...Quattro libri contemporaneamente... Non ho voglia di elencarli! XD
HO VISTO
Un’altra ME
STO ASCOLTANDO
...La vita che scorre...
ABBIGLIAMENTO del GIORNO
Abbinato cromaticamente.
ORA VORREI TANTO...
Regalare sorrisi a tutti....
..Pubblicare un mio libro..
STO STUDIANDO...
Come organizzare la mia tesi...
OGGI IL MIO UMORE E'...
Una cipolla....
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
PARANOIE
Nessuna scelta effettuata
MERAVIGLIE
Nessuna scelta effettuata
AVVERTENZA: Prima di proseguire nella lettura dei miei post assicuratevi di non essere facilmente impressionabili...!
Osservate con quanta previdenza la natura, madre del genere umano, ebbe cura di spargere ovunque un pizzico di follia. Infuse nell’uomo più passione che ragione perché fosse tutto meno triste, difficile, brutto, insipido, fastidioso. Se i mortali si guardassero da qualsiasi rapporto con la saggezza, la vecchiaia neppure ci sarebbe. Se solo fossero più fatui, allegri e dissennati godrebbero felici di un’eterna giovinezza. La vita umana non è altro che un gioco della Follia. Il cuore ha sempre ragione.
(Erasmo da Rotterdam, Elogio della follia)
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martedì 26 ottobre 2010 - ore 18:28
Squirrels and Chocolate!
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Le mie amiche dicono che questa pubblicità l’hanno ideata pensando a me.... Care, che dolci... Personalmente, anche se non mangio tanta Nutella (ma mi ingozzo di biscotti, cioccolatini Lindt o Baci Perugina ), mi rispecchio ancora di più in questa pubblicità : squirrels and chocolate!!!!!!!!
Non sono mai riuscita a capire come mai le campane, da sempre, scatenino in me delle reazioni emotive potentissime. Segreti della psicologia e del subinconscio. Ho vissuto metà della mia vita a pochi metri da un campanile, dotato di campane vere, antiche, non a disco registrato come va di moda nelle chiese moderne. Da bambina, in particolare, le campane delle 17.45, quelle dei vespri, più di qualche volta mi suscitavano un’emozione talmente profonda e irrazionale, che spesso e volentieri, mi commuovevo: piangevo, brevemente, senza saperne nemmeno il perché. Di solito, segnavano l’arrivo di mio padre dal lavoro, e quindi erano addirittura segno di “festa”, in un certo senso (se mio padre non entrava al suono delle campane, talvolta, mi preoccupavo). Perché piangere, allora? Oggi, essendo domenica, ed abitando equidistante da ben tre chiese, è un tripudio di campane, alcune più vicine, a disco, altre in lontananza, ma ben percepibili. Ad un certo punto, mi stavo commuovendo, come accadeva una volta. Mi capita più di frequente quando, fuori, il tempo è malinconico, e come oggi è grigio e c’è una nebbiolina che certamente incrementa la malinconia… Oppure quando fa freddo, quindi nelle stagioni pseudo-invernali. Ancora più potente è quando il suono proviene da qualche chiesetta sperduta nella campagna: senti solenne e nostalgica la melodia risuonare nel silenzio dei campi, nell’aria pungente e dolce della terra umida e di steppe bruciate. Che spiegazione ci può essere? Forse le campane suscitano reazioni perché richiamano all’ordine meditativo, spirituale, invocano al raccoglimento e quindi al contatto con la propria intimità interiore… Forse è proprio il suono, quell’insieme di armonie un po’ toccanti, che tira fuori il nostro inconscio, e talvolta, essendo un elemento della quotidianità, pesca e porta alla mente, ricordi, sensazioni, episodi, legati a tal melodia. Oppure sono sensazioni legate intrinsecamente al significato stesso delle campane, che veicolano festa (Or la squilla dà segno/della festa che viene;/ed a quel suon diresti/che il cor si riconforta ), gioia, e allo stesso tempo dolore, rimpianto, sommissione quando si piange il lutto: entrambe le situazioni, interessano esplicitamente la sfera delle emozioni. Chi lo sa. Anche sognare il suono delle campane, ha molteplici significati… Richiamo alla meditazione, momento sereno, vecchiaia, nozze, perdita di qualcuno di caro, ogni psicologo ha la sua interpretazione e se le riportassi tutte, risulterei tediosa. Tra l’altro, non mi capita quasi mai di sognarle. ^^” Mah. Sta di fatto, che le campane per me, resteranno sempre un interrogativo che coinvolge il mio Es, il mio Io e pure il mio Super-Io.
