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![]() quaela, 37 anni spritzina di DC CHE FACCIO? Ripiegata in bustina Sono sistemato [ SONO OFFLINE ] [ PROFILONE ] [ SCRIVIMI ] STO LEGGENDO HO VISTO quanto è brutta l’indifferenza negli occhi di chi ami STO ASCOLTANDO I will survive ABBIGLIAMENTO del GIORNO comodo (sono dimagrita!) con classe ORA VORREI TANTO... Trovare il giorno perfetto STO STUDIANDO... come sopravvivere ma soprattutto come vivere e basso OGGI IL MIO UMORE E'... sperso ... disperso ’ndemo consoearse, ’ndemo al paradiso imbriagarse ORA VORREI TANTO... ORA VORREI TANTO... ORA VORREI TANTO... PARANOIE Nessuna scelta effettuata MERAVIGLIE 1) come il dolore scompare spesso velocemente e magicamente |
ESSERE SODDISFATTI E’ IL CONTRARIO DELL’AVERE PAURA AMO LA MIA VITA COME NIENT’ALTRO, LA ODIO SOLO COME SI PUO’ ODIARE UNA SORELLA. TUTTO E’ DENTRO DI ME NIENTE RIESCE A SPOSTARE IL CENTRO EPPURE RIMANE NASCOSTO. MI SCOPRO CON PIACERE "scusino la sfacciataggine, i signori che non mi frequentano abitualmente ma gradirei IMMENSAMENTE che lorsignori lasciassero un cortese segno del loro passaggio. Magari un commento, una frase, un saluto... così tanto per sapere chi passa a trovarmi. Credo che visti gli effetti anch’io farò la medesima cortesia a chi andrò a visitare. Così, tanto per essere carini... Se poi il commento non dovesse essere proprio lusinghiero... Apprezzerò la vostra astensione ![]()
sabato 21 agosto 2010 - ore 08:30 GUARDA BENE L’ORA Il mio coinculino conosce Barack Obama e sta risolvendo una crisi di Stato al telefono con lui. Non c’è nessun’altra spiegazione al fatto che il puffo parrucchiere stia al telefono dalle 7.40 a parlare a voce normale! No perchè se non fosse così, questa è una dichiarazione di guerra bella e buona ...sta parlando di acqua salata e abbronzatura di Amalfi...si non può essere altro che Barack. Mi chiedo che cazzo abbiano da dirsi due persone dalle 7.40 alle 8.30 al telefono!?!?!? Per inciso, non è sicuramente il suo amore, riconosco il tono da "pettegola". Dio delle città e dell’immensità, intervieni con un interruzione delle linee il tempo che basti a farlo andare fuori dai coglioni e farmi dormire un’altra oretta!!! Ah no adesso ha salutato l’interlocutore perchè deve andare a farsi la doccia e poi al lavoro, chiaramente in taxi perchè avere la fermata del bus sotto casa e sotto il negozio per lui "è scomodo" . Voglio un sopressore di consumisti. Brunetta, provvedi please. LEGGI I COMMENTI (2) - PERMALINK sabato 21 agosto 2010 - ore 02:17 NOTTURNO VENEZIANO Decise di fare un favole allamico Ulisse. Organizzò la gita pomeridiana nella città decadente per eccellenza: Venezia. Considerò per tutto il giorno tragitti e alternative per trovare la strada più economica e valutò che conveniva farsi la carta per i vaporetti. “va ciapar el vapor!” con erre arrotata e cadenza opportune, era l’unica maniera per ricordare il nome di quell’aggeggio infernale ma necessario che altrimenti avrebbe chiamato “draghetto” da una storpiatura della parola “traghetto” e poi quel modo di dire “ciapo el vapor” la faceva tanto ridere! Partì in macchina, raggiunse Mestre e poi bus fino a piazzale Roma dove alle richieste di informazioni le fu risposto con un pollice indicante il retro della biglietteria. Acquistò e caricò la benedetta card che le permise di spendere cifre normali anziché svenarsi per raggiungere il Lido. Si ritrovò a pensare che forse non subiva più il fascino di Venezia, non quel giorno almeno, stava navigando in un mare di ricordi di bei tempi persi e di dubbi: dove andare, come, quando fare cosa chi ci sarà stato… doveva badare a se ma Venezia non aiuta a ritrovarsi. Guadagnò il vapor e con tempi marini arrivò al Lido. E’ strano come quando si naviga si accetta il lento muoversi del mezzo, come non ci si innervosisca e si scalpiti per arrivare. Forse il fatto di non avere alternativa aiuta alla consapevolezza della caducità del tempo e dell’esigenza di arrivare in tempo. Come i vecchi pensionati che nelle file scalpitano e fanno i furbi per passare avanti come se avessero la morte alle calcagna che li sta raggiungendo. Morire anche voi, con o senza fretta. Al Lido incontrò degli amici, due chiacchere, uno spritz, stupidaggini ma servirono ad alleviare la tensione per l’evento: la lettura delle poesie ad un concesso di eletti letterati esclusivo. MECCOJONI!! Quando arrivò sul il