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Stà bèa stèa fin doman finchè no rìva el sol
Sciàra sto scuro e el me cuor orbo e pien de doeor
Stà bèa stèa fin doman finchè no riva el sol
Stea dell’universo
Dime che no a ga perso a strada
Dime che in scarsea ga sempre
Un toco del me cuor
Un toco del me amor

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C’è un attimo da fermare:
chi lo riconosce è felice.
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"ARRANCARE: il lento, faticoso, deprimente ma determinato procedere di un uomo che non ha più niente nella vita tranne l’impulso di semplicemente continuare la lotta".

Per chi è arrivato tardi (ovvero dopo il 2007) su questo blog spieghiamo cosa sono gli Shaulismi. Parte tutto da Shaula, che è una stella della costellazione dello Scorpione. E io – chi mi conosce lo sa – sono una pesci ascendente scorpione. E poi il nome era bellissimo, suona come pieno di cristalli e profuma di autunno. Questo è il preambolo
Gli ismi sono le mie filosofie e i miei stili, e ogni post è un ismo. Ci sono ismi per ogni cosa. In particolare però, quando si tratta di me, di pensieri parole opere e omissioni, allora si chiamano Shaulismi.
Non è difficile, ma chi non sa non può sapere. E adesso sa.
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martedì 5 settembre 2006 - ore 22:21
Shaulismi
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Le giornate trascorrono serene finchè non ci si mette a pensare, a speculare su argomenti che non hanno mai finto di voler essere ciò che non sono, e cioè argomenti di discussione. Ma si sta lì, con le mani dietro la schiena, con gli occhi a terra e la mente che spazia, lì a cercare di ricordare perchè, come è potuto succedere. E un volto appare nella memoria, sbiadito e logorato come una vecchia foto. Dovrei saperlo eppure mi sfugge, chi sei, cosa vuoi ancora da me... E ancora chiedermi perchè, quando il perchè non dovrebbe interessarmi. Sospendere ogni pensiero razionale per analizzare un comportamento, un giudizio, un’espressione. Che cosa devo fare? Perchè succede proprio a me? E allora ogni sfumatura di brandello di memento assume significati impensati. E poi pensare a te, pensare a ciò che sei, a ciò che vuoi dirmi con quelle parole senza senso, quelle parole dure, secche. Crudeli. Tu che non sai di ferirmi, di portarmi a dubitare di me stessa. Tu che mi trascini in un antro buio merlato di ragnatele. Tu che fai di me una schiava del pensiero.
Qualcuno le chiama seghe mentali.
Io preferisco dire, con molta spavalderia e una spruzzatina di indisponente saccenza, che odio studiare storia medievale. Sto uscendo di testa. Bruciamo i libri di storia, orsù dai, tutti insieme!! Fuoco e fiamme!! Fuoco e fiamme!!
"Uccideteli tutti, Dio riconoscerà i suoi"
by Arnaldo, legato papale - 1209
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PERMALINK
sabato 2 settembre 2006 - ore 10:39
Lavorismi
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Ci sono persone che passano la vita a cercare lavoro, che comprano Il Mercatino ogni settimana ed, evidenziatore alla mano, guardano se da qualche parte c’è un’occupazione più dignitosa, più adatta alle proprie capacità e ai propri interessi, che sia stimolante e che apra ogni giorno nuovi cassetti, che porti nuove esperienze. E non la trovano.
E poi ci sono i figli di papà che non hanno mai lavorato un giorno in vita loro, e finiranno su una poltrona di pelle umana come il megadirettore di Fantozzi solo perchè hanno un cognome famoso, ma non è di questo che voglio parlare. Ci sono persone che hanno trovato il lavoro perfetto, il lavoro dei sogni, quello che ogni maschio del pianeta Terra vorrebbe fare per guadagnarsi da vivere.
