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shaula, 32 anni
spritzino di Willorba
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STO LEGGENDO








HO VISTO

I miei angeli custodi





STO ASCOLTANDO

Il mio cane che abbaia, abbaia, abbaia, abbaia, abbaia...



.. senza dimenticare Grace Papaia.


ABBIGLIAMENTO del GIORNO

Come un’adolescente in crisi di identità.



so anche essere così sportychic o trendychic, come dice la mia consulente d’immagine...



e poi sciatta, soprattutto sciatta... E maldestra, e mi macchio sempre...



... oppure faccio porcherie come questa...



... o quest’altra...



Diciamo che non ho una mia identità. Ma ho una mia moda..



ORA VORREI TANTO...




STO STUDIANDO...

Un modo per limitare il mio pericoloso autolesionismo

OGGI IL MIO UMORE E'...

Arranco... ma con stile.


ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...







PARANOIE


1) Dimenticare

MERAVIGLIE


1) ... l'instabilità del caso ... sapere che vivere nn è una teoria matematica e in ogni attimo tutto può essere rivoluzionato anche da una semplice frase...



********************


Stà bèa stèa fin doman finchè no rìva el sol
Sciàra sto scuro e el me cuor orbo e pien de doeor
Stà bèa stèa fin doman finchè no riva el sol
Stea dell’universo
Dime che no a ga perso a strada
Dime che in scarsea ga sempre
Un toco del me cuor
Un toco del me amor




***********************

C’è un attimo da fermare:
chi lo riconosce è felice.

***********************




"ARRANCARE: il lento, faticoso, deprimente ma determinato procedere di un uomo che non ha più niente nella vita tranne l’impulso di semplicemente continuare la lotta".



Per chi è arrivato tardi (ovvero dopo il 2007) su questo blog spieghiamo cosa sono gli Shaulismi. Parte tutto da Shaula, che è una stella della costellazione dello Scorpione. E io – chi mi conosce lo sa – sono una pesci ascendente scorpione. E poi il nome era bellissimo, suona come pieno di cristalli e profuma di autunno. Questo è il preambolo
Gli ismi sono le mie filosofie e i miei stili, e ogni post è un ismo. Ci sono ismi per ogni cosa. In particolare però, quando si tratta di me, di pensieri parole opere e omissioni, allora si chiamano Shaulismi.
Non è difficile, ma chi non sa non può sapere. E adesso sa.




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venerdì 21 maggio 2004 - ore 12:57


Maurizio Crozza in versione Pavarotti
(categoria: " Vita Quotidiana ")



Chi dice donna dice danno.

Speriamo che me la danno.



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venerdì 21 maggio 2004 - ore 09:04



(categoria: " Riflessioni ")


= Pitigrilli =
“Non ho bisogno che qualcuno venga a dire ai giudici che due più due fanno tre.”
“Amico mio, io non so se due più due facciano tre o facciano cinque, ma la cosa di cui sono sicuro è che non fanno mai quattro. Coefficienti insospettabili e imprevedibili intervengono sempre a modificare le somme. Essere intelligenti vuol dire diffidare di quei coefficienti e prevederli.”

= Dolicocefala Bionda =


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mercoledì 19 maggio 2004 - ore 20:10


Capirsi e capire..
(categoria: " Vita Quotidiana ")


