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mercoledì 28 gennaio 2009 - ore 03:58 primo passo IN THE FACE LEGGI I COMMENTI (2) - PERMALINK domenica 25 gennaio 2009 - ore 23:48 Nel maggio 2004 è finita un’epoca. “The Face” is gone. La rivista che nel tempo incarnò un modo nuovo e rivoluzionario di leggere il costume di una società, quando questa stava per esplodere in mille contraddizioni, affonda nella crisi pubblicitaria e muore. Per sempre? Chissà. Nel tempo stesso in cui si guardava a Vogue come l’unico comandamento del quale qualche dio ignoto ci fece dono (che si chiamasse yeshua o Diana Vreeland non aveva importanza), il sottobosco patinato cominciava a pullulare di nuove testate pronte raccogliere e distribuire stimoli fuori dall’establishment editoriale. Facciamo qualche passo indietro. Siamo in Inghilterra. Londra, Maggio 1980. Gli anni 80 sono appena iniziati, e cominciano già a farsi sentire: imperversano i Sex Pistols e con loro tutto il destabilizzante movimento punk, Vivienne Westwood è pronta a stravolgere il costume inglese abbinando sartoria classica e destruttura rock, la scena underground grida nuovi bisogni, nuovi volumi, nuove cose da far sapere al mondo. Quali? Molte: l’obiettivo principale è quello di distruggere la società disegnata dalle ideologie degli anni ’70, addio culto della naturalezza, addio hippy e addio amore universale. Saltano gli algoritmi che avevano battezzato i giovani, erigendoli ad attori sociali. Le cose cambiano. Esplode ovunque il superartificio: il corpo è da costruire, la musica deve diventare più forte, il cinema più violento. Ma chi può dare voce ad un popolo che inorridisce le istituzioni? Essi stessi: i giovani cominciano a parlare dei giovani. Nascono mille testate, indipendenti e non, che aprono e chiudono con la velocità di un brano suonato in uno dei tanti amati club. Ma un magazine vince su tutti: si chiama The Face. Una rivista che tratta di musica, di nuovi idoli, di un modo nuovo di vivere la moda. Una rivista che allude all’importanza della superficie sin dal suo nome. Se Vogue è l’eleganza, The Face è l’avanguardia, se Vogue mostra come indossare un abito di alta sartoria, The Face mostra come una semplice giacca possa indossare le ragioni di una protesta. Se Vogue è il desiderio, The Face è l’orgoglio. Di esserci e di farsi sentire. Senza paura di nulla e nessuno. Ma quale fu il segreto immediato di The Face? Più di ogni altro magazine, The Face seppe dare voce a chi voce non aveva: ai neri, ai punk, ai gay, agli artisti da strada. Dalle sue pagine irrompevano pose e styling mai visti, testi e foto con un appeal grondante di eccessi. Layout grafici nuovi, rivoluzionari. Tutto sempre e solo all’insegna dell’ostentare il coraggio di essere ciò che si vuole. Passano gli anni e nel solco scavato da The Face arrivano tanti fratellini e sorelline nuovi. Centinaia di magazine di tutto il mondo imitano lo stile The Face nel raccontare il costume, la moda, lo star system. E intanto non c’è supermodel, attore o rockstar che non sia passato sulla sua copertina. The Face anticipa volti nuovi e li lancia definitivamente, in una sorta di battesimo mediatico. Fino a quando nel marzo 2002 una strana email arriva nella casella di posta degli iscritti alla newsletter del sito. La notizia è drammatica: The Face chiude, salvate The Face. La redazione invita i lettori a mandare una foto con il proprio viso e una copia del mensile per dimostrare alla malvagia casa editrice che gli amanti di The Face sono tanti. Arrivano migliaia di email. Ma la battaglia è inutile. In un tiepido pomeriggio di maggio di un secolo iniziato da poco, il magazine che più ha sintetizzato l’ascesa della pop culture a linguaggio totale e unificante, chiude i battenti. Le cause del decesso non sono interessanti come il deceduto. Così preferisco pensare a The Face come a un gazzettino proveniente da chissà dove, che ogni mese ricordava a me e a tanti altri che quello che indossiamo parla di ciò che siamo. E non viceversa. COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK venerdì 23 gennaio 2009 - ore 12:34 oggi Bologna NETMAGE 2009 La nona edizione di Netmage festival si