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Sono rimasto impantanato a metà di un numero di "Dragonero". La cosa mi turba...

HO VISTO

La negligenza e la sincerità; la furbizia becera e la dedizione;
lo sclero e l’amore.

Ma anche vari episodi di "Paw Patrol": in parole pavore, un cartone animato su cani che fanno cose da cristiani.

STO ASCOLTANDO

L’autoradio, andando a scuola.
Lo stereo del soggiorno, quando sono a casa da solo.
Il piccolo lettore audio messo in cucina da mia moglie, per ascoltare radiogiornali funesti, canzoni leggere e anche storie per i pupi, per niente funeste.

ABBIGLIAMENTO del GIORNO

Elegantino, quando lavoro.
Da sìngano, appena torno a casa.

ORA VORREI TANTO...

Che tutto andasse sempre bene. Anche in futuro.
Rimanere calmo e compassato. Sempre.
Avòjja!

STO STUDIANDO...

Le possibili soluzioni per tenere a bada 25 e passa tosetti in maniera che imparino anche qualcosa.
Ogni giorno, eh.

OGGI IL MIO UMORE E'...

Speranzoso...così dev’essere.

ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...







PARANOIE


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MERAVIGLIE


1) una meraviglia? guardare mia nonna che a 93 anni arroscisce quando le dò un bacio..



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"SPINGERE UN MASSO CONTROCORRENTE...
MEGLIO DELLA COERENZA DI CHI NON CREDE IN NIENTE."




mercoledì 16 novembre 2005 - ore 15:25



(categoria: " Pensieri ")


Hope in the face of our human distress
Helps us to understand the turbulence deep inside
That takes hold of our lives
Shame and disgrace over mental unrest
Keeps us from saving those we love


(Petrucci)

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lunedì 14 novembre 2005 - ore 16:21


Roll over Batman - a.k.a. tutto è relativo
(categoria: " Vita Quotidiana ")




"Ma sémo noaltri imbambìi, o xée ’e fémane catìve?";
Il bello è che può funzionare anche al contrario:
"Ma sémo noaltre imbambìe, o xéi i òmani catìvi?";

Però, invece di cercare una risposta per gli amletìsmi di cui sopra (propostici da un amico ieri sera davanti alla tivvù), ora voglio mettere sulla carta (?) altri questi, di caratura esistenziale non meno soverchiante.

1) Se Batman si porta sempre addosso una corazza antiproiettile da trecentomila dollari, perché quando Liam Neeson lo prende a pugni nello stomaco lui fa "Ouch"?

2) Se quando gli abitanti di Gotham vengono infettati dalla tossina allucinogena cominciano tutti a schizzare e ad urlare come invasati, perché invece la tipa di Dawson’s Creek resta calma e silenziosa nella Batmobile fino a che Batman non le porta l’antidoto?

3) Come si fa a planare indisturbato per mezzo chilometro se sei un marcantonio di ottanta e passa chili e in giro non c’è un filo di vento?

4) Se ho ben capito il mantello di Batman diventa rigido a mo’di ali quando si trova in mezzo ad un campo elettromagnetico....ma allora il fottuto rognoso si apre a tradimento ogniqualvolta il maggiordomo Alfred accende una lampadina nella Batcaverna?

5) Ma soprattutto: perché quando Bruce Wayne si infila il costume comincia a parlare come se avesse la raucedine?


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giovedì 10 novembre 2005 - ore 16:36


FACILE A DIRSI
(categoria: " Vita Quotidiana ")




Quello che sta succedendo in Francia fa riflettere.
Leggevo l’altro ieri un’intervista a Simonetta Greggio, giornalista e scrittrice nostrana per nascita, ma parigina per adozione da 25 anni. Fra le altre cose, parlava di una "pessima gestione del mix razziale nelle perifierie, che ha creato una società frammentata in piccole comunità omogenee. Nelle città c’è la comunità senegalese, la comunità marocchina e così via". Di certo il bailamme di questi giorni non nasce solo dal fenomeno immigrazione, visto che ai disordini partecipa anche un certo numero di ragazzi che non sono né figli né nipoti di immigrati; sicuramente è un problema complesso in cui entrano in ballo vari fattori, ma è chiaro che la questione "integrazione" in tutto ciò gioca un ruolo chiave.

Da noi mancano periferie di dimensioni comparabili a quelle dei mostri urbani d’oltralpe, però ho l’impressione che i meccanismi di base non siano così diversi. Ogni anno, nonostante le genialate della Bossi-Fini, la signora Disperazione continua a portare qui nuovi coinquilini con cui condividere le nostre città. Non sono un esperto di demografia, ma l’idea di invertire fenomeni di questa portata mi sembra piuttosto utopica. Pare che a Genova, sotto una soglia x di età che ora non ricordo, un bambino su cinque sia figlio di immigrati. Uno su cinque. Fa un certo effetto, eh?