C’è modo e modo di riprendersi dai guai. Io i miei guai me li sono andata a cercare e me li tengo, me li gestisco e me li risolvo con tutta la buona volontà che posso metterci. E ce la metto.
I problemi sono problemi anche quando fai finta di non vederli. Anche quando credi sia passato tutto. Quando per sbaglio un tuo amico che ti vuole tanto bene ti dice una cosa che lui non lo sa ma ti apre la cassa toracica, ti prende il cuore con una pinza aguzza e te lo schiaccia, e non ci sono modi di fermarlo. E lui con tutta la sua buona volontà di amico voleva solo tirarti su il morale dicendoti quella cosa, ma nessuno ci entra davvero nella tua testa. Nella mia poi.. ci sono delle cose che non mi spiego nemmeno io. Ho dei pensieri che non condivido, disse uno che era più intelligente di me.
E poi non mi rendo conto che parlo per niente, che scrivo cose che fanno male. Non a me, agli altri dico. Che su questo blog la gente legge davvero, non è il mio diario da mettere sotto il letto, che io ci scrivo le cose e io ce le leggo. Questo blog è una cosa che gli altri leggono davvero, e io me l’ero dimenticato. Scrivevo per me, cose che a volte solo io capivo, a cui davo un significato particolare e personale. Ma non si può andare troppo sul personale, scrivere cose che agitano e non pensare alle conseguenze. Non me ne accorgevo, e ora ho capito. Certe cose non si mettono così in faccia alla gente. Sono ancora piccola: sono una bambina piccola, timida, ingenua e dispettosa. Devo imparare un sacco di cose e lo so benissimo, ma non voglio perché non voglio sembrare fragile.
Quando invece sono di cristallo. (NB- fare un corso di ceramica)
La solita vecchia Silvia, che non ci pensa mai prima, sempre dopo ci arriva, lei. E si fa mangiare dai sensi di colpa, si fa dilaniare dal rimorso, dal rimpianto, e non c’è nulla di più brutto. Ci sta male poi, la vecchia Silvia che non impara mai. Ci sta male perché accorgersi degli errori poi è un po’ un disastro da recuperare e, per quanto bravo sei, errori erano ed errori restano.
Ritrovare se stessi: esiste? A me questa cosa fa ridere. Dove potrei essermi persa se vedo sempre la mia stupida faccia sullo specchio ogni maledetta mattina? (NB - fare un corso di potenziamento dell’autostima)
Ritrovare me stessa: è una frase che io uso, ma solo perché è famosa. Tipo una citazione. “devo ritrovare me stessa”, quando il vero problema non è ritrovarmi, ma accettare che sono proprio così e che non se ne viene fuori. Questa è la Silvia, piacere. Piacere un corno. Vedi di andare a fare un giro. (NB – chiedere il numero di uno psicologo, uno bravo.. gli sdoppiamenti di personalità iniziano a diventare imbarazzanti)
C’è chi fugge e c’è chi resta. I problemi sono problemi, e rimangono tali finché non hai il culo di risolverli. Alla faccia di tutti i moralisti: per risolvere i problemi buona volontà, forza e quel che volete, ma culo ce ne vuole eccome. (NB – fare un corso di fortuna e quel che segue)
Ma c’è sempre da decidere se fuggire o restare: io alterno, perché la virtù sta nel mezzo .
A volte mi sento un po’ guerriera e resto, e me li guardo in faccia tutti quelli che non ci credevano. A volte scappo a gambe levate, e corro così forte che credo nessuno mi potrà raggiungere finché non sarò io a deciderlo. E altre volte medito, e penso, e da inetta quale sono rimango li ferma con la testa tra le mani. Io i problemi me li cerco spesso, lo so, a volte non esistono e io me li creo perché era troppo che non mi venivano le paranoie. Mi tengono compagnia. Quando una cosa manca, o ti adatti e vivi senza o te la riprendi e la rifai tua. Io ci convivo ormai con piacere, me le invento ogni tanto le pare, per ricordarmi che le cose non sono mai come vorrei. Come quando perdi una cosa tipo l’entusiasmo, l’energia, un amico. Come fai senza? Non fai, era tuo e lo rivuoi. Così le paranoie. Sono mie, fanno parte di me. Mi servono. Ci piango sopra un paio di giorni, ne parlo con gli amici e torno in me. Poi se ne vadano pure. Io me le riprendo quando ne ho bisogno.
Concludo con una citazione. Che chi ha orecchie per intendere.. veda un po’ lui.
“Aveva un amico sordo; a vivere accanto a un sordo, si impara come siano poche le cose che meritano di essere dette.”
Dolicocefala bionda



Ah.. Pork tesoro: non hai vinto proprio nulla!!

