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MERAVIGLIE


1) Sentire che per qualcuno tu conti davvero
2) svegliarsi accanto alla persona che si ama
3) sentire le sue dolci labbra sulle mie, e vederlo arrossire quando gli dico che lo amo


boh, x me va bene parlare, pardon, scrivere di tutto,beh, almeno spero che qualcuno scriva!politica, musica, passioni, tempo libero, ecc.


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venerdì 16 luglio 2004 - ore 13:19


persiana jones
(categoria: " Musica e Canzoni ")


bello bello
stasera concerto gratis dei persiana jones a praticello di gattatico (reggio emilia)
riporto qui il programma



PRATICIOROCK giunge al 3° appuntamento e come ogni anno si prefigge di farvi divertire in compagnia di tanti amici, buona birra, panini, gnocco fritto e salume...ma non solo, tutto condito da ottima Musica e per questo anno con tre serate a tema. Si passera' dalla musica indipendente nostrana alle grandi band come Persiana Jones, Raw Power Gang in compagnia di Band non meno importanti come Water Tower che arrivano direttamente da Arcore con il loro carico di Fun e Country_Skacore, ed una storica Band Bolognese quali sono gli STAB.

15 Luglio - 16 Luglio - 17 Luglio

15 Luglio
Rock Night con

State of Mind - Reflue - Morgana - N.D.H20 - Solecismi Pedestri -Buddi al Bar

Inizio concerto ore 19.30 - Dj Set con Claudio Chiari


16 Luglio SkaPunkRock Night con

Dj Set con Mono (FFD)

17 Luglio Combat Night con

Dj Set con Claudio Chiari


Tutte le serate INGRESSO LIBERO ai concerti

Happy Hour dalle 18 alle 20 con birra a € 2,5 e Sangria € 1,5

Mercatino sotto le stelle e angolo solidale

Si cena dalle 19,30 con panini, penne, grigliata e birra a fiumi



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giovedì 15 luglio 2004 - ore 13:29


fanculo la bossi-fini!
(categoria: " Pensieri ")



POLITICA
Dichiarata parzialmente incostituzionale la legge sull'immigrazione
La Consulta boccia la «Bossi-Fini»
La Corte Costituzionale: c'è assenza di garanzie di difesa degli immigrati di fronte al giudice
ROMA - Strada in salita per la «Bossi-Fini». La Consulta ha dichiarato infatti l'illegittimità costituzionale della legge sull'immigrazione. La Corte ha reso noto le sue riserve sul fatto che l'immigrato possa essere espulso, dopo essere comparso davanti al giudice per la convalida del provvedimento, senza contraddittorio e garanzie di difesa.
In sostanza la tesi sostenuta dall Consulta è che la tutela della difesa non può venire meno per garantire il controllo dei flussi migratori.

NO ALL'ACCOMPAGNAMENTO ALLA FRONTIERA - E’ stata così bocciata anche la possibilità di eseguire l’accompagnamento alla frontiera da parte del questore prima che ci sia la convalida da parte dell’autorità giudiziaria. Con diversa sentenza la Consulta ha anche annullato la parte della norma che prevede l’arresto obbligatorio in flagranza per lo lo straniero che abbia violato l' ordine di allontanamento dall' Italia entro 5 giorni.
I giudici hanno, quindi, bocciato quella parte della normativa in cui non si prevede «che il giudizio di convalida debba svolgersi in contraddittorio prima dell’esecuzione del provvedimento di accompagnamento alla frontiera, con le garanzie della difesa».

LA RUSSA: «NON CONDIVIDO» - Il coordinatore di An Ignazio La Russa non ha nascosto il suo disappunto: «Che la Corte Costituzionale avrebbe deciso in questo senso si sapeva. Ormai era una cosa nota. Non condivido questa interpretazione, ma bisogna prenderne atto..».

