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ABBIGLIAMENTO
del GIORNO
solito


ORA VORREI TANTO...
spaccare la testa a qualcuno


IN QS PERIODO STO STUDIANDO...
cose interessanti


OGGI IL MIO UMORE E'...
nzomma


ORA VORREI TANTO...


ORA VORREI TANTO...


ORA VORREI TANTO...




PARANOIE
1)
2)
3)

 


MERAVIGLIE

1)
2)
3)
4)
5)
6)
7)





“Da parte mia, contro il male di vivere del topo nel tostapane o della falena spiaccicata sul radiatore non posso oppormi, ma contro il male fatto di proposito dai miei simili su altri miei simili, sì, mi sento di dover combattere: è poca cosa e non so a quali risultati porterà, ma so che è mio dovere farlo. ”

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i giorni linkati sono quelli che contengono interventi )


giovedì 13 novembre 2003
ore 20:43
(categoria: "Vita Quotidiana")



La realtà di Huntingdon Life Sciences




Huntingdon Life Sciences è il più grande laboratorio privato di sperimentazione su animali in Europa. Nelle sue tre sedi, due delle quali in Inghilterra e una in New Jersey (Usa), sono imprigionati 70.000 animali inclusi cani, gatti, scimmie, conigli, topi, cavalli e ovini. Ogni anno dentro HLS muoiono 180.000 animali - 500 ogni giorno.
Huntingdon sperimenta sugli animali per conto di multinazionali chimiche e farmaceutiche come Shell, Monsanto, Novartis, Bayer, Eli Lilly e DuPont con lo scopo di favorire l'immissione più rapida possibile dei loro prodotti sul mercato. Gli animali dentro Huntingdon vengono avvelenati e torturati per sperimentare pesticidi, erbicidi, detersivi, coloranti, farmaci e organismi genticamente modificati (OGM).


Segretezza e sofferenza
Il motto di HLS è "il vostro segreto è un nostro segreto", e per mantenerlo hanno una videosorveglianza 24 ore su 24, guardie e una recinzione alta 4 metri ricoperta da chilometri di filo spinato. Il motivo di tanta segretezza è facilmente comprensibile appena si scopre cosa avviene quotidianamente al suo interno.
In realtà i segreti di HLS sono stati più volte scoperti. Nel 1997 una giornalista di Channel 4, Zoe Broughton, lavorò per quattro mesi nella sezione beagle di HLS. Zoe filmò segretamente cuccioli di beagle avvelenati, presi a pugni sul muso e sbattuti contro i muri. Nel suo diario, pubblicato dal quotidiano The Guardian, scrisse "...cammino nella mia sezione e uno dei miei cuccioli, numero 1619, ha mezza pinta di feci rapprese e sanguinolente sparpagliate nella gabbia". Su questo cucciolo sono continuati gli esperimenti, fino alla sua morte.

Nello stesso anno, Michelle Rokke, attivista della associazione Peta, lavorò nei laboratori di HLS in New Jersey, e filmò scene di estrema crudeltà, tra cui una scimmia ancora viva a cui viene aperto completamente l'addome e i vivisettori che ridono mentre avvelenano cani con prodotti chimici inseriti tramite cannule direttamente nello stomaco. Questi esperimenti erano finanziati tra l'altro da Procter &Gamble e Colgate-Palmolive, che hanno subito cessato di utilizzare HLS appena scoppiò lo scandalo.

Da queste infiltrazioni, e da documenti fuoriusciti anonimamente dal laboratorio stesso, si è appreso anche di un esperimento finanziato dalla farmaceutica giapponese Yamanouchi per lo studio di farmaci antiartritici. Per questo esperimento, fermato dagli scandali, 37 beagle avrebbero dovuto avere una gamba segata in più punti e spezzata col fil di ferro.

In un rapporto scritto è invece annotato: "ho notato che l'animale aveva un buco nello stomaco, ma è stato diagnosticato sano e rimesso nella sua gabbia", mentre gli animali nella stanza 11 vengono definiti "marcescenti, ma ancora vivi".

