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HO VISTO

I miei angeli custodi





STO ASCOLTANDO

Il mio cane che abbaia, abbaia, abbaia, abbaia, abbaia...



.. senza dimenticare Grace Papaia.


ABBIGLIAMENTO del GIORNO

Come un’adolescente in crisi di identità.



so anche essere così sportychic o trendychic, come dice la mia consulente d’immagine...



e poi sciatta, soprattutto sciatta... E maldestra, e mi macchio sempre...



... oppure faccio porcherie come questa...



... o quest’altra...



Diciamo che non ho una mia identità. Ma ho una mia moda..



ORA VORREI TANTO...




STO STUDIANDO...

Un modo per limitare il mio pericoloso autolesionismo

OGGI IL MIO UMORE E'...

Arranco... ma con stile.


ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...







PARANOIE


1) Dimenticare

MERAVIGLIE


1) ... l'instabilità del caso ... sapere che vivere nn è una teoria matematica e in ogni attimo tutto può essere rivoluzionato anche da una semplice frase...



********************


Stà bèa stèa fin doman finchè no rìva el sol
Sciàra sto scuro e el me cuor orbo e pien de doeor
Stà bèa stèa fin doman finchè no riva el sol
Stea dell’universo
Dime che no a ga perso a strada
Dime che in scarsea ga sempre
Un toco del me cuor
Un toco del me amor




***********************

C’è un attimo da fermare:
chi lo riconosce è felice.

***********************




"ARRANCARE: il lento, faticoso, deprimente ma determinato procedere di un uomo che non ha più niente nella vita tranne l’impulso di semplicemente continuare la lotta".



Per chi è arrivato tardi (ovvero dopo il 2007) su questo blog spieghiamo cosa sono gli Shaulismi. Parte tutto da Shaula, che è una stella della costellazione dello Scorpione. E io – chi mi conosce lo sa – sono una pesci ascendente scorpione. E poi il nome era bellissimo, suona come pieno di cristalli e profuma di autunno. Questo è il preambolo
Gli ismi sono le mie filosofie e i miei stili, e ogni post è un ismo. Ci sono ismi per ogni cosa. In particolare però, quando si tratta di me, di pensieri parole opere e omissioni, allora si chiamano Shaulismi.
Non è difficile, ma chi non sa non può sapere. E adesso sa.




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sabato 30 settembre 2006 - ore 14:11


Bloggismi
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Mi è stato intimato, da altri possessores di blog, di mollare il mio radicchioblog e passare al loro asparagoblog, con l’insensata, assurda, crudele motivazione che il mio è brutto.

BRUTTO???



Ci sono un sacco di cose brutte, so cosa vuol dire brutto. Il vomito è brutto. L’imega è brutta. Una fotocopia che esce con le righe nere è brutta. Un disegno tecnico di mio fratello è brutto.
Come ci sono un sacco di brutti (davvero brutti) blog su questo sito, e io li visito perchè la teoria dello schifo si è impadronita di me prima che io mi impadronissi della teoria dello schifo. Conosco i blog brutti, so come sono fatti. E so che il mio è bellissimo. Ne vado orgogliosa. Sono fiera del mio blog, come un padre che vede il figlio segnare 8 gol in una partita (ragazzi, i Cesaroni in quanto teoria dello schifo alla lunga diventano una droga).

Il mio blog non è brutto.
E siccome so che essi arriveranno a leggere da ospiti, li avviso che difenderò il mio radicchioblog con le unghie. E che gli asparagi non hanno mai fatto paura a un radicchio grintoso e impavido come il mio.

Guerra aperta.



A meno che non andiamo da Otto. Ma siccome poi divento monotematica, non ripeterò più la parola Otto per tutto il resto del post.

Stasera c’è la Festa dei 100, in cui ci si pesa prima della cena e a fine festa, e vince chi è ingrassato di più. Sì, non ha senso apparente, ma vi giuro che qualcosa sotto rimane, tra le pagine chiare e le pegine scure. Ormai le feste che facciamo a casa di Pappa stanno diventando denigranti, ci obblighiamo a ingrassare tra di noi mentre sappiamo benissimo che l’80% della compagnia è a dieta.
Me compresa, e me prima di tutti.