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sabato 15 maggio 2004 - ore 20:23


ecco..
(categoria: " Amore & Eros ")


è vero. forse sto esagerando..




= blog out of order =

a presto

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venerdì 14 maggio 2004 - ore 19:24


informatica di sti.....
(categoria: " Università / Scuola ")


Partiamo dal presupposto che io studio lettere. E studio lettere non perché non so l’alfabeto. Studio lettere perché mi piace leggere, mi piace la letteratura, mi piace l’arte, mi piace la lingua italiana. E mi pare un bel presupposto.
Poi inseriamo un’ulteriore informazione: devo dare degli esami per laurearmi. Un brutto presupposto ma necessario. E tra questi esami c’è informatica. Un’idoneità, leggo sul piano di studi. Ottimo, ce la posso fare. Se non fosse che mi hanno fregata. Informatica si, ma che con un ignobile trucchetto è diventata per le scienze umane. E non mi ci posso ribellare. Lo strapotere della Facoltà. La presa di potere di alcuni professori e io, studentessa assolutamente negata per tutto ciò che riguarda numeri, formule e scienza mi ritrovo a studiare i computer. Da cima a fondo. Non posso dire che non è argomento di mia competenza: ci hanno aggiunto sta cosa delle scienze umane, e non gli si può dir nulla.
Numerazione binaria? Gli arabi ci hanno fatto questo meraviglioso dono che sono i numeri decimali. Meravigliosi. Mi piacciono pure discretamente, sono le date di nascita dei miei scrittori, o l’anno in cui sono state dipinte le Ninfee di Monet. Accettabile. Perché io devo imparare a contare solo con i numeri 1 e 0? Che senso ha? Chiedo un aiuto ai miei amici in biblio: metà di loro studia ingegneria, mi fido. Ma questi mi vengono a dire che è più facile contare con la numerazione binaria perché ho 2 simboli invece che dieci. Ma a me in prima elementare (uniche competenze matematiche che ancora ricordo) hanno insegnato a contare con 10 numeretti intercambiabili talmente belli che fare un calcolo è semplice: ho due barrette, ne aggiungo tre e sono cinque. Non ho “10” barrette ne sommo “11” e ne ho “101”. Il mondo va alla rovescia.
Devo imparare come è fatto un computer, come lavora, cosa gli serve, come funzionano le trasmissioni. Fatemi anche installare programmi e posso andare a lavorare a e-tree e non alla redazione del Corriere a questo punto! Non me ne vengo fuori, sono fusa. Poi chiedo agli ingegneri, che per quanto esseri umani, con me hanno in comune solo il fatto di volere una laurea in mano (ok sono un po’ fatalistica ma sono disperata spero mi sia consentito).
Cosa devo fare? Quelle cose non mi entreranno mai in testa! Sono rovinata! Per una stupida, insipida idoneità! Orale! Con che faccia mi presento dal prof che mi chiede i wordprocessor o la digitalizzazione? Il mio computer non la conosce meno! Me la sottolinea pure! Il mio computer non la considera! I database? Chiedimi di Dante, chiedimi l’Impressionismo, ma il funzionamento di una macchina che non è capace di fare un riassunto di un testo per me è inconcepibile!
Salviamo il salvabile. Infettatemi di informatica. Fatemi una flebo di hardware e software. Vi prego, sto per morire!