patio in cui stavano declamando le poesie, capì l’inesorabilità dell’equivoco. Piccoli borghesi d’altri tempi, facoltosi con arie da colti che si dilettano a scrivere poesie (peraltro deprecabili) ognuno per se stesso e a propria gloria che declamavano i propri versi a dimostrare agli altri quanto sono bravi, una recita all’asilo in cui i bimbi canuti fanno a gara per sentirsi dire bravo. Cose inaudite e inudibili: l’ottuagenario che canta l’ode alla madre deceduta almeno ventanni prima e che declama il desiderio d’esser ancora giovanetto tra le sue braccia è stato traumatizzante, mentre il fu’ giovane balilla che declama con cipiglio da duce è stato commovente ma niente valse come la lotta intestina al movimento (o forse il movimento dell’intestino) tra due esimi esponenti: l’ anticaglia tremolante e in malarnese contro ragazzo del ‘2 con occhiali da sole in testa e cravattino optical . Decise di lasciare il gruppo letterato in velocità e dall’imbarcadero, dopo debito gelato, si fece tutto il viaggio di ritorno con il poeta forse più innovativo del gruppo e d’avanguardia, per quel che si può esser d’avanguardia a Venezia in poesia nel 2010. Venezia fu per lei quella sera il fantastico pretesto per conoscere, conoscere qualsiasi cosa fuori dal suo piccolo mondo antico e per vivere un’azltra avventura quotidiana LEGGI I COMMENTI (2) - PERMALINK venerdì 20 agosto 2010 - ore 02:19 LA STRADA GIUSTA Mi ripeto nel titolo ma largomento è decisamente nuovo. Correva tranquilla sulla sua bici senza luci, i fili erano come sempre staccati e luso della dinamo non avrebbe prodotto alcuna luce a rischiarire una strada peraltro ottimamente illuminata. Serena se ne tornava a casa per una bella serata senza strepiti, con le sue luci portatili stroboscopiche per farsi notare dalle auto. Aveva comunque scelto una strada poco frequentata dalle auto, più sicura dellattraversare la stazione dei treni da sola. A quellora era frequentata solo da loschi figuri e si sa meglio non rischiare. La serata era ancora calda stranamente e continuava a sudare nonostante non stesse facendo fatica, a volte le piaceva lo stato di chi suda solo per sudare, come ad espellere tossine gratis. Ormai aveva passato tutte le zone veicolarmente pericolose e aveva guadagnato il tratto buio, poche centinaia di metri e nessun problema passato anche quello indenne, mancava solo la strada grossa ma quella non era un problema, il più era fatto, ne era convinta e invece appena guadagnato il marciapiede cominciarono i problemi: gente a piedi, in bici, prostitute in pieno esercizio della professione, spacciatori cellulare muniti in bicicletta, e pali, pali ovunque che in bicicletta e di scuro vestiti (piuttosto scuri anche loro) monitoravano il circuito dei clienti ed eventuali pattuglie di passaggio. In movimento, in passeggiata, in chiacchierata con la meretrice dell’angolo, o al telefono in linea diretta con quella della fine strada. C’era più gente che all’ora di punta. Auto che sfrecciavano e auto che rallentavano pericolosamente vicino all’incrocio e bici, biciclette con magrebini, nigeriani, congolesi, burundi o di qualsiasi etnia scura che facevano da piccola vedetta lombarda e immancabilmente le rivolgevano la parola. Immancabilmente con la sua faccia da stupida, come faceva da piccola quando non voleva giocare con questo o quel bimbo, andava avanti a pedalare verso casa e fortunatamente pensò, nessuna auto ad attraversarle la strada e a farla rallentare. Eppure, quando si ritrovò di fronte alla solita puttana che sembrava orientale dal taglio degli occhi, capì. Capì dall’accento che non era puttana come le altre, era sudamericana e parlava spagnolo e finalmente capì perché aveva meno clienti delle altre ma con tutta probabilità più facoltosi. Capì perché era così abbondante, capì perché aveva così tanto seno e capì che non era certo una Jaunita ma un Juan bello fisso. E pensò: “ Fare questo tratto di strada mi ha spaventato, i magnaccia mi spaventano sempre ma scoprire che le tue puttane non sono tutte puttane ma tra loro c’è anche un trans val ben la pena!” LEGGI I COMMENTI (5) - PERMALINK mercoledì 18 agosto 2010 - ore 01:28 NEWS Nuovi punti di vista signore e signori, novità importanti in questo fine estate privo di emozioni e pieno di noia. Quando avete la sensazione che i Righeira vi cantino da dentro la testa “l’estete sta finendo”, quando prendete la tipica botta da fine estate sulle dita dei piedi che cominciano ad essere intirizzite e cavate porchi a gogo per l’occasione, quando le ferie non portano relax ma solo noia e nervosismo per la mancanza di attività, quando non potete organizzare niente perché avete un unico appuntamento che salta puntualmente mezzora prima, quando gli altri sono tutti in ferie o fanno finta d’esserci (Festa Campanile docet) , quando la sensazione che l’animale vivo e selvaggio che è in voi sia sedato e già sopito ancora prima di poter cacciare, ecco non c’è più scampo, finirete come Vitellozzo: “qua come i’ babbo!”