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giovedì 15 gennaio 2009 - ore 17:26


Mono-Dia
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Faccio l’odiosa al telefono.
Mi chiedi cosa voglio di più dalla vita.
Un amore lucano, ovvio.
E mi sveglio con la voglia di vedere Tampere la mattina presto ghiacciata, l’odore dei boschi come in quel libro di Pincio, o scappare in biblioteca a scrivere dentro romanzi di un autore che cominci per B.
Oggi partorisco bambine in età prescolare con la gonna, al supermercato.

We were so dumb
Is this the part in the book that you wrote
Where I gotta come and save the day



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mercoledì 14 gennaio 2009 - ore 21:58


Fammi capire se almeno un’ora vuoi solo me.
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Il mio umore soffre di artrite.
Ci vorrebbero le terme o magari seminari di lezioni americane accoccolata alla tua poltrona.
E tu? Lo aspetti ancora Cary Grant?
Mi dico che non devo prendere decisioni, adesso.
Forse è colpa di tutte queste incongruenze che ci lasciano concavi e convessi nel punto sbagliato, anche se ho sempre odiato com-baciare. Mi bastavano i baci lunghi e profondi come abissi di Pier e amori da mettere in valigia...
Che se potessi scegliere un posto in cui andare a ripararmi, forse verrei da te. E forse non mi darebbe fastidio l’odore e l’umido della metro, gli accenti e la saccenza di una lingua che non mastico, la neve e quella sensazione strana di invisibilità mentre i piedi fanno male. E forse tu mi guariresti a cieli che piovono dal soffitto e Sylvia Plath in cucina che ci condanna a vivere sapendo che... è inverno qui.
E non diresti nulla a sentirmi camminare di notte nello spazio tra la lavatrice e il muro.
E’ tutta colpa di Saint Exupery.
Aspettavo la volpe e le rose.
Le persone credevo fossero solo mobilio, Bartlerboom.



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mercoledì 14 gennaio 2009 - ore 01:28


Signorina primavolta
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Non riesco a dormire.
E capisco mia madre che si lamenta quando passa le notti insonni, mentre mio padre accanto dorme profondamente.
Poi mi dico che non posso sempre finire a fagocitare tutto e tutti.
Che quando al ristorante ordini il tuo migliore amico o il tuo uomo, in conto ti verrà addebitato anche il loro lecito rancore.
E credo di far girare il mondo e di mettere a posto le cose guardando la Dandini che intervista Andreoli.
Un uomo, uno spavento.
E vorrei stendermici io, in quel divanetto rosso, e raccontare a Vergassola che perdo la terra sotto i piedi, stringo mani senza forza, che se ti penso non ho memoria del tuo calore.
Che finisco come in quel libro con l’angelo in copertina a lamentarmi che ho sempre voluto tutto, e sempre invece dovuto accontentarmi di qualche cosa.
Finirò un giorno di essere solo un romanzo di formazione?



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martedì 13 gennaio 2009 - ore 20:07


People are strange when you are a stranger
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Ci sono soprannomi e storpiature.
Ti leggo e penso
Che quello che mi hai affibiato mi ricorda la puntata di Beverly Hills in cui Valery spedisce un telegramma a Kelly fingendo che a scriverle sia Dylan, nel quale le chiede dopo lungo tempo, e lunga attesa anche della suddetta telespettatrice poco più che bambina, di andarlo a prendere all’aereoporto.
E lei resta lì trasognata e con il frigo aperto, mente a Brandon e si immagina di trovare Dylan fuori dall’aereoporto a dirle "ciao, straniera."
Deve essere la Tachipirina mischiata al latte caldo.
Tutto questo vaneggiare. E tornare indietro.
Ah, e io amo i bastard sons of Dioniso. Sì sì sì. E le loro camicie emo-grunge abbottonate.



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lunedì 12 gennaio 2009 - ore 00:21


Sillabari
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Allora Almitra chiese "Parlaci dell’amore".
E ci darono invece due posti con scarsa visibilità in un teatro troppo affollato, e da Paolo Poli e i suoi seguaci, andammo a lezione di tacco dodici e pois anni cinquanta.
E c’era Goffredo Parise a dare le spalle ai nostri pensieri malinconici, se il tempo passa e ci sono mani grandi e mani senza fine, ci sono attori in scena che provano ad essere donne, e i due spettatori uomini davanti a noi che stringendosi al buio provano solo ad essere innamorati.
E io resto abbracciata a te.
Stupido.