terrà a Bologna dal 22 al 24 gennaio 2009, Appuntamento internazionale a cura di Xing dedicato alle arti elettroniche, presenterà un programma multidisciplinare che intercetta limprevedibile scenario della ricerca audiovisuale contemporanea. Sede del festival saranno gli spazi di Palazzo Re Enzo che ospiteranno live-cinema, concerti, azioni performative, ambienti, installazioni sonore e visive. Il bando internazionale, strumento di indagine e selezione, ha visto la candidatura di oltre 180 progetti provenienti da tutto il mondo. I sala Il programma della sala principale del festival - il Live Media Floor - costituisce un world-scape visivo ed emozionale che attraversa i territori dell’immagine-movimento e gli immaginari contemporanei: in bilico fra orizzonti post-cinematografici e mondi sci-fiction (il film The distance to the sun di Andrea Dojmi/Flushing Device); esplorazioni ossessive dei ritmi di paesaggio urbano (Stefan Nemeth/Lotte Schreiber); re-enactment della cinematografia sperimentale d’avanguardia a confronto con sonorità impro-psycho-noise (Le Vampire de la Cinémathèque di Roland Lethem accompagnato dal live dei The Skaters). Un affondo tra i più inquieti produttori di estetiche di confine (per forza performativa e per potenziale sonoro) è costituito dalla presenza, tra gli altri, di Mudboy, Growing, Black Dice e Pete Swanson/John Wiese, i cui live sono accompagnati dagli interventi video di artisti visivi riconosciuti - parte delle formazioni stesse, fra cui Mudboy, Joe De Nardo, Bjorn Copeland e Liz Harris - che rappresentano per lo più lemergenza di un nuovo assemblagismo regressivo. A contrappunto, e per stimolare crash estetici, figurano gli eventi dedicati alla scena giapponese sperimentale elettronica: ATAK Night con Keiichiro Shibuya e Evala, e il raffinato solo noise di Keiji Haino. II sala Nella seconda sala ritorna Mangrovia, la sezione dedicata agli esiti più estremi ed eterocliti della sperimentazione elettronica, inaugurata con successo nell’edizione 2008. Mangrovia è un mondopianta-giardino composto da eventi che abitano un ambiente dedicato ad un ascolto ora contemplativo ora tempestoso, dove, come in un ecosistema ricco e composito, le diversità di generazioni, di provenienze (musicisti, artisti e performer) e di ambiti (musica elettronica, elettroacustica, sound art e arti visive) si aprono a collaborazioni temporanee. Per Netmage 09 sono previsti, tra gli altri, i live di Sunburned Hand of the Man, Emeralds, Thomas Ankersmit/Valerio Tricoli, Mattin/" " [sic] Goldie, Pete Swanson/John Wiese/Liz Harris. Coreografia perpetua di caos, possibilità e profezie, The Infinite Pleasures of the Great Unknown,nuova creazione dei londinesi Bock & Vincenzi, occupa per tutto larco del festival la terza sala di Palazzo Re Enzo dedicata alle Performing Arts. Ispirato al Dr Mabuse di Fritz Lang, con il pretesto di una narrazione culto, lo spettacolo esplora la relazione tra il linguaggio del movimento e il mistero dellimmagine, immersi nei soundscapes di Luke Stoneham. III sala Infine il Megascope di Virgilio Villoresi ospita la terza tappa di Eclissi, spettacolo ottico di oggetti mossi in tempo reale mediante il processo della camera oscura, con musiche dal vivo di Dominique Vaccaro. Un racconto visivo vicino al cinema danimazione mitteleuropeo e alle atmosfere magiche delle prime sperimentazioni sui media ottici. Meta-impaginazione delle atmosfere di Netmage 09 è Oblivia, ultima fase del progetto Village Oblivia di Invernomuto: un insediamento nomade diffuso nei diversi spazi che rievoca echi neomedievali tra giochi di ruolo (Seconda Fondazione), Black Metal, British Psychedelic Folk e il contributo di altri ospiti del festival. COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK martedì 20 gennaio 2009 - ore 17:34 cosa ho stampato in mente ieri ...sembri un incubo... ...tu e il tuo cagnolino... oggi ..non ne usciamo piu’ dioboja ..e tu mi mandi i bacini.. COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK lunedì 19 gennaio 2009 - ore 20:36 ieri Venezia per deporre le ansie e bere l’inerzia davanti ai postali con intenti gentili bella gente cortese troppo cortese pero’ bella gente