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Rozzo, 29 anni
spritzino di Regillum Sabinae
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STO LEGGENDO

Premettendo che leggo UN SOLO libro alla volta, gli ultimi acquisti sono:

Le nozze di Cadmo e Armonia - R. Calasso
Poesie - E. Dickinson
Dexter il vendicatore - J. Lindsay
Il trono di spade - G.R.R. Martin
Quando Teresa si arrabbiò con dio - A. Jodorowsky
La spada di Shannara - T. Brooks

HO VISTO

Un ammasso di merdacce sioniste ANNICHILIRE una popolazione, e passare da gente perbene.

STO ASCOLTANDO

Gli altri IO, dentro di me, che urlano per venire fuori...

ABBIGLIAMENTO del GIORNO

C’è chi, con molto talento, sta pensando di portare migliorie, sotto questo aspetto... ma questo è... solo aspetto.

ORA VORREI TANTO...

Avere il coraggio...

STO STUDIANDO...

Me stesso, ma niente da fare non riesco ad andare oltre la pagina 11

OGGI IL MIO UMORE E'...

Rosso, rossissimo, quasi nero.

ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...







PARANOIE


Nessuna scelta effettuata

MERAVIGLIE


Nessuna scelta effettuata



...e mi costrinsero a vagare in questa terra da solo, io sono Nessuno...

"le persone che parlano per metafore, dovrebbero farmi uno shampoo allo scroto"

Sono manganelli e sassi, ma alla fine ti ritrovi a far parte del sistema contro cui manifestavi...
Ma lui amava la sua diversità, che non lo voleva posto dentro questa società...





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lunedì 2 ottobre 2006 - ore 09:07


Wires of freedom
(categoria: " Vita Quotidiana ")


"Oggi non c’è sole intorno a me,
scaldami, ti prego scaldami..."

Il Neffa dei tempi d’oro a far da corollario al buongiorno,
stamattina nel lento percorso da casa a qua, con le note
di De Gregori o con le parole di un Diego Cugia qualunque,
c’era la voglia di continuare ad andare, proseguire, prendere
l’autostrada e arrivare dovunque, ma non si può...
Qualcuno crede che non sia scappando, che si risolvono i
problemi, di certo non tutti... Scappando si lascia indietro
tutto il futuro, tutto ciò che si sta costruendo, ma allora
perchè voglio scappare? Sarà forse perchè non ho i soldi per
pagare il condono di quello che sto costruendo? Lo scopriremo
solo vivendo... Ma di certo un 15 anni irlandese ci starebbe bene,
come e forse più di una nera... Voglie d’alcol alle nove di mattina,
messo male... Buongiorno a tutti

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giovedì 28 settembre 2006 - ore 09:00


VAri pensieri...
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Ieri sera nella buia notte sabina splendeva il cielo, spazzato da un leggero freddo, mostrando le stelle come vicine, illuminando l’ombra della notte come mille
lucciole nelle notti di maggio...
Ieri mattina, una ragazza recentemente uscita da tre mesi di coma, ha sostenuto l’esame di maturità, ottenendo un brillante 82 e dichiarando di voler andare all’
università... molto brava, veramente brava...
Mi è ritornato in testa, come capita sempre più spesso, il lavoro dei volontari dell’Associazione del Filodoro, che tutela e cerca di donare un sorriso a tutte quelle
persone prive di capacità fondamentali, come la vista e l’udito... Ho provato a pensare a come potrebbe essere la vita di una persona senza la presenza di
sguardi, senza una dolce melodia, una vita fatta di buio eterno e lancinante... Come si vive, se per comunicare serve il palmo della mano? Come si vive se per
svolgere le funzioni anche più semplici occorre l’aiuto di una persona? Come si vive, se per leggere bisogna passare un dito su dei punti? Non lo so, non credo che
riuscirei a vivere, senza i bassi della Villa Ada, o i falsi violini degli Anomalo Stato di Coscienza... Una vita nel buio, immaginando ogni cosa, TOCCANDO ogni cosa,
SOLO PER SAPERE CHE ESISTE... Voglio andare a visitare la sede, voglio imparare a comunicare con quelle persone che secondo sono state messe troppo a
dura prova dalla vita... Voglio cercare di capire qual’è la luce di quel buio, perchè chiunque a bisogno di luce... Voglio che le mie mani (italiane e quindi già molto
espressive) possano comunicare in silenzio, senza dover battere su i tasti di una tastiera... Voglio parlare con loro, nel modo che ritengo più bello, con il linguaggio
dell’amore. Lo stesso amore che qualcuno mette in una poesia (credendo di aver perso la capacità e la voglia di amare, quando è chiaro che sa ancora come fare, e
lo riesce a fare molto bene) che qualcun’altro mette in una MIA poesia, lo stesso amore che fa viaggiare, che fa piangere davanti ad un treno...
Loro non possono vedere nè sentire quell’amore, voglio imparare da loro cosa vuol dire TOCCARE l’amore. Buongiorno