L'OPPOSIZIONE: «SENTENZA DI CIVILITA'» - Opposto il giudizio delle forze dell'opposizione che, praticamente all'unanimità, hanno parlato «sentenza di civiltà». Lo dicono i Verdi con Paolo Cento e Pecoraro Scanio. Secondo Marco Rizzo, del Pdci, «ora servono immediate nuove norme interpretative da parte del ministero dell'Interno e delle Prefetture. Subito - ha aggiunto - serve una nuova legge speciale fatta da un governo di un altro colore colore».




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mercoledì 14 luglio 2004 - ore 12:43


altra cosa: polemica
(categoria: " Vita Quotidiana ")


mi da abbastanza fastidio che molte persone passino per il mio blog sotto forma anonima

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mercoledì 14 luglio 2004 - ore 12:42


che palle il vaccino...
(categoria: " Vita Quotidiana ")


porca miseria mi sono ricordato che devo andare a fare l'ennesimo vaccino.
mannaggia e io che volevo andare avanti senza intoppi nella mia ricerca.
a proposito, la decisione della corte internazionale di giustizia dell'aja sulle conseguenze giuridiche della costruzione del muro in cisgiordania corrisponde al 100% a quello che sostengo io nel mio lavoro e la cosa mi soddisfa non poco!

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martedì 13 luglio 2004 - ore 16:38


fininvest: mah mah mah...
(categoria: " Riflessioni ")


La finanza perquisisce
gli uffici di Mediaset

MILANO - I militari del nucleo provinciale della Guardia di finanza stanno perquisendo gli uffici di Mediaset. L'operazione, in corso da ieri, è stata disposta nell'ambito dell'inchiesta in corso a Milano sulle operazione di acquisto di diritti cinematografici operata da Mediaset nei primi anni '90 nei confronti di alcune major americane. Nell'inchiesta alcuni mesi fa sono stati iscritti anche i figli di Silvio Berlusconi, Marina e Piersilvio, con l'ipotesi di reato di riciclaggio e ricettazione. Con l'operazione della Gdf, è salito a quota 475 accessi il numero di perquisizioni, sequestri ed acquisizioni documentali svolte dal 1994 ad oggi nell'intero gruppo Fininvest, per un totale di oltre un milione di pagine esaminate.

(13 luglio 2004)

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martedì 13 luglio 2004 - ore 13:04


boh
(categoria: " Amore & Eros ")


non la capisco +
ammesso che la voglia capire
e comunque credo di voler stare da solo

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lunedì 12 luglio 2004 - ore 10:14


ancora su genova
(categoria: " Riflessioni ")


APPELLO DI GIULIETTO CHIESA

“E' appena cominciato il processo per i fatti della Diaz di quel luglio
tragico e
storico. Molti non hanno dimenticato e non dimenticheranno. Qualcuno ha
invece già archiviato. Vuol dire che non ha riflettuto, non ha capito ciò
che
accadde e perché. Ma coloro che non hanno dimenticato, e che hanno a cuore
la libertà e la
democrazia del nostro paese, devono sapere che solo la lotta ha potuto
condurre a questo approdo processuale. Solo la volontà di chiedere giustizia
e verità. E questo costa. Fatica, lavoro volontario, ma anche denaro. Per
sostenere il lavoro dei legali in tutti i processi seguiti al G8 – quello
per la Diaz,
il futuro per Bolzaneto, quello già iniziato contro 26 manifestanti - e per
proseguire nel
lavoro di denuncia, informazione, sollecitazione dell'opinione pubblica.
Abbiamo bisogno di
fondi per proseguire questa battaglia, che è di tutti. Dateci una mano"
29 giugno 2004
Giulietto Chiesa
Presidente onorario del Comitato Verità e Giustizia per Genova


Cara amica/o,
questo appello è inviato dal Comitato Verità e Giustizia per Genova, e dal
suo presidente onorario Giulietto Chiesa, a coloro che in questi anni hanno
dimostrato interesse per l'importante attività da noi svolta, che prosegue
instancabilmente fin dalla sua nascita nell'estate 2002.