Inoltre da altri documenti usciti anonimamente nel 2000 si è appreso di esperimenti su xenotrapianti (trapianti tra specie diverse) portati avanti per conto della Imutran, ditta controllata da Novartis. In più di 5 anni sono state sacrificate centinaia di scimmie e migliaia di maiali senza alcun risultato. Il 31% dei babbuini usati per questi trapianti di cuore sono morti entro 24 ore dall'operazione, spesso a causa di incompetenze e grossolani erori. Da questi dati, e ancor più dai crudi filmati, emerge chiara la realtà di Huntingdon Life Sciences: un laboratorio degli orrori!

"I cani erano impietriti e schiacciati in fondo alle loro gabbie. Stavano sul dorso, col corpo pressato contro la parete più lontana della gabbia. Le loro zampe erano in aria, e gli occhi mi imploravano di non portarli al laboratorio. Tutti i cani sono morti." (dal racconto di Michelle Rokke)


Incompetenza e falsificazioni
I lavoratori di HLS sono stati filmati mentre falsificano deliberatamente le dosi e i dati durante gli esperimenti. Uno di loro ha ammesso che "con quei dati ti ci puoi pulire il culo", mentre un altro alla domanda se quanto sta facendo è legale rispnde "non so, non ho visto niente, non si può provare..".
La vivisezione è inattendibile, nessun dato proveniente da esperimenti su animali può seriamente essere applicato agli umani. I vivisettori lo sanno bene, e se falsificano dosi e dati è solo per favorire le industrie chimiche e farmaceutiche, e far immettere i loro prodotti pericolosi sul mercato.

I dipendenti di HLS si sono mostrati non solo sadici, violenti e falsificatori, ma anche incompetenti nel loro stesso lavoro, e sono stati colti a lavorare sotto l'effetto di alcool o di droghe, fermati dalla polizia andando a lavorare in stato di ubriachezza. Queste persone, come tutti i vivisettori, non sono ricercatori e non lavorano per il benessere dell'umanità di cui tanto parlano. Questi sono soltanto degli aguzzini interessati al denaro.

La vivisezione è una menzogna, e HLS la sua orribile e concreta realtà.


Nessun controllo
I vivisettori si difendono spesso con la scusa di una assoluta necessità della sperimentazione animale, ma anche con la asserzione di lavorare seguendo la legge e rigidi protocolli. L'esistenza di commissioni che sorvegliano i laboratori può essere per i più ingenui considerata come una limitazione al sadismo dei vivisettori. Ma non è così.
Dal 1985 l'Home Office ha ispezionato HLS più di trenta volte, senza mai notare gli abusi descritti prima. In realtà queste commissioni di ispezione sono composte da ex-vivisettori, e le visite vengono annunciate. Zoe Broughton nei suoi quattro mesi dentro HLS racconta di due visite da parte di commissioni di ispezione. In entrambi i casi i dipendenti lo sapevano in anticipo, e in entrambi i casi gli "ispettori" hanno fatto una semplice chiacchierata con i vivisettori, osservando più i quadri ai muri che non gli animali nelle gabbie.

Dentro HLS le regole sulla sperimentazione vengono continuamente violate, e solo nel caso degli xenotrapianti sono state contate 520 violazioni senza alcuna conseguenza. Ciò prova che nessun controllo può limitare la vivisezione e nessuna commissione salverà gli animali.


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giovedì 13 novembre 2003
ore 20:39
(categoria: "Vita Quotidiana")



SHAC si è infiltrata alla Eli Lilly


Un attivista di SHAC ha lavorato per un periodo di tempo nei laboratori della farmaceutica Eli Lilly in Inghilterra, e ha reso noti gli esperimenti portati avanti da questa azienda assassina.



L'attivista ha trovato lavoro come tecnico di laboratorio nel centro di ricerca Eli Lilly di Windlesham, nel Surrey, e ha testimoniato che 36.000 animali vengono uccisi ogni anno dalla Lilly per esperimenti sulla cocaina! E pensare che la Lilly, come tutte le farmaceutiche par loro, ha sempre detto di fare ricerche assolutamente indispensabili per la salvezza dell'umanità.... Ma questo esempio va ad aggiungersi a tutti quelli che provano la vera faccia di queste multinazionali: aziende senza scrupoli, assetate di denaro, il cui unico scopo non è assolutamente guarire le malattie ma creare una società farmacodipendente, in cui le loro merci saranno sempre tra le più richieste. Ed è bene ricordare che la Lilly produce merci come il Prozac, psicofarmaco dannosissimo, una "pillola della felicità" che ha tra gli effetti collaterali paradossalmente anche crisi depressive e tentativi di suicidio.

