"Shadows of shadows passing.
It is now 1831, and as always, I am absorbed with a delicate thought. It is how poetry has indefinite sensations, to which end, music is an essential.
Since the comprehension of sweet sound is our most indefinite conception, music, when combined with a pleasurable idea, is poetry.
Music, without the idea, is simply music.
Without music or an intriguing idea, colour become pallor, man becomes carcass, home becomes catacomb.
And the dead are but for a moment motionless".
Edgar Allan Poe, The Fall of the House of Usher

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martedì 8 novembre 2005 - ore 13:42
Per 2 birre e 1 panino
(categoria: " Musica e Canzoni ")
Here comes the sun, tralla-là... here comes the sun, tralla-là....
stavo osservando con curiosità (tralla-là) il programma di uno di quei locali in cui il gestore, squadrandomi dall’alto (noi puffi siam così...), ha detto immediatamente :"Ciò tosi, qui non gavemo schei: se volìo sonare, gavìo da farlo gratis!".
Ciaro.
...Stavo considerando che ha chiamato un sacco di bands straniere semi-sconosciute. Probabilmente verranno in bicicletta con gli strumenti in spalla e si accontenteranno di un paio di birre e un panino, giusto per la soddisfazione di dire:"Io ho suonato lì, davanti a 50 persone!".
Oppure il gestore si occupa di dècoupage e adora fare composizioni intrecciando date di calendario e loghi di bands trovate a casaccio su Google.
Gheioz, dobbiamo cambiare strategia (e qui, se bestemmiassi, bestemmierei).
Dobbiamo procurarci tutti delle lunghe parrucche biondo platino (come consigliava saggiamente tempo addietro Giuliano, il chitarrista del gruppo), emettere suoni gutturali e dire che siamo la band più figa dell’Hordaland (regione norvegese, he! he!).
E ovviamente: la cantante ha 2 tette mostruose ed è ninfomane!!!
...magari arriviamo a 3 birre!
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sabato 5 novembre 2005 - ore 11:20
Etchuuuuuuuuu!!!
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Etchuuuuuuuuu!!!
...Salute!
Dov’è? ...Dov’è andata a finire la mia salute?!?
"Bronto, sono Balentina...bi riconosci?"
"No".
E’ tutto così ovattato dall’interno del mio potente raffreddore.
Sto ad ascoltare le mie amiche in apnea, con la bocca semiaperta (cià-cià bla-bla cià-cià...), come fosse stupore: in realtà non mi arriva ossigeno al cervello.
Ho gli occhi che "galleggiano".
La voce assottigliata in un sibilo.
Se oggi mi vedesse Gollum potrebbe perdere la testa,
oh ssssì tesssoro mio!

