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Spruatz
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IN QS PERIODO STO STUDIANDO...
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yepaaaahhhhh!
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ORA VORREI TANTO...
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martedì 14 dicembre 2004
ore 10:33 (categoria:
"Riflessioni")
Presepio vivente

Finalmente ho avuto un po’ di tempo per fare l’albero di Natale. Al posto dell’angioletto ho messo un maiale con le alette e l’aureola, d’altronde non potevo esimermi dal farlo. Il presepio non lo faccio perché non mi ispira particolare simpatia, colpa della maestra delle elementari che nel lontano ’78 s’era messa in testa di farci fare il presepio vivente a scuola. Io, essendo un bimbetto vivace e rompicoglioni ero stato assunto al ruolo dell’asinello. Ho sempre pensato che certe punizioni rovinano la psiche dei futuri adulti, se di adulti si può parlare. Insomma, io ero l’asino per punizione. A si? Vuoi punirmi facendomi fare l’asino? E mò ti faccio vedere io. Mi fanno indossare il mio bel costumino grigio con criniera e lunghe orecchie, coda con batuffolo all’estremità, copriscarpe e coprimani a mò di zoccoli somareschi e mi fanno accomodare al lato della culla su un bel letto di vera paglia. Il mio compagno di merende era naturalmente il bove, la scusa si celava dietro un sei il più grassottello. Ebbene, la scena si svolgeva così. Entravano Giuseppe, Maria e il bambinello, adagiavano quest’ultimo nella culla e poi arrivavano pastori e pastorelle in adorazione con un fitto passaggio di angioletti. Per ultimi arrivavano i Re Magi con i doni. Si chiudeva la scena con Giuseppe, Maria e il bambinello che uscivano lungo il sentiero. Il bambino che interpretava Giuseppe era il classico pezzo di merda, il secchione che non ti faceva mai copiare, quello che aveva la bicicletta più fica e la pistola ad aria compressa, insomma il più invidiato e odiato da tutti. Maria invece era la più bella bambina della scuola, biondina con gli occhioni azzurri. Eravamo tutti innamorati di lei. Mi vergognavo come un ladro nel mio ruolo di asino… La rabbia era tanta che ad un certo punto sono sclerato ed ho iniziato a ragliare come un pazzo, a mangiare sul serio la paglia scuotendo in maniera fuoriosa la testa portandomi sulle due zampe posteriori. I genitori e i parenti che assistevano alla sacra rappresentazione avevano le lacrime agli occhi da ridere, la maestra era bianca come un cencio e non sapeva come ostacolarmi. Il pezzo di merda di Giuseppe, uscendo dalla scena mi disse sei sempre il solito cretino, dovevano farti fare il diavolo, il somaro è troppo di classe per te, nel mentre Maria rideva facendomi l’occhiolino. La chicca è stata quando Giuseppe mi è passato accanto e io con molto garbo ho allungato la zampa facendogli lo sgambetto. Il cerebroleso è caduto come un sacco di patate tirando giù la cartapesta della grotta. E’ finita con tutti quanti che ci liberavamo dalla grotta che ci era crollata in testa. Tutti che ridevano, la maestra che urlava e io che non mi ero pentito nemmeno un po’. Poi sono stati dolori. Bastardo di un presepio…
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lunedì 13 dicembre 2004
ore 15:20 (categoria:
"Musica e Canzoni")
Di tutto un po'
 Da dove inizio? Ben dai, dalla fine. Absolutely 90’s in onda su MTV il lunedì sera alle 21 e la Domenica in replica alle 19 è un programma veramente bello. Giorgia Surina non mi è particolarmente simpatica, però devo dire che conduce la trasmissione abbastanza bene. Poi c’è Faso con la sua cover band Phazzes, dei mostri di bravura e simpatia. Infine lui, Andy dei Bluvertigo, classe e intelligenza infinita. Bel programma, complimenti. Adesso salto a venerdì sera. Cena con gli ex colleghi di lavoro. Impagabile il fatto che nonostante me ne sia andato via sbattendo la porta per colpa di un capo coglione che più coglione non si può, i tuoi ex colleghi si ricordino sistematicamente di te ad ogni occasione per fare un po’ di baccano. Queste sono cose che rendono felice perché vuol dire che mi vogliono bene.