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martedì 26 settembre 2006 - ore 09:32


Quanto costa Cristo?
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Ieri sera, guardando uno dei tanti telegiornali tutti uguali di questo bello e libero paese, mi è caduto l’occhio sulla richiesta
di eutanasia da parte di Piergiorgio Welby, malato terminale di distrofia muscolare, che ha chiesto che gli vengano
risparmiati gli atroci momenti della sua morte, vuole che vengano spente le macchine, per poter morire in pace...
Oggi è il 26 settembre 2006, la tecnologia regna sovrana, anzi regna incontrastata, la razza umana sta esaurendo la
forza vitale di questo pianetucolo, grazie alle guerre e al capitalismo delle multinazionali... Ieri, notevoli personalità del
mondo politico, tra cui Fassino, Casini, Weltroni e compagnia dicendo, hanno partecipato ad una fiaccolata pacifica e
silenziosa, davanti all’ambasciata indonesiana, a Roma, per manifestare il rifiuto della politica nei confronti delle morti di fede,
in questo caso cristiane... Non hanno fatto una fiaccolata, quando a Istambul sono esplose tre bombe nei pressi di altrettante
sinagoghe, o non hanno aperto bocca sul genocidio dei Sunniti e degli Sciiti, solo i cristiani... Casini per la verità si è dato da
fare, come quel prete scampato che è, pronunciando testuali parole: "L’Italia, piange la morte di tre cristiani"... No, la POLITICA
italiana piange tre cristiani, perchè allora si dovrebbero anche piangere tutti i morti tibetani da mano cinese, si dovrebbero citare
tutti i morti a causa della loro religione celtica, in Irlanda, proprio da mano cristiana... Si parla tanto di leggi coraniche, ma adesso
mi sorge qualche dubbio sulla libertà di culto in Italia, e soprattutto sulla laicità dello stato italiano...
Il punto però non era questo... Premesso che io sono per l’eutanasia, se uno ha facoltà di comprendere il suo stato e non vuole
vivere grazie a una macchina, sono daccordo con lui, e se il malato in questione non possedesse la lucidità necessaria per
compiere questo passo, comunque non si dovrebbe applicare l’accanimento terapeutico... Si risveglia dal coma dopo 15 anni... Si,
ma in un anno quanti casi si hanno?
Trovo sbagliata la proibizione a priori, trovo sbagliato che una suora guardi storto una giovane donna perchè è rimasta incinta e non
può sostenere la nascita e la crescita di questo bambino...
Sono contrario all’aborto, credo che se si ha la fortuna di aspettare un bambino, non si debba perdere l’occasione, la vita di un bambino
è sacra... La cosa che non capisco (causa paraocchi) è come si pretende che le donne che compiono questo gesto, non siano
tutelate, siano vittime di torture psicologiche, di bieco nazismo da parte dei baroni della medicina... Non credo che un embrione
abbia dei diritti, non credo che la donna che lo ha concepito possa avere meno diritti di lui, MI FA SCHIFO CHE SIA COSI’!
Una donna, sotto l’islam viene lapidata, se partorisce un figlio all’esterno del matrimonio, ma nella nostra immensa civiltà, come è possibile
che ci sia ancora qualche donna che butta nel cassonetto il sangue del suo sangue? Ci deve essere qualcosa che non va...
Come si pretende che una donna stuprata e rimasta incinta di uno degli esseri più spregevoli, voglia partorire il frutto di quella barbarie...
Se si pensa solo al danno psicologico, c’è da diventare stupidi... Magari sti stronzi in tonaca che spadroneggiano in un stato straniero in mezzo
alla nostra capitale, credono che queste donne siano contente di dover abortire, come no! Bisogna che si compia un ulteriore passo
dell’evoluzione e si cancelli questa fottuta religione che altro non è che l’oppio dei popoli... Già, calcio per i plebei, religione per i patrizi...
Un grosso vaffanculo...

