Il mio cane che abbaia, abbaia, abbaia, abbaia, abbaia...
.. senza dimenticare Grace Papaia.
ABBIGLIAMENTO del GIORNO
Come un’adolescente in crisi di identità.
so anche essere così sportychic o trendychic, come dice la mia consulente d’immagine...
e poi sciatta, soprattutto sciatta... E maldestra, e mi macchio sempre...
... oppure faccio porcherie come questa...
... o quest’altra...
Diciamo che non ho una mia identità. Ma ho una mia moda..
ORA VORREI TANTO...
STO STUDIANDO...
Un modo per limitare il mio pericoloso autolesionismo
OGGI IL MIO UMORE E'...
Arranco... ma con stile.
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
PARANOIE
1) Dimenticare
MERAVIGLIE
1) ... l'instabilità del caso ... sapere che vivere nn è una teoria matematica e in ogni attimo tutto può essere rivoluzionato anche da una semplice frase...
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Stà bèa stèa fin doman finchè no rìva el sol Sciàra sto scuro e el me cuor orbo e pien de doeor Stà bèa stèa fin doman finchè no riva el sol Stea dell’universo Dime che no a ga perso a strada Dime che in scarsea ga sempre Un toco del me cuor Un toco del me amor
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C’è un attimo da fermare: chi lo riconosce è felice.
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"ARRANCARE: il lento, faticoso, deprimente ma determinato procedere di un uomo che non ha più niente nella vita tranne l’impulso di semplicemente continuare la lotta".
Per chi è arrivato tardi (ovvero dopo il 2007) su questo blog spieghiamo cosa sono gli Shaulismi. Parte tutto da Shaula, che è una stella della costellazione dello Scorpione. E io – chi mi conosce lo sa – sono una pesci ascendente scorpione. E poi il nome era bellissimo, suona come pieno di cristalli e profuma di autunno. Questo è il preambolo Gli ismi sono le mie filosofie e i miei stili, e ogni post è un ismo. Ci sono ismi per ogni cosa. In particolare però, quando si tratta di me, di pensieri parole opere e omissioni, allora si chiamano Shaulismi. Non è difficile, ma chi non sa non può sapere. E adesso sa.
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giovedì 24 giugno 2010 - ore 08:12
VeniShaula
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Vado a Venezia. Sono una che cerca di prendersi sempre per tempo, che odia essere in ritardo. Il treno, ho guardato, è alle 8.58. O alle 8.46. Potevo dormire di più, sono troppo veloce. Alle otto in punto ero già colazionata e docciata e vestita e non pettinata - me la son presa comoda. E allora temporeggio. Tanto la mia editrice mi aspetta in stazione alle 9.40, non ha senso che io vada prima - non trovo neanche i tabacchini aperti per prendere la marca da bollo. Lennesima spesa. Un giorno dovrò decidermi a scrivere a qualcuno, o a fare pezzo su sta storia. Ho dormito poco. In verità in verità vi dico, potevo alzarmi praticamente adesso. Mi sono svegliata alle 6.20. Lo so perché quando mi sono svegliata ho preso il cellulare, ho detto, spengo la sveglia tanto ormai... E invece erano le 6.20. Lavevo messa alle 7.30 - e a quellora mi sono alzata definitivamente. Alle 8 ero pronta. E aspetto.
Quanti numeri. Io che li odio.
Sono una brutta persona. Mi nascondo agli altri. In modo figurato e concreto, both. Sono una che non si conosce mai a fondo, isterica, controversa, nevrotica e confusa. E faccio arrabbiare anche la persona più buona del mondo.
Insomma, vado a venezia allOrdine con la faccia di una tossica che ha passato la notte in un cunicolo con i suoi dodici doberman affamati. Invece sono stata a casa a guardare mezzora di Colazione da Tiffany e poi a letto a leggere F&L. E a pensare.
Giorgy che corre felice sul prato nel suo bel mondo che pare fatato.
(categoria: " Vita Quotidiana ")
La grazia del Signore sia sempre con voi.
La grazia, quella lì, è un’altra cosa. Io ci spero, dato che la mia, di grazia, si dev’essere nascosta bene. Ultimamente sono ancora più maldestra del solito. Rovescio, sporco, rompo, dimentico, sbatto, ematomizzo. Eh già. La mattina mi sveglio con nuovi bozzi su gambe e braccia. A volte con dei tagli. Ho quasi 30 anni, dico. Non sarebbe ora di darsi una regolata?
Qui a casa, se qualcuno se lo domandasse, va bene.
Sembra che sia esplosa una bomba di vestiti, il disordine regna sovrano e il mio geranio sta tirando le cuoia, ma va bene. Ho un basilico che sembra una foresta - ho deciso di chiamarlo Evàristo, come Enrico Montesano in Grandi Magazzini, con l’accento sulla A.
La prossima settimana, caschi il mondo, vado a iscrivermi all’albo. Diventerò membro di un ordine - se mi accettano. Se non fosse per l’esborso sarei ancora più contenta. Alla fine entro per meriti, non per contributo economico. Entro per il lavoro svolto, per due anni di sofferenze, per avere qualche garanzia. Non per aver finanziato una causa. Eppure son sti 370 euro che, vi dirò, un po’ mi scoccia.
Ma sorridiamo, il mondo ha anche i suoi lati positivi.
Colgo l’occasione per dire che > LUI < è un mio amico.
Un mio amico davvero, no come quelli che dici "lo conosco". Lui è un mio amico. E sono tanto, tanto felice per lui. E orgogliosa. E felice. Ogni tanto le cose succedono alle persone giuste.
Divulgare una notizia incompleta e falsa. Lasciare che tutti ci credano senza rettificare. Insultare, durante unintervista, il proprio interlocutore che cerca di riportare sui binari della realtà. E ancora non cedere quando è palese che la notizia è falsa.
