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NICK:
raggioverde
SESSO:
m
ETA': 33
CITTA': cittadino mondiale non riconosciuto
COSA COMBINO: scombinato multinazionale
STATUS: sistemato
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STO LEGGENDO
dovrei avere più cose da leggere
HO VISTO
Buenos Aires e il Parco delle Brentelle
STO ASCOLTANDO
segnali acustici dalla distanza
ABBIGLIAMENTO
del GIORNO
maglioncino e maglietta sotto
ORA VORREI TANTO...
sapere quale è la decisione giusta
IN QS PERIODO STO STUDIANDO...
cosa penso del mio fidanzamento -- tornare o non tornare, questo è il problema
OGGI IL MIO UMORE E'...
strano
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...

PARANOIE
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MERAVIGLIE
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Cosa sarebbe un raggioverde? Una parte dell’ arcobaleno, una scossa elettrica che attraversa uno spazio dove manca l’aria, un fenomeno meteorologico, forse anche un estratto da un film futuristico...
"Dicen que soy medio tocado pero yo soy lo que soy..."
(Erick de Timbiriche, "Amame hasta con los dientes")
Certo che "lo que soy" è tutto un altro mistero! E come ogni mistero che si rispetti, va rivelato piano piano...
Io sono più o meno così: sono l’ unico portoricano che ha lavorato per un’ emittente radio di greci pontici (=venuti dal Mar Nero) parlo cinque lingue e mezza, ho cominciato lezioni di una settima per poi lasciarle, ma mi piacerebbe imparare anche altre (soltanto non il tedesco per favore!) il mio nome completo consiste di 4 parole ho scritto un romanzo che non riesco a far pubblicare, mi piacerebbe scrivere anche altre cose ma spesso le comincio e poi non le finisco ho delle tazze di caffé provenienti da Taiwan, Cipro, Salonicco e Alessandropoli, nonché un posamatite da Belgrado, bicchieretto da Thasos e una rana peluche che fa "Coquí... coquí" ho mandato un organizzatore di convegni a quel paese in cinese (non lo parlo ma lo parla il mio fratellone) davanti all’ ambasciatore della Cina su una scheda per aspiranti lavoratori ho scritto sotto la rubrica "altre attitudini" che so "aiutare i gatti a fare le fusa" ho fatto dei viaggi intercontinentali per motivi di studio a 16 e 17 anni ho trasformato il futuro in un melone canto quando non ascolta nessuno insomma, sono sicuro come un canguro, esatto come un gatto, matto come un mattone e fuori come una piazza!
Ancora non si capisce un cavolino di Bruxelles? Allora leggetelo sto blog e forse tutto diventerà un pò più chiaro... e forse no!
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domenica 25 gennaio 2004
ore 23:24 (categoria:
"Vita Quotidiana")
Un' altra onda passata
Posso dirlo di nuovo: crisi passata. (dopo una telefonata col babbo e un'altra ricerca terminologica) Passato il mal di testa, passati anche i pensieri estremi, passato l'odio patologico per l'inverno ma resta il fatto che non lo preferisco.
Cos' altro resta? La decisione. Il 31 marzo smetterò di fare traduzioni per dedicarmi soltanto agli interpretariati (farò anche una bella "caccia al cliente"). Per ora cercherò di trasferirmi in Italia. Se non ci riesco, o per qualche altro motivo le cose mi vanno male, soltanto dopo di questo penserò al Puerto Rico o a qualsiasi altra alternativa potrebbe esserci.
E se riesco a stabilirmi in Italia, mi comprerò una giacca nuova per festeggiare. Di che colore mi consigliate?
La scelta più "logica" sarebbe... verde! un bel verde scuro. Più versatile invece (nonchè più facile da trovare) sarebbe un azzurro, un marrone, un grigio o un nero. Mah, vedremo... comunque niente camicie bianche classiche e soprattutto niente cravatte!
Amico quà, lacrima là, un pò di tutto si vedrà...
Dimenticavo, lunedì pomeriggio parto per Alex/poli, torno martedì sera. Lavorerò da solo in cabina di simultanea, cosa poco piacevole, ma sarà soltanto per 3-4 ore e mi pagheranno bene.
Vai coniglio vai...
