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NICK: sally
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STO LEGGENDO
quello che devo scrivere


HO VISTO
tante cose


STO ASCOLTANDO
una canzone


ABBIGLIAMENTO
del GIORNO
solito


ORA VORREI TANTO...
spaccare la testa a qualcuno


IN QS PERIODO STO STUDIANDO...
cose interessanti


OGGI IL MIO UMORE E'...
nzomma


ORA VORREI TANTO...


ORA VORREI TANTO...


ORA VORREI TANTO...




PARANOIE
1)
2)
3)

 


MERAVIGLIE

1)
2)
3)
4)
5)
6)
7)





“Da parte mia, contro il male di vivere del topo nel tostapane o della falena spiaccicata sul radiatore non posso oppormi, ma contro il male fatto di proposito dai miei simili su altri miei simili, sì, mi sento di dover combattere: è poca cosa e non so a quali risultati porterà, ma so che è mio dovere farlo. ”

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ULTIMI 10 messaggi
(per leggere i precedenti naviga attraverso il calendarietto qui a destra:
i giorni linkati sono quelli che contengono interventi )


mercoledì 10 settembre 2003
ore 17:40
(categoria: "Vita Quotidiana")


...


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mercoledì 10 settembre 2003
ore 17:09
(categoria: "Vita Quotidiana")


Foto


non proprio presente(tempo fa), ma va bene cmq...


LEGGI I COMMENTI (5) - SEGNALA questo BLOG

mercoledì 10 settembre 2003
ore 14:36
(categoria: "Vita Quotidiana")


NO



LEGGI I COMMENTI (1) - SEGNALA questo BLOG

martedì 9 settembre 2003
ore 14:30
(categoria: "Fotografia e arte..")


Foto


un anno fa...


LEGGI I COMMENTI (5) - SEGNALA questo BLOG

martedì 9 settembre 2003
ore 14:14
(categoria: "Vita Quotidiana")


boycott benetton


Il 12 ottobre 1998 un servizio del Corriere della Sera a firma di Riccardo Orizio, denunciava che Bermuda, una fabbrica di Istambul che lavorava per il licenziatario turco di Benetton, impiegava manodopera infantile [bambini di eta' inferiore ai 14 anni].

L'impresa di Treviso si e' difesa sostenendo che non era a conoscenza del fatto, aggiungendo con orgoglio di aver sottoscritto nel 1994 un codice di comportamento ispirato alla " Fair Trade Chart ", emanato dall' OIL; ma e' risaputo che i codici di comportamento non sono di per se' garanzia, se nessuno ne verifica il rispetto.

In Argentina benetton oggi possiede 900000 ettari di terra per la produzione della lana, terra abitata da sempre dal popolo Mapuche che e' stato confinato in una striscia di terra dove le famiglie sono costrette a vivere in condizioni di sovraffollamento, diventando, talvolta, manodopera a basso costo.


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martedì 9 settembre 2003
ore 09:57
(categoria: "Vita Quotidiana")


Foto


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lunedì 8 settembre 2003
ore 21:18
(categoria: "Vita Quotidiana")





LEGGI I COMMENTI (2) - SEGNALA questo BLOG

lunedì 8 settembre 2003
ore 21:07
(categoria: "Vita Quotidiana")