Ps. Sarà un caso che “Viva la vida” dei Coldplay (tra l’altro la mia suoneria del cellulare ) e “Le Campane” di Cocciante in Notre dame de Paris, siano due canzoni che adoro?? ^^
Hidden Properties Goods
(categoria: " Fotografia e arte.. ")
Ho scoperto che colmare i propri vuoti affettivi con lo studio è più utile, vantaggioso e salutare che colmarli con cioccolatini, biscotti e surplus alimentare. ^^
L’argomento intrippante del giorno, è la BRILLO BOX di Andy Warhol.
Quando l’ho vista a lezione di Economia della Cultura, ero in primo banco e mi è sfuggito un commento... "Bella, eh... Bellissima.... -.-" " (Il tutto sussurrato, ma con uno spiccato tono ironico...) Il professore a quanto pare mi ha sentita, perchè si è interrotto, è venuto di fronte e mi ha risposto: "Eh sì, è proprio bellina....!" (......Figura di m.... del giorno. ^^) By the way, ha una storia interessante, questa Brillo Box. E risponde finalmente ad un mio quesito... Chi è che decide che un oggetto è un’opera d’arte?! Tralasciando il fatto che a me l’arte contemporanea non fa impazzire... La mia passione per larte, si ferma con Monet, al massimo con Van Gogh, tranne qualche eccezione. (Mah sì, siamo buoni, anche Picasso possiamo ritenere passabile... ^^) Ma chi è che ha deciso che una Brillo Box, packaging abbastanza miserabile a mio parere, è un’opera d’arte? La Brillo Box. è uno dei tanti "Hidden Properties Goods", ovvero "beni le cui proprietà sono nascoste".... Ma molto ben nascoste!!!!!!!! ^^ In economia dell’arte ne parla Arthur Danto, spiegando la faccenda con il "Modello Esternalista": ciò che fa d’arte un oggetto, è esterno all’oggetto stesso." Ma và?!? Non ci voleva certo Danto per capirlo... ^^ Più genericamente, l’attribuzione è spiegata in tal modo: è opera d’arte ciò che gli altri decidono che lo sia. Insomma, sono gli altri che devono scoprire il merito artistico di un oggetto, di un’opera e deciderne il valore sul mercato...: il merito artistico viene costruito solo nella misura in cui emerge da un insieme di pratiche sociali, in cui hanno un ruolo centrale i networks e i famosi Gatekeepers, che secondo me a volte sono di un’ignoranza mostruosa.... E non solo per quanto riguarda l’arte, ma anche l’editoria e via dicendo. ^^ Bah bah bah. Sono titubante.... Tra l’altro, questa brillo Box, è stata anche al centro di una truffa organizzata dall’ei fu ex direttore del Museo di Stoccolma, Pontus Hùlten.... Centinaia di Brillo Box false, battute per migliaia di euro in varie, rinomate aste. Io non avrei sborsato un centesimo! Vabbè, pongo fine alle mie considerazioni artistiche... ^^
Ps. Anche questa è considerata "arte"... Ma mi sta già più simpatica....
Sono innamorata.....
(categoria: " Università / Scuola ")
.....di quello che studio......!!!!! Alla follia, davvero, non pensavo che la magistrale mi piacesse così tanto... La sento proprio mia, mi appassiona, e non appena ho un buco lo sfrutto per studiare ciò che amo! (Come ora, faccio questa mini pausina per sfogare nero su bianco il mio amore, ma ora mi rimetto subito a riordinare gli appunti... Che brava e diligente bambina che sono!
E’ un mondo completamente diverso, da quello della triennale... Una ventina di frequentanti, quasi tutti più grandi di me, molti provenienti da realtà diverse e molto più socievoli e tranquilli... Rapporto coi professori decisamente più diretto e relazionale, molta più interazione, tanta pratica (ho mille project works, help me!!!!) e.... Sì, spero continui a piacermi! Solo che è dura... Molto dura tener botta e star dietro a tutto... Sempre di corsa, stanchissima ma.... soddisfatta ed entusiasta! E’ questo l’importante! Oggi poi sono tornata, dopo mesi, alla mia amata aula studio.... Sigh... Fiumi di sospiri, guardando il turbinio di foglie dalla vetrina della Jappelli... Ecco, torno a studiare l’ipertesto, valà....