Dopo anni di informazione, di collaborazione con gli avvocati del Glf, di
raccolta e diffusione di testimonianze, di ricerca della verità sui noti e
drammatici fatti della scuola Diaz, di Bolzaneto e degli altri luoghi di
concentramento degli arrestati, sulle violenze che le forze dell'ordine
hanno compiuto in strada sui manifestanti, sui fatti di Piazza Alimonda e in
generale su tutte le falsità e mistificazioni che hanno tentato di deviare
l'attenzione dalle gravi responsabilità di chi in quei giorni ha lasciato
che si calpestassero i diritti di cittadinanza e si sospendessero i più
elementari diritti costituzionali, oggi il Comitato è arrivato ad un punto
critico, vitale della sua esistenza.

Nel marzo di quest'anno è cominciato il processo a 25 manifestanti accusati
di devastazione e saccheggio; il 26 giugno l'udienza preliminare contro 29
tra poliziotti e dirigenti responsabili della mattanza seguita all'irruzione
nei locali della scuola Diaz; altri agenti verranno rinviati a giudizio per
i fatti di Bolzaneto. Tutto questo significa un enorme aumento di lavoro,
sia sul piano dell'attività legale che nei rapporti con l'opinione pubblica.
E' indispensabile garantire il lavoro, destinato a durare anni, della
segreteria legale che fa da supporto – con tutta l'enorme documentazione
necessaria – agli avvocati impegnati nei vari processi. E' indispensabile
moltiplicare serate, incontri, spettacoli, iniziative d'informazione e
coinvolgimento dell'opinione pubblica, per evitare che sui processi di
Genova cada l'oblio.

Ti chiediamo quindi di aiutare il Comitato Verità e Giustizia per Genova
con una sottoscrizione di:

25 Euro . . . . . . appoggio al Comitato Verità e Giustizia per Genova

50 Euro . . . . . . sostegno al Comitato Verità e Giustizia per Genova

100 Euro . . . . . supporto al Comitato Verità e Giustizia per Genova

Al ricevimento della quota versata ti invieremo la tessera di Amico del
Comitato Verità e Giustizia per Genova; con un versamento da 100 Euro
riceverai anche la maglietta del Comitato.

I versamenti possono essere effettuati sul conto corrente postale:

CCP n.34566992 intestato a: Verità e Giustizia per Genova

specificando nella causale: Segreteria Legale

oppure tramite bonifico bancario:

ABI 07601 - CAB 01400 - c/c numero 34566992 c/f 95076940105ABI 07

specificando nella causale: Segreteria Legale

Non dimenticare di indicare un tuo recapito per l'invio della tessera ed
eventualmente la tua taglia per l'invio della maglietta.

Per maggiori informazioni:

info@veritagiustizia.it

http://www.veritagiustizia.it/

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lunedì 12 luglio 2004 - ore 10:13


verità e giustizia...
(categoria: " Riflessioni ")



COMITATO VERITA' E GIUSTIZIA PER GENOVA
www.veritagiustizia.it - info@veritagiustizia.it

Nel resto del mondo - e per averne conferma basta leggere ad esempio i
documenti di Amnesty International - i fatti di Napoli e Genova del 2001
sono famosi per i plateali abusi commessi dalla forze dell'ordine, per le
violenze contro persone inermi, per le violenze e le umiliazioni inflitte
ai detenuti, per le sistematiche violazioni dei diritti umani, per
l'uccisione di un ragazzo di 23 anni.
Ora, a leggere l'ordinanza di rinvio a giudizio del tribunale di Cosenza
contro 13 attivisti, sembra che a Napoli e Genova sia andata invece in
scena una specie di sovversione dell'ordine politico mondiale,
dell'economia italiana, della globalizzazione, che in quelle città si
stesse formando una gigantesca organizzazione a delinquere, che queste
tredici persone fossero a capo di chissà quale entità segreta.
Siamo allarmati, perché il processo che inizierà il 2 dicembre ci sembra un
processo alle idee, alla libertà d'espressione del dissenso.
Ai tredici imputati sono contestati reati abnormi, ma nessun fatto concreto.
Questo processo non può e non deve riguardare solo i tredici imputati, ma
deve impegnare quanti sono convinti che i diritti civili e le libertà
democratiche si difendono giorno per giorno, dentro e fuori dei tribunali.
Per questo facciamo appello a tutti i democratici, ai partiti, alle
associazioni, affinché mantengano una vigilanza altissima su quanto sta
accadendo a Cosenza.
In questo processo - come in quelli in corso a Genova - sono in discussione
le fondamenta dello stato di diritto, l'effettiva possibilità di esercitare
i diritti costituzionali.

