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[ ELENCO ULTIMI COMMENTI RICEVUTI ]
venerdì 8 aprile 2005 - ore 08:44
piu vicino...
(categoria: " Vita Quotidiana ")
l'idea è solo quasi davanti ad un preventivo
e soprattutto:
DA SOLO!
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PERMALINK
giovedì 7 aprile 2005 - ore 11:50
(categoria: " Vita Quotidiana ")
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PERMALINK
mercoledì 6 aprile 2005 - ore 14:28
soluzione si....
(categoria: " Vita Quotidiana ")
è lo soluzione "olio di colza"
oggi è silenzio
vorrei sentire...
"Amore sono io... non ti preoccupare.. sono con te..."
e invece le notti sono flash bianchi
e sta notte ho sognato
che un tizio, mentre sorridevo, mi
punta al collo una pistola...
spara...!!!!!!gli urlo...
lui lo fa..
violenza di non riuscire a capire...
per punti di rifermiento...
mi sento perso...perso...
e in balia solo di un mare di rabbia...
non compassione..... per favore...
non compassione......................
e dall'altra il gabbiano...
senza piu neanche l'intenzione del volo...
perche anche il sogno si è rattrappito
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PERMALINK
mercoledì 6 aprile 2005 - ore 12:26
(categoria: " Vita Quotidiana ")
io sto solo aspettando
di nuovo 
ho una cosa da dirti...
ma non è ancora arrivato il momento...
forse "come stai"...
forse "io a giugno ci sono... senza aspettari chi eri.. senza aspettare chi sarai... ma rivedendo te..."
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PERMALINK
mercoledì 6 aprile 2005 - ore 12:08
credo ci sia da riflettere molto su questo testo
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Quando i bambini fanno oh
c'è un topolino
mentre i bambini fanno oh
c'è un cagnolino
se c'è una cosa che ora so
ma che mai più io rivedrò
è un lupo nero che da un bacino
a un agnellino
Tutti i bambini fanno oh
dammi la mano perchè mi lasci solo
sai che da soli non si può senza qualcuno,
nessuno può diventare un uomo
per una bambola o un robot
magari litigano un pò
ma col ditino ad alta voce
almeno loro, eh, fanno la pace
Così ogni cosa nuova è una sorpresa
proprio quando piove
i bambini fanno oh guarda la pioggia.
Quando i bambini fanno oh
che meraviglia, che meraviglia
ma che scemo vedi però però
e mi vergogno un po'
perchè non so più fare oooooooh
e fare tutto come mi piglia
perchè i bambini non hanno peli
ne sulla pancia,ne sulla lingua.
I bambini sono molto indiscreti,
ma hanno tanti segreti
come i poeti
i bambini volan la fantasia
e anche qualche bugia
o mamma mia... bada
ma ogni cosa è chiara e trasparente
che quando un grande piange
i bambini fanno oh
ti sei fatto la bua
è colpa tua.
Quando i bambini fanno oh
che meraviglia, che meraviglia
ma che scemo vedi però però
e mi vergogno un po'
perchè non so più fare oh
non so più andare sull'altalena
di un fil di lana
non so più fare una collana.
alalalalalala
Fin che i cretini fanno (eh)
Fin che i cretini fanno (ah)
Fin che i cretini fanno BOH
tutto resta uguale.
Ma se i bambini fanno ohh
basta la vocale
io mi vergogno un po'
invece i grandi fanno NO
io chiedo asilo, io chiedo asilo
come i leoni
io voglio andare a gattoni.
E ognuno è perfetto
uguale il colore
evviva i pazzi
che hanno capito cosa è l'amore
è tutto un fumetto
di strane parole
che io non ho letto.
Voglio tornare a fare oh
perchè i bambini
non hanno peli
ne sulla pancia
ne sulla lingua.
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PERMALINK
mercoledì 6 aprile 2005 - ore 11:58
(categoria: " Vita Quotidiana ")
vagolo
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PERMALINK
mercoledì 6 aprile 2005 - ore 10:29
varieta'...
(categoria: " Vita Quotidiana ")
insensate parodie...
shhhhhhhhhhhhh......
qui ci sono piani da ridisegnare
e problemi da risolvere!
il resto è silenzio...
lo amo...
lo odio..... perche non arriva nemmeno
un respiro...
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PERMALINK
martedì 5 aprile 2005 - ore 12:40
(categoria: " Vita Quotidiana ")
AntepostO
Il Bullo ed il Nullo
Prese in mano il badile ed inizio a scavare.
