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quaela, 37 anni
spritzina di DC
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quanto è brutta l’indifferenza negli occhi di chi ami

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I will survive

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comodo (sono dimagrita!) con classe

ORA VORREI TANTO...

Trovare il giorno perfetto

STO STUDIANDO...

come sopravvivere ma soprattutto come vivere
e basso

OGGI IL MIO UMORE E'...

sperso
...
disperso ’ndemo consoearse, ’ndemo al paradiso imbriagarse

ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...







PARANOIE


Nessuna scelta effettuata

MERAVIGLIE


1) come il dolore scompare spesso velocemente e magicamente


ESSERE SODDISFATTI E’ IL CONTRARIO DELL’AVERE PAURA


AMO LA MIA VITA COME NIENT’ALTRO, LA ODIO SOLO COME SI PUO’ ODIARE UNA SORELLA.
TUTTO E’ DENTRO DI ME
NIENTE RIESCE A SPOSTARE IL CENTRO
EPPURE RIMANE NASCOSTO.

MI SCOPRO
CON PIACERE





"scusino la sfacciataggine, i signori che non mi frequentano abitualmente ma gradirei IMMENSAMENTE che lorsignori lasciassero un cortese segno del loro passaggio.
Magari un commento, una frase, un saluto... così tanto per sapere chi passa a trovarmi.
Credo che visti gli effetti anch’io farò la medesima cortesia a chi andrò a visitare.
Così, tanto per essere carini...
Se poi il commento non dovesse essere proprio lusinghiero... Apprezzerò la vostra astensione






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mercoledì 12 novembre 2008 - ore 09:36


BONJOUR
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Le "Pagine esoteriche" di Pessoa mi fanno compagnia nei risvegli di questi giorni. Mi scopro a rileggere le stesse righe millemilavolte con attenzione e partecipazione. Mi piace, non devo per forza seguire un filo conduttore per arrivare ad una fine compiuta (un po’ come nella vita )
Pessoa...
mi ricorda quell’amico perso nelle vie del mondo e innmorato di Nuova York (Quello si mi spiace averlo perso, era un gran bel punto di vista alternativo, ottima cultura umanistica e spirito intelligente vivo e curioso).
Pessoa, mi pare così vicino.
In una mattinata uggiosa e fosca come questa mi pare di vivere al riparo dai rinculi della vita, rimango a farmi coccolare dal caldo assurdo e artificiale del riscaldamento centralizzato, guardo con spleen fuori e aspetto l’amico Fernando vestito di bianco, col bastone da passeggio e la paglietta che mi porti a prendere un caffè lungo il Tago e poi ad un concerto di fado.
Intanto: "lavora veneto poenton" che hai millemila casini da risolvere entro oggi!


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martedì 11 novembre 2008 - ore 09:43


9.43
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Sono le 9.43
Non ho ancora combinato un fico
Non ho voglia di fare niente ma devo
DAi.
PRONTI
ATENTI
VIA!

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lunedì 10 novembre 2008 - ore 14:59


