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[ ELENCO ULTIMI COMMENTI RICEVUTI ]
venerdì 25 agosto 2006 - ore 00:21
Ovidio...
(categoria: " Pensieri ")
...
"non ci attrae ciò che sappiamo di poter avere facilmente" Ricordi delle Superiori che riaffiorano

ma è verissima ’sta cosa che dice!
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mercoledì 23 agosto 2006 - ore 18:15
Scorci di fine estate
(categoria: " Vita Quotidiana ")
E ci stiamo arrivando lentamente ma non troppo a fine agosto. Non va male, tra il tempo che è tornato "agostano" per lappunto, i moltissimi amici che sto rivedendo in questo periodo e il contatto con una personcina in particolare

Buon spritz a tutti
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domenica 20 agosto 2006 - ore 17:59
Carte...
(categoria: " Lavoro ")
Giusto un assaggio per quanti non avessero mai visto e fossero curiosi di vedere che cos’è una carta aeronautica delle STARs (la prima) e di aerodromo (la seconda).

L’aeroporto in questione è Venezia-Tessera

. La prima carta da’ quelle che si chiamano in lessico aeronautico STARs (Standard Arrival Routes) ovvero i "percorsi" obbligatori che un aereo compie, in base alla sua provenienza per atterrare su una data pista. Come si vede, se arrivo per esempio da nord, lo farò da Vicenza (a sinistra in alto nella carta si vede il punto VIC con frequenza 113.4); da lì in poi seguirò la STAR VIC1A (si legge il nome sotto la linea retta relativa). Una virata a sinistra di 100° e sono allineato con la pista. Chiaro no?
La seconda carta è generica; da’ informazioni varie per l’aeroporto in questione, come le dimensioni delle piste, le capacità operative (CAT) per gli atterraggi, le frequenze radio ecc...E l’informazione addizionale di pista nel box al centro della carta dice una cosa molto curiosa: "A causa di concentrazione di uccelli (evitate le battutacce) è richiesto ai piloti di attivare il radar meteo prima del Decollo e dell’Atterraggio). L’uso del raccordo R1 è vietato agli aerei di grandi dimensioni (wide body".
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giovedì 17 agosto 2006 - ore 14:49
proverbio cinese
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Dice il saggio:
CHI VINCE SE STESSO DIVENTA INVINCIBILE

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lunedì 14 agosto 2006 - ore 15:11
Il Pakistan è vicino...
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Abbiamo appreso tutti quanti con dolore e tristezza la
vicenda di una ragazza ventunenne di Brescia, Hina Saleem,
proveniente da una famiglia pakistana e uccisa perchè aveva scelto di vivere "da occidentale", lavorando in una pizzeria ed amando -corrisposta- un coetaneo italiano. Quello che è accaduto è senza dubbio raccapricciante e sintomatico di una notevole arretratezza nel modo di pensare (e di vivere) da parte di queste persone, dal quale modo Hina aveva capito che bisognava discostarsi non solo per integrarsi ma per evolversi da un punto di vista etico e di civiltà.
Ma a chi ha già stabilito che è in corso una guerra tra civiltà e che quindi bisogna far uso delle armi e della forza sarà bene ricordare un po’ di cose.
Partiamo senza andare lontano dalla nostra terra, da Jennifer Zacconi, la ragazza di Noale incinta di 9 mesi, massacrata di botte e sepolta viva dal suo ex amante, che doveva difendere la sua onorabilità, visto che lui era sposato con due figli. Che dire poi dell’italiano che lo scorso marzo ha ucciso la sorella Brunetta Morabito per onore (conviveva, anzi aveva appena avuto un bimbo senza essere sposata!).
E le decine e decine di mogli, ex fidanzate, amanti pestate a morte, strangolate, accoltellate, persino decapitate che ogni anno la cronaca del nostro Paese registra in un silenzio assordante, ma i cui numeri fanno pensare a una silente guerra di genere, dove il fatto di essere donna supera di gran lunga le motivazioni religiose o culturali.
Il problema allora è un altro: il fatto che in questo Paese ma anche nel resto d’Europa la prima causa di morte per le donne dai 16 ai 44 sia proprio la violenza da parte del partner (fonte
dati dal Consiglio d’Europa). Il fenomeno non riguarda quindi il credo islamico o la
Sharìa, ma in generale a livello europeo e globale la situazione della donna.
Il Pakistan ci è più vicino di quanto crediamo, e prima di ergerci a difensori e promulgatori della civiltà più avanzata, sarebbe bene rifletterci su...
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domenica 13 agosto 2006 - ore 15:56
che roba ragazzi, che roba!!!
(categoria: " Musica e Canzoni ")
Mai vista una cosa del genere!
Nonostante la pioggia scrosciante e il freddo (metà agosto eh)! Ma me ne frega niente, per me è stato un sogno che si è avverato

