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RickyM.
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Cose che non centrano con gli esami che dovrei sostenere.
OGGI IL MIO UMORE E'...
 Antitutto, ma specialmente antijuventino.
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...

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martedì 18 gennaio 2005
ore 13:26 (categoria:
"Vita Quotidiana")
D I P L O M A Z I A S E M P R E
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domenica 16 gennaio 2005
ore 16:08 (categoria:
"Vita Quotidiana")
Fumatori incalliti
Cari fumatori che volete fumare anche dove non si può, perchè non andate a fare in culo voi e la vostra cicca?
Grazie di cuore.
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venerdì 14 gennaio 2005
ore 01:57 (categoria:
"Vita Quotidiana")
CURVE DIVERSE
Volete mettere la curva di sfigati e esaltati fascistelli di merda del Padova dei nostri giorni...

con quella del mitico Padova che giocava all'Appiani formata da gente che aveva leggermente un pò di cervello in più?...

Forza Padova. Con la curva di merda che ti ritrovi è già tanto se sei in c1 e se c'è ancora qualcuno che sopporta quei quattro ebeti.
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I COMMENTI (3)
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giovedì 13 gennaio 2005
ore 19:15 (categoria:
"Vita Quotidiana")
Coniare una poesia può servire per capire la propria vita? Le parole servono?
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giovedì 13 gennaio 2005
ore 11:45 (categoria:
"Vita Quotidiana")
Lasciamo che i reali si divertino... ste teste di picchio!
GB: PRINCIPE HARRY, FOTO IN UNIFORME NAZISTA E SCUSE
LONDRA - Il principe Harry ha presentato le sue scuse dopo la pubblicazione in prima pagina sul 'Sun' di una fotografia che lo mostra in uniforme nazista, scattata durante una festa in costume. Lo ha annunciato la famiglia reale.
Il tabloid britannico e' uscito ieri sera con il principe Harry, figlio minore del principe di Galles e della principessa Diana, che sfoggia una uniforme color kaki con una svastica, l'emblema del regime nazista, all'altezza di un braccio.
Un portavoce della famiglia reale ha letto un comunicato di scuse da parte del principe.
Nel comunicato il principe afferma: ''Sono veramente desolato se ho offeso o imbarazzato qualcuno. E' stata una cattiva scelta del costume e me ne scuso''.
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I COMMENTI (1)
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mercoledì 12 gennaio 2005
ore 10:39 (categoria:
"Vita Quotidiana")
FANTASTICO MONDO DISNEY...

La società transnazionale Walt Disney fa fabbricare i suoi pigiami e altri capi di abbigliamento per bambini, su cui appare l’effige del celebre topo, nei sweatshops, i “laboratori del sudore”, dell’isola di Haiti. Il direttore generale della società si chiama Michael Eisner. Il suo reddito annuo è astronomico. Stando ai dati del 2000, e quindi di ben cinque anni fa, Eisner guadagnava all’ora 2.783 dollari! Un’operaia haitiana che cuce pigiami Disney guadagna 28 centesimi all’ora. Per guadagnare quanto Eisner in un’ora, l’operaia dovrebbe lavorare per 16,8 anni di fila. Sempre nel corso del 2000, Eisner intasca anche azioni per un valore di 181 milioni di dollari, somma che sarebbe tuttora sufficiente a garantire il mantenimento di diciannovemila lavoratori haitiani e delle loro famiglie per quattordici anni. Le operaie e gli operai haitiani della Disney riscuotono salari scandalosamente bassi, soffrono di malnutrizione e vivono nella miseria. Evviva Topolino! Topolin Topolin evviva Topolin!