 Sabato. Sono andato a suonare ad un matrimonio irlandese-italiano. Ci siamo mossi abbastanza presto per montare strumenti e impianto per poi eclissarci fino all’ora stabilita. Invece gli ospiti e gli sposi sono arrivati in anticipo perché la temperatura era troppo rigida per stare in giro a fare foto. Lo sposo irlandese si è preoccupato subito del nostro abbeveraggio e dicendoci di non temere che c’erano lattine di Guinness e Harp a volontà… dico solo che per me la Guinness è come il miele per gli orsi o meglio, la frutta per gli elefanti, infatti alla fine conterò la bellezza di sei lattine morte sulla testata dell’ampli… burp… Ma la cosa più divertente è stata la sposa. Entra, la guardo di sfuggita, tanto per me le spose sono tutte uguali, poi faccio l’educato e vado a fare gli auguri. Mi guarda e… tu? qui? da quanto tempo! diobbuono non sapevo più che faccia fare… mi pareva di essere il tipo della MasterCard… bèccati il rosso irlandese! Superato l’imbarazzo iniziale me la sono pure guardata meglio. Era molto più bella di una volta, più donna. Vabbé, in un’altra vita invece di Guinness e Harp si suonerà con Peroni e Forst. La nostra nuova cantante è stata bravissima, considerato il fatto che non aveva mai cantato in pubblico prima d’ora. Intonata, sorridente, trascinante e ottima presenza scenica. Io e il Gas siamo proprio dei talent scouts . C’è da dire che i beoni irlandesi sono dei miti perché hanno ballato, saltato, pogato dall’inizio alla fine. Fine? E’ finita con i beoni che non si reggevano più in piedi e io che nonostante avessi bevuto un bel po’ ero ancora fresco come una gombina di cavolfiori… i veneti hanno da insegnare anche ai dubliner.
 E ieri? La mestrina mi ha tirato giù dal letto con il paranco, mi ha lavato, vestito, caricato in macchina e portato ad un pranzo fra amici sui Colli. A Villa di Teolo ho realizzato che stavamo in macchina, che c’era una giornata stupenda, che forse mangiando mi sarebbe passata la gnogna. Al quarto tornante stringevo le chiappette per irrigidire l’intestino. Davanti alla Montanella ho pregato Iddio che mi concedesse la grazia di arrivare. Tutto sommato non sono cattivo. Ogni tanto lo offendo un pochino, ma è sempre per una giusta causa, vuoi anche perché così ha la scusa per perdonarmi (l’ho letto sul blog del Guglielmo ). Infatti mi ha concesso la grazia di arrivare tutto sommato in maniera decente. Pranzo, frizzi, lazzi, cotillones e poi a letto di nuovo fino alle 19. Poi Absolutely 90’s e viaaaaa… buona settimana 
P.S. ho visto le foto della festa di spriss… bella, la mia cameriera preferita (e peldicarota ) è sempre bella . Ma quello lì con la fascetta rossa ha il dono dell’ubiquità? Per non parlare del trio Lescano 
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giovedì 9 dicembre 2004
ore 09:56 (categoria:
"Vita Quotidiana")
Sangue e Arena
Premessa, a me un giorno di vacanza in mezzo alla settimana fa più male che bene. Ho appurato che non sono fatto per andare nell’isola dei famosi perché non sopporto gli ebeti e non so aprire le noci di cocco. Ieri infatti mi sono cimentato nell’apertura del cocco col risultato di essermi aperto un pollice come una canoccia. Sangue dappertutto, un male boia, eresie a Niagara. Forse avrei dovuto andare al Pronto Soccorso ma poi ho pensato al Dott. Ing. Marcello, il mio carpentiere di fiducia, che per sbreghi molto più profondi applica grasso per macchina e un bel giro di nastro isolante. Diciamo che io non ho seguito alla lettera il suo esempio. Diciamo che al posto del grasso ho applicato del cicatrene e al posto del nastro ho messo un cerotto. Chissà se guarirò lo stesso. E sabato devo anche suonare… speremo ben. Sono fuori da tutti i tunnel del divertimento, speriamo che questo periodo passi in fretta perché ho una voglia incredibile di rivedere i miei amici che sto trascurando. Però c’è una notizia positiva, mi ha chiamato Jacopo di Radio Sherwood invitandomi alla trasmissione che conduce per fare dei pezzi in diretta con solo chitarra e voce. Vediamo se inizierò a raccogliere i frutti della mia grande passione. Mi porterò il mio fedele chitarrista che suonerà la mia nuova chitarra, con loro sono in una botte di ferro.

