Anche quando pare di poche spanne, un viaggio può restare senza ritorno.
Italo Calvino
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domenica 21 settembre 2008 - ore 10:39
le macerie [telavevodetto]
(categoria: " Vita Quotidiana ")

fidarsi dei fondi dei caffè che predicono disastri
fidarsi del volo degli uccelli
tenebri auspici
sto scegliendo la pistola carica alla brezza del mare
sto scegliendo le bugie all’acqua salata
passiamo oltre e pensiamo a come costruire un nido più comodo
dopo la caduta ci sarà bisogno di bende di garze di tempo
di tante parole
spero di sopravvivere a questa triste primavera che fa fiorire di paure le mie ciglia
chiudo gli occhi,almeno non vedo
ne sappiamo così poco del tempo
fisso la notte ed è lei a farmi abbassare lo sguardo, minuscole processioni di pensieri scomposti si danno la precendenza in modo casuale bussando sui vetri delle finestre
spalanco i balconi per far entrare il buio
spalanco gli occhi
divisi da manciate di incroci
come temo le macerie
le
te l’avevo detto
.
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lunedì 15 settembre 2008 - ore 18:14
TAMBURI NOTTURNI (della pioggia e di)
(categoria: " Vita Quotidiana ")
ma mi distraggo a volte
leggo un amore mentre fuori piove, le piccole mani della pioggia battono il tamburo del mio metro quadro di mondo
io sto in ascolto
un battito di cuore senza pause
ma mi distraggo e mi sfuggono parole adagiate sulla notte con dolce noncuranza, con la precisione gentile di una freccia che trafigge
le leggo e rileggo di nascosto perfino da me stessa. imbroglio il guardiano avido del mio cuore e mi espongo in bilico sulla fune tesa
ci sono molte cose che dovrei fare e infatti non farò nulla
ma chiedersi come nascono i sentimenti è una domanda tanto difficile e onesta come quella dei fanciulli quando chiedono ’come nascono i bambini?’
viene da sorridere
l’anima la si ha ogni tanto dice Wislawa. io credo di avercela, ora
.
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sabato 6 settembre 2008 - ore 11:28
ERGO SUM
(categoria: " Vita Quotidiana ")
dolce e intrigante creatura
prova a cercare nell’albero genealogico. vedrai che troverai una mela avvelenata e lo specchio delle mie brame
io dico: proverò ma forse c’è anche un castello e una Regina di Cuori
tu vuoi sempre troppo
lo so
tu vali sempre troppo
lo so
tu sai sempre troppo
lo so
stanotte mi hai fatto capire che
forse mi servirebbe solo una canzone per dare un nome al gatto
e che le stelle si svegliano con le canzoni che non conoscevo
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giovedì 4 settembre 2008 - ore 23:16
(categoria: " Vita Quotidiana ")
questa notte-
scioglilingua in greco
buffi e divini ,pare
una mostra in cima ad un castello con tele cucite a mano
ricami-potremmo dire
la foto di una mano
il candore della poesia scritta d’inchiostro fresco sul palmo
grazie alle lucciole alle stelle alla pioggia che ha smesso
al canto delle cicale sorde
attraverso la vetrina uno sguardo fatto di occhi azzurri
e un sorriso involontario tra le tele infangate
lo sguardo puntato come una pistola
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giovedì 4 settembre 2008 - ore 23:09
(categoria: " Vita Quotidiana ")
io dovrebbe
dal suo esilio
piegare verso l’orizzonte
farsi cosa dai quattro cantoni
e
alla prima persona singolare
oscurare lo specchio
Stefano G.
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giovedì 4 settembre 2008 - ore 22:54
(categoria: " Vita Quotidiana ")
tutto quello
che dicono su di me è falso
scompensi da incessante ricerca etimologica
abuso di aggettivi
sostantivi impotenti
un semicerchio
supposizioni incerte
congiuntivi resi male
articoli indeterminativi
una buona dose di
e anche di

costretti a tacere per mancanza fenomenologica
qualsiasi affermazione in negativo
in Jung e l’inconsco collettivo
Freud padre
io donna cioè in ordine di apparizione lilith eva meritrice dea venere deipara madonna maddalena monaca figlia madre sorella amica amante conoscente peccatrice tentatrice laureata disoccupata vivente anima gemella femmina
Lilith ve l’ha fatta pagare-
un dio umile mi annoia

sono una donna vertebra
una donna so tutto
una donna non so nulla
also sprach paroxysm
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domenica 31 agosto 2008 - ore 11:41
alla fine TI AMO (MA)
(categoria: " Vita Quotidiana ")
alla fine
la pioggia lava con meticolosità la memoria dai marciapiedi
in certi casi la verità somiglia molto alle bugie e le bugie somigliano alla pioggia
come mi chiedi?
è semplice se ci pensi,un giorno te lo spiegherò bene quando saremo girati di spalle
un giorno ci saluteremo come due estranei invece ieri notte era poesia dentro le stelle cucite in un cielo nero imbastito
era verità che non serve a niente solo a moltiplicare la menzogna
ora se ci ripenso mi pare un esercizio grammaticale e di stile
aggettivi sintassi tutto in ordine
ho scelto le parole più belle solo per te ,perchè erano la cosa più bella che avevo insieme ai miei occhi che sorridevano di nascosto
erano
ho scelto di pensarti nel domani e di laccarmi le unghie di rosso
ma le cose non sono come appaiono
le cose sono finali venuti male sono resosconti ridicoli di cose nn successe e omissioni funamboliche di cose successe
mi cadono addosso le gocce delle parole delle tue bugie e non so difendermi mi gelano le mani e la bocca
mi rallentano i battiti
mi rigano la fronte
mi riparo sotto ad un portone e mi rendo conto che sono sola e che tutti sono nemici
che tu sei nemico che l’acqua non è innocente
che le case hanno occhi e che la realtà solo io nn la vedevo,non per vigliaccheria ma perchè guardavo te
e ora certe parole fanno vomitare i lampioni
e fanno crollare i ponti e seccano il colore nei tubetti
camminavamo sul ciglio di un burrone ma tu eri già caduto
io ora devo andare e con andare intendo
la prima volta che mi sono innamorata, era di un personaggio di un libro.
scriveva lettere alla donna che amava, ma che nn aveva ancora incontrato.
anche io scrivo lettere
perchè ho più fiducia nelle parole che nella voce
alle volte si sbaglia destinatario, alle volte il mittente
alle volte si riesce a recuperare all’ufficio postale ma le parole sono scadute...
ho una busta in mano piena di timbri,mi è tornata indietro senza pietà alcuna
alle volte ti rendi conto che vali meno dei ricordi che puoi lasciare a testimonianza di
vali meno degli oggetti che hai prodotto
alle volte basta ammettere che semplicemente non è possibile
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