Genova, 10 luglio 2004

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mercoledì 7 luglio 2004 - ore 11:50


capello e la Juve?
(categoria: " Sport ")


Il tecnico osserva a braccia conserte. In campo non vola una mosca
Tacchinardi: "Serviva un uomo del genere per guidare il gruppo"
Fabio Capello al lavoro
Primo abbozzo di Juventus
Niente macchine da palestra all'americana, ora si corre nei boschi
di EMANUELE GAMBA



SALICE TERME - In campo non vola una mosca. Fabio Capello, pantaloncini da corsa e occhiali da vista leggermente scuriti, osserva tutto da lontano, a braccia conserte. I bianconeri si sentono effettivamente molto osservati, come inchiodati da questo sguardo di pietra che ha una funzione chiarissima: giudicare. E i giocatori della Juventus vanno all'esame con una certa agitazione e con la timidezza che deriva dal rispetto. Non erano più abituati a questo.

Non che la Juve sia mai stato un ambiente lassista. Anzi: Moggi impone regole da caserma, vieta l'iniziativa personale, proibisce il pensiero e l'espressione (anche visuale: orecchini, tatuaggi, codini, a meno che non siano funzionali a qualche sponsor), ricorda a tutti che sono soltanto dipendenti. Lo ricordava anche a Lippi. Ma con Capello gli allenamenti si svolgono in un clima di teso rigore, la sua figura incombe su calciatori che, quantomeno, si sono già inchinati alla sua fama. "Ci voleva lui, proprio lui: serviva un uomo del genere per guidare il gruppo", diceva Alessio Tacchinardi: come se la Juve avesse bisogno di un tutore dal polso fermo, come se con qualunque altro tecnico (Deschamps, Prandelli) ci fosse il rischio di degenerare in anarchia. Dopo anni di rigide regole, ormai c'era l'abitudine all'obbedienza. Con Lippi, in ogni caso, c'era forse meno tensione, anche a causa dell'antica conoscenza fra lui e i giocatori. Il Marcello, ad esempio, non seguiva gli esercizi atletici, lasciandone il controllo ai suoi collaboratori. Entrava in scena soltanto durante le esercitazioni tattiche, fischietto e cronometro al collo: allora interveniva, interrompeva, correggeva, qualche volta urlava.

Capello, invece, segue tutto restandosene in apparente distacco. Il lavoro materiale lo fanno Italo Galbiati (stessa mascella da duro del suo campo) e Massimo Neri, che ordinano e spiegano gli esercizi, mentre il tecnico si piazza di un angolo del campo dal quale riesce a osservare tutto, e fulmina con lo sguardo. Talvolta interviene, con voce bassa ma ferma: "Devi ascoltare e guardare", diceva per esempio a un ragazzo della primavera, rosso dalla vergogna. Parla pochissimo, ma sono parole che lasciano una traccia.

Anche il tipo di preparazione è diverso: sono spariti i macchinari della palestra all'americana di Ventrone, è sparita la campana della vergogna (chi non ce la faceva più, doveva alzarsi e suonare il gong della gogna), sono spariti i riti da marines, la musica rock a tutto volume, le marce cadenzate dai cori. Capello, come si faceva una volta, li porta a correre nei boschi, non a spingere pesi con i polpacci. Stessa fatica, ma è una fatica diversa, forse più naturale. Alla squadra non ha ancora fatto discorsi, né collettivi né di gruppo: aspetta che la rosa sia al completo, aspetta che tornino i reduci del Portogallo e soprattutto che Moggi si sbrighi a comprare qualcuno: poi, spiegherà quello che vorrà fare. Finora, ha impostato un solo esercizio tattico: una difesa a quattro contro un attacco con una punta, una mezza punta e due esterni, il primo abbozzo di Juve.

