Che se ne parli bene o che se ne parli male,
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La cosa fondamentale nella vita non è evitare di cadere
ma imparare a rialzarsi ogni volta che si cade.

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Buon compleanno Sig. Blog. 

Ogni volta che mi arrivano mail dalla dubbia veridicità
vado a controllare in questo sito che non ne sbaglia una!!

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[ ELENCO ULTIMI COMMENTI RICEVUTI ]
giovedì 15 settembre 2005 - ore 03:07
"Quanto ti amo"
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Non servirà portare via l'armadio
dare la colpa a chi ti sta vicino
accusarmi di essere
ancora troppo bambino.
Non servirà sentire il tuo profumo
e poi svegliarsi tutte le mattine
adesso so cosa vuol dire
volerti senza fine.
Allora chi me lo fa fare
a non dormire tutte queste notti
e pensare sono stato io
a dire dài, rifletti
che non vederci per un po'
non può fare male più di tanto
adesso non si può tornare indietro
e adesso vorrei dirti quanto
ti amo, ti amo
anche se troppo spesso ancora litighiamo
però ti amo, ti amo
e adesso che sto qui da solo è così strano.
E odio quanto ti amo
eravamo tanto e adesso cosa siamo?
Te la ricordi la mia faccia strana
quando ho capito che era una sconfitta.
Io davo tutto per scontato
e tu rimanevi zitta quante inutili parole
quanti rimorsi trasformati in pianto.
Vorrei guardarti un'altra volta ancora
e piano piano dirti quanto
ti amo, ti amo
ma quale pausa adesso è chiaro che ti amo
e ti amo, ti amo
ma l'ho capito solo quando ti ho perduto.
E ti voglio ma non ti chiamo
perché ho sbagliato e non merito perdono
adesso odio quanto ti amo
eravamo tanto e adesso... non lo siamo...
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mercoledì 14 settembre 2005 - ore 22:46
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Come dice il buon
Calimero: invece di quel cazzutissimo di un
semaforo del menga che c'è nel profilone, non si può mica cacciarci 'na
rotonda?!
Visto e considerato anche il fatto che ormai i semafori non vanno più di moda...
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mercoledì 14 settembre 2005 - ore 20:29
I think I've to set my brain like this...
(categoria: " Vita Quotidiana ")
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mercoledì 14 settembre 2005 - ore 14:45
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Uff... oggi e domani a casa dal lavoro e con la casa libera, e me ne devo star rinchiuso quì per studiare... ma si può?! Eccheppalleeeeeeeeeeeeeeeeeeeeee!!!

Tutto ciò intervallato da una puntatina dal meccanico questa sera e a ritirare la busta paga domani mattina... se prima non c'avevo voglia, ora butterei tutto nel cesso! 'Fanculo.
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mercoledì 14 settembre 2005 - ore 02:08
Uhm... sì, credo che così possa andar bene!
(categoria: " Vita Quotidiana ")
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mercoledì 14 settembre 2005 - ore 01:15
(categoria: " Vita Quotidiana ")
DLIN DLON - "Giovanna, Giovanna alla cassa 2.
Giovanna alla cassa 2, grazie." - DLIN DLON
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martedì 13 settembre 2005 - ore 15:22
(categoria: " Vita Quotidiana ")
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martedì 13 settembre 2005 - ore 13:19
PS
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Quello quì sotto vuole solo essere uno sfogo a voce alta, niente di più.
Non voglio pacchette sulla spalla, parole confezionate e buttate là, non voglio niente di tutto ciò: voglio solo che i miei pensieri prendano forma e buttarli fuori, senza ovviamente dimenticarmene.
Che in questa situazione ci sia finito da solo o meno, a causa mia o no, da solo ne verrò fuori.
Stop... and let's go.
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martedì 13 settembre 2005 - ore 13:04
Cielo e fango
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Stai là, in piedi da un po' di tempo... quanto tempo? Un po'... giorni, mesi... forse anni... parecchi anni...
Sei caduto più di una volta, e ti sei sempre rialzato... ma è un po' che non cadi... mesi sicuramente...
Certamente ti sarai visto barcollare ma l'equilibrio non manca, no di certo...
E ti ritrovi sempre là, eretto, a guardare il cielo, e t'accorgi che pur così lontano da te ti sembra quasi di poterlo toccare... no, non lo tocchi: ci sei sopra di 3 metri...
E voli, felice... sì, felice... ogni tanto ritorni coi piedi per terra, ma va benissimo così...
Poi una mattina ti svegli e ti accorgi che ciò ch'è successo il giorno prima non era affatto un brutto sogno, quasi un incubo... e cerchi di capire... ma capire cosa? Non c'è niente da capire, solo accettare la realtà dei fatti...
Guardi in su, vedi il cielo sempre dello stesso colore, della stessa intensità, ma... è distante, molto distante, forse troppo...
Ti senti sempre in posizione eretta, ma c'è qualcosa di diverso, una sensazione di equilibrio strano, apparente...
Abbassi gli occhi e non ti vedi i piedi... dove sono? Stanno dietro di te, perchè ti ritrovi in ginocchio... ti si son piegate le gambe e ti ritrovi impantanato in una melma scura, appiccicosa, ed è sicuramente più facile rimanere in equilibrio in quelle condizioni che non s'una lastra di ghiaccio...
Ma se da un lato l'equilibrio non ti manca neppure in questa situazione, dall'altro fai una fatica tremenda per rialzarti, il fango t'intrappola gli arti e per venirne fuori ci vuole il triplo della fatica, devi raccogliere tutte le tue forze e nulla più, potrebbe splendere il sole anche per giorni e giorni ma da quella melma non se ne viene fuori comunque...
E sai perfettamente che solo tu puoi venirne fuori, senza l'aiuto di nessuno... solo tu conosci quella melma più di chiunque altro, perchè quello schifo stà lì solo per opera tua... e dovrai faticare tanto e tanto, perchè le gambe sono due, prima una e poi l'altra... perchè non puoi aiutarti con le mani che sennò t'invischi anche con quelle... perchè ogni sforzo disumano porta a piccoli e impercettibili movimenti, e non devi mollare, mai!
Ripensi a come ci sei finito dentro... stavi in piedi a vivere la tua vita, e non t'accorgevi che cazzata dopo cazzata attorno a te si stava creando questo lago di fango, non te ne accorgevi perchè volavi, perchè sotto i tuoi piedi c'era l'erba...
E pian pianino hai cominciato a rendertene conto, ma andavi oltre, e tornavi su... così, di punto in bianco, ti sei sentito ocillare, sempre di più, hai cercato invano un appiglio e non l'hai trovato, ti sei guardato intorno e non c'era più nessuno, che andandosene t'aveva dato il colpo di grazia urtandoti, e l'equilibrio se n'era bello che andato...
E ti sei risvegliato lì, in quelle condizioni, ad annaspare e calmarti, ad urlare e zittirti, a piangere ed asciugarti le lacrime, delle lacrime piene di tristezza e stanchezza, non ne puoi più, hai finito tutte le lacrime che avevi...
Il vuoto... tu, solo tu, a fare i conti con te stesso e nulla più... nell'immensità di un silenzio sconcertante che ti pervade dalle viscere...
E si ricomincia...
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martedì 13 settembre 2005 - ore 01:30
Che sia di buon auspicio...
(categoria: " Vita Quotidiana ")
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