Ieri tornando da Bologna, per sdrammatizzare l’infornata culturale e le discussioni impegnate in cui mi diletto, ho comprato Vanity Fair, l’unico giornale femminile che mi sembra aver raggiunto un giusto connubio tra futilità, sciocchezza, beauty, moda e stimolo intellettuale (chiamiamolo così, mi fa sentire meno in colpa per quell’euro e mezzo speso). Insomma, sfoglia sfoglia, salto le pubblicità e le lettere delle lettrici (a malincuore, ma le riservo per momenti di depressione, per sollevarmi il morale tentando di rispondere ad una mamma che si innamora del maestro della figlia) e finisco su un’intervista ad Andrea Salvetti, erede patrono del Festivalbar. Il quale, con un fair play degno di Domenecq, spara a raffica su Mediaset. Ma non è questo quello che voglio portare alla vostra attenzione:
"[..] Il problema è che alcuni di questi artisti si muovono con uno staff enorme, minimo 25 persone, e per una sola canzone spesso non ne vale la pena. Per questo non abbiamo preso Paris Hilton. Jennifer Lopez viaggia con una persona al seguito pagata solo per inturgidirle i capezzoli. Mariah Carey, invece, ne ha due che le fanno da ascensori umani, perchè i suoi vestiti sono talmente stretti che non riesce a salire sul palco salendo i gradini." Voglio sapere qual’è l’ufficio di collocamento, o l’agenzia interinale, che procura questi lavori - sicuramente ben remunerati. Prometto che quando darò del fighetto a qualcuno, o del raccomandato, ci penserò sopra. Solo gli eccessi a volte ci aiutano a capire quanto valore abbiano le cose (e le persone) semplici. Solo i capricci delle finte neo dive mi fanno riflettere su quante piccole finte neo dive, che si atteggiano allo stesso modo ma proporzionalmente, circolino per le nostre strade.
E quegli uomini fortunati, attenti a voi, è una ruota che gira. Ho uno stuolo di amici che farebbero il vostro lavoro gratis, con un impegno di granito, e pagherebbero il biglietto ai concerti pur di entrare e fare il loro dovere di stuzzicatori. State attenti al vostro lavoro perfetto, non tirate troppo la corda, ci sono concorrenti dietro l’angolo.
Mpf. Voglio più giustizia a questo mondo infame.

PS - e tu, sì tu: a te continuerò a dare della fighetta figlia di papà, perchè lo sei dalla nascita e non avrai mai le palle per cambiare, ma in generale prometto che da oggi sarò con tutti più parca di commenti, complimenti e sacramenti.
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PERMALINK
martedì 29 agosto 2006 - ore 15:49
Bullettismi
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Ognuno ha le sue fisime, le sue fissazioni, le sue ossessioni. Io ne ho per tutti, potrei noleggiarle. Potrei svenderle e comunque il ricavo sarebbe notevole. Come i saldi, che se vendono una maglia al 70% da Benetton vuol dire che Luciano comunque ci lucra e ci guadagna, e allora io spendo sempre il 70% in più. No, non sempre, anzi mai,da Benetton vado solo coi saldi finali perchè ha prezzi da sultano del Bahrein, ma sto divagando.
Ad esempio, odio la goccia asciutta e bianca sullo specchio del bagno, mi fa impazzire, la devo togliere subito. Tanto per dire. Ora sto iniziando a studiarmi con più attenzione e sto focalizzando alcuni punti, tipo impensabili e il più delle volte ingiustificabili passioni. Ad esempio, ho recentemente scoperto che se c’è una cosa a cui non posso proprio resistere sono le pubblicità di utensili da cucina americane. Quelle tipo
Miracle Blade la serie perfetta, in cui il cuoco taglia e affetta qualsiasi cosa. Quando taglia il filetto do in escandescenze. O tipo le televendite di robot da cucina che fanno anche la panna montata. O il fornetto che ti pare di sentire l’odore della pizza e della torta di mele. Potrei guardarli per ore.
Ma ultimamente il mio unico pensiero, la mia vera passione, è quel frullatutto detto
Magic Bullet, presentato da una coppia di californiani nella loro spaziosa e fornitissima cucina, mentre regalano ai loro ospiti trucchetti per far mangiare broccoli agli eredi. Beh, mi incolla alla TV. Non riesco a non guardare. Non cambio canale finchè non partono le scritte finali. Tra l’altro è a ripetizione, va in onda due volte di seguito senza interruzione, e io me le guardo tutte e due. E non è teoria dello schifo, a me piace davvero. Vederli cucinare, vedere cosa ne esce, osservare i colori di anguria melone verza e cavolo che si mescolano, guarnire pizze torte gelati. E poi loro sono simpaticissimi, lui è un palestrato mimetizzato da padre perfetto, lei è una bionda casalinga con i capelli lucidi e il sorriso bianco smaltato, e c’è uno dei loro amici, quello ciccionetto sempre scettico, che mi fa impazzire. Lo voglio conoscere. Voglio preparargli anch’io una salsa di vedure piccanti.