Il motivo per cui SHAC ha scelto proprio la Lilly per questa infiltrazione è semplice, perché sono clienti di HLS. Non c'è niente che possa fermare la dterminazione di SHAC a creare qualunque tipo di problema a chi ha legami con HLS. E questo è un esempio che deve servire da monito per tutti i clienti di HLS.

L'attivista infiltrato negli infami laboratori della Lilly, ha preso parte ad un esperimento in cui 36.000 topi, ratti e cavie sono sacrificati in nome di un inganno. Altri esperimenti parte dello stesso programma sono condotti dai laboratori Lilly ad Indianapolis, ma su primati. Gli esperimenti erano divisi in più parti: effetti di composti sul comportamento, effetti di composti sul consumo di cibo e acqua, effetti di composti sull'immobilità in test di "nuoto forzato" (7.000 topi e ratti!), effetti dei composti su attacchi di vario tipo. Alcuni di questi esperimenti sono stati condotti su roditori di soli 4 giorni.

In alcuni degli esperimenti agli animali è stato danneggiato il cervello in più parti, e a molti le sostanze sono state iniettate direttamente nel cervello, anche per due volte al giorno per un periodo di 90 giorni. Criceti e ratti sono stati esposti alla luce per un periodo lungo 8 settimane. Topi sono stati esposti a suoni acuti per farli impazzire e creargli attacchi: il rumore li ha fatti correre impazziti, gli ha serrato i muscoli, causato deficienze respiratorie e morte.

Sembra assurdo che ad esperimenti di questo tipo, senza alcuna validità scientifica, e soprattutto su un composto come la cocaina, per cui si troverebbero sicuramente volontari umani su cui studiarne gli effetti, ricevano la necessaria autorizzazione. Ma questa è la realtà. Spesso chi concede queste autorizzazioni non legge nemmeno interamente i protocolli di ricerca che gli vengono inviati, e molte prove di questa leggerezza sono visibili anche sul sito www.laboratoricriminali.cjb.net. Almeno gli umani potrebbero dire quali sono gli effetti che provano, quali i disturbi etc., come sapere invece da un topo se ha la nausea? Visto anche che il topo non vomita...

Le foto in questa pagina e i video scaricabili dal sito di SHAC (a cui trovate un link) sono stati presi dall'infiltrato, senza che nessuno se ne accorgesse.

Questo è un avvertimento a tutti i clienti di HLS, visto che il prossimo laboratorio di cui si sapranno i segreti potrebbe essere il vostro!

Eli Lilly Italia, a seguito delle proteste davanti ai loro cancelli, ha sempre smentito per voce del suo responsabile relazioni Esterne ogni coinvolgimento con HLS (di cui invece ci sono prove tangibili) e ha sempre detto di attenersi a rigidi e seri protocolli di ricerca. Sarebbero forse questi i vostri rigidi protocolli, dott. Luciano Di Cecchi?

Fate sapere alla Lilly cosa ne pensate dei loro esperimenti e del loro convolgimento con HLS:

Eli Lilly Italia
via Gramsci 731
50109 Sesto Fiorentino (FI)

Tel verde: 800-864019
Fax verde: 800-864017











Cos'è SHAC:

Stop Huntingdon Animal Cruelty è una campagna nata nel 1999 dagli stessi animalisti che hanno fatto chiudere l'allevamento di cani beagle Consort e quello di gatti Hillgrove Farm.

La campagna per far chiudere HLS è cresciuta moltissimo, con migliaia di persone abbonate al loro bollettino, azioni e proteste quasi tutti i giorni e alcuni risultati che l'avvicinano alla vittoria. Colpendo i finanziatori, gli azionisti, le banche e gli operatori di borsa, SHAC ha causato un crollo nel valore finanziario di HLS. Le banche Nastwest e Royal Bank of Scotland, così come alcune finanziarie, molti azionisti e operatori di borsa hanno tagliato ogni legame con HLS, e adesso lo stanno facendo anche molti suoi clienti.

SHAC non volterà mai le spalle agli animali rinchiusi dentro Huntingdon. Ecco perché il movimento di liberazione animale si è unito e sta colpendo HLS sia localmente che a livello internazionale.