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martedì 7 dicembre 2004
ore 18:20 (categoria:
"Viaggi")
China Martini
 Jesolo 1996, classica vacanza fra ragazzi in vena di far casino. Serata più allegra del solito passata attorno al tavolino da campeggio, sulle sedie da campeggio che ti costringono in posizioni stile barbagianni. E ridi e conta e bevi e mangia e fuma e chi più esagera più è fico. Alla fine ci siamo rovinati come uno sparring-partner di Tyson. Decidiamo di ritirarci nelle nostre stanze, alias tendine igloo comprate al Centro Giotto alla modica cifra di 58.000 lire. Avete presente le tute che vendono nelle TV private? Quelle che dicono essere state disegnate dagli scienziati NASA? Ecco, praticamente erano delle saune ambulanti, robe da lasciare l’impronta in stile sacra sindone sui materassini. Se poi andavi a letto con più alcool che sangue nelle vene, il gioco era molto pericoloso. Prima di entrare nei gironi infernali travestiti da tenda, il Franz butta lì una proposta “Facciamo le Olimpiadi degli imbriaghi? Vedete quella siepe? Può essere l’ostacolo del salto in alto! Ora, in perfetto stile fosbury, vi farò vedere la mia agilità!” “NOOOO, non farlo, noooo” Niente da fare, il Franz aveva preso una folle rincorsa ed aveva raggiunto il punto di stacco. Si era librato in volo come Dumbo, stile ed eleganza pari a zero. L’ultima immagine che ho avuto del Franz è stata quando s’è inabissato nelle fronde di quel cespuglio che pensavo fosse una siepe, in realtà era un rovo. Tonfo sordo, un po’ come quando in macelleria viene battuta la carne. Abbiamo contato centoventisette schegge di legno tolte dai palmi del saltatore… La mattina seguente mi sono svegliato in preda ad una nausea terrificante, sudato come Varenne dopo il Grand Prix, agile come un bradipo nelle sue ultime ore di vita. Che fare? Semplice, espellere tutto e via. Mi dirigo verso i bagni (era l’alba), mi chiudo dentro a doppia mandata e tento di mettere un dito in gola. Avete mai provato? E’ una cosa veramente disumana, non capisco come facciano i bulimici a farlo sistematicamente. In più c’erano i classici vecchiotti mattinieri che avevano già secchi pieni di caparossoli e li stavano pulendo nei lavelli. Insomma, mi vergognavo come un ladro. Allora? Entro in doccia, apro al massimo il getto e non ci penso due volte. Di più, con le ciabattine spingo i pezzi grossi giù per lo scarico… uno schifo tremendo… però avevo raggiunto l’obiettivo. Torno alla tenda e trovo i ragazzotti già tutti svegli e rabaltati. Decidiamo che una colazione è l’unica cosa che ci può far continuare a vivere. In quattro ordiniamo un tè con i biscotti e la signora del banco, che ci vedeva ormai ogni mattina, rideva sadica da sotto il baffo. Il Nello invece alza il lungo braccio e dice “A mi signora me fassa na China Martini un fià caldina, parché el stomego gà da capire chi che comanda!”. Inutile dire che sono corso in doccia un’altra volta…
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lunedì 6 dicembre 2004
ore 11:37 (categoria:
"Vita Quotidiana")
Avanti sempre!