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domenica 25 gennaio 2004
ore 18:29 (categoria:
"Musica e Canzoni")
Todos Vuelven (César Miró)
Todos Vuelven
Todos vuelven a la tierra en que nacieron al embrujo incomparable de su sol todos vuelven al rincón en que vivieron donde acaso floreció más de un amor
Bajo el árbol solitario del pasado cuantas veces nos ponemos a soñar todos vuelven por la ruta del recuerdo pero el tiempo del amor no vuelve más
El aire que trae en sus manos la flor del pasado, su aroma de ayer nos dice muy queda al oído su canto aprendido del atardecer
Nos dice con voz misteriosa de nardo y de rosa, de luna y de miel qué santo el amor de la tierra qué triste el ausencia que deja el ayer qué santo el amor de la tierra qué triste el ausencia que deja el ayer
Todos vuelven... (e da questo punto in poi si repitono queste parole, coi cantanti improvvisando varie cose appena dopo, forse versi della parte precedente della canzone, forse altre cose...)
Per sentire la versione originale vedete il film "Crossover Dreams".
¿Y los que no vuelven?
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domenica 25 gennaio 2004
ore 18:03 (categoria:
"Riflessioni")
Seconda analisi
In effetti tornare a Puerto Rico non sarebbe una soluzione, sarebbe una rinuncia, un' arrendersi alla frustrazione causata dalla burocrazia greca ed italiana. Vantaggi: 1. Non soffrirei l'inverno. 2. Lavorerei fino alle 16.30 5 giorni alla settimana e poi via, probabilmente con un buon stipendio, visto che potrei fare interpretariato di lingue raramente conosciute (italiano, greco). 3. Stare vicino ai miei parenti (ed essere più raggiungibile per altri) 4. Niente più problemi di permesso di soggiorno etc. 5. Ricominciare da zero a conoscere il mio proprio paese (potrebbero esserci scoperte interessanti?). 6. Lavoro relativamente immediato senza obbligo di studi addizionali. Svantaggi: 1. Non ho amici lì e non so come ne troverei. 2. Non so quanto sarebbero davvero disposti ad aiutarmi i miei parenti, visto che anche quelli vicini alla mia età ormai avranno la propria vita di cui io non so niente. 3. C'è un esame che dovrei sostenere negli Stati Uniti prima, altrimenti mi troverò disoccupato. 4. E cosa faccio con tutte le cose che ho accumulato finora? e con la micia? 5. Non mi sentirò meno straniero lì (almeno all' inizio). 6. Tutto il mio mondo sarebbe rinchiuso in 25.000 km quadrati dove davvero non c'è tantissimo da vedere e fare. E quando avrò visto tutto, cosa mi resterà? Viaggiare all' estero in ogni occasione che capita? 7. Troppa gente mi mancherà tantissimo. 8. La mia alienazione rende ancora più bassa la possibilità di una relazione. 9. A parte andare a visitare parenti e mangiare troppo, nonché nuotare nelle solite 3-4 spiagge raggiungibili, cos' altro potrei fare? Comprare una moto e vagare per l'isola come fotografo ambulante inquinante? O aspettare l'arrivo dell' ispirazione per scrivere romanzi? 10. Il tasso di criminalità. A me non è mai successo niente, ma le statistiche ci sono comunque... 11. Se non mi vanno bene le cose in Italia, potrei tornare in Puerto Rico anche dopo. Il contrario invece sarebbe molto difficile.
Non è una soluzione o un miglioramento, è un modo di mandare il mondo (me stesso compreso) a quel paese. Ma allora perchè ci penso?
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sabato 24 gennaio 2004
ore 18:16 (categoria:
"Riflessioni")
in certi momenti così...
Ho fatto un esperimento: vedere chi mi contatterebbe per propria iniziativa. Risposta: quasi nessuno. Alcuni parenti. Alcune faccende di lavoro. Un' amica che lavora all' estero per scrivermi che tempo faceva (quando qui fa anche peggio).
Ma quando fa tanto freddo, quando sono stufo della Grecia, a volte mi viene voglia di pensare a questo: perchè non cerco di stabilirmi nel Puerto Rico, di accettare il lavoro che Damaris (la mia cugina, 5 anni fa direttrice del Tribunale d'Appello Federale a San Juan) mi aveva suggerito di interprete del tribunale sovracitato? Non sarei obbligato ad abitare a San Juan, potrei abitare in qualche posto a distanza media tra lì e Humacao (il paesino dove abitano la maggior parte dei miei parenti residenti a P.R.). Così magari potrei stare vicino ai miei nonni nei loro ultimi anni di vita. E non dovrei più soffrire l'inverno e nemmeno preoccuparmi per questioni di visti e permessi di soggiorno.