David Gilmour e Richard Wright, 17 anni dopo...
GRANDI GRANDI GRANDI!!!
So, so you think you can tell
Heaven from hell, blue skies from pain
Can you tell a green field from a cold steel rail?
A smile from a veil?
Do you think you can tell?
And did they get you to trade your heroes for ghosts?
Hot ashes for trees? Hot air for a cool breeze?
Cold comfort for change?
And did you exchange a walk on part in the war for a lead role in a cage?
How I wish, how I wish you were here.
We’re just two lost souls swimming in a fish bowl, year after year.
Running over the same old ground.
What have we found? The same old fears.
Wish you were here.
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martedì 8 agosto 2006 - ore 13:25
E l’estate va...
(categoria: " Riflessioni ")
L’estate sta passando (non ancora "finendo"

per fortuna) e ciò accade in modo tutto sommato "strano" rispetto agli anni passati. E’ la mia prima estate da single da molto tempo a questa parte; c’è una prima volta per tutto no?

E’ strano che quest’estate stia passando tra il lavoro, moscio tutto sommato in questo periodo dell’anno, le vacanze, poche e fatte a luglio, già un mese fa, i blogs che leggo in continuazione quasi avessi giornate senza far niente...e ora ci si ritrova a meditare su quello che è successo, su quello che poteva (ancora) succedere e soprattutto su ciò che succederà...Ed in effetti è proprio questo:
qualcosa succederà, anche se non posso sapere cosa e quando...
E mentre c’è chi non perde tempo, un solo attimo per fermarsi a riflettere o anche solo a tirare fiato, io forse lo sto facendo anche troppo. A suon di pensare e riflettere mi si fonderà anche il cervello con questo caldo!!!