Premetto che sono giorni che, tra una corsa e l’altra, elucubro a stomaco vuoto, per cui tutti i deliri che sto per trasporre nero su bianco sono da prendere con le pinze. Premetto anche, però, di non chiamarmi Coleridge e nemmeno Morgan, per cui non mi sono fumata niente, sono semplicemente l’incorreggibile e consueta filosofa che passa la sua vita sollazzandosi nel proprio, piacevole, autoerotismo mentale. Mi rendo conto, ultimamente, di sentirmi diversa. Crisi d’identità? No, la faccenda è molto più primordiale di quanto pensassi. Ma questo nodo, lo svelerò tra qualche riga. Sono pazza, lo sono sempre stata, questo non è immutato ma è verità oggettiva: parlo da sola. Parlo da sola a più riprese, mi guardo allo specchio e parlo. Percorro le mie lacrime, mi perdo nei miei occhi, guido sulle mie rughe da latte come fossero strade di collina, rido del mio sorriso con amara autoironia. Infine, mi domando, leggera e penetrante, con la noncuranza che camuffa una perentoria inquisizione: “Ma tu, chi sei?” Lo chiedo all’immagine riflessa che il mondo mi restituisce, lo domando alle mie mani, cerco la risposta tra i miei nei e le mie imperfezioni. “Alter Ego”: un altro Me Stesso. Ma noi chi siamo veramente?! Siamo ciò che noi pensiamo di essere o chi gli altri pensano che siamo? Quante volte noi pensiamo di essere qualcuno, e invece trasmettiamo agli altri un’immagine che non corrisponde all’idea che noi abbiamo di noi stessi? E quante volte gli altri ci additano in un modo, quando noi ci reputiamo secondo tutt’altro ritratto? E ancora… Quante volte noi ci comportiamo in un modo solo per assecondare ciò che gli altri si aspettano da noi? Si chiama “la profezia che si auto adempie”: ci trasformiamo in colui che gli altri pensano che siamo… Ergo… Siamo. Così. L’uomo è un animale sociale, e di conseguenza è l’animale più volubile che esista. Spesso dimentichiamo che Noi siamo solo di Noi stessi e che quindi NESSUNO ha il diritto di dirci chi siamo e chi non siamo, come dobbiamo comportarci e cosa non dobbiamo fare. Mi è sovvenuto, improvvisamente, Pirandello ed il suo personaggio Vitangelo Moscarda, di “Uno, nessuno e centomila”. Le sue certezze crollano nel momento in cui sua moglie gli fa notare una leggera devianza del suo naso, scoprendo così che le persone intorno a lui hanno un’immagine della sua persona completamente diversa dalla propria. Ho sempre amato questo libro ed il coraggio del protagonista, che decide di cambiare vita per… scoprire chi è veramente. Sì, perché ammiro chi decide di conoscere se stesso. A volte è molto più facile farsi scoprire dagli altri che farsi scoprire da se stessi. Per farlo, bisogna sporcarsi le mani, scavare a palmi nudi tra chili di fango, per tirare fuori la propria anima, nella sua purezza. Fa paura, perché non si sa cosa si potrebbe trovare sotto tanta melma. Ma è qualcosa che è necessario fare… E’ necessario per se stessi. E per gli altri: per prima cosa, perché solo conoscendo se stessi, si può limitare i danni nei confronti degli altri; per seconda, solo quando ci siamo finalmente conosciuti, siamo pronti ad Amare Veramente il prossimo. E a condividere seriamente la propria vita con qualcuno, senza timore e senza dubbi, mettendo in gioco il proprio Ego. Solo se ci conosciamo possiamo donarci COMPLETAMENTE a qualcuno. Del resto, Socrate non era uno stupido, quando esortava a trovare la verità dentro di sé anziché nel mondo delle apparenze. “Nosce te ipsum”, “Temet nosce”:““Conosci te stesso.” Gnôthi seautó” declama il tempio dell’Oracolo di Delfi. “Ti avverto, chiunque tu sia. Oh tu che desideri sondare gli arcani della Natura, se non riuscirai a trovare dentro te stesso ciò che cerchi non potrai trovarlo nemmeno fuori. Se ignori le meraviglie della tua casa, come pretendi di trovare altre meraviglie? In te si trova occulto il Tesoro degli Dei. Oh Uomo, conosci te stesso e conoscerai l’Universo e gli Dei.” Ed ecco che posso svelare il motivo per il quale, ultimamente, mi sento diversa. La verità è che non sono diversa. La realtà è che finalmente, dopo anni, sono veramente me stessa. Sono me stessa perché da tempo sono libera da legami, perché ho imparato a stare bene anche da sola, senza appoggiarmi a qualcuno, senza agire come gli altri si aspetterebbero che agissi. Per la prima volta, dopo tempo, non rendo conto a qualcuno di ciò che faccio e ciò che non faccio, mi sento in pace, mi voglio bene, non cerco di assecondare o di accontentare, inconsciamente, qualcun altro. Perché, finalmente, ho imparato che… sono Mia, prima di tutto. Sono Mia e artefice del MIO destino. Sono Mia e non voglio perdermi. Sono io, sono fatta così, e mi piaccio così. Chi mi ama mi segua. Ed ora, che ho trovato pace, ora, che ho conosciuto l’Altra Me Stessa, mi sento pronta. Pronta per abbracciare ciò che verrà. Pronta per accogliere la Vita.