Risposte: 1) perche non potrei portare la gatta con me. 2) perche non ho amici in Puerto Rico. 3) perche ogni volta che vado lì mi sento sempre più extraterrestre, per questo non sono tornato negli ultimi 5 anni. 4) perche anche i miei parenti ormai sono estranei per me. Anche se quando stavo lì mi dicevano "perchè non vieni qua a stabilirti?" quando non ci sono mica fanno il minimo sforzo per contattarmi, per farmi sentire che sarei benvenuto o che manco a qualcuno. 5) perche la vita in Puerto Rico è noiosa, inoltre la città di San Juan mi fa schifo (soltanto Atene e Napoli sono peggiori). 6) perche in tutta America Latina, eccetto per i tuoi amici più intimi, se non sai ballare sei uno zero e ti sentirai sempre uno schifo quando c'è festa. 7) dovrei fare un esame e poi beccarmi un periodo di addestramento nel Nuovo Messico (New Mexico per gli anglofoni) e non mi ricordo se era garantito che dopo mi spedirebbero in Puerto Rico 8) dovrei rinunciare a ogni amicizia che ho adesso, di fatto non sarebbe possibile mantenere i contatti dall' altro estremo del mondo.
Odio l'inverno Odio el invierno I hate winter Je déteste l'hiver Misò ton himona accicavolo, ho dimenticato come si dice "inverno" in romeno! Doppio minkjovic!
[n.d.r. = nota del raggioverde] = adesso mi sono ricordato. è "iarna". Quindi... urasc iarna! facciamo uno sconto sui "minkjovic", restiamo a 1,5!
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sabato 24 gennaio 2004
ore 17:25 (categoria:
"Vita Quotidiana")
Accidenti a questo inverno!
Temperatura ancora sotto zero, doppio maglione e doppi pantaloni anche in casa, stivali imbottiti fuori casa.
Ieri festa con paella e sangría dell' Istituto di Studi Spagnoli. Al contrario della festa dell' anno scorso, era una cavolata. Stavolta in gran parte la gente soltanto restava con chi conosceva già, beveva, e ballava. Per me il divertimento è basato sulla compagnia simpatica, e questa si dimostra attraverso la conversazione. Ballare non mi interessa minimamente. Probabilmente per questo avrò un semaforo verde per tutta la vita.
Forse in una situazione diversa sarei riuscito a lasciarmi andare, a divertirmi malgrado tutto. O forse tutto si deve al fatto che non ho più voglia di restare qui e non c'è niente di niente che potrebbe farmi cambiare idea. C'erano delle belle ragazze ma non sentivo voglia di sforzarmi per conoscerle. Servivo la paella e basta.
E la cosa più strana: al ritorno a casa non avevo sonno. Meno male, così ho potuto fare la doccia per togliermi di dosso la puzza dovuta alla quantità di fumo durante la festa. Non importa che mi sia tolto uno dei due maglioni all' inizio per chiuderlo nello sgabbuzzino... puzzava comunque!
Ho il riscaldamento acceso, porte e persiane chiuse, fa freddo comunque. Maledizione! Probabilmente anche stavolta dovrò pagare 535 euro per la bolletta della luce. E ho un sacco di lavoro da fare, zero voglia.
MINKJOVIC! Vado a bere un caffé... sperando di riavviarmi.
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venerdì 23 gennaio 2004
ore 11:20 (categoria:
"Pensieri")
Ecco chi siete...
Una breve descrizione di vari spritzini e spritzine -- scusatemi se non potevo classificarvi proprio tutti!