Il National Labor Comitee ha eseguito tra l’altro le riprese della carica dei 101, famoso film di successo prodotto dalla Disney e dedicato alle avventure di un branco di cuccioli dalmata. Durante tutte le riprese la multinazionale ha alloggiato i cani in speciali “case per cani” dove gli animali potevano disporre di letti imbottiti e lampade termiche. Tutti i giorni cuochi per cani preparavano loro pasti a base di carne di vitello o di pollo, mentre un gruppo di veterinari vegliava giorno e notte sul benessere dei dalmata. Le operaie e gli operai haitiani della Disney, che cuciono pigiami per bambini con l’immagine dei famosi dalmata, vivono in sordide baracche infestate dalla malaria e dormono su assi di legno. Per loro l’acquisto di un pezzo di carne è un sogno irrealizzabile, e la loro salute ha un bell’essere incerta: nessun operaio può permettersi una visita medica.

Fonte: Jean Ziegler "La privatizzazione del mondo".
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mercoledì 12 gennaio 2005
ore 08:37 (categoria:
"Vita Quotidiana")
Ieri sera
Al circicolo sociale corradino ieri sera ho perso in ogni fronte. Le armate rosse (mitiche invincibili) hanno avuto mooooolta sfortuna e a vigliacca il buco culo di lacurrada ha invaso di odore tutti vincendo, tra le altra cose in coppia col narra, il quale ha "conato" il nuovo tormentone 2005:
PENETRA DAVANTI PENETRA DIDIETRO SENZA DISCRIMINAZIONE
Wow. Che serata
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lunedì 10 gennaio 2005
ore 13:12 (categoria:
"Vita Quotidiana")
IL CASO / La notte del derby stravinto dalla Lazio rischia di avere un seguito giudiziario per un gesto dell’attaccante Di Canio finisce nel mirino della Digos Sotto accusa per il saluto a braccio teso verso la curva. «Le foto non bastano, esamineremo i video» (Ap) ROMA - Non è esattamente la lista da consegnare all’arbitro: l’informativa della Questura che nei prossimi giorni arriverà al magistrato conterrà «tutto ciò che è accaduto al derby». Gli incidenti all’esterno dell’Olimpico, certo, magari il lanciatore del petardo che ha stordito Totti, se le immagini lo rintracceranno. Ma potrebbe esserci altro, anche. Il gesto di Paolo Di Canio. Quel braccio teso verso la curva Nord a fine partita, il saluto che ai più è parso non solo laziale, ma anche romano. Spetterà al magistrato stabilirlo, decidere poi se effettivamente si tratta di un reato, di apologia del fascismo. Franco Baldini, il direttore sportivo della Roma sconfitta 3-1, ha già emesso la sua sentenza: «Ha istigato alla violenza con gesti che sono, a tutt’oggi, apologia». Non è tutto: la Federazione Italiana Giuoco Calcio ha aperto un’inchiesta. Dimenticate la mano di Dio di Maradona, che costrinse Inghilterra e Argentina a ripensare alla guerra delle Falkland. Adesso, volendo, il calcio ha altro in cui specchiarsi. La Digos, in queste ore, sta esaminando i filmati. «Perché le fotografie non bastano». Possono offrire inquadrature che, a volte, schiacciano la prospettiva, stravolgono la realtà. Quelle che sono arrivate nelle redazioni, mostrano l’attaccante biancoceleste a poca distanza dal vetro di sicurezza che separa la pista d’atletica dal settore popolare dei tifosi della Lazio. Il volto stravolto da fatica e gioia. Una canottiera bianca con una scritta blu. E il braccio destro alzato, teso. «Il lavoro non è semplice - dice chi cerca di capire cosa è accaduto all’Olimpico la sera della Befana - perché le immagini sono molte e devono essere esaminate tutte». Ovvio che non è Paolo Di Canio il protagonista assoluto della serata: all’Olimpico, quando si gioca la sfida tra Roma e Lazio, materiale per la Digos non manca mai. L’ultima volta, non ha fatto eccezione. Tafferugli prima della gara, un tifoso accoltellato, dodici feriti, tre arrestati (e già liberi), cariche