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lunedì 25 settembre 2006 - ore 13:34


Morpheo’s patchwork sunday
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Domenica di sonno, lenzuola, film rimasti a metà, sonno, bei messaggi del risveglio, tirare tardi...

Ovviamente, il sabato si va a letto alle 2:15, abbastanza bevuti ma non completamente distrutti ma un litro di sangria anche ad impegnarsi resta comunque poco poco... Domenica, sveglia alle dieci, dopo le consuete otto ore non mi è facile dormire ancora, cazzeggio fino all’ora di pranzo, tra un Nadal-Volandri e tra la partita della vecchia Signora, ancora onorevole e onorata (la partita l’avevo vista in diretta sabato)... Dopo pranzo, intorno all’una me ne rivado giustamente a letto fino alle cinque in cui apro gli occhi e li richiudo con molta facilità fino alle otto... Sveglia per sfamare la famigliola di bestie che scorrazzano nel giardino, che diventando affamati rischiavano di essere pericolosi molto di più di un branco di rottweiler, che mi piacciono molto, ma dovrei aspettare a prenderne uno, poichè vedendolo grosso, pur cucciolo, gli altri quattro bastardi potrebbero usarlo come una volpe, o un riccio o qualsiasi animale metta piede nel loro territorio... Cena frugale e verso le nove e mezza si esce alla volta della metropoli, tra la latitanza di un batterista e la puntuale aggiunta di due membri delle forze dell’ordine (come se 5 in paese di 3000 abitanti non bastino )... ci si reca ad un pub in mezzo alle buche di una ridente località ai bordi di Tivoli, per consegnare una demo al proprietario, e la puntuale birra, abbastanza fiacca... Dopodichè, ABBIAMO tornati al paese e riincontrato il batterista e chiarito la questione, si è deciso di evocare la leggenda metropolitana del POCCIO original (poccio=becco, caprone, Vieri), figura della quale vi narrerò le gesta in un futuro prossimo... Si allunga il thc con un buon vinello locale e si fanno le tre, tra pane carasau, salsicce, olio e carciofini, ovviamente condendo il tutto con epatiti (dalla A alla Z) e malattie non meglio identificate, ovviamente MANGIANDO TUTTO... ora della siesta notturna e verso le quattro si chiudono gli occhi, per riaprirli alle 06:49, un minuto prima della sveglia... Giuro che non ho mai pippato...

