Che se ne parli bene o che se ne parli male,
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La cosa fondamentale nella vita non è evitare di cadere
ma imparare a rialzarsi ogni volta che si cade.

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Ogni volta che mi arrivano mail dalla dubbia veridicità
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martedì 5 settembre 2006 - ore 13:19
Scopri l’oggetto misterioso...
(categoria: " Vita Quotidiana ")
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martedì 5 settembre 2006 - ore 13:07
Lorgasmo centanni fa.
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Quì di seguito dieci esempi che illustrano dove eravamo poco meno di centanni fa rispetto allorgasmo.
- Quasi tutti, compresi medici e donne istruite, erano certi che lorgasmo femminile non esistesse e che le donne appagate dal sesso fossero mentalmente malate, moralmente degenerate o ambedue le cose.
- Per la maggior parte delle persone lunica certezza sul sesso era che il maschio dovesse eiaculare il più rapidamente possibile allo scopo di finire in fretta il "lavoro sporco"; e, idealmente, di fecondare la femmina.
- La pratica della masturbazione, innocua e del tutto salutare, era considerata peccaminosa, psicologicamente corrotta e pericolosa dal punto di vista clinico. I medici erano così preoccupati dei suoi effetti da arrivare a inventarsi tranquillamente prove e sindromi per convincere le persone a smettere di praticarla.
- Quasi tutte le donne non sapevano di possedere un clitoride e, se erano al corrente della sua esistenza, dove fosse localizzato.
- La contracezione era considerata una piaga sociale, morale e medica (oggi molti cattolici, per i quali è ancora un peccato, la praticano comunque).
- I progressisti che consideravano lorgasmo non solo naturale ma anche un diritto per entrambi i sessi erano, in ogni caso, fortemente incerti se confidare il loro segreto alla classe operaia.
- I progressisti erano anche vittime di unopinione completamente falsa, secondo la quale lunico orgasmo degno di essere goduto era quello simultaneo, ottenuto solo tramite la penetrazione sessuale.
- Le persone istruite che credevano nellorgasmo femminile erano state convinte da Freud che lorgasmo clitorideo fosse "immaturo" e non desiderabile, e che la sola risposta sessuale valida e adulta fosse lorgasmo "vaginale".
- Non esisteva alcuna educazione sessuale per i bambini o gli adolescenti, ma solo disinformazione.
- Le donne violentate erano considerate a loro volta delle peccatrici e venivano legalmente e socialmente emarginate.
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venerdì 1 settembre 2006 - ore 16:40
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Gli uomini sono Playboy, le donne realiste.
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venerdì 1 settembre 2006 - ore 16:26
A proposito di... il mestiere più antico del mondo!
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Nellantica Roma la prostituzione ha sempre prosperato, alimentata dagli appetiti famelici dei suoi cittadini, uomini e donne. Secondo uno studioso degli anni 20, W. C. Firebaugh - che si pensa abbia coniato lespressione
"mestiere più antico del mondo" - a Roma la prostituzione era regolata da un complesso sistema per gradi, e le donne che praticavano la prostituzione appartenevano senza dubbio ai livelli inferiori della società.
Al grado più alto cerano le
delicatae, mantenute di uomini benestanti ed eminenti, le dirette equvalenti delle
hetaìrai grache. Seguivano le
famosae, figlie o anche mogli appartenenti a famiglie benestanti, che semplicemente amavano godersi il sesso fine a se stesso. Veniva poi la rispettata
meretrix, la prostituta di carriera, a pagamento. Le
prosedae attiravano i passanti davanti ai bordelli. Cerano poi le
nonariae, passeggiatrici notturne a cui era vietato farsi vedere prima dellora nona, le
mimae, attrici di mimo e quindi invariabilmente un po prostitute, e infine le
cymbalistriae (suonatrici di cembalo), le
ambubiae (cantanti) e le
citharistriae (arpiste), che come secondo lavoro si prostituivano.
Ancora più in basso si trovavano la
scortum, definita da Firebaugh una "comune adultera", le
scorta erratica, adultere peripatetiche che percorrevano le strade, le
busturiae, che si aggiravano per i funerali per assistere le prefiche, le
copae, cameriere che potevano essere ingaggiate dai viaggiatori come compagne di letto di una notte e dalle quali è derivato il verbo
"copulare", le
doris, prostitute di particolare bellezza che lavoravano nude, le