. In questa estate di crisi economica, di “non ho sentito nessuno”, di sacrifici e mancanza di frequentazioni, in questa estate feriale afosa e festiva piovosa, in questa estate piena di stati “medi” se un unico avvenimento degno di nota ha fatto ruggire il leone interno e irrimediabilmente si è spento e addormentato nella solita gabbia zoologica, potete decretarla come estate di merda. Lo stato di “estate di merda” è una funzione in cui le variabili: quantità di denaro che viaggia nelle tasche, stato delle frequentazioni e tempo climatico sono direttamente correlate. Presto si fa a vedere se la curva tende al meno infinito o no. Nel caso di limite al meno infinito, irrimediabilmente i pensieri vengono onnubilati e senza dubbi si dirà che non è presente uno stato di particolare contentezza. Se aggiungiamo questioni contingenti tipo: cerca di casa languente, presenze casalinghe inutili e fastidiose, mancanza di attività culturali a causa di fuga di cervelli presso le maggiori località di villeggiatura e vane ricerche investigative, abbiamo un quadro piuttosto approssimato al limite. A rendere il tutto più preciso si potrebbe aggiungere che un’unica attività eclatante ed emozionante all’infarto rende tutto il resto ancora più noioiso. Ecco questo è il quadro. Ci si adoperi al miglioramento con: attività in esterna, ricerca di impiego alternativo o supplementare e fuga. Lo so: vorreste che le cose cambiassero e allora: let’s go! COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK domenica 15 agosto 2010 - ore 21:14 ORE 21 e avrei almeno 4 attività da svolgere per impegnare il tempo eppure nessuna mi entusiasma. Dopo tutto, è ancora scendere dall’onda, la cosa difficile. LEGGI I COMMENTI (4) - PERMALINK sabato 14 agosto 2010 - ore 15:28 SIGNORE E SIGNORI: Il mio gruppo preferito e aguzzate l’occhio: chi è la tizia al centro?! ![]() mi sento unadolescente al concerto dei SOnhora (o come c...o si scrive) LEGGI I COMMENTI (7) - PERMALINK venerdì 13 agosto 2010 - ore 11:34 MAL D’AFRICA Quando si va in viaggio nei paesi mediterranei dell’Africa settentrionale, potrebbe succedere che il nostro sistema intestinale si scombussoli. Qualche crampo e un paio di scariche per tre giorni è quasi sicuro che vi prendano. Niente di preoccupante, gli ipocondriaci possono imbottirsi di antidiarroici e bere tea mangiando riso in bianco e tornando a casa con la famosa "siera da scorese" Se si viaggia più a sud le probabilità aumentano e quasi sicuramente si prende il cagotto. In questo caso è opportuno tenersi un po a stecchetto e assumere fermenti lattici ad arginare quella fuga di interiora scottante. Se poi siete come la sottoscritta che allassunzione dellantidiarroico si è beccata TUTTI i rarissimi effetti collaterali le vostre viscere portano ricordo indelebile dei crampi e arrotolamenti e nodi ai 7 metri di intestino senza contare che lo stomaco si riduce alle dimensioni di un fagiolo e con la tessa consistenza (avete mai provato ad assaggiare un fagiolo crudo!?) Ecco, se siete in vacanza col cagotto, mi dispiace per voi ma se foste a casa in ferie e piovesse pure...vi assicuro sarebbe peggio. LEGGI I COMMENTI (6) - PERMALINK mercoledì 11 agosto 2010 - ore 10:11 SEMPRE PIU’ INDIETRO LEGGI I COMMENTI (1) - PERMALINK mercoledì 11 agosto 2010 - ore 00:41 TU CHIAMALE SE VUOI...SENSAZIONI Quando ti svegli con la moquette sulla lingua. Quando senti che manca quel quid a farti sentire pieno, completo e sicuro. Quando il cervello ti rimanda ricordi che non sapevi davere. Quando ti saluti e temi che non stia andando a casa ma, così presto, può solo essere fuori con qualcun altro ma ti ha detto che sta andando a letto. Quando gli occhi sembrano attraversati da rovi. Quando i sms sono sicuramente diretti verso un solo fine e NON è lamicizia. Quando il nodo non è alla