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sabato 16 ottobre 2010 - ore 01:08


Persa.sulla.lama.di.un’.idea.
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Ad Amburgo non abbiamo più fatto a tempo ad andare.
Le lezioni, il lavoro. L’università e la biblioteca.
Un mondo di Berlino Est e angeli col cappotto.
Fuori dalla mensa vendevano i libri usati, poi la caffetteria in Beethovenstrasse. Torte di cioccolato e caffè lungo.
Ti amavo la sera.
Amavo quel mio essere disperata.
Restare tutta la notte a studiare in biblioteca, uscire che piove. La porta dell’ascensore che si apre, e dimenticare sempre le chiavi.
Scrollarsi via la neve di dosso, lasciare gli stivali fuori dalla camera, mettere i Cure in sottofondo e il pigiama sopra al termosifone.
Fuori solo alberi. Fuori notti ubriache. Fuori i Nazi avanzati da una marcia fermata in tempo all’Hauptbahnhof.

Vorrei reimparare a tornare sola così.
Senza il pensiero.
Senza il desiderio
di un bambino ciccione sulle labbra.



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venerdì 15 ottobre 2010 - ore 00:42


un.due.tre.per.me.
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Sogni pericolanti. Che dovrei mettere elmetto e scarpe antinfortunistiche ogni volta che appoggio la testa sul cuscino.
Stanotte hai mandato un altro a fare il lavoro sporco.
Continuo a fare sempre lo stesso sogno.
Tu resti a margine, forse dentro l’armadio, avanzato da un nascondino del millenovecentottantacinque.
Chi contava, quella volta, sta ancora cercandoti dietro alle porte del salotto.
Non dirò niente, non svelerò il tuo nascondiglio. Mentre uno dei tanti mi violenta, resta vicino all’anta accostata, e guardami dritto negli occhi, bambino ciccione.
E quando lui si addormenta, esci a farmi assaggiare le tue dita sporche di cioccolato Galak, in cambio della verità su come nascono i bambini.



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mercoledì 13 ottobre 2010 - ore 13:58


Pasta.del.capitano.
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Chissà che una volta di più non lasci ogni cosa tale e quale com’è.
Scrissero della sua vita così.
Necrologi per fatine dei denti con un braccio spezzato.

Lo troverai domani, sotto al tuo cuscino.
E un english breakfast con cui soffocarti.
Dopo tutti i denti che hai perso.



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mercoledì 13 ottobre 2010 - ore 01:39


meglio.le.spalle.strette.
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Notti ad occhi aperti.
L’inquisizione e i tristi re cattolici.
Lo sai che ho bisogno di un posto.
Spezzo la frase e vado a capo.
Londra è lontana.

Quella notte ti ho detto.
Guardati intorno. E’ Londra al tramonto e con te ci sono io. E manchi solo tu.
Ma tu fai come l’inquisizione.
hai messo all’indice le mie spiagge.
bruceremo la riviera.
si sentirà fino a Camdentown odore di bruciato.
Eleonora ti scatterà una foto.
Leccherai le linee dei suo tatuaggi che le tormentano il braccio.
E la sua pancia che sa di preservativi in confezione promozionale.




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lunedì 9 agosto 2010 - ore 00:03


Non ti ho mai chiesto ’Posso fidarmi di te’
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Mi fai tornare qui.
C’è tanta polvere. Ci sono lenzuola a coprire i miei disastri, in ogni dove.
Rileggo. Questa parte di me.
La parte non dispari. La parte delle ricostruzioni e dei crolli.
La parte che tenevi per mano, che guardavi addormentata sul sedile ad ogni semaforo rosso quelle sere che la stanchezza mi chiudeva gli occhi. La parte che aveva una direzione, un segno. Poi lo ha perso. Poi ti ha perso. Poi è impazzita.

Poi si riesce a dire ancora ti amo.
E’ come il movimento involontario di chiusura delle palpebre.
Cambia il come.
La musica si è fermata con lui, sai? E io l’ho gridato. L’ho sussurrato. L’ho fatto scivolare come una bilia lungo la sua schiena.

Lui non me lo ha mai detto e non ricordo l’ultima volta che lo hai fatto tu.
Tu che eri così parco. Un romantico parsimonioso.

Ecco, stanotte torno qui, vinta, sconfitta. Cosciente di essere malata.
E mi piacerebbe risentirlo, mentre le mie braccia doppiano le tue costole.
Mentre un gatto bianco e nero gira per la stanza, e a farci dimenticare che ieri è passato c’è solo una canzone dei Massimo Volume.




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