lupae, conosciute per il loro ululato particolare, simile a quello dei lupi, che emettevano quando raggiungevano, o fingevano di raggiungere, lorgasmo, o anche per la loro perizia con la lingua (a ricordo della lupa che leccò e nutrì Romolo e Remo).
Al gradino più basso di questa imponente collezione erano le
aelicariae, le ragazze delle panetterie, generalmente considerate come dei bordelli, in particolare quelle che vendevano dolci a forma di falli ( le
aelicariae attiravano i clienti quando il pane era in forno,
fornix, e da quì deriva lespressione
"fornicare"), le
noctiluae, un altro tipo di passeggiatrici notturne, le
blitidae, ragazze da taverna di classe inferiore, il cui nome deriva da una bevanda scadente venduta nei locali dove lavoravano, le
forarae, ragazze di campagna che frequentavano le strade maestre, le
gallinae, prostitute propense a rubare il portamonete dei clienti (e così chiamate per la loro inclinazione a prendere e a spargere tutto, come le galline), le
diobolares, ragazze che facevano sesso in cambio di due soli oboli, le
amasiae, amatrici entusiaste la cui ricompensa era il solo piacere sessuale, e per finire, al livello più infimo, cera il "reparto occasioni" della categoria rappresentato dalle
quadrantariae, le cui grazie non erano più tanto mercanteggiabili.
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martedì 29 agosto 2006 - ore 01:55
Solo quando capita...
(categoria: " Vita Quotidiana ")
La nostra vita è un continuo susseguirsi di eventi. Belli, brutti, indifferenti, dolorosi, piacevoli, effimeri, ridondanti, in una continua evoluzione (o a volte INvoluzione), ma in ogni modo è proprio il caso di dire che... "Nulla si crea, nulla si distrugge: tutto si trasforma". E pura Fisica e neanche delle più complesse: mi par di ricordare daver letto questa frase al primo anno del liceo.
Beh, ci sono degli eventi appunto che ti segnano la vita. E normale, spesso nemmeno ci si fa caso.
Altre volte invece ci si presta molta attenzione ed è proprio in questi singoli momenti che ci si sofferma a pensare e a riflettere.
Ti capita di dover portare delle stampelle, magari è pure la prima volta in vita tua, e ti accorgi di quanto cazzo è difficile fare qualsiasi cosa anche solo con un paio di stampelle in più. E non solo dal punto di vista fisico, ma pratico e operativo. Giri per strada e taccorgi che hai molti più sguardi addosso. Ti rendi conto che ricevi molta più attenzione in mezzo alla gente sono tutti più gentili, si spostano per farti passare, ma trovi anche tanta compassione e "purtroppo" ricevi più sorrisi del normale.
Allora ti fermi un attimo e pensi a quanto più bello sarebbe se fosse così anche nella normalità e non puoi far altro che crogiolarti in questi futili ed effimeri pensieri, perchè di soli pensieri si può parlare.
Ti capita di perdere una persona cara, a prescindere dal motivo che ha portato a tale conseguenza (un litigio, o magari la morte) e solo allora ripensi veramente a quanto tenevi a questa persona, a quante cose volevi dirle ma che non hai mai detto per timidezza, per superficialità, per orgoglio, o più semplicemente perchè tanto cè sempre tempo e allora si rimanda.
Ti capita di avere svariate occasioni, le cosiddette "occasioni da prendere al volo", ma sovente si tratta di cose per le quali è opportuno porre dei cambiamenti. E si sa: i cambiamenti non sono bazzecole, ci vogliono i coglioni e poi comunque "troverò senzaltro qualche altra occasione", ed effettivamente così è... e ti ritrovi poi a contare tutte le occasioni che hai sempre prontamente vagliato più o meno nel dettaglio e alle quali hai sempre glissato, e taccorgi che ormai è troppo tardi, anche se ce ne dovessero essere ancora.
E magari alla fin fine sopraggiungono pure i rimorsi e la malinconia, i rimpianti e i sensi di colpa. E ciò non è bene, nossignore.
Ti può capitare qualsiasi cosa dico io, ma la cosa fondamentale secondo me è una sola: fermati appena puoi, riflettici un po su quel tanto che basta per vedere con degli occhi pressochè lucidi, oggettivi o quantomeno obiettivi, senza esagerare per non correre il rischio di scivolare inevitabilmente nei trip mentali, e segui il tuo cuore, la tua testa, la tua pancia, qualsiasi cosa purchè parta da te stesso senza linfluenza di chicchesia o di chissà cosaltro, ma vai, seguilo, afferralo, o più semplicemente accarezzalo. Come magari puoi pure lasciarlo andare, ma sii convinto di ciò che fai. Perchè poi non potrai far altro che guardarti indietro, e se ogni volta che ti volti ti accorgi che lo fai con rammarico... allora sei perduto.
Feel yourself.
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sabato 26 agosto 2006 - ore 21:32
Alè, questa me mancava!!!


