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martedì 31 gennaio 2006 - ore 17:20
ASIAGO 2006
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Nel settembre 1920, circa quattrocento reduci della prima guerra mondiale partirono dai ripidi pendii della Valsugana, pernottarono nella piana d i Marcesina e si diressero verso quota 2105, da tutti ora conosciuta come monte Ortigara. Spinti dal bisogno di onorare i loro fratelli caduti su quelle rocce desolate e dal desiderio di rendersi utili ai sopravvissuti che si trovavano in difficolta, fondarono l’Associazione Nazionale Alpini. Mai avrebbero immaginato che, ottantasei anni dopo, quattrocentomila persone avrebbero invaso gli Altipiani per rendere omaggio alla storia delle penne nere, che non e fatta solo di una lunga, interminabile sequenza di nomi come Adamello, Grappa, Pasubio, Perati, Nikolajewka, segnati da poche croci e da tantissimi caduti ignoti, ma anche da altri come Friuli, Kukes, Rossosch, Zenica.
Il seme posto dai padri non e morto, anzi e diventato una forte testimonianza di attaccamento alla nostra storia e ai valori su cui hanno trovato fondamento e forza d’animo gli Italiani per far crescere il Paese sul sentiero della liberta
e della democrazia.
Il 2006 segna una data importante e per certi versi traumatica: non ci sarà più un solo soldato che indosserà la divisa per assolvere gli obblighi militari com’e stato finora: tutti saranno solo volontari e quindi professionisti.
Mancano ancora 3 mesi e mezzo all’adunata nazionale degli alpini che li vedrà tornare su quell’altipiano che li ha resi immortali.
Il corpo più amato dagli italiani, anche a distanza di 88 anni da dalla fine di quella guerra che ci vide vincitori.
http://www.sassodiasiago.it/adunataasiago/
Bifry... no te poi mancare!
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martedì 31 gennaio 2006 - ore 02:22
(categoria: " Vita Quotidiana ")
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lunedì 30 gennaio 2006 - ore 19:12
Roma - Livorno: Strage sventata? La digos ritrova molotov e striscione inquietan
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Non solo svastiche e striscioni nazisti. La folle domenica dellOlimpico avrebbe potuto conoscere un finale ben più grave. La Digos, prima della sfida, ha infatti trovato in un borsone sei bottiglie molotov e uno striscione con la scritta "Vavemo bruciati vivi". Il tutto preparato da un gruppo di ultrà giallorossi per vendicarsi della tifoseria livornese. Secondo gli investigatori della Digos le bottiglie e lo striscione, che i tifosi avrebbero dovuto esporre allo stadio, costituivano una sorta di "vendetta". Gli ultras probabilmente avevano pianificato un attacco alla tifoseria livornese per vendicarsi dellincidente che lo scorso anno, sempre durante il match Roma-Livorno, aveva coinvolto un sostenitore giallorosso che perse la mano per lo scoppio di un petardo. Le bottiglie incendiarie trovate dalla Digos probabilmente erano state preparate dalla tifoseria giallorossa per essere lanciate contro la tifoseria avversaria al momento dellarrivo allo stadio. Lo striscione sarebbe poi stato esposto forse proprio durante il corso della partita. Ma grazie alla bonifica del territorio intorno allOlimpico e allattività investigativa, è stato possibile prevenire gli incidenti. Gli stessi treni dei tifosi livornesi hanno cambiato la loro destinazione per evitare che i romanisti potessero assaltare i mezzi
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lunedì 30 gennaio 2006 - ore 01:09
IL PROCESSO A NAPOLEONE
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Iniusti punientur et semen impiorum peribit
A V O G A R I A D I C O M U N
Vocatio in judicium
Gli Avogadori di Comun, Iseppo Frigo e Lorenzo Fogliata, concluse le indagini
relative al procedimento n. 12-05/97
Registro General Avogaria, nei confronti di Napoleone Bonaparte, nato ad Aiaccio, il 15 agosto 1769, attualmente domiciliato in Francia, Parigi, Les Invalides,