"Chi conosce gli altri è sapiente, chi conosce sé stesso è illuminato. Chi vince gli altri è potente, chi vince sé stesso è forte". (Laozi)
"Non uscire da te, ritorna in te stesso, nell’interno dell’uomo abita la verità". (Sant’Agostino)
Questo vento gelido e questo turbinio di foglie bagnate, mi riporta alla mente un paio di poesie molto tristi, ma che mi piacciono molto...
Jacques Prévert - Le foglie morte
Oh! Vorrei tanto che tu ricordassi i giorni felici quando eravamo amici. La vita era più bella. Il sole più bruciante. Le foglie morte cadono a mucchi... Vedi: non ho dimenticato. Le foglie morte cadono a mucchi come i ricordi e i rimpianti e il vento del nord le porta via nella fredda notte delloblio. Vedi: non ho dimenticato la canzone che mi cantavi. È una canzone che ci somiglia. Tu mi amavi io ti amavo. E vivevamo noi due insieme tu che mi amavi io che ti amavo. Ma la vita separa chi si ama piano piano senza far rumore e il mare cancella sulla sabbia i passi degli amanti divisi. Le foglie morte cadono a mucchi come i ricordi e i rimpianti. Ma il mio amore silenzioso e fedele sorride ancora e ringrazia la vita. Ti amavo tanto, eri così bella. Come potrei dimenticarti. La vita era più bella e il sole più bruciante. Eri la mia più dolce amica ... Ma non ho ormai che rimpianti. E la canzone che cantavi sempre, sempre la sentirò. È una canzone che ci somiglia. Tu mi amavi io ti amavo. E vivevamo noi due insieme tu che mi amavi io che ti amavo. Ma la vita separa chi si ama piano piano senza far rumore e il mare cancella sulla sabbia i passi degli amanti divisi
Foglie morte - Giovanni Pascoli
Oh! che già il vento volta e porta via le pioggie! Dentro la quercia folta ruma le foglie roggie che si staccano, e fru . . . partono; un branco ad ogni soffio che lavviluppi. Par che la quercia sogni ora, gemendo, i gruppi del novembre che fu. Volano come uccelli, morte nel bel sereno: picchiano nei ramelli del roseo pesco, pieno de suoi cuccoli già. E il roseo pesco oscilla pieno di morte foglie: quale sappende e prilla, quale da lui si toglie con un sibilo, e va. Ma quelle foglie morte che il vento, come roccia, spazza, non già di morte parlano ai fiori in boccia, ma sussurrano—Orsù! Dentro ogni cocco alluscio vedo dei gialli ugnoli: tu che costì nel guscio di più covar ti duoli, che ti pèriti più? Fuori le aluccie pure, tu che costì sei vivo! Il vento ruglia . . . eppure esso non è cattivo. Ruglia, brontola: ma contende a noi! Chè tutto vuol che sia mondo lorto pei nuovi fiori, e il brutto, il secco, il vecchio, il morto, vuol che netti di qua. Noi cindugiammo dove nascemmo, un po, ma era per ricoprir le nuove gemme di primavera.. .— Così dicono, e fru . . . partono, ad un rabbuffo più stridulo e più forte. E tra un voletto e un tuffo vanno le foglie morte, e non tornano più.