Solo a pensarci mi viene voglia di vederla. Devo assolutamente sintonizzarmi su italia7. Non ho intenzione di comprare il Magic Bullet, non lo voglio possedere. Lo voglio guardare. Non lo voglio nella mia cucina, non lo voglio nella mia credenza, lo voglio solo guardare all’opera mentre il padre con i muscoli strizzati nella t-shirt lo riempie di carne per farcire tortillas. Voglio solo illuminare i miei occhi di Magic Bullet.
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domenica 27 agosto 2006 - ore 10:25
Viaggismi
(categoria: " Vita Quotidiana ")









Sognare ad occhi aperti.
E siccome sono stata brava, diventa realtà.
Almeno questo, vidimiamo. Si inizia sempre con uno, uno per volta. E questo è realtà. Tutto vero. Foglio delle presenze: scrivici il mio nome, poi metto io la firma che mi porta lì, nel mio paradiso innevato. Luogo data e firma per favore.
New York City - 27 dicembre
Sto già tremando d’emozione. Abbiamo prenotato, il viaggio è nostro, è vero, tutto vero. Non mi scendevano lacrime così dal gol di Grosso con la Germania.
Guardala che bella sotto la neve, colorata e luccicante, le vetrine natalizie. Mi mancano così tante cose da vedere, 10 giorni non erano abbastanza, ho bisogno di altro tempo. Altri 8 giorni per correrla, camminarla. Guardarla, gustarla, toccarla, respirarla: come si fa a resistere?
E infatti. Arriviamo.
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venerdì 25 agosto 2006 - ore 14:00
solo-ismi
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Il perfetto connubio fra tre passioni che coltivo da tempo immemore: la letteratura e il calcio. E la terza è, ovviamente, Rino.
Lunico uomo che contende a mio moroso lo scettro di re del mio cuore. Maury già lo sa, e convive pacificamente con il mio amore calcisticamente ringhioso. E comincia a stare simpatico perfino a lui.
"Davvero un testimonial tv deccezione per la Storia della Letteratura Italiana dal 25 agosto in edicola con Panorama: e Rino Gattuso. Lo spot, girato a Milanello, vede Gattuso parlare di Leopardi con un amico, quando un giornalista gli chiede se pensa di giocare nella prossima partita. Chiedetelo al mister risponde il calciatore che riprende la sua colta discussione."
Fonte: sito RaisatE comunque, viva i sogni che restano sogni. Certe persone riescono a demoralizzare anche il più convinto degli ottimisti. E io che ottimista proprio non sono, cado nel baratro come inciampando su una buccia di banana su una lastra di ghiaccio.
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martedì 22 agosto 2006 - ore 16:52
Ideismi
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Tutte le idee che ho in testa tra un po’ imploderanno, e faranno del mio cervello una poltiglia. Oppure lo faranno esplodere perchè la capienza massima è stata superata, e allora ci troveremo brandelli di materia cerebrale da Trieste in giù.
O forse non esploderanno, semplicemente si realizzeranno e diventerò un esemplare di Silvia saltellante, con passetti aggraziatissimi corredati di sorrisi plastificati, inebetiti, fissi in faccia.
L’attesa è eccitante ma voglio sapere cosa succederà, vorrei sapere tutto adesso.
Ho così tanti progetti, ho così tante storie, ho così tanti programmi.
Voglio fortemente tutto ciò. E la mia volontà mi porterà alla realizzazione di questi sogni.
Con la collaborazione del mio bancomat.
"A volte uno si crede incompleto ed è soltanto giovane."
