boh, x me va bene parlare, pardon, scrivere di tutto,beh, almeno spero che qualcuno scriva!politica, musica, passioni, tempo libero, ecc.
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venerdì 30 luglio 2004 - ore 12:50
confusione
(categoria: " Musica e Canzoni ")
"confusione" è un festival musicale itinerante sull'appennino reggiano organizzato da giovanni lindo ferretti (cccp, csi, pgr). domenica faranno un concerto etnico in un posto sperduto sui monti: suona un gruppo (o una cantante?boh!) di uno stato che nn ho mai sentito in vita mia, tipo Tala, Talau o qualcosa del genere. Magari vado a vederlo...è che domenica abbiamo pure organizzato una festa x i bambini delle famiglie di immigrati di parma e un nostro amico suona pure col suo gruppo (musica tradizionale salentina!!!), insomma sono indeciso!
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venerdì 30 luglio 2004 - ore 12:47
stasera
(categoria: " Lavoro ")
stasera incontro con l'avvocato x parlare del praticantato: mannaggia alla sesta volta che lo cercavo finalmente l'ho trovato al telefono!!!
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giovedì 29 luglio 2004 - ore 11:47
sfruttamento del lavoro: nike, adidas ecc.
(categoria: " Sport ")
20 luglio 2004
Le Olimpiadi di Nike e Adidas
Anna Pizzo
Se è vero che è da tempo finita la favola dello sport come nobile competizione e delle Olimpiadi come luogo del felice e disinteressato agonismo, solo più di recente è diventata percezione diffusa la convinzione che gli interessi dello sport siano ramificati e pericolosi. Tra questi, il ruolo degli sponsor, cioè dei grandi marchi in grado di determinare la fortuna o il crollo di squadre e campioni. Non sono loro i soli detentori del mercato, essendoci, come Carta in edicola dal 22 e 23 luglio è in grado di denunciare, una intera filiera di interessi, poteri, pressioni che si dispiegano appieno ogniqualvolta c'è un grande evento sportivo, come le Olimpiadi di Atene, che inizieranno il 13 agosto, dimostrano.
Ma ovunque c'è sport c'è un "brand" e ovunque c'è un brand, è assai probabile che ci siano affari loschi. L'ennesima denuncia è di questi giorni ed è stata lanciata da alcune Ong internazionali: dietro marchi come Nike, Adidas, Puma, ma anche Lotto e Kappa, si nascondono condizioni di lavoro che violano le convenzioni internazionali emanate dall'Organizzazione internazionale del lavoro. In vista delle prossime Olimpiadi, prende il via anche in Italia la Campagna "Play fair at the Olympics" [Gioca pulito alle Olimpiadi] lanciata da Oxfam, Clean Clothes Campaign e Global Unions per chiedere più responsabilità nella scelta degli sponsor olimpici. Le grandi imprese delle calzature e dell'abbigliamento sportivo spenderanno un'enorme quantità di denaro per associare il loro nome all'ideale olimpico. Ma chi pensava che la violazione dei diritti dei lavoratori appartenesse al passato, deve ricredersi. Le testimonianze raccolte nel rapporto "Gioca pulito alle Olimpiadi" confermano le drammatiche condizioni di lavoro dell'industria dell'abbigliamento sportivo e denunciano la complicità del mondo sportivo con le imprese.
In Italia, la campagna per chiedere alle imprese, al Comitato olimpico nazionale e internazionale comportamenti piu' responsabili viene lanciata dal Centro Nuovo Modello di Sviluppo e dalla Campagna Abiti Puliti.
Per partecipare alla campagna di pressione, si possono visitare questi siti:
http://www.fairolympics.org
http://www.cleanclothes.org
http://www.lilliputmilano.org/lab/consumocritico.html,
"Gioca pulito alle olimpiadi", 48 pagine, è in vendita a 1,50 euro.
Il rapporto si trova presso le botteghe del commercio equo e solidale che vendono il mensile Altreconomia
(l'elenco è su http://www.altreconomia.it/Main/botteghe.html)
Copia digitale del rapporto è scaricabile dal sito http://www.altreconomia.it
Per contattare il Centro Nuovo Modello di Sviluppo,
tel. 050.82.63.54, coord@cnms.it
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mercoledì 28 luglio 2004 - ore 16:51
ennesima litigata
(categoria: " Amore & Eros ")
...e vabbè oh, non c'è modo di andare d'accordo con lei e allora vaffa...
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martedì 27 luglio 2004 - ore 17:55
proposte
(categoria: " Lavoro ")
insomma dal niente al troppo...
ieri ho parlato con l'avvocato. a parte che è un pazzo fulminato che conosce il capo delle farc colombiane, che difende ocalan, bargouti e dio solo sa quanti altri personaggi illustri e a parte il fatto che mi sembra un po' bruno lauzi, mi ha fatto una buona impressione,. ora però vorrei capire meglio che possibilità serie ci sono d'inserimento nello studio!
oggi poi mi ha telefonato una fulminata da brescia (ddio che accento orribile) per propormi un non meglio precisato lavoro di consulenza legale e di budget (e io che ne so) x la sua società a favore di albacom tim ecc ecc. boh c'ho capito poc.
Infine mi hanno cercato da un'impresa di formazione e orientamento epr dei corsi gratuiti che partono a settembre.
mah, la confusione regna sovrana, ma ala fine, se va in porto, il meglio resta bruno lauzi...e poi mi vedete avvocato tra due anni?!