Procter e Gamble
multinazionale di origine USA che lavora nel campo delle saponette, detersivi, dentifrici, pannolini, farmaceutici, cosmetici ma anche prodotti alimentari (patatine Pringles). È' presente con i marchi: Infasil bagno Igienico, Zest, Clerasil, Oil of Olaz, AZ, Kukident, Douss Douss, Lines Lei, Noxzema, Camay, Infasil Topexan, Keramine H, Panten, Ace Gentile, Lines, Tampax, Asciugatutto, Mia, Poffy, Senz'acqua, Tempo, Linidor, Pampers, Polin, Lenar, Ariel, Dara, Tide, Dash, Nelsen, Baleno, Mastro Lindo, Master Verde, WC, Spic & Span, Tuono, Viakal. Fa parte di un'associazione (Businnes Round Table) che ha lo scopo di fare pressione sul potere politico affinchè compia scelte economiche favorevoli alle grandi imprese; tra il '95 e il '96 ha versato ai politici americani 68325 dollari; finanzia sedicenti associazioni ambientaliste pronte a difendere temi favorevoli alle imprese; ha esercitato forti pressioni sulla FDA per ottenere l'autorizzazione ad impiegare Olestra. Nel 1996 una fuoriuscita di oli minerali nello stabilimento irlandese di Nenagh ha contaminato vari pozzi d'acqua, lasciando la gente senz'acqua per più di una settimana. Nel 1997 ha sostenuto l'associazione americana "Keep American Beautiful", creata dalle industrie di imbottigliamento con lo scopo di non far passare alcuna legge contro le bottiglie "usa e getta". Secondo la rivista Earth Island Journal, le patatine Pringles vendute in Nord-America contengono OGM. Nel 1999 ha annuciato la chiusura di 10 impianti in varie parti del mondo, licenziando 15000 dipendenti, pari al 15% della sua forza lavoro. Nel giugno del 1999 le imprese cosmetiche del gruppo: Cover Girl, Max Factor, Noxell, Olay, Pantene, Richardson Vicks e Vidal Sassoon sono state indicate da PETA come imprese che utilizzano semilavorati sperimentati abitualmente su animali.

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lunedì 8 settembre 2003
ore 20:40
(categoria: "Vita Quotidiana")


Shell




DOSIER SHELL
UCCIDERE PER IL PETROLIO
Centinaia di vittime, terre inquinate, villaggi decimati
GIVE SHELL HELL

PUOI ESSERE SICURO DELLA SHELL?

In questi ultimi 30 anni la Shell ha estratto più di duecento miliardi di sterline dalle terre degli Ogoni e di altri
gruppi etnici del delta del Niger. In cambio la popolazione Ogoni è stata sommersa dalla fuliggine, dai fumi e dai
fuochi dei pozzi di petrolio e di gas; ha visto l'allagamento e la rovina delle proprie terre coltivabili dal petrolio
estratto che ha reso sterile il territorio abitato dagli Ogoni. Quando gli abitanti Ogoni si sono ribellati, la Shell ha
fatto si che fossero inviati i militari causando così la morte di centinaia di persone.
TERRORISMO INTERNAZIONALE ?
Per la Shell gli Ogoni sono trascurabili, ma i profitti certamente no. Quando il petrolio si esaurirà i direttori delle
compagnie e gli azionisti nella fortezza Europa, sposteranno semplicemente le operazioni da un'altra parte. La Shell
si era gia aggiudicata una buona posizione nel hall of fame dei razzisti per il sostegno dato al regime dell'apartheid
in Sud Africa. Oggi come ieri continua a mantenere dei rigidi doppi-standard nel trattamento degli Africani rispetto
agli Europei. Cosa succederebbe se ad Aberdeen (Scozia) venissero uccise più di 1000 persone perchè stanno
facendo una pacifica manifestazione contro l'inquinamento che rende l'acqua non potabile e che non ne permette
l'uso in agricoltura ?
"Ancora una volta dalla mia cella imploro la comunità internazionale degli
uomini e delle donne di buon senso, di fare pressione sul governo nigeriano
affinchè la Shell fermi questa carneficina, questo genocidio".
Ken Saro Wiwa
(leader tribale degli Ogoni che si trova in prigione a causa di una montatura, in attesa della pena
capitale)
"La rete del potere multinazionale può essere disfatta dalla solidarietà e dalla resistenza che non
conosce frontiere - Dobbiamo rispondere alla globalizzazione del mercato con la globalizzazione della
protesta"
Arthur Scargill





SHELL: DI TUTTO, DI PIU'

La multinazionale anglo-olandese Shell ha ammesso di aver acquistato, ormai diversi anni fa, armi per dotare la polizia nigeriana
dell'equipaggiamento necessario alla difesa dei propri impianti petroliferi. Nega acquisti recenti. C'è chi la smentisce, è la
Humanitiex Nigeria, ditta nigeriana che si occupa d'importazione di armi, che ha chiesto un risarcimento di oltre un milione di
dollari accusando la Shell di "rottura di contratto". Nella denuncia presentata all'Alta Corte di Lagos c'è una deposizione scritta
e giurata di Gabriel Akinluyi, amministratore unico, nella quale dichiara che la Shell nel 1993 decise di fare un acquisto per
rinnovare le armi da fuoco delle forze di sicurezza del paese.