Preso in concentrazione tanto che la faccia pulsava in cremisi purpuree che baluginavano nel color dorato dei suoi capelli.
Un colpo dietro l’altro i fendenti verso la terra alzavano folate marroni e impalpabili.
Fatale fu il turbinio atroce del temporale infondo.
Voleva sbrigarsi per non sgualcire le delicate vestigia e non far vedere che…
…Il Bullo stava scavando.
Da dietro un salice due occhi scavavano l’orizzonte e in timidezza esso Guardava.
Spiava come se fosse il colore sbagliato nel blu del cielo dietro di se.
Aveva capelli lunghi, sporchi e non curati.
Aveva occhiaie fonde che erano appese come impiccati da giù del patibolo.
Aveva solamente paura della fossa scavata e di se stesso…
…il Nullo stava guardando.
Un tuono ruppe il silenzio di cristallo e schegge silenziose, ma come saette, si conficcarono assieme al tempo, nel deserto illuso che vi era attorno.
Il Bullo si volto indietro… Il Nullo si accovaccio dietro la corteccia.
-Chi è là- disse il Bullo.
-…- il Nullo senti madide perle su tutto il corpo.
Si spostò i capelli d’orati e cominciò a violentare l’aria col badile ripetendo ed inveendo come un cane rabbioso di contro all’albero.
Nessuno si mosse.
Piantò la pala in terra con fare baldanzoso.
-Vieni fuori di li… io non ho paura…-
il Nullo non si spostò nemmeno.
-Chi sei!-
e il temporale avanzava…
il Nullo disse…
-vorrei capire da chi è gia morto in passato come si fa a morie-
Il Bullo non si mosse.
Non parlò.
Non pensò.
Non fece piu nulla.
Rimase al temporale.
Gli occhi aperti.
Il Nullo sparì. Nessuno seppe più nulla.
Il Bullo mutò. Capelli lunghi. Paura. Occhiaie.
Il Bullo in Nullo.
Il vento sfiorò il salice.
Passo dopo passo il tempo mise rughe sul volto.
Finì e ricominciò tutto.
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PERMALINK
martedì 5 aprile 2005 - ore 11:25
La storia della Repubblica di WeimaR
(categoria: " Vita Quotidiana ")
"Merita la libertà soltanto colui che la conquista giorno dopo giorno"
, così ammoniva Wolfgang Goethe.
E il motto potrebbe ben figurare come epigrafe
sul palazzo della cittadina di Weimar – così ricca
di ricordi del grande scrittore e del romanticismo
tedesco – dove dal febbraio al luglio del 1919 si riunì
l’Assemblea costituente che diede vita alla costituzione
di quella che è passata alla storia come Repubblica di Weimar.
Epigrafe ammonitrice, perché libertà e democrazia caddero in testa
alla Germania guglielmina alla fine della prima guerra mondiale senza
che quasi nessuno le avesse invocate. E sopravvissero tra l’indifferenza
dei più fino al 1933, quando Hitler mise tutto nel cassetto senza
suscitare il minimo rimpianto.
La storia della Repubblica di Weimar,
quindi, come cronaca di un fallimento
conseguito grazie alla scarsa legittimazione popolare,
ma anche con il concorso delle migliori intenzioni.
Come quelle enunciate nella carta costituzionale:
elaborata da eminenti studiosi, all’epoca fu considerata
un gioiello di liberalità, basata com’era su di un delicato
mélange di parlamentarismo e presidenzialismo,
e con un Reichstag che, eletto attraverso il democraticissimo
sistema proporzionale, si rivelò scrupoloso garante
della rappresentatività ma assai meno della governabilità.
Con eguale sfoggio di democraticità, nel 1933 la costituzione
di Weimar consentirà al nazismo di prendere il potere in modo
assolutamente legale. Weimar però non fu solo un esperimento
di astratta alchimia politica. La prima repubblica tedesca non
è pensabile senza il trauma della sconfitta, senza le clausole
del trattato di pace, senza il fervore rivoluzionario comunista e
il feroce nazionalismo di quegli anni. La guerra, nella cui vittoria
quasi tutti in Germania avevano creduto sino all’ottobre del 1918
, aveva logorato fino allo stremo l’esercito, l’economia del Paese
e la sua stessa struttura sociale.
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PERMALINK
martedì 5 aprile 2005 - ore 11:13
RevolucióN
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Siempre adelante ma con juicio!
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