Ah. Da oggi credo ai fantasmi.



PS - Otto.

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giovedì 28 settembre 2006 - ore 20:32


Prestismi
(categoria: " Vita Quotidiana ")


ovvero
La relatività del termine "presto"

"Mi sono svegliato presto stamattina"

Cosa significa questa frase? Non tutti sanno che questa è una di quelle frasi slang, fa parte del gergo di una compagnia, di un gruppo. E’ una frase idiomatica. Sul serio. Se dici a uno "ho mangiato tanto" non puoi aver mangiato solo una galletta di riso. Invece il PRESTO ha una sua evoluzione sincronica e diacronica.
Il contesto influenza in modo massiccio tale esclamazione, ma sono soprattutto l’impatto sociale dell’emittente e il codice comunicativo a costruire l’effettivo significato della parola "presto". Il presto è estremamente relativo, bisogna essere predisposti alla parola presto. A qualcuno potrebbe dar fastidio sentire un "mi sono alzato presto saranno state le 8", quando lui si è alzato alle 6 e alle 8 era già in ufficio.
Ma forse è meglio fare degli esempi che chiariscano le diverse concezioni del "presto".



ESEMPI

"Mi sono svegliato davvero presto stamattina..."


Un qualunque lavoratore
Presto è variabile, e si situa tra le 7.00 e le 7.30, ogni lavoratore ha ovviamente differenti e personalissimi orari. Ovviamente, se un lavoratore dice di essersi svegliato presto, si è svegliato PRIMA del solito orario, e quindi ipotizziamo intorno alle 6.30. Che è davvero presto. E va rispettato.




Mio fratello
Mio fratello non dice mai la frase sopra citata. Mio fratello per andare a lavorare si alza alle 8.30, quindi quando non lavora si alza ancora più tardi, e per rispetto al resto della famiglia non dice mai di essersi alzato presto. E’ successo una volta che doveva andare a Milano. E’ stata un’esperienza tragica.

[Non possediamo diapositiva del fratello]

Gabri
Se dice presto, significa prima di pranzo. Può sbadigliare fino alle 2 di pomeriggio. Vive con i segni del cuscino sulle guance. Ha degli orari tutti suoi. Ho avanzato l’ipotesi che non possieda orologi e che la sua sveglia sia biologica, quindi dopo 8 ore che è disteso a letto. Solitamente non si sveglia prima delle 10. Una volta mi ha detto che si era svegliato prestissimo. L’orario citato si aggirava intorno alle 11.



Dany
Se esce la mattina alle 9 vuol dire che si è svegliata presto, davvero presto. Gli orari della Dany dipendono dai suoi tempi di preparazione, che battono di poco il record di traversata atlantica a nuoto. La Dany entra come esempio perchè non è importante a che ora si sia alzata, ma a che ora arriva. E il fatto che sia sempre in ritardo testimonia che si è alzata presto.



Maury
Dice sempre che si alza presto, che il padre lo tira giù dalla branda alle 7, e sbadiglia vistosamente. Ma nessuno ne ha le prove, oppure poi torna a letto. Quindi il suo presto non è valido. E’ un presto ipotizzato, nessuno tranne me ha visto Maury la mattina presto.



Io
Se dico che mi sveglio presto è intorno alle 7.45, cioè per andare in biblio a studiare. Se mi alzo prima la parola presto non è compresa nel mio vocabolario. Dalle mie labbra escono soltanto nomi di santi. Mi sono inserita come esempio per dare il buon esempio. Perchè come al solito sono una carinissima via di mezzo e metto d’accordo tutti. Sono proprio speciale.



Poi ci sono i vari

"Sono andato a letto presto ieri sera"
"Sono tornato a casa presto ieri sera"


A letto presto per qualcuno significa con le stelle, qualcuno con le campane della messa serale. E da questa frase dipende anche il "mi sono svegliato presto". Eh si, perchè uno che va a letto alle 5 e si sveglia alle 9, comunque ha dormito solo 4 ore. E, alla fine, si è alzato prestissimo, se fingiamo che il presto dipenda in parte dall’orario in cui ci si corica. Il termine "presto" risulta essere molto, molto relativo. Ognuno di noi ha un suo presto, che dipende da chi, come, dove, quando e perchè. Soprattutto perchè.