(Non mi resta che farmi di aspirina!).
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PERMALINK
mercoledì 2 novembre 2005 - ore 10:37
...Che 2 palle!
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Vogliono fare gli "alternativi". Bene.
Vogliono fare i "sinistroidi". Benissimo.
Vogliono distinguersi, vogliono farsi promotori della libertà di espressione artistica, della comunicazione, della sperimentazione...
Fantastico.
Finchè non scoprono che tu, artista, suoni anche da un’altra parte.
Hai avuto la sfacciataggine di fissare una data in un locale della stessa zona e di segnalarlo nel tuo sito!!!
...E allora il problema non si limita ad essere:"
Le date sono troppo vicine, spostiamo il concerto ", il problema assume le connotazioni del
tradimento , hai
ferito (testuali parole) il gestore e porti l’onta di essere stato contaminato dall’atmosfera del club rivale, un’onta che forse potrai lavare solo non suonando più pubblicamente per almeno 2 anni e cospargendoti il capo di cenere!!!
Sono avvilita.
Padova è una fogna.
Screditerei pubblicamente il posto dove è nata questa situazione patetica se non avessi rispetto per tutti gli artisti e musicisti che lo frequentano e vi si dovranno esibire.
Che ne sappiamo noi delle beghe intestine dei clubs patavini?!? Neanche fossimo a Los Angeles!!!
Abbiamo due date di numero e addirittura finiamo in un conflitto!!!
Volevano fare gli alternativi.
Volevano fare i "sinistroidi"... sè! sè!
ALLA FACCIA DELLA LIBERTA’ DI ESPRESSIONE!!!
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giovedì 27 ottobre 2005 - ore 11:14
DIVE (Trilussa, 1916)
(categoria: " Poesia ")
La scimmia un giorno agnede dar fotografo.
Dice: Vorrei sapé se sò capace
de fa l’artista ner cinematografo.
Me piace tanto a fa la traggica
ne la lanterna maggica!
-Eh - disse lui - bisognerà che provi:
devo prima vedé come te metti
eppoi come te movi.
Fingi, presempio, d’esse una bestiola
in una posa un po’ sentimentale,
che pensa all’ideale
senza che si sappia dì mezza parola.
La Scimmia, con un’aria d’importanza,
se mise a sede, fece la svenevole,
guardò er soffitto e se grattò la panza.
-Brava! -strillò er fotografo- Benone!
Questo pe fa carriera, basta e avanza:
sei nata proprio co’ la vocazzione!
Se allarghi mejo certi movimenti
chissà che artista celebre diventi.
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lunedì 17 ottobre 2005 - ore 16:38
TONY LEVIN BAND
(categoria: " Musica e Canzoni ")

Venerdì sera, al teatro Astra di Schio, ho assistito ad uno dei concerti più potenti che abbia mai visto: la Tony Levin Band, preceduta dal duo Marotta-Griesgraber.
A molti forse questi nomi non diranno gran che, ma basterebbe farsi aiutare da un motore di ricerca qualsiasi per rendersi conto che questi musicisti hanno contribuito in maniera fondamentale alla costruzione della storia della musica rock e alla sua evoluzione.
Tony Levin , componente dei King Crimson, oltre che della band di Peter Gabriel fin dal suo esordio solista, e’ uno dei più grandi bassisti e virtuosi dello stick.
Le sue collaborazioni discografiche sono innumerevoli. Ha suonato con tutti i piu’ grandi musicisti, basti ricordare John Lennon, Laurie Anderson, Burt Bacharach, David Bowie, Chris Botti, Bill Bruford, Al Di Meola, Robert Fripp, Lou Reed, Ringo Starr, Pink Floyd, Paul Simon, James Taylor, Ravi Shankar, California Guitar Trio, solo per citarne alcuni.
Ha collaborato anche con musicisti italiani, quali Ivano Fossati, Fiorella Mannoia, Claudio Baglioni, Susanna Parigi, Vasco Rossi.
Ha al suo attivo 4 album solisti. Oltre alla sua intensa attività musicale, Tony coltiva da molto tempo la passione per la fotografia e il disegno su immagine fotografica. Ha già pubblicato 2 libri fotografici e realizzato diversi lavori di artwork per le copertine di dischi propri e dei King Crimson.
Larry Fast , vecchio amico e collaboratore di Robert Moog, e’ stato uno dei pionieri della musica elettronica a livello popolare. Già tecnico del suono e membro effettivo della Peter Gabriel Band fin dai suoi esordi, ha al suo attivo una intensa attività solista sotto il nome di Synergy.
Il suo talento ai sintetizzatori e’ affiancato all’attività di produttore per innumerevoli artisti con cui ha collaborato anche in studio di registrazione, tra i quali Barbra Streisand, Randy Newman, Joan Armatrading, Walter Carlos (storico compositore delle colonne sonore dei film di Stanley Kubrick), tra gli altri.
Jerry Marotta , dopo una lunghissima permanenza nel gruppo di Peter Gabriel, ha inciso e intrapreso tour con Paul Mc Cartney, Joan Armatrading, Hall & Oates, Sean Lennon, Susanne Vega, Ani Di Franco, per citarne alcuni. Oltre a collaborare con innumerevoli artisti, Marotta e’ anche un ricercatissimo produttore oltre che proprietario di uno studio di registrazione nei pressi di New York.
Jesse Gress , suona stabilmente nella Tony Levin Band e nel gruppo di Todd Rundgren. La sua attività si svolge prevalentemente negli Stati Uniti dove e’ molto conosciuto nell’ambiente anche come eccellente trascrittore di spartiti per chitarra diretti a professionisti e semplici appassionati.
Tiene workshop e scrive manuali didattici per chitarristi non professionisti.
Pete Levin , fratello di Tony, poliedrico e stimatissimo pianista negli ambienti jazz e rock, ha al suo attivo una vasta produzione discografica solista e una lunghissima lista di collaborazioni con altri artisti, quali il Brubeck Brothers Quartet, Gil Evans, Waine Shorter, Artie Traum, Michael Petrucciani, David Sanborn, Robbie Robertson, Carly Simon, Annie Lennox.