e non è cosa da niente marta sui tubi anche oggi sono diventato il pusher dei marta, bel pranzo nessun avanzo tutto buono e bello anche se fingo fingo un orgasmo un me stesso umilissimo per cercar musicisti idealismo e speranze altro che socialismo e barbarie ma, mi accorgo, chè solo fingendo posso stringer la mano c.que lo faccio non certo come da canovaccio direi con una spontaneita’ .. non è una battuta! fa ridere lo so? o no?come un attore non professionista inconsapevole ma contorsionista bravetto anche senza brevetto troppo vino comunque anche questa sera c.que ancora e almeno un altra bella gita LEGGI I COMMENTI (2) - PERMALINK domenica 18 gennaio 2009 - ore 09:23 ieri Torino come una luce ![]() partenza 4 0rette Marta sui tubi nelle orecchie paesino primo tentativo di agopuntura fallito gran pranzo in cooperativa del mutuo soccorso medico che pranza con noi ed è una macchietta torino periferia squallida centro iper consumistico no betole no negozietti ma trovo il libro post punk di Reynolds a 6 euro in meno poi Faust’o rossi in cd e Ciampi in cd altre 4 orette di quasi guida ea casa anche questa è fatta,disfatta era un bajore ..perobella gita COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK mercoledì 7 gennaio 2009 - ore 16:05 ma il sesso cosè? ma sopratutto ? LEGGI I COMMENTI (9) - PERMALINK domenica 4 gennaio 2009 - ore 20:06 nn inizia tanto bene LEGGI I COMMENTI (3) - PERMALINK sabato 3 gennaio 2009 - ore 11:41 2.0.0.9. vincere la clessidra impazzita giornaliera propositi 2009 (in ordine isterico) PropoSalu Innanzitutto star mejo la salute ha ammazzato le mie giornatelle e continua a farlo, devo uscire da sto tunnel carpiato Propolibri Andy Violet "Mutae Divae" Ed.Portaparole xke’se lo legge ademarki un motivo ci sara’ e sara’ bello. "Post-punk 1978-1984" e "Hip-hop-rock 1985-2008" di Simon Reynods. Isbn Edizioni, perche’ sono guide uniche. "Frigidaire" di V.Sparagna Ed.Rizzoli.Bur, l’incredibile storia e le sorprendenti avventure della + rivoluzionaria rivist d’arte del mondo ..e altri che mi sfuggono e chissa’ dove vanno.. PropoHUman non ho molto desiderio di riattivare una vita sociale e questo mi spaventa,deluso (ancora?) dai rapporti ma sopratutto dallo spessore con il quale questi vengono legati e portati avanti anche per una vita. La mia concezione e il mio cuore volano alti da latre parti e stili di vita,viaggiano insieme (nn è d’accordissimo come al solito il mio fisico) verso lidi anarchici splendenti e fottutamente piu’ veri e schietti e sopratutto utili e poco borghesi.(si lho detto). Speriamo di nn perdere quelle briciole che mi stanno a cuore, come la morosa oppure silvio o ade o baji o forse tutti. Propoambiz il dopo musicone se ci sara’ prepara il terreno al cambio di citta’, al di fuori delle prospettive lavorative che nn vedo, oramai necissito di un altro luogo, piu’ vivace (...?). Intanto la musica che facciamo io e il mio folle companeros si sta stabilizzando e fa paura, e’ un pop anarchico nei testi e nel coraggio che c vuole per andare fuori a suonarlo, il resto e melodia italiana deviata, fara’ cagare tutti ed è fuori moda, musica fatta di smiths e cure, elliott smith andati ad un colloquio di lavoro con i zero assoluto, rock folk e neo wave piegato al cauntautore melenso ma coll’ormone, melodia nella voce gigiona neanche fossi il fijo di Cammariere nato da papa’ Fossati e mamma Tenco, testi di amMore con sottotesto Debord anarchico: praticamente Piero Ciampi nel 2009, se nn siamo folli..? PropoMusic be’ ho riavviato il i-mulo con ID alto quindi.. rimango c.que sempre stupefatto da quanta poca buona musica ci sia in giro, ho pure provato a sentirmi tutta la top100 di pitchfork,niente,... penso sia un’era mediocre che ci volete fa’ almeno ho riscoperto vecchie cose Patti Smith,Syd Barrett,Elliott Smith,gli Smog, mi è arrivato l’originale di script..dei Chameleons (se volete scoprire da dove si sono inventati gli Interpol)e Ten dei Clouddead, oltre che il nuovo dei why? PropoJob non ne parliamo vala’ dovro’ ripartire alla ricerca di una nuova occupazione, nuovi lavori, ne’ voja, ne’ idee,ne’ scenari magnifici, soch me che figata. InterVallo CinePropo quest’anno