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giovedì 13 maggio 2004 - ore 20:44


domani smetto
(categoria: " Accadde Domani ")


facciamo così: io smetto di bere.
ma ognuno di quelli che conosco deve smettere di fare una cosa che gli piace un sacco. non è giusto che io sacrifico la mia giovinezza e il mio spirito alcolico e gli altri stanno a guardare.
tipo qualcuno per esempio rinuncia alle sigarette, per solidarietà dico.
tutti capaci di dire "ma dai cosa ti costa lo fanno in tanti". fatelo voi.
tutti fuori dalla biblio a prendere lo spritz in compagnia e sentirci uniti nel sacro vincolo del prosecco. e io? prendo una Fanta? un succo alla pesca?
ma mi vedi????

il mio istruttore in palestra passerà sul mio cadavere prima.
dai, come si fa a togliere a una giovine trevigiana l'aperitivo? e la socializzazzione dove la metti? e la soddisfazione dopo una giornata di studio? e le pubbliche relazioni? e poi, a parte tutto.. è buono.. e che cazzo..

parlo come un'alcolista anonima.
tutto ciò non gioca a mio favore.
fermatemi.

Domani Smetto

Loro mi dicevano
di stare zitto e buono
Loro mi dicevano
tranquillo e cambia tono
Loro mi dicevano
di non parlare con la bocca piena
e camminare dritto bene eretto con la schiena
di non andare fuori tema e seguire lo schema
oppure andare a letto senza cena
di non creare un problema che non ne vale la pena
di essere grato di essere nato nel lato del mondo
che in fondo in fondo è ...perfetto ...
perfetto ...perfetto, perfetto come te... Letizia.

(scratch) E' una tipica espressione della vocalità
e della leggiadria del canto all'italiana.

Io non so bene quando è cominciato
a un tratto io non obbedivo più ... cara,
è come dici tu davvero.
Non so che cosa m’abbia rovinato
è che ho iniziato a dire troppi no
forse è per questo che tu m’hai lasciato
e non ci soffrirò nemmeno un po'.

Rit: Ma mi spiace per ora non credo sia un mondo perfetto
Domani Smetto
e meglio se richiami domani.

Loro mi dicevano
di stare sui binari
Loro mi dicevano
rispetta questi orari
Loro mi dicevano
stai con i piedi a terra
Loro mi dicevano
è giusta questa guerra.

Rit: Mi spiace per ora non credo sia un mondo perfetto
Domani Smetto
ho anche lasciato su la tavoletta del cesso
Domani Smetto
e faccio troppi viaggi senza avere il biglietto
Domani Smetto
è meglio se richiami domani.

Loro mi dicevano
non calpestare l'erba
Loro mi dicevano
non coltivare l'erba
Loro mi dicevano
ma che vestiti porti
e i miei capelli erano o troppo lunghi o troppo corti
e non lo metto il casco omologato
non metto a dieta la mia identità
ho fatto il bagno dopo mangiato
e sono ancora tutto bagnato.

Rit: Mi spiace per ora non credo sia un mondo perfetto
Domani smetto
ho anche lasciato su la tavoletta del cesso
Domani Smetto
e faccio troppi viaggi senza avere il biglietto
Domani smetto
è meglio se richiami domani.

(scratch) E' una tipica espressione della vocalità
e della leggiadria del canto all'italiana...



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giovedì 13 maggio 2004 - ore 14:20


frasi celebri che fanno pensare e quando ci pensi ti dispiece non averle scritte tu che sicuramente ci eri arrivato prima.
(categoria: " Riflessioni ")



Nulla è realmente perduto. Si trova solo dove non dovrebbe essere.

Suzanne Mueller


che bella questa cosa.. se mi veniva in mente prima e lo scrivevo io diventavo famosa e mi mettevano nei baci perigina..


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mercoledì 12 maggio 2004 - ore 22:26


le meraviglie dei detti popolari
(categoria: " Riflessioni ")


questa l'ho letta sabato, stava scritta sul muro di un'osteria in centro a Treviso (non faccio pubblicità), pennarello su calce, indelebile, in entrata. la vedevo dal mio sgabellino, il mio trespolino. con tramezzino in una mano e sprissetto nell'altra.
e siccome io e la Dany eravamo già andate giù di aperitivo ed era solo l'inizo di un fruttuoso sabato pomeriggio avanzando la biblio, ho deciso che è il nostro nuovo motto: era la scritta giusta nel momento giusto.

ve la regalo in simpatia.

luci!!
..il momento è catartico.

in ostaria no ghe vao
ma co ghe son ghe stao


buon spriss a tuti!!!