Cos'è HLS:

HLS è il più grande laboratorio di sperimentazione animale su contratto. Sperimentano erbicidi, pesticidi, farmaci e prodotti per la casa affinché le grandi industrie possano immettere i loro prodotti sul mercato velocemente e con poca spesa.

HLS è stato smascherato e denunciato cinque volte negli ultimi dieci anni per crudeltà sugli animali e per incompetenza, ed è stato provato più volte che al suo interno sono violate le leggi vigenti sulla sperimentazione.

All'interno di HLS muoiono 180.000 animali ogni anno.


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mercoledì 12 novembre 2003
ore 16:59
(categoria: "Riflessioni")


Le vittime di Via Prenestina

1.
Ottobre.
Una signora nota per strada un gatto.
E’ stato investito da un’auto.
Lo porta dal suo veterinario.
Ha le zampe fratturate.
La spina dorsale probabilmente danneggiata.
L’intervento ha un costo che la signora non puo’ permettersi.
Il veterinario (complimenti) consiglia di portarlo all’Asl.
La signora ce lo porta.
Le rispondono di recarsi presso un’altra Asl, che pare disponga di un pronto soccorso.
Mentre ci si reca, telefona al Canile Municipale.
Le rispondono di non poterlo accogliere.
Non sanno fornirle alcuna indicazione in merito a dove far curare l’animale (complimenti).
Arriva all’Asl indicata: non dispone di alcun pronto soccorso (complimenti).
Un Vigile Urbano (complimenti), pero’, si premura di consigliare alla signora di portare il gatto al “rifugio” Parrelli.
Detto fatto. Nessuna domanda: entrata immediata.
Il gatto, tra l’altro, proviene da una colonia felina. Esiste una legge (art. 11 della LR 34/97) che vieta questo genere di deportazione di gatti che vivono liberi. Il Parrelli, evidentemente, puo’ permettersi di considerarsi come sempre al di sopra delle leggi. I macellai che gestiscono questa discarica sanno bene quanto sia comodo il servizio che offrono.
Ai funzionari dell’ASL.
Ai Vigili.
Alla Polizia che cattura i pitbull con un pezzo di formaggio.
A chiunque altro sia stipendiato per controllare che non avvenga tutto cio’ che qui avviene, regolarmente, da trent’anni.
L’animale viene lasciato per 48 ore nelle condizioni in cui entra.
Nessuna visita veterinaria.
Nessuna cura.
48 ore, con zampe e schiena spezzate.
La signora vuole sapere come sta.
Telefona per due giorni al “rifugio”.
L’unica risposta e’ lo spudorato, ignobile, vergognoso messaggio registrato della segreteria del Parrelli, che informa chiunque chiami questo trioaio del fatto che sta subendo una “violenta campagna denigratoria”.
Sabato mattina, la signora si reca al Parrelli.
Incontra gli attivisti che protestano.
La convincono a farsi restituire l’animale.
L’animale viene restituito.
E’ sotto choc.
Puzza in una maniera indescrivibile.
DIVORATO DALLE LARVE.
Ha ancora addosso un assurdo cerotto, che la signora, per qualche motivo, gli aveva applicato sulla schiena, prima di consegnarlo ai macellai.
Immediatamente portato in clinica.
Ci vuole un’ora e mezza per togliergli i bigattini.
Le lastre confermano che ha la spina dorsale spezzata.
E un blocco renale.
Muore in meno di 24 ore.
… vuoi fare qualcosa per impedire che succeda ancora?


2.