OK! Anche questo weekend ho dato spettacolo… allo show dei Risi e Bisi ho dato il mio contributo facendo il fratello minore di Davide Boato affiancandolo nella parodia del M.O.N.A. 9000. Per la cronaca, io sono il M.O.N.A. 7500… Credo di aver riso poche volte fino all’asfissia, sabato è stato uno di quei giorni. Eravamo io, la mestrina, Wis, Neus e tutti e quattro abbiamo contribuito alla riuscita dello spettacolo. La mestrina è stata corteggiata da Stefanato, che non ha mantenuto la promessa e non se l’è portata via (‘sto contaballe). Neus è addirittura salita sul palco a fare i grattini al M.O.N.A. 9000 per dimostrare ch’era insensibile al fascino femminile, invece poi si è attaccato alla sua gamba come un cane in calore. Il Wis è stato pregato più volte di abbandonare il palazzetto altrimenti con la sua presenza avrebbe inibito Neus nelle avances al M.O.N.A. 9000. Io sono stato esposto al pubblico ludibrio per ben due volte. Abbiamo un futuro come attori o come pajassi? Memorabile lo sketch della due vecchiette, ho rischiato l’infarto per due-tre volte. Se vi capita l’occasione andate a vedere questi quattro sciagurati e se siete timidi non sedetevi in prima fila, verrete sicuramente puntati. Ieri sera invece sono andato al Greenwich a vedere un contest tra chitarristi. Tutti molto bravi, però uno in particolare mi ha colpito, tal Tommaso Ermolli, un sedicenne col baffetto accennato, voce bianca (forse pensa troppo alla chitarra con le corde…) e tecnica sopraffina. Se il buongiorno si vede dal mattino, questo diventerà un grande. Tra l’altro, quando ho visto suo padre, mi sono ricordato di aver comprato i mobili di casa mia nel suo mobilificio sito in quel paese ameno di Pernumia. Mobili di ottima qualità e ottimo prezzo. Ermolli ha arredato tutta Pernumia, Monselice e Battaglia Terme, praticamente un monopolio. Se fossi io il padre di quel ragazzino mi metterei a piangere dall’emozione. Se fossi il padre di Jonathan del Grande Fratello lo avrei già messo in veranda in battuta di sole nel mese di Agosto per insegnargli che la vita può anche essere dura. Buona settimana!
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venerdì 3 dicembre 2004
ore 09:05 (categoria:
"Cinema")
Matrimoni e pregiudizi

Serata diversa quella di ieri. Ho persino rinunciato allo Yoga per andare ad una cena-buffet indiana offerta dal ristorante Rangoli al bar davanti al Porto Astra. Alla cena è seguita la visione del film Matrimoni e pregiudizi, dello stesso regista indiano di Sognando Beckham. Va bene, non sto qui a dirvi cosa sto combinando stamattina, dico solo di avere la sensazione di essere un Led Zeppelin che sta per scoppiare da un momento all’altro. Tutto buonissimo, soprattutto la birra… quattro bottigliette in un’ora… Poi il film, alla visione del quale si sono uniti anche Neus e Wis. Il Wis con due occhiaie stile sporte dell’Ipercity, che non mangiava dalla sera prima reo di aver avuto un incontro ravvicinato con della grappa alla liquirizia. Io che galleggiavo a mezz’aria come una mongolfiera. Inizia il film… lasciamo stare va, mi sembrava di assistere al remake di Grease in salsa indiana. Musiche esotiche, balletti indiani a go-go e io ormai spalmato sulla poltroncina. Se non altro le attrici erano delle gran belle fi…gliole cosicché l’occhio ha avuto la sua parte. Finito il film siamo tornati al bar dove ci hanno offerto dei digestivi indiani agli estratti di cardamomo, ginger e cocco, abbinati a dei semini a loro volta digestivi, da masticare. Allora, passabili i liquori al cardamomo e al ginger, quello al cocco oltre ad avere un profumo da crema solare era talmente amaro che mi si è girata la lingua come una caramella. Ma vogliamo parlare dei semini? Ce n’erano al finocchio, glassati e commestibili, poi c’era il cardamomo che sapeva nettamente da bagnoschiuma al Vetiver, ma quelli che mi facevano proprio rivoltare in due erano quelli che sapevano da incenso, aprivi la bocca e profumavi l’ambiente. Neus ha gradito il liquore al cocco e i semini all’incenso. Neus, la prossima volta che ci vediamo ti offro l’amaro centerbe dei frati minori di La Verna, l’amaro che ti anestetizza cuore, mente, reni e polmoni, magari a te piace.
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giovedì 2 dicembre 2004
ore 08:19 (categoria:
"Fotografia e arte..")
Signorina, ha bisogno d'aiuto?
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martedì 30 novembre 2004
ore 14:30 (categoria:
"Viaggi")
Gita in moto
Dai, su, forza che se viene fuori il sole porto la morosa a fare un giro in moto! 
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lunedì 29 novembre 2004
ore 09:56 (categoria:
"Musica e Canzoni")
Enrico Crivellaro e... un troll!