I. Calvino, Il Visconte DimezzatoOppure è un sognatore. Dai...

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domenica 20 agosto 2006 - ore 12:04
Hobbismi
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Ho un nuovo hobbie. Guardare film sulla fine del mondo. Hanno davvero del meraviglioso. Sembrano tutti uguali, so che lo state pensando ed inizialmente lo pensavo anch’io, ma non è così. Si può salvare la razza umana o l’ecosistema, la natura, gli animali più generici o anche i batteri, l’intera vita sul pianeta o una percentuale di persone. In ogni film la minaccia è diversa, un virus letale, un asteroide delle dimensioni del Canada, un vulcano inattivo dal XII secolo, alieni iche sembrano indistruttibili ma eliminabili trasmettendo loro un raffreddore, l’eccesso di inquinamento dovuto ad un magnate del petrolio senza scrupoli, una flatulenza di proporzioni bibliche esplosa dopo una gara di hamburger nell’Illinois che sta per asfissiare le capitali mondiali, un brufolo sulla fronte della reginetta la sera prima del ballo, e per non farne accorgere nessuno innesca una serie di atomiche in vari punti del globo, uno scienziato pazzo che ha un unico scopo nella vita e cioè fermare il movimento del nucleo della Terra.
Già, il nucleo smette di girare e sulla superficie terrestre si susseguono eventi che hanno del paranormale: uccelli che si suicidano schiantandosi sui monumenti di Trafalgar Square, 32 cuori pacemakerati che smettono di pulsare nello stesso momento, uno shuttle che perde il controllo e sta per disintegrare Las Vegas, un uomo bellissimo con una laurea in geofisica e i calzini scuri.
Tale meraviglia cinematografica risponde al titolo di The Core, e ha assorbito un nostro pomeriggio estivo vaporizzando una massiccia parte dei nostri neuroni.
Prevedibile, scialbo, inconsistente; mai un momento di ipertensione, mai vera angoscia, mai immagini lontanamente realistiche, sentimenti superficiali (se non per quel dolcissimo esperto in bombe atomiche francese...), belloccio e belloccia che scampano al pericolo e riescono a ridacchiare come vecchi compagni di briscola nel momento in cui li salvano dall’abisso dell’oceano quando chiunque per la gioia avrebbe ballato come Gery Halliwell.
E poi la scena della polverizzazione del Colosseo che (e cito Mereghetti) entrerà negli annali del trash.
Vulcano, the day after tomorrow, armageddon, virus letale, e mille altri. Chi non he ha visto almeno uno? Io voglio farmi una cultura di film sulla fine del mondo, non voglio perdermene nemmeno uno. Ognuno ha i suoi hobby dopotutto, a me l’uncinetto ha stancato, e sono toppo pigra per fare attività fisica. Questo è il passatempo per far passare il mio tempo, ho deciso.
In settimana ne programmano un altro, in cui una tempesta micidiale sta per riportare la Terra ad una glaciazione, e i suoi abitanti all’età della pietra. Ci vuole fantasia, io ammiro profondamente gli sceneggiatori di film sulla fine del mondo.
Sembrano tutti uguali, e lo sono, ma vengono resi diversi da piccoli succulenti particolari, come un cane che sveglia il padrone appena in tempo per fuggire da una cometa che frantumerà la stalla in cui riposava, una donna che partorisce dentro un vulcano, un ragazzino che dichiara amore alla maestra fra le macerie di un terremoto, un uomo di meza età che irrompe bardato di mitragliatori e bombe a mano nella cantina in cui è stato segregato il suo motorino, per liberarlo dalle grinfie di elfi rimbalzanti. Questi sono i momenti in cui la fantasia viene sfruttata appieno. Produttori ollivudiani, non smettete mai di regalarmi queste meraviglie. Credo in voi. So che non mi deluderete, non ora che ho deciso di votarmi totalmente a voi, di stare dalla vostra parte, di amarvi e onorarvi per tutto il resto della mia vita. Dica lo giuro.
Lo giuro.
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martedì 15 agosto 2006 - ore 15:33
Scherzismi
(categoria: " Vita Quotidiana ")
C’è uno scherzo che faccio da anni, ma che devo ammettere non ho brevettato io. Insomma, quando torno a casa dopo una serata alcolicamente impegnativa o che si è rivelata divertente e degna di memoria collettiva, scelgo una vittima e invio dal mio telefono un sms che solitamente non si discosta molto dalle parole
"ho dimenticato il cell a casa/in macchina tua puoi controllare per favore grazie".
