avremo altri nomi e altri modi per perderli di nuovo.
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[ ELENCO ULTIMI COMMENTI RICEVUTI ]
lunedì 17 agosto 2009 - ore 22:03
Sbronzarsi con Numerio Negidio
(categoria: " Vita Quotidiana ")
La malvasia nei bicchieri. E l’impronta delle labbra.
E chiederne ancora, di vino ed ebbrezza, perchè la sera e la stanchezza si portino via tutto.
Aulo Agerio e il corriere Bartolini, mi aspettano sotto casa.
Pure il gin fatica ad intercedere per me. Con quel cuore che diventa santuario saltuario.
Luca mi sorride ed ordina ancora da bere.
Senza che ci sia nient’altro da fare.
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domenica 16 agosto 2009 - ore 21:27
Se una notte dinverno i Massimo Volume
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Tutto, finisce. Quello che è accaduto.
Leo, è questo che eravamo.
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venerdì 14 agosto 2009 - ore 23:11
Telepass
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Mi regali un libro che è rimasto più in giro per casa mia che nella biblioteca del paese. E io mi sciolgo, forse nemmeno per il caldo.
Se penso ad una notte a seguire l’odore del mare del nord, e la benzina che non basta mai. E il camogli e l’asfalto lucido.
L’autobahn che si fa attraversare senza pedaggio.
Dagli altri libertini.
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martedì 4 agosto 2009 - ore 21:45
Meno sessanta. Agosto è il mese più freddo dell’anno.
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Tengo le mani alle orecchie, anche se sono passati giorni dalla deflagrazione.
Il tempo che cammina all’indietro come un gambero.
Questo agosto che è sempre la stessa storia, anche se qui non è il Polo Sud.
Ti spingo a stare lontano da questa malattia che mi infetta.
Poi mi commuovo, e cerco conforto nello spazio tra il collo e la tua clavicola.
L’andropausa la cureremo con le Zigulì, penso ingorda. E una camera con gli alberi viola. E a farti girare come se fossi una Dresden Doll.
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mercoledì 29 luglio 2009 - ore 11:26
Adesso e per quando tornerà lincanto.
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Adesso lo so.
Cosè fare la cosa giusta fuori dalla tua porta.
Adesso, che può diventare possibile. Adesso, che non ci sono condizioni ma solo ansie ed emozioni sempre più indefinibili che aspetto. Adesso che me lo merito, dici.
E tempo di cercare casa.
E di non sprecare tanta grazia.
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martedì 28 luglio 2009 - ore 00:55
Ti piace Shubert?
(categoria: " Vita Quotidiana ")
La notte e i sottotitoli per i non udenti.
Lo stupore delluomo e della donna ha fatto di me un uomo, dice quello che dieci anni dopo farà il cameriere a Venezia con una fisarmonica conservata nellarmadio come pegno di gioco.
Il rosso del sangue. Il bianco e nero che fa parlare tutti nella lingua dei pesci. Il cinema Paris e la biblioteca.
E la notte, questa, che Berlino Est resta sveglia ad ascoltare Nick Cave. O forse la mia pancia che brontola.
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lunedì 27 luglio 2009 - ore 18:49
In weiter Ferne, so nah!
(categoria: " Vita Quotidiana ")
La gola secca e lattesa che mi piega.
Sono solo un contorno. Un film visto a metà e non finito per timore. Lodore dello Svelto in cucina. Un episodio di Squadra Speciale Lipsia trasmesso dopo il tigì due.
Le dita inciampano sui tasti neri. Le dita, come la maggior parte delle volte, somatizzano timori e sequenze mal digerite e ritardi e le chiavi dimenticate a casa.
Anche un anno fa aspettavo Berlino con il naso allinsù, come fanno i bambini per mangiare la neve.
Poi arriva un altro inverno e finisce sempre tutto a puttane.
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lunedì 20 luglio 2009 - ore 11:12
Dal vangelo secondo Emidio
(categoria: " Vita Quotidiana ")
"Mi stai a sentire?" mi dice a un certo punto offesa.
"Sembra non te ne freghi niente di quello che ti sto dicendo".
"Ti ascolto, Sonia", rispondo senza convinzione. "La tua è una storia terribile e non ci sono parole per...".
Lei non aspetta che io le trovi.
"Ci sono state le tue".
"Ma io non ti conosco neanche", le dico senza guardarla negli occhi. "La mia storia non parla di te".
Lei si tira immediatamente indetro. Gli occhi lucidi.
"Che c’entra?", dice con la voce rotta dal pianto.
"Che c’entra se non parla di me?"
(E.C.)
Lo leggo tutto d’un fiato. La maglia che mi si incolla alla schiena per il caldo che fa. Un bambino mi sbircia stretto nell’abbraccio della madre.
Lo leggo scendendo dal treno, rischiando di inciampare in mezzo a quel Parlamento putrido e vociante e pieno di odori e profumi che è Mestre, nel primo pomeriggio. Si discutono mozioni. Si formano commissioni extraparlamentari. Il fumo delle sigarette e il profumo delle brioches che viene dal posto ristoro, la giapponese che pensa di essere scesa a Venezia e cerca dell’acqua, una gondola, un canale.
Io mi perdo nella folla con un libro in mano.
L’ultimo dio mi racconta una buona novella.
Non parla di me, ma mi chiama per nome.

in foto il concerto de Le luci della centrale elettrica a Portogruaro.
Che c’è? Non si vede? Anch’io stentavo a riconoscerlo.
Ma tu non pensarci...ci pensa Vasco Brondi...
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