si è aperto nel nome del rinnovato entusiasmo per il cinema,ho visto e rivisto molti film neji ultimi giorni (tra gli altri..Come dio comanda di Salvatore,Barone di Munchausen di Gilliam,L’incredibile verita’ di Hartley,Stella di una brava regista francese,La felicita’ porta fortuna di Leigh, Johnny suede di DiCillo,Walkin life di Linklater) e anche belli, ma mi piace seguire quello di cui ne faccio poi progetto, devo avere deji scopi per perdere del tempo prezioso a sto mondo, quindi il cinema rimane una futile divagazione che nn posso sfruttare spesso nella mia vita se nn come essere umano. ha il sapore dell’intrattenimento. propoArt Infine un rinnovato slancio verso le arti figurative e gli arnesi media comunicativi. in altre parole di cultura e di stimoli il vostro squalo si riempe giornalmente e nonostante il lavoro mortificante e le sfighe sempreverdi,ma a che pro, vojo un pro!specie se nn faccio fiji! (intimita’..e discorso finale fra se’serio e se’simpatico e fra’ cristofaro) ..quello che cerco è un varco, un’idea per metabolizzare, per nn essere meditabond (o), dare il proprio contributo attivo alle arti e alle persone, e nn passivo comè chi è spettatore. Non mi si addice. Mi avvio verso i 34,eh si diobau, è questa idea, magari utopica se non ho talenti da vendere, ancora brucia forte dentro. Voi avete questioni per le quali bruciate? e avete la voja e il coraggio (e la necessita’) di spendere questa clessidra impazzita giornaliera per una causa che nn sia (ancora) la famija, i fiji,il fidanzato,gli schei,o cose cosi’?? vi auguro di si per quanto mi riguarda sparo le ultime cartucce d’ambizione poi tanto so che nn mi addomestichero’ mai, lasciate che insegui queste stelle.. potrei riuscire a prenderle inaspettatamente e poi tuttalpiu’ muoio auguri a tutti COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK martedì 30 dicembre 2008 - ore 19:05 cordiale messaggio di fine anno Siamo sotto le bombe a Gaza, e molte sono cadute a poche centinaia di metri da casa mia. E amici miei, ci sono rimasti sotto. Siamo a 160 morti sinora, una strage senza precedenti. Terroristi? Hanno spianato il porto , dinnanzi a casa mia e raso al suolo le centrali di polizia. Mi riferiscono che i media italiani tutti in toto danno per buono il comunicato militare israeliano di base terroristiche bombardate. Cazzate. Li ho conosciuto, questi ragazzi, li ho salutati tutti i giorni recandomi al porto per pescare coi pescatori palestinesi, o la sera per recarmi nei caffè del centro. Diversi li conoscevo per nome. Un nome, una storia, una famiglia. Sono giovani, diciotto ventanni, per lo più che se ne fottono di Fatah e Hamas, che si sono arruolati nella polizia per poter aver assicurato un lavoro in una Gaza che sotto assedio ha l’80 perce tno di popolazione disoccupata. Aprite le orecchie, colletti bianchi della disinformazione occidentale. Queste divise ammazzate oggi (senza contare le decine di civile che si trovavano a passare per caso, molti bambini stavano tornando a casa da scuola) sono i nostri poliziotti di quartiere. Se ne stavano tutti i giorni dell’anno a presidiare la stessa piazza, la stessa strada, li ho presi in giro solo ieri notte per come erano imbaccuccati per riparsi dal freddo, dinnanzi a casa mia. Non hanno mai sparato un colpo verso Israele, ne mai lo avrebbero fatto, non è nella loro mansione. Si occupano della sicurezza interna, e qui al porto siamo ben distanti dai confini israeliani. Ho una videocamera con me ma sono un pessimo cameraman, perchè non riesco a riprendere i corpi maciullati e i volti in lacrime. Non ce la faccio. Non riesco perchè sto piangendo anche io. Ambulanze e sirene in ogni dove, in cielo continuano a sfrecciaree i caccia israeliani con il loro carico di terrore e morte. Devo correre, all’ospedale AL Shifa necessitano di sangue. non sono umani, credo che non lo siano mai stai. Un messaggio cordiale di fine anno a tg1 tg2 rete 4 canale 5 italia uno, Claudio Pagliara su tutti, ma anche il tg3: ANDATE A FARE IN CULO. (guerrilla radio dixit) COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK > > > MESSAGGI PRECEDENTI |
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