(categoria: " Vita Quotidiana ")
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domenica 20 agosto 2006 - ore 09:07
(categoria: " Vita Quotidiana ")
No, dico: ieri c’avevo il giorno libero e al mattino piove (niente giro in moto in montagna).
Poi nel pomeriggio/sera non si vede manco ’na nuvola.
Vado a letto alle 4:00 e ci sono ancora stelle a go-go.
Le previsioni per oggi dicevano sereno con eventualmente qualche velatura.
OVVIAMENTE anche oggi ho il giorno libero.
Questo è ciò che ci aspetta per oggi... ed è meglio che non aggiunga altro!
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venerdì 11 agosto 2006 - ore 13:18
Mai visto un batterista del genere!!! 

(categoria: " Vita Quotidiana ")
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giovedì 10 agosto 2006 - ore 03:05
The Rocky Horror Picture Show
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Questo è un film oserei dire... di nicchia!



Musical anni ’70/’80, molto particolare! Lodevole la colonna sonora, in particolar modo
Time Warp!


Clicca sulla foto!
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mercoledì 26 luglio 2006 - ore 20:43
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Ci sono attimi che ti possono cambiare la vita in un... "attimo", appunto.
Momenti che vorresti non finissero mai.
Ci possono essere cose migliori o peggiori del sesso, ma niente potrà mai essere come il sesso.
Ci sono dei fatti che speri non accadano ma che inevitabilmente, volente o nolente, capitano.
Ne paghi le conseguenze, giustamente, perchè così è, ma è quì che la faccenda si rivela interessante: puoi benissimo rimpiangere per sempre quanto t’è capitato, oppure fartene una ragione, senza per forza darne una spiegazione logica, accetti e basta.
Anzi: potresti anche trarne del benificio, perchè ormai bene o male ognuno di noi l’ha testato sulla propria pelle almeno una volta nella vita: anche nelle situazioni peggiori c’è del buono di cui godere.
E se è pur vero che i risultati positivi non potranno mai giungere nell’immediato, sicuramente arriveranno poi.
Ci sono persone sconosciute che ti possono segnare in un battibaleno, e magari senza più rivederle per tutta la vita.
E altre persone che conosci da una vita ma che non ti dicono proprio nulla.
Ebbene, signori miei, ci sono cose delle quali solo il destino ha potere decisionale.
Ma forse non tutti sanno che il destino ce lo creiamo noi.
Alcuni non la penseranno così, ma questo è il mio pensiero e NESSUNO ha alcun diritto di contraddirlo.
La cosa bella è che ognuno può dire la sua, senza imporlo agli altri.
Il libero arbitrio credo sia uno dei massimi diritti inalienabili dell’uomo, e purtroppo sovente viene letteralmente stracciato da chicchesia.
Ci sono cose di cui sono fermamente convinto, ma che poi, a distanza di anni, esperienze, fatti, eventi, situazioni, mi ritrovo a riconsiderare.
Non vuol dire annullare la propria identità: può anche esserlo, senza dubbio, ma potrebbe benissimo essere segno tangibile di crescita interiore, maturità, evoluzione.
Nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma.
Vogliate ignorarmi, sbeffeggiarmi, lodarmi, ma abbiate almeno le palle di dire la vostra.
E se riuscirete a farlo senza "calpestare" chi vi sta di fronte allora sarete degni di stima.
In caso contrario andrà bene comunque: il mondo è bello perchè è vario, anche se alle volte sembrerebbe più avariato che altro.
Il perdono è un pregio, una dote che non tutti si meritano, e che ancor meno è facile da porgere.
Così è, se vi pare.
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