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mercoledì 12 maggio 2004 - ore 18:15


bologna today
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Bologna in punti: cose che mi hanno lasciata perplessa di questa giornata iniziata sfigata e finita peggio.

- Andata per BO in treno. Un ciccione beone davanti a me, non gli davo una lira. A pochi chilometri da mestre inizano le telefonate. Lavora per una casa di moda, doveva portare dei vestiti a Ornella Muti per Cannes e a Renato zero per una serata.. ci devo credere o faceva il figo con il telefono spento?
- Arrivo a bologna devastata da un viaggio in cui credevo di perdere i sensi dal sonno e mi trovo faccia a faccia con il mio ex. Cito un famoso e straordinario film italiano: chissà perché capitano tutte a me.
- Bologna è la città in cui si distribuiscono in assoluto più volantini. E i distributori umani di volantini a Bologna sono i più insopportabili d’Italia. Ma oggi, mentre tutti in via Zamboni schivavamo le liste elettorali, le feste cubane in locali siti in altre dimensioni e i corsi per potenziare la memoria, venivamo allo stesso modo tutti attirati da un distributore umano di deodoranti piccoli in prova. E robe gratis xe sempre pi bee.
- Non volevano farmi sedere in un bar marzo a mangiare perché ero da sola e i tavoli erano prenotati. Fatalità entravano in 2, non dico 23 dico 2 e li facevano sedere. E li divento una bestia.
- Una bimbetta, non arrivava a 13 anni ne sono certa anche a vedere il resto della numerosa scolaresca, con la mascherina di Gucci. Non c’è più religione.
- In un negozio mai notato trovo la canottiera dei miei sogni: rosa, fiori e fiocchi. Un gioiello. Chiedo di provarla. La commessa mi fa “vuoi provare anche i pantaloncini del completo?”. Esterrefatta controllo. Era un pigiama. Bellissimo, rosissimo, fiorissimo pigiama. Di quelli per dormire tipo. Un pigiama, ecco. Va bene ridicola ma non andrò mai in giro per la città in pigiama. Per quanto meraviglioso.. ed era il sogno di una vita.. non me ne va dritta una.
- Entro in un negozio di quelli a prezzi bassi che ci compri i calzini di solito, e trovo solo taglie minuscole e lunghezze da teenagers. Poi, nascosta in un angolino, una bella camicetta.. vado a dare un’occhiata: per i soldi che chiedevano x quel pezzetto di stoffa io quel negozio lo compravo!
- Ho conosciuto il professore di informatica, un fenomeno!!! Dottor Del Vecchio.. una forza della natura! Il problema è che ho un mese per preparare l’esame.. e non ce la farò mai.
- Treno per Treviso da Mestre: tragedia. Una scolaresca di bambini che riempiva un intero vagone, di ritorno da una camminata a Venezia. Strano odore di piedi. Ovvio, erano tutti in calzini, le scarpe svolazzavano tra i sedili. Da sommare all’odore misto di panino al prosciutto, patatine al formaggio e biscotti vari. Ma la perla è stata la bimba bionda, piccola davvero, che davanti a me (ero in mezzo a due vagoni che respiravo sopra al mio profumo per non svenire e risvegliarmi a Udine) aspettava che arrivasse il suo turno per entrare in bagno, rotolandosi, saltando, strisciando e gridando come una pazza “non la tengo più fatemi entrare!”.
Ero piegata in due dal ridere!


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martedì 11 maggio 2004 - ore 20:19


omeni
(categoria: " Vita Quotidiana ")


non c'è verso. davvero non c'è verso.
non se ne viene fuori.
io mi do all'ippica. dico sul serio. inizio a giocare a boccette, o ae sciappare.
ma come cazzo fanno gli uomini a essere così rimbambiti!!??


..forse sono solo indormensai..

e allora..
dove sta il mio principe??????



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