Effettivamente, mi sembrano molto in tema con il tempaccio di oggi. Nel frattempo, tiro un po il fiato, dopo una settimana devastante e comincio a studiare... Mi sembra la giornata adatta. E la giornata azzeccata anche per le riflessioni e per porsi nuove domande... Perchè sono cambiate tante cose ultimamente e chissà... Dove questo vento mi porterà. Del resto, il vento e le foglie morte, hanno ispirato molti scrittori, oltre ai poeti sopracitati... Al loro malinconico fascino hanno ceduto anche Garcìa Màrquez, Hikmet, cantanti come Bobby Solo, pittori come Millais.
...Per fortuna gli anni si compiono una sola volta allanno... Perchè detto molto volgarmente.... Son DESFA!!!!! ^^" Correre tra una lezione allaltra, tra università e lavoro, col cellulare che continua a squillare ripetutamente in mano, rispondere col fiatone, replicare a messaggi a catena, arrivare alla sera a casa e trovarsi la casella di posta elettronica intasata da 153 messaggi (tutte notifiche di auguri.... ^^).... Non è rilassante. Però è impagabile venir svegliati con una fettona di torta gigante ed una busta profumata in cassetta delle lettere, pranzare con un tramezzino ed una pastina su cui le proprie amiche hanno messo le candeline e sentire persone che hai perso di vista da un po ... A quanto pare le persone che mi vogliono veramente bene, non si dimenticano di me nemmeno se intercorrono mesi e chilometri di distanza... : Meraviglioso. E detto questo... A tutti coloro che mi chiedono se stasera festeggio rispondo di sì..... Col cuscino ed il pigiama!!!!!!
(Con il 22 rovescio.... XD Devastazione totale dopo due ore di "progettazione di siti web" e una fame abominevole... ^^
Pronti, partenza, via!
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Sono giorni che mi riprometto di aggiornare il mio blog, ma sinceramente non riesco mai a trovare il tempo. E un periodo di gran fermento. Attività lucrative ricominciate già da un po e che mi portano via tutti i pomeriggi, attività sociali (alias nuovi amici molto simpatici e soprattutto dietro langolo ---> ho tanti, cari e giovani vicini di casa socievoli... , oltre alle mie vecchie, insuperabili amiche del cuore ) molto intense, e 1000 papiri da fare, ormai non ne posso più... Ma..... Finita la "pacchia"..... Da lunedì comincia LA NUOVA AVVENTURA.... Ovvero i nuovi corsi della magistrale... Almeno si spera, visti i mille casini di questanno... Sempre peggio.
Corsi in programma: - Progettazione di siti web - Comunicazione sociale - Psicologia della comunicazione - Linguaggio delle relazioni pubbliche - Economia della cultura
Sarei tentata di fare anche Organizzazione e programmazione sanitaria, ma mi sa che non viene attivato questo semestre... Per cui lo rimanderò, peccato.
Ah sì... Sto anche organizzando un matrimonio..... Bwahahahahahaha. Adoro fare la wedding planner. Buon weekend a tuttiiiiiiii!
Ho perso il conto di quante volte ho fatto questa strada nella mia vita... Dei ricordi che contiene, tutto il suo tragitto, soprattutto una volta arrivati nella zona di Monselice, poi ad Este, fino poi a proseguire verso Noventa Vicentina, successivamente (sebbene poi non si chiami più "Strada Battaglia", ovviamente). Per due sere consecutive, mi sono ritrovata a percorerla in macchina, proprio come ai vecchi tempi, fermandomi ad Este, dove risiedono delle mie amiche. Ho sempre amato guidare lungo quella strada, dritta, scorrevole, contornata dai colli e dall’argine, dai campi e dal cielo... mi pare di andare contro all’infinito. Mi trasmette senso di libertà, mi rilassa, sebbene sia in alcuni tratti un po’ pericolosa, causa sorpassi azzardati. Di solito, quando la percorro, è per qualche meta allettante, e poi adoro quella zona, è speciale. Ci risiedono alcuni dei momenti migliori della mia vita, quelli che colorano il passato e la gioventù. Non so perchè ci sto dedicando addirittura un post, stasera,a questa strada statale... Forse perchè sono, appunto, due giorni consecutivi che la percorro... Ed i ricordi scorrono, l’euforia si mischia alla malinconia, e ancora la mia mente torna ai bei tempi passati,a quando quella era ancora una strada tutta da conquistare. Stasera c’era la nebbiolina a completare l’atmosfera... In quei 40 minuti di percorrenza è stato un po’ come... tornare a casa.