FACEBOOK E I.N.
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Ho qualche perplessità nei confronti di Facebook (dovrei diffidare anche di spritz ma ormai ci sono affezionata) perchè è scoppiata la moda di rintracciare i vecchi compagni delle elementari/asilo/medie/nido.
Non mi piace tanto questa tendenza, la reputo poco progressista/futurista.
Badate bene, lungi da me pensare che chi lo fa sia da crocifiggere o giudicare male. Credo che la curiosità sia sintomo d’intelligenza e un sentimento umano.
Però mi chiedo perchè avere voglia di reincontrare persone che oggi sono completamente diverse, si corre il rischio di rimanere delusi cocentemente e c’è il pericolo di involvere su se stessi e sulla proprio storia passata.
Rivedere persone "sconosciute" e riallacciare un rapporto su presupposti vecchi, antichi non più possibili o peggio mantenerlo su preconcetti non è sano. Non dovremmo tenere questo tipo di preconcetti, dovremmo essere adulti con altre priorità, idee, modi, atteggiamenti, valori... come si può pensare di porre basi come quelle suddette, al mantenimento di un rapporto? Non so. Sono sicura che non siano questi i sentimenti che fanno muovere nella "cerca del compagnuccio" però potrebbero essere posti in seconda fase ed è pericoloso, secondo me. Pericoloso anche perchè si corre il rischio di non andare più avanti e di rimanere attaccati al passato, al cordone ombelicale che ci lega sempre di più e ci invischia nell’infanzia.
Già è dura liberarsi del vincolo familiarnatale, figuriamoci se poi ricomincio a frequentare i miei ex compagnucci. Temo che non diventerò mai grande!
....
Ecco con questi presupposti vi dico che uno dei prossimi venerdì andrò a trovare il mio ex compagno delle medie I.N.
...
Forse, tutto sommato, ho esagerato. alla fine mica si deve condividere la vita per forza con un ex compagno delle elementari : D
giusto?


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venerdì 7 novembre 2008 - ore 13:59


Domanda
(categoria: " Vita Quotidiana ")


L’amico M. mi ha chiesto se sogno ancora.
Gli ho risposto che no, non sogno più.
Si sta bene senza sogni, senza voli onirici da cui cadere, si sta consapevoli e tranquilli, con aspettative solo da se stessi e ci si conosce bene, si sa cosa aspettarsi, ogni tanto ci si sorprende ma non ci si chiede la vita perfetta.

Caro amico M. non sogno più
...
realizzo


e’ molto meglio

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venerdì 7 novembre 2008 - ore 09:32


SE NON ESISTESSERO BISOGNEREBBE INVENTARLI!
(categoria: " Vita Quotidiana ")


31/10/08: Nel vuoto per mano



Molti cominciano a fare musica per colmare un vuoto interiore. Di sicuro è stato così per noi. In questa dozzina di anni, i Subsonica hanno utilizzato le canzoni come antidoto alla vacuità del presente. Una necessità prima ancora che una scelta. Ecco perché Nel vuoto per mano.
Una sequenza di canzoni che racconta la nostra storia in tutte le sue fasi, mettendone a fuoco i momenti più importanti o significativi. Non abbiamo optato per un ordine cronologico, seguendo piuttosto un criterio di flusso e collegando tra loro alcune tracce con sensibilità da DJ.

All’inizio c’è TUTI I MIEI SBAGLI, forse la nostra canzone più popolare, proposta però in una versione intimamente acustica, vicina alla stesura originaria. Era un esperimento di Samuel, distorto e biascicato, dolce e ipnotico, che abbiamo fatto nostro e trasformato nell’arco di un pomeriggio. E ha funzionato, come solo le cose che nascono senza finalità precise riescono a fare.

INCANTEVOLE è probabilmente il brano più condiviso del nostro repertorio, sbocciato in una casa di campagna durante un ritiro musicale. Per spezzare l’isolamento, un sabato sera avevamo invitato amiche e amici per fare festa. Il mattino dopo, prendendo in mano gli strumenti, ci siamo ritrovati a suonare in mezzo a persone ancora addormentate o tramortite dai baccanali. Il tocco attutito e il ritmo rallentato diventarono così l’anima della canzone, ispirandone anche il testo.

IL CIELO SU TORINO è una canzone partita da Max, con qualche inserto dell’amico e poeta Luca Ragagnin, che ha collaborato con noi in diverse occasioni. E’ la nostra dichiarazione d’amore per la città.

PRESO BLU ci riporta agli esperimenti iniziali. Addirittura, la versione inclusa nel primo album è esattamente quella del provino originario, ricavata da un bozzetto di Max risalente al suo periodo negli Africa Unite. Samuel ci cantò su per gioco. Il risultato, da subito emozionante, ci convinse a lavorarci seriamente. Erano i giorni in cui i Subsonica stavano prendendo forma. Da allora, in quasi tutti gli album, è presente almeno un brano con il reggae nel dna.