Fuori dal campo, Capello fa vita a sé, limitandosi a frequentare i suoi collaboratori. Nella struttura che ospita i bianconeri non ha voluto nessun estraneo, solo giocatori e staff tecnico. Ma sulle abitudini non ha interferito: ha solamente anticipato l'orario dell'allenamento mattutino ma solo perché a Salice fa un gran caldo, mentre alla sera c'è libertà totale fino alle 22.30. Con la stampa non ha ancora avuto rapporti, ma comunque li gestirà lui: Lippi si era concesso minore autonomia, le decisioni le delegava alla società. Capello già a Roma aveva imparato a fare il dirigente. A comandare.


(7 luglio 2004)


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martedì 6 luglio 2004 - ore 18:52


mondiali antirazzisti montecchio
(categoria: " Sport ")


si parla anche dei ragazzi del campo profughi palestinese di deheisheh, come ya basta! anche noi, nel nostro piccolo, abbiamo contribuito a raccogliere fondi x farli venire...

tratto da Repubblica


Montecchio, da domani all'11 luglio ottava edizione del torneo
In campo ultras, immigrati e rappresentanti di associazioni
Via ai mondiali antirazzisti
Ma il calcio italiano diserta
"Come al solito nessun giocatore si è degnato di intervenire"
di MATTEO TONELLI


I mondiali dell'anno scorso

ROMA - Il Chievo ha inviato una lettera di sostegno, magliette e gagliardetti. Il Pescara un messaggio e il Brescia alcuni gagliardetti autografati da Roberto Baggio. Eccolo il contributo che il calcio italiano ha deciso di dare ai mondiali antirazzisti di Montecchio. Una manifestazione che, in nome della lotta al razzismo e contro ogni forma di discriminazione, mette insieme seimila partecipanti e 168 squadre in rappresentanza di 40 paesi che si ritroveranno da domani all'11 luglio nel Parco Enza di Montecchio a Reggio Emilia. Ultras italiani ed europei e comunità di extracomunitari che si sfideranno su decine di campi da calcio. Tante gente, anche tra cui Paul Elliot, ex-difensore di Celtic, Chelsea, Pisa e Bari, che giocherà e parteciperà anche a un incontro dibattito il 10 luglio nella Piazza antirazzista, lo spazio allestito per gli incontri.

Assenti, invece, giocatori e dirigenti italiani. Carlo Balestri, responsabile di 'Progetto ultrà', lo dice a chiare lettere: "In Italia è sempre difficile recuperare personaggi che si interessino a queste tematiche. Noi abbiamo chiamato tutte le società di calcio, anche più di una volta, ma ci hanno risposto solo in tre. Purtroppo noi non conosciamo direttamente i calciatori, quindi è impossibile convincerli a partecipare".

Nel corso degli anni sono molti i passi avanti fatti dalla manifestazione organizzata da 'Progetto Ultrà', Uisp e dall'Istituto per la storia della resistenza e della società contemporanea di Reggio Emilia, in collaborazione con la rete Fare (Footbal against racism) e il sostegno di Regione Emilia-Romagna, Provincia di Reggio Emilia e Comune di Montecchio. Partita nel '96 con 80 partecipanti, è cresciuta negli anni fino all'edizione 2004. Quest'anno ci saranno anche ragazzi provenienti dalla Macedonia, dal Cile e dal Kosovo. Nulla da fare invece per una rappresentativa di nigeriani di Lagos che non sono riusciti a ottenere il visto. Ci saranno inveve 13 ragazzi palestinesi di Deheisheh, arrivati in Italia nell'ambito della campagna "Sport sotto assedio" e con il contributo dell'associazione Jalla, dell'associazione sportiva Salah e grazie al contributo di ultras di varie tifoserie.
PUBBLICITA'


Le squadre disputeranno quasi 500 partite. Tutte rigorosamente senza arbitro. Senza moviola e senza le esasperazioni del calcio moderno che a Montecchio sembra lontano anni luce.





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