Questi musicisti mi hanno lasciata senza fiato e senza parole.
Non solo per l’eccezionale bravura innata ed acquisita nel corso degli anni, ma anche per l’atteggiamento divertito con cui eseguivano i pezzi, per le simpatiche gags con cui li presentavano o esortavano il pubblico ad acquistare i loro cd.
...Altro che gli "impiegatucci della musica" mezze-calzette in cui ci si imbatte purtroppo spesso da queste parti, quelli che ti guardano con aria sprezzante se non hai la chitarra di un certo modello, se non hai frequentato la tale scuola... e che imbracciano uno strumento con lo stesso entusiasmo con cui io timbro il cartellino in ufficio...
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mercoledì 12 ottobre 2005 - ore 12:22
45 ore
(categoria: " Musica e Canzoni ")
45 ore suonate, sento ancora "duuun! duuun! duuun!" nella testa, ormai era diventato una specie di mantra ipnotico.
Mi riferisco alla maratona rock organizzata da Chris Boulet al Factory, che ha visto salire sul palco musicisti di livello veramente notevole e suonare insieme, improvvisando.
Personalmente, io la maratona rock l’ho fatta forse in chiave più "Oktoberfest", dal momento che non credo di essere rimasta più di 30 minuti senza una birra in mano... hi! hi!
La prossima volta prendo ferie e mi porto il sacco a pelo!
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giovedì 22 settembre 2005 - ore 13:57
Berlino
(categoria: " Viaggi ")
Ci sono posti in cui VUOI andare e non sai perchè.
Ci sono posti in cui, pur essendo estraneo, percepisci aria di..."casa".
Berlino per me è uno di quei luoghi.
...Una settimana non mi è bastata se non per darmi la certezza di tornarci!

Il cielo sopra Berlino si specchia nelle grandi vetrate, l’antico e il moderno convivono e si contaminano, esaltandosi vicendevolmente nel loro armonioso contrasto (c***o, sembro una guida stampata!).
I viali si aprono larghi, percorsi da un traffico rilassato e da un gran numero di biciclette.

All’inizio ne ero assurdamente delusa.
Mi aspettavo la città in bianco e nero dei films di Wim Wenders, un’isola-rifugio per artisti, profughi, esistenzialisti, outsiders...una metropoli con una colonna sonora new wave.
Berlino invece mi si stendeva davanti tranquilla e scintillante, con i suoi parchi e i palazzi dominati dalle insegne delle grandi marche dei nostri anonimi centri commerciali.
Sembrava più una meta per famiglie che per persone eccentriche.
Della rabbia delle occupazioni rimaneva a Kreutzberg solo qualche isolato graffito che urlava disperatamente dal muro di qualche edificio.
Non c’erano che un paio di punk, mi aspettavo miriadi di volantini fotocopiati reclamizzanti concerti di gruppi con nomi assurdi e invece no, solo un paio di negozi stravaganti dove sputtanare i pochi soldi, e pure in frenchising...: era tutto una grande Ikea, una grande Mtv; e questo mi amareggiava da morire.