NIGRIZIA - APRILE 1996

NESSUNA LIBERTA' PER GLI OGONI

A un anno dall'impiccagione di Ken Saro-Wiwa e di 8 suoi compagni "gli arresti arbitrari, le torture e gli omicidi sono sempre
all'ordine del giorno per gli Ogoni", ricorda il giornale nigeriano dell'opposizione Tell. Le testimonianze raccolte dal settimanale
lo dimostrano. Robert Azibaola, responsabile di una ONG ambientalista, è stato sottoposto ad un duro interrogatorio per aver
chiesto di organizzare un incontro culturale in ricordo di Ken Saro-Wiwa, e gli è stato quindi vietato di tenere riunioni con più di
due persone. Akinaa Deesor, produttore radiofonico per l'emittente statale Rivers State Radio è in prigione dal 18 luglio 1996
per aver trasmesso una canzone tradizionale Ogoni.

TELL (Nigeria) - 18 NOVEMBRE 1996

IL CONSIGLIO MONDIALE DELLE CHIESE DENUNCIA LA SHELL

Con un durissimo rapporto di 196 pagine, intitolato "Ogoni: la lotta continua", il Consiglio Mondiale delle Chiese (WCC) ha
messo sotto accusa il governo nigeriano e la multinazionale petrolifera Shell per oppressione e devastazione ambientale, in
particolare nella regione del delta del Niger. A poco più di un anno dall'esecuzione del poeta nigeriano Ken Saro-Wiwa e di
altri otto attivisti del MOSOP (Movimento per la Sopravvivenza del Popolo Ogoni), si torna a parlare della drammatica
situazione del Paese africano governato dal generale Sanni Abacha e delle pesanti responsabilità delle compagnie petrolifere
occidentali nello sfruttamento e nelle condizioni inumane di vita dell'Ogoniland, la regione più colpita dall'inquinamento e dalla
repressione governativa.

"Negli scorsi 30 anni, si è stimato che 30 miliardi di dollari di petrolio sono stati estratti dall'Ogoniland, senza alcun relativo
beneficio per gli Ogoni. L'Ogoniland è impoverita e gli Ogoni, come altre minoranze produttrici di petrolio, hanno dovuto
sopportare l'oltraggio dell'inquinamento ambientale e della devastazione": così il rapporto preparato da Deborah Robinson -
membro dello Unit III ("Giustizia, Pace e Creato") del WCC ed inviata in Nigeria per valutare i danni provocati in una regione
ricchissima di petrolio, eppure estremamente povera come l'Ogoniland - descrive le condizioni in cui versa il delta del Niger. Le
continue trivellazioni, le enormi quantità di gas bruciato, le pioggie acide, lo smaltimento dei fanghi con incrostazioni di petrolio
che raggiungono il metro di spessore hanno definitivamente compromesso la situazione ambientale dell'area, colpendone
duramente gli oltre 550mila abitanti, come già denunciato dal MOSOP.

A seguito delle proteste e delle denuncie degli Ogoni per lo sfruttamento feroce della loro terra da parte del governo e dei suoi
partner commerciali (Shell, Mobil, Chevron), si è scatenata, infatti, una massiccia campagna repressiva che, secondo il
rapporto WCC, comprende intimidazioni, sequestri, arresti, torture, agguati e pestaggi tuttora in corso nei confronti di chiunque
si azzardi ad intralciare gli affari miliardari delle multinazionali del petrolio. Se si pensa che l'esportazione del greggio
rappresenta l'80% circa delle ricchezze del Paese, si capisce immediatamente quali e quanto ingenti siano gli interessi sotto il
petrolio nigeriano.