E intanto l’estate (se ne) va...
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lunedì 7 agosto 2006 - ore 01:45
Non è l’ultimo dell’anno ma...
(categoria: " Vita Quotidiana ")
GiocaJouer!!! alzate le casse!
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giovedì 3 agosto 2006 - ore 14:54
...siamo "solo" persone, tutti quanti
(categoria: " Vita Quotidiana ")
<< (...)Amava l’immagine ideale che si era creata di me e cioè la bellezza di mia madre, le qualità di mia madre, e quelle delle sue eroine di Shakespeare, le principesse delle favole di Hans Andersen. Con quale diritto la gente si crea un’immagine secondo il proprio gusto e l’attribuisce a qualcuno e poi si arrabbia se non calza? Voleva imprigionarmi nel suo ideale. A Erik non importava sapere chi ero. Non mi prendeva come sono. Voleva possedere la mia anima, e poichè sentiva che in me c’era qualcosa che gli sfuggiva, cercava di rimpiazzare dentro di me quella piccola scintilla con un fantasma della sua fantasia. Sono infelice, ma vi ripeto che non sono disperata. Fred, a modo suo, era come Erik. Quella notte, giacendo al mio fianco, disse che gli sarebbe piaciuto rimanere per sempre su quest’isola, sposarmi e occuparsi della piantagione, e non so che cos’altro. Creava un quadro della sua vita, e io ne facevo parte. Anche lui voleva imprigionarmi nel suo sogno. Ma io sono io. Non voglio sognare il sogno di nessuno. Voglio sognare il mio. Tutto quanto è accaduto è terribile e il mio cuore è angosciato, ma nel mio intimo so che quanto è accaduto mi ha dato la libertà.>>da W.S. Maugham, "Lo Spazio Angusto", Sellerio (Palermo 1994)
In modo solo apparentemente freddo ed insensibile, Louise, la bellissima donna che cattura con il suo fascino il cuore del suicida Erik Christessen ed in seguito quello dello sventurato Fred, pronuncia le parole sopra citate nelle quali sta a mio parere la morale stessa del bellissimo libro di W. S. Maugham: quando amiamo una persona e viviamo una storia d’amore con essa, le appiccichiamo addosso involontariamente quanto inevitabilmente un’immagine, che nella maggior parte dei casi non combacia con la sua vera essenza. Crediamo di conoscere quella persona, ed in qualche modo la idealizziamo, ma essa non è ne’ più ne’ meno rispetto agli altri esseri umani. E’ incline agli sbagli e all’egoismo come lo siamo tutti, e in molti casi si comporterebbe addirittura peggio di quanto faremmo noi stessi nelle stesse occasioni. Maugham ci da’ una visione tanto cinica quanto realistica e disincantata dei rapporti sentimentali in questo libro. Ma anche un messaggio: vivere una storia e il contatto con l’altro/a non ritenendolo un agglomerato di virtù e di buoni ideali, ma molto più semplicemente un essere umano, diverso da noi ma come noi incline in qualsiasi momento all’errore.
Niente di più vero
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martedì 1 agosto 2006 - ore 15:17
Air One nel caos...cose assurde
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Leggete il racconto (tratto dal sito di Repubblica) di una giornalista che doveva prendere il volo Roma-Catania. Sconvolgente, assurdo. Nonostante sia il mio lavoro, purtroppo constatare questi disservizi, e NON per colpa dei colleghi di Air One, dispiace.
"La mia odissea inizia alle 13:30 già a Roma Ostiense dove devo prendere il treno che mi porti all’aeroporto di Fiumicino. Mi trovo davanti il primo sbarramento, ovvero una coda di mezz’ora per acquistare il biglietto. Colpa dell’unico sportello aperto. Alle 15:00, comunque, sono ai banchi dell’Air One. Peccato che davanti a me si spalanchi il finimondo. A ogni banco corrisponde una fila di almeno un’ora e mezza. I banchi utili saranno al massimo cinque. Due sono occupati da un gruppo di ragazzini rimasti senza volo. In un altro c’è una hostess infuriata perchè la connessione del computer non funziona o funziona a scatti e quindi, di fatto, non può essere operativa. Lo spettacolo è desolante.
Un’altra addetta al check in, praticamente disperata, parlando al telefono minaccia di andarsene "perchè hanno annunciato i voli per Bari e Catania e qui la gente si sta ammassando per prendere i posti". In effetti i viaggiatori, quando i due voli vengono chiamati, sfondano le barriere di protezione: è il caos. Cresce l’esasperazione trasportata dai racconti di chi ha subito il peggio. Un signore accanto a me è rimasto fermo in aereo a Milano per oltre un’ora. Il volo per Roma doveva partire alle 14, ma ha subito ritardo. L’imbarco, mi spiega, è avvenuto alle 14.50. Poi però l’aereo è stato tenuto fermo sulla pista fino alle 15.45. Con a bordo i passeggeri, ovvio.
Sullo stesso aereo decollato da Milano viaggiavano anche quelli che sarebbero dovuti partire alle 10.30 del mattino. Arrabbiati è dire poco. Il problema non è solo dei voli interni. C’è chi racconta di una notte passata all’addiaccio nei pressi dell’aeroporto di Copenaghen, chi è rimasto bloccato a Dublino.
Io, raggiunto finalmente il check-in dopo un’ora e mezza di coda, aspetto con ansia che qualcuno mi dia indicazioni sul volo per Catania. Ormai sono le 18. "Manca solo l’equipaggio", avvertono e mi chiedo: solo? Alle 18.30, finalmente, l’imbarco. Il comandante spiega alle circa 200 persone mie compagne di viaggio che "effettivamente mancava l’equipaggio che, alla fine, è stato raccattato qua e là". Raccattato.
L’aereo, però, resta fermo. Il nervosismo cresce. L’altoparlante gracchia che se qualcuno dei passeggeri vuole scendere può accomodarsi. Sulla pista si intravedono i pulmini già pronti. Vogliono cacciarci, penso. Catania-Italia e sembra l’altro mondo.
Un anziano signore si mette a urlare che è malato e deve assolutamente tornare nella sua città "altrimenti la pagherete cara". Minaccia le vie legali. Fa un caldo assurdo. Nessuno vuole scendere dall’aereo sapendo bene che se lascia il posto non ne troverà un altro. Alle 19.31, finalmente, l’annuncio: "Siamo felici di informarvi che adesso si parte per Catania. Davvero". Quasi siano i primi loro a non crederci. In cabina scoppia l’apllauso liberatorio. Bilancio: dovevo decollare alle 16.30. Per andare da Roma a Catania alla fine ci avrò impiegato cinque ore e mezza. Londra andata e ritorno, insomma."
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