I riferimenti a cose e persone non sono casuali. C’è stata una minuziosa cernita precedente l’inserimento del post. Gli esempi utilizzati sono stati sfruttati a scopo meramente scientifico e catalogatorio - pregasi non arrabbiarsi con me perchè oggi mi sentivo simpatica.




E tu, di che "presto" sei?

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mercoledì 27 settembre 2006 - ore 12:45


Indovinellismi-ismi
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Indovina chi è in biblio da stamattina presto ( * ):

A - Dio
B - Satana
C - la Silvia
D - gli unni
E - una dondolibellula
F - Mordiroccia



Attenzione!
La risposta può essere multipla, e consente l’aggettivazione dei sostantivi. Fra le varie risposte lasciate qui sotto sarà sorteggiato un bricolì. Affrettatevi e rispondete numerosi.





Non mi ricordavo più dell’esistenza dei martedì sera. Li ho riscoperti ieri. E mi sa che li lascio in caldo a riposare per qualche tempo, non sono pronta a ripetere l’esperienza settimanalmente. O forse si. Ma magari non in prossimità di un esame, cristoddio.
Che bello svegliarsi con la consapevolezza di avere le migliori amiche che esistano - le migliori in assoluto. Quasi quasi brindo alle mie amiche. Ma non oggi. Se bevo uno spritz mi si ripropongono anche i vinelli di ieri. E non voglio fare la fine del Nonno Di Ricky Bizzarro.


Intanto prendiamo atto che alcuni dei miei compagni e/o carnefici di ieri sera sono qui sotto.

Istruzioni per l’uso e la raccolta dell’asparago




(* la relatività del termine "presto" verrà discussa in separata sede)

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martedì 26 settembre 2006 - ore 14:48


Shoppingismi
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Ho bisogno di un altro lavoro. Mi servono soldi. Non è possibile che le cose che piacciono a me costino sempre il doppio di quello che voglio spendere. Mi piace una maglia? Costa troppo. Mi piace un libro? Costa uno sproposito. Mi piace una cintura? Signori miei, una cintura al mercato non può costare cinquanta dico cinquanta euro. Non cercate di incularmi. Diamine. Vado al mercato perchè non posso comprare in negozio, non perchè mi diverte girare a vuoto e sentirmi povera povera.
Mi fanno sentire come se avessi perso completamente i contatti con il mondo.

Oppure succede che non ho i soldi per comprare una cosa, e poi riesco a risparmiare e ad averne un po’ da parte. Vado per comprarla e..

- il prezzo è triplicato
- non è più dove l’avevo vista
- non esiste più
- non è mai esistita

Oppure mi sento dire che quest’anno i jeans a zampa non li fanno più, non sono più di moda, vanno strettistrettistretti. Poniamo però che io non voglia e soprattutto non ti abbia chiesto jeans a zampa, e poniamo che io voglia semplicemente dei jeans attraverso i quali possa passare il mio quasi40 di piede. Poniamo anche che a me della moda interessi la minima parte, e cioè la simpatica umiliante omologazione a cui sottopone i trevigiani medi. Posso allora sapere dove cazzo posso trovare dei jeans normali che non costino tre volte il mio conto in banca?
Va bene tutto, ma se mi fanno cagare i jeans tanto di moda che si stringono come un laccio emostatico sulla caviglia, devo mettermeli lo stesso per poter ottenere una commessa che non mi guardi come un’aliena?

Puah. Moda. Anch’io sarei di moda, se solo me lo permettessero.


E, per sdrammatizzare la mia depressione quotidiana e per non pensare al saldo del mio bancomat, dal blog di Mist:

what european city do you belong?

You enjoy all that life has to offer, and you can appreciate the fine tastes and sites of Paris. You’re the perfect person to wander the streets of Paris aimlessly, enjoying architecture and a crepe.