imputato, in concorso con numerosi altri sodali, francesi, italiani e veneti, di innumerevoli delitti, sotto specificati, sempre perpetrati in concorso con altri cittadini francesi, italiani e veneti collaborazionisti, con dolo intenzionale, ovvero diretto, ovvero eventuale, con condotta attiva ed omissiva (art. 40, co. 2 c.p.) perché, quale generale in capite della c.d. Armata d’Italia, parte dell’esercito di uno Stato rivoluzionario – la Francia - non riconosciuto da alcuna delle principali potenze europee
(ma, paradossalmente, riconosciuto proprio dalla Repubblica Veneta) irrompeva nei territori della Serenissima Repubblica di Venezia – Stato neutrale, assolutamente non belligerante - nel maggio del 1796, all’inseguimento delle armate austriache, protestando
la più assoluta neutralità fino al maggio del 1797 quando, per la prima volta, dopo aver di fatto illegalmente occupato l’intero Stato da Tera, sottoposto incessantemente a vessazioni, saccheggi, stragi, rapine, incendi e violenze d’ogni sorta, pretestuosamente
dichiarava lo stato di belligeranza, il primo maggio, senza mai ottenere la dichiarazione di guerra da parte del Direttorio, dettando esiziali condizioni, tra le quali l’abdicazione della compagine di governo, così determinando il tracollo economico, sociale e, infine, politico della secolare Repubblica il 12 maggio 1797; dappoi dava vita ad un governo fittizio, “protetto” dalle baionette francesi, la Municipalità, rimasta sempre Provvisoria, anche per il tramite del quale continuò a perpetrare saccheggi, devastazioni, estorsioni, furti e delitti contro le persone; ingannava sinanco i suoi correi municipalisti, poiché, dopo aver fraudolentemente promesso libertà ed indipendenza, attuò, prima con i preliminari di Leoben, del 17 aprile 1797, ed infine con il trattato di Campoformido, del 17 ottobre
1797, la cessione all’Austria del Veneto, sino all’Adige ed al Po, dell’Istria e della Dalmazia; infine, ritornava dal 1806 al 1814 in veste di Imperatore dei francesi e, dopo aver instaurato il c.d. Regno d’Italia, compiva, per il tramite della propria vessante amministrazione, le ultime devastanti operazioni di ruberie, illegali requisizioni, reclutamenti forzati, folli tassazioni e le ultime stragi contro cittadini veneti insorti all’occupazione straniera, per un totale di 25 capi d’accusa.
La sentenza proclama la responsabilità dell’imputato in ordine alla maggior parte dei fatti contestatigli, che sono stati però riuniti sotto quattro grandi voci:
1) violazione del diritto internazionale per avere compiuto nei confronti della Repubblica Veneta, il cui stato di dichiarata neutralità era stato riconosciuto da tutte le Nazioni, in prima linea quella francese, che aveva anzi espresso nei confronti di Venezia una particolare sintonia e simpatia per la comune forma repubblicana, atti di guerra fino alla totale occupazione del suo territorio senza preventiva dichiarazione dello stato di belligeranza;
2) responsabilità diretta e indiretta per avere, nella sua qualità di Comandante in Capo dell’ Armée d’Italie, ora tanto esplicitamente quanto implicitamente ordinato ora tollerato saccheggi e devastazioni non necessari per il mantenimento delle truppe (in primo piano la sottrazione di opere d’arte, in parte inviate in Francia, in parte fatte proprie da ufficiali e soldati, in parte distrutte, fra queste il glorioso Bucintoro, volutamente demolito, in parte disperse);
3) ancora responsabilità tanto diretta quanto indiretta per l’uccisione di civili inermi a seguito di rappresaglie indiscriminate e di processi illegittimi anche secondo le leggi francesi;
4) cessione all’Austria dei territori di uno Stato sovrano (rimasto tale pur dopo la trasformazione della Repubblica, voluta dallo stesso Bonaparte, da “aristocratica” in “democratica”), smentendo così i manifestati propositi di liberazione e democratizzazione dei popoli soggetti ai vecchi regimi.
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lunedì 30 gennaio 2006 - ore 00:28
TANTI AUGURI!!!
(categoria: " Vita Quotidiana ")
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Il 29 gennaio 1910 al bar Borsa, in piazzetta delle Garzerie, viene fondata lAssociazione Calcio Padova, che sceglie come i propri colori il bianco e il rosso.
TANTI AUGURI....