E il flusso è destinato ad aumentare. Capisco l’idea di regolamentare, di porre dei paletti di base per rendere la dinamica più graduale e meno caotica possibile; ma dobbiamo renderci conto che l’integrazione sarà un processo necessario. Non invidio la classe politica che imposterà le linee guida legislative e burocratiche di tutto ciò nei prossimi 20-30 anni. A dirla tutta, credo sarà un gran casino.

A complicare le cose c’è il fatto che l’apertura deve per forza essere reciproca. In parole povere: che tu sia un nativo o un nuovo arrivato, devi comunque rinunciare a qualcosa ed arrivare ad una serie di compromessi.
Spero solo che riusciamo a capirlo tutti.


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martedì 8 novembre 2005 - ore 00:49



(categoria: " Vita Quotidiana ")





Gli habitué hanno già capito che l’amena immagine di cui sopra non è stata linkata per il puro e semplice gusto di riempire pixel ad estro. E quindi vi ragguaglio sulle prossime date:

Sabato 19 suoniamo in Piazza dei Signori per la Festa delle Associazioni. Cominciamo verso le 22.30 e, prima e dopo di noi, saliranno sul palco altre band. Sul loro nome, la loro identità, il genere che suonano e le loro inclinazioni sessuali è il mistero più fitto e nulla ci è dato sapere.

Mercoledì 23 invece siamo al Factory 04.

E forse in mezzo a tutto questo bendidìo avanzerà un po’ di spazio per una cosuccia che sto attendendo da ère. Forse.


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lunedì 7 novembre 2005 - ore 15:39


IL MINOTAURO DAI PIEDI DI BALSA - L’ESTETICA DELLO STURACESSI INTERIORE
(categoria: " Vita Quotidiana ")





Ho scoperto "il Minotauro" di Dürrenmatt. È un libretto di poche pagine, ma di quelli che riescono a farti arrivare un gran pugno nello stomaco, per poi farsi spazio fra gli addominali, entrarti fra le budella e stringerle in una morsa.
Insomma, leggetelo, che si finisce in una serata e magari riesce a dirvi qualcosa.
In realtà però non volevo parlare del minotauro, quanto del meccanismo pugno-nello-stomaco-e-stringibudella.


Dicono che il primo a tirarlo in ballo sia stato quel buontempone di Aristotele. Solo che lui la chiamava catàrsi. Ovverosia: "il processo liberatorio che l’opera d&#8217;arte suscita in chi la fruisce, come distacco da ogni interesse contingente e tensione verso l’assoluto".
In parole povere, la catarsi è più o meno lo sturacessi dell’anima.

I greci antichi la sapevano veramente lunga. Quando la gente arrivava ad avere gli occhi iniettati di sangue e i travasi di bile per i problemi quotidiani, (se poteva) andava a rilassarsi a teatro. Se c’era in programma una commedia, si rideva e tutti erano contenti. Se invece era il caso di una tragedia, entrava in azione lo sturacessi interiore.
Durante le tragedie si vedeva rappresentato ogni genere di nefandezza concepibile da un cervello umano di media perversione: parenti che s’accoppavano fra loro, dèi vendicativi che se gli giravano le balle ti trasformavano in cose che al confronto Rita Levi Montalcini è miss copamisùbito estate, gente che ti faceva fuori i figli per poi cucinarli e servirteli a cena, giovanotti che prima inchiappettavano la madre e poi si cavavano gli occhi....insomma, quasi più doloroso di una puntata di Porta a porta vista dall’inizio alla fine.

Così la gente soffriva, ma, essendo conscia della dimensione di mìmesi di ciò che aveva davanti, non ci restava male sul serio. È qualcosa di curioso, riuscire a soffrire a livello superficiale, sapendo che alla fine è un gioco, ma sentirsi comunque coinvolti a livello personale, perché si intuisce il carattere di denominatore comune del meccanismo sofferenza.
E alla fine, probabilmente lo sturacessi non funzionerebbe se non facesse leva su quel retaggio di egocentrismo che ognuno di noi si porta dentro. Ho l’impressione che tutto l’universo della creazione artistica si basi in qualche modo sul nostro essere egocentrici.


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sabato 5 novembre 2005 - ore 16:27


Cosucce di cui si parla poco
(categoria: " Pensieri ")



Mi sono capitate sotto al naso un paio di paginette molto interessanti sulle ingerenze degli USA nella riorganizzazione politica di casa nostra dopo il ’46.
È noto che i capoccia della CIA volessero evitare come la peste una reimpostazione di stampo comunista nei Paesi ""iberati". Non si sa invece molto sulle strategie che i beneamati misero effettivamente in atto per concretizzare i loro progetti.