ADISTA - 08 FEBBRAIO 1997

ARROGANZA SHELL

La compagnia anglo-olandese Shell ha portato in tribunale il 21 gennaio 1997 Massimo Corbara di Sarsina (Forlì) titolare di
un'azienda di agriturismo. Motivo, la disdetta del contratto di fornitura di "gpl". Dice Massimo Corbara: "Le responsabilità della
multinazionale nell'impiccagione di Ken Saro-Wiwa sono state enormi, io avevo firmato il contratto pochi mesi prima. Ho
telefonato al rappresentante e gli ho detto di venire a riprendersi tutto. Mi hanno parlato di danni da pagare, risarcimenti. Poi è
emerso che il contratto che avevo firmato era già stato contestato dall'Antitrust di Amato, e il Giudice ha invitato la Shell a
ritirare le sue pretese, che da due milioni erano già scese a duecentomila lire". Massimo Corbara se l'è cavata col pagamento di
una semplice tassa governativa.

FAMIGLIA CRISTIANA - 19 FEBBRAIO 1997

SHELL: AVANTI NONOSTANTE TUTTO

A distanza di un anno e mezzo dalle esecuzioni - fa notare Greenpeace - la Shell non solo rifiuta di bloccare i propri investimenti
in Nigeria ma continua a fare affari con la giunta militare. Greenpeace ha pubblicato un rapporto, Shell-Shocked, che
documenta i costi ambientali e sociali della multinazionale in Nigeria. Nel delta del Niger, la Shell ha forato 96 pozzi petroliferi e
costruito 2 raffinerie, un complesso petrolchimico, una fabbrica di fertilizzanti e una ragnatela di oleodotti lunga quanto la
distanza tra Londra e New York.




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lunedì 8 settembre 2003
ore 17:46
(categoria: "Vita Quotidiana")


Nestlè


FATTURATO: 36.530 MILIARDI DI LIRE
AVENUE NESTLE' 55
CH-1800 VEVEY
SVIZZERA

Secondo l'UNICEF un milione e mezzo di bambini muoiono ogni anno poiché non vengono nutriti con il latte materno. E molti milioni in più di bambini si ammalano seriamente. L'allattamento al seno materno fornisce il migliore inizio alla vita per tutti i bambini, ma in una società di poveri costituisce un'indispensabile fonte di sopravvivenza. Le società che producono latte per bambini promuovono il loro prodotto presso mamme ed operatori sanitari, poiché si rendono conto che, se non riescono a far attecchire l'allattamento artificiale, non fanno affari. L'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) e l'UNICEF hanno un Codice Internazionale che proibisce ogni forma di promozione di latte per bambini. La Nestle' viola questo codice più frequentemente degli altri concorrenti.
Una delle strategie di maggior successo della Nestle' consiste in forniture gratuite di latte agli ospedali: allattare con il biberon i neonati favorisce l'insuccesso dell'allattamento naturale. Il bambino viene infatti a dipendere dal latte artificiale. Una volta a casa la madre deve comprare il latte da sé. In molte società ciò può costare più della metà dell'intero reddito familiare. Le madri povere a volte diluiscono eccessivamente il latte in polvere e ciò porta alla malnutrizione. In condizioni di povertà l'acqua mischiata al latte e' spesso malsana; porta a diarrea, disidratazione e spesso alla morte.
Il primo boicottaggio della Nestlé venne sospeso nel 1984, quando la Nestlé' promise di rispettare il Codice Internazionale. La Nestlé rinnegò subito la sua promessa, cosicché il boicottaggio venne nuovamente attivato nel 1988, concentrando l'azione sul prodotto più venduto e famoso della Nestlé, il Nescafè. La Nestlé ora ammette che le forniture gratuite sono dannose, ma si rifiuta di bloccarle negli ospedali, a meno che i governi facciano leggi in materia. La Nestlé' e' impegnata a far diminuire l'allattamento al seno materno allo scopo di vendere più latte in polvere.
Una risoluzione del 1986 dell'Assemblea Mondiale della Sanità aveva stabilito che: "nessuna fornitura, gratuita o con sussidio, di latte in polvere per bambini deve essere data agli ospedali o ai reparti maternità; il piccolo ammontare necessario dovrà essere acquistato dalle istituzioni".