STRADE è l’effetto collaterale di quando ci ritrovavamo tutti a ballare nelle serate house, sul finire degli anni Novanta. A locali chiusi, Boosta si dirigeva verso Casasonica, e al mattino noi trovavamo le sue basi ancora calde, come brioche appena sfornate.

Tra quelle basi, oltre a Strade, rielaborata successivamente insieme a Samuel, c’era il groove ipnotico di DISCOLABIRINTO. Un ritmo dispari con cassa in quattro e un velenoso riff di tastiera sopra. Stavamo quasi per lasciarla strumentale, quando Morgan passò da Torino durante una delle sue scorribande notturne: aveva in tasca uno strampalato esperimento che sembrava fatto apposta per starci sopra. All’epoca vivevamo praticamente tutti insieme, in due appartamenti sullo stesso pianerottolo. Lavoravamo in studio di giorno e poi finivamo a fare nottata in giro per la città.

Eravamo di casa nel mondo dei DJ: Claudio Coccoluto passava sempre a trovarci, quando capitava a Torino. Uno dei nomi più quotati in città era quello di Roger Rama. NUVOLE RAPIDE fu il risultato del suo inserimento nel processo creativo. Anche dopo l’avvicendamento tra Vicio e Pierfunk, la compattezza della nostra sezione ritmica ci permetteva di lavorare su ritmi dispari senza rinunciare all’ambizione di far ballare
.
Fosse uscita qualche anno dopo, probabilmente NUOVA OSSESSIONE sarebbe stata etichettata “disco punk”. Di sicuro la presenza come ospiti dei Krisma le ha conferito un’evidente attitudine post punk. E che in pieno 2001 i Krisma fossero ancora due icone punk, lo testimonia la loro colazione a base di caffè e grappini: 45mila lire lasciate sul bancone del bar vicino allo studio, alle 11 del mattino. Loro punk e noi, almeno all’epoca, disco.

ABITUDINE è nato come brano rock nel periodo in cui Samuel conviveva con Roberta dei Verdena. Poi è diventato qualcosa di più complesso, con le tastiere elettroniche di Boosta e le storture prog di Ninja e Max, ma appartiene comunque alla fase chitarristica e istintiva che ha generato Terrestre.

Anche l’arpeggio di DENTRO I MIEI VUOTI è farina del sacco di Samuel, così come l’esperimento con il vocoder. A sostenere l’arrangiamento è una ritmica che pare uscita da un thriller italiano anni Settanta, frutto di una delle tante session notturne fra Ninja ai tamburi, sempre meno batterista e sempre più sperimentatore, e Max al mixer. Il testo, ispirato ai quadri del pittore Daniele Galliano, è forse il nostro esempio più riuscito di poesia suburbana.

AURORA SOGNA è invece il nostro brano più cyberpunk. Certamente uno dei più amati dal pubblico, mentre dal vivo il pezzo che fa esplodere la platea è LIBERI TUTTI. Impossibile parlare dei Subsonica senza queste due canzoni.

COSE CHE NON HO ci ricorda il primo inverno trascorso in studio, con la nebbia ad aspettarci in piazza Vittorio, quando dopo aver chiuso il cancello ci avviavamo verso il fiume per scendere ai Murazzi. E giù da Giancarlo passavamo la notte ascoltando le produzioni che arrivavano da Londra e Bristol, impastate con quel dub che era anche nel nostro codice genetico.

NEI NOSTRI LUOGHI rappresenta l’album più recente, L’eclissi, che consideriamo una prova di maturità stilistica, per l’amalgama raggiunto fra elettronica e strumenti tradizionali, mai così in equilibrio come in questa canzone.