Sempre ottobre, venerdi’ 3.
Una signora nota una randagia che corre per le strade del suo quartiere.
Decide di portarsela a casa. La cucciola, pero’, sporca in casa.
La signora, dopo 15 giorni, decide di sbarazzarsene.
17 ottobre: al Parrelli le porte sono sempre aperte.
La signora, evidentemente, non fa caso al cartello con cui i gestori, in questi giorni, irridono leggi, ASL e Ufficio Diritti Animali. Dopo una visita dell’Asl che ha riscontrato (potrebbe succedere ogni settimana, se venissero effettuati controlli degni di questo nome) l’ennesimo superamento del tetto massimo d’accoglienza, hanno affisso sui cancelli un cartello che recita testualmente: “Abbiamo superato il tetto massimo: portate cani e gatti all’Ufficio Diritti Animali”.
Nessuno dei delinquenti che fanno entrare l’animale domanda alla signora se e’ vaccinato, o da dove provenga.
Sbattuto chissa’ dove, rimane nel lager per quattro giorni.
A contatto con centinaia di altri animali.
Senza alcuna visita veterinaria.
18 ottobre: Il signor L. ama i cani.
E’ anche amico della signora che ha portato la cucciola al Parrelli.
Infatti, le ha dato lui l’indirizzo.
Gli hanno detto che e’ un bel posto.
Per caso, incontra una ragazza di ritorno dal presidio anti-Parrelli del sabato. Gli mostra un volantino.
Il signor L. pensa.
19 ottobre: il signor L. telefona al Parrelli. Chiede la restituzione della cucciola. Gli rispondono di passare a prendersela dopo un paio di giorni (un piccolo risultato delle proteste? Fino a poco tempo fa, con ogni probabilita’ gli avrebbero risposto senza problemi che l’animale era morto, o scappato).
21 ottobre: La cucciola esce dal lager.
Segue immediata visita dal veterinario. Le sue condizioni sembrano buone. Ha tre mesi e mezzo. Vuole solo giocare. Le feci sono un po’ fluide... s’incrociano le dita.
Ore 17: passa la notte in una clinica veterinaria.
22 ottobre: le viene riscontrata la gastroenterite.
23-24-25 ottobre: lotta tra la vita e la morte.
26 ottobre: muore alle 6.30 di mattina.
… vuoi fare qualcosa per impedire che succeda ancora?
… vuoi fare qualcosa per impedire che succeda ancora?

3.

Quattro cuccioli: meticci, due bianchi e due neri, fratelli, taglia media. Abbandonati.
Trovati da un ragazzo ai margini di un bosco vicino Velletri, che li ha portati nel posto sbagliato, l’unico che permette l’ingresso di animali non vaccinati, potenzialmente portatori di qualsiasi malattia, senza disporre di zone d’isolamento a salvaguardia dei cani e gatti già presenti: il Parrelli.

Venuti a conoscenza del fatto, alcuni attivisti si sono affrettati a chiederne la restituzione. Ventiquattro ore di permanenza nel maledetto lager. Una volta usciti, i cuccioli sono stati immediatamente portati in una clinica veterinaria, i cui responsabili, appena appresa la provenienza degli animali, hanno immediatamente espresso dubbi sul loro stato di salute.

Purtroppo, non sbagliavano: i cuccioli ricoverati se ne sono andati uno dopo l’altro nell’arco di una settimana, tra gli atroci dolori derivanti dalla parvoviros.

Forse vi sono entrati gia’ malati, forse hanno contratto la malattia durante la permanenza nel lager Parrelli. Non si puo’ dire. Tuttavia, non e’ difficile capire che l’errore e’ a monte: se i cuccioli erano già malati, farli entrare in un’are a che ospita altri cani significa aver permesso deliberatamente la Trasmissione della loro malattia a tutti gli altri animali con cui sono venuti a contatto. Se invece i cuccioli sono entrati sani, si sono ammalati dentro al sfottuto Parrelli. Nessun canile, nessun rifugio accetta animali non vaccinati se non possiede un’area di quarantena.

Il Parrelli lo fa.
Lo fa deliberatamente
Lo fa da piu’ di TRENT’ANNI.
E le sue vittime, pagano con la morte.
… vuoi fare qualcosa per impedire che succeda ancora?
… vuoi fare qualcosa per impedire che succeda ancora?
… vuoi fare qualcosa per impedire che succeda ancora?



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mercoledì 12 novembre 2003
ore 16:52
(categoria: "Vita Quotidiana")


Cos'è il Rifugio Parrelli

Il rifugio Parrelli è un canile, privato, di Roma (Via Prenestina 1085)...ma non un canile qualsiasi, il Parrelli è un lager per cani e gatti.
Da 40 anni il Parrelli accetta sempre e comunque animali, spesso li va perfino a prelevare da altre città, altre regioni...al Parrelli c'è sempre posto per tutti gli animali..animali che non ne usciranno mai più se non dentro un sacco nero.

Al Parrelli gli animali sono condannati ad una condizione indegna del loro status di esseri senzienti, sottoposti ad un trattamento inadeguato: malati, denutriti, alcuni agonizzanti, in pessime condizioni ambientali, igieniche e sanitarie, sottoposti a maltrattamenti fisici e psicologici continuati.