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sabato 10 gennaio 2009 - ore 16:19


Offro garanzie prive di vincoli
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Prevenire.
Il problema è stato sempre questo.
I semi di lino al primo accenno di raffreddore, i compiti fatti per i due giorni successivi, la crema solare, le prevendite, le ricerche su google maps, spiare l’uomo della propria vita, fare i regali di compleanno a chi non te li fa.
E poi ci mancava solo la Mentadent, in tenera età.
La mela verde-fastidio e il rumore nell’addentarla (senza contare il trauma della gengiva e l’antipatica porosità della buccia e l’acido del succo, dei quali non viene fatta menzione...)

E sono cresciuta prevenuta.
Come una vergine senza ascendente.


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venerdì 9 gennaio 2009 - ore 12:57


Superman finge
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Ci sono mattine senza coperchio e di occhi pesti e di pagine che si moltiplicano e di nausee senza riscontri certi.
Che vado a letto tardi e resto sveglia ancora di più per capire cosa sia peggio di diventare famoso, mentre Timi mi guarda, e dietro sembra esserci la bocca di uno squalo.
E poi ti dico che non ho niente, che se aprissi il vaso ora...Pandora mi denuncerebbe alla ruota della fortuna, e dovrei scontare la mia pena a fare la velina di Papi .
(Papi, capisci?! Neppure Mike Bongiorno che più rincoglionisce e più diventa simpatico e svela la fine del film nel mezzo dello sconcerto della sala).
E poi tutto questo rimuginare da pausa pranzo, il ruvido dei pizzoccheri sotto la lingua, questo appartenere che mi viene sempre a mancare.
Che lo sai che ho bisognodi poco.
Ma di nient’altro.



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giovedì 8 gennaio 2009 - ore 10:09


Live in Volvo
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Te lo chiedi mai?
Come quando non arrivi giusto in tempo per salire sul tuo treno e resti ad aspettare su un binario freddo con l’orologio zoppo.
Come in quei sogni che sei sempre un uomo, o quando la musica è finita.
E allora gli occhi mi diventano più piccoli con le canzoni che parlano delle arance. Mi diventano più lucidi mentre mi rigiro nel letto tutta la notte e sento quanto siamo di-versi e dist-anti.
E l’anima brucia più di quanto illumini.
Se tu mi tieni sempre chiusa fuori a chiave.



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mercoledì 7 gennaio 2009 - ore 19:45


Collo perfetto dimentica il frigo aperto.
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Canzoni ascoltate in macchina di nascosto da un vicino.
Gioco a un-due-tre-stella! con le mie aspirazioni, e sbuccio le arance col coltello in attesa di un’emozione sempre più indefinibile.
Non sono giorni questi.
Sono come quei contenitori per alimenti che Elisa finisce a far colare nel forno l’ultima sera dell’anno, stretta nei suoi pantaloni da uomo.
Mi chiedo quanto e se mi manchi, mentre mi sussurri che ti vengo in mente guardando un film.
Mi dico che un anno fa era tutto così in bilico, che solo a pensarci resto in punta di piedi.
Abbiamo tutti bisogno di una canzone di Nada o di un amico ad Amsterdam o di un ricordo verde come un drago per essere felici?
Mi hai sorpreso in una smorfia di dolore mentre pronunciavi il suo nome, ieri. Tre sillabe ed era come assistere ad una deflagrazione.

Dicono ci siano ragazze con i denti strani.



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lunedì 5 gennaio 2009 - ore 14:49


La canzonetta triste te la farò sentire
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Il freddo, il silenzio, un arancione intenso che mi racconti con poche parole scelte male, e pronunciate in fretta.
E quando riguardo la foto mi chiedo perchè ho indugiato così tanto a comprare quel biglietto e a seguirvi nella città più bella del mondo.
Poi lo so, perchè.
E lo sai anche tu.
C’era una cicatrice profonda che mi percorreva tutta come una Salerno Reggio Calabria. Un dolore pieno di buche e lavori in corso. Un dolore sempre in stato di avanzamento o rallentato per la non tempestività dei fondi. E i sassi dai cavalcavia e i caselli con le voci fredde.
E’ strano guarire, adesso, e lasciar vincere i Gatto Ciliegia contro il grande freddo.
Perchè a Roma si muore d’amore.



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