gola ma allo stomaco. Quando le tue parole non sono mai giuste. Quando le ginocchia fanno "Giacomo". Quando, anche se ti sta sorridendo davanti, senti tutto lastio che sta cercando di sopire che ti schiaffeggia in pieno volto. Quando gli occhi si innondano di una piena di gioia. Quando i messaggi che mandi non sono compresi nonostante siano lapalissiani. Quando le spalle, il collo, le mandibole sono un unico blocco da cui uno scultore ne ricava il tuo volto. Quando... non è più un problema mio. IO SONO. Quando le cose stanno così e lo sai che non hai prove ma stanno esattamente come senti ceh stanno. Lascia, lascia correre. Non sei diga, non puoi arginare, non devi, non ci riuscirai. Non sei nato per essere diga, non tu. COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK lunedì 9 agosto 2010 - ore 12:32 PRATICHE SESSUALI Se siete fcilmente impressionabili o non affrontate volentieri e apertamente discorsi su pratiche sessuali non continuate a leggere. Ognuno, per se, decide liberamente di fare sesso come più gli aggrada e con il partner consenziente il sesso diventa un’attività in cui, a sentire comune, ognuno si libera dei propri tabù e si esprime in tutta autonomia. E’ auspicabile che l’attività sessuale sia in questo senso libera e priva di filtri morali, con ciò non si intende che debba essere per forza violenta o "eccessiva" ma, a mio parere, se i partecipanti sono consapevoli e consenzienti, non vedo motivo per cui debbano evitare di esprimere la propria sessualità anche in maniere "inconsuete". Questi sono i presupposti per accettare un qualsiasi gusto sessuale diverso dai propri: ecco perchè non c’è tolleranza nei confronti di omosessuali o sadici o masochisti ma c’è semplice accettazione senza alcuna colpevolizzazione. Quando però la pratica sessuale proposta non si rifà ai propri gusti si instaura una "rigidità" morale che impedisce di godere appieno dell’atto sessuale. A sentire comune, per le donne è pratica poco gradita il sesso anale. Presupponendo tutta una serie di "difficoltà" meccaniche della questione, spesso l’obiezione è che le difficoltà non sono tanto pratiche, quanto morali e di tensione emotiva. In poche parole risposta comune da parte degli uomini è: "è tutta questione di testa, le donne non si fidano e si irrigidiscono". Non si voglia generalizzare ma credo sia opportuno trattare l’argomento in termini "di massa" per non offendere nessuno. Dunque: se la signora in questione non si dovesse prestare alla pratica suddetta non è dovuto all’eventuale dolore che potrebbe provare ma alla sua pochezza intellettiva che non le fa superare i propri limiti psicofisici. Tosi... conteghea a qualcun altro. Considerando il livello di informazione disponibile, si consideri anche, eventualmente, l’incapacità di ben predisporre la signora, si insomma non è che la questione si risolve prontamente in pochi secondi di "foga passionale". Come in ogni cosa serve una preparazione e forse, dico forse, il signore in questione non è capace di creare i presupposti adeguati. Come se non bastasse, quando la questione viene posta in termini di parità, i signori maschi eludono l’argomento adducendo scuse inconcludenti e assurdamente prive di fondamento, mi spiego: perchè non "scambiare vicendevolmente" il piacere? A questa domanda i signori solitamente rispondono che: 1) non abbisognano di ulteriore organo maschile 2) cosa c’entra? io sono l’uomo e tu la donna 3) ma noi non siamo fatti per prenderlo Tutte scuse assolutamente impertinenti. Ribadisco, non si generalizzi ne tanto meno si colpevolizzi chi predilige alcune pratiche piuttosto che altre ma si abbia almeno la consapevolezza che non tutti apprezzano le stesse cose. Ometto il resto del pensiero apposta per non scivolare in polemiche prive di fondamento e senza alcun fine. Sappiate che esistono persone che trovano piacere nl fare sesso per 10 minuti alla settimana in posizione canonica e persone che preferiscono la violenza una volta l’anno e ancora chi predilige il sesso ludico almeno una volta la settimana. Non colpevolizzate chi sceglie un modo di esprimersi sessualmente diverso dal vostro, è normale e auspicabile che ci siano tanti modi di fare l’amore, diverso è il discorso per i pedofili che vanno a mio avviso, sterminati. Am questo è altro argomento. LEGGI I COMMENTI (8) - PERMALINK > > > MESSAGGI PRECEDENTI |
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