IL VENTO è un esperimento piuttosto particolare, sia per le sonorità - nel momento di arrangiarlo farneticavamo sulla possibilità di realizzare un tour teatrale con orchestra e strumenti acustici (e non è nemmeno detto che un giorno di questi non lo si metta in piedi) - che per la modalità di composizione. Abbiamo coinvolto infatti il regista Cosimo Alemà, sottoponendogli un’ idea molto grezza, ancora senza il testo. Lui ha immaginato la sceneggiatura per l’eventuale clip e noi, ispirati da quella, abbiamo completato parole e arrangiamenti.
La storia del video è in pratica quella di una giornata vissuta in parallelo da un integrato metropolitano in una moderna città italiana, e da un indio dell’Amazzonia all’altro capo del pianeta. Ecco il perché delle percussioni selvatiche che risuonano sotto le folate orchestrali.
Avete presente quando ingabbiati nelle nostre quotidiane nevrosi veniamo raggiunti da un soffio di vento, proveniente da chissà dove, che arriva giusto in tempo per spettinare le nostre certezze...

SubsOnicA


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mercoledì 5 novembre 2008 - ore 15:00


Lucy
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Me la sono pure sognata!

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mercoledì 5 novembre 2008 - ore 09:27


IERI
(categoria: " Vita Quotidiana ")


ho parlato, ho parlato col cuore in mano come non facevo da tempo. Mi è piaciuto avere di fronte una persona, un umano con emozioni. Era da tanto che non mi emozionavo per queste cose.
Ieri ho lavorato tanto e mi è piaciuto, ho pensato ordinato e mi è piaciuto, ho cercato un contatto e non l’ho avuto ma non ne sono disperata, ho dormito troppo poco ma ne è valsa la pena.
Sentire "Tango per E." mi ha fatto accapponare la pelle e come al solito è diventato pretesto per l’autoanalisi.
Intanto passo allegre serate in compagnia d’artisti di alto livello e mi diverto pure a minchionarli gh
Per fortuna sono amici intelligenti
Mi mancava solo l’assenzio e un cappellino anni ’30 per sentirmi a Montmatre
Porto a casa un the nero turco e appena riesco ad organizzare con un tavolo mi compro i pasticcini turchi e facciamo una serata di tucherie culinarie (beh mi limito al the coi biscotti ).



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lunedì 3 novembre 2008 - ore 14:00


ALBA A 4 CORSIE
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Come bagliori residui in un fondo d’oceano
dentro i ricordi annegare in un tempo che non c’è più,
con il coraggio di chi non ha nulla da perdere,
sento l’odore di asfalto di pioggia di polvere.
Come abbaglianti meduse in un fondo d’oceano
scie di pensieri su quello che è stato, su ciò che sarà.
Luce di quasi mattino in gocce di nuvole,
sento l’odore di asfalto di pioggia di polvere.
Come se il sonno potesse impedirti di fingere,
come se tutto potesse ad un tratto rivivere.
Guardo i tuoi occhi socchiusi ed ho voglia di piangere,
scendono in gola la pioggia l’asfalto la polvere.
Come bagliori residui in un fondo d’oceano
dentro i ricordi annegare in un tempo che non c’è più,
vedo gli errori che non ha più senso ripetere,
sento l’odore di asfalto di pioggia di polvere.
Prima di andare, prima di andare, prima di andare
senza voltarsi più.
Come abbaglianti meduse in un fondo d’oceano
scie di pensieri su quello che lascio, su ciò che sarà,
luce di quasi mattino in gocce di nuvole,
sento l’odore di asfalto di pioggia di polvere.
Prima di andare, prima di andare, prima di andare....


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lunedì 3 novembre 2008 - ore 12:06


Messaggio MMS
(categoria: " MMS & SMS ")


come sto?



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lunedì 3 novembre 2008 - ore 09:25


CASA NUOVA
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Maremma di tutte le maremme delle case nuove!
Che impressione vivere!
...
Chiano chiano signo’

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me despiase:
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La crisi che CREDE di non esserci:
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C’ha provato:
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Creamy & Co:
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Bei tempi:
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l’assolo di basso in Helle:
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