Il boicottaggio della Nestlé sta funzionando ?
La Nestlé' e' chiaramente preoccupata per il danno alle sue vendite e alla sua reputazione. Il boicottaggio è appoggiato a livello internazionale da migliaia di persone, nonché da centinaia di organizzazioni, inclusa la Chiesa d'Inghilterra. Il boicottaggio continuerà finché la Nestlé' interromperà tutte le sue irresponsabili pratiche di commmercializzazione.

Cosa puoi fare:
- Non acquistare più Nescafè, e scrivi alla Nestle' dicendo che sostieni il boicottaggio.
- Distribuisci volantini sul boicottaggio.
- Chiedi a qualsiasi gruppo comunitario, sindacati, chiese ed altre organizzazioni di unirsi alla campagna.

COSA COMBINA NEL MONDO LA NESTLE'

REGIMI OPPRESSIVI: Nestlè ha filiali in Brasile, Cina, Colombia, Egitto, El Salvador, Guatemala, Honduras, India, Indonesia, Kenya, Libano, Messico, Papua Nuova Guinea, Filippine, Senegal, Sri Lanka, Turchia. L'Oreal è presente anche in Perù e Marocco.
RELAZIONI SINDACALI: nel 1989 i lavoratori di una fabbrica di cioccolato a Cacapava, Brasile, fecero sciopero. I lavoratori si lamentavano delle misere condizioni di lavoro, compresa la discriminazione verso le donne, la mancanza di indumenti protettivi e le inadeguate condizioni di sicurezza. Entro due mesi dall'inizio dello sciopero la compagnia aveva licenziato 40 dei suoi operai, compresa la maggior parte degli organizzatori dello sciopero.
COMMERCIALIZZAZIONE IRRESPONSABILE: recenti mosse della Nestlè nel campo del latte in polvere per neonati comprendono un'ulteriore violazione del Codice dell'OMS, cioè la pubblicità del suo nuovo latte ipo-allergenico, Good Start, negli USA. Si è saputo che alcuni neonati hanno sofferto di shock 'anafilattici', con pericolo per le loro vite, dopo essere stati nutriti con questo prodotto. Vedi anche il boicottaggio sotto.
TEST SU ANIMALI: L'Oreal è attualmente oggetto di boicottaggio per il suo uso continuato di test sugli animali. La stessa Nestlè è stata recentemente criticata dalla BUAV (antivivisezionisti inglesi) per aver fatto test di cancerogenicità del suo caffè su topi.
CAMPAGNA DI BOICOTTAGGIO: la Nestlè è attualmente oggetto di un boicottaggio mondiale per la pubblicità irresponsabile del latte in polvere, e L'Oreal per i test sugli animali.

PRODOTTI DI CONSUMO DELLA NESTLE'

E' presente con i marchi:
Acqua brillante Recoaro, After Height, Alemagna, Antica Gelateria del Corso, Baci, Bella Napoli, Buitoni, Belté, Berni, Cacao Perugina, Cappuccino, Chef, Contadina, Cheerios, Chinò, Chocapic, Ciocoblocco, Caludia, Condipasta, Condiriso, Gourmet, Dorè, Ecco... Franck, Fiorello, Fido, Fontelimpia, Friskies, Fruttolo, Galak, Gingerino Recoaro, Gold Krisp, Guigoz, King, Kit Kat, La Cremeria Motta, la Valle degli Orti, Le Ore liete, Perugina, Levissima, LC1, Limpia, Lion, Lingotto, Locatelli, Lora Recoaro, Maggi, Malto Kneipp, Mare Fresco, Miglioli, Mio Locatelli, Mio Yougurt, Mirage, Motta (gelati), Nescafè, Nesquil, Nestea, Nestlé, Nestum, One-O-One, Orzoro, Panna, Pejo, Perrier, Perugina, Pezzullo, Pizzaiola Locatelli, Quality Street, Recoaro, Sanbernardo, Sanpellegrino, Sanbitter, Sasso, Santa Maria, Santa Rica, Surgela, Trio, Ulmeta, Vera, Vismara, Voglia di Pizza, anche la licenza di commercio dell'acqua Fiuggi



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