Poi però inizi a inalare laria di una città singolare, unaria che in certi momenti sa di mare.
Mentre passeggi con il naso allinsù ti rendi conto che la metropoli Berlino non ha nulla a che fare con i piccoli e schizofrenici agglomerati urbani a cui siamo abituati, non è una città che ti fa male.
La vita costa meno, e a tutte le ore trovi un treno o un autobus pronto a portarti verso qualsiasi zona. Puoi essere una ragazza sola e camminare per le strade nel bel mezzo della notte senza che ogni 20 metri qualcuno ti infastidisca. Puoi entrare in un locale e ritrovarti il gestore che ti offre un bel boccale di birra per farti sentire a casa.
E poi inizi a conoscere gente, "veri" tedeschi e persone che da tutto il mondo sono confluitenei modi più disparati sotto lo stesso cielo... e tutti ti diranno che Berlino è una città assurda, una città magica. E non vedi lora di scoprirla.
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martedì 9 agosto 2005 - ore 11:21
tHEgHEIO LIVE!
(categoria: " Musica e Canzoni ")

(Foto c/o CRC di Abano)
MERCOLEDI' 10 AGOSTO 2005
c/o FESTA DELLA BIRRA
SANT'ELENA D'ESTE (PD)
Penelope Rock Contest
ore 21.30
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venerdì 5 agosto 2005 - ore 15:47
Canta che ti passa...
(categoria: " Musica e Canzoni ")
"Throw your pain in the river
To be washed away slow" (P.J. Harvey)
"Canta che ti passa..." si usa dire.
Io non canto perchè mi sento brava, canto perchè mi sento bene.
Passa la rabbia,
passa la tristezza,
passa la noia,
passano le frustrazioni,
passa la paura.
La voce diventa un grande fiume che travolge tutto, tronchi morti e terra, ricordi lontani e ferite,
e mi lava l’anima.
Dopo aver cantato mi sento come "centrifugata".
E’ difficile da spiegare.
...E mi viene sempre una fame tremenda!
Quando canto tengo gli occhi chiusi e se li apro in realtà non vedo nulla: solo scene oniriche, paesaggi variopinti, visi conosciuti, momenti già vissuti. Guardo dentro, non guardo fuori.
Finire nelle mie canzoni, se devo essere sincera, non è mai una vittoria.
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giovedì 4 agosto 2005 - ore 11:18
Consigli di ripulistica estiva
(categoria: " Riflessioni ")
Tempo di pulizia.
Tagliamo i rami secchi. Zac!
Non che sia indolore, ma dove non scorre più linfa è meglio un bel colpo di cesoia. Zac! Zac! Zac!
Le energie non sono infinite, preserviamole, lo fanno pure le piante senza nemmeno avere la capacità di rifletterci sopra. Chiamasi "sopravvivenza".
Non tollero più di essere circondata da persone bieche, che sanno di vecchio e di muffa, divorate dalle loro nevrosi. Persone che ti passano accanto come un tornado fuligginoso travolgendo il tuo allegro orticello che iniziava a dare i primi timidi frutti.
Persone che non hanno la maturità di richiudere le loro magagne nel vaso di Pandora, che incombono grevemente fino a schiacciarti lo stomaco.
Non parlo di storie d'amore finito, mi riferisco ai rapporti interpersonali in senso lato, di qualsiasi natura essi siano. Non regalo più niente!

The Clod and the Pebble
Love seeketh not Itself to please,
Nor for itself hath any care;
But for another gives its ease,
And builds a Heaven in Hell's despair.
So sang a little Clod of Clay,
Trodden with the cattle's feet:
But a pebble of the brook,
Warbled out these metres meet.
Love seeketh only Self to please,
To bind another to Its delight:
Joys in another's loss of ease,
And builds a Hell in Heaven's despite.
-- William Blake
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