delle forze dell’ordine a fine partita. È anche per questo, il clima di guerriglia che a volte si scatena all’Olimpico, che inserire il nome Di Canio nell’informativa da mandare al magistrato, non è decisione irrilevante. Ugualmente, però, considerando i riflettori che Paolo Di Canio attira su di sé, quanto accaduto in campo non sembra poter passare inosservato. In ogni caso, l’attaccante laziale non dovrebbe essere denunciato: ciò che ha fatto, reato o meno che sia, potrà essere, semplicemente, riferito alla Procura. Un atto dovuto, insomma. Ma tra le cose certe, in ogni caso, ci sono anche le reazioni che quel gesto ha generato. A cominciare dalla «commozione» della nipote di Benito Mussolini, Alessandra. E delle altre, molte, dei politici di destra e di sinistra. Fino ad arrivare a quelle calcistiche. La più severa è quella del direttore sportivo giallorosso, Franco Baldini: «È un vero peccato che Di Canio abbia privato la Lazio di una vittoria legittima. Era la vittoria della squadra, di Papadopulo e soprattutto dello stesso Di Canio che con precisione scientifica l’aveva costruita e suggellata con un gol di rara bellezza. Ma poi ha regalato all’Olimpico, e al mondo del calcio tutto, brutti atteggiamenti e un’immagine di Roma che nessuno di noi voleva vedere. Finché si tratta di provocazioni, di sfottò, va bene, in un derby sentito come quello di Roma ci sta tutto». Ed ecco la stoccata finale, pesantissima: «Di Canio però è arrivato addirittura a insultare il pubblico avversario e questo va un po’ meno bene. Ma, ancora peggio, ha istigato alla violenza con gesti che sono a tutt’oggi apologia di reato». Dopo le accuse, Baldini ha spiegato anche di aver «pensato molto, prima di intervenire. Volevo rimanere in silenzio, ma qualcosa dentro di me urlava troppo forte: così ho deciso di parlare e, consapevole che forse questa mia dichiarazione potrà alimentare repliche, dico fin d’ora che per me la questione finisce qui e non ribatterò ulteriormente». Stavolta, per lui, «hanno perso tutti, la Roma e la Lazio. E anch’io». I precedenti non mancano: l’attuale portiere della nazionale, Buffon, indossò una maglietta con la scritta «Boia chi molla», salvo poi spiegare che si trattava di un incitamento solamente «calcistico». In quanto al numero «88», codice di «Heil Hitler», la spiegazione fu di attributi doppi da mettere in campo. Adesso toccherà a Di Canio difendersi davanti all’Ufficio indagini della Figc. Al contrario di ciò che accade in Questura, la giustizia sportiva ascolterà il laziale basandosi sul materiale fotografico raccolto. Ma il comportamento del calciatore nato in un quartiere antifascista di Roma, il Quarticciolo, è stato criticato non solo per il saluto: «Dispiace che abbia dedicato la vittoria anche ai diffidati, dimenticando che gli agenti chiamati a gestire il servizio d’ordine negli stadi lavorano ogni domenica in condizioni massacranti», dice il prefetto di Roma, Achille Serra. I tifosi della Roma, nelle trasmissioni radiofoniche, l’hanno insultato, minacciato. Mentre sui siti dei laziali, l’attaccante è celebrato, semplicemente, per ciò che ha fatto durante la partita. «Un eroe». Per molti, il destro teso di Di Canio è solo, o quasi, quello che ha infilato Pelizzoli.

Mamma mia un nuovo duce! Piazzale loreto 2 in arrivo? Ma dai! Uno con questa faccia chi lo prenderebbe sul serio?
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I COMMENTI (4)
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lunedì 10 gennaio 2005
ore 12:51 (categoria:
"Vita Quotidiana")
Signori fumatori la cicca oggi dove la mettete?
Grazie San Girolamo!
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sabato 8 gennaio 2005
ore 12:34 (categoria:
"Vita Quotidiana")

Buon Compleanno Elvis!
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