Roba da giornalismo bieco, volgare e che merita tutte le censure di cui questo mondo è capace.
Un conto è la legge bavaglio a chi fa informazione. Un altro è mettere a tacere chi non sa dare notizie senza gonfiarle e cercare solo la polemica.
Sono stanca di aprire alcuni giornali e chiedermi: ma sarà vero? Non dovrebbe succedere. Non è rispetto del lettore. Non è il giornalismo in cui credo io.
Io lo chiamo SCHIFO. Lo chiamo pestare merde e far finta di niente. E portarsi la puzza dietro per il resto della tua vita.
Problemi col sugo
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Problema
Silvia prepara il pranzo e decide di cucinare una pasta al sugo. Quello sulla padella non è sufficiente e decide di prenderne un po’ da un barattolo di plastica azzurro che ha in frigorifero. Visto che c’è prende anche il piatto con le zucchine. Ma mentre appoggia i due contenitori sul tavolo della cucina, il barattolo col sugo cade a terra. Il tappo si apre e il barattolo esplode verso l’alto.
Quesiti
- Quante cose riesce a sporcare un merda di barattolino che cade con una sola porzione di sugo all’interno?
Due pareti Un pavimento Una libreria Un termosifone Un divano Un pouff Una tenda Due cuscini da sedia Una giacca nera Una polo maniche lunghe Un tavolo Due sedie Una tovaglietta Una cartellina di documenti Due borse
- In quanti secondi Silvia viene presa dal panico?
Circa 5. I primi 4 sono serviti per la ricognizione delle macchie, il quinto per la bestemmia.
- Quanto tempo serve per pulire?
Un’ora e venti minuti. Intercalate da improperi di varia natura zoomorfa.
- Come si pulisce?
Sgrassante, spugna, scottex. Lavasecco, e moneta sonante. Olio di gomito. E bestemmie ovviamente.
Ti accorgi di avere un problema alimentare quando alle cinque e mezza di pomeriggio, presa dai morsi della fame, tiri fuori pancetta e crostini e ti metti a mangiare durante la stesura di un articolo.
Qualcuno parlerebbe di ossessione per il cibo e assenza di capacità di discernimento, nonché di un’assenza pressoché totale di forza di volontà.
Io parlo solo di addio alla dieta.
E poi lacrime di coccodrillo. Mi sento in colpa, mi sento terribilmente in colpa. Con me stessa, con le persone a cui giuro che mangerò sano e regolare, con mia madre che rimproveravo di farmi mangiare troppo a casa.
Ricomincio ad arrancare, è come andare in bicicletta, non ci si dimentica mai.
Keep Breathing lyrics - Ingrid Michaelson
The storm is coming but i dont mind. People are dying, i close my blinds.
All that i know is im breathing now.
I want to change the world...instead i sleep. I want to believe in more than you and me.
But all that i know is im breathing. All i can do is keep breathing. All we can do is keep breathing now.
All that i know is im breathing. All i can do is keep breathing. All we can do is keep breathing now.
All we can do is keep breathing All we can do is keep breathing All we can do is keep breathing All we can do is keep breathing. All we can do is keep breathing now.
Uno che ti dice "Hai mai pensato di rivolgerti a un analista?" vuole dirti che - dovresti andare da un analista - non devi andare da un analista punto di domanda?
Sono stata ordinatissima per quasi due mesi. Casa nuova, vita nuova. Non un capello fuori posto.
Ieri però dev’essere scoppiata una borsa di vestiti e sciarpe nelle vicinanze... Tutto d’un tratto ho trovato il soggiorno invaso di coloratissime cianfrusaglie. E ho scoperto che uso 4 giacche contemporaneamente. E che sono tutte adagiate sulle sedie o sul divano.
In compenso pulisco che è una meraviglia. Purtroppo il disordine cosmico annulla qualsiasi tentativo di dare una parvenza di normalità alla mia magione.
Sono più pigra di quel che pensavo. E detesto la raccolta differenziata. Il porta a porta che c’era a casa dei miei era più figo. Invece adesso devo fare almeno 50 metri per andare ai cassonetti. E mi annoia.
Sono arrivata alla conclusione che il disordine si nota molto perché la casa è piccola e lo spazio è quel che è, per cui è tutto sottosopra. Ma sono arrivata anche alla conclusione che se avessi più stanze a disposizione sarei capace di disseminare scarpe da ginnastica e maglioncini dal bagno alla cantina.
Santo cielo, il bagno. Il mio bagno è una cabina-armadio. Devo metterlo in ordine prima che vengano ospiti. - Silvia, posso usare il bagno? - Ma certo caro, è quello. - No, questo credo sia il ripostiglio. - Sorpresa, è proprio il bagno. Sposta la mia giaccona di lana, attraversa i trabocchetti delle t-shirt e supera senza voltarti il crogiolo di jeans. Quello che vedi lì in fondo è il wc. Buon divertimento.
Concludo con un’attestazione d’odio profondo C’è modo e modo di fare le pubblicità in tv di un programma tv. Si può far parlare una voce fuori campo, ad esempio. O mandare vecchi spezzoni di vecchie canzoni. O usare solo immagini e lasciare spazio alla fantasia del telespettatore. Ce ne sono, di possibilità, tante che è difficile raccontarle tutte.
Allora, porcogiudacane, perché fate cantare Paola Barale nella pubblicità della pupa e il secchione? Che la mattina accendo la tv e sento questa che stona una canzone per la quale basta avere più di due note in gola. Mica tutte e sette, ne bastano tre. Era proprio necessario far cantare la Barale? Perfino Papi sembra Claudio Villa.