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lunedì 26 luglio 2004 - ore 12:40
capossela
(categoria: " Musica e Canzoni ")
ieri ho comprato una raccolta di capossela (10 euro circa; titolo: l'indispensabile)
non l'ho ancora ascoltata tutta, ma mi sembra bella: consigliata!
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lunedì 26 luglio 2004 - ore 12:37
colloquio
(categoria: " Lavoro ")
stasera devo trovarmi con un avvocato a reggio
potrebbe essere un incontro importante, ma x ora non mi sbilancio x scaramanzia
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venerdì 23 luglio 2004 - ore 17:21
uff quasi finito
(categoria: " Lavoro ")
uff uff ho quasi finito il mio elaborato, era ora!!
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venerdì 23 luglio 2004 - ore 13:03
a sharon
(categoria: " Riflessioni ")
«Io non emigrerò in Israele»
Lettera di un ebreo francese. Che denuncia la collusione sionismo-antisemitismo
JEAN CLAUDE MEYER*
No, Mr Sharon, io non emigrerò in Israele. Per spingere quelli che lei chiama gli «ebrei di Francia» a emigrare in Israele, ha scelto il giorno in cui la Francia commemora la retata del Velodromo d'Inverno**.
Io non emigrerò mai: la Francia è il paese dove sono nato e da molte generazioni quello delle mie famiglie, paterna e materna, di origine alsaziana. Sono un pupillo della nazione, poiché mio padre fu fucilato dai nazisti e dai loro collaboratori francesi. Ma è stato nel 1944. Oggi siamo nel 2004. «Felice come Dio in Francia», dicevano gli ebrei dell'Europa centrale e della Russia, arrivando qui. Io sono un cittadino francese.
No, io non emigrerò: la Francia non è anti semita, anche se negli ultimi tempi sono stati commessi atti contro gli ebrei, ma anche contro gli arabi e islamofobi. Gli autori di simili atti sono diversi: spiriti mentalmente fragili, neonazisti che pensano che il loro momento sia giunto perché tanti elettori si riconoscono nel voto di estrema destra, giovani sperduti. Francesi di origine araba che sbagliano nemico e credono di sostenere il popolo palestinese là, prendendosela con gli ebrei qua. Non ascoltano la voce di Leila Shahid ripetergli che stanno sbagliando bersaglio.
No, io non emigrerò: la vocazione sionista è stata e resta quella di riunire gli ebrei del mondo in Israele, stato che si definisce ebraico. Durante la crisi economica e politica in Argentina, lei si è già rivolto agli ebrei argentini, chiedendogli di fare la loro «alyah». Oggi è la volta dei francesi. Di nuovo si manifesta l'oggettiva collusione fra sionismo e anti semitismo. Ma ognuno può vedere che Israele è uno dei paesi al mondo in cui gli ebrei sono meno sicuri, per l'oppressione esercitata sul popolo palestinese.
No, io non emigrerò. Le sue dichiarazioni irresponsabili vorrebbero contrapporre i francesi ebrei ai francesi arabo-musulmani. Non ci riuscirà. Al contrario, noi seguiremo l'esempio degli ebrei dell'Unione ebraica francese per la pace e dei maghrebini dell'Associazione dei lavoratori maghrebini di Francia che, insieme, sono andati a sostenere il popolo palestinese e gli israeliani contrari alla politica criminale del suo governo. In Medio Oriente come in Francia, quel che urge è distruggere i muri e costruire ponti.
Io non emigrerò mai: mi rifiuto di beneficiare della cosiddetta «legge del ritorno» in un paese che non è mai stato il mio, un paese i cui governi violano il diritto internazionale, erigendo un muro illegale, colonizzando illegalmente i territori occupati in Cisgiordania e a Gaza, distruggendo oliveti, aranceti, case, uccidendo uomini, donne, bambini. Sono i palestinesi cacciati nel 1948, nel 1967 e oggi che hanno diritto al ritorno nella loro patria.
Io non emigrerò mai. Mr Sharon, lei è riuscito nell'impresa di costringere anche il Crif (Consiglio rappresentativo delle istituzioni ebraiche di Francia, ndt) a prendere le distanze dai vostri propositi incendiari. Quel Crif che pretende di rappresentare tutti gli ebrei francesi e che contribuisce, con la la sua politica di sudditanza alla confusione tra israeliani, sionisti, ebrei, ad aggravare le tensioni. Almeno per questo, grazie.
Io non emigrerò. E' qui, nel mio paese, in Europa, che combatterò tutti i razzismi e anche la sua politica finché il popolo palestinese possa infine vivere in pace nel proprio Stato, in Palestina, a fianco del popolo israeliano, con tutte le sue componenti, in Israele.
* Ebrei europei per una pace giusta
**Nel luglio `42 fu organizzata una mega-retata contro gli ebrei in molti paesi europei, denominata «vento di primavera». Il 16 luglio, alle 4 del mattino, 12.884 ebrei furono arrestati. Circa 7.000 di loro furono invece deportati al Velodromo d'Inverno. Per cinque giorni sopravvivono senza cibo e con un solo punto di rifornimento d'acqua. Chi tenta di fuggire è ucciso all'istante, un centinaio di prigionieri si suicida.
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venerdì 16 luglio 2004 - ore 15:31
le ex...
(categoria: " Riflessioni ")
che strano
ho ricevuto, dopo quasi due anni che non la sentivo, un'e-mail da una mia ex con cui avevo avuto una breve storia (era qui in erasmus, dall'ungheria, putroppo era tornata a casa molto presto...)
mi ha fatto uno strano effetto
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