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domenica 24 settembre 2006 - ore 11:08


Cinemismi
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Hai visto quello? Guarda quello, lo sapevo che alla fine andava lì. Secondo me adesso si baciano.
Quelli che al cinema fanno i loro commenti ad alta voce, per farsi sentire dai vicini, per suscitare ammirazione. Come se ne fossero accorti solo loro, che le mosche erano piccole automobiline blu. O come se l’intuizione del lieto fine fosse venuta a loro, come fossero stati loro a comunicarla ai responsabili Disney, ci manda lo zio Walt. Intollerabili. La ragazza di campagna seduta di fianco a me era di un arrogante senza limitazioni umane. Certo, anch’io sorridevo, non sono fatta di ghiaccio. Ma dal sorridere all’esplodere a ogni battuta lievemente ironica mi pare un eccesso, e in quanto eccesso io lo aborro.
Ho troppa stima di Maury per sbattergli in faccia le mie osservazioni quando sono così banali, come se le avessi viste e previste solo io. Quello che ai miei occhi è palese e limpido, lo sarà sicuramente anche per lui, non ho bisogno di esaltare le mie capacità intellettive e percettive. E so che gli provocherei fastidio, come lui sa che provocherebbe in me occhiate sadiche. Non vogliamo spiegazioni non richieste quando guardiamo una rappresentazione, di qualsiasi tipo essa sia. Non ci piace essere trattati come ingenui insipidi passivi spettatori che guardano senza vedere, e vedono senza osservare.
A noi piace fare la gara di citazioni. Trovare nei film (soprattutto parodici, comici o cartoonici) omaggi e derisioni è il nostro passatempo preferito, al cinema e a casa, con DVD e divano comodo coccolo.
I commenti lapalissiani, le annotazioni sciocche e banali, le lascio ai rivelatori di opache ottusità.



PS - andate a vedere Cars. Fa rabaltare dal ridere.










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giovedì 21 settembre 2006 - ore 21:33


Librismi
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Domani non sarò reperibile, non sarò dialogabile, non sarò parlante nè scrivente. Domani non ci sono nè su spritz, nè su msn, nè in biblio, nè al supermercato. Domani non mi trovate. Ovvio, per chi non mi ha mai cercato è impossibile e/o impensabile e/o indesiderabile trovarmi, non sono mica dappertutto - e meno male. Ma domani non ci sono. E chi dice chissenefrega non legga oltre, mi pare chiaro.
Per chi vuole schiattare d’invidia, invece, io domani sono a Pordenone, e più precisamente

>> QUI <<



Insomma, me la vado a spassare. Ho già scelto gli incontri a cui partecipare, sono abbastanza soddisfatta, anche se il giorno più stimolante, ricco ed interessante era il sabato, e io me lo perdo perchè lavoro. Questa smania di guadagnarmi da vivere. Ma se mi piace almeno la metà di quanto spero domenica torno per il Fight Writing, mi incuriosisce moltissimo.
Vorrei avere più tempo, vorrei non avere fretta di tornare, vorrei non avere un treno che aspetta. Vorrei sempre un sacco di cose.
Intanto domani vorrei andare a Pordenone, e domani ci vado.







ore 11.30 Palazzo Montereale Mantica
Per difesa e per amore. L’italiano oggi

Oggi siamo sommersi da un bla-bla-bla universale e sempre più intricato: parole che gridano da cartelli e manifesti pubblicitari, parole che ipnotizzano da radio e televisioni, parole del gergo internazionale, parole che riemergono dai dialetti, parole che s’intrufolano dai gerghi specialistici, con parole che si moltiplicano su internet e ci bombardano via sms... Gian Luigi Beccaria cercherà di raccontare ai lettori come difenderci da questo flusso continuo di parole

ore 15.00 - Palazzo Gregoris
Ignoti sensi

La superiorità attribuita al senso della vista nella cultura occidentale non è affatto universalmente condivisa. Nella sua indagine condotta secondo i criteri dell’”antropologia sensoriale” Alessandro Gusman non solo fornisce spunti di critica a tale impostazione, ma dimostra anche come non sia possibile accostarsi alle culture extraeuropee senza tener conto del loro modo diverso di percepire e quindi di leggere il mondo.


Sabi, chiamami quando finisci lezione.