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venerdì 22 settembre 2006 - ore 13:55


La storia siamo noi...
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Saranno dieci anni che ascolto rap, funk romano, hip hop e similari, estraniando quache volta nel punk per esaltarmi,
scoprendo lo ska e il ragga, avendo un’ammirazione assoluta per la musica filarmonica, che è la VERA MUSICA, il
suono perfetto, la goduria per uno che ama la musica... Mi piace la fisarmonica o il flauto irlandese dei Modena, il
violino dei Ratti e le voci delle cantanti del soul, talmente morbide e sensuali da far innamorare... Sono passato dai
pezzi dei Bisca99 alle trombe di "Minnie the moocher", dagli scratch di Jad ai cori di "I put a spell on you"...
Non sono mai andato in pazzia per tutti quegli artisti molto noti al grande pubblico: gente come Bob Marley, Vasco o
Ligabue, Sting o Springsteen, o i Black Sabbath o i Pearl Jam o gli Aerosmith, non li conosco tanto, anzi quasi per
niente... Apprezzo chi sa far musica con dell’ironia o della poesia, come Guccini, come Vecchioni, come Battiato...
Non conoscendo l’inglese, anzi rifiutando di parlarlo, non ho una nutrita conoscenza degli artisti sonori d’oltremare...
Non ho troppi pregiudizi parlando di musica, anzi non ne ho nessuno... Mi fanno cagare tutte quelle troiate che vengono
"ballate" in discoteca, ma non le considero musica...
Però, pensando al ruolo della musica nella mia vita, mi sono trovato ad apprezzare particolarmente De Gregori... Voce
tranquilla, musica coinvolgente e testi molto ricercati, ne fanno uno dei musicisti che mi piace di più... Non ho neanche un
cd del romanaccio cantautore, anzi ne ho fregato uno giusto stamattina... Mi ritrovo a pensare a una dozzina d’anni fa,
quando si partiva di domenica per andare alle piscine di Farfa, caratterizzate da un’acqua gelida e dall’ombra degli alberi
sulla piscina, non saprei dire come è diventato quel posto... Altra location, sull’autostrada con "Sangue su sangue" che
esce dalle casse e lo sento tramite il vetro della macchina, perchè ho la testa appoggiata sullo sportello, visto che per fare
un semplice Milano-Roma ci si metteva troppo...
Oppure alle lacrime, ascoltando "Pablo", pensando alle proprie battaglie quotidiane...
E’ invecchiato, il Francesco, ma come il vino buono migliora con l’età, continua a sfornare bella musica, che fa parte del
patrimonio genetico italiano...
Mi piace la vita vissuta all’ascolto di De Gregori, tranquilla, rilassata, come un campari dopo aver staccato, come l’ultima
birra davanti a due gran begli occhi... Softly...

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martedì 19 settembre 2006 - ore 14:22


Namastè!
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Il 29 luglio 1996 il giovane Ragno lecchese Lorenzo Mazzoleni perdeva la vita durante la discesa dal K2 che aveva appena conquistato...

Non ho conosciuto di persona quest’uomo o forse ero troppo piccolo per ricordarmelo, ma la sorella è un’amica di famiglia...
Mi ero già trasferito quando è successo e ricordo le lacrime di mia madre, che lo ricordava molto bene... Lorenzo era stato dapprima una promessa, poi un’affermazione dell’alpinismo italiano, scalando cime come quelle dell’Acocangua, del Cho Oyu (sesta montagna più alta del mondo), era diventato membro del C.A.A.I. Club Alpino Accademico Italiano, nel 1989, a 22 anni ed era "arruolato" nei Ragni di Lecco, una formazione del CAI che portava in alto i colori d’Italia nello scalare le montagne del mondo: Jhon F. Kennedy si congratulò con uno dei militanti, Cassin, per la scalata della sud del McKinley... Lorenzo è rimasto sulla montagna che amava di più, sul suo agognato K2, e non c’è stata possibilità di riportarlo a casa...
Dopo la sua morte, sono state realizzate delle strutture per lo studio primario per i bambini nepalesi ed un centro medico...

Volevo solo dare un ultimo saluto ad un concittadino che si è fatto onore e ha portato gioia e speranza... Namastè Lorenzo, namastè...