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domenica 29 gennaio 2006 - ore 23:11
VOGLIO ANDARE QUA!!!
(categoria: " Vita Quotidiana ")
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domenica 29 gennaio 2006 - ore 20:58
CHE RIDERE...
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Ahahahah mi fanno sbellicare dalle risate questi 3!

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domenica 29 gennaio 2006 - ore 20:31
GRAZIE
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Ringraziamento ufficiale ad Andr85 che mi ha tradotto quelle 2 canzoni...
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domenica 29 gennaio 2006 - ore 19:37
(fine partita)
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Serie C1-A. Stagione 2005-06. 21° giornata di campionato
Stadio "Luigi Ferraris" di Genova
GENOA-PADOVA 0-0
GENOA: Gazzoli, Ambrogioni, Stellini, Fusco (Bacis dall’ 11’ p.t.), Baldini, Tedesco, Rossi (Lopez dal 1’ s.t.), Coppola, Grabbi (De Vezze al 28’s.t.), Iliev, Mamede (In panchina: Barasso, Grando, Caccia, Rivaldo) Allenatore: Vavassori.
PADOVA: Cano, Calà Campana, Suriano, Cotroneo, Bedin, Mariniello, Quadrini (Lolli dal 42’ s.t.), Anderson (Maniero dal 9’ s.t.), Selva, De Franceschi, Zecchin (In panchina: Tomasig, Bianchi, Turchi, Fig, Tagliente) Allenatore: Pellegrino.
Arbitro: Antonio Damato di Barletta (Pierri-Taiano).
Ammoniti: Mamede (GE) al 29’ p.t.; Coppola (GE) al 41’ p.t.: Calà campana (PD) al 1’s.t.; Suriano (PD) al 12’ s.t.; Mariniello al 17’s.t.; Maniero (PD) al 35’s.t.; Selva (PD) al 36’s.t.; Cano al 41’ s.t.
Angoli: 4-1 per il Genoa
Recuperi: 2’ nel p.t.; 4’ nel s.t.
Spettatori: 18000 tra cui circa 700 padovani
Note: Assente La Grotteria, per infortunio muscolare. Giornata piovosa, terreno comunque in discrete condizioni.
Le altre gare della C1/A: Risultati finali
Cittadella-Spezia 1-0
Salernitana-Pavia 1-0
Sambenedettese-Monza 2-4
San Marino-Ravenna 1-0
Teramo-Lumezzane 1-0
Pizzighettone-Novara *
Pro Patria-Giulianova *
Pro Sesto-Fermana *
*: Rinviata per neve
CLASSIFICA (21° giornata): Genoa 42; Spezia 36; Padova 35; Teramo 34; Monza 32; Cittadella 30; Pavia 29; Salernitana 28; Giulianova 27; Pro Sesto e Novara 26; Pizzighettone e Pro Patria 25; San Marino 22; Ravenna e Lumezzane 21; Sambenedettese 20; Fermana 9.
(Pizzighettone, Novara, Pro Patria, Giulianova, Pro Sesto e Fermana una partita in meno; Genoa penalizzato di 3 punti.)
[Federico Longhin (28-01-06)]
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domenica 29 gennaio 2006 - ore 15:29
(Primo tempo)
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Serie C1-A. Stagione 2005-06. 21° giornata di campionato
Stadio "Luigi Ferraris" di Genova
GENOA-PADOVA 0-0
GENOA: Gazzoli, Ambrogioni, Stellini, Fusco (Bacis dall’11’ p.t.), Baldini, Tedesco, Rossi, Coppola, Grabbi, Iliev, Mamede (In panchina: Barasso, Bacis, Rivaldo) Allenatore: Vavassori.
PADOVA: Cano, Calà Campana, Suriano, Cotroneo, Bedin, Mariniello, Quadrini, Anderson, Selva, De Franceschi, Zecchin (In panchina: Tomasig, Lolli, Bianchi, Fig) Allenatore: Pellegrino.
Arbitro: pezzo di merda Antonio Damato di Barletta (Pierri-Taiano).
Ammoniti: Mamede (GE) al 29’ p.t.; Coppola (GE) al 41’ p.t.
Spettatori: 18000 circa
Note: Assente La Grotteria, per infortunio muscolare. Giornata piovosa, terreno comunque in discrete condizioni.
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