chance to think. I was scared and disarmed and didn’t know what to say so I kissed him. It seemed to me as if the entire Universe was staring at us, whispering poems of unending faith passion and devotion. But something went wrong and I found his torn tongue bleeding between my sharp teeth. I forgot I was a tiger at that time and he was not of my kind...

Music tips: Rites of Spring, Mineral, Toru Okada, Moss Icon and Indian Summer??? Dino Fumaretto, interpretato da Elia Billoni





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domenica 7 settembre 2008 - ore 15:48


Momento orripilante n.1-2-3
(categoria: " Scienza e Tecnica ")


Primo movimento

Questa mattina nel svegliarmi mi sono accorta di essere un mostro. Devo essermi trasformata nelle ultime ore della notte mentre portavo addosso tutti i mali del mondo e sognavo di strani sentieri in riva al mare in compagnia dei miei compagni vacanzieri e di alcune creature fantastiche sbucate dall’acqua acconciate peggio di Britney Spears. Ho fatto un fatica tremenda ad alzarmi dal letto, il cervello mi cola dal naso ed il cuore devo essermelo mangiato per sbaglio insieme agli intestini. Dall’ombelico ho lo stomaco in fuga che mi si attorcilia in vita e poi giù sulle gambe. Sto costantemente in un bagno di sangue e sudore. E’ un’eufemismo dire che son dimagrita come mai in vita mia visto che sono ridotta all’osso eccezzion fatta per la testa insolitamente grande e pulsante. Gli occhi sono sommersi dai cuscinetti di grasso che mi stanno sugli zigomi, concentrati, attenti, gelatinosi. Dalle venature sulle braccia scorre un siero dal porpora al carminio e poi via via grumi giallo paglierino. Inutile sottolineare lo schifo indicibile e il terrore e la rabbia che provo per me e per la mia persona, a mala pena riesco a tenere gli occhi aperti da quanto ho il viso tumefatto e gonfio, devo essermi seppellita senza volerlo dentro questo corpo informe a furia e a fatica di non so cosa pur d’avere sembianze umane. A tentoni raggiungo il bagno e cerco di aggiustarmi, di vestirmi, di nascondermi almeno fintanto che non abbia riaquisito le forze per oltrepassare la porta.


Secondo movimento

Nella stanza accanto c’è il mio amico di questi giorni felici che, già sveglio da un pezzo, fa colazione con caffè di clururo e mi saluta come se niente fosse. Non si è accorto di nulla eppure lui mi sembra normalmente strano come sempre, sono io che ho oltrepassato un certo limite se così posso dire. Non ho idea di come sia potuto accadere e ne ignoro i motivi, mi sento come Kafka con la differenza che io sono un semplice mostro informe e non un’aggraziato scarafaggio. Sento le vibrazioni della gente e leggo nelle reazioni di ogni altro essere tutto il disgusto di questo mondo per le mie sembianze presuntuose e queste movenze sofferenti. Sto male eppure non muoio e questo è il guaio. Qualcuno per pietà vorrebbe terminare questa mia esistenza in modo definitivo ma non osa farlo per mancanza di coraggio e fin troppa codarda ipocrisia. Esco di casa attaccata con due dita alla camicia del mio amico. Anche lui contesta questo mio contatto ma non mi allontana per prudenza, forse perchè non mi conosce abbastanza bene come crede quindi manifesta per me un’animo grande e magnanimo, per ora. Lo accompagno in stazione e gli posto lo zaino, lui non vede niente, io cerco di sembrar normale e forse sono la sola a notare come per la città la gente mi scosta, un bimbo s’è messo a piangere appena mi ha scorto ed un’anziana donna è svenuta lì sul marciapiede appena le sono passata accanto.


Terzo movimento

Cammino a testa bassa con addosso gli occhiali neri più grandi che possiedo ma non basta per passare inosservata. Cerco di simulare naturalezza ma lascio alle spalle una scia di sangue e budella alquanto visibile, dimenticandomi per strada, spargendo ovunque pezzi di me. Vorrei potermi staccare la testa così soffrirei meno ma devo portare il peso di questa faccia gonfia tumefatta e non riesco a farmi uscire gli occhi infossati come sono in questa palla di veleno. Fuma cammina legge guarda i libri e la gente, qui il mio amico sta regolarmente immerso nel suo mondo e chiaramente nulla percepisce del mio per cui con me è tutto come sempre, naturale, scorrevole, armonioso, se litighiamo non è in momenti come questo. E’ un bene che almeno lui non si accorga di nulla e addirittura mi abbraccia prima di salire sul treno. Io indietreggio e lo saluto con una mano per aria e le altre tre dita penzolanti a nascondermi dalla fronte in giù. Spero abbia visto che gli sorrido, perchè il mio è un sorriso anche se non so che fine abbiano fatto le mie belle labbra tanto ambite in tempi andati. Mi trascino fuori dalla stazione e inforco la strada di casa, leggera e in automatico, mi muovo come se i piedi sapessero già dove andare senza che io debba dir nulla. In effetti, a ben guardare, le mie estremità inferiori mi precedono di un paio di metri mentre mi sto asciugando di quel che restava degli organi interni. Ultima la testa, che fatica ad andar via ed è davvero pesantissima. C’è il sole eppure piove, cade qualche lacrima dal cielo. Forse qualcuno avrà pietà di me.


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giovedì 4 settembre 2008 - ore 21:50



(categoria: " Vita Quotidiana ")


Ti a tal ga dè in man e pu la pensarà lè cosa la vol far



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giovedì 4 settembre 2008 - ore 01:41



(categoria: " Vita Quotidiana ")


A volte mi sembra di stare dentro una figura geometrica arcinota, quasi come se fossi il perno di un triangolo che a volte mi va un pò stretto ma comunque non posso lasciare o crollerebbe tutto. Talvolta questa figura cambia forma e compaiono nuovi vertici, entrano nuovi punti, emergono posti nuovi dove prima c’era il nulla ed allora io comincio a respirare con più leggerezza sognando sempre che il tutto si appiani e che un giorno possa magicamente apparire il cerchio che ho da sempre immaginato come ideale di pace e amore e tutte le cose belle di cui sono fatti i libri e le canzoni. Vorrei pensarmi come parte di una grande figura tranquilla in cui ognuno possa decidere a che distanza stare senza sentirsi necessariamente escluso da niente, ne troppo distante ne troppo vicino a nessuno altro, per questo immagino il cerchio e non un quadrilatero e nemmeno un pentagono. Poi il triangolo l’avevo sì considerato ed è quello che mi sembra di vivere al momento ma davvero mi accorgo che ci si sta dentro decisamente troppo stretti e non so come uscirne, sempre ammesso che possa sfuggire veramente da questo disegno matematico. Forse qualcuno di voi potrà capirmi o forse no, almeno ho provato ad esprimermi: vorrei fosse un cerchio così forse tutto continuerebbe a girare sempre, anche senza di me. Pace

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giovedì 4 settembre 2008 - ore 01:08


Eccezziunale veramente!!!
(categoria: " Cinema ")


"yesterday is history, tomorrow is mystery but today it’s a gift:
that’s why it’s called present" Kung Fu Panda





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