George Kennan era un tizio del Dipartimento di Stato Americano che, fra l’altro, fu tra i primissimi a proporre l’idea di una Germania tagliata a metà. Per quanto riguarda l’Italia, pare caldeggiasse un vero e proprio intervento militare prima delle elezioni del ’48, onde scongiurare il pericolo di una vittoria del PCI. Poi però prevalse un’altra strategia, a quanto pare destinata a rivelarsi altrettanto fruttuosa.
L’idea di base era quella di organizzare forme di sovversione, che sembra comprendessero la fondazione di logge massoniche e di gruppi paramilitari terroristici. (E alla luce di quello che accadde nei decenni successivi mi pare che i conti potrebbero anche tornare, no?).

Un altro punto chiave sembra sia stata la strumentalizzazione della mafia. Chomsky sostiene che durante il Ventennio il fascismo fosse riuscito praticamente a debellarla (E qui sarei curioso di saperne di più). In seguito, già a partire dagli ultimi anni della guerra, mentre i marines ancora risalivano faticosamente la penisola, i servizi segreti americani avrebbero cominciato a prendere contatti in tutto il mezzogiorno per finanziare e far resuscitare i focolai mafiosi locali. Questi si sarebbero rivelati particolarmente utili nel sedare gli scioperi. Pare che anche in Francia la CIA abbia messo in moto lo stesso giochino, e in questo caso i boss locali avrebbero ottenuto in cambio il permesso di far ripartire senza problemi il traffico di eroina (e queste sarebbero le origini della cosiddetta "French Connection", la principale struttura del narcotraffico nel dopoguerra).

Altra cosa divertente: il Dipartimento di Stato Americano, i sevizi segreti americani ed inglesi e addirrittura il Vaticano (!) avrebbero cooperato per salvare parecchi criminali di guerra nazisti, in modo di poterli riutilizzare a seconda delle necessità in Europa o altrove. Alcuni nomi: Walter Rauff (inventore della camera a gas), che organizzò le attività antiinsurrezionali in Cile; Reinhard Gehlen, che divenne una pedina della CIA nell’Est europeo; Klaus Barbie, che più o meno svolse lo stesso ruolo in Francia e poi fuggì in Sudamerica (pare) con l’aiuto del Vaticano.

Son belle cose, no?


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mercoledì 2 novembre 2005 - ore 22:21



(categoria: " Vita Quotidiana ")


Un giorno chiesero a Noam Chomsky : "Cos’è che la fa alzare ogni mattina e la spinge a fare quello che fa?".
Vi riporto qui parte di ciò che rispose. Mi sembra che dia da pensare...e che meriti.

Per quanto riesco a capire abbiamo, in genere, due possibilità. La prima è dare per scontato il peggio, e allora si può stare certi che andrà a finire così. L’altra è pensare che ci siano speranze di un cambiamento, nel qual caso è possibile dare un proprio contributo affinché le cose migliorino. Quindi una scelta fa sì che il peggio sia inevitabile, l’altra lascia aperta la possibilità di un miglioramento. Viste le due possibilità, una persona onesta non ha esitazioni.
[....]

Certo, è estremamente facile dire: <<Al diavolo, mi adatterò alle strutture del potere e dell’autorità e farò del mio meglio al loro interno>>. Si può sempre fare, ma non è da persona onesta. Guardate, se camminate per strada e vedete un bambino con un cono gelato, notate che in giro non ci sono guardie e avete fame, potete prendervi quel cono gelato perché siete più grandi, e poi allontanarvi. Potete farlo, probabilmente c’è gente che lo fa. Ma noi la definiamo patologica. D’altro canto, se si comporta in quel modo all’interno delle strutture sociali esistenti, allora la definiamo normale. Ma si tratta comunque di un comportamento patologico, solo che la patologia riguarda la società in generale.



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lunedì 31 ottobre 2005 - ore 12:57


Aquarius, aquaticus, aqualitus [ancora cult]
(categoria: " Vita Quotidiana ")




<<Lasciami, brutto mostriciattolo!>>

<<Su, ragazzo! Non c’è ragione di andare in giro insultando i rospi! Un pesce ha già tanti problemi...Ricordati che sei piccolo e guardati dai pesci grossi: possono fare di te un sol boccone!>>


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lunedì 31 ottobre 2005 - ore 12:51


Di nuovo novembre - piccoli cult personali -
(categoria: " Vita Quotidiana ")




I’ll always remember
(The chill of November)
The news of the fall...
The sounds in the hall
(The clock on the wall)
Ticking away


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sabato 29 ottobre 2005 - ore 13:25


Muri di Berlino e griffe prestigiose
(categoria: " Vita Quotidiana ")




" Ghévimo da butàre sò el muro de Berlino par fare tuto uguàe, semo drìo ciapàrsea in cùo in te ’na maniera impressionante."

E cosa si può rispondere di fronte a una disamina socioeconomica così pregnante?

Mentre vi lascio riflettere, ne approfitto per rimettere in palio per il quattromillesimo visitatore il premio originariamente destinato al numero tremila. Cioè, se non ricordo male, un clistere al vetriolo, coriandolo e peperoncino delle Antille prodotto con l’endorsement esclusivo di Giuliano Ferrara.
Ancora non mi spiego perché il numero tremila abbia dato forfait.




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