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martedì 19 settembre 2006 - ore 20:49


Medievalismi
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Quante sono le parole che dal Medioevo si sono trascinate a noi, e perdurano nel nostro italiano corrente. Attila, vandalo, barbarie. O la locuzione parlare ostrogoto. Hanno cominciato loro a paragonare i bambini pasticcioni che sporcano per terra al flagello di Dio, Attila? Nel rinascimento, a quelli che facevano murales in centro storico, gli si dava dei vandali? Mille e passa anni fa, che diventano modi di dire di adesso, che diventano luoghi comuni. Come se parlare ostrogoto fosse più difficile che parlare arabo o mandarino, suvvia. Che vergogna ammettere che bastava cambiare testo di studio per apprezzare di più un’era che ho sempre detestato a priori. Che non volevo sentir nominare. Che non volevo studiare. Che ho lasciato dopo storia moderna e storia contemporanea, sciocca sciocchina.

E intanto qualcuno parte, qualcuno è triste, qualcuno ha voglia di bere, qualcuno vorrebbe uscire. E a me viene solo di inventare una barzelletta su c’era una volta un’invasione barbarica che andava verso Roma…



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domenica 17 settembre 2006 - ore 11:15


Lavorismi
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Ovvero - hai fatto la figa e adesso ti mancano i soldi e allora lavora.

Ieri è iniziato il mio nuovo lavoro bisettimanale. Io e i miei amici (abbiamo formato una squadra per gestire meglio l’evento) siamo i nuovi ragazzi del bar della curva. Esattamente: la curva del Treviso ha un delizioso baretto incastonato fra quattro cineree lamiere, il quale con grazia, eleganza e precisione serve panini co a soppressa, mortadea, birra paurosamente analcolica e il mitico, l’ercolico, il gladiatorico, l’invincibile Borghetti eroe dei due mondi – gli umani e gli ultras. Io che credevo di aver visto tutto dopo anni in un locale di pazzi ubriaconi, che credevo di conoscere il bevibile e lo scibile, che mi illudevo di conoscere tutte le razze d’uomo del sottoinsieme trevigiano. Invece le sorprese non hanno mai a finire, e lo stadio è un mirabilia urbis Treviso.
Il Borghetti è una specie di simbolo, se non bevi Borghetti sei out. “Go 30 euro, famme Borghetti” e tu conti quanti gliene stanno con i suoi 30 euro. Arrivano a prenderlo con la cartucciera, lo chiamano bomba a mano – anche se per lo più viene nominato al plurale – e se ne riempiono le tasche come fossero caramelle sul piattino stile Murano dello studio dentistico. Come chi, tutti. Uomini donne e fortunatamente non ancora bambini. E’ un’istituzione, nessun essere vivente dovrebbe essere privato della conoscenza del Borghetti. Io stessa mi vergogno per averlo ignorato per così tanto tempo. Borghetti my life.
Angelo vuole diventare azionista Borghetti.
Poi dovrei spezzare una lancia in sfavore della birra analcolica, che essendo anal dice da sé di essere una grossa, grossissima inculata. Ma non possiamo servire alcolici all’interno (tranne l’ancora di salvataggio del granitico colossale Borghetti da curva), e i tifosi sono obbligati a ubriacarsi prima di entrare, quindi in uno dei dodicimila bar che circondano lo stadio. Questa è la burocrazia.
Frasi come “ma siu novi? Ve spiego mi come che funziona, quando rivo me fasè forfetario!”, oppure “dai zia, portame do cartucce!”, o ancora “mora te spiego a prossima volta te porti e bire quee vere da casa e te e pago mi” non mi piegano e tantomeno mi spezzano. Le bestemmie si sono intensificate così tanto durante l’intervallo che le leggevo scritte in aria sopra la mia testa. Sono diventata una donna forte e resistente agli urti della curva. E ad alcuni invasati che ci volevano ribaltare il baracchino quando si è inceppato lo scontrino nella cassa. E ai denti dell’ultra, che però mi hanno provocato gli svatiati incubi di stanotte. Ma la divisa della pepsi è davvero fica.

Anche se ho fatto richiesta per avere le divise del Borghetti.