Beh, ieri il malcapitato era Toto. Mi ha richiamata dopo 5 minuti preoccupato per la mia perdita, chiedendomi se lo avevo trovato e dicendomi che si, lo aveva cercato ma non c’era...
Maury anni fa, al suo primo incontro con il mio scherzetto divertentissimo, aveva messo sottosopra la macchina prima di rendersi conto che ridevo di lui e quindi di mandarmi un minaccioso sms di morte imminente. Toto invece , scoperto l’inganno, è esploso in una fragorosa e contagiosa risata, ma lui era a casa da solo, e io avevo il russante Maury in coma etilico di fianco a me.
Provatelo, è una cosa simpatica. Che ridere, mi fa sempre ridere questo scherzetto, ogni volta come la prima volta.
Questo perchè ieri sera abbiamo partecipato ad una cena luculliana a casa di Toto, che ci sfonda di gamberi fritti come fossero bagigi. E poi partire alla volta di Padova, Noalese e siamo lì in mezz’ora. Così ho trovato una Chobin in splendida forma, un Zilvio
spaziale e un Rosso sempre più fuori, sacranòn. Solo che ero un tantino imbriaga e mi vantavo della mia pancia da birra davanti a mezza dozzina di increduli e a me sconosciuti presenti.
Devo smettere di bere birra, e devo smettere di ingozzarmi di cibo, e devo smetterla di chiedere tiri in giro o una cicca ti prego offrimi una cicca, smettere di fumare è sempre durissimo.
Ogni volta come la prima volta.

E stasera? Come me la cavo? C’è il compleanno della Dany, non è che posso rovinare la festa della mia migliore amica con slanci di astemismo, insomma. Auguri Lela, ti voglio un sacco bene.
PS importanteieri alle ore 18.00 è nata Jennifer - pesa kg 3330, è lunga 51 cm ed è bellissima, devo ancora vederla ma sono sicura che è bellissima.
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PERMALINK
venerdì 11 agosto 2006 - ore 11:46
Vecchismi
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Sono vecchia, sono fuori target. Da un certo punto di vista la cosa non mi dispiace, sono cresciuta maturata e quant’altro.
Ma i militari non mi fischiano più. Non si accorgono più di me, sono vecchia, sono
fuori target. Non sono più la fresca adolescente che arrossisce ai maliziosi complimenti dei militari in licenza, non sono più la ragazzina ingenua che finge di non sentire i commenti sciocchi di chi per lei è solo un maleducato. Ma intanto arrossisce perchè un po’ in fondo, ci vorrebbe credere...
Non ero bella, non ero attraente, ero tutto tranne che fascinosa e sexy quando la mia età si aggirava tra i 14 e i 17. Le ragazze di oggi sono più sensuali di me già in terza media. Io ero una qualunque, ma per un militare in libera uscita ero una
donna. Stranissimo fenomeno fisico-chimico: fischiavano anche a me.
Ho sempre odiato i fischi del giovane militare. Riconoscibile anche in borghese, con quell’aria da finto giamburrasca invecchiato, quello sguardo fuggiasco e ottuso. Ho sempre detestato quel girarsi di tre quarti dopo aver incrociato un esemplare femminile, quel contemplare il di lei di dietro con un ghigno tra l’ironico e lo strafottente di chi pensa di potersi permettere tutto in quell’unico pomeriggio libero settimanale. Non mi sono mai curata di loro, con superiorità, con ostentata indifferenza, orgogliosa di non cedere alle lusinghe di un ragazzino che si sente uomo troppo presto. Ammetto di essere nata acida e di non aver perso un millesimo dellacidità che si aggira nel mio sangue da sempre, ma li ho sempre detestati i militari in libera uscita, maleducati, strafottenti, vanitosi, egocentrici.
Eppure ora mi manca. Non mi guardano più come un tempo, sono vecchia. Sono fuori dal target militari. E per quanto mi faccia piacere non essere più oggetto di tali mancanze di rispetto e manifestazioni di machismo così spudorate e per lo più immotivate, mi manca.