La Campionessa dei Messaggini: Kawasassi Miss Hip-Hop: Vampina La Casinista GiraItalia: Berimba Il Granduca dello Spritzenstein: Davidoff Herr President Humorist: Phelt Il Gelataio Filosofo: Tia77 L’Artista di Cucina (meglio che “ricettatrice”, no?): Gebra La Danzatrice del Ventre Piatto: Cherry-Lyn La CiaOrganizza e CiaOspita: Cia2003 La Fata del Corvetto: Morgana Lo Specchietto delle Mie Brame: Mirror La Scrittrice del Muro: Giulietta La Dietologa delle Immagini: Siviblond Conte Apollonio: Pensiero Il Bijoutino: Laurina La Madre Gattara: Zietta Il Surrealista Mancato: Alebanax La Data Vicina alla Mia: 5maggio L’Esperto dei Trasporti: Cori La Mediatrice che Mi Arresterà: Blue_mad La Regina dei Balcani: Solare La Poetessa: Adele Il Canzoniere: Momo Per Incasinare Tutto Ci Vuole un: Sicapunk Il Compagno di Squadra: RickyM L’Unico Politico per cui ho Lavorato Gratis: Fgth La Capitanessa: Corivorivo La Volontaria Giramondo: Sabir L’Avvocatessa degli Animali: Sally La Dottoressa degli Animali: Irenek La Prupratrice: Tita La Donna in Corriera con la Criniera: Leoncina La Figlia di Ferroviere Ricercatrice di Annunci: Jessicaus Il Brasileiro Volante: Rubens La Signora degli Archi e degli Occhi: Lucy La Pianista: Chiaruzka L’Elemento della Natura: Nevebianka Il Fiore da Nutrire con Vin Brulé: Asfodelo La Mia Sorella: Formia Le Prime Dame di Venezia: Uvetta, Gatagorda Mademoiselle Espoir: Pol7France Il Colonello con le Nutrie: Barotropico La Mia Barista Favorita: Strega Il Maresciallo dell’ Assurdità: D17 Il Cavaliere senza Paura: Lopez75 La Biodanzatrice Superenergetica: Maurazione L’Angioletto: E-Angel La Stella Splendente: Shiningsta L’Atomica Ambulante: Laura- L’Isola Pendolare: Chiara@ La Traduttrice di Qualità: Sgnaruz La Collega delle Rime: Emily La Spalla Comoda: Miss La Dea Quasiclandestina Sarda: Ceres
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giovedì 22 gennaio 2004
ore 19:24 (categoria:
"Riflessioni")
Casini della storia...
Gli aztechi si chiamavano davvero Méxica (si pronuncia come mescica, fa rima con vescica)... da lì viene il nome del Messico. Tutti gli altri li chiamano "aztechi" perche secondo la loro leggenda, loro venivano da una terra più a nord che si chiamava Aztlán, allora loro erano "azteca". Infatti, tra i nazionalisti latinoamericani più fanatici, c'è anche chi afferma che l'immigrazione attuale di messicani nel sud-ovest degli Stati Uniti non è nientemeno che il ritorno degli aztechi ad Aztlán! (cavolata enorme -- tra l'altro gli aztechi mica dominavano tutto il Messico di oggi)
Ad ovest del dominio dei Méxica, nella zona dello stato attuale di Michoacán, abitavano i Purépeche. Loro avevano sconfitto i Méxica in varie guerre grazie alla superiorità della loro metallurgia. Quando arrivarono i spagnoli,(in fondo la conquista del Messico era un' iniziativa personale di Cortés e i suoi capitani) i Purépeche rifiutarono l'offerta dei Méxica di allearsi a loro contro gli invasori. Arrivò anche da loro un gruppo di spagnoli, sperando di creare un' alleanza. Invece i Purépeche decisero di astenersi dal conflitto. Invece sí regalarono alcune giovani donne ad alcuni dei spagnoli, e durante il viaggio di ritorno i purépeche chiamavano gli spagnoli "tarascue", ovvero "generi". Da quel momento in poi il popolo e la lingua sono conosciuti col nome di "Tarasco".
Inoltre... il primo punto di terra messicana visto dagli Spagnoli, Cabo Catoche, si chiama così perche i primi indigeni che connobbero i spagnoli avevano detto al incontrarli "Ecab cotoch", ovvero "siete arrivati" nella loro lingua, il Chontal Maya.
E Cortés ed alleati non sarebbero mai riusciti a sconfiggere i Méxica se non fosse stato per l'aiuto del regno semiautonomo (e semiribelle) di Tlaxcala. Infatti nell' esercito di Cortés i Tlaxcaltecos ed altre etnie messicane formavano la stragrande maggioranza dei soldati.
Cortés aveva un'amante, la sua interprete Malinali (il nome di un mese del calendario indigeno), che apparteneva all' etnia Totonac (simili ai Méxica, parlavano un dialetto della stessa lingua, il Náhuatl), chiamata "Marina" dagli spagnoli. Per questo i Méxica chiamavano Cortés "Malinche" (il signore di Malinali)... invece nella mitologia popolare messicana, si ricorda lei come "La Malinche" e chiamare qualcuno "hijo de la Malinche" era diventato come dire "figlio di puttana".