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lunedì 18 settembre 2006 - ore 08:45


Post corto, tanto per aggiornare...
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Oggi la mia terra, assomigliava molto di più alla contea di Limerick, eccezion fatta per olivi e peschi... nebbia a cinque
metri, pioggia leggera e intervallata, dopo il bordello di ieri... Erba che ritorna verde e clima più disteso e si intravedono le
prime giacche e le mie prime felpe, ancora in anticipo... ma avrete imparato che per me incomincia ad essere freddo sui
dieci gradi, non prima... Nuova settimana di lavoro, comincia ad essere quasi un mese che ho riattaccato e la nausea da
rientro cede il posto alla cupa rassegnazione dei prossimi nove mesi, l’ultimo mese è pervaso dalla voglia di scappare...
Alle volte vorrei fare come qualcuna che sogna i caraibi, ma da buon montanaro, l’inverno è fatto anche di bitto, latteria
vecchio e brasato d’asino e polenta, a ciascuno il suo... io resisto... Buona giornata...

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giovedì 14 settembre 2006 - ore 09:14


La morte ha più di un colore...
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Sergio Arpa
Dante Leonzi
Ermanno Polledri
Marco Vianelli
Germano Pasqualini
Giancarlo De Nicola
Silvanno Pannozzo
Carmine Lombardi
Giuseppe Capalbo
Maurizio Piteo

Vi dicono niente questi nomi? Sicuramente no... Certo se si fossero chiamati Frammartino, Calipari, Moro, Woytjla, Quattrocchi, forse
i loro nomi sarebbero stati riconosciuti... Si, non sono diversi da i più celebri nominati qua sopra, sono tutti morti...
Quelli all’incipit sono dei morti poveri, sconosciuti, morti accidentali, morti BIANCHE, morti sul lavoro...
Non sono degni di essere ricordati da qualcuno che non sia uno dei loro cari, non sono dei tipi che avranno l"onore" dei funerali di
stato, non sono morti per la guerra o per la pace o per un attacco di un gruppo terroristico filo-governativo... Questi sono uomini che non
avevano scelto di morire, quel giorno si erano svegliati come tutti i giorni per andare ad ammucchiare qualche soldo per campare, spesso
in nero, spesso senza sicurezza (la 626 è una troiata spaventosa, ti salva la vita ma non ti dà una lira, a che serve?), sono morti da
dimenticare, perchè non hanno liberato giornaliste o non hanno graidato "così muore un italiano"... probabilmente le loro ultime parole
sono state "o porco dio!"... Non verranno ricordati, sono solo dei morti sul lavoro, non fanno audience, vengono dopo gli uragani e prima
del gossip o delle rubriche gastronomiche, sono solo il dessert delle palate di merda che ti tirano in faccia TUTTI i giorni TUTTI i telegiornali...
Oppure i morti del sabato sera, quelli dalla parte sbagliata del parabrezza, quelli travolti dai tanti pirati della strada, che in grave stato psicotropico, pensano bene di imboccare un’autostrada contromano... O magari i morti in un pronto soccorso, mentre aspettano che qualche stronzo di portantino dia loro una speranza di vita, come DOVREBBE FARE... Ma in fondo una vita umana quanto vale?
Tutti dicono che la vita umana ha un valore inestimabile, io invece credo che ci sia anche un’unità di misura appropriata: i punti percentuale dell’auditel... Fanculo.

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mercoledì 13 settembre 2006 - ore 08:31


Rewind
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Arriva il tempo del ricordo, per tutti... Arriva il tempo di ricordare cose che forse non avevano importanza, ma se sono ancora
presenti, vuol dire che un ruolo nella crescita l’hanno avuto eccome... Voglio ricordarmi quando in manifestazione si andava con
un pezzo di legno nello zaino, quando si metteva "bella ciao" fatta dai Modena, per far ballare i cortei e per mandare solidarmente
affanculo, tutti gli i servi schierati in tenuta antisommossa... C’è da ricordare la faccia dell’autista di autobus che aveva visto il
pezzo di legno e si era spaventato, credo spaventato per me... E c’era la voglia di credere che non c’era niente da perdere, di
credersi invunerabili... C’è il momento di pensare perchè ero l’unico ad avere la cresta in un paese che tollera a malapena i
capelloni, dove i calendari del fascio non sono solo un caso isolato, in una casera in prealpe... E nonostante tutto, c’è ancora
la voglia di avere la cresta, come sulla patente... C’è ancora la voglia di essere il Rozzo, sempre e comunque, io sono per me
quello che le Black Hills rappresentano per James Weddel... Black Hills, appunto...