Al Parrelli non viene rispettata alcuna prassi di trasparenza e controllo sugli animali raccolti. Non sono censiti, registrati, neppure muniti di alcun segno di riconoscimento, e non e' dato in alcun modo risalire a quanti e quali animali entrino, escano, muoiano quotidianamente all'interno di quella struttura. In decine di casi, animali che per certo erano stati condotti in quel rifugio non sono stati piu' ritrovati all'interno della struttura, sono, cioe’, scomparsi, senza che la responsabile, interpellata a proposito, abbia mai voluto o potuto in alcun modo darne specificatamente conto.
Al Parrelli viene accolto qualsiasi animale, senza verificarne la provenienza, compresi cani e gatti di proprieta’, abbandonati illecitamente dai loro stessi proprietari, o gatti liberi, deportati indebitamente dalle loro colonie abituali, in aperta violazione degli articoli 11 e 15 della Legge Regionale 34/1997, dell'art.2 della Legge Nazionale 281/1991

Il Parrelli, contrariamente a quanto dichiarato pubblicamente negli avvisi, non ha mai attivato alcun sistema di adozione e anzi, una volta introdotti nel rifugio, cani e gatti non vengono piu' restituiti se non in casi del tutto eccezionali e a completa quanto arbitraria discrezionalita’ della proprietaria

Al Parrelli non esiste un tetto massimo per l'accoglienza, ne' e' posto alcun limite al numero di animali che possono permanere nella struttura.

Al Parrelli nè privati cittadini nè rappresentanti di associazioni animaliste possono entrare nemmeno in orario di apertura. Anzi, spesso non possono entrare nemmeno le persone che portano cibo o materiale

Al Parrelli gli animali reclusi non sono sottoposti a sterilizzazione, ne’ ad interventi sistematici di vaccinazione, profilassi e cura, cosa, quest' ultima, confermata dai medici veterinari che hanno avuto in cura alcuni animali prelevati nel rifugio. Come accade spesso in luoghi del genere, il controllo demografico sembra affidato prevalentemente alla selezione naturale e ad uno stato di malattie endemiche costante: gli animali piu' deboli, i piu' vecchi o malati sono tristemente lasciati alla loro sorte, spesso agonizzanti a lungo


Per queste ragioni negli anni moltissimi animalisti hanno cercato di fare qualcosa per questi animali..ma la lotta è ad armi impari..le denuncie sono cadute in un assordante silenzio..le visite dei NAS e della ASL pur non lasciando adito a dubbi sulla insalubrità del posto, non hanno portato a nulla.
L'Ufficio Diritti Animali di Roma si dice impotente perchè trattasi di proprietà privata, ma ciò non è vero..perchè la Legge Regionale Lazio n. 34 del 21/10/1997 all'art. 18 comma 4 recita "Entro ventiquattro mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge i canili privati o quelli gestiti dalle associazioni di volontariato animalista e per la protezione degli animali, non conformi alle norme igienico-sanitarie ed urbanistiche, devono essere chiusi. I cani ivi ricoverati sono trasferiti nei canili pubblici di cui alla presente legge"..la legge è entrata in vigore da 5 anni,..l'UDA dovrebbe essersela studiata nel frattempo!!

Nonostante tutto, un gruppo di animalisti ha deciso di agire in prima persona e di mettere in atto tutte le azioni possibili affinchè quel posto chiuda..
In queste pagine potrete trovare tutte le attività del gruppo, unitevi a noi per chiudere quel posto!
Sul sito LINKtroverete i documenti che inchiodano quel posto.



avete presente il canile che hanno fatto vedere su striscia???
Ecco...una cosa simile.


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mercoledì 12 novembre 2003
ore 16:35
(categoria: "Riflessioni")





Il corteo del 15 Novembre contro Morini e' un momento estremamente importante per ribadire la volonta' di centinaia e centinaia di persone che vogliono la chiusura totale di questo lager per animali.
Al corteo prenderanno parte manifestanti da tutta Italia, e anche attivisti di campagne simili in altri paesi d'Europa.

Non perdete l'occasione di aggiungere la vostra voce al grido che pretende la fine della vivisezione e la chiusura di Morini !

