avremo altri nomi e altri modi per perderli di nuovo.
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[ ELENCO ULTIMI COMMENTI RICEVUTI ]
martedì 5 maggio 2009 - ore 14:28
Generazione mille euro a Colpo Grosso.
(categoria: " Vita Quotidiana ")
La ricomparsa delle ragazze Cin Cin su raidue.
Sono esperienze che cambiano la vita come gli avvistamenti degli Ufo. Come i discorsi seri che non arricchiscono nemmeno il cinema Italia visto che io non sono in grado di memorizzare un orario giusto per il film prescelto.
Quella luce strana che mi circonda da domenica.
Già, come la linea viola della pubblicità dellaids.
Che se mi conosci, mi eviti.
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domenica 3 maggio 2009 - ore 23:38
Promesse regalate telepaticamente
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Era un video di tanto tempo fa.
Che andavano ancora di moda le Onyx con la zeppa gigante e i jeans scampanati.
Cè un letto sfatto, una ragazza brutta e un tipo meno peggio e sopra il tavolo una provetta o qualcosa di simile che gorgoglia e viene illuminato di continuo e si confonde dietro alle immagini di repertorio di gioventù che si ribella o del Che, e i due che si disordinano un po per tutto...
E inutile cercare un perchè. Già Già.
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sabato 2 maggio 2009 - ore 15:25
Il visconte dimezzato.
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Ci sono città invisibili e nervi scoperti.
Ecco.
Ho fame.
Mi mangio Calvino. Intero e con la scorza.
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venerdì 1 maggio 2009 - ore 23:30
Checkpoint Charlie.
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Leffetto di protezione delle parti di un contratto.
Vorrei mescolare questo, nella camomilla dimenticata in cucina, o le ultime dieci pagine di Grammatik che non ho digerito, o il fuoco amico che in casa mia simula guerra fredda.
Stanotte che fuggirei da Berlino Est, come tutte le volte che mi sento tradita dalle incompatibilità sostanziali che riscontro ad aggirarmi nel buio di una stanza che sei tu.
Leo è qesto che siamo?
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giovedì 30 aprile 2009 - ore 12:09
Sorrisi di coccodrillo
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Cera un bambino che sorrideva.
Come si fa a ridere e mettere i primi denti, qui. Ho pensato.
Mentre Padova mi pioveva addosso, Valeria era in ritardo e luomo medio raggiunto il Despar della stazione si sentiva come in un bunker antiatomico.
Nemmeno ieri Padova mi ha mangiato.
La responsabile era magra e indifesa come la sorella di Moltheni.
Con una ricevuta in mano, per un attimo, mi sono chiesta cosa ci facessi lì.
E quanto latte avessi in frigo.
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martedì 28 aprile 2009 - ore 20:29
In ogni io che sei
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Trovo scheletri del mio armadio a fumare fuori dalla stazione di Treviso.
So di essere impallidita mentre mi avvicinavo allentrata e mi rendevo conto che fossi davvero tu, nonostante le voci alla Giovanna DArco ripetessero che tuo fratello ti somiglia.
Ho passato anni a riconoscerti di spalle.
Ho perso anni a piantare i ricordi come gli zecchini doro nel campo dei miracoli di Pinocchio, per cercare di salvare qualcosa che non fosse una canzone che salmodiava "Where is my mind?".
Your head will collapse
If theres nothing in it.
Mi cantavi, mentre mi lasciavo massacrare in pomeriggidi serrande abbassate.
Ti prego torna. Dico quando Freud ti semina nelle mie notti.
Da dove sei venuta. Dice la mattina successiva, la mia nausea.
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giovedì 23 aprile 2009 - ore 13:21
Siamo l’esercito del surf...
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Mi sogno ad aerografare onde sui muri di una città per vecchi.
Lo sai che ho la sindrome da banda Badermainoff e che certi film mi fanno male.
Mentre i documenti da firmare restano sopra la scrivania intonsi.
Mentre penso a tutti i progetti che finalmente vorrei vedere realizzati.
Mentre li dico sottovoce perchè ho sempre paura che facendo l’appello non rispondano più.
Che i tigli appassiscano come fiori.
Mentre penso a come raccoglierli.
Ich bin dick. Ich bin kein Mann.
Sì Sì.
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lunedì 20 aprile 2009 - ore 00:05
Non è sempre allegra, Superchiome....
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Mi rendo conto adesso,il pigiama storto e spaiato, lo spazzolino in mano, che non sono nemmeno sicura di come sia fatto un tiglio.
E che potrei esportare allestero prodotti di qualità come gli Offlaga Disco Pax. O i Giambonetti della Doria.
Che il mio cervello non lo venderei neanche al mercato nero.
Non è sempre allegra, Superchiome, ma è sempre attenta a tutto,
piena comè di pensieri affollatissimi e di riflessi conseguenti al trattamento della sua parrucchiera di paese.
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venerdì 17 aprile 2009 - ore 20:29
Lucciole perforano la notte. Le ritroviamo conficcate sulla nostra pelle.
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Il tempo ci scorre addosso.
Un po’ ci appiccica le dita come zucchero filato, che le ragnatele non sono dolci.
Fermi immagine e surgelati.
Il tuo corpo steso nudo e bianco, un torsolo di mela, fa eco qualcuno da lontano.
I profili delle tue mani. Quello strano modo di ridere. Le pellicine delle dita. Le felpe a righe. E una spilletta di Berlinguer.
E la sabbia, quando i Northpole ci disordinano a dicembre.
E l’Emilia quando ci piace piantare tutti.
E quando dici che tutto va bene ,che è come se mi avessero sventrato casa, e tu invece vieni a drizzare quadri sulle pareti fatte a pezzi dai terremoti miei.
E quando ti stringo, che c’è così poco da stringere che fra un po’ le braccia si doppiano, ma trovo sempre posti dove nascondere la testa e restare a bisticciare con le tue costole.
E quando penso e coniugo verbi adolescenti, come se fossero già grandi, poi penso a quanto siamo idioti, e scrollo la testa come un teletubbies.
Il tempo ci scorre addosso.
Pensare che è stata tutta colpa di Alberto Muffato o Vasco Brondi, un gin lemon e un film francese...
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giovedì 16 aprile 2009 - ore 10:01
La fantasia, il cinema, l’estate indiana...
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Resto incollata con la faccia alla tivù mentre l’orologio proietta ore a caso.
E’ la volontà puerile di respirare le cose.
Che mettiamo in bocca tutto ciò che ha una forma e un colore strano.
La suzione come senso primario dell’intelligenza.
Il ghiaccio nel Campari soda, dice.
La faccia incollata alla televisione e i capelli eletrizzati e il caffè e un brivido... a sentire il gusto, che non sapevo avessero, anche i suoi occhi, i capelli raccolti con una mano, le forme slabbrate dei corpi dal riflesso dell’acqua e il bianco e nero.
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