Basta, nessuna ipocrisia
i lupi non ballano più, non ballano nella prateria
basta, nessuna ipocrisia
oggi nella prateria ammazza la gente la polizia.
Si muore per la strada col fucile nella mano
ma questo non si dice questo è poco hollywoodiano
in galera per la vita per difendere un sentiero
non ci fermerete mai, non si ferma mai un guerriero.

No way, the black hills are not for sale
No way, the black hills are not for sale
No way, the black hills are not for sale
No way, the black hills are not for sale

Gente a’ ge’ venite a cca’
nun vennite ’a storia
sul sentiero di guerra
oggi come allora
gente a’ ge’ voglio allucca’
finacché so’ vivo ancora
è preziosa ’a libertà
ma vale assaje e cchiù ’a memoria

No way, the black hills are not for sale
No way, the black hills are not for sale
No way, the black hills are not for sale
No way, the black hills are not for sale

No way, the black hills are not for sale
No way, the black hills are not for sale
No way, the black hills are not for sale
No way, the black hills are not for sale

Gli spiriti senza pace di coloro che morirono invano,
che accantonarono le leggi dell’uomo abbastanza a lungo
da permettere alla loro coscienza di essere la loro guida
oggi chiedono la comprensione di tutto il mondo.
C’è una nazione che sta morendo
la cui sacralità è stata tradita, sfruttata, svenduta,
da chi non la rispettava, né la capiva

No way, the black hills are not for sale
No way, the black hills are not for sale
No way, the black hills are not for sale

No way, the black hills are not for sale
No way, the black hills are not for sale
No way, the black hills are not for sale
No way, the black hills are not for sale

No way, the black hills are not for sale
No way, the black hills are not for sale
No way, the black hills are not for sale
No way, the black hills are not for sale
No way, the black hills are not for sale

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martedì 12 settembre 2006 - ore 13:41


Veleno
(categoria: " Vita Quotidiana ")




Quante vite vuoi lasciar correre,
dietro alla campana di vetro della quotidianità?
Quanti paesaggi deformati vuoi veder passare davanti ai tuoi occhi,
senza poterli toccare?
Per quanto ancora vuoi respirare,
i venefici ricordi dei viaggi futuri?
Qunai pugni in faccia vuoi ancora prendere,
prima di far vibrare nuovamente la campana?

Non senti la tua pelle,
tendersi e schiarire nella realtà ustionante?
Non vedi le macchie di grigio
che ti tempestano gli occhi?
Non senti l’odore dell’inchiostro,
che sta marchiando il tuo braccio
come un folle ricordo del passato?

E’ ora di dire basta...

Non puoi continuare a voler scomparire,
com euna riga di colore in eccesso
che cola verso un pennello che la renderà
uniforme al contesto del quadro...

Renditi amaro,
come un goccio di liquore nel caffè,
come uno scoglio beffardo, mentre spunta da una secca,
come un ago nascosto nel portaspilli...

Diventa cattivo,
come una macchia d’olio in curva,
come la grandine che spoglia gli alberi,
come il sole imprigionato nel gelo invernale...

Diventa ruggine su di un lucchetto,
fai vedere agli altri che sei vivo,
nel modo più semplice: vivi...

Una volta assaggiata la libertà,
vorrai andare in overdose, perciò
scappa, molla le certezze di una
vita vuota e insipida e scappa,
una buona volta...



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