Ciao fioi, se vedemo el vintisinque.



E questa è per Maury, che mi ha portata fuori a cena ieri sera. E a casa alle 23.10. Una buona al giorno basta.

Mrs. Robinson - Simon & Garfunkel

And here’s to you, Mrs. Robinson,
Jesus loves you more than you will know.
God bless you, please Mrs. Robinson.
Heaven holds a place for those who pray,
Hey, hey, hey

We’d like to know a little bit about your for our files
We’d like to help you learn to help yourself.
Look around you all you see are sympathetic eyes,
Stroll around the grounds until you feel at home.

And here’s to you, Mrs. Robinson,
Jesus loves you more than you will know.
God bless you, please, Mrs. Robinson.
Heaven holds a place for those who pray,
Hey, hey, hey

Hide in the hiding place where no one ever goes.
Put it in your pantry with your cupcakes.
It’s a little secret just the Robinsons’ affair.
Most of all you’ve got to hide it from the kids.

Koo-koo-ka-choo, Mrs. Robinson,
Jesus loves you more than you will know.
God bless you, please, Mrs. Robinson.
Heaven holds a place for those who pray,
Hey, hey, hey

Sitting on a sofa on a Sunday afternoon.
Going to the candidate’s debate.
Laugh about it, shout about it
When you’ve got to choose
Every way you look at this you lose.

Where have you gone, Joe DiMaggio,
Our nation turns it’s lonely eyes to you.
What’s that you say, Mrs. Robinson.
Jotting Joe has left and gone away,
Hey hey hey


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mercoledì 13 settembre 2006 - ore 13:29


Gitismi
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Gitine fuori porta che ci hanno portati a portare le nostre eleganti figure nella ridente Marca Gioiosa

Il mio uomo



Contrariata per l’enorme vulcano che cresce su di me



Bellissimi. I miei capelli al vento soprattutto.



Foto artistiche







Lovely Fiesta



Faccina triste



Osteria di Milies. Il rosso di Milies. Il piatto di affettati di Milies. La fontana di Milies. L’uomo iperpeloso di Milies. L’aria e la natura di Milies. Gli alberi di milies.









Qui no. Ovunque altro si.
Noi a Milies.




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lunedì 11 settembre 2006 - ore 16:17


5 anni fa
(categoria: " Vita Quotidiana ")


A volte ci ripenso. E mi ricordo tutto perfettamente, ricordo com’ero vestita, ricordo ogni passo che ho fatto dalla stazione all’appartamento, con la borsa in spalla perchè non avevo ancora il trolley. Ricordo i miei amici che camminavano davanti e dietro di me, tutti di corsa, e poi le scale anche quelle di corsa, e aprire la porta di corsa, e tutti davanti alla TV. Ricordo chi c’era, ricordo le telefonate incredule, ricordo gli sms frettolosi. Pochi altri momenti sono così indelebili nella mia mente, così perfettamente chiari. E poche altre volte avrei preferito non assistere, non sapere niente.
Noi che non c’eravamo con le guerre, con la Resistenza, con il terrorismo rosso e nero, noi che siamo sempre stati la generazione che non aveva vissuto l’orrore, quelli per cui tutto era facile, e si aveva paura solo delle proprie paure.
Sono passati già 5 anni, e mi ricordo tutto come fosse successo l’altro ieri. Guardo foto di 5 anni fa e sembra che non sia passato del tempo, mi sento ancora davanti a un telegiornale, in un monolocale di Bologna, 8 persone, 8 amici con gli occhi lucidi che stringono i pugni. E ogni tanto qualcuno sussurra non è possibile dai è un montaggio è un film non ci credo... dai ragazzi non può essere vero...
Sentirsi uniti, piccoli. E grandi.



C’è un buco che non dovrebbe esserci, lì in mezzo. Non dovrebbe esserci. Mi ero detta, davanti a quel buco di macerie, la prossima volta che verrò a New York sarà diverso, sarà di nuovo un centro vitale, frenetico, vivo, pieno. E invece non sarà così, sarà ancora un buco immenso, un buco che fa male, fa piangere sempre. E’ un dolore che unisce ancora.




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