Ci pensavo ieri, ridendo a crepapelle. Che discorso stupido, ricordo di aver pensato. Ma ridevo un sacco. Che discorso stupido. E chissà quante altre l’hanno pensato, ma si sono fermate prima di formularlo seriamente. Io no, e dovrei selvaggiamente vergognarmene. Ma non lo faccio. Sorrido. Piccola Silvietta.
Oggi mi faccio la morale. E vale per tutti.
Chi ha i denti non ha il pane, e chi ha il pane non ha i denti.
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domenica 6 agosto 2006 - ore 17:25
Festismi
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Sono stata iniziata, ho fatto la mia prima festa con carabinieri che squarciano la notte e suonano un campanello che non doveva suonare, e portano buone nuove dai vicini del piano di sotto, che pensavano ci fosse un trasloco in atto.
Lo so che è decisamente puerile come cosa, raccontare di aver fatto una festa così pazzesa e strafica che wow fratello che figata che casino abbiamo rabaltato la casa di Teo. Ma Teo parte, segue la sua donna, ha trovato lavoro in Spagna, con lei, e allora parte e lunedì c’è un aereo che lo aspetta. E allora festa ad oltranza.
Era da parecchi capodanni fa che non tornavo a casa alle 6, con la luce, col sole, da non credere. Erano anni che non riuscivo a stare sveglia fino alle 6, in realtà. Mi sono sentita di nuovo giovane, di nuovo adolescente, ma con i miei via mancava l’adrenalina di entrare in casa in silenzio, con le scarpe in mano e trattenendo il respiro perchè sono dei segugi e sentono anche gli spostamenti d’aria se sono in ritardo rispetto al coprifuoco. Sono tornata giovane, una che guarda l’orologio ed è mezzanotte e poi lo riguarda e merda sono le 4 non me ne sono manco accorta
driiiiiiiiiiiin hanno suonato ma perchè, mancava qualcuno?
La mia prima festa con carabinieri che irrompono armati (cristoddio sono arrivati con la pistola nella fondina fossimo stati una banda di narcotrafficanti) e incazzati, e i miei amici che irrompono verbalmente con un "la carabiniera però è bona" e grazie al cielo quasi nessuno ha sentito.
Era tanto che non crollavo sul cuscino, tampo trascorso tra il prendere le lenzuola e l’addormentarmi quattro secondi netti. E Maury non ha russato. Svegliarmi alle 14.55, che non ha senso ma ho guardato l’orologio ed erano le 14.55 ed era da parecchi capodanni fa che non mi svegliavo alle 3 di pomeriggio. Sono tornata giovane.
Giovane stupida e puerile, con la voglia di raccontare agli amici che sono tornata con l’alba, di far la figa perchè sono tornata più tardi di tutti, che per strada c’era solo un uomo di mezz’età con un labrador tremante di freddo, mi ero dimenticata del freddo dell’alba.
Va beh. Ciao Teo, fa il bravo mi raccomando.
Julieta Venegas - Me voy
Porque no supiste entender a mi corazón
lo que había en el porque no tuviste el valor de ver quien soy
porque no escuchas lo que esta tan cerca de ti
sólo el ruido de afuera y yo
que estoy a un lado desaparezco para ti
No voy a llorar y decir que no merezco esto
porque es probable que lo merezco pero no lo quiero
por eso me voy que lastima pero adios
me despido de ti me voy
que lastima pero adios me despedio de ti
Porque se que me espera algo mejor
alguien que sepa darme amor
de ese que endulza la sal y hace que salga el sol
yo que pense nunca me iría de ti
que es amor lo bueno de toda la vida
pero hoy entendí que no hay suficiente para los dos
No voy a llorar y decir que no merezco esto
porque es probable que lo merezco pero no lo quiero
por eso me voy que lastima pero adios
me despido de ti me voy
que lastima pero adios me despedio de ti
Me voy que lastima pero adios
me despido de ti me voy
que lastima pero adios
me despido de ti me voy
que lastima pero adios
me despido de ti
me voy
que lastima pero adios
me despido de ti
me voy
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