 Notiziona! Venerdì sera, dopo quasi due lustri, sono riuscito a farmi la tessera del Blu. Non che ci tenessi poi tanto, considerata la mia allergia ai frequentatori di quel posto, però quella sera suonava Enrico Crivellaro e io non me lo potevo assolutamente perdere. Prima di tutto devo ringraziare la sgnaruz che non molto tempo fa me lo ha fatto conoscere personalmente. Ho chiacchierato con lui un bel po’ accorgendomi che parlavamo la stessa lingua. Se poi penso che ha suonato con B.B.King, John Lee Hooker e Jeff Healey, solo per citarne alcuni, mi vengono le bave alla bocca. Ebbene, Enrico mi aveva anticipato che in uno dei suoi innumerevoli viaggi era incappato in un chitarrista della Malesia che lo aveva letteralmente spiazzato. Senza dubbio era il più bravo chitarrista che le sue orecchie avessero mai sentito. La mia curiosità si era fatta enorme ed ecco che la sgna, sempre ultrinformata sui movimenti mondani, mi ha portato al Blu a sentire Enrico e il chitarrista malese. Hanno aperto il concerto Enrico e alcuni suoi amici, poi è arrivato il momento tanto atteso. Sale sul palco questo malese, Pomodoraai (Ponnudorai, quello vero) il suo nome. Diciamo che io e la sgna, come al solito molto irriverenti, l’abbiamo un po’ coglionato per via del suo aspetto fisico. A me ricordava un troll, a lei una piccola iguana. Si insomma, non era di certo un bell’uomo, anche perché lo penalizzava il fatto di essere un perfetto stereotipo di malese, basso, tozzo, capello lungo, baffo e somaticamente una via mezzo tra Ricky Gianco e Brunetto Lauzi. Una poesia insomma. Poi ha imbracciato una chitarra classica elettrificata e lì è iniziata l’apoteosi. Mi si è aperta la bocca e non l’ho più richiusa. Un turbinio di emozioni, allucinazioni, brividi, pelle d’oca, una cosa mai sentita (e forse vista ). Alla fine del concerto ho avvicinato Enrico per fargli i complimenti e lui mi ha anticipato dicendo sono molto contento che tu sia venuto a sentirci, davvero, ma come? Sono io che devo sentirmi onorato d’avermi dato la possibiltà di ascoltare una roba del genere. E’ questo che mi piace di Enrico, la sua sconfinata umiltà, un atteggiamento che molti di noi ignorano sistematicamente. Poi vabbé, la serata è proseguita tra birra, moijto e altro, con me e la sgna che facevamo i leoni marini nell’atto del corteggiamento sulle note di San Salvador. Dalle stelle (il concerto) alle stalle (i balletti). Spetta che scordavo, un saluto a corivorivo che ogni tanto passa da queste parti .
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venerdì 26 novembre 2004
ore 14:31 (categoria:
"Pensieri")
Travaso di bile

10.000 zero 12.000 zero 14.000 zero 15.000 zero 20.000 -66,36 25.000 -452,90 30.000 -305,38 32.000 -253,64 35.000 -287,00 40.000 -342,00 50.000 -497,00 60.000 -522,00 70.000 -522,00 80.000 -1.122,00 90.000 -1.722,00 100.000 -2.322,00 150.000 -3.322,00 300.000 -6.322,00
E’ un periodo che continuo a non capire, vediamo se qualcuno può spiegarmelo e non mi fa fare la solita figura dell’antiberlusconiano e per la proprietà transitiva, comunista. Dunque, il Silvio ha sbandierato ai quattro venti questa sua nuova impresa storica. Io, dall’alto della mia ignoranza in economia guardo la tabella, l’analizzo e… tiro quattro porchi. In parole povere questa è la tabella che mi riguarda. Supero i ventimila ma non arrivo a venticinquemila. Quindi pagherò 66,36 euro in meno l’anno di IRPEF, che diviso dodici fa 5,53 euro al mese. Uelà sono ricco!!!!! Poi guardo verso il basso. Mi accorgo che il poverello che dichiara 80.000 euro l’anno, risparmierà 1.122,00 euro l’anno. Ma come? Già dispone di 60.000 euro in più del sottoscritto e gli danno pure 1055,64 euro in più che a me? Cioè, io ho un risparmio del 1.8% mentre quello che guadagna 60.000 euro più di me risparmia il 4%. No, ditemi che non è vero, ditemi che ho la tabella sbagliata, che in realtà la sto leggendo sottosopra. Vi prego!
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