La campagna mediatica condotta dai politici di San Polo d'Enza e da altre rappresentanze che prendono le difese della Soprani e del suo lager vuole spudoratamente fermare le proteste. In queste ultime settimane, da quando abbiamo iniziato a pubblicizzare il corteo, e' stato un susseguirsi di inutili allarmismi da parte dei soliti politici locali, appoggiati da quei giornalisti che da tempo non perdono occasione per scrivere menzogne sul nostro conto. Si e' parlato di una calata di migliaia di animalisti che potrebbero mettere a ferro e fuoco il paese, ci sono stati inviti da parte della Confcommercio a serrare tutte le attivita' commerciali, richieste da parte di maggioranza e opposizione di vietare l'autorizzazione, e raccolte di firme all'interno del paese per vietare questo evento.

Come al solito si cerca di trasformare un problema che e' etico, in un mero problema di ordine pubblico. Le ragioni del corteo e della lotta passano in secondo piano di fronte allo spauracchio fuori luogo di assalti ai negozi di San Polo !

Le ragioni per cui indiciamo un corteo sono ben lungi dalla volonta' di danneggiare negozi a San Polo d'Enza. E sono le stesse per cui riteniamo importante che partecipi il piu' alto numero di persone.

La tensione da parte delle forze dell'ordine e' alta. La loro voglia di "farcela pagare" pure, e l'abbiamo gia' assaggiato il 5 Novembre con la brutale aggressione subita nel centro del paese da parte dei carabinieri. E gesti fuori luogo non verrebbero assolutamente tollerati e il corteo finirebbe con violenze da parte loro che non sarebbe possibile gestire (per la situazione concreta del piccolo paese).

Diamo ancora una volta la prova che non si puo' fermare la campagna con le minacce, con le menzogne o la violenza poliziesca: di fronte agli articoli apparsi sui giornali e ai servizi denigratori delle TV locali la risposta migliore e' partecipare anche se non si era previsto di farlo ... dimostrare che le loro mosse subdole non allontanano nessuno ma portano soltanto piu' voglia di chiudere il lager Morini !

Coordinamento Chiudere Morini



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mercoledì 12 novembre 2003
ore 13:58
(categoria: "Vita Quotidiana")




L'uomo e le sue macchine. Quaglia maciullata da una falciatrice

"Papà, cosa vuol dire necrofilo?"


L'arte della caccia: natura morta

Retaggio di riti celtici


Fermate il mondo voglio scendere!




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martedì 11 novembre 2003
ore 14:13
(categoria: "Vita Quotidiana")





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martedì 11 novembre 2003
ore 14:10
(categoria: "Vita Quotidiana")





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lunedì 10 novembre 2003
ore 00:19
(categoria: "Vita Quotidiana")



DIRITTO ALLA VITA
tratta dall'ultimo CD dei MAB, gruppo hardcore-punk, intitolato "La guerra infinita"



Ho il nero dentro me, ho il nero nella mente
Ho il bianco fuori me che mi dice che c'è gente
Ho il nero che è causato dal dolore e dalla rabbia
C'è il bianco di quel camice vicino che mi abbaglia

Di vivere la vita è un diritto che non ho
Gli elettrodi che ho in testa sono tutto quel che ho

E io con occhi tristi che imploro un anestetico
E altri occhi freddi mi danno un nuovo stimolo
Uno stimolo ai miei nervi un elettrodo tortura
E io non ho più forza ho solo pena e paura

Di vivere la vita è un diritto che non ho
Gli elettrodi che ho in testa sono tutto quel che ho

Il dolore è ormai troppo mi rimane la follia
Di questo esperimento di una vita non più mia
E io mi sento dire "che strano non reagisce"
Ma io non ho più forza, è la mia vita che finisce

Di vivere la vita è un diritto che non ho
Gli elettrodi che ho in testa sono tutto quel che ho

E io con occhi tristi che imploro la mia morte
Spero arrivi in fretta e mi apra queste porte
Le porte che mi chiudono in un mondo pieno d'odio
Le porte che ora chiudono questo laboratorio

Di vivere la vita è un diritto che non ho
Gli elettrodi che ho in testa sono tutto quel che ho


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lunedì 10 novembre 2003
ore 00:07
(categoria: "Vita Quotidiana")



"non c'è parola, in nessun linguaggio umano, capace di consolare le cavie che non sanno il perchè della loro morte"


Elsa Morante


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