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giovedì 22 gennaio 2004
ore 19:07 (categoria:
"Lavoro")
La proposta di Papandreou
Ho visto sul giornale ieri che Yorgos Papandreou, candidato del PASOK (movimento panellenico socialista -- fondato da suo padre Andreas Papandreou, primo ministro dal 1981 al 1989 e dal 1993 al 1996) a primo ministro nelle elezioni di marzo, ha proposto la sua soluzione per ridurre la disoccupazione tra i giovani:
sarebbe: per i lavoratori in possesso di maturità o diplomati fino a 24 anni e per i lavoratori laureati fino a 29 anni il loro datore di lavoro non dovrà pagare a loro i contributi per i primi 4 anni di lavoro!
Quindi... nessun tipo di assicurazione, nessun pagamento per l'eventuale pensione, nessuna forma di assistenza medica fino a quando si avrà 28 o 33 anni?
Parentesichioccioladueduezero ma questo sarebbe un socialista? E i vari leccascarpe del suo partito, contenti di non essere buttati nei rifiuti dal nuovo capo, lodano la sua proposta dicendo cose tipo "si tratta di impulsare i giovani a lavorare, anche senza assicurazione, per entrare nel mercato del lavoro ed imparare delle capacità..." E gli imprenditori, in questo caso, non licenzierebbero i lavoratori più "anziani" per assumere giovani privi di assicurazione? E chi ha dei problemi di salute, o sente il bisogno di qualche assicurazione o di contribuire alla propria pensione, dovrà pagare da solo come faccio io che sono ufficialmente autonomo?
Insomma, si esige che i lavoratori giovani non abbiano nessun diritto?
Ma andate a farvi imburrare tutti, Papandreou e chi ti ha consigliato di fare questa proposta! Neanche Berlusconi aveva fatto una proposta simile... VLAMMENE MALAKA! I pseudosocialisti diventano più destrosi della destra... era meglio restare con Simitis in testa!
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mercoledì 21 gennaio 2004
ore 18:17 (categoria:
"Lavoro")
Ho perso Udine
Quasi quasi me l'aspettavo. Dopo alcune volte che la ditta di traduzioni di Udine aveva criticato un pò esageratamente il mio lavoro, pensavo che potremmo anche arrivare al punto di bisticciare e mandarsi reciprocamente a quel paese. Invece tutto è successo di modo cortese. Ho annunciato al titolare che forse ci sarebbero presto le nuove quote migratorie, quindi volevo sapere se era ancora interessato ad assumermi.
Risposta: no, ha abbandonato l'idea di assumermi perche si sta orientando verso la scelta di qualcuno che domina il russo e possiede più esperienza nel campo tecnico. Sospetto: e se si trattasse del mio ex-collega russo a Napoli, ex ingegnere metallurgico, a cui avevo anche proposto di contattare questa ditta?
Quindi la possibilità di un lavoro in Italia si allontana sempre di più. Invece sembra più probabile che diventerò studente. Non ho ancora ricevuto una risposta dal programma di master a Venezia, vediamo cos' altro può risultare.
Avrei ancora un paio di carte ancora da giocare... vedremo.
Ogni suggerimento è sempre benvenuto.
Nel frattempo a volte mi sento al punto di ammalarmi, poi mi riprendo un pò. Schiena e piede continuano ad essere fonti di disagio.
Nel frattempo 1 cliente ha pagato e un altro ha verificato l'importo della fattura da pagare. Quindi tra un pò i clienti mi dovranno "soltanto" 2500 euro. Per quanto riguarda 1200 di loro non credo di avere molte speranze.
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martedì 20 gennaio 2004
ore 22:40 (categoria:
"Università / Scuola")
Cerco informazioni sui Master
Per la serie: volete aiutarmi a ridiventare studente? (e rendere ancora più attuale la mia foto di profilone)
Allora... chiunque sappia qualcosa dei programmi di Master dell' Università di Venezia e di Padova (anche se quello che mi sembra più interessante sarebbe quello di Immigrazione a Venezia) per favore mi contatti.
Non ho la minima idea di cosa dovrei fare per iscrivermi, quanto tempo durano queste cose, quanti studenti ci sono nel programma di Master, etc. Però mi sembra un' opportunità interessante.
Ricordiamo quale è il vero proposito: immigrare in Italia di modo permanente e fare un lavoro dove non sia obbligato a mettermi la cravatta.
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